lunedì 7 dicembre 2015

Viterbo - Dopo quella del Volontariato, chiesta la costituzione di una "Consulta degli animali"



Ci associamo alla giusta richiesta avanzata dalle associazioni animaliste viterbesi che hanno sollecitato il sindaco circa la costituzione della consulta degli animali. L’importanza dell’organo collegiale, approvato dal consiglio comunale grazie a una mozione presentata dal Movimento 5 Stelle, è ancor più evidente alla luce del recente successo ottenuto da un'altra consulta, quella del volontariato, che è riuscita a far arrivare Viterbo tra le finaliste per la candidatura a capitale europea del volontariato. 

Considerato infatti l’ottimo risultato raggiunto dalla consulta e la deludente esperienza della candidatura a capitale della cultura portata avanti con i “vecchi metodi” si evidenzia come il confronto con le realtà associative possa rappresentare un valore aggiunto per le amministrazioni locali. 

Approfittiamo inoltre per ricordare al sindaco, visto che continua a restare sordo pur dichiarandosi sui giornali favorevole a tali organi, come Insieme a quella degli animali sia stata approvata anche la costituzione della consulta per la cultura ed alla luce dei motivi sopraesposti lo risollecitiamo ad iniziare l’iter per l’istituzione di entrambe. 

Ribadiamo che un confronto diretto con le realtà associative presenti sul territorio che da sempre si occupano di questioni importanti per la nostra città debba essere visto come una grande opportunità di miglioramento per il nostro Comune e speriamo che malgrado la palesata avversione di taluni rappresentanti della giunta il sindaco voglia rispettare quanto impostogli dal consiglio comunale. 

Rimandare dimostrerebbe tra l’altro che la volontà della giunta è di non tenere conto delle indicazioni dei consiglieri comunali compresi quelli della stessa maggioranza che convintamente hanno votato la nostra mozione ed una evidente cecità di fronte alla efficacia di questi organi collegiali. 

Durante la presentazione della candidatura di Viterbo come capitale europea del volontariato, il primo cittadino, allora consigliere comunale, ha ricordato come avesse promosso la creazione della consulta del volontariato: ebbene chiediamo al sindaco di essere coerente con se stesso circa la costituzione di queste altre consulte che ripropongono gli stessi principi e le stesse validità. Non farlo dimostrerebbe al contrario che le belle parole espresse erano solo uno spot destinato alla stampa.

Movimento 5 stelle Viterbo

domenica 6 dicembre 2015

"LICET VI VIM REPELLERE!" - Ed il caso dei 200.000 risparmiatori truffati dal governo delle banche



"LICET VI VIM REPELLERE!" La patologia sociale va cacciata.
Abbiamo più volte sottolineato che Matteo Renzi è l'IDIOTA. Definizione dell'idiota, (dal Voc. Palazzi): Semplice individuo, rozzo, inetto a partecipare alla cosa pubblica. Imbecille per congenita infermità mentale.

Quando i suoi burattinai decideranno di toglierselo dai piedi queste definizioni verranno subito messe in circolazione.

Notiamo che il Renzi fu selezionato da Mike Buongiorno per conto di Berlusconi. Il Buongiorno era esperto nel valutare l'impatto mediatico dei personaggi che gli venivano presentati con la scusa di concorsi a premi. Questi concorsi servono anche oggi per valutare l'impatto mediatico della comunicazione NON VERBALE (immagine, postura, atteggiamento mentale, fisionomia, prestanza fisica, facile VERBILOQUIO)..PERCHé CI SONO FIOR DI GIURIE CHE VALUTANO IL GIOCATORE (chi conosce i meccanismi del consenso sa che questo viene NON per ragioni logiche ma per ragioni ALOGICHE). 

Tra l'altro, il nome Matteo denota una propensione dei genitori ad adeguarsi alla moda. Infatti, proprio in quel periodo, (diciamo agli inizi degli anni 60 del secolo trascorso), un noto SOCIOLOGO preconizzò la diffusione di due nomi maschili Matteo e Mattia, non ricordo quali furono le sue argomentazioni. Ma la cosa avvenne. Ci fu un'invasione di questi due nomi. Oggi l'ondata è finita, ma di sicuro l'impatto è stato significativo. Il Renzi sta rispondendo in pieno alle premesse dei suoi creatori. Parla ed agisce come un burattino al quale hanno messo un altoparlante che ripete idiozie o impulsi mentali che gli arrivano NON si sa bene da dove. La sua loquacità è estremamente dimostrativa in questo senso.Parla senza sapere quel che dice. Afferma con la sicumera di un perfetto IDIOTA cose assurde, anche a fronte di evidenti smentite dei fatti documentati anche da periodici a lui affini ( meglio: gestiti dai suoi padroni/padrini).

In relazione al fatto... assolutamente abnorme....del FURTO da parte delle banche dei risparmi di ben 200.000 persone truffate dal GOVERNO degli USURAI  l'idiota ha dichiarato il 5 dicembre 2015: che la colpa è dell'UE (come se non sia il nostro governo che ha approvato una legge strozzina e liberticida indipendentemente dai suggerimenti dei funzionari usurai dell'UE),  ha detto..."faremo, vedremo, non è facile ma ci proveremo"... con un atteggiamento (chiaramente riscontrabile in TV) di assoluta inconsistenza morale. 

In futuro, cioè quanto prima, citeremo una frase del noto scrittore politologo Giano Accame, morto di recente, sul ruolo VERO del Partito UNICO (causa della tragedia dell'Italia contemporanea.): IN OGNI CASO GLI ITALIANI LO MERITANO... 

In conclusione... ESSERE UMANI SIGNIFICA: EMPATIA, COMPASSIONE, RICONOSCENZA, COOPERAZIONE, SOLIDARIETà.da cui deriva intuizione e creatività. La psicopatologia sociale è di conseguenza COMPETIZIONE, INDIVIDUALISMO ESASPERATO, DISINTERESSE PER LA COLLETTIVITà.

Viviamo in una società intrinsecamente malata ed abbiamo come "guida" (si fa per dire..) un idiota (e d'altronde in questo modo Renzi è stato definito anche dalla Corte dei Conti: Incapace di intendere e di volere)

Giorgio Vitali

sabato 5 dicembre 2015

Contro la guerra imperialista.... la soluzione è la rivoluzione socialista...


Durante l’ultimo mese la tendenza alla guerra imperialista ha visto una pericolosa accelerazione. In poco tempo la Francia, gli Stati Uniti, la Russia, la Germania, il Regno Unito e altre potenze imperialiste, sfruttando la solidarietà con le vittime dei barbari attentati di Parigi, hanno intensificato il loro intervento militare in Siria, la porta del petrolio del Medio Oriente, dichiarandosi in guerra contro il cosiddetto Stato Islamico.
Allo stesso tempo, i governi borghesi aumentano le spese militari (la politica di austerità si applica solo per le spese sociali, non per quelle militari!); prendono misure poliziesche e repressive per immobilizzare il movimento operaio e sindacale, i giovani che manifestano la loro protesta; induriscono le misure arbitrarie contro i migranti che fuggono dalle zone di guerra; portano avanti la trasformazione reazionaria degli Stati borghesi; avvelenano l’animo delle masse con il razzismo e l’islamofobia.
In questo scenario, l’abbattimento di un cacciabombardiere russo da parte delle forze armate turche va ad inasprire la disputa fra potenze imperialiste e capitaliste per il dominio della Siria e dell’intera regione, che può sfociare in uno scontro armato generalizzato. 
Condanniamo senza riserve il terrorismo antipopolare che ha colpito in Turchia, Francia, Tunisia, Libano, Egitto, Nigeria, Mali, Camerun, uccidendo un gran numero di persone innocenti. Si tratta di un terrorismo reazionario che aspira a mantenere i popoli nell’arretratezza, nella sottomissione e nell’oscurantismo religioso, che devia le loro lotte verso scopi utili all’imperialismo e attacca le forze rivoluzionarie e progressiste.
Denunciamo l’infame manipolazione di questi attentati compiuta dalle potenze imperialiste e dalle classi dominanti per trascinare i lavoratori e i popoli nell’orbita di una nuova guerra imperialista.
I sanguinosi attentati commessi dalle bande dei fanatici jihadisti sono inammissibili. Ma chi li ha appoggiati, armati e finanziati?
Il terrorismo jihadista si è sviluppato su un terreno devastato da decenni di interventi e invasioni armate dell’imperialismo statunitense e dei suoi alleati in Medio oriente, in Afghanistan, nel Maghreb e nell’Africa subsahariana, scatenati con menzogne e falsi pretesti per sfruttare i popoli e le loro ricchezze naturali. E’ dunque la conseguenza diretta della politica di guerra, di saccheggio imperialista, di complotti e ingerenze che ha causato milioni di morti, violenze, torture, distruzione di città, destabilizzazione politica, migrazione di massa, povertà e disperazione, che ha prodotto una guerra civile reazionaria in Iraq e in Siria, paesi smembrati per ridisegnare la mappa della regione.
I capi delle potenze imperialiste sono i responsabili degli interventi militari che hanno alimentato il fanatismo jihadista. Sono coloro che hanno sostenuto, armato e utilizzato per lunghi anni il terrorismo di Stato dei sionisti e quello antipopolare di Al Qaeda e del Daesh per rafforzare il loro dominio. Sono gli stessi che vendono armi e fanno affari con gli sponsor del terrorismo salafita, che violano le leggi internazionali e commettono crimini enormi contro i lavoratori e i popoli. 
La “ragione” per cui le potenze imperialiste intervengono con le armi in Siria non ha nulla a che vedere con gli interessi e le aspirazioni del popolo siriano, con la libertà dei popoli oppressi, come il popolo palestinese e quello kurdo. L’intervento imperialista favorisce invece i monopoli e le forze reazionarie interne, regionali e internazionali.
Il contenuto reale della politica seguita dalle potenze imperialiste in Siria, in Iraq, in Afghanistan, in Africa e in America Latina…. è la lotta a coltello fra USA, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Germania, Turchia etc., per una nuova ripartizione del mondo, delle sfere di influenza, dei mercati, delle risorse dei paesi dipendenti, per mezzo di un’accanita guerra economica e delle operazioni belliche. E’ la lotta della borghesia decrepita e in putrefazione delle “grandi nazioni” per la spartizione e l’asservimento delle “piccole” nazioni, per aumentare i super-profitti dell’oligarchia finanziaria. L’elemento del contrasto al terrorismo jihadista è secondario e non cambia di una virgola il carattere imperialista dell’intervento militare.
In questa drammatica situazione, il comportamento dei capi dei partiti socialdemocratici e riformisti è un autentico tradimento della causa della classe operaia e dei popoli, della pace e della democrazia.
Gli opportunisti votano le misure e le spese di guerra, lo stato d’emergenza, si dichiarano d’accordo con l’“unione sacra” con l’oligarchia, adottano la politica di oppressione dei popoli, ripetono le frasi nazionaliste della destra e dei fascisti. Sono divenuti un appendice della politica e della propaganda imperialista. Da parte loro i revisionisti consigliano ai popoli di appoggiarsi su un imperialismo, quello russo o cinese, per combatterne un altro, quello USA. Entrambi abbelliscono l’imperialismo, nascondono agli occhi dei lavoratori e dei popoli la politica di sfruttamento e di oppressione degli Stati borghesi e dei monopoli capitalistici, entrambi tradiscono la causa della rivoluzione e della liberazione dei popoli.
Il proletariato rivoluzionario non si lascerà ingannare da questi traditori, ma agirà per denunciare, smascherare e sconfiggere la politica di guerra, di terrore di miseria preparata e portata avanti dall’imperialismo e dalle classi dominanti in ogni paese.
Esigiamo il ritiro di tutte le potenze imperialiste e capitaliste dalla Siria, dall’Iraq e dagli altri paesi della regione, la smobilitazione immediata di tutte le truppe straniere e la fine di ogni appoggio alle forze jihadiste.
Rivendichiamo l’uscita dalle alleanze militari belliciste e la loro dissoluzione, lo smantellamento delle basi straniere, come quelle USA e NATO nei nostri paesi!
Diciamo NO alle spese di guerra, al riarmo, ai provvedimenti di militarizzazione applicati dai governi borghesi.
Rifiutiamo lo stato d’emergenza che viene imposto in alcuni dei nostri paesi. Rivendichiamo il diritto di manifestazione, di riunione, di sciopero, difendiamo le libertà di manifestazione di espressione e di movimento. Diamo vita alla lotta più implacabile di tutti gli sfruttati e gli oppressi contro gli sfruttatori e i fautori di guerra, sulla base degli interessi politici e economici della classe operaia e con azioni unitarie.
Diamo il nostro appoggio ai movimenti di liberazione nazionale e sociale dei popoli oppressi, sostenendo il diritto delle nazioni oppresse all’autodeterminazione, fino alla separazione.
Lottiamo a fondo contro il nazionalismo e lo sciovinismo, e chiamiamo alla solidarietà internazionale degli operai, dei lavoratori e dei popoli.
Per il fronte comune di lotta della classe operaia e dei popoli oppressi del Medio Oriente, dell’Africa, dell’Asia, dell’America Latina e di tutto il mondo contro l’imperialismo, la reazione e il fascismo.
Di fronte alla barbarie capitalista e imperialista la sola soluzione è la rivoluzione e il socialismo!
Teoria e Prassi - Dicembre 2015
teoriaeprassi@yahoo.it

Comitato di Coordinamento della Conferenza Internazionale
di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)

venerdì 4 dicembre 2015

Roma - ANPI amica dei sionisti e nemica degli ebrei antagonisti



L’Anpi di Roma ha cancellato l’iniziativa della presentazione del libro :
IL SIONISMO.  "IL VERO NEMICO DEGLI EBREI" di Alan Hart
CHE SI SAREBBE DOVUTA SVOLGERE GIORNO 7 DICEMBRE
presso la loro sede di via Galilei a Roma. 

Avrebbero dovuto partecipare esponenti quali:
Giorgio Gomel (ebrei per la pace)
Marco Ramazzotti Stockel (rete ebrei contro l'occupazione)
NandoTagliacozzo (studioso dello shoa) 

Diego Siragusa (che ha tradotto e scritto la prefazione del libro) .
DICHIARANDO ‘Siamo vicini alla comunità ebraica’, L'ANPI DI ROMA confonde il sionismo con gli ebrei (il che è davvero grave)
ecco cosa scrive l'Anpi Roma:
“Appena appresa la notizia della presentazione del libro antisionista, ieri abbiamo immediatamente stabilito di non dare seguito all’iniziativa in accordo con la sezione ANPI don Pappagallo perché non in linea con i valori ed i principi dell’Anpi che rifiutano qualsiasi forma di razzismo ed antisemitismo”, ha dichiarato il presidente dell’Anpi di Roma, Ernesto Nassi.

L'ANPI si è piegata in modo ignobile al volere dei sionisti romani, senza conoscere il libro, offendendo gli organizzatori, gli iscritti e il sottoscritto che ha tradotto e introdotto il libro. Nel comunicato provinciale dell'ANPI vi sono affermazioni indegne che si configurano come una speculare negazione della propria storia e della propria funzione. La presentazione del libro si farà in un luogo diverso e chiameremo l'ANPI a rendere conto del suo allineamento ai voleri dell'estrema destra israeliana e della sua sezione romana. Non dissimile nella sostanza il comunicato dell'ANPI nazionale firmato da Smuraglia. Entro domani comunicheremo la nuova sede della manifestazione.

In ogni caso presenterò l'opera di Alan Hart alla Fiera del libro all'EUR
il giorno 8 dicembre, alle ore 11,00, nella Sala Corallo. 

Confido in una protesta corale e indignata di tutti coloro che non hanno smarrito la differenza tra oppresso e oppressore e la solidarietà con i popoli che resistono.

Diego  Siragusa

giovedì 3 dicembre 2015

Fiano Romano, 4 dicembre 2015 - Nuova Agricoltura e come attuarla

NUOVA AGRICOLTURA E COME ATTUARLA

L’agricoltura oggi, come vista da ieri e cosa si può fare per il domani con le nuove tecnologie. Non possiamo ignorare i progressi tecnologici apportati nell’agricoltura, e, nemmeno l’apporto e l’uso insensato di pesticidi chimici. La tecnologia ha facilitato il lavoro dei campi, i pesticidi chimici ha fatto in modo che il prodotto fosse più abbondante, ma, la quantità, non ha favorito la qualità e purezza del raccolto. Oggi, per una Nuova Agricoltura si intende un’agricoltura praticata da molti agricoltori italiani ed europei, attenti ai processi naturali e alla complessità e specificità locale degli ecosistemi e capaci di innovare, sperimentando nuove tecnologie e anche attingendo agli antichi saperi della cultura rurale.
L’Agricoltura Biologica e Biodinamica, sono il motore di questo cambiamento con le sue molteplici varianti che operano per salvaguardare le risorse naturali e la biodiversità aperte alla ricerca e all’innovazione.

Vista la crisi economica e il rinnovato interesse verso l’agricoltura e soprattutto con incentivazioni ad imprese giovanili anche da parte di enti locali quali la regione Lazio e comuni laziali, abbiamo cercato di approfondire l’argomento invitando esperti di settore con diverse diversificate competenze a discuterne.

Il convegno del giorno 4 dicembre 2015 sarà condotto con lo stile del salotto televisivo, e, anche in modo consueto dei relatori che espongono il loro pensiero in maniera organica e poi dibattono tra loro.

Tutto il convegno sarà ripreso dalla rete televisiva OneTV ch. 86 e SKY 897 e inserito nel format televisivo “Scienza e Lavoro” programma ideato e condotto da Diego Righini, (politologo) moderatore del nostro Convegno.

 I relatori sono:
 GIUSEPPE ALTIERI
Agroecologia dello sviluppo rurale dopo 20 anni di politica nazionale ed europea.
CARLO DE FALCO
L'ecosistema uomo – paesaggio
GIANCARLO GIULIO MARTINI
Gli anticrittogamici: impieghi e problematiche.
GIORGIO PRINZI
Energia e recupero energetico nelle pratiche agricole.
GIUSEPPE QUARTIERI
L'oro verde della generosa terra di Sabina.
 PIERO QUERCIA
Il futuro mondiale agrobiotecnologico e microbiologico.
GIUSEPPE SCALA
L'utilità dell'agricoltura nei campi scientifico, tecnico e industriale.
ROSARIO SCOTTO
Sguardo su produzioni e destinazione dei prodotti, della coltivazione della canapa.
Quando e dove conviene coltivare canapa.
MARCO TIBERTI
Biociti rischi per la salute e l’ambiente.
 L’assessore ISIDORO MARTINI verrà a presentare il convegno e a parlarci della realtà locale.

Il convegno è stato organizzato dall’associazione CULTURA IN CAMMINO. Con il patrocinio del comune di Fiano Romano (ROMA)


 Giuseppe Altieri
Agroecologo e docente di Agroecologia, Fitopatologia, Entomologia all’Istituto d’Istruzione Superiore “Ciuffelli-Einaudi” di Todi.
Svolge, da oltre 30 anni, la sua attività professionale nell’ambito dello STUDIO AGERNOVA di Massa Martana (PG) occupandosi di consulenza, assistenza tecnica, formazione, ricerca, innovazione e divulgazione scientifica nel campo dell’Agricoltura Biologica, Lotta Biologica, Sviluppo Rurale Ecosostenibile.
Svolge un intensa attività convegnista partecipando anche a diverse trasmissioni nazionali televisive (Ambiente Italia, Report, Striscia La Notizia.. .) e radiofoniche (“La Radio ne parla”- Radio 1").
Collabora con il Prof. Miguel Altieri dell’Università di Berkeley California nello sviluppo dell’Accademia Internazionale di Agroecologia.

Carlo De Falco
Presidente per il Lazio dei Gruppi Ricerca Ecologica, associazione riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente, è Dottore di Ricerca in Scienze Aziendali ed esperto di governance dei territori: è stato infatti docente di Marketing Territoriale presso l’Università degli Studi “Magna Græcia” di Catanzaro nonché di Management dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi della Basilicata. E’ stato altresì assegnista presso il Centro Interdipartimentale di ricerca in urbanistica “Alberto Calza Bini” dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, dalla cui esperienza è derivata la sua ultima pubblicazione: “Il contributo della teoria manageriale allo sviluppo delle aree protette – Il caso del distretto turistico - culturale del Cilento”. Attualmente, tra l’altro, è componente della Commissione di valutazione dei Contratti di filiera e di distretto presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Piero Quercia
Laurea in scienze biologiche alla Sapienza di Rm
Biologo professionale Europeo
Prof Univers di Florida Usa
Associato INFN Frascati Rm
Dove ha scoperto in gruppo due nuove forme di vita batteriche Ralstonia Detusculanense utilissime energia e depurazione
70 pubbl anche internazionali
Due libri l inganno del petrolio ..in internet e Energia Ecologica


Giuseppe Scala
Chimico, analista chimico o su referti archeologici presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, area di Montelibretti, docente di chimica del restauro e delle fibre tessili presso l’Università di Napoli e all’estero, specie in India e Egitto.
Ha scoperto come si otteneva il ferro alla fine dell’età del bronzo nonché l’uso di coloranti per tintoria e delle fibre tessili comuni, rare e poco note in reperti risalenti a circa 6000 anni fa.
Ha evidenziato l’uso della seta prodotta dalle farfalle tortricide del mediterraneo da almeno 4000 anni.
In giovane età è stato co-autore del celebre articolo di biologia molecolare inerente la scoperta del Dna ridondante e la malattia genetica detta “Bobbed”, argomento di studio presente in tutti testi di genetica molecolare universitari.
Attualmente presenta collezioni di merci quali fibre tessili, insetticidi naturali, resine vegetali, tintoria primitiva e ausiliari naturali repertati in innumerevoli viaggi di studio, presso il Museo Etnografico dell’orto botanico di Napoli.
Ha scoperto nel tufo di Morlupo una molecola avente proprietà antagoniste verso alcune erbe infestanti.
Docente Università Upter Roma Nord

Rosario Scotto
Imprenditore agricolo che si occupa di canapa da 5 anni, la coltivo e la trasformo in farina e olio in quanto proprietario di un impianto per estrarre olio di canapa. Presidente di Sativa Molise e commisario GRE Molise.
Relatore Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali Novembre 2014.
L'associazione è già all’opera dal 2012 per promuovere una serie di attività finalizzate alla tutela, promozione, coltivazione, trasformazione e valorizzazione della canapa nei vari settori produttivi e di utilizzo. Nell’annata agraria 2015 abbiamo coltivato oltre 80 ettari e distribuito seme da semina per oltre 200 ettari. Accanto alla sperimentazione agricola, l’associazione è da anni all’opera per produrre olio e farina di semi di canapa. Tutti i nostri partner attuali sono aziende molisane di trasformazione agro-alimentare. Oleifici, mulini, forni, biscottifici, e pastifici tutti caratterizzati da una dimensione artigianale e da produzioni di qualità.

Marco Tiberti
Responsabile Agromafie per il Lazio dei Gruppi Ricerca Ecologica, associazione riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente.
Presidente e Istruttore dell’ASD Canoa Club Rieti Centro d’Italia, associazione sportiva riconosciuta dalla Federazione Italiana Canoa Kayak.
Ad oggi ha organizzato 33 manifestazioni sportive, anche a carattere nazionale, sit-in e numerosi convegni culturali.
Responsabile della sede provinciale di Rieti oltreché dei dipartimenti Alimentazione e Acque in European Consumers, associazione riconosciuta dal Comitato Regionale Utenti e Consumatori del Lazio.

Fiano Romano - Immagine di repertorio

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mercoledì 2 dicembre 2015

L'altra faccia del terrorismo - Il terrorismo USA per fini economici



Anche ammesso (ma non concesso) che gli Usa/Cia non abbiano nulla a che vedere con la creazione dell’Isis, non si capisce perché questi ultimi non avrebbero il diritto di reagire ai reiterati attacchi portati dall’Occidente e dagli Usa in particolare, a partire dall’Afghanistan in avanti, a quello che genericamente definiamo “mondo musulmano”. O il diritto di fare le guerre ce l’ha solo l’Occidente per esportare le sue gemme splendenti della “democrazia”, della libertà (ha-ha), del libero mercato (una liberissima rapina), ecc. ecc.? 

Urge capire che a prescindere da tutto il resto quella di “terrorismo” non è altro che una definizione, e poiché nelle guerre mosse dagli Usa e dai suoi alleati l’incidenza di vittime civili è superiore al 90%, ne consegue per pura deduzione logico-matematica, che i primi terroristi al mondo sono proprio gli Usa ed i  suoi alleati; insomma, il mondo “libero”. Ci sarebbe anche da aggiungere che quando si combatte con avversari che vantano una superiorità militare-tecnologica infinitamente superiore alla propria, allora la lotta, per chi è attaccato, non può che assumere le forme del terrorismo.

Fatta salva questa premessa vorrei andare dietro questi fatti apparenti. Gli Stati Uniti sono un Paese tecnicamente in bancarotta (in realtà tutti i Paesi al mondo lo sono, e questo per il semplice motivo che un denaro che viene emesso e prestato con interessi non può che creare un debito impagabile; difatti non il debito ma, udite udite, gli interessi generati dal debito, sono superiori al Pil dell’economia globale. Come può dunque l’economia reale, cioè quegli umani che con il loro lavoro la mandano avanti, ripagare questo debito? Non può. Del resto i debiti sono uno strumento di controllo ancor prima che di arricchimento. Ne parlo diffusamente nella mia trilogia Pecore da tosare – E io non pago – Euroballe).

All’interno dello scacchiere malato del debito mondiale si muovono con la grazia di un elefante in un negozio di porcellane gli Stati Uniti per mantenere “forte” il dollaro. Per essere più chiari, gli Usa, quando le cose si mettono male per loro, hanno essenzialmente una sola strada: una guerra mondiale. Gli americani, si sa, sono dei veri duri (Rambo docet), e quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. Detto altrimenti, un bel conflitto ad ampio raggio, o meglio ancora una sorta di guerra permanente, è l’unica maniera per gli Usa di mantenere la propria egemonia mondiale.
Gioverà anche dare un’occhiata rapida alla storia e ricordare che gli Usa uscirono dal primo conflitto mondiale da debitori che erano (nei confronti principalmente del Regno Unito) a creditori, e uscirono ancor più rafforzati dal secondo conflitto quando addirittura riuscirono ad imporre il dollaro come moneta di riferimento internazionale. Basta pensare che il petrolio, il bene primario (in realtà un male primario) per sorreggere l’impalcatura del nostro mondo, viene commercializzato sin dal 1970 unicamente in dollari statunitensi. E Saddam e Gheddafi, che accettarono invece euro per il loro petrolio, ne sanno (sapevano) qualcosa.

Questo signoraggio mondiale del dollaro permette agli Usa di importare qualunque bene/merce a basso prezzo (e mantenere il popolo statunitense nel suo benessere/malessere da consumo) e soprattutto gli consente di acquistare in tutto il mondo risorse naturali, aziende, fabbriche, ecc., a basso, bassissimo e a volte addirittura inesistente costo.

E’ anche opportuno tenere a mente che l’unica vera, grande risorsa degli Usa, è l’enorme divario tecnologico-militare che questi vantano nei confronti del resto del mondo, divario che ovviamente non hanno nessuna intenzione di lasciar colmare. Insomma, gli Usa, o meglio le élite finanziarie ebreosioniste che gli stanno dietro e che li manovrano, hanno necessità di un bel conflitto mondiale che possa rilanciare il dollaro e mantenerli in un rapporto di dominanza globale, anche e soprattutto per tenere a bada le altre grandi potenze (Cina ma soprattutto Russia in primis), che ancora non si sono piegate ai loro desiderata. Sono fermamente convinto che in questo preciso momento storico, l’unico vero ostacolo alla realizzazione di questo piano sia la Russia di Putin. L’accerchiamento di Paesi Nato della Russia, la questione Ucraina, i prezzi bassissimi di gas e petrolio (da cui l’economia russa dipende fortemente) dopo i picchi di qualche anno fa, vanno visti molto chiaramente in questa ottica.

Ma questa guerra mondiale serve soprattutto ad un riequilibrio politico-economico il cui obiettivo è la nascita di un governo mondiale unico, di un esercito unico mondiale, di una economia unica mondiale, di una moneta unica mondiale (che sarà il dollaro o più probabilmente qualcosa che lo sostituirà, tanto le monete si possono creare e disfare a piacimento).

Per tornare a noi e concludere. Da queste esigenze le élites dominanti hanno elaborato una strategia politico-militare avviata con la farsa dell’11 Settembre (lo scrivo chiedendo perdono alle vittime ovviamente, così come chiedo perdono alle vittime di Parigi) e proseguita con altri accadimenti fino ad arrivare ai fatti parigini e di cui l’impiego dell’Isis rientra a pieno titolo. Tutto questo sono solo antipasti di ciò che accadrà. Ma per favore, risparmiateci almeno la retorica del Je suis Paris. Qui siamo in guerra, questa guerra non è stata creata dall’Isis (semmai l’Isis è stato creato ai fini di questa guerra), e comunque la sostanza di tutte le guerre è che a rimanerne vittima ed a pagarne il prezzo è sempre la gente comune. 
 
Andrea Bizzocchi 

martedì 1 dicembre 2015

A proposito di AIDS... "l'altro male"



L'1 dicembre è la giornata mondiale dell’AIDS…. forse potrei disinteressarmene, anche se continuo a ricevere lettere su lettere su questo tema scottante…. Chi consiglia la prevenzione profilattica, chi raccomanda l’astinenza, chi propugna il lasciar fare alla natura, chi denuncia che questa malattia è stata inventata in laboratorio dai soliti dr. Stranamore… e chi invece descrive l’immunodeficienza come una male della psiche od una disfunzione dovuta a squilibri ecologico ambientali.

A Calcata, ove abitavo sino a pochi anni fa, vi sono stati i primi casi italiani conclamati di AIDS e diverse persone sono morte a causa di ciò… Perciò mi sento spinto a parlarne, malgrado la mia reticenza in proposito. D’altronde ricordo che quando ci fu il primo amico morto “Simone”, scrissi una lettera ad Eugenio Scalari, che allora dirigeva Repubblica, e lui la pubblicò su Venerdì integralmente, era intitolata “AIDS, la lebbra del 2000” in essa denunciavo l’inaccuratezza e la incapacità di affrontare questo problema da parte della medicina ufficiale, che da allora ne ha fatto un businnes….

Ancora sono di quell’opinione, ovvero che l’AIDS è come la lebbra in parecchi suoi risvolti, ed oggi riporto qui alcuni pareri di medici importanti, non scalzacani, che descrivono il problema di questo male come un problma di “società” oltre che medico-farmaceutico…..

Inizio parlando di Luc Montagnier, che è lo scienziato che, nel 1983, ha dichiarato di aver scoperto il retrovirus HIV ritenuto essere responsabile della sindrome AIDS. Per tale motivo gli è stato assegnato nel 2008 il premio Nobel per la medicina. Nel corso di questi venticinque anni la sua scoperta è stata ampliamente contestata da numerosi altri scienziati tra i quali Peter Duesberg, il massimo virologo esistente, autore del libro “Aids: il virus inventato”, Kary Mullis, premio Nobel 1993, Papadopulos. Turner, Papadimitriou, scienziati australianì, Heinz Ranger, premio Koch nel 1978, Alfred Hassig, professore di immunologia all’università di Berna, De Marchi e Franchi autori del libro “Aids la grande truffa” e tanti altri tra i quali spicca Stefan Lanka. Lanka venne accusato di 14 omicidi e di cinquecento tentati omicidi per aver affermato che, non essendo riuscito ad isolare il retrovirus Hiv, dichiarava ufficialmente errate le scoperte di Montagnier. Subì un processo penale ma fu assolto perché non si trovò alcun scienziato disposto a giurare di aver isolato tale retrovirus (sentenza del Tribunale di Gottingen del 24/2/97). Naturalmente i media non ne hanno mai fatto menzione.

Nel frattempo Montagnier ha però riscontrato che sempre più persone, pur avendo avuto diagnostica di sieropositività , non hanno sviluppato la sindrome dell’Aids e, pertanto, afferma:

“…..alcuni individui si infettano (Hiv) ma non sviluppano la malattia (dell’aids) e mantengono spontaneamente sotto controllo la replicazione del virus: Questi individui vengono chiamati èlite proprio perché il loro sistema immunitario ha trovato il sistema giusto per bloccare il virus. La nostra speranza sta nello studio di questi individui (pag. 9 Nova “Il sole24 ore” – 11 dicembre 2008)

“…..test genetici possono rilevare fattori ossidativi………..lo stress ossidativo può creare una mutazione del DNA ed è sovente correlato anche allo stress psicologico…………Mens sana in corpore sano ……bisogna convincere medici e politici…..) (trasmissione televisiva “Che tempo che fa” Rai 3 – 1 febbraio 2009)

“L’aids non porta necessariamente alla morte, specialmente se si eliminano i co-fattori che supportano la malattia. E’ molto importante dare a questi co-fattori lo stesso peso che diamo all’hiv: I FATTORI PSICOLOGICI SONO DI VITALE IMPORTANZA PER SOSTENERE IL SISTEMA IMMUNITARIO. E se si elimina questo sostegno, DICENDO A CHI E’ MALATO CHE E’ CONDANNATO A MORIRE, BASTERANNO QUESTE PAROLE A CONDANNARLO” (riportato su Wikipedia).

Si può ascoltare in internet you tube una breve (1 minuto) ma incisiva intervista a Montagnier dal titolo: Nobel Laureate Montagnier, HIV Can be cleared naturally House of numbers che traduciamo:

Montagnier: possiamo essere esposti all’Hiv molte volte senza essere cronologicamente infettati

Il nostro sistema immunitario può far fronte al virus entro poche settimane se si ha un buon sistema immunitario

Domanda: se si ha un buon sistema immunitario non c’è pericolo di ammalarsi?

Risposta di Montagnier: sì

Domanda. Anche gli africani se hanno un buon sistema immunitario possono evitare il contagio?

Risposta di Montagnier: sì lo penso. E’ una conoscenza importante che è completamente trascurata. La gente pensa sempre a droghe o vaccini.

Domanda. Succede per denaro?

Risposta di Montagnier: sì è per profitto..”

(Le parti tecniche e le traduzioni sono di Paola Botta Beltramo)

Redazione di Paolo D’Arpini