domenica 7 ottobre 2012

Il ritorno, le notizie del Corriere della Serva ed il primo approccio con il baretto di Treia


In fondo... quel che conta è l'Amore!


Eh sì, è stata una doccia fredda al baretto, non perché qualcosa non funzionasse nel servizio, per carità tutto a posto: cappuccino bello caldo senza schiuma e maritozzo con la panna! Ma le notizie... 

Da un bel po' non ero più abituato a sfogliare il Corriere della Serva, siccome a Spilamberto nei bar si trova solo il Resto del Carlino, ed ho appreso subito la sottile differenza che esiste fra le due testate. Il Corriere della Serva è al servizio evidente dei poteri forti e l'ho visto immediatamente dai titolo e dalle notizie pubblicate. Bersani accondiscende che Renzi si candidi alle primarie, Mina parteggia per Grillo ed è quindi od una sciroccata od una illusa, quante belle figlie madama Dorè (monti), oh quante belle figlie... 

Insomma servilismo su tutti i fronti.... Pazienza ho accantonato il giornalaccio pesante e mi sono goduto il panorama della finestrella ed ho rimirato anche ben bene la mia amata Caterina che di lì a poco sarebbe partita... In fondo nella vita quel che conta è l'Amore! (Paolo D'Arpini)

Ed ecco come la racconta Caterina: 

“Anche stamattina, io e Paolo eravamo al solito bar di Treia dove andiamo a far colazione. Era prima della mia partenza ed andavamo un po' di fretta. Paolo ha preso dal porta-giornali il numero odierno del Corriere della Sera e l'ha appoggiato sul tavolino. Di solito lui leggiucchia qua e là qualche articolo o meglio qualche titolo e poi, inevitabilmente, chiude ed allontana da sé l'ammasso di carta, scuotendo la testa e commentando. Io lo guardo e a volte anch'io provo a leggere qualcosa, ma desisto in fretta. Succedono troppe cose e cose molto complesse e specialmente è difficile districarsi tra le notizie quando puoi immaginare, perché hai letto o hai sentito già altre campane, che le cose, i fatti riportati spesso non sono reali, o sono opinioni che hanno dietro il fine di condizionare l'opinione pubblica.

Stamattina mi è caduto l'occhio su un riquadro in basso a sinistra, abbastanza grande, a firma di Aldo Grasso; commentava il parere espresso da Mina a favore di Beppe Grillo. Premetto che non sono una fan di Mina e che non so esattamente in che termini e in che modi questo suo parere sia stato espresso. Mi ha colpito una frase del trafiletto che diceva più o meno così: "Ormai solo i cantanti ed i giullari si alleano con i nuovi guru" e poi sfottò sulla sua produzione musicale e sul fatto che, vivendo in Svizzera, paga le tasse in Svizzera, senz'altro molto meno di quel che pagherebbe in Italia.

Tanto livore per un'artista che mi pareva fosse riconosciuta come una delle più apprezzate tra le cantanti italiane, di ieri e di oggi, che credo abbia portato la musica italiana nel mondo e che ha fatto sognare le famiglie italiane negli anni '60, duettando con i più grandi cantanti ed attori dell'epoca... e mi sono chiesta: ma se avesse sostenuto Bersani, Casini o Alfano avrebbe suscitato la stessa reazione? Inoltre credo che lei in Svizzera ci viva, che dire invece di coloro che pur vivendo in Italia hanno la cittadinanza in altri paesi, proprio per il minor carico fiscale?

Si può non condividere il suo pensiero, ma credo che meriterebbe un po' più di rispetto, anche solo come essere umano"
 (Caterina Regazzi)

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