lunedì 25 novembre 2013

"O tempora o mores.." - Il povero Paolo Gianlorenzo, il censore, finisce al gabbio....


Calcata - Paolo D'Arpini al vecchio computer nella casarsa sulla fogna comunale 




Un bel po' di anni fa, quando ancora abitavo a Calcata e mandavo i fax ai giornali, con varie denunce ambientali e commenti d carattere politico, le mie note venivano riprese con regolarità dai giornali storici: Il Messaggero, il Tempo e Il Corriere di Viterbo  ... Poi ci fu la debacle, e per un paio d'anni restai completamente a secco e tagliato fuori dall'informazione locale. Non solo non avevo più il fax ma nemmeno l'allaccio alla corrente elettrica, di tanto in tanto mandavo una letterina scritta a penna ai giornali, con poca fortuna, certo non faceva un bell'effetto... Infine,  verso il 2006, per merito del compianto amico Peter Boom, che abitava a  Viterbo, ricevetti in dono un vecchio computer  risistemato alla buona da un altro amico carabiniere. Nel frattempo il prof Osvaldo Ercoli ed altri amici generosi mi stavano aiutando a sbarcare il lunario con donazioni mensili ed a quel punto rifeci l'allaccio all'Enel e ripresi a funzionare decorosamente come "giornalista indipendente". 

Proprio allora nacquero un paio di nuove testate cartacee, in ordine di uscita: Il Nuovo Corriere Viterbese e infine Nuovo Viterbo Oggi. Il primo era diretto da un giornalista che conoscevo da anni, essendo venuto a trovarmi anche a Calcata, e non ebbi difficoltà a farmi pubblicare i  "comunicati stampa" di qualunque natura fossero. Il secondo era invece un giornale "anomalo" che era nato sulla scia della candidatura di Ciarrapico con il PDL di Berlusconi. 
A dirigerlo c'era  Paolo Gianlorenzo, di cui sotto leggerete la critica scritta da Michele  Bonatesta. 

Beh, anch'io ho qualcosa da raccontare... Per un certo periodo di tempo i miei comunicati (quelli evidentemente graditi alla redazione) venivano pubblicati con ampio risalto.. poi la pubblicazione diminuì, forse a causa del tema non in sintonia con  l'indirizzo politico del giornale, finché un bel giorno ricevetti dalla redazione del Nuovo Viterbo Oggi, a firma del Gianlorenzo medesimo, una mail in cui con parole nemmeno tanto garbate mi si ingiungeva di "non inviare più comunicati stampa in nessuna forma che non verranno più presi in considerazione" etc. su questo tono. 

Aoh, era la prima volta in assoluto che un giornale mi ingiungeva di non mandare comunicati, certo ero abituato che i comunicati venissero ignorati dalle redazioni (e pure spesso) ma mai prima di allora mi era successo che venissero rifiutati tout court in partenza. Si chiama "censura preventiva!".

Però quando ieri o l'altro ieri ho saputo dell'arresto del povero  mio omonimo Gianlorenzo, per "millantato credito" e simili accuse, mi sono dispiaciuto assai, in fondo è  solo un ragazzo un po' avventato ed illuso dal potere... Mi auguro che la Giustizia sia clemente con lui, qualsiasi siano le sue colpe.

Paolo D'Arpini 



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Comunicato Stampa


VITERBO. 
Massì.
Maddai.
Maccerto.

La sanno tutti.
Lo sappiamo tutti.
Lo sappiamo tutti chi c’era dietro a Paolo Gianlorenzo.
Lo sappiamo tutti che è solo una domanda retorica.

Chi c’era dietro Paolo Gianlorenzo, ex direttore dapprima di Nuovo Viterbo Oggi e quindi de l’Opinione?
C’erano il senatore Giuseppe Ciarrapico e Francesco Storace per quanto concerne Roma.
Ed a Viterbo?
A Viterbo c’era l’ex sindaco Giancarlo Gabbianelli anche se probabilmente ha più volte fatto ricorso a lui, magari come semplice ‘ informatore ‘, anche… l’ecumenico Marcelo Meroi.

Eccerto, ecco chi c’era dietro Paolo Gianlorenzo, ora finito dietro le sbarre nel cacere viterbese di Mammagialla.
Lo sapevano tutti.


Lo sapevamo tutti anche se… anche se non era scritto - ovviamente - da nessuna parte.

Anche se non c’era, da nessuna parte, un atto notarile o  qualcos’altro che attestasse tale vicinanza tra Paolo Gianlorenzo e Giuseppe Ciarrapico e Francesco Storace e Giancarlo Gabbianelli.

Ma non ci vuole molto ad arrivarci per… deduzioni.

Un po’ come la matematica laddove… uno più uno fa due e due più due fa quattro.

Evvero.

Paolo Gianlorenzo giornalista lo abbiamo ‘inventato ‘ noi ma il Paolo Gianlorenzo che abbiamo inventato noi non è ‘ il direttore ‘ finito in una cella di Mammagialla ma è quello che faceva il  semplice corrispondente da Viterbo per Nuovo Viterbo Oggi, quello al quale ‘correggevamo ‘, se necessario, gli articoli prima che li desse alla stampa.

Essì: questo è il Paolo Gianlorenzo che noi portammo a Viterbo con Giuseppe  Ciarrapico.
Con Giuseppe Ciarrapico e Francesco Storace, per l’esattezza, alle Terme dei Papi,di fronte alla ‘Viterbo che conta ‘ (qualche centinaio) che rispose compatta (destra centro sinistra e stampa ) al nostro invito.
Con Giuseppe Ciarrapico che ancora non era senatore e non era rinviato a giudizio, con Francesco Storace che era governatore della Regione Lazio e … Giancarlo Gabbianelli che era ancora sindaco di Viterbo.

Essi, Francesco Storace e Giuseppe Ciarrapico: erano i tempi in cui la Regione Lazio acquisì (se non andiamo errati, ovviamente) un ospedale di Ciarrapico, a Roma,  a suon di… bigliettoni.
Eggià, Giancarlo Gabbianelli che non fu invitato da noi a mettersi seduto al centro del tavolo degli organizzatori dell’incontro per la presentazione del ‘numero 0 ‘ di Nuovo Viterbo Oggi..
Epproprio: Giancarlo Gabbianelli che non sappiamo a che titolo fosse stato messo su quel tavolo e da chi.

Così come non sappiamo chi pagò quell’evento a cominciare dalla sala delle Terme dei Papi per finire ai pasticcini  ed alle bevande per festeggiare.

Quello che sappiamo sicuramente è che non pagò Alleanza Nazionale della quale, all’epoca, noi eravamo Senatore e Presidente Provinciale.
Se diciamo qualcosa di errato, di non esatto, di non vero, che  alzi la mano chi non è d’accordo e ce lo dica.

Difficile pensare dunque - stando agli indizi, ovviamente - che dietro Paolo Gianlorenzo non ci fossero, a vario e differente titolo, Giuseppe Ciarrapico, Francesco Storace e Giancarlo Gabbianelli.
A conferma del rapporto tra quest’ultimo e Paolo Gianlorenzo, potrebbero bastare le numerose telefonate ‘intercettate ‘ dalla magistratura a proposito del CEV (se non andiamo errati, e pubblicate dalla stampa locale ) tra l’allora prima cittadino di Viterbo e l’allora direttore di Nuovo Viterbo Oggi.
Eggià: in quelle telefonate - tra l’altro - si chiedeva a Gianlorenzo (non da parte di Gabbianelli ma di altri molto vicini a lui) di sapere come stessero andando le indagini sulle ‘ tre B  della strada Palomba ‘.

Indagini di quale natura ?
Indagini autorizzate da chi ?

Non siamo mai riusciti a sapere chi fossero queste ‘ tre B della strada Palomba ‘ anche se un sospetto, un qualche sospetto - ovviamente - lo abbiamo.
Ma il ‘ mistero ‘ lo potrebbe sempre svelare lo stesso Paolo Gianlorenzo oggi che, solo facendo i nomi di chi (e perché) stava dietro di lui, forse potrebbe sperare di ‘allentare ‘ un po’  la morsa dei magistrati scaricandosi magari di qualche responsabilità di troppo, magari dando… a Cesare quel che è di Cesare  e ad ‘altri‘ quel che è di altri.

Ma dicevamo di Gianlorenzo e Ciarrapico.

Fu da quest’ultimo che Paolo Gianlorenzo imparò evidentemente un giornalismo differente, molto differente da quello che gli avevamo insegnato noi.

Eggià: sino a quando Gianlorenzo stette  ‘sotto la nostra ala‘, il giornale Nuovo Viterbo Oggi non fu mai usato come strumento di pressione (eufemismo) nei confronti di chicchessia.
E che quando Gianlorenzo  si allontanò da noi (su precisa indicazione ‘scritta‘  di Ciarrapico) Nuovo Viterbo Oggi divenne strumento di ‘pressione‘ (eufemismo) per essere amici o nemici - per l’appunto - dei vari Ciarrapico, Paolo Gianlorenzo e Nuovo Viterbo Oggi , noi all’epoca lo sperimentammo in prima persona.

Essì: per rimanere ‘amici ‘ di Giuseppe Ciarrapico, di Nuovo Viterbo Oggi e di Paolo Gianlorenzo avremmo dovuto sostenere economicamente il giornale, direttamente o indirettamente (leggi… pubblicità ).
Ma noi rifiutammo quando ci rendemmo conto che non si trattava di un normale ‘aiuto politico‘ ma di una vera e propria ‘conditio sine qua non‘ diventando noi stessi - da quel momento - il nemico numero uno di Paolo Gianlorenzo e Giuseppe Ciarrapico.

Non si affanni nessuno a smentire quanto sopra dato che non siamo i soli a conoscere questo aspetto ‘professionale‘ di  Paolo Gianlorenzo e Giuseppe Ciarrapico.

Ciarrapico all’epoca minacciò di querelarci ma poi, saggiamente, ci rinunciò.
Per questo Gianlorenzo fu ‘cacciato‘ (previa pubblica motivazione) da una assembla di AN alla presenza del sottosegretario Saporito.
Lo fece l’allora consigliera regionale Laura Allegrini.
Lo ha sempre saputo l’allora amico del cuore di Paolo Gianlorenzo, Andrea Scaramuccia.
Forse - ma diciamo semplicemente… forse - di Gianlorenzo  approfittò anche Giancarlo Gabbianelli in occasione della ‘campagna‘ organizzata su Nuovo Viterbo Oggi, durata un mese, quotidiana, perché fossimo cacciati dalla Presidenza di Alleanza Nazionale a Viterbo visto che noi quella presidenza la ottenemmo spodestando, al termine di un regolare congresso, il suo amico del cuore… Mario Soggiu.

A che serve, dunque, oggi, continuare a domandarsi chi ci fosse dietro Paolo Gianlorenzo ?

Per sapere se le ‘presunte macchine del fango’ siano state ordite da Gianlorenzo da solo o su ‘ordine‘ del politico di turno ?
E cosa cambierebbe ?

Cosa cambierebbe se i ‘nemici da buttare nel fango‘ venivano individuati da altri e poi  ‘consegnati‘ per l’esecuzione mediatica a Paolo Gianlorenzo ?

Come fare a pensare che un editore non sappia in che modo il direttore utilizzi il suo giornale ? Come fare a pensare che un ‘finanziatore‘ di giornale (palese o occulto non fa differenza ) continui a finanziare nel caso in cui non condivida l’impostazione del giornale stesso ?

Francesco Storace aveva o non aveva ‘diritto di parola‘ nella gestione politica di Nuovo Viterbo Oggi e de l’Opinione ?

Noi pensiamo di sì.
Anzi, noi… noi ne siamo sicuri.

Chissà se oggi Francesco Storace ricorda che noi lo informammo delle ‘richieste‘ che ci pervenivano da Ciarrapico tramite Gianlorenzo e del ‘cambio di indirizzo politico‘ avuto da Nuovo Viterbo Oggi, visto che noi rimanevamo sordi alle sue pressioni ‘ (eufemismo ).
E chissà se Storace ricorda anche la risposta che ci diede all’epoca anche se… anche se è passato tanto tempo !?

E l’Opinione ?

Chi fece fare a Paolo Gianlorenzo, direttore de l’Opinione, ‘la scelta ‘ per il sostegno del giornale alle elezioni a Civitavecchia tra Tidei e Gianni Moscherini, il comunista di destra amico di Francesco Storace?
Come si fa a credere che tra Gianlorenzo e Storace non vi sia sempre stata una particolare amicizia politica se è vero che di Gianlorenzo  pare esservi stata traccia anche ne Il Giornale d’Italia, anche questo di riferimento a Francesco Storace ?

Essì, è sciocco - oggi - continuare a chiedersi chi ci fosse dietro le campagne giornalistiche (eufemismo) di Paolo Gianlorenzo, oltre a Paolo Gianlorenzo.

Lo sappiamo tutti.
C’era la politica.

Importante, invece, sarebbe sapere se dietro ‘la politica‘ ci fossero realmente politici (e chi) interessati a mettere in moto e gestire la cosiddetta, presunta, macchina del fango di Paolo Gianlorenzo, con la destinazione finale (per quest’ultimo)  che tutti conosciamo.

Mammagialla.


O no ?


Sen. Michele Bonatesta   

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