giovedì 28 novembre 2013

Calcata allo specchio - Ecologia sociale e virtualizzazione ideale


Calcata allo specchio


Utopia o realtà? Il villaggio ideale come comunità globale. 

Calcata non è, o non dovrebbe essere, un luogo puramente ideale -Calcata Utopia  significa “in nessun luogo"-.. Infatti il villaggio "ideale",  ma fisico,  non può essere né un sogno avveniristico, come Brasilia, né la mitica Shangrilla che appare e scompare, ma qualcosa che si avvicini a Castalia, quel luogo  descritto da Calvino, ove si coltiva il gioco delle perle di vetro, e somma di tutti gli insegnamenti passati  fatti regola per la vita di ogni giorno. 

Questo “qualcosa di ideale" non può essere perciò una proiezione metafisica, cioè un luogo completamente immateriale, etereo, 
fantasma... altrimenti il suo “essere altrove” in un tempo scandito meccanicamente ed in uno spazio assente, lo renderebbe automaticamente alieno. 

La stessa cosa avviene con la frantumazione di un agglomerato sociale suddiviso in cellule virtuali che comunicano solo attraverso tecnologie:  televisione, computer, telefono. Anche in questo caso la Società non sarebbe completa, mancando l'incontro fisico o il contatto, ma si ridurrebbe ad una rappresentazione— uno Show mediato, filtrato, manomesso... un film elaborato da una commedia. 

Come in una casa degli specchi il nostro interagire sarebbe demandato al pulsante di un terminal. 

Se osserviamo bene, capiamo che questo “sogno urbano" è un modo per sfuggire alla concreta realtà dei nostri giorni, e per farlo siamo pronti ad inventare luoghi di relax in cui rifugiarci: paesi come Calcata, per  trascorrere un week end, con  trekking organizzati, ritiri spirituali  o notti di follia,  tutto nel tentativo di uscir fuori e ritrovare un “incontro con noi stessi e con gli altri”. 

Se noi considerassimo  le nostre città non soltanto come luoghi (urbs) ma anche come interazioni di vita sociale (civitas) ecco che allora la fuga diverrebbe superflua. Allora persino la ricerca di un ipotetico “Villaggio Ideale” diventa futile, giacché potremmo riconoscere lo stesso tipo di rapporti umani come “presenti” in ogni luogo. Che bel risparmio di tempo e di energie! 

Il nostro villaggio ideale non è che l'abito mentale del quale ci rivestiamo, l'involucro delle nostre aspirazioni, creatività
produttività, aspettative e realizzazioni. Occorre riconoscere l'importanza ed avere il coraggio, di una comunicazione diretta, non mediata da cavi od impulsi elettromagnetici. Nel luogo in cui siamo.

Paolo D'Arpini

     Mimetizzato a Calcata

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