mercoledì 27 marzo 2024

Paul Craig Roberts: “Caro Putin, non contano le parole, ma solo le azioni”...



L’economista russo Dmitri Trenin si rende tardivamente conto che Putin non è stato sufficientemente reattivo per prevenire la guerra nucleare.

Per me è sorprendente che Putin abbia sprecato l’opportunità di mostrare all’Occidente idiota le conseguenze dell’ignorare le preoccupazioni russe e di dare un’offensiva freddezza alla spinta del Cremlino per un accordo di sicurezza reciproca che limiterebbe l’agenda neoconservatrice americana per la guerra.

L’intervento di Putin in Ucraina avrebbe dovuto essere decisivo. La guerra sarebbe dovuta finire in una settimana, con Zelensky e tutto il suo governo impiccati come criminali di guerra, con Kharkiv, Odessa e tutto il territorio a est del fiume Dnieper reincorporato nella Russia.

L’Ucraina occidentale avrebbe dovuto essere occupata e costruire un muro che isolasse il territorio dall’Europa e impedisse qualsiasi ingresso non supervisionato dalla Russia.

La rapidità e la completezza della conquista avrebbero fatto paura alla NATO e a Washington. Se si mette in difficoltà la Russia, la conseguenza è questa. Se Putin avesse agito in modo appropriato, il mondo sarebbe sulla via di un’esistenza pacifica.

Se Putin avesse agito come avrebbe dovuto, non ci sarebbe stato alcun motivo per Dmitri Trenin di cercare di trovare un modo per ripristinare il rispetto occidentale per la capacità militare della Russia.

L’incapacità di Putin di combattere una guerra come le guerre devono essere combattute è la ragione per cui siamo sulla strada dell’Armageddon.

Solo Putin può farci uscire da questa strada. Può arrendersi all’Occidente, oppure può mostrare all’Occidente le conseguenze della sua stupidità.

Prima o poi Putin dovrà capire che non contano le parole, ma solo le azioni.

Paul Craig Roberts, economista e saggista statunitense.




2 commenti:

  1. Scrive Vincenzo Mannello via email: "Eh, trovo ci sia del vero in questa spietata, dura e sintetica analisi. Resto del parere che, il giorno d'inizio della Operazione Speciale, più o meno il piano fosse proprio quello "svelato" dallo articolista. Sperando in qualcosa che non si è verificato. Un colpo di stato o, quantomeno, di mano dei militari e dei politici filorussi. Con l'appoggio di parte della popolazione civile. Che non si è visto (o di cui io, semplice osservatore esterno, non ho saputo nulla). Fallito il piano, su anticipazione dello stesso (più che a Zelensky) ai servizi segreti ed ai militari antirussi da parte degli anglo-americani, si è virato su qualcosa di non previsto. Ora la palla resta davvero a Putin."

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  2. Mio commentino: “Il medico pietoso fa la piaga purulenta...”

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