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mercoledì 27 giugno 2012

Siria ed il tiranno descritto dai bugiardi venduti a Sion

Guardarsi allo specchio - Affresco di carlo Monopoli

Da qualche mese un tale, il signor Germano Monti, si dedica alacremente a rinverdire, su blog e reti sociali clandestini e su siti pseudo-rivoluzionari, le stesse antitesi complottiste che, quarant’anni fa, servirono al sistema per affossare una solida unità del movimento studentesco, per inventare gli opposti estremismi e per incanalare la protesta generazionale in una cruenta guerra civile tra giovani, fatta di attentati, di piombo e di stragi: in un terrorismo trasformato così in funzionale ai giochi di potere dei grandi vecchi dei partiti di allora.

Tale stratega della tensione, un irriducibile tardo-trozkista che si riscopre alunno dell’Hyperion di Parigi, il noto think-tank della destabilizzazione atlantica nel nostro continente, è assai infastidito dal sostegno di un “fronte comune” di cittadini italiani al popolo e al governo siriano, una nazione vittima delle manovre terroristiche e stragiste confezionate dalla Cia per trasformare la Siria in una nuova colonia dell’Occidente e delle monarchie feudali arabe del Golfo.

Nelle sue sventagliate pro-terroristiche, costui, dichiara Bashar Assad sanguinario “tiranno” e “dittatore” e prende le difese dei “ribelli”.

Senza nemmeno distinguere strani colori “salafiti” ed evitando accuratamente ogni accenno alle – sue - fulgide alleate, le “democrazie” degli emiri e dei monarchi del Golfo infeudati agli anglo-americani.

Ma quello che lo rende visceralmente furioso è la presenza variegata, trasversale, di italiani alle manifestazioni pro-Siria. Raccattando qualsiasi “sentito dire” si produce in castronerie (per esempio indica tra gli organizzatori un Filippo Fortunato Pilato che sarà anche di Forza Nuova oltre a scrivere sul sito Syrian Free Press, ma che certamente non ha né organizzato né partecipato alle dimostrazioni di piazza; evita, al contrario, di indicare la presenza dello scomodo anarchico Fallisi, evidentemente troppo addentro alle vicende oscure di “Freedom Flotilla”; taccia tutti – attingendo a “verità indiscusse” rivelate da Saverio Ferrari, canuto arnese dell’Autonomia milanese - di rossobrunismo o nazimaoismo; parla di “immonda contaminazione”, per la presenza, accanto a Stato e Potenza, o Zenith, o Sempre Domani, o Rinascita, di un Fulvio Grimaldi o di un Giulietto Chiesa).

Le sue esternazioni hanno palesi obiettivi

1) aggredire la mobilitazione pro-Siria per delegittimare in particolare l’unico portavoce, l’italo-siriano, comunista, Ouday Ramadan, detto “Soso”;
2) inserire dosi di “antifascismo” da accatto per cercare di far disertare dal fronte antimperialista pro-Siria quelli che dichiara “compagni che sbagliano”;
3) ridare fiato alla sua gente, quella che si dichiara “pacifista” e plaude alle “rivoluzioni” manovrate dalla Cia e dagli Stati più reazionari de mondo per far fuori l’ultimo baluardo repubblicano, laico e socialista nella regione del Vicino Oriente.

Bel tomo, no? Tipico esempio di rivoluzionario permanente.

Ugo Gaudenzi
direttore@rinascita.eu

(Fonte: Rinascita.eu)

domenica 20 maggio 2012

Geopolitica - Il ruolo della Turchia nello scacchiere mondiale

Paolo D'Arpini che interpreta Chuang Tzu al teatro Cinabro di Calcata


Il ruolo della Turchia nello scacchiere mondiale – Scrive Joe Fallisi: “Consiglio vivamente, anche a coloro che conoscono poco l'inglese, di visitare l'interessantissimo canale youtube di Morris (http://www.youtube.com/user/108morris108?feature=watch), già tante volte da me segnalato, e di prestare particolare attenzione alla serie di video, uno più notevole dell'altro, che contengono le interviste allo sceicco Imran Hosein. Egli sostiene, così come lo stesso Morris peraltro, molte cose che penso, dico e scrivo io stesso. Vede lucidamente la situazione apocalittica in cui il mondo si trova, con i dirigenti pazzoidi dell'entità sionista in procinto di sferrare l'attacco finale. Esso dovrebbe condurre, attraverso l'ecatombe di Armageddon, alla sostituzione dell'impero americano ormai al tramonto con il dominio, da millenni agognato e preparato, delle tribù di Israele. Ma nuovi scenari, anche sotterraneamente, si stanno disegnando a contrasto di tale esito, niente affatto scontato né inevitabile. Chiave di volta di questi ultimi nel Vicino Oriente, secondo Hosein, sarà la... Turchia. Dove Istanbul-Costantinopoli potrebbe essere riconquistata dalle forze capaci, in alleanza con la Russia e con l'Iran, di contrastare e persino dissolvere il sogno mondialista sionista. Ciò avverrà, nel caso, solo attraverso una rivolta contro la Nato e il suo servo locale, l'obliquo dönmeh Erdogan. Chi vivrà vedrà”

Mio commentino: “Interessante... peccato che non posso vedere i video.. comunque già la tua spiegazione lascia intendere molto... Anche se di queste "profezie" in parecchi ambiti e da parecchio tempo se ne parla, personalmente continuo ad essere agnostico (non escludo però che possa accadere), pur che il mondo, diciamo i suoi abitanti, si è talmente rammollito in cinquantanni di consumismo e liberismo sfrenati che ho dubbi sulla capacità di ribellione.... Si dice in Cina che in tempi di crisi estrema solo la forza e la tenacia del Topo possono garantire la sopravvivenza, tu -tra l'altro- sei nato nell'anno del Topo di Terra...”

Replica di Joe Fallisi: "Capisco bene cosa intendi e anzi lo condivido. Per un "raddrizzamento" della situazione occorrerebbe un'umanità diversa. Non esiste. Tanto meno nei Paesi del cosiddetto primo mondo. C'è poi da dire che la visione escatologica dello sceicco Hosein è tutta interna all'Islam, ovvero che egli, come ogni buon musulmano, si sente parte della "famiglia abramitica" (per cui buona e santa la Torah, parzialmente degenerato il Talmud e così via). Purtroppo - ma è inevitabile - anche nel suo caso alla fine ci si ritrova sempre dentro la prigione, il delirio, il grande trucco degli ebrei e del loro arconte-demiurgo tribale. Gli uomini, le donne, gli animali, la natura tutta, per salvarsi, avrebbero bisogno di uscire da 'sto nero sortilegio e di tornare a respirare, finalmente, aria pulita. Siamo e rimaniamo viceversa infossati in questa foiba infame, vivendo di illusioni e falsa coscienza"

Mia rispostina: "Succederà spontameamente, come tutto è avvenuto spontaneamente nell'evoluzione umana.. passo dopo passo, come si conviene ad una passeggiata nel cosmo!"



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Commento di Maurizio Barozzi:

E’ indubbio che il sogno di un dominio mondiale sionista, configurandosi attraverso il passaggio mondialista di una Repubblica Universale con capitale a Gerusalemme, a prescindere se potrà o meno realizzarsi, data la complessità della natura umana e le reazioni storiche e geopolitiche (eterogenesi dei fini) prevede assolutamente il ridimensionamento, anche traumatico, della nazione che oramai da oltre due secoli rappresenta l’arma, dietro la quale, l’ebraismo internazionale ha potuto portare avanti i suoi progetti: gli Stati Uniti d’America. I progetti di dominio mondiale prevedono infatti che dopo un periodo, più o meno lungo, in cui le redini manifeste e pubbliche di questa Repubblica Universale sono tenute da “porta borse” o comunque da personalità non necessariamente giudaiche, a poco a poco dovranno subentrare le figure ieratiche dei figli di Israele.

Gli USA saranno quindi, prima o poi, annichiliti anche se è difficile prospettare come. Io penso che questo ridimensionamento del loro ruolo internazionale avvenga o attraverso una crisi finanziaria apocalittica (e qualcuno in America sta già preparando le forze repressive e gli scenari di eventuali rivolte) o attraverso uno scandalo di inaudite proporzioni, come ad esempio produrre, attraverso i mass media e la solita magistratura d’assalto, le prove che dimostrano l’auto attentato dell’11 Settembre. Sarebbe un impatto tremendo per l’opinione pubblica americana e coinvolgerebbe, travolgendola, tutta l’amministrazione USA in uno scandalo, di fronte al quale il Watergate era un giochetto.

Nella prospettiva di un potere sionista mondiale tutto e tutti devono essere ridimensionati, compreso il Vaticano che potrebbe, data la sua estensione planetaria e la sua natura “pacifista”, farsi catalizzatore di enormi masse di popolazione mondiale gettate allo sbando e alla disperazione se non travolte da una guerra apocalittica.

Tutte queste ovviamente sono previsioni teoriche, ma suffragate da un lavorio ininterrotto da secoli che, tramite Centri di potere mondialisti, punta proprio verso queste prospettive. Scettici o meno, bisogna comunque tenerle presenti.

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Commento di Fabrizio Belloni:

Non ce la faranno mai! Non ce la faranno a costruire il loro maledetto terzo tempio. Il primo lo distrusse Nabucodonosor. Il secondo, Tito, il figlio di Vespasiano, al comando (più nominale ed onorifico che funzionale. Il Padre Imperatore gli mise al fianco i tre "Legati", cioè generali delle tre Panzer Divisione Romane: la Quinta, la decima e la Quindicesima). Rasa al suolo Gerusalemme e fatto strame di Masala. Le ubbìe del terzo tempio lasciamole al popolo che, gravato da così ampi complessi, si è dovuto inventare "un'elezione" da parte del loro dio per auto giustificarsi. Non ce la faranno mai. Deo gratias. Anzi, grazie ad Odino!

sabato 19 maggio 2012

Scie chimiche e scie blù, sempre più blù... finchè diventano nere

Scie chimiche

Sulle scie chimiche, conferme e dubbi – Scrive Enrico Galoppini: “Avevo mandato un mio articolo sul tema... nel quale avanzavo l'ipotesi la più inquietante, ma la più verosimile (le altre sono elencate nel collegamento all'interno dell'articolo stesso), alla luce dei "tempi ultimi" che stiamo vivendo... Non so se è arrivato, pertanto lo ripropongo. Non è questione di essere "scettici"... è un fenomeno osservabile da chiunque! Ma non mi ripeto e v'invito a leggere l'articolo...


Che cosa penseremmo di chi ci governa se - oltre a tutto quel che già sappiamo dalla diretta esperienza quotidiana o sospettiamo sulla base di più d’un indizio ricavato anche dalle nostre letture - venissimo a sapere che permette a della gente senza scrupoli di avvelenare l’aria che respiriamo? Più esattamente, di infestare i cieli con ogni sorta di porcheria? Ne penseremmo tutto il male possibile, che sono dei delinquenti, no?

Bene, cominciamo a entrare in quest’ordine d’idee, perché questo è esattamente ciò che accade ogni giorno nei cieli italiani. Mi riferisco a quelli italiani perché vorrei che nella mia terra, l’Italia, a prescindere da una farsa che si chiama “Repubblica Italiana”, non esistessero cose simili, ma il fenomeno interessa almeno tutte le nazioni sottoposte al dominio della Nato. E sottolineo “nazioni”, perché qua è anche l’ora di piantarla col chiamare la terra degli avi “il Paese”. Sì, il Paese di Pulcinella!

Per capire il livello delinquenziale di chi sarebbe invece preposto ad incoraggiare e tutelare la salute dei propri connazionali, ci si può informare sul fenomeno noto come quello delle “scie chimiche”, sul quale, in rete, esiste un’abbondante messe di materiale. Qua, ad esempio, può essere consultata una cernita degli interventi più significativi: http://www.facebook.com/note.php?note_id=198103840208321

Che cosa stiano combinando realmente certi individui senza scrupoli con le “scie chimiche”, ciascuno lo deduca, si faccia un’idea, dalla lettura dei suddetti materiali. Ce n’è per tutti i gusti: dalle modificazioni climatiche all’impoverimento dei terreni attraverso il rilascio di agenti tra cui bario, torio ed alluminio; fino a chi si spinge ad ipotizzare un programma di condizionamento/indebolimento mentale di masse sempre più ridotte ad uno stato catatonico, indotte così a sentirsi sfasate e “depresse”; altri, poi, ipotizzano scenari da incubo, ponendo in relazione tali scie con la diffusione di un terribile morbo. Il quadro, solo soffermandoci a queste prime ipotesi, già delinea chi potrebbero essere i beneficiari della turpe operazione: chi intende ingozzarci di cibo artificiale (ogm) e medicine. Ma con tutta probabilità c’è dietro ben di peggio… o meglio, di qualitativamente diverso da quello che a prima vista può considerarsi un “crimine ambientale” o un “danno alla salute”.

Le obiezioni da parte delle “autorità” a tutta quella mole d’informazioni e d’ipotesi sviluppate da chi s’è messo in testa di vederci chiaro, praticamente, non esistono. Tacciano di “esagerazione”, “paranoia” e di “complottismo”. Niente di nuovo: sono sempre le solite accuse scagliate per evitare d’intavolare un qualsivoglia confronto con chi s’è ammoscato ed ha addotto argomenti che non ripugnano alla ragione. La “consegna del silenzio” fa il resto: se la tv e giornali non ne parlano, il problema non sussiste. E se proprio non basta, si sguinzagliano dei provocatori per spararle grosse, incredibilmente grosse, onde svalutare la credibilità di chi denuncia seriamente il fenomeno, che per associazione verrà considerato un povero “pazzo”: è una tecnica collaudata quella di mandare avanti personaggi poco preparati, farseschi o ambigui, legati ad ambienti o adusi ad atteggiamenti squalificanti, per il timore che in troppi si rendano conto che il potere mente su questioni troppo importanti, d’interesse davvero generale (ad esempio, ricordo d’aver sentito dei “controinformatori” che asserivano d’aver fotografato degli Ufo accanto alle Torri gemelle!). C’è anche un’altra tecnica, che serve allo stesso scopo, che è quella di far dire a certi personaggi ben integrati nel sistema (un sistema – non lo si perda mai di vista – che è la diretta conseguenza della negazione di Dio e della Verità) alcune “verità” sull’argomento scomodo di turno, cosicché un certo pubblico disposto ad ascoltare solo figure “autorevoli” non presterà la minima attenzione a chi, pur sciorinando fatti inoppugnabili, non è ammantato dall’aura della “autorevolezza”. Questo, per sottolineare che comunque bisogna fare attenzione a cosa viene detto, a chi lo dice, da che “pulpito” lo dice eccetera. Di questi tempi, poi, vi è una differenza fondamentale tra coloro che criticano tutto, spietatamente, lasciandoti praticamente “disperato” perché al fondo sono dei disperati pure loro, e chi invece cerca di offrire un servizio, a se stesso e al prossimo, per “darsi una sveglia”, da intendersi come trampolino di lancio per la comprensione di dove bisogna “orientarsi” e che direzione imprimere alla propria esistenza.

Ma in questa sede non m’interessa entrare nel campo delle ipotesi sugli obiettivi di coloro che rilasciano le “scie chimiche”, né dei dibattiti – come spesso avviene, accesissimi, ma solo su internet perché i media ufficiali hanno la “consegna del silenzio” – tra i fautori di differenti “verità”. Ma un fatto è certo: tutti – per il solo fatto di avere due occhi innestati in una scatola cranica e collegati ad un cervello - possono osservare, a qualsiasi ora del giorno, che il cielo è costantemente scarabocchiato con strisce lunghissime rilasciate da aerei che transitano ad una quota che non è quella degli aerei di linea quando sorvolano una città, né è quella dei medesimi aerei quando sono in procinto di atterrare nell’aeroporto cittadino. Difatti, né i primi né i secondi lasciano alcuna lunga scia dietro di sé, e pure questo banale fenomeno è osservabile da chiunque!

Se c’è infatti una cosa davvero eclatante in tutta questa storia delle “scie chimiche”, è che non si tratta di un argomento da “grandi esperti”, almeno nel momento della rilevazione ad occhio nudo: ripeto, basta guardare in aria per rilevare quantomeno una clamorosa anomalia rispetto alla normalità, che non prevede un cielo ridotto ad una partita a “tris” tra aerei!

Il cosiddetto “uomo della strada” - quello completamente beota che crede praticamente a tutto quello che gli viene raccontato dalle “autorità” - se interpellato risponde in due modi: “Sono i voli di linea, che ora sono sempre di più”; oppure: “Sono gli aerei supersonici”. Una risposta, la seconda, sentita con le mie orecchie, eppure tanto basta per rassicurarsi. Ma chi si dà questa spiegazione forse non è mai stato ad una manifestazione delle “pattuglie acrobatiche”, dove le strisce di fumo colorato escono solo se azionate dai piloti, altrimenti dall’aereo, anche quando risale di quota, non esce un bel niente. Per di più, essendo il medesimo “uomo della strada” completamente illogico, quand’anche ritenesse che tutti gli aerei a reazione militari rilascino delle lunghe scie visibili dovrebbe porsi la seguente domanda: “Come mai tutti questi aerei in circolazione? C’è una guerra in corso sui cieli della mia città?!”. E, al colmo dell’assurdità, ch sostiene questa spiegazione di comodo non si pone nemmeno il dubbio che se un aereo è “supersonico” deve per l’appunto fare un gran rumore… E, al fondo dell’abbrutimento, dell’attitudine a farsi manipolare come un pollo in batteria, vi è persino chi vede queste strisce nel cielo e perentorio afferma: “Ci sono sempre state!”.

Si potrebbe andare avanti parecchio a prendere in giro la massa di rincitrulliti che trangugia ogni fesseria per non dover mettere in discussione la propria esistenza, il modo in cui accetta di essere un “suddito” perfetto, una pecora da tosare, ma insisto sull’esigenza di focalizzare l’attenzione su un elemento che, al di là delle varie ipotesi, costituisce un fatto osservabile da chiunque: a tutte le ore, il cielo viene scarabocchiato con lunghe scie rilasciate da aerei che non riportano alcun segno distintivo.

“A tutte le ore”: ci si può alzare all’alba, ed il “reticolato” è già bell’e pronto (e dà sul rosaceo); al mattino o al pomeriggio, col cielo azzurro, può accadere l’incredibile: nel blu, dipinto di blu, voilà una striscia lunghissima disegnata col bianchetto! Oppure un cielo bellissimo che a forza di scarabocchiarlo pian piano diventa lattiginoso, a causa del progressivo espandersi delle scie, che prima prendono una tipica forma “a vertebre” e poi si spandono mescolandosi l’una con l’altra.
“Scarabocchiato”: va detto perché c’è addirittura chi, tra i suddetti beoti, vi è chi scambia queste strisce nel cielo per delle nuvole! In attesa che qualche metereologo da strapazzo s’inventi pure una nuova classe di nembi…
“Rilasciate da aerei”: sì, perché basta stare per qualche minuto col nasetto per aria (e talvolta anche meno) per vedere un aereo intento ad irrorare il cielo con questi ‘misteriosi vapori’. Nota importante a proposito della quota di volo: se il tempo è nuvoloso l’aereo in questione passa tra le nuvole, apparendo e scomparendo, cosa che non fanno gli aerei di linea di passaggio su un territorio… tutti noi siamo stati in aereo e sappiamo che lungo la rotta le nuvole le vediamo dal finestrino sotto di noi.
“Con nessun segno distintivo”: si faccia caso al fatto che tutti questi aerei sono bianchi, più bianchi che non si può, quindi non appartengono ad alcuna compagnia. Sono forse aerei cisterna?

Si può anche aggiungere qualche altro elemento tratto dall’osservazione ad occhio nudo: il movimento nient’affatto rettilineo dei suddetti aerei, il che non è propriamente il tragitto seguito dai voli di linea, i quali non cambiano direzione così spesso... Se si è fortunati, capita di vedere simultaneamente uno di questi allegri ‘graffitari del cielo’ all’opera e un normalissimo volo di linea, senza alcuna scia, o al massimo quella che conosciamo sin da bambini, cortissima e subito dissolta, se transitante ad altissima quota. Oppure è possibile osservare due, tre aerei che rilasciano queste scie: capita di vederne due che all’inizio compaiono all’orizzonte piuttosto vicini, per poi divergere; oppure la scia lasciata dall’uno, poco dopo viene intersecata dalla scia lasciata dall’altro: beh, non mi sembrano esattamente le procedure di sicurezza seguite dai “voli di linea”!

A questo punto però bisogna porsi una domanda importante: chi ci comanda (intreccio d’interessi finanziari, industriali, politici e militari) è evidentemente implicato in un’operazione che ci vuol tenere segreta nelle sue finalità (e chissà quanto ci costa con tutto questo via vai di aerei che consumano quantità pazzesche di carburante!), perciò è normale che non fiati… Ma la famosa “gente”, com’è possibile che non s’accorga di nulla? O, peggio, che non si domandi perché mai il cielo viene deturpato in questo modo così plateale? Evidentemente Lorsignori sanno con quali livelli di passività hanno a che fare, quindi stanno elevando progressivamente i livelli di manipolazione e di raggiro, convinti come sono di avere a che fare con una massa amorfa abituata ad “abbassare la testa” (e non solo metaforicamente!). Non fanno un colpo di Stato e lo chiamano la “salvezza della Patria”? Non mettono a strozzo nazioni intere e si presentano come dei “benefattori”? Non rubano tutto e lo chiamano “riforme” e “privatizzazioni”?

C’è poco da fare, sono convinti di avere di fronte dei “sudditi”, della gente prostrata internamente, senza dignità né spina dorsale, e gli va bene così. Ci sono state alcune giornate in cui, se vivessimo in un mondo normale, visto che uno dei classici argomenti di conversazione è il tempo atmosferico, la prima cosa che ci si direbbe tra vicini di casa sarebbe: “Ehi, hai visto che bella giornata?”; “Sì, che cielo azzurro!”; “Ma cosa cavolo è questa striscia bianca rilasciata da quell’aereo!?”. A quel punto, sempre in mondo normale, cercheremmo di capirne qualcosa di più, chiamando una delle “agenzie di rilevamento ambientale” (a cosa servono, sennò, a dargli lo stipendio?); poi potremmo provare a telefonare alla torre di controllo del più vicino aeroporto… Ma anche queste cose sono tutte state già fatte da chi da anni denuncia la cosa… e non si riceve mai uno straccio di risposta esauriente: con tutta evidenza vi è l’ordine di non parlare di quest’operazione, che deve procedere indisturbata, per fini che molto probabilmente vengono tenuti all’oscuro anche della stragrande maggioranza degli “addetti ai lavori”, forse addirittura di quelli che pilotano gli aerei che rilasciano le scie.

E qui veniamo alle note davvero dolenti. Che lo stesso pilota non si ponga troppi dubbi non deve sorprendere. C’è in giro un sacco di gente che per il solo fatto di dover “eseguire degli ordini” fa delle cose ripugnanti e nocive. La domanda sorge spontanea: “Ma non pensa che là sotto c’è anche la sua famiglia?”. No, non c’è niente da fare: la forza del condizionamento e della paura di “rimetterci” è troppo forte. Se poi pensiamo che con ogni probabilità questi piloti sono dei “militari” (metto le virgolette perché ormai sono sempre più a difesa d’interessi privati), si capisce che si è di fronte a persone che per deformazione professionale devono “obbedire” e zitti. Che eseguano tutto ciò per conto di qualcosa che va al di là delle “autorità italiane” non rappresenta infine alcun problema, poiché è stato fatto un lavaggio del cervello per inculcare il concetto della nostra “grande patria da New York a Tel Aviv”. E i metereologi non fiatano perché sono anch’essi dei militari: non a caso hanno eliminato le classiche “immagini dal satellite” per sostituirle con delle coloratissime e accattivanti “grafiche” che ormai occupano tutta una sezione dei notiziari, dove un citrullo-giornalista che giochicchia con una specie di ‘meteovideogioco’ occupa provvidenzialmente del tempo da dedicare altrimenti alle notizie vere.

Ma in fondo, anche questo aspetto non ci deve sbalordire eccessivamente, poiché, ripeto, è pieno di gente che per “portare la pagnotta a casa” deve eseguire dei compiti abominevoli tutti i giorni. E che la “gente” non si scandalizzi per il deturpamento e l’avvelenamento dell’ambiente non è certo una novità: la maggioranza delle persone ha forse smesso di prendere l’auto per ogni minimo spostamento per il solo e decisivo fatto che l’aria delle città è irrespirabile? Ha capito che non si può tenere il riscaldamento domestico “a palla” per stare smanicati anche d’inverno, altrimenti ci avveleniamo tutti? Ha compreso che non ha senso dolersi, da una parte, per i “danni all’ambiente” e, dall’altra, riempirsi i carrelli di prodotti superconfezionati? Se si pensa inoltre che in giro per il mondo, nei “Paesi in via di sviluppo”, nelle “potenze emergenti”, ci sono legioni di individui che bramano solo il “benessere”, c’è di che inorridire...

Alla fine, l’uomo “moderno” se ne frega altamente di tutto quel che esula illusoriamente il proprio ego; se a casa sua, sulla terra degli avi, non comanda un fico secco ed è, anzi, diventato, uno schiavo; se la sua attività è del tutto controproducente, anche a livello “morale”, per sé e per gli altri; se… gli scarabocchiano il cielo con queste “scie chimiche”! A questo uomo crepuscolare interessa solo la sua panza, il soddisfacimento dei suoi bisogni corporali, il “benessere” materiale, e tutt’al più pretende che tutto questo gozzovigliare risponda a moralistici ed ipocriti “criteri etici” fissati in qualche “bollino” o “certificazione”!

E per ridursi in questo stato l’uomo “moderno” deve dimenticarsi soprattutto una cosa, un’unica cosa: Dio e la Verità.

Il Creatore di tutte le cose, se ha posto i cieli dove sono un motivo ci sarà. Non li ha creati con le “scie chimiche”. Tutti i libri sacri declamano la maestà implicita nei cieli fissati da Chi ha creato questo mondo affinché Lo conoscessimo… E qua si erge in tutta la sua tronfiezza l’uomo “moderno”, dimentico di Dio e dunque in preda alle manipolazioni del Maligno: “Sì, è vero, nessun uomo può creare i cieli (né creare alcunché), però… i cieli possono essere migliorati! Migliorati per questo e quest’altro motivo…”, sempre al servizio del “Progresso”.

Ecco, questo è un punto fondamentale da capire. Che nella Creazione non c’è nulla che non sia già “perfetto”. Quindi, che l’uomo s’incaponisca di “migliorarla”, oltre che essere illusorio, può condurre solo ad un disastro e alla perdizione di sé. Ammettiamo infatti che uno dei motivi per cui i cieli vengono continuamente irrorati da questi aerei sia la facilitazione delle telecomunicazioni, dello sfruttamento delle frequenze e delle onde elettromagnetiche, nell’era della cosiddetta “comunicazione globale”. Perseguire un obiettivo simile non pone però alcuno scrupolo solo se si postula un essere umano estremamente semplificato (che è poi lo stesso della medicina ufficiale: non a caso si fanno vaccinare dei bambini appena nati, per “migliorarli”, quando sono invece nati già “perfetti” col loro sistema immunitario che ha bisogno solo delle poppate dalla loro mamma). Peccato per questi dr. Frankestein da strapazzo che l’uomo sia invece estremamente complesso, al punto che conosce se stesso, il suo Sé, solo chi è pervenuto alla “Realizzazione”: gli altri, invece, non sanno esattamente quali potenzialità contenga in sé l’uomo, che dispone, guarda un po’, pure di un suo campo elettromagnetico.

E se rilasciare sostanze nocive del tipo esposto da chi denuncia le “scie chimiche” avesse uno scopo davvero diabolico? quello di depotenziare l’essere umano, ovvero mandarlo “in confusione”, letteralmente “dis-orientarlo”? Non permettergli una “connessione”… creargli dei problemi di “sintonizzazione”…

I tempi stanno stringendo, prima di un “diluvio”. Più di quanti si pensa stanno cercando posto sulle ‘scialuppe di salvataggio’, ma per farlo si deve disporre di una Guida (infatti se il capitano della nave se la dà a gambe, come abbiamo visto di recente, i passeggeri naufragano) che dà le istruzioni su come “orientarsi”, “connettersi” con l’unica Realtà e giungere a destinazione sani e salvi. Nel frattempo, si assiste ad una “fretta” estremamente sospetta, quella di chi sa di “non avere tempo” per portare a termine il suo criminale disegno, mirato a rendere le vite degli uomini una “occasione sprecata”, “carbone per l’Inferno”. Nel frattempo, tutto l’andazzo, dalla propaganda all’esistenza pratica, incita all’”attaccamento”, ad illudersi sul “mondo”, a scambiarlo per l’obiettivo e non per un mezzo, un provvidenziale – e “perfetto”, al suo livello - mezzo quale esso è.

È un problema di “connessione” col divino, con la fonte dell’Essere, che alcune forze cercano di ostacolare in ogni modo. E di consapevolezza, di conoscenza. La conoscenza è il contrario dell’ignoranza, e cosa può essere se non l’ignoranza a manovrare i servi sciocchi del Maligno? Se uno conosce ama, perché “conoscere” per davvero implica l’identificazione con la cosa conosciuta. Quindi non puoi non amarla, e non puoi deturparla, anche con la scusa di “renderla perfetta”…

C’è qualcosa di effettivamente sinistro in quest’operazione “scie chimiche”. Se si guarda al cielo e si vedono all’opera questi aerei, il cuore si sente immediatamente oppresso. Dopo un po’ che le si guarda viene spontaneo non curarsene più perché mettono l’angoscia al solo pensiero del crimine in corso. Il cuore degli essere umani, in questo mondo oramai alla fine, ha bisogno invece di “connessione”, di nutrimento… Ha bisogno di Bellezza: “Allâh è bello e ama la bellezza”! La Creazione, per la sua “perfezione”, è “bella”, e solo l’uomo, che è stato dotato di intelletto, tra tutte le creature ha la facoltà di scelta tra l’essere “bello” o “brutto”. I “brutti”, persi nel loro ego, rigettano l’amore divino, rovinano se stessi e, di conseguenza, intorbidano tutto il Creato: hanno la sensazione di agire su qualche cosa che è esterno da sé, come se non li riguardasse. Non si “amano” perché non si conoscono, e senza rendersi conto della corrispondenza tra il Sé e il Tutto finiscono per non amare la Creazione che invece è stata posta dov’è provvidenzialmente. Ma Allâh ama solo i “belli”, bisognerebbe sempre ricordarlo… e può essere considerato “bello”, frutto di “bellezza”, un cielo scarabocchiato in questo modo?

Enrico Galoppini

(Fonte: http://europeanphoenix.com/it)



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Commento di Maurizio Barozzi:

Ne abbiamo parlato tante volte, ma ripeterlo non guasta.
Personalmente ho dato uno sguardo alle preoccupate versioni dei cosiddetti “complottisti” che assicurano un inquinamento e un traffico illecito e pericoloso dietro queste scie chimiche e al contempo ho dato uno sguardo alle tesi opposte, quelle dei debunkers, che affermano trattasi di una bufala. Devo dire che le versioni dei “complottisti” non mi hanno convinto, sia tecnicamente e scientificamente che praticamente, per la complessità di una asserita e reiterata esecuzione segreta di queste “scie chimiche”. Mi sembra altresì che i debunkers, in questa diatriba abbiano buon gioco.
Per rendersi conto di questo basta documentarsi, anche attraverso internet e far lavorare il cervello senza forzarlo a credere quello che si vorrebbe credere.

In ogni caso, però, dobbiamo sempre aver presente che interessi di ogni tipo, sia di Intelligence, che di industrie, soprattutto farmaceutiche, sperimentazioni e altro, portano spesso a praticare attività ed esperimenti segreti mettendo a rischio la salute delle persone. Questo tanto più quando c’è di mezzo la ragion di stato, interessi militari o mega interessi industriali. Non dobbiamo quindi escludere, anzi potremmo anche darlo per scontato, che grazie alla possibilità di solcare il cielo possano praticarsi, di tanto in tanto, inquinamenti o esperimenti criminali. Ma questo è a prescindere delle scie chimiche e riguarda i cieli, i mari, i fiumi il territorio e altro.

Detto questo, vi è poi un altro aspetto di opportunità: se non si hanno un minimo di certezze razionali e concrete o un minimo di prove oggettive, bisogna stare molto attenti, in particolare quando su una qualsiasi questione, vuoi che sia un aspetto storico o vuoi che sia un sospetto di attività criminali, a partire lancia in resta propagando a tutti polmoni il “complottismo”.
Questo perchè, così facendo, intanto, si forniscono facili argomenti di contestazione e confutazione alla schiera dei cosiddetti “debunkers” o cacciatori di bufali, soggetti che, tranne qualche caso di studiosi scettici per natura e per hobby, sono individui al servizio del potere, preposti a smontare, con argomenti scientifici e logici, ogni denuncia di malefatte del potere stesso, ottenendo se non altro di creare una bagarre e di far sorgere dubbi.
Secondo poi si rischia di coinvolgere nella bagarre e quindi farle passare sotto silenzio, molte denunce ben più serie e comprovate.
Quindi prudenza, studiare il problema sotto tutti gli aspetti possibili, essere circospetti e dubbiosi anche rispetto ad eventuali pareri tecnici o degli stessi addetti al settore perchè, a volte, sono pareri “interessati” e oltretutto spesso consulenze e perizie non sono esaustive oppure potrebbero anche leggersi in altri modi. Nei processi, per esempio, gli avvocati sono abilissimi a interpretare o forzare pareri tecnici o perizie, per volgerle a favore del loro assistito anche quando sembrano a questi sicuramente contrarie.
Il metodo del dubbio e della continua verifica è una attitudine che mi sono dato nel mio hobby di ricercatore storico dilettante, quando mi sono reso conto che tante cose potevano leggersi in modi differenti, che la letteratura in argomento non era affidabile, che le testimonianze lo erano ancor meno, che spesso dati e testimonianze erano state “lavorate” in redazione per opportunità politiche o di guadagno editoriale, che anche le testimonianze serie e oneste su un dato avvenimento possono essere discordanti perchè l’occhio e il cervello umano, specialmente in eventi improvvisi e cruenti, può vedere e memorizzare in modo difforme, che le perizie vanno sempre analizzate in ogni aspetto e controllate se hanno preso in considerazione tutto quello che dovevano prendere in considerazione e soprattutto se, eventualmente, non sono anche leggibili in modo diverso. E altro ancora.
E badate bene, dico tutto questo, pur essendo un convinto “complottista”, dando a questo termine l’errato significato di colui che vede complotti in ogni angolo e questo per il semplice motivo che la natura umana e tutto un “complotto, tutto un simulare, nascondere, procedere per vie traverse e altro, sia a livello personale che soprattutto a livelli di grossi interessi. Figuriamoci a livello di Stati e Nazioni. Ho detto tutto.


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Commento di Giorgio Vitali:

NON MI SEMBRA CHE MAURIZIO ABBIA DETTO TUTTO. MANCA L'ESSENZIALE. (Cioè manca l'opportunità politica di far sapere che NULLA di quanto appare è INCLUSIVO di quanto si fa nel segreto!)DA QUESTO PUNTO DI VISTA, LE SCIE CHIMICHE SONO L'ESEMPIO DI QUANLCOSA CHE "TRAPELA" non potendo NON ESSERE VISTE, fra le centinaia di migliaia che sono TENUTE SEGRETE PER OVVIE RAGIONI ( anche di concorrenza). UN esempio: quando entrai a lavorare per una grande multinazionale del farmaco, si parlava in giro di VIVISEZIONE. Anche perchè già si sapeva che esistevano mezzi alternativi agli animali ( del tutto inidonei, peraltro) per conoscere quello che si può conoscere sperimentano sull'animale. TUTTAVIA, chi ne parlava, ERA ASSOLUTAMENTE IGNARO DI QUELLO CHE DI FATTO AVVENIVA. Entrato nella grande multinazionale,fui portato a visitare i laboratori di ricerca, situati in un intero quartiere di Basilea. allora, e solo allora, ebbi la possibilità di constatare cos'era la vera vivisezione praticata dall'industria. si trattava di migliaia di animali sacrificati AL GIORNO! Ecco un esempio di come la verita' non è conosciuta nè immaginata!

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Commento di Joe Fallisi:

Joe Fallisi
è una cosa talmente pazzoide e idiota che mi meraviglio come non appaia chiara in quanto tale agli occhi della ragione (di chi ancora ha un cervello funzionante)... ahahhahah... di grazia, qualche sciachimista mi potrebbe spiegare perché verrebbero i cieli irrorati di terribili sostanze velenose persino sulla patria dei banchieri?!... di qua, di là... random... anche, presumibilmente, sopra le località degli stessi irroratori... senza poi contare l'azione dei venti che, com'è ovvio, renderebbe vano ogni impestamento mirato... per finire: è stato proposto a qualche devoto prete-falsario delle fantascie, tipo Marcianò, di salire su un aereo e di fare le debite rilevazioni... si è rifiutato con sdegno... io non ho nessuna simpatia per Paolo Attivissimo in relazione al suo lavoro (conformista e apologeta dei criminali anglogiudamericani) sull'11 settembre... ma NON POSSO CHE ESSERE D'ACCORDO CON LUI riguardo alla critica di 'sta scemenza (cfr. http://attivissimo.blogspot.it/search/label/scie%20chimiche, http://sciechimicheinfo.blogspot.it/)

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Commento di Marco Bracci:

Ho letto l'articolo linkato da Joe Fallisi.
A parte tutte le considerazioni che lì vengono fatte da un "esperto" (largo ai giovani!), mi domando: MA NESSUNO MAI GUARDA IL CIELO? SEMPRE CON LO SGUARDO A TERRA?
Io vivo fra Milano e Lecco e vi assicuro che non passa giorno in cui il cielo, se terso o quasi e che il Manzoni definì "come è bello quando è bello!", non sia irrorato di scie di aerei in ogni direzione (ammazza de' oh quanto viaggiano 'sti umani!), nelle prime ore del mattino, E verso le dieci la caligine ricopre uniformemente l'ex-azzurro di un colore biancastro-grigiognolo. La natura fa questo? Qualche sparuto aereo di linea che se ne sta ben alto sulla nostra testa ? Cosa spruzzino non lo so, anche se mi preoccupa alquanto, ma dire che, siccome se ne son sentite di tutti i colori sulle scie chimiche, queste non sono vere, ci vuole una bella fantasia (o una bella paghetta). Mi è sembrato di leggere gli articoli che scrivevano i detrattori (pagati dalla FDA, sponsorizzata dalle case chimico-farmaceutiche) della canapa e delle cure anti-cancro naturali.
Ai posteri (se ne rimarranno) l'ardua sentenza.

giovedì 26 gennaio 2012

Olocausto - Analisi storica sulla Shoah.. Fu un'azione programmata a livello centrale o la conseguenza di una volontà limitata ai singoli lager?




Stralcio di una lettera di Joe Fallisi

....Ho rotto a suo tempo ogni rapporto con Roberto Muehlenkamp (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/63982), ma NON perché lo consideri un produttore di "spazzatura" e "salariato dell'hasbara olocaustica". Conosce MOLTO bene la materia del contendere e non gli si può certo imputare di essere irrazionale. Solo che è velenoso e prevenuto e filo-"democratico", filoamericano, nonché non equo nei giudizi sui suoi avversari e sulla situazione (a tutti gli effetti orwelliana) in cui questi ultimi si trovano. Non lo stimo umanamente, ma non perciò gli nego conoscenze e capacità critiche. Val la pena leggerlo e meditare su quel che scrive. Io NON sono della sua pasta ed è perciò che cerco di essere - al contrario di lui - equo nei miei giudizi. Imitarlo nel peggio che sa esprimere non è e non sarà mai affar mio. A me interessa solo la verità. E la libertà di pensiero e di espressione. Perciò ho sempre appoggiato le ricerche indipendenti dei revisionisti. Il che non ha mai significato doverne, quasi per conseguenza obbligatoria, condividere (tutte) le tesi (cfr. http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/89812).

La mia posizione essenzialmente è rimasta quella che espressi dieci anni fa in un testo intitolato "Orrore" (http://it.groups.yahoo.com/group/libertari/message/68277). Le mie ultime riflessioni l'hanno, semmai, confermata. Se qualcun altro mi dimostrerà che davvero Treblinka II, Belzec e Sobibor furono "campi di transito" verso "rilocazioni" non sotto terra, sarà benvenuto. E, come potete immaginare conoscendomi, non mancherò di cambiare idea e di farlo sapere pubblicamente.....

Joe Fallisi


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Intervento / commento di Maurizio Barozzi

Sulla questione: sterminio si, sterminio no, voglio intervenire, sia pure en passant e voglio intervenire in base alla mia esperienza di modesto ricercatore storico.

Partiamo da un presupposto oggettivo: in un argomento così complesso e specialistico, dove oltretutto sappiamo vi sia stata una vasta opera di disinformazione, non è possibile affermare, solo in base alla lettura di qualche testo, se un determinato fatto storico si è verificato o meno e in che misura. E questo vale sia per la tesi sterminazionista che per il suo contrario. La lettura di un libro, può sembrarci razionale, obiettiva e convincente e quindi può aiutarci nel formare un nostro parere personale, ma questo non è detto che sia corrispondente con la verità oggettiva dei fatti.

Per avere un parere obiettivo e il più attendibile possibile, occorrerebbe infatti entrare dentro l’argomento eseguendo ricerche precise, controllando su quali testi e documentazioni il tal autore si è basato per formulare la sua ipotesi e quindi verificare, a 360 gradi, l’attendibilità di ogni notizia in proposito. Un lavoro questo, che necessita di ampie disponibilità di movimento, mezzi e ricerca e conoscenza approfondita della materia, a cominciare dalle lingue madri.

Personalmente non sono in grado di poterlo fare e quindi il mio parere che mi sono fatto sulla vicenda olocaustica, un parere che, al pari di Joe Fallisi, considero sempre subordinato a prova del contrario, è di tipo storiografico. Storiograficamente la programmazione e pianificazione di un così vasto e grave ordine di sterminio e relativa sua esecuzione non reggono di fronte a varie considerazioni razionali, indispensabili per questo tipo di attestazione.

Questo aberrante ordine di sterminio non regge di fronte alle necessità dell’economia bellica, non regge per la mancanza di una evidente documentazioni di ogni genere, sia militare che civile (costruzioni, manutenzioni, fatturazioni, ecc.), non regge per la impossibilità di fatto di poter procedere nella esecuzione di un così vasto piano di sterminio solo per cenni e sotto intesi, presupponendo che tutti li comprendano e poi tutti ne mantengano il segreto, non regge perchè è assurdo pensare che le autorità che avrebbero eseguito un genocidio del genere avrebbero poi potuto nasconderlo a guerra finita (quelle stesse autorità che pur avviarono critiche, indagini e reazioni, al massacro sovietico di Katin), non regge perchè non è possibile che gli internati non si siano ribellati in qualche modo e le missioni e agenzie internazionali non ne siano venute a conoscenza, non regge perchè non si hanno informazioni e reazioni in proposito da parte della non indifferente resistenza tedesca al nazismo, presente anche in settori militari. Ed altro ancora.

Ed infine non regge perchè mi lascia perplesso l’utilizzo di camere a gas, necessarie di precisi e complicati accorgimenti tecnici e di sicurezza, in base a quello che ci è stato raccontato o descritto.

Detto questo, non escludo che ci siano stati vari episodi di uccisioni, anche numerose, per svariati motivi, da parte di chi deteneva questi internati. Durante la seconda guerra mondiale, massacri di ogni genere non mancavano di certo.

Ora però nella fattispecie, il problema, come lo pone Joe Fallisi, è quello che secondo lui, in particolare nei cosiddetti “campi di transito” venne attuato uno sterminio voluto. La sua convinzione è rispettabile e ne va tenuto conto e oltretutto non è escluso che in qualche caso egli abbia ragione.

Io però continuo a considerarla nei limiti di verifica non adeguati se basati solo sulla letteratura e comunque sempre nei limiti storiografici che ho precedentemente accennato

E’ bene comunque che ci sia questo confronto, sterminazionisti – revisionisti, perchè consente di farsi delle idee sempre più precise.

Maurizio Barozzi

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Replica di Joe Fallisi: "No, Maurizio, mi spiace che tu risponda così. Non è NIENTE AFFATTO impossibile formarsi un'idea dotata di solida verosimiglianza anche su quei fatti, che non si capisce perché dovrebbero apparire esoterici o necessitanti chissà quali competenze specialistiche per essere investigati. Tutto, più o meno, è a disposizione del vaglio critico (basta conoscere l'italiano, il francese e l'inglese - com'è ovvio meglio ancora per chi sa il tedesco, il polacco, il russo...). MA BISOGNA, INNANZI TUTTO, FARE LO SFORZO PERSONALE DI LEGGERE. Altrimenti è ovvio che si sproloquia e ognuno rimane trincerato nei suoi pregiudizi (MAI verificati). Ho dato tutti i riferimenti utili, e dell'una e dell'altra parte. In base ad essi, tra l'altro, quelle che tu consideri "impossibilità" si sciolgono come neve al sole. Ma, lo ripeto, bisogna almeno leggere a 360°. Ed essere disposti nel caso a cambiar parere. Sennò si continua a girare in tondo. E allora è meglio il silenzio."
Joe Fallisi


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Precisazione di Maurizio Barozzi: "Joe, non ho detto che è impossibile, ci mancherebbe, ho detto che non è possibile conseguire la verità solo con le informazioni e i dati forniti dalla letteratura in argomento. Quindi ho aggiunto che necessiterebbe fare una ricerca approfondita, specialmente per la verifica dei dati che sono stati divulgati. Una ricerca di questo genere, e in questo tipo di indagine necessita di buone conoscenze degli argomenti trattati, tutto qui. Ma questo avviene in tutte le indagini storiche.

Ti faccio un esempio. Nella ricerca storica sulla morte di Mussolini, argomento di mia modesta competenza, se si cerca di farsi un idea attraverso la letteratura disponibile (testimonianze, memoriali, libri, articoli e altro), non si arriva da nessuna parte. Questo perchè su molti episodi determinanti, circolano dati incorretti, se non addirittura falsi. Orari profondamente difformi, attestazioni di presenze o assenze completamente diverse e persino esposizione di itinerari, strade e altro, non veritiere. Ogni autore, per avallare la sua ipotesi prende quello che gli fa comodo. Molti autori, giornalisti storici e persino storici, si nono tramandati, da uno all’altro, particolari e dati errati. Necessita dunque il controllo e la verifica su quanto si legge, altrimenti non serve a niente.
Ma in questo argomento, morte Mussolini, con fatti e testimonianze verificatesi sul suolo italiano, nonostante le difficoltà, in qualche modo poi fare la verifica e il controllo e quindi prendere per buoni solo i dati così verificati.

Sulla faccenda dell’Olocausto invece è molto più complicato ed inoltre sulle considerazioni da fare, per esempio, in merito alle camere a gas, ai forni crematori, avresti la necessità di interpellare periti del settore, non potendoti fidare di quelli citati in letteratura, mentre sulla interpretazione delle documentazioni avresti la necessità di interpellare storici competenti in materia e in grado di poterti far orizzontare.

Ma ti ripeto questo vale sia per i revisionisti che per gli sterminazionisti. E ti ripeto, questo non toglie che puoi benissimo farti un idea attraverso questa letteratura, però io dico solo di non dargli un attestato di verità assoluta.

Concordo invece su quanto dici a proposito della attitudine personale a leggere anche ciò che non potrebbe piacere. Personalmente ho sempre ritenuto un cretino colui che legge solo i giornali del proprio partito. Quindi qui hai ragione bisogna “saltare il fosso” e leggere tutte le campane, anche se a un revisionista potrebbe non piacere di essere smentito e ad uno sterminazionista potrebbe non piacere essere tacciato di diffondere falsità.
Ricordiamoci: la verità, di per sè stessa, non è bella o brutta, avvilente o consolatoria: la verità è quella e basta"
Maurizio Barozzi



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Per approfondimenti sul tema vedere anche:

http://bioregionalismo-treia.blogspot.com/2011/11/reato-di-negazionismo-dellolocauso-e-di.html

venerdì 13 gennaio 2012

Luce sulla Palestina... la terra sacra delle tre religioni monoteiste

La danza degli spiriti di Franco Farina

Dal 10.000 a. C., con la cultura natufiana, inizia la storia documentabile della regione mediorientale, affacciata sul mar Mediterraneo, compresa tra il Libano a Nord, il deserto siriano a Est e il mar Morto a Sud, ovvero della Palestina.

Ci furono nei tempi antichi lotte di conquista da parte di regni esterni (gli Egizi, i Persiani, i Romani), cui, verso il 600 d. C., subentrarono i califfati islamici. Da quell'epoca, perlomeno sino al secolo X, la Palestina visse un periodo prospero e felice, nel quale gli ebrei (popolazione semitica stabilitasi colà nel sec. XVIII a. C.) e gli islamici, ma anche i cristiani - allora Gerusalemme divenne la città santa delle tre religioni -, convissero pacificamente.

Tale situazione fu sconvolta dalla calata dei turchi Selgiuchidi e, subito dopo, dei Crociati, i quali ultimi perseguitarono "equamente" tanto gli ebrei quanto i musulmani e imposero un secolo di dominio feudale. Ma né la riscossa effettuata dal Saladino, né la successiva dominazione ottomana risultarono dure ed escludenti per gli ebrei.

La maggioranza era "araba", la minoranza "giudaica" (e un'altra, ancora più consistente, cristiana), tuttavia nessun pogrom accadde in Palestina, e viceversa essa fu considerata dagli ebrei un porto sicuro dove rifugiarsi. La rottura di questo miracoloso equilibrio coincise con la prima guerra mondiale e la dissoluzione dell'impero ottomano.

I giochi politici della Francia e, soprattutto, della Gran Bretagna e l'azione deliberata del sionismo invasore ed espropriatore costituirono infine i prodromi dell'attuale situazione, ormai di genocidio aperto da parte degli occupanti sionisti, in cui versa la derelitta popolazione palestinese. Quanto ai filistei, essi appartenevano a "popoli del mare" non semiti, probabilmente di origine indoeuropea.

Penetrati in Egitto, furono sconfitti (inizio sec. XII a. C.) e costretti a ritirarsi nella regione palestinese. Si susseguirono alterne vicende di scambi, guerre e pacificazioni (rimando alle lucide parole di Voltaire con cui, nel suo Dizionario filosofico, descrive le imprese di David, grassatore, massacratore e torturatore che a lungo combatté contro di essi - cfr. http://www.trani-ius.it/radici/Voltaire_D-E.htm).

Sta di fatto che dalla comune deportazione in Babilonia (587 a. C.) si realizzò una sempre maggiore unità culturale tra ebrei e filistei, il cui stesso nome (ebr. pelishtim), avrebbe poi designato l'intera regione.

Joe Fallisi

venerdì 23 dicembre 2011

Paganesimo di ritorno.. L'Europa riscopre le sue origini




"La civiltà europea nasce dall'incontro, dalla fusione, dall'intersecarsi, ma anche dallo scontro di quattro culture: greca, latina, celtica e germanica. Le prime tre sono più antiche del cristianesimo, che non vi ha apportato altro che elementi di dissoluzione e tentativi di scalzamento delle popolazioni europee dalla loro matrice culturale originaria. La quarta, quella germanica, ebbe il suo maggiore sviluppo in epoca medievale, già cristiana, ma anche qui il cristianesimo funse piuttosto da antagonista e da elemento di dissoluzione. La mentalità ecclesiastica ed i suoi valori furono in perenne antagonismo con la mentalità cavalleresca-feudale espressione del germanesimo, ed i suoi valori basati non sull'ascetismo ma sull'aspirazione ad una vita eroica. Questo contrasto si espresse per tutta l'epoca medievale nel conflitto fra papato ed impero poi nel 1516 con la riforma protestante ed il distacco della Germania dal papato romano. In secondo luogo, non è esagerato affermare che l'Europa ha sempre vissuto il cristianesimo impostole con la violenza come una soffocante camicia di forza. Nel XVIII secolo nacque in Europa il movimento illuminista; gli intellettuali più aperti, trovando il consenso della borghesia che si andava affermando e l'appoggio dei sovrani più illuminati, riuscirono a porre un freno all'ingerenza massiccia, al monopolio delle Chiese cristiane, soprattutto di quella cattolica, nell'istruzione, nella cultura, nella politica, in ogni aspetto della vita civile: era una reazione, in effetti, e pienamente giustificata, a due secoli di guerra civile europea che dalla riforma protestante in poi, cattolici e riformati avevano scatenato, contendendosi l'Europa palmo a palmo. La guerra dei Trent'anni (1618-1648) che distrusse la Germania e quasi ne sterminò la popolazione, giungendo ad essere la guerra più distruttiva e brutale della storia umana fino alle due guerre mondiali del XX secolo, non fu in effetti che l'episodio più acuto di una guerra civile bisecolare che sconvolse quasi ogni angolo del Vecchio Continente. L'illuminismo e le rivoluzioni del XIX secolo imposero la separazione fra Chiesa e stato, la laicità degli stati, la libertà di coscienza come diritto inalienabile. Da allora in poi, non appena l'Europa ha cessato di essere costretta dai roghi dell'inquisitore e dalla spada del crociato (Le crociate, ricordiamolo, non furono dirette solo contro l'islam, vi fu la crociata contro gli Albigesi, ma anche, ad esempio, quella che nel 1204 pose fine all'impero bizantino, e certamente “crociate” si potrebbero definire le campagne di sterminio carolinge contro i Sassoni e quelle dei cavalieri teutonici contro gli Slavi), è iniziato un movimento di scristianizzazione dell'Europa, lento ma inarrestabile e con ogni probabilità irreversibile. L'Europa rigetta da sé il cristianesimo come quel corpo estraneo che in effetti è. Dove sono le 'radici cristiane' dell'Europa? Sono piuttosto le parole del grande Richard Wagner che vengono in mente: 'PER QUANTO L'INNESTO SULLE SUE RADICI DI UNA CULTURA CHE LE E' ESTRANEA, POSSA AVER PRODOTTO FRUTTI DI ALTISSIMA CIVILTA', ESSO E' COSTATO E CONTINUA A COSTARE INNUMEREVOLI SOFFERENZE ALL'ANIMA DELL'EUROPA'. 'Una cultura che le è estranea'; di questo appunto si tratta; nonostante due millenni di sforzi, l'origine mediorientale, non-europea del cristianesimo rimane un marchio indelebile."

Joe Fallisi

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Il ritorno delle antiche religioni

di Fabio Calabrese

Mi dispiace di averlo saputo con un certo ritardo, ma credo che la cosa non tolga nulla all'importanza della notizia. La riferisce “L'indipendente” del 24 gennaio 2007 in un articolo a firma di Mauro Frasca, Il ritorno dei pagani sull'Olimpo: una rappresentanza dei circa 40.000 pagani ellenici ha ottenuto dalle autorità greche il permesso di celebrare un rito nel tempio di Giove Olimpio ad Atene, e la cosa sembra essere un primo passo per il riconoscimento ufficiale della religione “gentile” fra quelle ufficialmente ammesse, con il diritto di celebrare pubblicamente funerali, matrimoni eccetera. Già oggi la neo-rinata comunità pagana ellenica è la quarta fede del Paese dopo i 10 milioni circa di cristiani ortodossi, i 500.000 mussulmani ed 200.000 cattolici, superando nettamente i 30.000 testimoni di Geova, i 30.000 protestanti ed i 5.000 ebrei.
Quattro anni fa, ad un precedente tentativo di celebrare un rito sempre sull'acropoli ateniese nel tempio di Efesto, furono cacciati in malo modo dalle guardie archeologiche, oggi un tribunale ha dato loro ragione, riconoscendo il loro diritto di riappropriarsi dei luoghi di culto che furono eretti dai loro padri per la loro fede.Puntualmente, vi sono state le prevedibili reazioni isteriche della Chiesa ortodossa. Ma come? - verrebbe da chiedersi – questi cristiani oggi non sono tanto per l'ecumenismo, per il dialogo fra le religioni? Ma quando si tratta di manifestazioni della più antica spiritualità autoctona d'Europa, ecco scattare la più cieca, isterica intolleranza. Sarà mica perché i seguaci del “dio inchiodato” hanno un'enorme coda di paglia? Sarà mica perché la cristianizzazione dell'Europa, la cancellazione – evidentemente non così completa e non così definitiva come costoro pretendono – delle fedi europee originarie è avvenuta in un'orgia di violenza? La verità pura e semplice che ogni storico che si rispetti conosce, ma che ancora adesso ci si guarda bene dal rivelare al grosso pubblico, è che l'Europa è stata cristianizzata a forza.Dai massacri di pagani (migliaia di vittime) e la distruzione di templi per edificare al loro posto chiese cristiane ordinata dall'imperatore Teodosio, a Carlo magno con la sua evangelizzazione a fil di spada dei Sassoni, agli analoghi “sermoni” dei cavalieri teutonici contro gli Slavi, alla crociata contro gli Albigesi nel XIII secolo, ai roghi degli eretici, a quelli delle presunte streghe, la verità è che nella “conversione” dell'Europa al cristianesimo, la predicazione e la persuasione hanno tenuto un ruolo assolutamente marginale rispetto alla conquista militare, alle stragi, alla violenza più brutale, alla persecuzione dei dissidenti, alla soppressione di ogni forma di pensiero “non allineato”.L'articolo di Mauro Frasca precisa anche che il quasi-riconoscimento ufficiale del movimento gentile ellenico, che va ad aggiungersi a quelli già ottenuti dagli analoghi movimenti islandese e lituano, costituisce la punta dell'iceberg di un movimento molto più vasto che interessa tutta l'Europa e ne trascende i confini. Negli Stati Uniti, ad esempio, la wicca conta ben 134.000 seguaci, e recentemente la vedova di Patrick Steward, un sergente americano appunto adepto della wicca caduto in combattimento in Afghanistan nel 2005, è riuscita, sempre con sentenza del tribunale, a costringere l'United States Departement of Veteran Affairs ad ammettere i simboli wiccani nei cimiteri dei caduti (perché, sia chiaro, ancora oggi i pagani non riescono ad ottenere senza lunghe battaglie legali quei diritti che normalmente si riconoscono alle altre fedi; e questa ingiustizia è la più chiara dimostrazione del permanere anche all'interno di istituzioni che si vorrebbero “laiche” di una mentalità cristiana, e del fatto che il cristianesimo ha sempre costruito le sue posizioni civettando con il potere, e mentendo nella maniera più spudorata tutte le volte che ha inteso presentarsi come religione “dei poveri e degli umili”).In Europa, oltre ai movimenti islandese, lituano e greco, hanno ottenuto una sorta di riconoscimento ufficioso i 500 membri del Forn Sidr in Danimarca, una comunità pagana odinista (ma non è questione di numeri quando si esce da due millenni di repressioni e persecuzioni; vi sono poi movimenti che mirano alla restaurazione del paganesimo paleoslavo in Polonia, movimenti druidici nelle Isole Britanniche, in Francia ed in Italia; in Italia vi sono anche movimenti che vorrebbero restaurare il paganesimo romano.Il Dipartimento per gli Affari Ecclesiastici del governo danese ha fatto premettere al suo quasi-riconoscimento del Forn Sidr la dichiarazione di non avere nulla a che fare e l'impegno di non avere nulla a che fare in futuro con gruppi neonazisti o satanisti; cosa della cui equità od opportunità si potrebbe anche discutere, ma immaginatevi, provatevi solo ad immaginare se le Chiese cristiane e quella cattolica in particolare, per poter svolgere la loro attività dovessero impegnarsi preventivamente ad astenersi da ingerenze nella politica! Calmatevi, che rischiate di slogarvi le mascelle!Il defunto pontefice Giovanni Paolo II aveva il “pallino” delle radici spirituali dell'Europa che voleva menzionate anche nella costituzione dell'Unione Europea, ed il suo successore Joseph Ratzinger, Benedetto XVI si è mosso sulla medesima strada; non si può dire che in Europa non ci si stia muovendo per accontentare quest'aspirazione dell'uno e dell'altro; peccato che queste radici con il cristianesimo nulla abbiano a che fare.Le radici spirituali dell'Europa non sono cristiane, non possono esserlo, per chiari ed evidenti motivi.La civiltà europea nasce dall'incontro, dalla fusione, dall'intersecarsi, ma anche dallo scontro di quattro culture: greca, latina, celtica e germanica. Le prime tre sono più antiche del cristianesimo, che non vi ha apportato altro che elementi di dissoluzione e tentativi di scalzamento delle popolazioni europee dalla loro matrice culturale originaria. La quarta, quella germanica, ebbe il suo maggiore sviluppo in epoca medievale, già cristiana, ma anche qui il cristianesimo funse piuttosto da antagonista e da elemento di dissoluzione. La mentalità ecclesiastica ed i suoi valori furono in perenne antagonismo con la mentalità cavalleresca-feudale espressione del germanesimo, ed i suoi valori basati non sull'ascetismo ma sull'aspirazione ad una vita eroica. Questo contrasto si espresse per tutta l'epoca medievale nel conflitto fra papato ed impero poi nel 1516 con la riforma protestante ed il distacco della Germania dal papato romano.In secondo luogo, non è esagerato affermare che l'Europa ha sempre vissuto il cristianesimo impostole con la violenza come una soffocante camicia di forza.Nel XVIII secolo nacque in Europa il movimento illuminista; gli intellettuali più aperti, trovando il consenso della borghesia che si andava affermando e l'appoggio dei sovrani più illuminati, riuscirono a porre un freno all'ingerenza massiccia, al monopolio delle Chiese cristiane, soprattutto di quella cattolica, nell'istruzione, nella cultura, nella politica, in ogni aspetto della vita civile: era una reazione, in effetti, e pienamente giustificata, a due secoli di guerra civile europea che dalla riforma protestante in poi, cattolici e riformati avevano scatenato, contendendosi l'Europa palmo a palmo. La guerra dei Trent'anni (1618-1648) che distrusse la Germania e quasi ne sterminò la popolazione, giungendo ad essere la guerra più distruttiva e brutale della storia umana fino alle due guerre mondiali del XX secolo, non fu in effetti che l'episodio più acuto di una guerra civile bisecolare che sconvolse quasi ogni angolo del Vecchio Continente. L'illuminismo e le rivoluzioni del XIX secolo imposero la separazione fra Chiesa e stato, la laicità degli stati, la libertà di coscienza come diritto inalienabile. Da allora in poi, non appena l'Europa ha cessato di essere costretta dai roghi dell'inquisitore e dalla spada del crociato (Le crociate, ricordiamolo, non furono dirette solo contro l'islam, vi fu la crociata contro gli Albigesi, ma anche, ad esempio, quella che nel 1204 pose fine all'impero bizantino, e certamente “crociate” si potrebbero definire le campagne di sterminio carolinge contro i Sassoni e quelle dei cavalieri teutonici contro gli Slavi), è iniziato un movimento di scristianizzazione dell'Europa, lento ma inarrestabile e con ogni probabilità irreversibile. L'Europa rigetta da sé il cristianesimo come quel corpo estraneo che in effetti è. Dove sono le “radici cristiane” dell'Europa? Sono piuttosto le parole del grande Richard Wagner che vengono in mente:“PER QUANTO L'INNESTO SULLE SUE RADICI DI UNA CULTURA CHE LE E' ESTRANEA, POSSA AVER PRODOTTO FRUTTI DI ALTISSIMA CIVILTA', ESSO E' COSTATO E CONTINUA A COSTARE INNUMEREVOLI SOFFERENZE ALL'ANIMA DELL'EUROPA”.“Una cultura che le è estranea”; di questo appunto si tratta; nonostante due millenni di sforzi, l'origine mediorientale, non-europea del cristianesimo rimane un marchio indelebile.
L'anno scorso, 2006 dell'Era Volgare, l'attuale pontefice (sempre che convenga al leader della Chiesa cattolica questo titolo usurpato – come tutto il resto – all'antica religione romana) Benedetto XVI tenne, nel corso della sua prima visita pastorale nella natia Germania, un discorso all'università di Regensburg, che attirò l'attenzione soprattutto per un'espressione sull'islam giudicata offensiva dalle comunità islamiche e prontamente ritrattata, ma questo però ha fatto passare inosservato il fatto che in questo discorso Joseph Ratzinger diceva anche altro, tornava ancora una volta sulle “radici cristiane dell'Europa”, tormentone preferito del suo predecessore, con un'interessante variante, mettendo a lato delle fonti bibliche ed evangeliche anche la “filosofia greca”.Potremmo quasi dire che Ratzinger è stato più moderato (ed è certamente più colto) del suo predecessore Wojtila, essendosi degnato di menzionare accanto alle radici ebraico – biblico – cristiane, quelle greche.Questa ammissione rende ancora più interessante un esame delle tre omissioni delle reali radici dell’Europa: la costruzione politico - giuridico – amministrativa romana, l’immaginario celtico, le tradizioni germaniche di fedeltà e di onore, soprattutto considerato che Joseph Ratzinger non è un curato di campagna casualmente diventato papa, ma un teologo ed uno dei più acuti intelletti che la Chiesa oggi possiede.Che proprio un papa tedesco abbia omesso qualsiasi accenno al contributo delle radici germaniche alla civiltà europea, non è purtroppo cosa che possa stupire: dal 1945 i Tedeschi sono abituati, sono stati costretti con una sorta di schizofrenia indotta, a definire la propria identità in termini di negazione del proprio passato e della propria storia; nondimeno, la concezione germanica dello stato che nasce da rapporti personali fra governanti e governati, da un patto liberamente sottoscritto ma che una volta contratto va osservato con una fedeltà che non ammette deroghe, è alla base non solo del forte spirito identitario che ha caratterizzato il medioevo feudale e comunale, ma, incontrandosi con la paideia greca e l’humanitas latina, ha generato la nostra concezione che accorda alla persona, al singolo, ai suoi diritti, una centralità assolutamente sconosciuta in altre culture.Che anche i Celti in questo discorso rimangano fatalmente ignorati, stupisce ancora meno: dalle radici celtiche abbiamo ereditato il folklore come forma di mitologia popolare, con creature fantastiche come elfi e folletti, ed alcuni miti ancora vivi nella nostra cultura apparentemente smagata: il Ciclo Bretone, Artù, Merlino, Excalibur, il Santo Graal sono presenze ancora vive, simboli ancora forti nella nostra cultura: è il residuo maggiore di paganesimo che permane oggi in Europa, che urta frontalmente contro la mentalità cristiana, e proprio per questo è per me una delle ragioni che rendono degna di amore e d’interesse la cultura celtica.Stupisce maggiormente la mancanza di qualsiasi riferimento alla tradizione romana da parte del principale esponente di una Chiesa che si definisce pomposamente e falsamente “romana”. Forse la cosa è più spiegabile alla luce di una riflessione del filosofo Denis De Rougemont, secondo il quale il cristianesimo avrebbe portato in Europa “un terzo mondo di valori”, quelli del profetismo ebraico “difficilmente conciliabili con la misura greca e totalmente contrari a quelli di Roma”.Da Roma, la Chiesa cattolica “romana” ha ereditato parte della struttura amministrativa e la lettera della sua cultura giuridica e letteraria, uccidendone totalmente lo spirito.“Et facere et pati fortiter romanum est”, è da romani agire e sopportare con fermezza. Il romano affronta le vicende della vita con un senso di equilibrio interiore, non perde il controllo di sé nei momenti favorevoli e non si abbatte nelle sventure; ancora più del greco gli è proprio il senso della misura. Un mio rimpianto docente del liceo ormai scomparso da molti anni, faceva notare come Orazio traduca il “Nun chré methusthen” (“ora bisogna ubriacarsi” di Alceo con “Nunc est bibendum”, il romano “beve”, non “si ubriaca”.A differenza di quelle cristiane, le virtù romane sono virtù civiche: valore e disciplina in battaglia, frugalità e parsimonia nell’amministrazione delle proprie cose, obbedienza filiale, magnanimità e saggezza come pater familias, senso di appartenenza, fierezza di appartenere alla propria civitas ed alla propria stirpe, preoccupazione per i suoi destini, forza d’animo nelle sventure, moderazione nei successi.La virtus romana non è la “virtù” cristiana, viene da vir, e significa appunto in ogni circostanza riuscire ad essere e sapersi comportare da uomini.Del concetto antico di virtù, curiosamente rimane una traccia negli erbari, nei bestiari, nei lapidari medievali, laddove si parla delle “virtù” delle piante, degli animali, dei metalli: “virtù” significa portare alla massima estrinsecazione, sviluppare ciò che è conforme alla propria Natura; è un’idea esattamente opposta a quella del cristianesimo che implica l’andare contro la propria natura che si suppone corrotta dal peccato originale.A questo punto proprio il fatto che Joseph Ratzinger abbia menzionato il pensiero greco nel discorso di Regensburg diventa sospetto. Su cosa si debba intendere per pensiero greco, infatti, esiste quanto meno una grossa ambiguità, forse una mistificazione.Come minimo occorre distinguere fra “la sapienza” greca e “la filosofia” greca o presunta tale. Giorgio Colli, il nostro maggiore studioso del pensiero greco, faceva notare che la parola “filosofia” che significa “amore per la sapienza” fu usata per la prima volta da Platone, ma in Platone essa ha ancora il significato di una sapienza perduta da ritrovare, mentre l’idea “moderna” della filosofia come un sapere mai prima posseduto da inventare ex novo, nasce solo con Aristotele.Ora, si osservino bene i rapporti temporali: con Socrate, maestro di Platone siamo già a dopo la guerra del Peloponneso che è considerata l’evento che pone fine alla civiltà ellenica classica, e con Aristotele che fu il precettore di Alessandro Magno, siamo già nell’ellenismo.In pratica, non considerando la fase sapienziale ma unicamente quella filosofica del pensiero greco, e riducendo tutto quanto sta prima di Socrate nella categoria dei precursori sui quali non è il caso di soffermarsi troppo, con una specie di gioco di prestidigitazione, è proprio il pensiero della grecità classica che è stato fatto scomparire dalla nostra vista.Tra la sapienza ellenica e la “filosofia” ellenistica corre, potremmo dire, la stessa distanza che c’è fra Leonida che si immola alle Termopili con i suoi trecento spartiati per sbarrare la strada ai Persiani, ed Aristotele che si pone al servizio di Filippo II di Macedonia, il re straniero che minaccia l’indipendenza delle città greche.L’aspetto più interessante e forse più rilevante della sapienza greca è il suo contenuto etico, che è bene illustrato da un episodio riguardante Solone, forse il più noto dei Sette Savi della tradizione ellenica. Solone fu invitato alla corte di Creso, il re di Lidia il cui stesso nome è diventato sinonimo di ricchezza. Dopo avergli mostrato i suoi tesori, Creso chiese al saggio greco se riteneva che egli fosse un uomo felice. Solone rispose negativamente, ed allora Creso gli domandò:“Chi conosci tu più felice di me?”Solone rispose citando un qualsiasi cittadino ateniese che aveva onorevolmente servito la sua città in guerra, era onesto e stimato dai suoi concittadini, aveva una moglie fedele e dei figli devoti.
Anni più tardi, Creso mosse guerra a Ciro, il re dei Persiani e fu pesantemente sconfitto e catturato. Mentre stava per essere messo a morte, invocò ripetutamente il nome di Solone, avendo finalmente compreso l’insegnamento del saggio greco. Incuriosito da quell’invocazione, Ciro chiese a Creso di che si trattasse, e questi gli narrò dell’incontro avvenuto anni prima con il sapiente greco. Allora il re dei Persiani graziò Creso e lo perdonò, pago di poter godere almeno del riflesso della saggezza di Solone.Vivere secondo virtù è per la Sapienza greca l’unico modo per essere felici, una virtù concepita allo stesso modo della virtus romana come conformità alla propria natura, e l’uomo non è separabile dal cittadino, né la virtù dall’esercizio dei doveri civici. Tale separazione, ci spiegherà più tardi J. J. Rousseau, avviene con il cristianesimo ed è caratteristica di esso.
Democrito sottolinea il valore della libertà per l’uomo:“Preferisco vivere libero e povero in una democrazia, piuttosto che essere uno schiavo ricoperto d’oro sotto una tirannide”.Sotto una tirannide, infatti, non si può nemmeno dire di essere ricchi ma solo degli schiavi coperti d’oro, poiché il tiranno può toglierti in qualsiasi momento quel che ritieni tuo.Naturalmente, fosse vissuto nella nostra epoca, avesse conosciuto le nostre democrazie piene di limitazioni alla libertà di pensiero, nelle quali esiste il reato d’opinione, Democrito si sarebbe reso conto che “democrazia” può ben essere il nome di una tirannide ipocritamente mascherata.
La sapienza greca o la filosofia presocratica (la seconda è il prolungamento della prima) sono ben consce della tragicità dell’esistenza in termini tali che il giudizio di De Rougemont che le vede “difficilmente conciliabili” con il cristianesimo, è in effetti una sottovalutazione.“Da dove i viventi hanno origine”, spiega un memorabile frammento di Anassimandro, “là essi necessariamente ritornano. Essi pagano l’uno all’altro il fio dell’ingiustizia commessa vivendo”.
L’esistenza è una catena ciclica cui i viventi, ossia tutti noi, siamo connessi, destinati a tornare là da dove siamo venuti nell’eterno ripetersi di nascite e morti. Vivere significa commettere ingiustizia, causare e ricevere dolore, un’ingiustizia di cui tutti noi salderemo immancabilmente il conto con il nostro trapasso.Eraclito ha scritto che “Omero ed Esiodo che supplicavano gli dei di dare pace al mondo, non erano consapevoli di pregare per la sua morte”, poiché l’essenza stessa della vita è il conflitto. “La guerra è madre e regina di tutte le cose”; non la guerra che talvolta gli uomini si fanno, ma la lotta incessante tra predatori e prede, la morte di alcuni che è la sopravvivenza per altri, ed è essa a generare le cose ed i viventi, a costruire i tipi più elevati, e pare quasi di toccare con venticinque secoli d’anticipo il concetto darwiniano di selezione naturale. (Non a caso, Darwin è ancora oggi così odiato dai fondamentalisti religiosi).E’ una visione che potremmo definire un nichilismo aristocratico, capace di osservare con occhio lucido tutta la tragicità e la precarietà della condizione umana senza cercare scappatoie soprannaturali, è una visione che presuppone un’umanità sana che riesce ad apprezzare gli aspetti positivi dell’esistenza pur essendo conscia della loro caducità, laddove il cristianesimo vuole l’uomo malato per poterlo “redimere”.A partire da Aristotele abbiamo la filosofia nel senso che ci siamo abituati a dare a questa parola, come narcisistico esercizio intellettuale nel quale, come ebbe a dire Cicerone, “riceve maggiore considerazione chi inventa una stranezza nuova, che chi ripete una verità già detta da altri”, la cultura del mondo cosmopolita “globalizzato” ante litteram creato dalle conquiste di Alessandro, dove s’infiltrano sempre più elementi non greci e non europei, i cui fermenti di dissoluzione si attaccheranno come un contagio al mondo romano dopo che quest’ultimo l’avrà politicamente assoggettato, il “terreno di coltura” su cui si svilupperà il cristianesimo. E’ senz’altro questo il “pensiero greco” cui guarda Ratzinger.Noi dobbiamo ribadire che le radici dell’Europa, quelle vere: il pensiero greco (quello autentico, non la sua contraffazione ellenistica), Roma, il mondo celtico e quello germanico, non sono cristiane, sono europee. “Non si può dire”, ha detto qualcuno, “Se una rinascita del paganesimo in Europa sia oggi possibile, di certo è necessaria”.Negli ultimi anni i segnali che fanno presagire una tale rinascita, non hanno fatto altro che moltiplicarsi. Cominciamo a scorgere la luce in fondo al lungo tunnel durato due millenni; il nostro continente sta cominciando forse a ritrovare il contatto con le sue vere radici spirituali.

Fonte: http://www.ereticamente.net/