giovedì 6 febbraio 2014

6 febbraio 2014, Camera dei Deputati - Alessandro Di Battista inquisito per aver difeso la democrazia e gli interessi dello stato



Incredibile!  Di mattina presto, il 6 febbraio 2014, è già arrivata la comunicazione! 

Berlusconi è ancora a piede libero, dell’MPS non si può parlare, Renzi imperversa placido nelle TV senza che un giornalista gli chieda lumi sulla sua condanna (in primo grado) per danno erariale ma Madama Boldrini (alla quale va la mia solidarietà per la vergognosa lettera con il proiettile) non perde tempo e convoca i deputati M5S per il Maxiprocesso alla Camera. 

I ladri possono sedersi a Montecitorio, chi lotta contro il furto dei nostri soldi grazie al decreto IMU-Bankitalia va invece punito severamente. Mi aspetta una punizione esemplare...?

Ed ora eccomi qui, sono appena uscito dallo pseudo-tribunale che hanno imbastito: un tavolone chilometrico con sedute una trentina di persone e con a capotavola da una parte Laura Boldrini e dall'altra l’imputato.

L’accusa è di aver difeso il regolamento della Camera, la Costituzione e i soldi pubblici, i 7,5 miliardi che hanno regalato alle banche private.

Ho fatto quelle azioni in Commissione Affari Costituzionali (quella che ha votato la legge elettorale in 15 secondi) per impedire che avvenisse un nuovo blitz come quello fatto dalla Boldrini in Aula.

Ho sottolineato come la Boldrini non abbia aperto bocca davanti agli insulti che ho ricevuto dai deputati di maggioranza.

La mia famiglia ha molte radici a Stella San Giovanni, il paese natale di Sandro Pertini, ed essere chiamato “fascista” o “squadrista” è un’offesa gravissima alla mia dignità.

Ho confermato quanto scritto nell’istruttoria, premettendo che sarei stato pronto a rifarlo ogni qualvolta venisse nuovamente violato il regolamento della Camera dei Deputati e la Costituzione.
Sono certo che con costanza e determinazione, prima o poi, l’onestà tornerà di moda!

Alessandro Di Battista - Portavoce Deputati M5S

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