venerdì 27 marzo 2026

Un po' di politica "di casa nostra"...

 

Eh mo'...?

Vedendo una rassegna stampa mi è apparso chiaro come il cambio di Gasparri con Craxi abbia come primo effetto evidente una posizione di FI Italia molto più critica con Trump e tutto il finto "sovranismo". 

Stefania Craxi si interessa di politica estera, la Berlusconi era già stata molto critica con Trump sui dazi, "distrugge l'occidente", Tajani in FI è stato ridimensionato.

Visto che siamo in tempi di guerra assai poco prevedibili, con conseguenze economiche peggiori di quello che viene detto e questo giudizio è anche di Lagarde e Confindustria,  non sono escluse maggioranze tecniche nel medio periodo ed è  sicuro che sarà subito più evidente la convergenza di opinioni filo atlantiche tra Riformisti PD, Renzi, Azione, e la nuova FI.

Insomma il cambio di capogruppo al Senato è più importante di quanto sembra e riguarda anche il centrosinistra e quindi il suo "pacifismo"(Arci, AVS, M5S, e centri sociali contigui). 

Pacifismo che deve essere indipendente, radicale e non subalterno alla politica, ma sappiamo che non è così...

Marco Palombo





Notizie dal Mainstream: 

"Dopo le dimissioni del sottosegretario Delmastro, del capo di Gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, e quelle, sofferte, della ministra del Turismo Daniela Santanchè, arriva anche un avvicendamento dentro FI. Dopo la lettera di 14 senatori su 20 che ne chiedevano le dimissioni,  ha lasciato il posto di capogruppo al Senato Maurizio Gasparri.  Al suo posto Stefania Craxi, una scelta benedetta da Marina Berlusconi. Da parte di Marina Berlusconi restano però "immutati" la stima e il sostegno nei confronti del segretario Antonio Tajani..." (Sky News)

"L’economia non aiuterà Meloni a ricostruire un’immagine da leader vincente che lei stessa ha distrutto con la sconfitta al referendum sulla giustizia. Anzi, minaccia di metterla sulla graticola nel prossimo anno.   Una vipera ha iniettato il veleno nel corpo di un’economia già in stagnazione. Ora, si parla di recessione..." (Il Manifesto)

"Come in uno specchio deformato, il volto di Giorgia Meloni trasfigura. Da premier inossidabile e quasi invincibile, ad anatra zoppa, guida insicura e affannosa di un governo che giace immobile perché tutto ciò che è stato costruito sta cadendo a pezzi. La politica estera tutta da ribaltare e riscrivere dopo il conto salato del fidanzamento con Donald Trump..." (Il Fatto Quotidiano)


Inciucio fatidico



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