Dopo aver traversato come corrente elettrica ad alto voltaggio tutto il mondo dell'informazione in poche ore... in altrettanto poco tempo la notizia si è esaurita ed è stata messa garbatamente in una specie di dimenticatoio. Cosa è accaduto per davvero?
Semplicissimo, il giorno dopo il fattaccio è arrivata la ricostruzione del fatto, ovvero che della quarantina di droni russi che sorvolavano l'Ucraina, molti hanno hanno colpito gli obiettivi prefissi mentre una certa percentuale è stata abbattuta; di questi ultimi, uno è stato colpito ma NON abbattuto... l'impatto cinetico ha solo deviato la traiettoria facendolo "sbucare" oltre il confine romeno fino alla città di Galati, come tutti sappiamo.
A spiegarlo è lo stesso presidente di Romania -Nicusor Dan- dopo aver convocato il consiglio supremo della difesa.
Sui mezzi di disinformazione occidentali è calato il silenzio assoluto nel giro di poche ore, come se la cosa non fosse mai accaduta (quasi serpeggiava un senso di delusione, come se non vi fosse la scusa per invocare l'articolo 4 della NATO. Percepibile il dispiacere di non poter entrare in guerra diretta con Mosca: questa è l'Europa della pace e della libertà che si è creata in una generazione.
Come ciliegina sulla torta, il capo di stato Nicusor Dan, eletto -ricordiamolo- dopo l'annullamento a furore di piazza delle elezioni tenutesi a fine 2025, su pressione delle istituzioni europee che hanno imposto il leader più filo-UE possibile - ha dichiarato persona non grata il console generale di Costanza e ha chiuso il consolato generale della Federazione Russa nella città. Come a dire: "pure se tecnicamente è stata la contraerea ucraina a determinare l'incidente, la colpa morale (e la rappresaglia che ne segue) ricade comunque e sempre su Mosca"...
Questi sono i governi "democratici" che la UE sostiene ed impone nei Paesi ad essa affiliati (...).
Questa è l'Europa che vorrebbe essere parte dei colloqui di pace tra Kiev e Mosca, una entità politica che come si vede BRILLA nei due fattori chiave che caratterizzano un buon mediatore vale a dire 1 - grande potenza militare (praticamente un verme dal 1945) e 2 - neutralità tra i due contendenti (come si può osservare da queste notizie).
Pax et Bonum da Daniele Lanza
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