sabato 17 ottobre 2015

Pesanti tracce di DNA bizantino in Renzi, Boschi, Alfano, Mogherini...



Evidentemente lo abbiamo nel DNA. Non riusciamo a liberarcene. L’influenza della mentalità bizantina, contrabbandata via Ravenna, si è sparsa come un sottile veleno ed ha intriso “l’animus italicus”. E badate che non mi riferisco all’Impero d’Oriente,  ma a Costantino  il traditore!  Che impose a Roma una religione semita ed aliena, per il suo interesse particolare..

Mi riferisco alla decadenza che portò ai secoli meticci e confusi che segnarono i primordi del Medio Evo (che per altro poi si evolse in grandiosità politicamente scorrette, ma imperiture e grandiose: Lepanto, lo stile romanico, lo stile gotico, Barbarossa e gli imperatori Germanici, le Crociate, Venezia….. mi fermo per non redigere un trattato). 

Ma rimase nell’animo ormai anarchico degli abitanti della Penisola un afflato di bassa astuzia, di tartufesca ricerca della fregatura da propinare, di predisposizione al tradimento ed al voltafaccia di comodo, che è arrivato fino a noi, contemporanei. Di esempi ne possiamo trovare a bizzeffe. I giri di valzer delle alleanze sono storia certificata.  Noi iniziamo una guerra da una parte e la finiamo dall’altra.

La cosiddetta repubblica, nata dalla resistenza, non è meglio, anzi… La partitocrazia si è divisa le zone di interesse commerciale dell’Africa: sotto un certo parallelo ad Andreotti e la Dc, sopra a Craxi e il PSI. Asserviti ai vincitori americani, abbiamo sempre strizzato l’occhio a due potenze straniere: URSS e Vaticano.

Quando i padroni americani cercano di destabilizzare l’Europa, con l’attacco immotivato e gratuito alla Serbia (del Kossovo e dei suoi magnaccia non importava niente a nessuno), cerchiamo di starne un po’ fuori (non mandiamo, almeno ufficialmente, gli aerei), ed un po’ dentro: le basi di partenza dei cacciabombardieri yankee ed inglesi partono da basi italiane. Capolavoro di ipocrisia internazionale. Il governo d’Alema continua ad operare nel solco dell’ambiguità.

Con la Libia ancora peggio. Francesi ed Inglesi vogliono cacciare Gheddafi: troppo pericoloso il suo progetto di Banca Africana garantita da 125/150 tonnellate d’oro, troppo pericolosa la sponda che il Rais libico trova in Europa da Jorge Haider. Morti tutti e due. Il Governo Berlusconi non vorrebbe, ma l’ex Camicia Nera Napolitano. L’ex filo nazista Napolitano, l’ex comunista col visto permanente per gli USA Napolitano (caso unico nel mondo occidentale), spalleggiato dai…. “poteri forti”, costringono a ripetere la manfrina delle basi aeree. Squallida e non lungimirante mossa che provoca: petrolio libico alla Francia, guerra tribale in Libia, invasione di clandestini invasori dalle coste libiche, due governi l’un contro l’altro armati. L’Italia ne paga le conseguenze.

L’isis è un pasticcio creato e finanziato dal dollaro. Poi è sfuggito di mano. Gli occidentali ed i Russi cominciano a bombardare. I Russi seriamente. L’Italia manderà anche lei qualche vecchio tornado a fare atto di presenza. Ma il Presidente del Consiglio, l’innominabile, si affretta a dire che i nostri aerei non bombarderanno, faranno solo opera di ricognizione. Pallido, pavido e vile tentativo di assicurarsi l’impunità nei confronti dei tagliagole. 

 Mi ricordo quando c’erano le “case chiuse”, da me non frequentate anche per motivi anagrafici. I tizi che entravano e stavano lungo tempo ad ammirare le discinte sfiorite fanciulle, senza comprare le “marchette”, si diceva che facessero flanella… L’Italia non ha attributi, e fa flanella internazionale.

E non parliamo della vita pubblica e politica interna: il più sano ha la rogna. Si sono scatenate guerre di bande rivali, tutte tese ad accaparrarsi il diritto di rubare da soli, senza concorrenza. Per poi arrivare ad un concordato manuale Cencelli della concussione, ad un manuale Cencelli della corruzione, ad un manuale Cencelli della mazzetta.

Stiamo vivendo un momento di cambiamenti delle forze mondiali, di cambiamenti epocali (parola di moda!) di schieramenti e di strategie. E noi Italiani siamo considerati poco più che qualche volta simpatici furbacchioni, di gradevoli o sgradevoli intrallazzatori, di magliari della politica. Ah! Les Italiennes!......

Bizantini, nel senso peggiorativo dell’accezione.
Cambiammo solo in un periodo, pur con aspetti provinciali e rabberciati. Ma almeno avevamo una bandiera in cui credere. E gli altri ci rispettavano. Magari ci copiavano o ci combattevano. Ma ci rispettavano.

Oggi proponiamo gente come Renzi, Boschi, Alfano e Mogherini. Non sono cattivi, li hanno disegnati così, politicamente nulli, italianamente deleteri. Bizantini.


Fabrizio Belloni

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