mercoledì 13 novembre 2013

Iraq – Martiri di Nassirya, caduti a favore del dollaro (U$A)


Ieri mattina, mentre attraversavo il viale del piccolo paese dell’Etna in cui vivo, ho notato la esigua presenza di cittadini che presenziavano alla commemorazione dei Caduti di Nassiriya.
C’erano due classi di studenti (precettate),rappresentanti delle Associazioni d’Arma,le solite autorità civili e militari.
Da quanto ho visto, mancava la gente.
I cittadini hanno, abbiamo, “disertato”.
La stessa situazione,presumo, si sarà verificata ovunque,in Italia,si sia tenuta questa cerimonia della “giornata dedicata al ricordo dei caduti, militari e civili, nelle missioni internazionali per la pace”.
Fatto salvo il rispetto, sentito e dovuto, per le vittime e le loro famiglie, ritengo che quanto affermato nella cerimonia ufficiale tenuta a Roma dal presidente della repubblica e dal ministro della difesa sia una falsificazione della verità storica,e pure una forzatura linguistica.
Perpetuata, dal 2003 ad oggi, mediante la complicità dei media occidentali ed, in Italia, da RadioTiranauno Rai in particolare.
L’Iraq, nel giorno della invasione, era uno stato sovrano che non costituiva pericolo alcuno per gli Usa, Israele e l’Occidente.
Le “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein erano pari a zero. Anzi, meno di zero, perché inventate dalla Cia.
Per le solite motivazioni economiche (petrolio,gasdotti ed affini) la crociata liberal-capitalista della “operazione Antica Babilonia” mise l’intero Iraq a ferro e fuoco. Non si fermò neppure con la impiccagione da telefonino di Saddam.
Risultato ? 1.221.000 morti tra la popolazione civile ad oggi (Opinion Research Survey). E non è certo finita.
Gli italiani, come al solito a traino degli americani, risposero entusiasticamente “presente”. Le nostre forze armate mostrarono il loro volto partecipando a pieno titolo alle operazioni militari.
Quindi, i fatti parlano, abbattendo uno stato sovrano e promuovendo una guerra civile dagli esiti disastrosi (per gli iracheni).
I morti di Nassiriya, militari e civili, erano truppe di occupazione. Piaccia o non piaccia come tali erano visti da gran parte del popolo iracheno.
E poi, mi sia permesso osservare: “hanno dato la loro vita”, affermano tutti i politici alla radio,alla tv e sui giornali.
Ma quando mai ! Mica erano “kamikaze”, come coloro che fecero esplodere la postazione dei Carabinieri.
Erano militari che facevano il proprio dovere e civili che sapevano dove si trovavano.
Non scelsero certo di sacrificare la propria vita ma furono vittime della decisione politica di piazzarli lì,lontano dall’Italia.
Armati,in territorio ostile.
E, visto che la giornata ricorda tutti i caduti nelle “operazioni di pace”, come non pensare che l’avventurismo di chi sta a casa (i politici al governo) ha ripetuto l’operazione in Afghanistan ?
Creando nuove vittime tra i militari e lutti tra i loro familiari.
Ho aspettato che trascorresse la giornata, ripeto, per il rispetto doveroso verso i morti.
Affido questa riflessione, esternata pure all’epoca, al gran mare di internet ed alla informazione libera.
Siamo tantissimi a pensarla così,ancor più quanti non vorremmo mai veder morire soldati italiani per difendere il dollaro. Di Bush od Obama non fa differenza.
Grazie per l’attenzione, Vincenzo Mannello

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