Visualizzazione post con etichetta Torino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Torino. Mostra tutti i post

sabato 3 settembre 2011

Torino 17 settembre 2011: “Corteo e referendum contro la caccia”



Questo coacervo patetico e anacronistico (ma purtroppo molto pericoloso) di ignoranza, arroganza e sadismo che si raccoglie intorno al mondo venatorio e alle lobbies collegate, con la complicità di politicanti regionali squallidi e impresentabili, ha sferrato l’attacco finale a quanto resta della fauna selvatica (mammiferi e uccelli in particolare) del Piemonte, già impoverita, massacrata e banalizzata oltre ogni livello di decenza da decenni di dilagante scempio ambientale.
Alla faccia della conservazione della biodiversità e della qualità ecosistemica, alla faccia dell’Europa, alla faccia del rispetto dei minimi standard di civiltà e razionalità e alla faccia della stragrande maggioranza dei cittadini piemontesi (che non sopporta questa oscena forma di stupidità sanguinaria che è oggi la caccia), l’esercito miserevole degli sparatori, sostenuto da amministratori pubblici che sembrano barzellette viventi, ha compiuto in questi giorni un passo decisivo verso il loro obiettivo finale: cacciare come vogliono e dove vogliono per tutto l’anno, assicurarsi il diritto di devastare e saccheggiare l’ambiente senza freni e senza regole, annientare come gli pare la bellezza, le armonie e le funzioni cruciali dei sistemi viventi, arrogarsi l’uso esclusivo del territorio come personale campo di sterminio della fauna con l’impiego di armi da fuoco. E per quelli a cui questa barbarie non sta bene, il messaggio è uno solo: stiano a casa e non rompano le scatole. Le campagne e le montagne, le valli e le colline, i boschi e i prati sono cosa loro, dove macellare a piacimento tutto ciò che si muove e respira.

Penso che la misura sia davvero colma. Penso sia ora di dire basta. E di dirlo chiaro e forte.

Vi unisco, di seguito, un comunicato che sintetizza i punti salienti della questione. E’ curato della LAC, ma tutte le Associazioni ambientaliste nazionali e locali (come tutti coloro che si occupano tecnicamente di ambiente e tutti coloro che hanno ancora neuroni funzionanti nella scatola cranica) condividono lo stesso punto di vista.

Se questi temi cruciali sono anche nelle vostre corde, vi invito caldamente a partecipare alla manifestazione del 17 settembre, a promuovere il referendum regionale contro la caccia e ad attivarvi in ogni modo possibile per fermare l’orda violenta e ottusa di tangheri che vuole l’ecatombe della natura vivente.
Adesso, più che mai, chi si astiene è complice.

Franco C.

Cari amici,
la Lega per l’abolizione della caccia promuove un corteo a Torino il 17 settembre 2011 in occasione dell’apertura della stagione venatoria.
L’appuntamento è a Torino a Porta Susa alle 15,30.

E’ importante essere numerosi per appoggiare la campagna per il referendum regionale piemontese contro la caccia, che si terrà in primavera.

Le sezioni locali della LAC stanno organizzando pullman dalle varie città: vi invitiamo a prenotarvi per tempo inviando una mail a info@abolizionecaccia.it o lasciando un messaggio in sede al numero 02 47711806.

LAC – Via Solari 40
20144 Milano
tel. 0247711806
www.abolizionecaccia.it

venerdì 10 giugno 2011

Ezio Bertok: "In Val di Susa continua la battaglia notav.. ma offriamo anche accoglienza e amicizia..."




A nome di tutto il movimento notav un grande GRAZIE a chi ha raccolto il nostro appello "per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa" e a chi si è attivato per diffonderlo alla ricerca di altre adesioni (e ci scusiamo se va a rilento la pubblicazione dei nomi sul sito www.notavtorino.org: siate comprensivi).
L'ottimo risultato ottenuto (in poco più di 48 ore oltre 1700 adesioni da tutto il paese) ci conferma quanto ampio sia l'interesse e quanto grande la solidarietà per la nostra resistenza.

Molti ci hanno espresso, nel loro messaggio di adesione, la disponibilità a sostenerci concretamente e ci hanno chiesto cosa possono fare. Il primo invito è a non farsi distrarre dalla campagna di disinformazione di massa che rovescia il senso di parole quali democrazia e sopraffazione: invitate conoscenti, colleghi, amici e parenti a fare altrettanto: anche chi non è oggi con noi ma non ha un interesse nel grande bussiness del TAV può capire e ricredersi.

Nell'immediato rivolgiamo tre inviti che forse qualcuno di voi potrà raccogliere.

1. Informazione
Dal fronte che vuole aprire i cantieri "a tutti i costi e con ogni mezzo" si moltiplicano i tentativi per creare una vera e propria strategia della tensione attraverso la criminalizzazione del movimento notav. E' un segnale molto preoccupante e va preso sul serio.
Il nostro appello ribalta l'accusa di violenza e di illegalità che ci viene rovesciata addosso, invitando a guardare da che parte stanno coloro che portano rispetto per la democrazia e dove regna invece l'illegalità e la violenza.
Su questi due temi è convocata per domani alle ore 11 una conferenza stampa davanti alla sede Rai di Torino, in via Verdi (in allegato il testo di convocazione della conferenza stampa).
Vorremo che non fosse una semplice conferenza stampa in cui tre giornalisti distratti ascoltano e se ne vanno: per questo saranno presenti i promotori dell'appello e vorremmo avere con noi quante più persone possibili tra coloro che lo hanno sottoscritto. Chi vive a Torino e dintorni cerchi di esserci .

2. Lavoro
La campagna di disinformazione e di criminalizzazione ha puntato in questi ultimi tempi a contrapporre la resistenza notav al lavoro e agli operai. Chi è in buona fede sa che esattamente il contrario. A questa campagna diffamatoria rispondiamo anche con una piccola ma significativa iniziativa: sta nascendo una rete di artigiani e imprenditori fermamente convinta che il lavoro si difende dicendo notav e non viceversa.

Tra chi ha dato l'adesione al nostro appello figurano artigiani, lavoratori in proprio, professionisti, imprenditori: a loro rivolgiamo l'invito ad aderire alla proposta "Imprenditori in difesa del territorio". Potete trovare la carta d'intenti della nuova associazione su http://www.notavtorino.org/documenti/intenti-impren-territ-7-6-11.pdf, e per aderire potete contattare direttamente questo indirizzo: perlanostravalle1@gmail.com

3. Non solo barricate
Tra un allarme e l'altro, tra una notte passata in bianco ed una con i cellulari sul comodino non ci facciamo distrarre da ciò che abbiamo sempre fatto: confrontarci con chi ci viene a trovare, organizzare conferenze, concerti, assemblee, spettacoli teatrali, visite guidate a siti archeologici nei luoghi interessati dal progetto TAV.... Così come non rinunciamo alle nostre cene condivise e alla convivialità.
La val di Susa è incorreggibile, a volte perfino incosciente: ma forse anche per questo la resistenza notav è vista come una sorta di bene comune da difendere, una ricchezza anche per molti che non vivono in valle.

A tutti questi rinnoviamo l'invito a venirci a trovare, a raggiungere in questi giorni il presidio della Maddalena di Chiomonte: non soltanto per aiutarci a difendere in nostro (e il loro) futuro dai blitz invocati a gran voce da maggioranza e minoranza in parlamento e a Torino, ma anche per condividere con noi tutto il resto. Stasera ad esempio è in programma un grande concerto con i Lou Dalfin, domani una conferenza sulle strade napoleoniche e poi una performance del gruppo teatrale "L'Interezza non è il mio forte", domenica... Beh, venite.

Se vi fermate a dormire non dimenticate tenda e sacco a pelo... per la cucina ci pensa la Val di Susa!

Ezio Bertok - eziobertok@tiscali.it
(Comitato NOTAV Torino)

P.S. nella fretta di venire a trovarci non dimenticate però di mettere qualche croce nelle schede per i referendum... siamo intesi, sì?

............

Appello già pubblicato al quale ha aderito il Circolo Vegetariano VV.TT. e la Rete Bioregionale Italiana:
altracalcata-altromondo.blogspot.com/.../tav-redde-rationem-in-val-di-susa.html

mercoledì 8 giugno 2011

TAV, redde rationem in Val di Susa - Appello di Ezio Bertok per la mobilitazione generale!




Carissime/i,
la situazione in Valsusa sta diventando veramente delicata: a questo punto è molto probabile nei prossimi giorni (o prossime notti) una prova di forza voluta dal governo, da partiti di maggioranza e di minoranza, dall'associazione degli industriali di Torino e chissà da quanti altri. Il nuovo sindaco di Torino, Fassino, incontrerà domani Maroni sul problema TAV e gli chiederà "di fare i passi necessari per l'avvio del cantiere". Quali siano questi passi è facile immaginare, viste le posizioni assunte dal PD torinese.

Vi proponiamo un appello urgente di solidarietà con la Valsusa: fatelo girare più che potete, in rete, sui giornali locali, tra i vostri contatti; dateci la vostra adesione e chiedete l'adesione di tanti singoli cittadini, associazioni, esponenti del mondo della cultura... insomma, fate voi.

Di seguito l'appello. Lo trovate anche su www.notavtorino.org con le informazioni per aderire: per il momento potete inviare un email a postmaster@notavtorino.org con oggetto"valsusa" e indicare il vostro nome (se l'adesione è a titolo personale) oppure l'associazione/comitato/movimento/ecc. per cui date l'adesione.

La Val di Susa è pronta a rispondere a questa ennesima provocazione come ha sempre fatto: con migliaia di persone, in modo pacifico ma assolutamente determinato. Impedire l'installazione di questo primo cantiere è oggi il nostro primo obiettivo, domani vedremo.
Ricevere molta solidarietà e tantissime adesioni al nostro appello ci può essere di grande aiuto.
E chi può venga al presidio della Maddalena di Chiomonte
Un abbraccio
Ezio (Comitato notav Torino)

--
Ezio Bertok
(011.702857 - 333.7640360)

**************


Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Premessa
In questi giorni la Val di Susa sta vivendo momenti di tensione che ricordano quelli dell’autunno 2005 quando fu usata la forza per imporre l’apertura di un cantiere in vista della realizzazione del TAV Torino-Lione. Da allora nessun cantiere è stato aperto ma le promesse di governi di diverso colore di aprire un dialogo e un confronto con le istituzioni locali si sono dimostrate un inganno e le amministrazioni democraticamente elette, critiche sulla realizzazione della grande opera, non sono state riconosciute dal governo quali interlocutori affidabili e sono state estromesse dai tavoli di confronto.

Decine di migliaia di persone chiedono semplicemente di essere ascoltate, chiedono un confronto vero, pretendono che alle loro ragioni - scientificamente documentate -si risponda entrando nel merito. In cambio ricevono insulti e l’accusa di voler difendere il loro piccolo cortile, di volersi opporre al progresso, di non rispettare le regole: slogan e accuse infondate in risposta ad argomenti seri, a pratiche di protesta pacifica, all’utilizzo rigoroso di ogni spazio previsto da leggi e procedure.

L’opposizione al TAV Torino-Lione è diventata in questi anni un esempio di partecipazione democratica dal basso, di democrazia vera, di resistenza all’illegalità ed al sopruso in difesa dei beni comuni: un’opposizione popolare che può contare sul sostegno della comunità montana e di ben 24 consigli comunali.

Viceversa il governo e le potenti lobby che governano l’economia e la finanza, con l’appoggio di partiti di maggioranza e minoranza, non hanno esitato a stravolgere procedure, infrangere leggi e ingannare l’Unione Europea pur di assicurarsi un grande business da cui anche la grande criminalità organizzata e le mafie contano di trarre profitto. Hanno scatenato una grande campagna mediatica per nascondere le dimensioni e le ragioni dell’opposizione, per screditare il movimento notav presentandolo come covo di estremisti e sovversivi: la criminalizzazione del dissenso è un’arma micidiale a cui ricorre solo chi disprezza il confronto democratico e le regole condivise.

Il 7 giugno 2011 fallito ogni tentativo di comprare il consenso e la benevolenza di cittadini e sindaci, il governo sta preparando una nuova prova di forza: il Prefetto assicura che “sarà il Questore a decidere tempi e modi” per installare il primo cantiere. E mentre la campagna di disinformazione si intensifica rispuntano le intimidazioni mafiose e le provocazioni che si ripetono puntuali dal 2005 ad oggi, dagli incendi dolosi dei presidi notav alle buste con le pallottole. In nessun caso indagini serie hanno portato a individuare i responsabili, ogni volta il movimento notav ha denunciato la natura mafiosa di tali gesti, ha riaffermato e rivendicato con orgoglio il carattere pacifico della propria lotta, ha invitato a cercare esecutori e mandanti tra chi ha interesse ad avviare i cantieri.

Se questo è il quadro non possiamo rimanere indifferenti, non possiamo rimanere in silenzio e ci rivolgiamo a singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura affinché si uniscano a noi in questo appello.


Appello per la democrazia e il rispetto della legalità in Val di Susa

Come singoli cittadini, associazioni, sindacati, movimenti, esponenti del mondo della cultura:

x rifiutiamo l’idea che la realizzazione di una grande opera possa ridursi ad un problema di ordine pubblico

x condanniamo senza riserve l’invito ad usare la forza e a militarizzare il territorio lanciato nei giorni scorsi da rappresentanti del popolo eletti in Parlamento, da alcuni partiti e da alcune associazioni di imprenditori

x denunciamo il disprezzo delle più elementari regole della democrazia e pretendiamo dal governo il rispetto della legalità, il rispetto dei diritti dei cittadini, il rispetto nei confronti della amministrazioni locali democraticamente elette

x respingiamo il ricatto e le strumentalizzazioni secondo cui chi si oppone al TAV non difende il lavoro: al contrario la realizzazione di questa grande opera inutile penalizzerebbe pesantemente le economie locali in cambio di pochi posti di lavorio precario e privo di tutele e di diritti, mentre un diverso utilizzo delle risorse pubbliche creerebbe numerose opportunità di nuova occupazione

x le ragioni di chi si oppone a questa grande opera inutile, devastante, che sottrarrebbe enormi risorse economiche ai servizi pubblici di tutto il paese sono le nostra ragioni: non ci rassegniamo all’idea che il nostro futuro possa essere deciso da quell’intreccio perverso tra politica, affari e criminalità organizzata che governa ampie aree del nostro paese e inquina la nostra società.

Il nostro riferimento continua ad essere la Costituzione, quella Costituzione nata dalla Resistenza e oggi troppo spesso violentata. Per queste ragioni esprimiamo la nostra solidarietà alla resistenza notav e ci impegniamo a sostenerla concretamente.

Invitiamo a diffondere questo appello e a raccogliere nuove adesioni (per aderire: www.notavtorino.org)

Con l'adesione del Circolo vegetariano VV.TT.
e della Rete Bioregionale Italiana