mercoledì 27 febbraio 2013

Strategie e tattiche del nuovo partito comunista italiano per portare le masse popolari al governo

Foto di Gustavo Piccinini



Comunicato Stampa del 26 febbraio 2013

Le elezioni hanno creato un terreno più favorevole alla mobilitazione e
all’organizzazione delle masse popolari: sta a noi comunisti sfruttarlo!

Le masse popolari organizzate possono trasformare il nostro paese!
Nessuna potenza al mondo è in grado di impedirlo!

Avanzando nella lotta nel nostro paese mostreremo e apriremo la strada anche
alle masse popolari del resto del mondo!

L’esito delle elezioni politiche nazionali del 24 e 25 febbraio conferma che i
vertici della Repubblica Pontificia e con loro quelli della UE hanno sempre
più difficoltà a dirigere le masse popolari, la loro egemonia continua a
calare. Lo confermano il successo della lista Movimento 5 Stelle - Beppe
Grillo (quasi 8.7 milioni di voti) e l’aumento del numero degli astenuti
(passati da 9.2 milioni nel 2008 a 11.6 milioni nelle elezioni attuali).
Le stesse elezioni e le contemporanee dimissioni di Ratzinger hanno reso
manifesto che crescono i contrasti in seno ai vertici della Repubblica
Pontificia, in seno alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti
europei, americani e sionisti, perfino nella Corte Pontificia. Costituire un
governo più autorevole della giunta Monti-Napolitano sarà per loro
un’operazione molto difficile. I gruppi imperialisti che si oppongono al
rafforzamento dell’Unione Europea hanno trovato nella banda Berlusconi
un’abile rappresentanza. La Corte Pontificia per un certo periodo non potrà
esercitare pienamente la sua autorità. Monti e Bersani aspirano entrambi ad
assumere la direzione politica del paese a nome dei gruppi imperialisti
filoeuropei. Questi contrasti intralceranno la formazione di un nuovo governo
che operi efficacemente per prolungare la vita del sistema imperialista
mondiale e quindi aggravi lo sfruttamento delle masse popolari e acceleri la
devastazione e il saccheggio del nostro paese.

Con le elezioni si è creato un contesto di cui noi comunisti possiamo e
dobbiamo approfittare per estendere e rafforzare l’organizzazione delle masse
popolari ed elevare la loro coscienza politica fino a fare proprio l’obiettivo
di costituire un loro governo d’emergenza.

Dobbiamo moltiplicare il numero delle organizzazioni operaie e popolari,
favorire il coordinamento territoriale e tematico delle OO e OP, unirle
nell’obiettivo di costituire il Governo di Blocco Popolare, mobilitarle
- a prendere da subito provvedimenti sia pure parziali e provvisori almeno
contro gli affetti più gravi della crisi del capitalismo (tenere aperte le
aziende, aprirne di nuove, sviluppare e migliorare i servizi pubblici,
impiegare ogni adulto in un lavoro utile e dignitoso, ecc.),
- a convincere con le buone o le cattive le autorità delle amministrazioni
locali a mettere il loro prestigio e le loro risorse a disposizione di
quest’opera e le banche a fare i crediti necessari: la preoccupazione dei
governi e delle istituzioni dell’UE per l’esito delle elezioni italiane ha
confermato che noi abbiamo nelle nostre mani una formidabile arma di pressione
nei confronti del loro sistema monetario e finanziario,
- a indurre con le buone o le cattive gli esponenti delle organizzazioni
sindacali e della società civile a collaborare alla loro impresa.


Solo le masse popolari organizzate sono in grado di porre fine alla catastrofe
in cui la borghesia imperialista e il clero hanno portato il nostro paese. Il
successo della lista M5S ha creato un nuovo fattore importante per sviluppare
la mobilitazione e l’organizzazione delle masse popolari, un fattore che in
larga misura dipende dalla via che prenderanno individualmente e nel loro
complesso i 162 deputati e senatori della lista.


Noi comunisti dobbiamo fare tutto quello di cui siamo capaci perché gli eletti
della lista M5S non cedano ai tentativi di arruolarli che certamente faranno i
vertici della Repubblica Pontificia (sia la banda Berlusconi sia l’accoppiata
Bersani-Monti). Gli eletti della lista M5S devono assolutamente evitare
l’errore di credere di poter cambiare loro il paese inserendosi, sia pure con
intelligenza e buona volontà, nelle alte sfere dell’Amministrazione della
Repubblica Pontificia. È questa la linea fallimentare che per ingenuità,
opportunismo o cinica macchinazione hanno preso esponenti e partiti della
sinistra borghese che “la forza delle cose” ha poi costretto a diventare
destra moderata, a subire l’egemonia della destra borghese come hanno
chiaramente dimostrato i governi di centro-sinistra. Bando alle illusioni che
un governo (o un’opposizione) senza la mobilitazione delle masse popolari
organizzate a cambiare la propria condizione (il sistema di relazioni sociali
in cui svolgono la loro vita), abbia la capacità e la forza necessarie per
cambiare una società ricca di relazioni e di risorse come l’attuale società
dei paesi imperialisti.

Gli eletti della lista M5S sono in grado di essere un importante motore della
trasformazione se e solo se mettono in moto le masse popolari e in primo luogo
gli operai, se diventano promotori della mobilitazione e dell’organizzazione
degli operai e degli altri elementi delle masse popolari, se svolgeranno la
parte principale della loro opera non nel Palazzo, ma nel paese, sul terreno,
tra le masse popolari. Questo va loro chiesto, questo devono proporsi, su
questo saranno valutati e giudicati: questo è nel futuro immediato il loro
ruolo sociale e personale. Per svolgere questo compito, non occorre essere già
comunisti, avere già assimilato la concezione comunista del mondo: per
costituire e far costituire OO e OP non occorre essere comunisti.

Gli eletti della lista M5S devono usare tutte le risorse che la loro nuova
posizione consente loro e quelle di cui sono capaci di appropriarsi (senza
riguardi per una legalità di cui le Autorità della Repubblica Pontificia si
fanno beffe benché l’abbiano elaborata esse stesse su misura dei loro
interessi e privilegi)
 principalmente per mobilitare, organizzare e orientare la classe operaia (OO)
e il resto delle masse popolari (OP), appoggiare le loro iniziative per far
fronte alla crisi del capitalismo, dare forza e sviluppo ad esse;
in secondo luogo per intralciare, ostacolare, paralizzare, smascherare,
denunciare l’attività del governo dei vertici della Repubblica Pontificia,
della sua Amministrazione Pubblica, della Chiesa Cattolica, dell’Unione
Europea, della NATO e dell’Amministrazione USA.

Se si dedicheranno a quest’opera gli eletti della lista M5S costituiranno una
grande forza e adempiranno a un compito storico. Altrimenti finiranno come gli
altri esponenti della sinistra borghese.

Verso gli eletti delle altre liste (SEL, PD, ecc.) che in qualche modo si
dichiarano “amici del popolo” come verso i candidati delle liste che non hanno
avuto eletti (Ingroia, PCL, ecc.), noi dobbiamo non essere settari. Dobbiamo
semplicemente chiedere loro di concorrere agli stessi compiti che indichiamo
agli eletti del M5S, con tutta l’autorità, le relazioni, le conoscenze e i
mezzi di cui dispongono. Quando si sa dove andare, non si è o è facile
smettere di essere settari e si diventa capaci di raccogliere il meglio di
quello che ognuno può dare.

Per sviluppare la nostra impresa noi comunisti possiamo e dobbiamo certamente
contare sulle contraddizioni in seno alla Comunità Internazionale dei gruppi
imperialisti europei, americani, sionisti. Queste contraddizioni si
aggraveranno perché, a grandi linee, la crisi del capitalismo consiste proprio
nel fatto che “lo spazio disponibile per l’accumulazione di capitale non basta
per tutti i capitalisti”. Quindi, oltre a spremere e dissanguare le masse
popolari, saccheggiare la Terra, ecc., i gruppi imperialisti si scontreranno
tra loro per decidere chi di loro sopravvivrà e chi cadrà. Lo scontro
inevitabilmente si svilupperà come formazione di coalizioni di Stati che si
scaglieranno una contro l’altra. Quali coalizioni? Saranno dettate o anche
solo rese possibili da una serie di fattori storici (condizioni politiche,
sociali, culturali, economiche, ecc. ereditate dalla storia) e soggettivi
(giudizi, valutazioni, calcoli, ecc.). Le coalizioni non sono ancora schierate
in modo netto, ma questa tendenza è inevitabile. La può arrestare solo la
rivoluzione socialista sviluppandosi negli stessi paesi imperialisti. Anche
per questo il primo paese imperialista che spezzerà le catene della Comunità
Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani, sionisti, indicherà
e aprirà la strada anche per le masse popolari degli altri paesi.

Quanto a noi comunisti, il fattore decisivo è che elaboriamo la scienza della
lotta di classe ad un livello adeguato al compito che dobbiamo svolgere per
marciare verso l’obiettivo dell’instaurazione del socialismo, cioè per
promuovere la trasformazione che l’umanità deve compiere. Questo obiettivo è
definito dai presupposti del futuro presenti nello stato attuale della
società, presupposti che scopre chi analizza lo stato presente della società
con la filosofia della storia (materialismo storico) e la filosofia della
conoscenza (materialismo dialettico) che il movimento comunista ha elaborato.
Il movimento comunista non ha finora instaurato il socialismo in alcun paese
imperialista (quindi il PCI non ha instaurato il socialismo in Italia) perché
i dirigenti non hanno elaborato l’esperienza della lotta di classe fino ad
avere una conoscenza delle sue condizioni, forme e risultati che fosse
adeguata al ruolo che il movimento comunista cosciente e organizzato deve
svolgere. Il collo della bottiglia non sono le masse popolari, ma i dirigenti
comunisti.

Quelli che rifiutano di elaborare la scienza della lotta di classe, anche se
si dicono comunisti e fanno parte di organizzazioni che si proclamano
comuniste, di fatto sono al di fuori di quella che sarà la corrente principale
del movimento comunista. Già ora rifiutano di trarre lezione dall’esperienza
del corso principale del movimento comunista, da cui noi comunisti deriviamo
la nostra concezione e che ci serve per elaborare la nostra scienza.
La causa principale della sterilità degli sforzi della sinistra borghese non
sta nella mancanza di buona volontà o di impegno morale o di intelligenza
individuale. Sta nel fatto che per sua natura essa nega il comunismo,
l’esperienza storica della prima ondata della rivoluzione proletaria, il
socialismo come illustrato da Marx e da Engels.

La sinistra borghese è per un mondo diverso da quello attuale, ma è contro il
comunismo. Certo, rifiuta il comunismo in nome dei cambiamenti che la società
borghese ha fatto dai tempi di Marx ed Engels, ma trascura il fatto decisivo
che alla sua base ancora oggi resta l’impresa capitalista che produce beni e
servizi per fare profitti. La sinistra borghese è per un mondo nuovo, per un
mondo migliore, i più di sinistra addirittura per un mondo anticapitalista. Ma
è contro il socialismo e il comunismo come illustrati da Marx ed Engels e come
“realizzati” (ognuno nelle sue condizioni particolari di luogo e tempo) da
Lenin, Stalin e Mao. Gli esponenti della sinistra borghese sfoggiano una
grande cultura, ma in realtà sono come chi volesse costruire una grande
industria chimica, ma rifiutasse i principi base della chimica con la scusa
che sono stati elaborati duecento anni fa.

Il cuore del socialismo consiste nel sostituire alla produzione di beni e
servizi fatta da aziende capitaliste per valorizzare il capitale, la
produzione di beni e servizi fatta da agenzie pubbliche per soddisfare i
bisogni della popolazione. Questa è la base che permette di realizzare tutto
il resto: l’accesso universale alle attività specificamente umane, la
riduzione del tempo di lavoro universalmente obbligatorio, il rispetto e il
miglioramento dell’ambiente naturale, ecc. Facendo fronte da subito sia pure
con provvedimento provvisori e d’emergenza ai misfatti della borghesia e del
clero, le masse popolari organizzate impareranno a fare il socialismo. Sarà
una grande scuola pratica di comunismo che determinerà la rinascita del
movimento comunista e l’instaurazione del socialismo.
Le elezioni hanno creato un contesto più favorevole per realizzare la nostra
grande impresa. Dobbiamo lanciarci senza riserve in questa impresa e
mobilitare in essa a schiere sempre più larghe tutti gli elementi avanzati che
si formano nel corso dell’impresa stessa.

Trasformare in organizzazione degli operai (OO) e delle masse popolari (OP) la
fiducia e le attese che la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle - Beppe
Grillo ha suscitato su larga scala e che il suo successo ha rafforzato!

L’Italia è un paese abbastanza grande per sovvertire la cappa dell’Unione
Europea e spezzare le catene dell’euro senza legare le sue sorti al declino
dell’impero americano!

Avanti nella mobilitazione e organizzazione della classe operaia e delle masse
popolari!

Avanti nell’assimilazione e applicazione della concezione comunista del mondo!

Osare lottare! Osare vincere!

Nuovo Partito Comunista Italiano - nuovopci@no-log.org

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