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Ma sauditi, qatarioti, turchi e israeliani vogliono combattere il governo siriano fino all’ultimo ribelle siriano e mercenario straniero. Non rinunciano a sogni ed ingenti investimenti fatti per abbattere la Siria. Gruppi di terroristi sono stati appena richiamati ad Ankara per ricevere nuovi ordini. I sauditi avanzano l’offerta infida d’inviare truppe a combattere in Siria. Probabilmente è solo una copertura per incitare altri ad invadere il Paese. La Turchia è la candidata più probabile. Qui un giornalista turco, fervente seguace e portavoce di Erdogan, avanza la folle tesi che l’autodifesa della Turchia richieda di attaccare la Siria e gli alleati russi e iraniani: “La guerra di Teheran e Mosca contro questo Paese è una guerra contro Ankara. Questi due Paesi in realtà combattono direttamente la Turchia. Non vi è più alcun modo di nasconderlo. … La Turchia deve intervenire direttamente sulla questione siriana. Azione militare inclusa. Se Iran e Russia possono entrare in questo Paese con pretesti inconsistenti, se possono bombardare anche un puntino del nostro confine, se possono deportare i civili siriani in Turchia e attaccare la Turchia dalla Siria, allora la Turchia ha di gran lunga più ragione e diritto di loro. Nessuno vorrebbe una guerra aperta. Nessuno vorrebbe una guerra tra Russia e Iran e Turchia. Nemmeno l’avrebbero desiderato. Ma questa volta è molto grave. Se un passo non viene fatto oggi, ci accingeremo a combattere in condizioni più severe in futuro. Non esiste una cosa come il regime siriano o l’amministrazione di Damasco. Il Paese è stato ricreato e questa situazione chiaramente minaccia direttamente la Turchia e ci si aspetta che rimaniamo in silenzio accettandolo! Quale Paese può arrendersi a una cosa del genere? Vi è una minaccia, la condizione fisica e la ragione legale per intervenire”. Follie simili sono scritte dai clown della propaganda sionista sui principali quotidiani degli Stati Uniti L’assedio non ancora attuato a migliaia di terroristi di al-Qaida/al-Nusra e forse a circa 40000 civili ostaggi degli insorti in parti di Aleppo viene usato per invocare l’attacco degli Stati Uniti contro le forze siriane e russe.
Dal Washington Post: “Operando sotto l’ombrello della NATO, gli Stati Uniti potrebbero utilizzare mezzi aeronavali nella regione per creare una no-fly zone da Aleppo al confine turco e chiarire che impedirà il continuo bombardamento di civili e rifugiati da qualsiasi parte, anche ai russi. Si potrebbe utilizzare la no-fly zone per tenere aperto il corridoio con la Turchia e utilizzare i propri mezzi per fornire a città e sfollati nella regione assistenza umanitaria. Se russi e siriani cercano di evitare la protezione umanitaria e il rifornimento della città, dovrebbero affrontarne le conseguenze militari”.
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La Russia ha già avvertito di aver osservato i preparativi dei turchi per l’invasione, ed ha lanciato un’esercitazione improvvisa con le truppe aviotrasportate e l’aviazione da trasporto militare nel Comando meridionale. La 56.ma Brigata d’Assalto Aereo della Guardia e la 7.ma Divisione Aerotrasportata della Guardia, a Kamyshin e Novorossijsk, sono state allertate. Sono unità d’élite che presero parte alle guerre cecene. L’anno scorso una Brigata Aeroportata della Difesa Aerea russa eseguì un’esercitazione a sorpresa. Queste forze, oltre a ulteriori unità aeree russe, probabilmente reagiranno all’invasione turca della Siria. Combatterebbero sul territorio siriano, non turco, e polverizzerebbero qualsiasi forza d’invasione turca di medie dimensioni.
Erdogan ricatta l’Unione europea con la minaccia d’inviare centinaia di migliaia di profughi. Non si capisce il motivo per cui l’Unione europea, e in particolare la cancelliera tedesca Merkel, lo permettano. Se l’UE, o anche la sola Germania, usassero le valvole economiche disponibili sulla Turchia, la sua economia urlerebbe di dolore. Un avvertimento ai turisti tedeschi a non recarsi in Turchia per il pericolo di attentati costerebbe alla Turchia miliardi di entrate all’anno. Anche avvertimenti sul credito alle banche turche sovraesposte sarebbero possibili; le linee di credito all’esportazione potrebbero essere ridotte, e le importazioni agricole dalla Turchia finire sotto più stretti controlli. In un anno la Turchia perderebbe almeno il 10% del PIL. Ma UE e Merkel non sembrano ricordarsi di essere derise dall’aspirante sultano ottomano. Gli Stati Uniti hanno solo snobbato la Turchia dichiarando che non ritengono la curdo-siriana YPG un’organizzazione terroristica. La Turchia ha convocato l’ambasciatore degli Stati Uniti sulla questione. Erdogan sembra fuori di sé. Ora è il fattore dei più incalcolabili futuri sviluppi in Siria. Ma se dovesse invadere la Siria non potrà contare su NATO e Stati Uniti. Cosa combinerà?
Moon of Alabama
Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora
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