martedì 21 febbraio 2012

Altra Tarquinia.. altro mondo - Progetto per una lista civica "Per il bene di Tarquinia" con metà donne e metà uomini



La lista civica Per Il Bene di Tarquinia sarà composta dal 50% da donne, altro che quote rosa!

Dalle Idee al Programma. LA LISTA CIVICA PER IL BENE DI TARQUINIA RAFFORZA L’IDEA CHE VADA RISPETTATA L’EQUILIBRATA RAPPRESENTANZA DI ENTRAMBI I SESSI NEGLI ORGANI RAPPRESENTATIVI, CONFERMANDO LA PRESENZA DEL 50% DI DONNE TRA I CANDIDATI DELLE PROSSIME AMMINISTRATIVE

“Il deficit di democrazia, costituito dalla scarsa presenza femminile nei luoghi della rappresentanza politica e nelle istituzioni, e’ ancora oggi una lacuna che mantiene una certa disparita’ di partecipazione delle donne nella governance del Paese”

La lista civica Per il Bene di Tarquinia per la composizione della lista proporrà la quota paritaria di genere nella propria lista e chiederà anche dopo le elezioni che la nuova amministrazione qualunque essa sia che si attenga alla legge!

Siamo ormai oltre la richiesta di quote rosa!

. “La mancata spontanea attuazione del principio di uguaglianza sostanziale di cui agli articoli 3 51 della Costituzione (le pari opportunità tra donne e uomini) ha provocato negli ultimi anni il ricorso all’autorità giudiziaria” per vedere dichiarata l’effettività delle norme in materia di parita dei generi”.

Riportiamo la sentenza del Tar Lazio che la scorsa estate ha cambiato la composizione della Giunta del comune di Roma, concretizzando l’inserimento di due donne al posto di due uomini.

Sentenza del Tar Lazio del 25 Luglio 2011

“Soltanto l’equilibrata rappresentanza di entrambi i sessi in seno agli organi amministrativi, specie se di vertice e di spiccata caratterizzazione politica, garantisce l’acquisizione al modus operandi dell’ente, e quindi alla sua concreta azione amministrativa, di tutto quel patrimonio, umano, culturale, sociale, di sensibilità e di professionalità, che assume una articolata e diversificata dimensione in ragione proprio della diversità del genere.

Organi squilibrati nella rappresentanza di genere, in altre parole, oltre ad evidenziare un deficit di rappresentanza democratica dell’articolata composizione del tessuto sociale e del corpo elettorale ( il che risulta persino più grave in organi i cui componenti non siano eletti direttamente, ma nominati), risultano anche potenzialmente carenti sul piano della funzionalità, perché sprovvisti dell’apporto collaborativo del genere non adeguatamente rappresentato.

L’equilibrio di genere, come parametro conformativo di legittimità sostanziale dell’azione amministrativa, nato nell’ottica dell’attuazione del principio di eguaglianza sostanziale fra i sessi, viene così ad acquistare una ulteriore dimensione funzionale, collocandosi nell’ambito degli strumenti attuativi dei principi di cui all’art. 97 Cost.: dove l’equilibrata partecipazione di uomini e donne (col diverso patrimonio di umanità, sensibilità, approccio culturale e professionale che caratterizza i due generi) ai meccanismi decisionali e operativi di organismi esecutivi o di vertice diventa nuovo strumento di garanzia di funzionalità, maggiore produttività, ottimale perseguimento degli obiettivi, trasparenza ed imparzialità dell’azione pubblica (presidente Luigi Tosti, relatore Giampiero Lo Presti)”.

Il comune di Tarquinia nel proprio statuto, non prevede, al contrario di molti comuni Italiani, il rispetto delle quote paritarie di genere, sperando lo faccia nei prossimi ed ultimi consigli comunali, preparando così la possibilità di attuarlo sicuramente per le prossime amministrative.

La lista civica Per il Bene di Tarquinia si augura che la discussione costruttiva, si apra in tutte le segreterie di partiti politici locali, nei gruppi promotori di liste, per la presentazione ufficiale dei candidati, un rispetto vero per l’equilibrio di genere, per una equilibrata partecipazione di uomini e donne, ovvero puntando al 50% di presenza femminile, anziché il ricorso delle discusse quote rosa, che si accontentavano di alzare al 30% la rappresentanza femminile nelle istituzioni.

Marzia Marzoli

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