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sabato 25 agosto 2012

Distruggere l'habitat aggratis... "Chi costruisce non paga l'Iva" - Nuove misure devastatorie del gobierno montales (delle banche)



Business - La defiscalizzazione delle infrastrutture piace a Confindustria, ai costruttori edili e alle banche.

CRESCITA Il governo propone il «fisco buono» per chi realizza e finanzia infrastrutture.

Chi costruisce non paga l'Iva

Qualche legislatura fa, un estroso presidente del Consiglio, per convincere gli italiani (e Confindustria e le banche) che con lui era arrivato il momento della crescita, si faceva invitare in televisione e con un pennarello in mano cominciava a tracciare sgorbi su una lavagna, erano ponti, autostrade, tangenziali, gallerie. Le mitiche infrastrutture. Colate di cemento su uno dei territori più devastati d'Europa. Dava anche i numeri dei nuovi posti di lavoro, nell'ordine dei milioni.

Tanto per anticipare la «ciccia» del piano Monti sulla crescita che va in scena oggi al primo consiglio dei ministri dopo le vacanze, il vice ministro allo Sviluppo Mario Ciaccia - il titolare del ministero è Passera - ha ribadito la sua idea grandiosa: l'esenzione totale dell'Iva sulle nuove opere per raggiungere «l'ambizioso obiettivo di realizzare un considerevole numero di infrastrutture diversamente mai realizzabili» e di conseguenza «innescare uno straordinario motore per la creazione di posti di lavoro, che prudenzialmente indico in diverse centinaia di migliaia di unità». Come sono modesti gli uomini del governo tecnico. La stessa identica idea, peraltro bocciata, era venuta a un certo Tremonti.

Mario Ciaccia - che con il suo annuncio dal meeting di Rimini ha mandato in sollucchero Confindustria, Cisl e costruttori di varia specie - non è entrato nei dettagli delle grandi opere oggi «non bancabili» (non le finanziano, e chissà perché...) che invece dovrebbero essere realizzate grazie al privilegio fiscale studiato dai «tecnici» di Monti, però ha azzardato cifre a dir poco ottimiste sull'impatto che la «sterilizzazione dell'Iva» potrebbe avere sull'economia italiana: «5-6 punti di Pil, circa 80 miliardi di euro» (calcolando che da qui al 2020 il fabbisogno di infrastrutture sarebbe di 300 miliardi di euro). Anche questo far di conto con attitudine faraonica ricorda qualcuno: si parla di aeroporti, porti «strategici» per intercettare merci dall'Asia (che in tempi di crisi globale nessuno compra più), tunnel del Brennero, l'autostrada Orte-Mestre, bretelle come la tangenziale esterna di Milano - pianura padana, una delle zone più trafficate e inquinate d'Europa - e il Tav Torino-Lione - e prima o poi salterà fuori anche il ponte di Messina.

Dice evviva in una sorta di controcanto il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, «puntare in modo deciso sull'utilizzo della fiscalità come leva per favorire gli investimenti in infrastrutture è una scelta che condividiamo pienamente e che abbiamo già sostenuto da tempo insieme alle più importanti fondazioni e istituzioni finanziarie pubbliche e private». E adesso che i finanzieri sono al governo con il sostegno di Pd e Pdl - non per caso Mario Ciaccia era direttore generale di Banca Intesa Infrastrutture - l'ideologia della crescita per cementificare l'Italia potrebbe non conoscere ostacoli insormontabili. A parte eccezioni manganellabili. Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, si è già infilato il caschetto per inaugurare chissà quali cantieri, «in Italia non si fa più nulla da 40 anni». Tra gli entusiasti anche Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, e Dino Piacentini, presidente dell'associazione nazionale degli edili. Lupi (Maurizio, Pdl) ha tirato in ballo il Duomo di Milano, «dopotutto la costruzione è stata agevolata anche dall'esenzione del pagamento del dazio su tutto il materiale» (e da alcuni secoli di interminabili lavori).

Le argomentazioni contrarie di quei pochi che entrano nel merito delle cose, come Dario Balotta, presidente dell'Osservatorio nazionale delle liberalizzazioni nelle infrastrutture e nei trasporti (Onlit), sono spietate. «Questa idea sostenuta da alcune lobby politiche ed economiche ci porterebbe al default». Secondo Balotta, l'Italia è il paese dove il project financing è già fallito: «Tra il 1990 e il 2009 in Europa sono stati realizzati 1.340 progetti e di questi il 53% è stato realizzato in Gran Bretagna, il 12% in Spagna, il 5 e 4 in Francia e Germania, mentre in Italia solo il 2%». Considerato l'argomento, cementificare il territorio con opere magari inutili facendo fare affari ai soliti noti in un paese dove attorno a un qualunque appalto si condensano appetiti più o meno leciti, Beppe Grillo ci va a nozze. «La via dell'inferno - scrive sul blog - è lastricata di infrastrutture inutili a carico del contribuente... faranno aumentare il debito pubblico e arretrare l'Italia...

Nella pancia delle imprese che hanno finora sviluppato infrastrutture con il meccanismo parassitario del project financing ci sono 150/200 miliardi di euro che potrebbero essere scaricati sul debito pubblico a breve e medio termine». Segue minaccia. «Ci vediamo in parlamento. Sarà un piacere».

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Fonte: http://www.ilmanifesto.it/

giovedì 23 agosto 2012

Quel che sta facendo Hollande in Francia mentre il monti, in Italia, fa regalie alle banche....



In giro per l'Italia si leggono messaggi che fanno rabbrividire per la mentalita distorta che si nota nel giudizio degli Italiani.

In molti plaudono al ritorno della DC, altre del PD, altri ancora del PDL, e qualcuno addirittura pensa al PC.

Sembra che la lezione di sessantanni di imbrogli politici, corruzione, speculazioni, portando il paese al disastro economico, é stato furbescamente attribuito alla crisi Universale, al buco nell'Ozono, alle Capre che belano in coro, ai Galli senza voce, ecc.
Cordiali saluti Anthony Ceresa.


Da Maria Clotilde :


Oggetto: un genio ?

Ecco cosa ha fatto il premier
francese Hollande (non parole, fatti !!) in 56 giorni di governo:




· ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta;
il ricavato va al fondo welfare da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate.

· Ha
fatto inviare un documento (dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione centrale in cui comunicava l’abolizione delle “vetture
aziendali” sfidando e insultando provocatoriamente gli alti funzionari, con frasi del tipo “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, oppure è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”. Touchè. Via con le Peugeot e le Citroen. 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura il 15 agosto 2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani scienziati disoccupati “per aumentare la competitività e la produttività della nazione”.

· Ha abolito il concetto di scudo fiscale
(definito “socialmente immorale”) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con quei soldi (rispettando quindi il fiscal
compact) senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto
59.870
laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1 luglio del 2012, e poi altri 12.500 dal 1 settembre come insegnanti nella pubblica istruzione.


· Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di
2,3 miliardi di euro che finanziavano licei privati esclusivi, e ha varato (con quei soldi) un piano per la costruzione di 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari avviando un piano di rilancio degli investimenti nelle infrastrutture nazionali.

· Ha istituito
il “bonus cultura” presidenziale, un dispositivo che consente di pagare tasse zero a chiunque si costituisca come cooperativa e apra una libreria indipendente assumendo almeno due laureati disoccupati iscritti alla lista dei disoccupati oppure cassintegrati, in modo tale da far risparmiare soldi della spesa pubblica, dare un minimo contributo all’occupazione e rilanciare dei nuovi status sociale.


· Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste,
rivistucole, fondazioni, e case editrici, sostituite da comitati di “imprenditori statali” che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di piani business legati a strategie di mercato avanzate.

· Ha varato un provvedimento molto complesso nel
quale si offre alle banche una scelta (non imposizione): “chi offre crediti agevolati ad aziende che producono merci francesi riceve agevolazioni fiscali, chi offre strumenti finanziari paga una tassa
supplementare: prendere o lasciare”.

· Ha decurtato del 25%
lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di tutti i parlamentari, e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800 mila euro all’anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo garanzia welfare che attribuisce a “donne mamme singole” in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di cinque anni, finchè il bambino non va alle scuole elementari, e per tre anni se il bambino è più grande. Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.



Risultato ?
Lo spread con i bund tedeschi è sceso, per magia. E’
arrivato a 101 (da noi viaggia intorno a 470). L’inflazione non è salita. La competitività e la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa parte.


Hollande è un genio dell’economia o è solo un politico vero ??

sabato 4 agosto 2012

Altro che ripresa… monti mario (l'uomo delle banche) farà commissariare l’Italia e resterà al governo con la grande coalizione...

I pensieri del corvo - Collage di Vincenzo Toccaceli


IL TEATRINO POLITICO - MA QUALI PRIMARIE, MA QUALE VOTO ANTICIPATO! CON LA RICHIESTA DI MONTI ALLA BCE PER FERMARE LO SPREAD, L’ITALIA VERRA’ DI FATTO COMMISSARIATA

LA POLITICA ECONOMICA SAREBBE PER ANNI VINCOLATA ALLE “CONDIZIONI” IMPOSTE DA DRAGHI/BUNDESBANK

ERGO: CI ASPETTA UN FUTURO “GRECO” CON GRANDE COALIZIONE, ALLA FACCIA DI GRILLO E DI PIETRO VARI - BERSANI, CHE DIREBBE ADDIO AL (PIO) SOGNO DI PREMIERSHIP, CRITICA LA BCE (SAI CHE PAURA)…

(Fonte: DAGOSPIA.COM)

Ed ecco la prova, ce la fornisce Lina Palmerini per "Il Sole 24 Ore"

Sono due le frasi-chiave che il 2 agosto 2012 hanno richiamato l'attenzione dei partiti. La prima è di Mario Draghi che, a proposito di un aiuto anti-spread ha detto che l'Italia «come altri Paesi, dovrebbe fare una richiesta e sottoporsi a severe condizionalità».

La seconda è di Mario Monti che ancora una volta non ha escluso di poter attivare il meccanismo del fondo-Esm, «ma prima bisogna esaminare le modalità e se ci occorre o no».

Insomma, nella scena politica irrompe - ma ora con un maggior grado di probabilità - l'ipotesi di un'Italia che deve chiedere formalmente aiuto all'Europa per allentare la tensione su spread e tassi e, quindi, contemporaneamente sottoporsi a quelle «strette condizionalità» di cui ieri ha parlato Draghi.

Una sorta di lettera-Bce bis aleggia, dunque, nei discorsi dei leader dei tre partiti di maggioranza perché lo scenario sarebbe più o meno quello.

E, come dicono a mezza bocca sia nel Pd che nel Pdl, «questa eventualità ci porterebbe dritti a una nuova grande coalizione anche nel 2013, proprio come nel novembre dello scorso anno».

Alcuni lo dicono perché lavorano a una replica della «strana maggioranza» di oggi con o senza Monti premier (ma comunque con un Monti collocato tra Palazzo Chigi e il Quirinale, garante dell'Ue).

Alcuni lo raccontano perché, invece, temono esattamente questo scenario; e, tra questi, ci sono gli uomini di Bersani, i quali ben si rendono conto che con l'acuirsi della crisi e con una procedura d'aiuto in atto, i margini per una vittoria facile si restringono. Difficile immaginare una campagna elettorale se le priorità sono scritte dall'Europa, così com'è difficile immaginarsi un prossimo presidente del Consiglio "commissariato", con un'Europa che sorveglia e controlla le misure economiche.

Lo dice senza problemi Mario Mauro, europarlamentare del Pdl, che la soluzione è la «continuità» del Governo Monti. E mentre con una lettera chiede a Martin Schulz «di convocare una riunione straordinaria della commissione economica del Parlamento Ue per un'audizione con Draghi in cui spieghi un comportamento pericolosamente attendista», con un occhio vigila Roma.

«Il mio timore è che anche o forse soprattutto nel mio partito riprendano le spinte anti-euro per l'inconsistenza di chi dovrebbe rafforzare l'Europa e la moneta. Temo forti instabilità sul Governo». Mauro racconta pure che «Monti mi ha confidato di essere pronto a lasciare se diventa parte di un teatrino italiano e se in Europa le decisioni non diventeranno efficaci».

Raffredda invece uno scenario del tipo "lettera Bce", Stefano Fassina, responsabile economico del Pd che ha appena esaminato con la lente ogni parola (e virgola) di Draghi e Monti. «Non credo che se anche dovessimo accedere a una richiesta d'aiuto ci troveremmo in uno scenario tipo lettera Bce perché Monti è stato molto chiaro: al vertice di fine giugno ha assicurato che non ci saranno condizioni aggiuntive per chi ha già fatto i compiti a casa».

Non con altrettanta sicurezza raffredda l'ipotesi di nuova instabilità per il Governo. «La situazione può evolvere in ogni direzione ma credo che alla fine prevarrà l'effetto-fortino e i partiti rinserreranno le fila intorno a Monti». Niente voto anticipato, quindi. Ma il rischio per la politica italiana non è la prospettiva del voto - anticipato o a marzo 2013 - quanto come ci si arriverà.

Enrico Morando, senatore liberal Pd, vede piuttosto «una pericolosa deriva che favorirà le forze populiste ed euroscettiche, esattamente come ha paventato ieri Monti. Come la Grecia, c'è il rischio di forze di estrema destra e sinistra contro l'Ue.

Ricordo che in queste ore noi discutiamo un modello elettorale proprio come quello greco».

Insomma, le parole di Draghi sono rimbalzate sulla scena italiana creando malumori nel Pd e nel Pdl visto che lascia intatti i problemi italiani. Bersani ha parlato contro una Bce che usa «parole forti ma decisioni deboli» mentre Renato Brunetta ha tuonato contro «il topolino» partorito da Draghi mettendo il dito nella piaga: «È emerso solo che, per accedere alle misure che la Bce deciderà di varare, gli Stati saranno sottoposti a rigide condizioni di ordine dei conti pubblici».

In sostanza, le "lacrime e sangue" prospettate da Draghi rompono i progetti di ciascun partito e fanno rispuntare la via della grande coalizione.

martedì 31 luglio 2012

Mario Monti: "Italia... vendo tutto causa trasferimento in ruolo bancario mondiale" - E notizie sugli eloim



Circa 370 miliardi di euro di immobili. Nonostante le privatizzazioni degli anni ’90 il valore del patrimonio dello Stato Italiano rappresenta un serbatoio cui attingere per ridurre il peso del debito pubblico.

Il governo più delegittimato della storia repubblicana ha annunciato un piano di dismissioni per fare cassa. Ovviamente lo fanno con il solito linguaggio incomprensibile ai più; infatti da Berlino, alla consegna del Responsible Leadership Award, Mario Monti dichiara:

Abbiamo predisposto veicoli, fondi mobiliari e immobiliari, attraverso i quali convogliare in vista di cessioni, attività del settore pubblico, prevalentemente a livello regionale e comunale.

Siccome non ci ha capito niente nessuno, SuperMario precisa meglio:

Non solo non escludiamo la cessione di quote dell’attivo del settore pubblico, ma la stiamo preparando e presto seguiranno degli atti concreti.

Insomma si ta preparando la cessione di servizi quei pubblici locali e municipalizzate che hanno sul mercato valutazioni piuttosto vantaggiose. Il trionfo di decenni di cultura e pratica della privatizzazione selvaggia di tutto ciò che è patrimonio comune, nell’ottica di svendere la parte buona della società e passarla nelle mani dei soliti speculatori.

Nel frattempo molti piccoli comuni, strangolati dai tagli, vendono il loro patrimonio immobiliare. E’ il caso di Basiglio (MI) che inizia vendendo gli alloggi comunali destinati alle famiglie in difficoltà e prennuncia che sono a rischio trasporto pubblico, mensa scolastica, asilo nido, assistenza ai disabili e fondi per i servizi sociali. Ecco dove colpisce la Spending Review.

Vendere i gioelli di famiglia quando si hanno dei debiti poteva andare bene per la mia povera nonna, non per un governo di tecnici dal quale ci si aspetta una soluzione più articolata di un “vendo tutto”.

DEMOCRAZIA DIRETTA PESARO
aderente a LISTE CIVICHE MARCHE

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Altra conferma ufficiale svendita – Scrive Reuters: “Il ministero delle Politiche agricole emanerà forse già entro la pausa di Ferragosto un decreto per la dismissione di decine di migliaia di ettari di terreni agricoli pubblici valutati da Coldiretti fino a 6 miliardi di euro: lo ha detto oggi il ministro Mario Catania."Il Demanio ci ha dato nuovi dati, che si avvicinano di più alle nostre previsioni, stiamo parlando di decine di migliaia di ettari", ha detto il ministro a margine di un convegno. "Forse faremo il decreto già prima dello stacco di Ferragosto", ha aggiunto Catania. Il mese scorso il ministro aveva detto che i dati forniti dal Demanio erano inferiori al previsto e indicavano solo "alcune migliaia di ettari", anticipando comunque la pubblicazione entro l'estate di un provvedimento con l'elenco dei terreni da destinare alla vendita. Le dismissioni agricole statali riguardano oltre 338.000 ettari. Secondo uno studio di Coldiretti del novembre 2011, non confermato dal ministero, dall'operazione lo Stato potrebbe trarre complessivamente oltre 6 miliardi di euro”


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Intervento fuori dalle righe di Raffaella:

"Eloim e potere mondano – Sto appena adesso iniziando a collegare la politica, la religione, e la situazione globale attuale. A partire dal popolo sedicente "eletto" che, in questa autoreferenzialità narcisistica o spicotica, si distingue ancora una volta nel suo feroce razzismo. E quindi penso agli eloim, ovviamente e subito dopo agli ebrei che li riconoscono senza problematizzare la loro comparsa sul pianeta terra. Come cosa risaputa. Quindi guardo a noi, occidentali, con un cristo di seconda mano e tenuti all'oscuro da ogni dubbio. Nè più nè meno di come ci immagineremmo un branco di bestie. Stupide e utilizzabili probabilmente per le sctolette di carne simmenthal. Penso Alle sette massonico sioniste. A tutti i gangli di potere. Banche, Media, Università, Multinazioinali, Think Tank. Ai Rockfeller, Rotschild, Soros, e giù a scendere fino al miserabile Monti, servo dei servi di Potere. Al club Bilderberg. O al club Roma. Al Britannia. Al trattato di Lisbona e di Velsen. Penso Alla foma idealmente piramidale di questa ciclopica piramide. Che sgocciola giù fino agli ultimi gradini dove si allineano, intronate, le moltitudini dei servi, fino alla sovranità monetaria perduta e forse, probabilmente mai avuta. Tolto che del messaggio evangelico me ne frega una cippa, RITORNA LA DOMANDA: sospetto ci potrebbe essere un rapporto tra gli ebrei attuali e gli eloim. Quale?"

venerdì 20 luglio 2012

L'evasione fiscale.. secondo Maccarrone Roberto e secondo il succhiasangue monti mario detto il bancario

Italiani dopo il governo monti


La vera evasione Fiscale (è dei parassiti che la denunciano)!

Ante Scriptum

Stamattina durante la solita colazione al bar, stavolta a Spilamberto, mi è capitato sott'occhio il Resto del Carlino, c'era un titolo interessante: "In Italia la più alta pressione fiscale del mondo, arriva al 55%...
Ho commentato con la mia compagna la notizia, quasi "incredibile" (visto che il resto del carlino è uno dei giornali del "potere costituito")... Ed ho aggiunto che il 55% è una sottostima. Ben più pesante è la mannaia alla quale gli italiani sono sottoposti... A quella percentuale vanno aggiunte tutte le tasse e gabelle ed estorsioni legali multe e sanzioni di vario genere che impestano la vita quotidiana di ognuno.. Tranquillamente possiamo assumere che le imposte dirette indirette laterali locali degli enti, etc. etc. arrivano al 70 - 80% del prodotto interno lordo. Insomma se non ci fossero i vampiri a governarci potremmo accontentarci di stipendi da terzo mondo (anche un decimo degli attuali) e vivere tutti felici e contenti....
Poi ho reperito questo articolo che segue...
(Paolo D'Arpini)


Le teorie Montiane sull'evasione fiscale, chi non paga le tasse colpisce chi le paga è musica per ignoranti, quindi andateci piano.

Desidero informare tutti su un principio di economia basilare, l'evasione fiscale in uno stato subdolo come il ns, che non funziona, tiene in piedi, con il sommerso l'economia reale!!

Una cosa molto semplice, che un professore di economia come “Monti” non può sapere, perché lui vede e gli interessa solamente l'economia a salvaguardia delle Banche.
Ora in sintesi mi spiego meglio, esistono vari tipi di evasione fiscale:
L'evasione fisiologica, quella che permette alla famiglia e al tizio sulla soglia della povertà di mangiare e vivere dignitosamente, pagare le utenze e gli impegni, certamente magari spropositati per colpa della corsa al consumismo, al millantato credito facile, ai tranelli delle finanziarie e delle banche, per fare profitto ai danni dei più deboli, che poi vengono strozzati e rovinati per sempre (basti vedere l’esercito dei cattivi pagatori e dei protestati).

L'Evasione Fiscale vera, quella che nessuno vuole combattere realmente, quella dei colletti bianchi, dei grandi flussi finanziari in grado di fare fallire un paese, diffondendo a volte anche notizie false e usare società di rating al servizio di tali intenti.

L'Evasione Fiscale delle Grandi Imprese, dei famosi Paperoni Furbi, che impoveriscono il paese deregionalizzando e togliendo ricchezza ed economia reale all'Italia, per farla fiorire altrove.

L’Elusione Fiscale che riguarda grossi spostamenti di costi impropri tra multinazionali, senza pagare le tasse giuste, spostando con artifizi contabili solo i capitali, ponendo in essere solo delle partite fittizie, per portare i capitali in un isola felice: l'isola no tax!!

Ora credetemi a chi fa l’evasione fiscale per vivere e riuscire a sbarcare il lunario, si può essere tolleranti, ma l’evasione fiscale dei potenti no!
Proprio per questo proponiamo il commissariamento di tutte le aziende importanti, dei Paperoni, delle Multinazionali presenti in Italia, Poste, Banche, Eni, Finmeccanica etc., per cinque anni, è un atto dovuto per il rispetto del “Popolo Sovrano”, ed in presenza di gravi irregolarità la confisca come i beni dei Mafiosi!!
Questo bisogna fare adesso il 98% del Popolo Unirsi e chiedere la revisione dei conti di tutte le aziende dei Ladri e dei Potenti presenti in Italia e presentargli il conto!

Se i conti non sono in ordine confiscargli tutto!!
In definitiva siamo noi a decidere e siamo di più di loro numericamente, quindi devono attenersi alle ns leggi, alla trasparenza fiscale e contabile.
Aggiungo inoltre l’evasione fiscale dei politici, dirigenti milionari, dei pensionati e vitalizi d’oro, loro già rubano prendendo una retribuzione non meritata, ma lo stato ci paga le tasse con i soldi di cittadini, quindi come dire siamo derubati (fessi) 2 volte!!

Questo signori vuol dire che noi paghiamo tutte le tasse di questi “Ladri Dichiarati”, fino all’ultimo centesimo, e questi “Signori”, privi di moralità, nelle interviste televisive, dicono che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo, nessuno gli dice in faccia la verità: che pagano tutto ciò, derubando il Popolo Sovrano ed impoverendo i cittadini, senza provare rimorso e vergogna!!
Queste persone che si definiscono “cittadini modello”, sono dei ladri due volte e prendono a pernacchie il Popolo Sovrano!

Chiudo con una breve parentesi, un azienda in crisi o una famiglia, visto il periodo ci può anche stare, lo Stato non interviene in loro aiuto e li fa fallire, gli fa il fermo amministrativo, l’ipoteca sulla casa o stabilimento, poi in tempi rapidissimi, gli vende l’immobile al 20% del valore reale, invece di permettere a queste persone di salvarsi, mettersi in regola, pagando le tasse ed il dovuto, con degli interessi e delle sanzioni oneste, magari con un mutuo agevolato di Stato a 25/30 anni, portando così alcuni al suicidio, creando altro danno sociale, ancora più grande.
Invece, guarda caso tale ipotesi è possibile per le società di calcio, che fanno ingaggi miliardari, pagano compensi stellari e poi si dichiarano in crisi di liquidità per pagare le tasse!!

Come bestemmiare in chiesa, fanno le porcherie peggiori, dichiarando che non sono in grado di pagare le imposte, e le pagano con delle rateizzazioni a 25 anni, … di cui pagano solo poche rate e poi non pagano più nulla, raggirandoci ancora!!
Perché non farle fallire e chiuderle subito??
Perché non vendere il loro beni, compresi i calciatori all’asta, ed invece vendere la casa del povero italiano indebitato, con il mutuo ancora da pagare, dopo una vita di sacrifici??

Quando Parlate di Evasione Fiscale cari Amici … fate solo una sonora “Pernacchia” … a “Monti ed al Sistema Fiscale Italiano”!!!
Chiudo usando le parole del mio amico Giampiero Cirnigliaro, l'italiano medio si ritroverà ancor più povero e dovrà dar fondo a tutte le riserve familiari pur di sbarcare il lunario.

Già oggi nei vari istituti di credito su pegno (monti di pietà...), vedono un incremento di prestiti superiore al 30%.
Domani si potrebbe arrivare al 100%!

E tutto questo mentre il governo continua a rastrellare soldi e sangue.
Speriamo che il popolo riesca ad avere un istinto di sopravvivenza mandando a casa questi cannibali.

E riprendere in mano la Democrazia e dare voce al “Popolo Sovrano Vero” e non comportarsi ancora da pecora!!!

I Crociati del Fare – Gemelli d’Italia
crociatidelfare@libero.it
Comunicato congiunto dei Gruppi Uniti & Gemelli:
1. Crociati del Fare - http://www.facebook.com/groups/crociatidelfare/
2. Rete Cittadini Liberi - http://www.facebook.com/groups/corneliastrecker/
3. Italiani all’Estero - http://www.facebook.com/groups/italiani.expat/
4. Fisco equo - http://www.facebook.com/groups/383322801731816/
5. Gruppo Ecoland - http://www.facebook.com/groups/unpostodilavoro/
6. Piazza Libera - http://www.facebook.com/groups/329209880474483/
7. La Truffa alle Banche - http://www.facebook.com/groups/358483474186536/
8. Vogliamo Le Dimissioni di Tutti i Politici - http://www.facebook.com/groups/367765703273469/
9. Gemelli d’Italia - http://www.facebook.com/groups/463032667056137/
10. Un Manifesto per la Libertà - http://www.facebook.com/groups/225008354278133/
11. Italia Vera - http://www.facebook.com/groups/270536796378371/
12. United States of the world. -http://www.facebook.com/groups/125081755334/
13. Angeli e Arcangeli - http://www.facebook.com/groups/49527664022/
14. Biodiversità - http://www.facebook.com/groups/128875633794321/
15. Soldi e lavoro per tutti - http://www.facebook.com/groups/139826572770323/
16. Quarta via - http://www.facebook.com/groups/215978748434581/
17. La Politica ai Cittadini – http://www.facebook.com/groups/lapoliticaaicittadini/
18. Italia Protagonista Professionisti d’Impresa – www.italiaprotagonistaprofessionistidimpresa.it
19. Italia dei Cittadini - http://www.facebook.com/groups/346138738778803/
20. Tutelati e Difesi - http://www.facebook.com/groups/242395369208653/
21. Uniti dalla Sicilia al Piemonte - http://www.facebook.com/groups/342158389193287/
22. Il Risveglio del Sud - http://www.facebook.com/groups/258906437546684/
23. Gazzetta Club - http://www.facebook.com/groups/249985301779887/
24. Italia Vera (vetrina) - http://www.facebook.com/groups/159749337493367/

Autore: Maccarrone Roberto

martedì 3 luglio 2012

Libera moneta in libero mercato... di Giuseppe Turrisi



La cosa più sconcertante dei liberisti è che pretendono di liberalizzare tutto tranne la moneta (perché mai comuni, enti, regioni province non si possono emettere la loro moneta locale come già avviene in altre parti del mondo?)

E come mai nessun politico di questo coro monofonico diretto dal monti mario (detto il bancario) non propone niente di tutto questo?

La moneta la voglino tutta per loro, unica, mondiale. centralista, dematerializzata, elettronica. Solo questo dovrebbe creare, per il principio di non contraddizione, (ma tutti gli economisti di sistema sono pieni di contraddizioni) dei dubbi fortissimi sulla teoria neoliberista.

Ma tutte queste teorie hanno il sapore degli "epicicli epicureiani" ossia pur di non ammettere che il sole era al centro del sistema solare si cercava di spiegare le strane rivoluzioni della terra e degli altri pianeti. Alla stessa maniera pur di non riconoscere la "funzione sociale" (bene comune) della moneta ed il "valore indotto" (G. Auriti), si sovrastrutturano di teorie al limite dello psicopatico (vedi derivati) il sistema finanziario fa di tutto per dimostrare che l'usura e l'interesse sia una cosa normale e giusta (il parassita perderebbe la sua funzione).

Dopo la banca centrale, dopo il Fondo Monetario Internazionale, ora vaglino fare il MES (meccanismo di stabilità economia europea) e chissà cosa faranno ancora, solo per continuare a mantenere il parassita psicopatico rapace che vuole vivere a danno degli altri e sulla ricchezza prodotta da altri. La moneta rappresenta il "mezzo materiale" che un popolo si da come strumento per realizzare il suo valore,il suo essere, la sua conoscenza, le sue relazioni, il suo futuro, per scambiarsi servizi, conoscenza e prodotti, in maniera libera.

Non può esistere il mercato libero se il cardine primo del mercato economico (la moneta) è vincolato e controllato da un sistema predatorio che pretende il "pizzo" per qualsiasi cosa si compra o si venda. Tanto è vero che la tobin TAX non è mai stata voluta perché sarebbe un "pizzo sul pizzo", in altre parole: "ma davvero vogliamo rubare a casa dei ladri"?

Le transazioni monetarie (con monete sempre più globali, private e centralizzate) sono in maggioranza di carattere speculativo (ossia furto sulla ricchezza creata dalle nazioni soprattutto dall'abolizione della Legge "Glass-Steagall"). La favola di pinocchio parla chiaro ed è la migliore spiegazione dell'interesse e dell'usura. Da i soldi non nascono altri soldi (albero degli zecchini), ma escono fuori dai polli che ci credono, poiché quello che "vince" uno, rappresenta la perdita ed il fallimento di molti altri magari lontano chilometri. La moneta sociale non può che essere" etica" ma sopratutto deve essere libera da interessi privati e privatistici. Purtroppo questi elementi, purché banali, non vengono compresi dalla massa del popolo che è programmata per produrre ricchezza e sopratutto mantenuta nell'ignoranza, nella paura, nell'angoscia, e nella deresponsabilizzazione totale.

Questi elementi di controllo completo servono per esercitare qualunque follia psicopatica ( vedi il MES) e farli passare per salvataggio o cosa normale. La tecnologia, ed il pianeta oggi ci permetterebbero di vivere tutti bene, eppure ci sono enormi scompensi e divari, (sociali, culturali, economici, energetici, alimentari ecc) come mai? Il potere è tale finche tutti credono che lo sia, la massa viene sistematicamente programmata ad avere paura del potere, viene programmata per credere le "cantilene ipnotiche e ripetitive" del potere. La massa viene programmata al punto che chi fa bene al popolo viene sistematicamente "dipinto" per dittatore e poi ucciso e chi invece sfrutta e lo ricuce alla fame, viene osannato eletto e rieletto. L'illusione della consapevolezza collettiva per cambiare le cose è pia speranza di pochi (anche se ultimamente in crescita) che hanno deciso di de-programmarsi ed intraprendere l'escatologia della sovranità del proprio essere tempo e valore.

Molta umanità è stata fatta per essere gregge e in tale modo deve essere trattata per essere governata, (anche la chiesa cattolica parla spesso di gregge da pascere!!!). Chi lo dice apertamente passa per dittatore, chi invece promuove la compagna di "democrazia ed uguaglianza" solo per alibi, di fatto esercita la peggiore delle dittature anonime, che con l'esercizio della "moneta debito privata" di fatto schiavizza chiunque la utilizza imponendone il monopolio. In questo periodo stiamo assistendo tra l'altro a gli ultimi colpi di coda, ossia stanno cercando di arraffare l'arraffabile, poiché anche i complici di queste teorie folli e psicopatiche, si stanno accorgendo della irrazionalità di tali politiche, molti salvatori dell'ultima ora, che si preparano a fare outing per poi quando cambia il vendo poter dire: "e anche io lo avevo detto". La loro forza sta proprio nella inconsapevolezza della pecora che si lascia scannare dal suo aguzzino poiché non è cosciente del pericolo.

L'euro (macchina usuraia) è stata appioppata a parte del popolo gregge europeo (suddito nel DNA) senza che ne fosse spiegato il "meccanismo di emissione" (usuraio) e sopratutto senza mettere al corrente dei rischi di tale adozione (vedi Grecia). De resto se un popolo non è libero culturalmente e politicamente , non può neanche pretendere di avere una moneta libera (sovrana). Gli europei euro-dipendenti saranno il gregge vittima immolato presso l'altare del "mercato sovrano" che strozzerà ad una ad una le sue pecore, che si presenteranno a chiedere aiuto, e più chiederanno aiuto più saranno macellate selvagiamente (Grecia, Portogallo, Spagna, Italia) convinte, nonostante la punta del coltello ha già penetrato la gola, che l'euro (moneta illiberale e privata) sia la loro salvezza.

Giuseppe Turrisi

lunedì 18 giugno 2012

Il terrore come metodo di soggiogazione della razza umana



Terrore infinito per dominare il mondo? Ecco cosa riserva il futuro, ormai presente: massoni da quattro soldi in affari con i paperoni dello zio Sam, che tentano di conquistare il mondo assoggettando definitivamente l’umanità. E noi ad applaudirli pure. Per la cronaca di stretta attualità: si stanno annettendo definitivamente l’Italia, allungando impunemente le grinfie sul patrimonio storico, previa incetta delle riserve aurifere (2.700 tonnellate).

Nel frattempo si accingono a prendere possesso di Eni, Finmeccanica, acqua pubblica e quant’altro con gli ampi poteri legislativi concessi recentemente dal Parlamento al golpista per conto terzi Monti Mario. Giocano a carte scoperte o bleffano? Fatto sta che la Fondazione Rockefeller ha sfornato nel 2010 un documento denominato “Scenarios for the Future of Technology and International Development”.

Non è opera degli anarchici, vale a dire del solito capro espiatorio buono per tutte le stagioni a giustificare crimini istituzionali d’ogni genere. A pagina 11 è scritto: «In 2012, the pandemic that the world had beenanticipating for years finally hit. Unlike 2009’s H1N1, this new influenza strain - originating from wild geese - was extremely virulent and deadly. Even the most pandemic-prepared nations were quickly overwhelmed when the virus streaked around the world, infecting nearly 20 percent of the global population and killing 8 million in just seven months, the majority of them healthy young adults». Mentre alla 34 si legge: «The years 2010 to 2020 were dubbed the “doom decade” for good reason: the 2012 Olympic bombing, which killed 13,000, was followed closely by an earthquake in Indonesia killing 40,000, a tsunami that almost wiped out Nicaragua, and the onset of the West China Famine, caused by a once-in-a-millennium drought linked to climate change».

Insomma, la Rockefeller Foundation annuncia che il decennio 2010-2020, sarà denominato «Il Decennio della Distruzione», a causa dell’ondata di attacchi terroristici, di disastri naturali, di rivolte civili e di disastri finanziari. Gli anni dal 2010 al 2020 saranno definiti «Decennio della Distruzione» per diversi motivi: le bombe ai giochi olimpici del 2012 - che uccideranno 13 mila esseri umani - saranno seguite subito dopo da un terremoto in Indonesia che ne ucciderà 40 mila, con uno tsunami che spazzerà via il Nicaragua, e con lo scoppiare della carestia nella Cina occidentale a causa di una siccità di quelle che capitano una volta in mille anni, dovuta ai cambiamenti climatici. Poi, il documento predice anche che nel 2015 la gran massa della forze armate Usa sarà richiamata da Paesi come l’Afghanistan per stabilirsi nei confini americani.

Autoritarianesimo - La prima terrificante previsione inizia nel 2012 quando, «la pandemia che era stata anticipata da anni al mondo» alla fine colpirà, infettando quasi il 20 per cento dell’umanità ed uccidendo 8 milioni di persone. Così la Rockefeller Foundation tiene a sottolineare che i popoli daranno il benvenuto ad un governo più autoritario e ad un più stretto controllo su tutti gli aspetti della vita, incluso un chip biometrico ID di identificazione per tutti i cittadini. Nel 2015, appunto, il governo Usa ricollocherà una larga parte della propria compagine offensiva per impegni nazionali, ritirandola dall’Afghanistan - dove gli insorti talebani recupereranno nuovamente il potere. Curiosità attuale?

Il report descrive come le nazioni perderanno il potere sui propri bilanci a causa di massicci debiti, lasciando apparentemente la propria sovranità finanziaria nelle mani dei tecnocrati. Ma i licantropi, pardon “filantropi” nordamericani non si occupano solo di queste tematiche. La Rockefeller Foundation anticipa anche la crescente sfiducia neivaccini, affermando che a causa della corruzione - sia negli enti nazionali che in quelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità - vaccini adulterati porteranno a stragi di massa. Stando al documento, un gran numero di genitori non faranno vaccinare i figli, il che farà salire la mortalità infantile a livelli mai visti dagli anni ’70. Nel contesto di un sistema sanitario indebolito, di corruzione e di disattesa degli standards - sia per cause interne alle nazioni che per colpa di istituzioni mondiali come l’Organizzazione mondiale per la sanità - nel sistema sanitario pubblico di numerose nazioni africane, entreranno vaccini avariati.

Nel 2021, 600 bambini moriranno a causa di un vaccino per l’Epatite B avariato, che sembrerà nulla a confronto delle morti di massa che avverranno pochi anni dopo causate da un farmaco antimalarico avariato. Le morti e gli scandali che ne deriveranno, mineranno la fiducia nelle vaccinazioni, i genitori - non solo in Africa ma anche altrove - inizieranno a non far vaccinare i propri figli, e non ci vorrà molto prima che i tassi di mortalità infantile e neonatale schizzino a livelli che non si vedevano più dagli anni ’70. Nel Decennio della Distruzione, la tecnologia farà sempre più parte del campo di battaglia, con il cyberterrorismo e la pirateria mafiosa organizzata che saranno sempre più diffuse. Una terrificante e delineata predizione nel documento, riguarda la «bio-pirateria»: OGM e la biotecnologia-fai-da-te spingeranno avanti la passione dei Globalizzatori per il Trans-umanesimo.

Comunque, non tutta la pirateria sarà negativa. Le sementi geneticamente modificate (OGM), e le biotecnologie-fai-da-te (DIY), diventeranno delle attività diffuse nei garages privati, producendo dei significativi progressi. Nel 2017, un gruppo di scienziati africani ribelli rientrati nei propri Paesi dopo aver operato presso multinazionali occidentali, diffonderanno il primo di una serie di nuovi OGM che faranno espandere a dismisura la produzione agricola del continente africano. Proprio come da secoli nei desiderata dei Globalizzatori, il mondo occidentale inizierà a precipitare all’indietro, nel feudalesimo, con la distanza fra ricchi e poveri che raggiungerà livelli che non si vedevano da centinaia di anni, mentre la classe di mezzo si estinguerà.I ricchi si rifugeranno dentro strutture simili a fortezze, mentre i poveri si ritroveranno nei ghetti. Il documento prosegue delineando che, alla volta del 2030, non sarà più rilevante – né evidenziabile – la differenza fra nazioni sviluppate e nazioni in via di sviluppo.


Morte della nascita - Lo studio evidenzia anche numerosi scenari ambientali conseguenti al cambiamento climatico, scenari che comprendono, a partire dal 2018, un nuovo sistema economico mondiale basato sulla Infrastruttura Verde. La Fondazione descrive come il crollo sociale produrrà, per sopravvivenza, una migrazione di massa dalle aree rurali a quelle urbane; una curiosa realtà dato che, coloro che vivono nelle zone urbane, hanno un’autosufficienza molto più limitata rispetto agli abitanti delle aree rurali, che hanno molta più facilità nel coltivare il proprio cibo. Un ulteriore rimando all’Agenda 21 è la predizione, contenuta nel documento della Fondazione, secondo la quale solo i ricchi avranno la possibilità di viaggiare, dato che i prezzi schizzeranno alle stelle e le restrizioni, in nome della sicurezza, raggiungeranno livelli così alti che i poveri, semplicemente non potranno spostarsi dalle proprie comunità. Come nel caso di altri documenti di questo tipo, diffusi dalla RAND - e dal MoD (ministero di guerra nel Regno Unito) - queste predizioni costituiscono un modello, anzi un paradigma a cui l’umanità dovrà piegarsi.

Anche se questi documenti sono presentati come semplici previsioni, è importante rendersi conto che molti di essi sono risultati, in passato, sorprendentemente precisi e dunque vale la pena di prenderli inconsiderazione quando trattano di eventi in un futuro a noi prossimo.

Segreti italioti - “Più poteri di controllo per il Copasir, piano di rafforzamento del Dis (Dipartimento per le informazioni e la sicurezza; l’ex Cesis), elevata attenzione alla minaccia cibernetica”. Sono i tre punti nodali inseriti in una recente proposta di legge di riforma dei Servizi Segreti presentata da Massimo D’Alema (presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che nel 1999 in qualità di premier tricolore autorizzò i bombardamenti in Kosovo). Aisi ed Aise (Già Sismi e Sisde).

D’Alema ribadisce che «c’è una scopertura normativa con una frantumazione di competenze che vanno invece concentrate in quanto il rischio di aggressioni informatiche è alto». Infine, il testo intende ricondurre sotto il controllo parlamentare anche l’attività di intelligence praticata da organismi non appartenenti al sistema informazioni per la sicurezza, come ad esempio il reparto informazioni e sicurezza (l’Echelon italiana plasmata negli anni ‘80 dall’ammiraglio Ulisse (al secolo Fulvio Martini) su impulso dei sommi sacerdoti Usa) il quale dipende soltanto dal ministro della Difesa.

Il Ris (reparto informazioni e sicurezza), con base principale aCerveteri (mimetizzata in una caserma dell’esercito sulla via Aurelia) e diramazioni su tutto il territorio nazionale, controlla migliaia e migliaia di italiani “sospetti” che si battono per il bene comune. Hanno accumulato milioni di fascicoli sulla popolazione italiana - violando la privacy - e vanno accrescendo illegalmente la loro banca dati del dna italiano. Vero o no ministro Di Paola? Capitolo a parte Eurogendfor (con sede a Vicenza ed operativa già a Haiti ed in Grecia), con licenza di uccidere chiunque nel mondo, senza rispondere ad un controllo giudiziario, parlamentare, o comunque, di legalità.

Su la testa - Emergenza, emergenza, emergenza. Ma de che? Tutto inventato in laboratorio. Si abolisce la democrazia per decreto, si organizzano vertici segreti, mentre è stato già cancellato il diritto di protestare (ad esempio nel “progressista” Canada). Siamo noi che accettiamo di essere controllati ed ispezionati. L’oppressione cova dentro di noi. Plasmano le coscienze fin dalla più tenera età. Le loro regole gestiscono e manipolano la percezione umana. Come sarebbe svegliarsi un giorno e scoprire che tutti i rapporti che intercorrono tra noi e gli altri esseri umani sono relazioni commerciali e che ogni singolo rapporto che intercorre fra noi e i nostri simili è regolato dai principi commerciali? Può una civiltà sopravvivere con una definizione così angusta dell’interazione sociale? Ci seducono con illusioni ingannevoli, ideate per distrarci - sulle cose più insignificanti - ed acquisire automaticamente il nostro “spontaneo” consenso. Chi teme la luce?

Proposta semplice: paralizziamo pacificamente il Belpaese, ci fermiamo in tanti per una settimana, tanto per cominciare a combattere come ha insegnato Gandhi. Di conseguenza sciogliere l’attuale Parlamento privo di credibilità. nonché spedire a casa Monti e la sua congrega di non eletti. Ha compreso Presidente Napolitano? La democrazia è altra cosa: di certo non lo schifo oppressivo che tentate di farci ingurgitare quotidianamente. La casta può iniziare a dire addio a tutti i privilegi. Il mutamento siamo noi - il popolo sovrano - una forza esplosiva che il sistema di potere teme più di un bombardamento nucleare.

Gianni Lannes




Scenarios for the Future of Technology and International Development
This report was produced by The Rockefeller Foundation and Global Business Network.
(Fonte: http://img854.imageshack.us/img854/5363/rockfellerfoundationpre.pdf)

giovedì 14 giugno 2012

Italia... ove volavano le aquile, ora polli... di Antony Ceresa



Quante parole, quante illusioni, per dimostrare le mancate capacità nei cambiamenti necessari al Paese, spostando individui con la medesima grave Patologia “Affectus Ladrunculites di gruppo”, da un pozzo senza fondo ad un altro simile, mantenendo invariato il buco a formare nell’insieme un perfetto colabrodo, gestito da malati cronici di un male molto diffuso nella Politica Italiana, che si risolve alla svelta con qualche anno di isolamento in celle a pane e acqua.

Inizialmente, sembrava che il Colpo di Stato fosse organizzato da dove volano le vecchie aquile per il risanamento del Paese, le quali apparentemente avevano individuato il problema Italicus, e per redimere dal grave sistema di corruzione che attanaglia la Nazione, l’unica strada percorribile facendo ricorso a Professori specializzati (in che cosa?), i quali avrebbero prescritto la giusta cura, liberando Ministeri, Parlamento, Senato, Regioni, Province, Comuni, Partiti, Banche, Sindacati, Ospedali, Enti Pubblici, per poter agire liberamente senza intralci a trasformare questa super giungla in uno Stato Civile.

Più passa il tempo e più ci rendiamo conto che fu tutto un sogno, delegare ai Professori Banchieri la salvezza del Paese, mantenendo i dannati sfascia carrozze o meglio sfascia Stato al loro posto.

Aveva ragione Napoleone Bonaparte che già agli inizi del 1800, aveva previsto che per mettere a posto il mondo bisognava iniziare dall’Europa e in modo particolare da Roma, sia Politica come pure Spirituale, l’incarnazione del male.
Dalle esperienze di questi ultimi venti anni con il PDL al Potere, abbiamo assistito alla progressiva morte del Paese senza muovere un dito, a loro dire andava tutto bene per loro, la crisi non ci toccava, sfruttando Economicamente la Nazione con tutte le componenti Politiche, soggiogata dallo Stato di Polizia, per impedire di reagire a tanta incoscienza.

Le ribellioni popolari sfoggiate con i vari G8, G20, da persone lungimiranti le quali prevedevano il colpo mancino inferto dalle Banche e dai vili servitori pubblici.

Nella storia del mondo, i Professori non hanno mai risolto alcunché, la specializzazione in una materia a discapito delle altre. La Scienza e la Tecnologia promossa da studiosi individuali e poi sviluppata da centri di potere con disponibilità finanziarie a creare i monopoli pubblici e privati, esattamente come rispecchia il nostro Paese attualmente.

Lo Stivale, considerato l’angolo mondiale dei Professori è crollato tutto, non soltanto le case, i capannoni, le chiese, le Industrie, l’Occupazione, le Scuole, gli Ospedali, il Progresso, l’Occupazione, benché il segnale del crollo Economico, Industriale, Biologico, Politico, fosse nell’aria da molti anni, chiudendo i nostri cuori e isolando le nostre azioni correttive dietro alle convinzioni “fin tanto che tocca agli altri non ci preoccupa più di tanto”.

Ebbene, è arrivato il momento che ha toccato tutti indistintamente tranne i Partiti Politici e nonostante la gravità che continua a soffocare il Paese, veniamo continuamente raggirati da false realtà con bugie e convinzioni che riversano le colpe della nostra attuale situazione e delle nostre scelte Politiche su altri Paesi, i quali non accettano il nostro comportamento fondato sulla devastante corruzione Italiana.

Non tutti sanno che oltre ai 2 mila miliardi di debito Pubblico, oltre ai debiti delle Regioni, Province, Comuni, il nostro Paese detiene una quantità di investimenti in azioni e derivati esteri senza valore, cifre da capogiro da ricuperare attraverso imposizioni fiscali che i cittadini Italiani dovranno pagare o suicidarsi.

Per camuffare gli illeciti e le bugie, ci hanno creato persino le Organizzazioni di Pace insieme ai mercenari della penna e della parola, per deviare il pensiero contorto fondato sul male, che ci viene imposto e presentato dall’alto della Piramide Politica con assurde operazioni di individui senza anima, i quali pensano soltanto al loro interesse personale.

All’interno di quelle mura della vergogna rappresentate dall’intero corpo Politico Nazionale, che speculano senza ripensamenti ne rimorsi, su milioni di fratelli e sorelle in condizioni di sofferenza prolungata.

Il crollo del Paese non si riferisce soltanto al terremoto e al crollo del mercato, ma a un crollo maggiore e più importante che demolisce gli animi, le speranze, i programmi delle famiglie, al presente ma soprattutto nel futuro.

La realtà è talmente ingarbugliata al punto che se i nostri Politici dovessero rendersi conto quest’oggi di come hanno ridotto il Paese, ci vorranno non meno di trenta anni per la normalizzazione della ripresa. Persino la più grande Fabbrica di Automobili, la FIAT che rappresentava il lavoro Italiano nel mondo, è volata verso orizzonti migliori.

E pensare che tutto proviene dal sistema di libertà Istituzionalizzata che permette ai grandi ladri di trovare sempre le scappatoie per trionfare nei loro sporchi affari, soffocando i più deboli.

Veniamo spesso accusati di reticenze nel denunciare gli illeciti e i crimini. Si scrive al Presidente della Repubblica, si scrive al Governo, ai Partiti, si scrive alla Chiesa, per informarli di situazioni al limite della sopportazione e nessuno risponde. Il sistema ha trovato nel silenzio la continuazione dei sporchi affari che reprimono la Giustizia e a lungo andare sommano una tale situazione di malcontento generale che sfoggia in rivendicazioni, le quali con l’aiuto di Organizzazioni in Paesi esteri, si riesce a colpire al cuore lo Stato rappresentato da una perfetta associazione a delinquere.

Nel Paese, le Organizzazioni del malaffare Istituzionale, hanno imparato a rubare in modo da rimanere sotto ai costi per un ricorso legale, con l’incognita di capitare sotto al giudizio di un Magistrato corrotto, oltre ai costi per la difesa che nell’insieme tendono a scoraggiare i ricorsi e le azioni legali per il trionfo della giustizia, lasciando piena libertà agli autori del male.

Il risultato si trova dinnanzi ai nostri occhi, con tante parole e scritti senza seguito, mentre dai Media di informazione riceviamo un continuo bombardamento di bugie predisposte a creare confusione per depistare la realtà.

Lo Stato calpesta la Costituzione, il Governo calpesta i diritti umani, le Regioni calpestano la Giustizia, le Religioni ci invitano a pregare per non reagire al male, le Organizzazioni dei servizi essenziali alla vita derubano gli utenti, vengono multati dai Garanti i quali imboscano i soldi, invece di restituirli ai derubati. La macchina della corruzione funziona in questo modo da diversi anni, per i tonti si chiama il bel Paese, la Capitale del Mondo Cristiano.

Il Presidente Napolitano e il Presidente Monti hanno dimostrato di non conoscere la realtà del Paese e sono risentiti per gli attacchi provenienti dall’estero sul destino dell’Euro e dell’Italia, ma non sono per nulla preoccupati della libertà speculativa che inginocchia i cittadini da parte delle Istituzioni dello Stato.
Questa situazione nella quale si trova il nostro Paese, poteva essere risparmiata se nel Paese ci fosse stato più rispetto e comprensione verso i diritti umani dei Cittadini.

La pirateria Istituzionalizzata ha superato ogni possibilità di risolvere i problemi interni, obbligando i cittadini offesi a ricorrere alla Commissione Europea e al Mondo per frenare le ingiustizie dello Stato Italiano divenuto un Paese di Ladri Istituzionalizzati.

Anthony Ceresa

martedì 29 maggio 2012

Monti munifico.. la Bocconi come il vaticano e le banche.. niente IMU



Anche l’ateneo del premier è esente da Ici per la Casa dello studente, i cui affitti variano da 3.150 a 7.650 euro l’anno. Contenzioso col Comune per il 2002-2006

Allora è giusto che un’università privata come la Bocconi non paghi l’Ici, quando i cittadini dovranno fare i conti con tassazioni lacrime e sangue, anche sulla prima casa?

Mentre la giunta dei gabellieri Pisapia-Tabacci lavora di lima per definire i dettagli del bilancio di previsione 2013 che verrà approvato questa mattina in giunta, la blasonata università aspetta che la giustizia faccia il suo corso sul contenzioso aperto con il Comune di Milano per quattro anni di mancato pagamento dell’Ici sugli alloggi universitari.

Residenza dell'università Bocconi

L’amministrazione arancione hafissato l’aliquota Imu allo 0,4%sulla prima casa e allo 0,8 per la seconda: una gabella che se terrorizza da mesi i cittadini non tange minimamente gli atenei, pubblici o privati poco importa, che godono delle esenzioni previste dalla legge 504 del 1992.
L’articolo 7 esonera dal pagamento dell’Ici tutti gli edifici adibiti a sede «con finalità istituzionali, assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali,ricreative e sportive». Così gli studentati universitari, statali o privati, che affittino a canoni agevolati o meno, godono di queste esenzioni. Qualche incertezza pesa sulla Bocconi: l’ateneo di via Sarfatti sta aspettando che la giustizia tributaria si esprima sul caso della residenza di via Spadolini, su cui è aperto un contenzioso con il Comune. Impossibile conoscere la data della sentenza della Cassazione che dovrebbe mettere la parola fine a un vicenda che dura da ben sette anni.L’università economica, guidata fino a poco tempo fa dal premier Mario Monti, non ha pagato (dal 2002 al 2006) l’imposta comunale sugli immobili per la casa dello studente di via Spadolini 12 così come per le altre 4 residenze (Bocconi, Arcobaleno, Javotte, Dubini). Il Comune, da parte sua, dopo il primo avviso di accertamento recapitato nel marzo 2008, ha continuato ad aggiornare le cartelle esattoriali portando il contenzioso a 600mila euro.
Il 22 dicembre il sindaco Pisapia ha firmato l’incarico all’avvocatura comunale per chiudere la questione, opponendosi alle due pronunce tributarie che finora hanno dato ragione all’ateneo, che vanta bilanci in perfetto ordine. La Bocconi,gode già dell’esenzione per la sede storica di via Sarfatti.
Lascia perplessi il fatto che dei 1.400 posti letto disponibili nelle 5 residenze per studenti, che vengono affittate da 3.150 euro a 7.650 l’anno a seconda delle fasce di reddito, non siano considerate strutture a scopo di lucro. Ampia la scelta: si va singole con bagno privato o in condivisione, tutte arredate con letto, scrivania, armadio, e tutti i comfort (frigo, cassaforte, aria condizionata e connessione internet) a stanze in appartamenti da quattro a monolocali. Altissima la domanda: dei 13.807 iscritti il 59,3% degli studenti del triennio arriva da fuori Regione, il 14,3% dalla Lombardia, il 10% sono stranieri, stessa percentuale di studenti provenienti da tutta Italia per il biennio, 12,8% dalla Lombardia, 11,4% dall’estero. Il parcheggio, l’accesso alla palestra, la mensa si pagano a parte, oltre alla retta universitaria chiaramente. Basta dare un’occhiata alle decine di cartelli «affittasi» che campeggiano nella bacheca per rendersi conto che gli alloggi per gli economisti in erba sono a prezzo di mercato: le stanze vanno dai 400 ai 750 euro spese incluse. Così come suona quanto meno strano che delle cinque case dello studente, che rientrano nella stessa esenzione, l’amministrazione si sia interessata solo a quella di via Spadolini.

«L’università Bocconi - la replica ufficiale- non ha versato l’Ici solo sugli edifici per i quali, ai sensi dell’art.7 D.Lgs. 504/92, ritiene di aver diritto all’esenzione. Il contenzioso in corso con il Comune di Milano riguarda, per gli anni 2002-2006, solo uno dei pensionati dell’università, peraltro in tutto e per tutto analogo agli altri. I giudici tributari si sono sempre espressi riconoscendo tale diritto, tanto che è il Comune soccombente ad aver appellato in Cassazione tutte le precedenti sentenze a esso sfavorevoli

Marta Bravi

martedì 15 maggio 2012

napolitano e monti se avessero un po' di dignità umana dovrebbero dimmettersi e chiedere scusa agli italiani

dio li fa e poi li accoppia


Penso che prima di Monti, dovrebbe dimettersi Napolitano, poiché a nominare questa specie di governo tecnico é stato architettato da lui.

Noi, dobbiamo capire quali poteri rivesti Napolitano, é un presidente nominato dalla casta ladrona e corrotta, per cui, dovrebbe avere solo un incarico onorifico. Un presidente della Repubblica, ha pieni poteri, solo e quando viene eletto dal popolo sovrano.... i nostri politici, hanno fatto della nostra carta Costituzionale, una carta igienica...... hanno calpestato l'art. 1, della Costituzione, dove viene riconosciuta la SOVRANITA' del POPOLO...... facendoci o trattandoci da schiavi, chiedendoci esclusivamente di pagare tasse, tasse e tasse....... noi, dobbiamo impossessarci di quella sovranità, mandando via tutti e, farci scegliere a noi i candidati da eleggere al parlamento e al senato..... tornando a Monti, deve immediatamente dimettersi, in quanto, ha rovinata l'italia e l'italiani, facendo aumentare il debito pubblico, anzicchè diminuirlo........ nonostante, abbia messe tantissime tasse e recuperato diversi miliardi di evasione....... sembra che tutti quei sacrifici chiesti agli italiani, servano solo a rimpinguare le loro tasche, assicurandosi gli stipendi d'oro, tutti i privilegi e, le pensioni di diamanti...... è stato un vero fallimento, la decisione di Napolitano, avrebbe dovuto indire subito nuove elezioni e, far decidere dal popolo e non sostituirsi al popolo........ in altri paesi democratici, quando un politico sbaglia si dimette spontaneamente, invece, voi non vi dimettete neanche con la forza, per quanto bene volete a quelle poltrone e agli interessi personali ai quali avete sempre ambito......

Mario Mariano

(Fonte Affari Italiani)

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Commento di Anthony Ceresa: Un articolo che dimostra che in Italia c'é ancora qualcuno che ragiona con il cervello

sabato 21 aprile 2012

Marinella Correggia: "Dissociamoci dall'interessato inchino reso al monarca del Qatar" - Napolitano e Monti aripiateve!

L'emiro del Qatar


Trovate sul Manifesto
http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20120420/manip2pg/14/manip2pz/321507/
la versione - tagliata e resa chissà perché anonima - della lettera di dissociazione che singoli e gruppi potrebbero firmare. La genuflessione di Monti&Napolitano (e lasciam perdere Alemanno) davanti all'emiro è penosa e come cittadini dovremmo dissociarci. Quando ci saranno abbastanza firme si potrà mandare.

DISSOCIAZIONE DA MONTI E NAPOLITANO IN GINOCCHIO DALL’EMIRO QATARIOTA

Marinella Correggia

Per dignità, per principio e per politica dovrebbero dissociarsi dalle genuflessioni delle massime istituzioni italiane nei confronti dell’emiro del Qatar tutti i movimenti e cittadini italiani che lavorano contro le guerre e contro gli altri e collegati orrori della geopolitica attuale: ingiustizia climatica, disuguaglianze sociali fra gruppi e fra paesi, modello produttivo che nega i beni comuni e nobilita l’oscenità della ricchezza.

Si potrebbe indirizzare ai due (lasciamo perdere Alemanno) una lettera aperta di questo tenore.

“Presidenti Monti e Napolitano, come italiani impegnati contro le guerre, la distruzione del clima e le ingiustizie ci dissociamo dal atto di vassallaggio che avete compiuto ai piedi dell’emiro del Qatar il 16 aprile 2012. La nostra (o meglio: vostra) Italia che da sempre obbedisce ai voleri economico-militari del colosso Usa, è adesso entrata anche nell’harem di al-Thani. Il quale può certo ben pagare i suoi protetti (e non solo le sue tre mogli ufficiali): malgrado le ingenti spese per i lussi e le guerre ha un saldo attivo equivalente a 60 miliardi di dollari di origine fossile. Anche di fronte al “profumo dei petrodollari” (secondo la definizione di un amico arabo) la dignità non ha prezzo e fareste meglio a cercare vie d’uscita dalla bancarotta meno umilianti del prostrarvi fronte a terra. Invece, pur di perpetuare un modello capitalista e speculativo che ha portato l’Italia in questa situazione, si è disposti a omaggiare quanto c’è di più lontano dall’idea di sobrietà, giustizia, etica, ecologia: il padrone di un petroemirato.

Dal punto di vista della forma, l’Italia ha fatto davanti al mondo la solita figura della pezzente con il braccino teso davanti a un ricchissimo emiro ereditario (nonché golpista); una figura da barzelletta.

Dal punto di vista della sostanza, ecco alcune gesta dell’emiro ormai grosso protagonista sulla scena geopolitica. Anche se temiamo che voi siate d’accordo. Le petromonarchie sono da sempre uno dei cancri del mondo arabo. Adesso ancor più. Presentandosi, lui monarca assoluto, come paladino della democrazia in medio Oriente e Nordafrica con al-Jazeera a fare da megafono, al-Thani insieme ai Saud offre la necessaria copertura “arabomusulmana” a operazioni militari e di destabilizzazione come la devastante guerra in Libia (i cui effetti sono visibili a tutti). In Siria i petromonarchi lavorano a sabotare ogni piano di pace e sostengono l’opposizione islamista. Per non dire del Bahrein.

Ecco poi un eco-paradosso: al-Thani si è aggiudicato la diciottesima Conferenza dell'Onu sul clima (autunno 2012), dopo il fallimento della sessione di Durban in Sudafrica nel dicembre 2011. Eppure il Qatar sta alla protezione del clima come Dracula sta alla banca del sangue. Ha le emissioni pro capite di gas di serra più elevate al mondo: incredibili 53,4 tonnellate annue, secondo le statistiche ufficiali dell'Onu; il 435% in più dal 1990. L'incongruo ospite del vertice sul clima 2012 insieme alle altre petrogasmonarchie è stato in prima linea in tutti i passaggi cruciali per rendere inefficace il pur limitatissimo Protocollo di Kyoto ed evitare qualunque allontanamento dall'economia degli idrocarburi”.

Per firmare: mari.liberazioni(at)yahoo.it

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Notizia di cronaca collegata:

http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2012/04/no-war-ma-roma-luomo-dei-monti-dice-si.html

Gli affari proposti dal monti

martedì 17 aprile 2012

No War... ma a Roma l'uomo dei monti dice sì... all'emiro

Al Jazeera al vento

COMUNICATO STAMPA RETE NO WAR - ATTIVISTI NO WAR IDENTIFICATI E ALLONTANATI PER TENTATA MANIFESTAZIONE CONTRO IL QATAR E AL JAZEERA A VLLA PAMPHILI

Lunedì 16 aprile a Roma un gruppo di militanti della Rete NO WAR è stato identificato e allontanato dalla Polizia mentre protestava all'ingresso della palazzina di Villa Doria Pamphili a Roma, al cui interno il presidente del consiglio Mario Monti stava ricevendo con tutti gli onori l'emiro del Qatar, monarca di uno staterello petrolifero dove i diritti civili non sono garantiti.

L'emiro del Qatar, servendosi della rete televisiva Al Jazeera da lui controllata, ha contribuito in maniera decisiva alla campagna di disinformazione che è servita a giustificare l'attacco della NATO alla Libia, cui il Qatar ha direttamente partecipato con aerei, ed istruttori e finanziamenti ai ribelli.

Oggi il Qatar, insieme ad altre petromonarchie feudali e mediovali, com l'Arabia Saudita, sta svolgendo lo stesso copione in Siria, sia attraverso una nuova campagna di disinformazione, sia armando e sostenendo gruppi armati.


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Commento di Gianni Donaudi:

Perché stupirsi tanto? Sarebbe come protestare perché il papa riceve il presidente dell'"opus dei" .... o Nixon riceve Pinochet.... C'è ancora qualche illuso (uso un eufemismo) che crede che MoRti sia "meno-peggo" degli altri?

sabato 7 aprile 2012

La cura rigor mortis del monti mario e le proposte di Beppe Grillo



Un amico, Giuseppe, al quale ho inviato il link: http://www.beppegrillo.it/2012/04/italia_illegal_operation/index.html -
mi ha risposto così: "Hai ragione, ma non basta denunciare".

Allora gli ho fatto osservare quanto riportato nel seguito:

Caro Giuseppe,
forse non hai notato che il documento contiene sia la denuncia che la proposta.

"Tra le due strade possibili (tagliare i costi o aumentare le tasse) la cura di Rigor Montis ha scelto la seconda. Scelta inevitabile. Chi è dentro il Sistema non può riformare il Sistema. Quindi non sono nell'agenda del Governo il taglio delle Province, degli stipendi dei parlamentari, dei finanziamenti ai giornali e ai partiti, delle Grandi Opere Inutili (Gronda di Genova, Tav Val di Susa, EXPO 2015 di Milano, ecc.), dei cacciabombardieri americani, delle "missioni di pace" all'estero, della burocrazia."

DENUNCIA:
"Tra le due strade possibili (tagliare i costi o aumentare le tasse) la cura di Rigor Montis ha scelto la seconda. Scelta inevitabile. Chi è dentro il Sistema non può riformare il Sistema."

PROPOSTA:
"Nell'agenda del Governo ci dovrebbero essere il taglio delle Province, degli stipendi dei parlamentari, dei finanziamenti ai giornali e ai partiti, delle Grandi Opere Inutili (Gronda di Genova, Tav Val di Susa, EXPO 2015 di Milano, ecc. - Metro C di Roma [n.dr.] -), dei cacciabombardieri americani, delle "missioni di pace" all'estero, della burocrazia."

E' ovvio che la PROPOSTA vale solo nel caso in cui al governo ci vada chi è esterno al sistema. Gli Italiani iniziano a capirlo. Per questo motivo tra i partiti si ventilano strane idee, come quella di procrastinare le elezioni politiche del 2013.

In fondo con l'elezione di Monti a capo del governo ci hanno già espropriato della democrazia senza colpo ferire e hanno avuto la dimostrazione che gli Italiani non si sono ribellati più di tanto. Nulla di più facile, perciò, che vogliano provare a "scipparci" anche le elezioni dell'anno prossimo. Così saremmo definitivamente “cucinati a puntino”.

Ciao, Paolo

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Post Scriptum:

Nel post di Beppe Grillo, inviatomi da Paolo, ho notato che si inneggia all'abolizione delle Province.. cosa di cui non sono d'accordo, per motivi di carattere bioregionale... ed inoltre se proprio bisogna risparmiare sugli enti locali allora è meglio eliminare le Regioni. Vedi articolo:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2011/06/17/nico-valerio-e-paolo-d%E2%80%99arpini-ecco-come-risparmiare-sulla-gestione-della-cosa-pubblica-%E2%80%9Critornare-in-comune-ed-in-provincia-abbandonando-la-regione-%E2%80%9D/

Paolo D'Arpini

domenica 25 marzo 2012

Morgan Stanley... come farsi pagare un credito anomalo.. lo sanno solo monti mario e mario draghi!

Oltre due miliardi e mezzo di euro – l’equivalente di mezza riforma delle pensioni – finiti in gran silenzio nelle casse della Morgan Stanley, super-banca americana, in virtù di una strana clausola stipulata nel lontano 1994, quando a dirigere le operazioni era un certo Mario Draghi, allora a capo dello staff tecnico del Tesoro.

Ora che lo Stato italiano ha versato tutti quei soldi alla Morgan, si chiede persino Gad Lerner sul suo blog, è lecito domandarsi: chi prese all’epoca quella decisione? E in base a quali motivazioni? Secondo il “Financial Times”, negli anni ’90 la banca d’affari americana vendette al governo italiano una montagna di “titoli derivati” facendo ricorso a un’insolita clausola legale, a tutto vantaggio del colosso finanziario statunitense: libero di sciogliere l’impegno non appena avesse cessato di garantirgli maxi-rendite, scaricate poi sul debito e quindi sulle tasse degli italiani.

Clausola anomala, ha ammesso il sottosegretario all’istruzione Marco Rossi Doria, specie in un mercato come quello dei derivati, che per noi vale 160 miliardi di euro, cioè il 10% del debito pubblico italiano. Agli attuali valori di mercato, secondo la testata finanziaria “Bloomberg”, «l’Italia avrebbe una perdita di 31 miliardi di dollari». Il primo a dare la notizia è “L’Espresso”: il 3 febbraio, Orazio Carabini scrive che – quasi di soppiatto – a inizio anno il nuovo “governo tecnico” ha dato due miliardi e mezzo alla potente Morgan Stanley. «Un’operazione su una posizione in derivati che il Tesoro non ha voluto commentare, peggiorando così le cose», scrive il blog “IcebergFinanza”, documentato “diario di bordo” a cura di Andrea Mazzalai, che ricostruisce i passaggi-chiave di questa strana vicenda.
In gran silenzio, scrive “L’Espresso”, il 3 gennaio – alla vigilia dell’Epifania – il ministero di via XX Settembre ha “estinto” una posizione in derivati che aveva con una delle grandi investment bank americane, facendo scendere l’esposizione verso l’Italia da oltre 6.000 a meno di 3.000 miliardi di dollari. Né Morgan Stanley né il Tesoro hanno voluto spiegare a “L’Espresso” il senso dell’operazione. «Inutile dire che la banca aveva un credito nei confronti dello Stato italiano e che il Tesoro era evidentemente tenuto a rimborsarlo». Molti contratti sui derivati, aggiunge Carabini, prevedono che, dopo un certo numero di anni, una delle due parti possa chiedere la chiusura della posizione: ma non accade spesso. «Altre volte sono previsti dei “termination event”, ovvero fatti che possono innescare la soluzione del contratto: per esempio il downgrade dell’Italia da parte di Standard & Poor’s».
Secondo fonti di mercato, il Tesoro avrebbe limitato i danni ricorrendo a una triangolazione: Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) sarebbe infatti subentrata a Morgan Stanley, consentendo agli americani di “alleggerirsi” rispetto alla Repubblica italiana.

Poco prima, ricorda sempre “L’Espresso”, aveva fatto scalpore la riduzione della posizione in titoli italiani da parte della Deutsche Bank, seguita poi da altri grandi istituti finanziari, specie francesi: nel primo semestre del 2011, la banca tedesca si liberò di oltre 7 miliardi di euro in Btp. Per Mario Monti e il suo vice-ministro all’economia Vittorio Grilli, ex direttore generale del Tesoro, entrambi impegnati a “riportare la fiducia dei mercati” sul debitore-Italia, la richiesta di Morgan Stanley (la cui branca italiana è diretta dall’ex direttore generale del Tesoro, Domenico Siniscalco) dev’essere stata una brutta sorpresa: «L’episodio – scrive Carabini – riapre la questione della trasparenza delle operazioni in derivati che sono gestite dal Tesoro nella più totale opacità».
Nessuno, aggiunge “L’Espresso”, sa esattamente a quanto ammonti il peso dei “derivati”: una volta all’anno viene comunicato (agli uffici di statistica) il guadagno o la perdita complessivamente registrata su quel tipo di operazioni. «Infine c’è un problema di immagine per quello che è spesso chiamato il “governo dei banchieri”: dare 2,567 miliardi a Morgan Stanley mentre si stangano i pensionati e si stanziano 50 milioni per la social card non suona bene». A conti fatti, si tratterebbe di una somma colossale, pari a quasi la metà dell’Iva che gli italiani dovranno versare nel 2012: perché la grande stampa non se n’è praticamente “accorta”? Semplice, risponde Mazzalai su “IcebergFinanza”: impegnati nell’opera di “redenzione internazionale” del nostro paese, sia Monti che i giornali sapevano che una simile notizia – debitamente amplificata – avrebbe potuto produrre un ulteriore danno all’immagine della nostra traballante gestione contabile.

Dunque: se il lontano regista del contratto “anomalo” è Draghi, perché si scelse di favorire – a nostre spese – proprio la Morgan Stanley? Insieme al colosso di Wall Street, scrive Stefania Tamburello sul “Corriere della Sera” il 17 marzo, anche Goldman Sachs, Bank of America, Citigroup e Jp Morgan Chase hanno un’enorme esposizione sui derivati nei confronti dell’Italia: stando ai dati di “Bloomberg”, vantano un credito di 19,5 miliardi di dollari. «Cifra che, sommata agli importi relativi alle banche europee rese note nel corso degli “stress test” condotti dalla European Banking Authority, fanno salire l’ammontare complessivo a 31 miliardi di dollari». Una montagna di soldi: è come giocare con un candelotto di dinamite, sostiene “IcebergFinanza”. Che insiste: perché, poi, fare speciali condizioni di favore proprio alla Morgan Stanley? Un caso più unico che raro, segnala la Reuters.
«Queste clausolette di estinzione anticipata a favore della banca – scrive il blog di Mazzalai – sono rarità nei contratti che riguardano il rischio sovrano ed erano presenti solo nei contratti stipulati con Morgan Stanley, chissà perché». Inoltre, aggiunge il blog finanziario, sembra che nessuno conosca il motivo della discrepanza tra il prezzo pagato a Morgan Stanley (2,567 miliardi di euro) e quanto invece compare nella relazione della banca presso la Sec, cioè la commissione statunitense di controllo bancario (“Us Securities and Exchange Commission”). «Nella sostanza – conclude Mazzalai – abbiamo perso 2 miliarducci nel 2011 e quasi 4 nel periodo 2007/2010: altro che aumento dell’Iva al 23%!».

Non sarebbe ora di scoprire almeno qual è la posizione italiana verso la finanza mondiale nel rischioso mercato dei “derivati”? «Perfino l’indagine di due anni fa della Banca d’Italia, peraltro occasionale, fatta a seguito dei vari scandali scoppiati nella Penisola, si limitava a censire i derivati con banche residenti in Italia», scrive Alessandro Penati su “Repubblica” il 18 marzo. «Ma è noto che il Tesoro, come altre entità pubbliche, opera direttamente con controparti estere, senza passare per eventuali filiali italiane». Dunque, quella scattata da Bankitalia era «una foto, peraltro ingiallita, che riprendeva solo la punta dell’iceberg». Ora sappiamo che il governo italiano ha perso la sua scommessa finanziaria con la Morgan Stanley, scrive Mazzalai: «Ma se l’avesse vinta, come poteva essere certo che Morgan Stanley avrebbe avuto i soldi per pagarla?».

Questo è esattamente il “rischio controparte”. Ed è enorme, dice ancora “IcebergFinanza”: oggi, non più di sette banche controllano il mercato mondiale dei derivati “over the counter”, cioè negoziati direttamente e non in un mercato regolamentato. «Per questa ragione, dopo Lehman, è diventata buona prassi esigere il versamento bilaterale dei margini: chi potrebbe subire una perdita per la variazione di valore del derivato, non importa se la banca o il cliente, versa alla controparte un deposito a garanzia». E quindi: quale sarebbe ora la politica del Tesoro? «Credo che i cittadini italiani abbiano il diritto di sapere quale sia complessivamente l’esposizione in derivati dello Stato, e con quali banche; soprattutto perché ognuno di noi si accolla 32.500 euro di debito pubblico».
Una gestione più trasparente di queste “armi di distruzione di massa” non farebbe male, anche per evitare il sospetto di giganteschi conflitti d’interesse: proprio dalla Morgan Stanley è transitato prima del 2009 Giovanni Monti, figlio dell’attuale premier. Laureato alla Bocconi di Milano, scrive la “Gazzetta di Parma”, prima dell’approdo alla Parmalat (rilevata dalla francese Lactalis) il giovane Monti ha lavorato prima a Citigroup e poi a Morgan & Stanley: «A Citigroup è stato responsabile di acquisizioni e disinvestimenti per alcune divisioni del gruppo, mentre alla Morgan si è occupato in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, alle dipendenze dirette degli uffici centrali di New York». Coincidenze? Invitabili i sospetti, aggiunge “IcebergFinanza”, di fronte a «evidenti conflitti di interesse» che «non possono essere cancellati solo con dimissioni temporanee da cariche che vengono da molto lontano», specie se chi comanda ha avuto rapporti di lavoro «con i principali responsabili di questa depressione umana, ovvero le banche d’affari», per lo più americane.

Giorgio Cattaneo
(Fonte: libreidee)




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La vicenda è meglio specificatao nello stralcio di un articolo di Antonio Pantano (valori giuridici e monetari - http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/02/18/monti-mario-come-attila-salvatore-della-patria-sua-ed-intanto-diluvia-studio-economico-e-finanziario-di-antonio-pantano/


Il 3 gennaio 2012 Mr. Monti (“Mario, the year’s man” per la “grande finanza” globalista), nella qualità di ministro dell’economia e presidente del consiglio dei ministri della Repubblica Italiana – silenzio assoluto della stampa mondiale e connivenza silente di quella italiana! – decretò ed attuò l’uscita dalle casse del Tesoro italiano di 2.567 milioni di euro liquidi e contanti, per farle fagocitare in quelle della banca d’affari statunitense (registrata nel Delaware, stato conveniente e paradiso fiscale, ma operante a New York) Morgan Stanley Corporation. Si tratterebbe di “soli” due miliardi e mezzo di euro e più. Cinquantesimo (2,5%!) di ciò che – forse, dopo pressanti e vessatorie garanzie imposte a costo di sangue – verrà corrisposto dalla Banca Centrale Europea alla Repubblica di Grecia, per sperare o fingere di salvare questa dal “default”, il “fallimento finanziario” di quello Stato, che, altrimenti, per vantato e conclamato debito finanziario organizzato da anni anche per “suggerimenti” di una eminenza italiana del sistema bancario centrale europeo, diverrebbe “terra di preda, corsa e saccheggio” da parte della B.C.E. e delle banche private e pubbliche (ammesso che queste esistano e siano realmente tali!) che di essa sono “partecipanti”, cioè : padrone.

Silenzio tombale della stampa italiana per un mese intero.
Finché 21 scarne, ed incomplete nei dati, righe, sfornate da Orazio Carabini sul settimanale “l’Espresso” (di proprietà di Carlo De Benedetti, bankiere e finanziere svizzero, in eterna “libera uscita”) del 3 febbraio 2012 hanno rivelato il fatto, desunto da formale comunicazione periodica della suddetta banca statunitense alla S.E.C. ( Securities and Exchange Commission, Agenzia Federale ufficiale del governo U.S.A.). Carabini sostiene di aver chiesto chiarimenti sul senso dell’operazione, sulla natura del debito e la di essa “posizione in derivati”, al Tesoro italiano ed alla Morgan Stanley, senza ricevere risposta. Il giornalista avrebbe poi raccolto voci “da fonti di mercato” circa una “triangolazione” (assai curiosa, della quale non si comprende lo spirito, non essendovi partecipazione contrattuale di terzo contraente!) che ha visto la Banca IMI (del gruppo Intesa Sanpaolo, capitanato da Corrado Passera, fresco ministro per le politiche economiche nel governo Monti) subentrare (senza spiegare la ragione ed il ruolo!) a Morgan Stanley “consentendo agli americani di “alleggerirsi” rispetto alla Repubblica Italiana”, come riportato da Carabini, il quale chiuse la notizia lamentando: “l’episodio riapre la questione della trasparenza delle operazioni in derivati che sono gestite dal Tesoro nella più totale opacità: nessuno sa a quanto ammontano e una volta all’anno (agli uffici di statistica) il guadagno o la perdita complessivamente registrata su quel tipo di operazioni. Infine c’è un problema di immagine per quello che è spesso chiamato il “governo dei banchieri”: dare 2,567 miliardi a Morgan Stanley mentre si stangano i pensionati e si stanziano 50 milioni per la social card non suona bene.”.

Il silenzio è stato squarciato il 6 febbraio 2012 da un più ampio comunicato dell’ex parlamentare europeo Roberto Fiore, leader del partito “Forza Nuova”, che ha rammentato e chiarito: “6 miliardi e 268 milioni erano stati prestati in derivati (fondi altamente tossici) all’Italia alcuni anni fa ed invece di attendere il consueto pagamento annuale di interessi, la Morgan Stanley, preso atto del downgrading dell’economia italiana da parte dell’agenzia di rating Standard and Poor’s pochi giorni prima, ha deciso di richiedere l’immediato pagamento del debito”. Fiore ha poi aggiunto: “Quindi nelle prime ore del 2012 l’appena insediato Monti ha decretato il pagamento immediato alla Morgan Stanley annullando la parte rimanente del debito con un passaggio dello stesso debito a Banca Intesa di 3,381 miliardi di debito rimanente.”. Oltre la logica deduzione che Morgan Stanley ha ottenuto anzitempo rimborso di un credito prestato finanziariamente molto tempo prima (che, in tempi di difficoltà di disponibilità di liquidi, nessun cittadino normale italiano riesce ad ottenere dallo Stato), Fiore ha, a ragione, incalzato: “…per ciò che ormai sappiamo dei derivati, avrebbe dovuto effettivamente portare non al pagamento del debito, ma all’emissione di mandati di cattura per truffa ed altri reati nei confronti dei gaglioffi finanzieri. Inoltre Banca Intesa può mettere a bilancio l’entrata di 3,381 miliardi di euro come patrimonio in positivo. Ciò avrà fatto sicuramente piacere a Passera, Presidente di Banca Intesa e Ministro, secondo per importanza solo a Monti, nello specchiato governo in carica. Ma sicuramente – ha proseguito Fiore – farà piacere anche al Vicepresidente di Morgan Stanley e cioè Giovanni Monti che, guarda un po’, è proprio il figlio del nostro Presidente del Consiglio.”. Con legittima proprietà di linguaggio Fiore ha concluso il lungo comunicato: “Con il Governo Monti la finanza internazionale ha le mani nelle tasche dello Sato Italiano o meglio, per dirla all’inglese, ha “direct rule” (potere diretto) sull’economia italiana. Monti e Passera continuano nel loro ruolo a fare gli interessi di quelle bande di criminali che sono le istituzioni finanziarie che servono da decenni e come volgari vecchi democristiani decidono come regalare miliardi di euro ai loro compari: tutto in casa, magari tra padre e figlio, o con i loro colleghi di Gabinetto.”.

Fiore ha trascurato di denunziare che l’entrata di 3,381 miliardi di euro, oltre il “patrimonio in positivo”, rappresenta plusvalenza da tassarsi doppiamente, giacché con l’operazione si è creato un valore da assoggettarsi ad IVA (e non si venga a sostenere che il commercio di denaro nella fattispecie di merce è esente da IVA! e se ciò lo concede qualche legge fiscale “compiacente”, s’ha da rimarcare che tale legge è certamente “di favore” ed anticostituzionale, discriminando tutti gli altri cittadini e le loro attività produttive o commerciali, poste in disparità verso le aziende bancarie!), oltre l’oggetto dell’operazione, che dovrebbe subire tassazione della massima aliquota, con immediata ritenuta alla fonte, alla stregua di ciò che si impone ad un professionista, per esempio.

L’agenzia giornalistica romana OPI – Osservatore Politico Internazionale – tre giorni dopo la denuncia di Roberto Fiore, il 9 febbraio 2012, ha pubblicizzato la interrogazione (5-06124) presentata alla Camera dai deputati Mancuso, Girlanda, De Luca, Bocciardo e Barani, del “Partito delle Libertà”, al Ministro dell’Economia con la quale ha fatto“presente che molte piccole e medie imprese italiane si trovano in serie difficoltà a causa dei ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione e che il momento di contingente crisi economico finanziaria suggerisce una seria realizzazione dei criteri di gestione del debito della pubblica amministrazione, locale o governativa. Ma, sopratutto, avendo constatato la mancanza di trasparenza nella gestioni in derivati del Governo italiano e, di conseguenza, non si conosce l’ammontare esatto dell’esposizione e una volta l’anno viene comunicato agli uffici di statistica il guadagno o la perdita complessivamente registrata su questo tipo di operazioni, si sollecita il Governo di chiarire le motivazioni per cui si è deciso di pagare parte del proprio debito con la banca d’affari newyorkese e di istituire una nuova strategia comunicativa delle proprie operazioni in derivati, all’insegna della chiarezza e della trasparenza”. Gli stessi parlamentari hanno sottolineato che quanto zelantemente elargito dal ministro Monti, anche capo del governo italiano, corrisponde a circa un decimo della manovra “Salva Italia”.

La stessa agenzia OPI ha anche dato notizia della interrogazione (4-06809) proposta dal senatore del partito “Italia dei Valori”, Elio Lannutti, a Mario Monti, Presidente del consiglio dei ministri e Ministro dell’economia e delle finanze, con la quale lo si informava che “secondo la rivista “International Financing Rewiew”, il Tesoro italiano ha in portafoglio strumenti derivati per un ammontare di 30 miliardi di euro e che si tratta in particolare dei cross currency swap e degli interest rate swap, utilizzati largamente dagli enti pubblici, dunque l’Italia è uno dei maggiori investitori sovrani in tali controverse attività finanziarie e tutti i Governi succedutisi nel tempo si sono sempre rifiutati di dire da dove vengono questi derivati e quanti si annidano nello stock del debito pubblico. Questa scarsa trasparenza getta un’ombra circa la composizione del debito stesso e, in ultima analisi, sulla sua sostenibilità, alla luce dell’attacco speculativo di cui l’Italia è bersaglio da mesi.” L’OPI ha, in particolare, aggiunto che nella interrogazione “l’articolo segnala il caso di Morgan Stanley, che ha ridotto la propria esposizione in credit default swaps verso l’Italia di 3,4 miliardi di dollari. Ciò che non emerge dai risultati finanziari della banca – evidenzia l’interrogazione – sono le modalità con cui questa dismissione è avvenuta. Se lo swap fosse stato ristrutturato o ceduto ad un altro intermediario, il Tesoro potrebbe non aver pagato nulla. Se invece il contratto è stato chiuso, e molti pensano sia andata così, l’operazione potrebbe esserci costata circa 2 miliardi di dollari. Secondo la European Bank Authority, l’Italia deve alle banche dell’area euro circa 5,1 miliardi di euro in contratti swap, ovvero al netto di quelle statunitensi, svizzere e inglesi. Se tali investitori decidessero di chiudere le rispettive posizioni, peraltro sempre più costose da mantenere in virtù del nuovo regime normativo, il salasso per le italiche finanze potrebbe rivelarsi astronomico.”.

OPI riferisce che “Linkiesta”, giornale economico on-line, ha ripreso l’articolo “cercando di ricostruire la genesi di questo fenomeno sulla base delle informazioni già in possesso. In sintesi, un anno fa il Wall Street Italia metteva in correlazione un articolo del “New York Times”, il quale denunciava che l’Italia avrebbe truccato i propri conti pubblici a partire dal 1996, con un altro del “Fatto quotidiano”, secondo cui gli interessi sul debito pagati dallo Stato si mantenevano costanti, nonostante i tassi di mercato fossero in discesa. Da sospettare l’ombra della finanza creativa dietro le operazioni del Tesoro. Sempre “Linkiesta”, citando fonti Eurostat, segnalava mesi fa che l’Italia ha fatto un ingente (ab)uso di strumenti finanziari nel periodo tra il 1998 e il 2008. Per la verità le speculazioni avevano preso avvio due anni prima, ma è stato sotto Tremonti che questa prassi ha conosciuto un netto incremento. Si parla in particolare di cross-currency swap swap e interest rate swap, ma anche cessioni di crediti in cartolarizzazioni. Fino al 2008 l ‘Italia ha guadagnato un ricavo di 8 miliardi, ma con l’avvio della crisi il trend deve essersi invertito, per quanto non esistano dati certi per mancanza di informazioni ufficiali. Ma la discrepanza tra tassi di mercato e interessi pagati segnalata dal “Fatto quotidiano” rappresenta una prova circostanziale che tali contratti sono ora in perdita, sebbene sia impossibile stabilire di quanto; il volume totale delle “scommesse” sulla bancarotta dell’Italia, sotto forma di CDS, ammonta a 8.611 contratti per un controvalore di 21 miliardi di euro. Segno che il mercato nutre serie preoccupazioni sulla capacità dell’Italia di tenere fede ai propri impegni.
Quel che chiede l’interrogazione è di sapere se al Governo risulti a quanto ammonta la reale entità dei titoli derivati in possesso del Tesoro e quali siano precisamente i relativi rischi per le finanze del Paese.”.

In realtà, il dettagliato dispaccio “DTCC”- “The Depository Trust & Clearing Corporation” leggibile anche per via telematica, che registra oltre 1000 enti ed organizzazioni statali impegnati a livello mondiale, alla data 14 febbraio 2012 indica “Repubblica Italiana – Governo” esposto per 8720 contratti di importo complessivo 22,197 miliardi di USD, mentre la “Repubblica Federale di Germania – Governo” – ha 4012 contratti di importo 19,269 miliardi di USD. Cioè : maggiori impegni per gli abili e virtuosi germanici con meno di metà numero di contratti rispetto alla più … pasticciona e disinvolta Repubblica Italiana.

Sempre la solitaria agenzia giornalistica romana OPI, il 9 febbraio 2012 ha anche riportato: “Quale è la reale esposizione italiana al rischio swap? Come potrebbe incidere sulla tenuta dei nostri conti pubblici? Quanti derivati possiede il Tesoro italiano nel suo portafoglio?” sono queste le domande che il vicepresidente del gruppo Idv alla Camera, Antonio Borghesi, rivolge al presidente del Consiglio e ministro dell’Economia Mario Monti, in un’interrogazione a risposta scritta. “Secondo alcuni articoli apparsi sulla stampa internazionale, il nostro Paese, dal 1996, avrebbe truccato i propri conti, utilizzando derivati grazie all’aiuto di Jp Morgan la questione è tutt’altro che irrilevante. In particolare, l’articolo apparso sul’autorevole rivista International Financing Review prende l’esempio di Morgan Stanley, che ha recentemente ridotto la sua esposizione in swap verso l’Italia di circa 3,4 miliardi di dollari. Se questo interest rate swap fosse stato ristrutturato e assegnato a un’altra banca, allora l’Italia non sarebbe stata particolarmente toccata dalla vicenda. Ma se lo swap fosse stato chiuso allora l’Italia avrebbe dovuto pagare almeno 2 miliardi di euro”si legge nell’interrogazione. “Secondo l’European Bank Authority, l’Italia è esposta per 5,1 miliardi di euro in swap verso le banche europee. Ciò significa che, se gli investitori decidessero di chiudere queste posizioni, più costose con il nuovo regime regolatorio, l’Italia si troverebbe d’improvviso a dover pagare svariati miliardi di euro. Chiediamo, dunque, al governo, di fare chiarezza sulla reale esposizione italiana ai rischi sopra-esposti”, conclude il vicepresidente IdV alla Camera, Antonio Borghesi.”

Ma, a fronte di questa avvilente situazione concreta, emergono le taciute attività di organizzazioni bancarie private con sede formale e reale oltre i nostri confini, ma con succursali (autorizzate da Banca d’Italia e l’organo di vigilanza bancaria delegato dallo Stato), operanti da noi, che vantano crediti verso la Repubblica Italiana. E il catapultato al potere di governo prof. Monti (con sospetto opportunismo e … saggia provvidenza, posto al riparo da ogni futuro “rilievo” mediante l’elargizione in apparenza inspiegabile, a priori, di laticlavio a vita, che, per consuetudine e norma etica,viene concesso ad uomini di chiara fama e prestigio che abbiano illustrato la Patria per non comuni meriti culturali), con eccesso di zelo profuso in assoluto silenzio nei giorni delle feste d’inizio 2012, e ad appena 40 giorni dal suo insediamento, ha soddisfatto anzi tempo (assai prima della scadenza contrattuale, e senza nemmeno tentare una transazione con un creditore, tra i tanti, certamente privilegiato e non incontrovertibile) un debito contratto da altri in epoca oscura ed imprecisata. Azione che il Monti, tecnico con “decantata” esperienza di docente di scienze economiche alla università Bocconi, avrebbe dovuto comunque intraprendere, nello stesso criterio e spirito che ha, poi o nel contempo, profuso nel modificare in pejus sia le sorti pensionistiche degli italiani sia altre provvidenze del così detto scassatissimo “stato sociale”, con tagli alla spesa, che, per contro, non sono stati tentati nemmeno alla lontana verso i “mercanti del denaro”. Mercanti ed affaristi monetari che nessun danno avrebbero subito se ridimensionati nelle loro pretese, sovente impinguate da corredi prepotenti ed illegittimi di interessi monetari usurai.

Va osservato che un governante degno di questo nome, specchiatamente onesto ed indifferente a qualunque potente (o prepotente) organizzazione monetaria reclamante crediti, propenso realmente ad operare negli interessi totali del Popolo italiano e dello Stato, prima di soddisfare ogni richiesta di rimborso, ha il dovere di pretendere di conoscere :
1 in dettaglio l’elenco dei debiti contratti dalla Repubblica Italiana verso, sia :
1.1 Stati esteri (e pretendere la verifica del trattato conseguente), sia verso
1.2 organizzazioni finanziarie e/o bancarie private, siano queste
1.2.1 estere o
1.2.2 italiane
e, nel contempo, dopo avere profondamente ed analiticamente verificata, e pubblicizzata in ogni modo,
2 la natura dei debiti ad oggi vigenti,
2.1 la data della contrazione degli impegni,
2.2 gli importi di ciascun impegno,
2.3 i nomi degli antichi contraenti/sottoscrittori del debito per conto della Repubblica Italiana,
2.4 la commissione promessa ed erogata agli intermediari (brokers) coinvolti nella operazione di sottoscrizione del debito
2.4.1 i nomi degli intermediari (brokers) coinvolti e/o sovrintendenti nella citata operazione,
2.4.2 il luogo e la modalità di corresponsione della commissione per la citata operazione,
e, in particolare,
3 per ciascun debito:
3.1 il nome dell’organismo bancario che sovrintese (anche per sola consulenza) alla formulazione del contratto del debito,
3.1.1 il ruolo e l’atteggiamento della Corte dei Conti per ciascun contratto,
3.1.2 il ruolo e l’atteggiamento della Banca d’Italia spa (che esercita la “tesoreria dello Stato”) nella sua veste di “organo di vigilanza”
3.2 la natura, in dettaglio, dei termini contrattuali con specifica inequivoca dei tassi di interesse a debito,
3.2.1 se riferiti a tassi vigenti in Italia,
3.2.2 se riferiti ad altri tassi,
3.2.3 se organizzati in altri termini, sotto forma di “contratti derivati” od altro [e, a questo proposito, chiarire la ragione di tale specie di contratti, essendo evidente la fallacità di questi, sotto il profilo, ormai conclamato ed accertato, della loro “tossicità”],
3.3 l’ufficio erogatore del denaro liquido o in titoli (e quali?) necessario per il ripianamento del debito verso il creditore (e, quindi, determinare e precisare se “agenzia dello Stato” o “tesoreria per conto dello Stato” od altri)
3.3.1 la commissione corrisposta agli intermediari (brokers) coinvolti nel ripianamento del debito,
3.3.1.2 i nomi degli intermediari (brokers) coinvolti e/o sovrintendenti nel ripianamento del debito,
3.3.1.1 il luogo e la modalità di corresponsione della commissione corrisposta agli intermediari,
4 i rapporti pregressi tra le organizzazioni bancarie vantanti titolo di creditrici verso la Repubblica Italiana e:
4.1 il presidente del consiglio dei ministri della Repubblica Italiana,
4.2 qualsiasi banchiere, o intermediario operante nel mondo della finanza, avente ruolo nel governo che ripiana il debito in oggetto,
4.3 qualsiasi componente il governo (con incarico di ministro o vice o sottosegretario) legato alla vicenda,
4.4 qualsiasi parente fino al decimo grado dei componenti il governo,
4.5 qualsiasi membro, presente e passato, del parlamento italiano
4.6 qualsiasi membro, presente e passato, del parlamento europeo,
5 lo stato patrimoniale, denunziato o presunto, noto in Italia ed oltre confine, precedente l’assunzione di incarico da parte di tutti coloro indicati almeno ai punti 4.1, 4.2, 4.3, 4.4,
6 curriculum vitae di ogni personaggio indicato al punto 5,
7 la giustificazione giuridica per ogni atto di debito sottoscritto dalla Repubblica Italiana,
7.1 la contestuale giustificazione giuridica per la sottoscrizione di debiti con organismi estranei ed esterni alla amministrazione della Repubblica Italiana,
8 la compatibilità della vigenza di debiti monetari tra la Repubblica Italiana e qualsiasi altra azienda bancaria e/o finanziaria operante sul suolo della Repubblica,
9 gli adempimenti fiscali TUTTI, verso la Repubblica Italiana, a carico delle aziende bancarie e finanziarie che – per debiti della Repubblica Italiana – abbiano ad introitare interessi su questi,
10 le attività idonee degli organi sovrintendenti alle attività di controllo contabile e fiscale dello Stato (Corte dei Conti, Agenzie delle entrate, Guardia di Finanza) svolte circa gli argomenti indicati nei nove punti – e relativi sub – sopra elencati.

In proposito, proprio la mattina di giovedì 16 febbraio 2012, nella rituale cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, il presidente Luigi Giampaolino, alla presenza del Presidente della Repubblica e delle massime cariche istituzionali (queste si, sono tali!) dello Stato, ha esordito : “Illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese le cui dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, faticosamente, alla luce.”. Reclamando la “mappatura” dei fenomeni di corruzione per “effettuare una ricognizione degli episodi più ricorrenti di gestione delle risorse”, la indicò come “inadeguata, perché inefficace, inefficiente, diseconomica.”. E Giampaolino, senza mostrarsi un “giamburrasca”, indicò tutti i comportamenti che recano “danno alle finanze pubbliche”: “la corruzione nell’ambito della attività sanitaria, lo smaltimento dei rifiuti, il “gravemente colposo utilizzo di strumenti derivati o prodotti finanziari simili”, “la costituzione e gestione di società a partecipazione pubblica e alla stipula di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Inclusi anche gli errori nella gestione del servizio di riscossione dei tributi.” E la frustata in faccia al governo in carica fu implacabile con : “mentre grande attenzione è riservata alle proiezioni e alla stima degli effetti attesi dei principali provvedimenti, sono invece carenti le misure e le valutazioni ex post circa l’impatto che le politiche pubbliche esercitano sulla dinamica delle entrate e delle spese. ”. Concludendo, il presidente Giampaolino ha sottolineato: “Cosicché vi è una quasi totale mancanza di documenti e studi dedicati a verificare a posteriori se, quanto e come abbiano in realtà funzionato gli strumenti impiegati per migliorare il coordinamento della finanza pubblica e la qualità della spesa.”.
Frustata non solo alle incapacità indiscutibili di tutti i governi succedutisi in Italia negli ultimi 50 anni, ma palesemente anche alle pittoresche e colorate piroette fatte compiere alla Guardia di Finanza dal governo del prode economista Monti verso i controlli – sotto il tiro preorganizzato delle tivù di regime – su alcuni esercizi commerciali in qualche città italiana, mentre invece la Guardia avrebbe dovuto operare setacciando – sulla scia delle osservazioni di Giampaolino – proprio nei ministeri italiani, nelle sedi di governo di regioni, provincie e comuni, a verificare le irregolarità concretate da tutti i personaggi gestori la politica negli ultimi decenni, al fine di stroncare le validità dei falsi (gabbati per veri!) contratti, appalti, servizi e forniture, società a partecipazione pubblica, e degli impegni finanziari basati su “colposo utilizzo di strumenti derivati o prodotti finanziari simili”. Proprio quelli che, con sospettoso zelo, il 3 gennaio 2012 il massimo timoniere (applaudito al parlamento europeo da “affrancati ai sistemi bancari”, ma dileggiato da chi “conosce retroscena e documenti”) del governo italiano imposto dall’estero, si è affrettato a liquidare, attingendo alle casse del Tesoro italiano!

L’Italia non sarà salvata da Mr. Monti!
Riprova è nella attività sotterranea da questi svolta premurosamente il 3 gennaio 2012 con il conferimento, in torbida triangolazione, di denaro dei cittadini italiani ( e la “fiduciaria Banca d’Italia” non si è peritata di additare tale movimentazione di denaro con esportazione all’estero di un capitale ingentissimo!) ad una banca estera notoriamente non filantropica che si avvale di impegni per non chiari prestiti su contratti derivati poi condannati dal Presidente della Corte dei Conti della Repubblica Italiana. Monti, prima di operare, avrebbe dovuto sentire il dovere MORALE di verificare la bontà degli impegni in passato sottoscritti dai suoi predecessori! Ma ciò – che comporterebbe allontanamento dalla cosa pubblica per chiunque abbia senso di responsabilità – non è accaduto.

Proprio mentre nel quasi contempo il Presidente della Repubblica di Germania ha sentito il dovere di dimettersi dall’incarico, per permettere alla magistratura penale del suo paese di indagare sul modesto mutuo goduto in passato dalla sua famiglia, per l’importo di soli 500.000 euro. Cifretta che in Italia (o Italyland, in forza della dipendenza non solo militare, ma materialmente bancaria verso gli U.S.A.) gestisce in proprio, a proprio vantaggio, per “tangenti” correnti, alla luce del sole, allegramente, un consigliere comunale di un qualsiasi capoluogo di provincia.

Senza che un Mr. Monti abbia tempo ed ardire di indagare, per “tagliare” la dilagante mafia corruttiva istituzionalizzata che il Presidente Giampaolino ha additato, ma per la quale nessuno dei preposti “alla cosa pubblica” muove un dito per sradicare. Con la apostolica benedizione anche dei beneficati dalle esenzioni sulle imposte sulla casa, che i “sudditi italiani” devono supinamente subire.
In nome della “democrazia”. Che soddisfa gli usurai prima d’ogni altra attività, al primo giorno utile dell’anno di disgrazia 2012, “Monti Mario duce che non conduce, ma l’Italia mal riduce”.

DILUVIA! GOVERNO MONTI!

Antonio Pantano



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