mercoledì 22 febbraio 2012

Gruppi di solidarieretà e sopravvivenza - Salvataggi post civiltà tecnologica industriale...?

Dipinto di Franco Farina

Tutti attoniti, in fila come in attesa di un boia che debba tagliarci la testa, impauriti, terrorizzati di fare la fine della Grecia, di perdere quel tanto o poco di benessere che in anni e anni di lavoro ci siamo guadagnati. Purtroppo non abbiamo idee per uscirne fuori. Siamo come ipnotizzati, incapaci di reagire. La storia insegna che un popolo rassegnato, che non reagisce è facile preda di dittature, finte democrazie o Stati di polizia.

Un mese fa parlai in un altro articolo della "sindrome collettiva del terrore". Che cos'è? Semplicemente un collaudatissimo metodo di psicologia collettiva attuato soprattutto dai governi dittatoriali o finti democratici, capace di piegare ogni voglia di ribellione e di contestazione individuale.

E' una tecnica che chi, come me, ha insegnato l'arte di comunicare e le relative tecniche, conosce molto bene. L'attuale governo tecnico e tutto il suo entourage, validamente sostenuti in buona dai mass media, magari in buona fede, non fanno altro che mettere in pratica questo metodo psicologico di massa, inculcando continuamente e in maniera subdola nella psiche umana input negativi e facendo scattare in ognuno di noi quello che è conosciuto come la"risposta di sopravvivenza". In parole povere se ci si dice in continuazione che prima o poi dovremo subire cose molto gravi, perdere il lavoro, vedere la pensione dimezzata, vendere la casa per sanare i debiti dello Stato, ecc. ecc., dopo settimane e mesi di questo bombardamento psicologico, alla fine saremo tutti pronti ad accettare il male minore pur di non perdere consuetudini, comportamenti e cose acquisite nel tempo.

Quindi se domani il governo Monti ci propinerà ulteriori gabelle come la tassa sui computer, sul cane, sulla bicicletta, sul pianoforte, nonché una nuova tassa sulla prima casa, la riduzione dei nostri stipendi e pensioni e non so qual'altra diavoleria, noi tutti alla fine diremo: "menomale che è finita così, poteva andare peggio!!"

Il sistema psicologico d'informazione che si sta attuando da oltre due mesi, attraverso la stampa, la radio e la TV, è proprio da manuale, da scuola di Palo Alto ( la più prestigiosa scuola sulla comunicazione del Mondo). In effetti questi signori sono riusciti a metterci alle corde, a non farci reagire e a farci pensare che prima o poi anche noi alla fine andremo a dormire sotto un ponte... a meno ché.......

A dar manforte a questo stato di terrorismo poi ci sono i "bravi di Don Abbondio" che imperversano nel nostro Paese in attesa anche di colpire il povero pensionato che non ha ritirato uno scontrino dal negozietto sotto casa. Insomma in pochi mesi in Italia si è istaurato un clima di terrore e di attesa. Di attesa del nostro turno, di quando dovremo mettere la testa sul ceppo per farcela tagliare dal boia.

Tutto questo perché dobbiamo salvare l'Europa, la sua moneta e la sua storia. Ma non sarà perché dobbiamo salvare alcune lobby finanziarie tedesche, danesi, olandesi e francesi? Il dubbio a questo punto è più che legittimo.

A tal proposito illuminante è stata giorni fa una conferenza tenuta a Nepi sul futuro dell'Europa, gestita da alcuni eurodeputati tra cui Nicolò Rinaldi. Quest'ultimo ha fatto conoscere delle verità che mi hanno ulteriormente convinto del grande complotto in atto contro ognuno di noi. In quell'interessante incontro ho appreso che tra fine ottobre e novembre dello scorso anno i grandi capitalisti europei, hanno chiesto, tramite la Markel, di chiudere il capitolo Berlusconi perché non dava più affidabilità e di promuovere immediatamente in Italia un nuovo governo tecnico con persone di loro "gradimento".

Il nome fatto subito da questi "illuminati" è stato Mario Monti. Presto fatto, in una rapidità che non ha riscontri nel passato politico italiano, si è mandato a casa Berlusconi e si è costituito il governo Monti. Sono bastate una telefonata della Markel al Capo dello Stato, altre telefonate ai vertici del PDL perché abbassassero la testa, un'altra a Monti e il gioco alla fine si è concluso!

Al nuovo governo sono poi state date indicazioni precise: salvare l'Italia per salvare le banche e gli interessi finanziari tedeschi e francesi, nonché riportare l'Italia ad uno stato di completa sudditanza "europea".

Dall'incontro a Nepi con l'on. le Rinaldi ho anche appreso che "gli oscuri personaggi europei" avevano già deciso di dare un esempio eclatante a tutti gli altri Stati Europei, punendo duramente ("a morte") quello più debole: la Grecia. Così quando nel 2008 si poteva già intervenire per salvare la patria di Platone e di Aristotele e mettere sulla retta via il governo di Atene con un minimo di sforzo finanziario comunitario, qualcuno degli "oscuri personaggi" ha pensato invece di non far nulla e di aspettare che la situazione peggiorasse.

E questo per colpire più duro e così terrorizzare gli altri Paesi europei con problemi di debito pubblico come l'Italia. Quindi questo che stiamo vivendo in questi giorni è il risultato di una manovra studiata a tavolino e non uscita fuori per caso. Ma la cosa che mi ha fatto ulteriormente arrabbiare è l'aver appreso che per dare alla Grecia la prima tranche di aiuti finanziari, Francia e Germania hanno obbligato le autorità elleniche ad acquistare armi pesanti (carri armati e aerei) dalle loro industrie.

Alla fine di questa conferenza ho perfettamente capito che tutti i Paesi europei, ad eccezione solo della Germania, hanno perso la loro capacità di scelte autonome, di libertà interna. Più nessun Paese di questa che viene definita "Euro Zone" ha piena autonomia decisionale, può solo sperare di non venire commissariata com'è sta accadendo all'Italia. Quindi per pochi banchieri e lobby internazionali anche l'Italia ha perso la sua "libertà di scelta", la sua autonomia politica.

E in tutto questo che senso hanno le istanze delle persone, di quelle più indifese, di quelle senza un sostegno politico? Niente!! Il governo Monti ora deve adempiere a precisi diktat e, quindi, che "noia" 'sti giovani che vogliono un lavoro fisso e che "barba" 'sti lavoratori che non vogliono essere licenziati.

Va bene tutto, abbiamo capito come si vogliono cambiare usi ed abitudini di noi italiani, di quell'infinita schiera di persone oneste che in Italia hanno sempre pagato le tasse, operato con correttezza nei confronti delle istituzioni e del prossimo e che concretamente, con il proprio lavoro e la propria innata capacità di inventare e arrangiarsi, hanno evitato fino ad oggi la bancarotta del nostro Paese.

Ma la cosa che più mi sconvolge e che nessuno ha tirato fuori un piano, il famoso "piano B", ossia un modo per salvarsi, per aiutare amici e parenti da questa manovra che ogni giorno tenderà sempre di più a strangolarci. Se domani andando in banca ci si dice che non ci sono più i soldi, che equitalia ci sequestra una macchina o una casa perché nel lontano "1860" non abbiamo pagato una multa, che i "bravi di Don Abbondio" ci incatenano perché non abbiamo denunciato una vincita al superenalotto di 300 euro, se domani la benzina scatterà a 3 euro al litro, se ai supermercati non troviamo più il latte e il pane per i nostri figli....che facciamo?

Già un mese fa avevo proposto di costituire in ogni quartiere, paese e città aggregazioni di amici e parenti per attivare "il piano B". Ossia la possibilità di costituire gruppi di solidarietà in caso gli eventi dovessero ulteriormente precipitare. Gruppi di aggregazione che potremmo chiamare con l'acronimo: SAS ( Solidarietà, Assistenza e Sopravvivenza). L'idea iniziale, ma sempre valida, era quella di organizzarsi in gruppi di 10 o 20 famiglie al massimo in cui trovare all'interno la solidarietà necessaria per sopravvivere ad eventuali situazioni limite. Non è fantascienza è solo prevenzione.

Ogni gruppo SAS dovrebbe nominare uno o più coordinatori, magari persone che riscuotono la fiducia di tutti e che hanno molto tempo libero a disposizione, bene quindi chi è in pensione. Questi coordinatori dovrebbero redigere un piano di assistenza per chi in difficoltà perché licenziato "per giusta causa" o perseguitato da equitalia. Trovare un avvocato (meglio se fa parte già del gruppo) che possa aiutare chi ingiustamente perseguitato dalle istituzioni.

Tutti i componenti dei gruppi SAS dovrebbero provvedere a redigere piani di sopravvivenza calibrati in virtù della gravità degli eventi esterni. Dove e quando reperire cibo e medicinali, quando "scappare" dalle città per rifugiarsi in campagna o in paesini più tranquilli; in quale modo aiutare la famiglia che non ha più lavoro, ecc. ecc.

Se tutte queste fosche previsioni non dovessero avverarsi, e lo spero vivamente, sarà stato per molti un esercizio, quasi un gioco, senza arrecare danni a persone e cose, solo una esercitazione preventiva. Poi ognuno tornerà a fare quello che ha sempre fatto e i gruppi SAS potrebbero restare come un momento di aggregazione tra amici. Ma se invece le previsioni più nere dovessero avverarsi, il non essersi organizzati in tempo potrebbe rappresentare una catastrofe ulteriore per molte famiglie. Perché allora non pensare di prevedere e prevenire quello che, ci auguriamo, non debba mai accadere?

All'inizio si possono consultare amici e parenti, esporre loro il progetto e valutare la fattibilità. Si può partire con un gruppo formato da almeno 10 famiglie e tra queste individuare ed inserire chi possiede un pezzo di terra agricola fuori città. Serviranno anche persone competenti nell'utilizzo di energie caloriche ed elettriche ricavate dal fotovoltaico o dall'eolico e poi un medico, un paio di artigiani delle costruzioni in legno e, ovviamente, esperti in agricoltura e zootecnia.

Tutte queste persone dovrebbero elaborare un piano di sostentamento alimentare in caso di crisi e, in caso di peggioramento della situazione, prevedere anche un eventuale trasferimento nell'appezzamento di terreno già inserito nella SAS.

Qualcuno legittimamente potrebbe obiettare e chiedermi: -"La situazione è così drammatica, come descritta fin qui al punto di organizzarci in gruppi di sopravvivenza? Non è questa pura fantascienza?

Forse si e forse no! Ma allora perché aspettare che gli eventi possano ulteriormente precipitare senza muovere un dito, senza almeno cercare un piano "B" per sé e per la propria famiglia? Dobbiamo ragionevolmente valutare tutto senza isterismi, esaltazioni o completo menefreghismo; valutare se è il caso oppure no di pensare a qualche scappatoia qualora la situazione già pesante dovesse ulteriormente peggiorare. Ma intanto tra amici potremmo pensare non alla grande fuga dalle città, ma ad organizzarci per costituire un semplice gruppo di acquisti di generi di prima necessità.

In questo modo oltre al beneficio per l'abbattimento dei costi dei generi alimentari, si potrebbe sperimentare in maniera molto soft l'eventuale istituzione di un gruppo SAS. E poi va sempre ricordato che vale l'antico proverbio che dice: "E' meglio prevenire che curare".

Ennio La Malfa

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