domenica 12 febbraio 2012

...come uscire dall'Euro senza troppi traumi...



Lord Wolfson ha chiesto come si possa dissolvere l’Unione Monetaria,
offrendo 250.000 sterline per l’idea migliore. Il 1° gennaio, un
articolo dell’edizione domenicale del quotidiano Frankfurter
Allgemeine ha fatto una proposta. La giuria sta
esaminando i contributi, e pubblichiamo i nostri commenti in merito.

Una cosa è chiara: l’uscita dovrà accadere improvvisamente. Se la
popolazione greca sapesse in anticipo di un ritorno della dracma,
preleverebbe all’istante i propri soldi dalle banche greche e li
porterebbe in Germania. Questo sarebbe un problema per le banche di
entrambi i paesi. Per questo, l’uscità dovrebbe avvenire in una lunga
fine settimana, ad esempio dal venerdì al lunedì di Pasqua.

Fino a questo momento, non ci sono clausole di dissoluzione nei
trattati dell’UE. Ma ciò può essere modificato. C'è la cosiddetta
"Procedura Semplificata di Revisione” che permette ai governi di
cambiare le regole dei trattati, ma che non richiede un consenso
preventivo di tutti i parlamenti. In base a questa procedura, il
Consiglio Europeo prima presenterebbe una possibilità di uscita
dall’unione valutaria, e in un secondo momento i paesi coinvolti
potranno annunciare la loro sortita.

Ogni altro sistema è da sconsigliare. Secondo noi i trattati dell’UE
devono essere rispettati il più possibile. Altrimenti, l'uscita
diventerà ancora più costosa di quanto già non sia. L'esperienza della
riforma monetaria tedesca del 1948 ci mostra che, dopo questa corposa
riforma valutaria, molte persone possono adire alle vie legali. E se i
giudici non trovano dei presupposti legittimi per l’uscita dall’Euro,
gli stati dovranno affrontare risarcimenti per miliardi di euro.

Tutti i paesi dell’UE devono essere d'accordo per emendare il
trattato. Per questo, un'uscita della Germania sarebbe complicata.
Sarebbe più facile trovare un accordo per il ritiro di alcuni paesi
periferici, o legiferare per l'abolizione completa dell'Euro. La
Grecia non dovrebbe lasciare l'Euro da sola: sarebbe troppo rischioso.
Nessuno crede che l'unione monetaria riesca a sopportarlo. In Italia,
in Portogallo e negli altri paesi periferici, il panico sarebbe
immediato se la popolazione fosse preoccupata degli euro che hanno in
tasca e nei depositi bancari. Quindi, dovrebbe essere creato un nuovo
e credibile sistema monetario al posto del vecchio Euro, ad esempio,
un "Euro del nord".

Dopo che verrà annunciata la dissoluzione dell'Euro, l'UE dovrà
restringere i movimenti di capitale per un po' di tempo. I pagamenti
transnazionali verrebbero congelati fino alla conversione dei conti e
alla fissazione dei cambi da parte dei mercati valutari. Non sarebbe
comunque un processo lungo.

Il problema pratico più grande sarà come gestire i soldi esistenti. I
cittadini dell’UE tenteranno di trasferire quante più banconote
possibile dagli stati periferici ai paesi forti per accedere a un
porto sicuro. Per impedirlo, dovrebbe essere impedito ai viaggiatori
il trasporto di grandi somme di denaro attraverso i confini. Sarà un
disturbo per i viaggiatori, ma è un qualcosa di inevitabile. Ci
saranno lunghe code ai confini, perché i doganieri dovranno
controllare tutte le persone e i loro bagagli.

I controlli di confine dovrebbero rimanere in vigore fino a che i
soldi tedeschi non siano distinti da quelli greci. Per questo, saranno
necessarie nuove banconote.

Le nuove banconote potrebbero essere prodotte in Svizzera. Se le
banche centrali si affidassero alla discrezione degli svizzeri,
potrebbero ordinare nuove banconote in tempo per una prossima uscita.
I banchieri centrali potrebbero usare anche la cosiddetta "valuta di
sostituzione". Si tratta di un insieme di banconote nuove che vengono
immagazzinate per le emergenze. La Bundesbank aveva una valuta di
sostituzione nel corso della Guerra Fredda, così da poter essere in
grado di scambiare rapidamente i conti se il Blocco Orientale fosse
entrato in Germania. Nell’eurozona, non ci sono più valute di
sostituzione: almeno, questo è ciò che affermano le banche centrali.
Forse un altro paese potrebbe fornire la sua valuta di sostituzione.
Alternativamente, le vecchie banconote potrebbero essere bollate con
inchiostro non falsificabile fino alla stampa di nuove banconote.

Ci dovrebbe essere un termine di breve periodo per coloro che vorranno
scambiare le proprie banconote, molto più corto di quando fu
introdotto l'Euro: un massimo di tre settimane. Le persone che avranno
ancora i vecchi euro dopo quella data dovranno dimostrare come hanno
ottenuto i soldi se vorranno scambiarli. Ciononostante, il termine
massimo non dovrebbe essere prorogato. Dopo la fine del periodo di
scambio, i controlli ai confini potranno essere rimossi.

Anche la Germania avrà bisogno di nuove banconote anche se il paese
dovesse tenere l'Euro. Altrimenti, i greci ammasseranno le loro
banconote e le porteranno in Germania dopo che verranno tolti i
controlli alle frontiere. Se fosse solamente la Grecia a lasciare
l’eurozona, la cosa sarebbe ancora gestibile, ma non lo sarebbe se a
uscire fossero in molti. Nel qual caso, il resto dell’area euro avrà
bisogno di banconote nuove.

I vecchi sportelli per le vendite non funzioneranno per un periodo,
perché non riconosceranno le banconote di nuova emissione. Non è una
cosa insormontabile, perché la gran parte delle transazioni viene
pagata con le carte di credito e i bancomat. Convertire le carte di
credito e i conti correnti, invece, è piuttosto semplice. Diversamente
dall’introduzione dell'Euro, non ci sarà bisogno di fare circolare due
monete allo stesso tempo. E neppure si dovranno fare conversioni,
perché ogni paese può avviare la nuova valuta nuova con un cambio alla
pari.

I problemi organizzativi potranno essere così risolti. Ma è il
problema minore. Le più grandi difficoltà sorgeranno dal fatto che i
cambi tra le nuove valute non rimarranno alla pari. Se i soldi
circoleranno liberamente tra gli stati membri dell’UE, i tassi di
cambio dovranno essere flessibili. È difficile predire l’evoluzione
dei cambi. Ma una cosa è chiara: indipendentemente da chi lascerà
l’euro, la valuta tedesca aumenterà di valore dopo lo scioglimento,
mentre la valuta greca verrà svalutata pesantemente.

Ciò porterà a cambiamenti enormi. L'uscita porterà grandi profitti ad
alcuni, forti perdite ad altri. La distribuzione delle perdite dipende
fondamentalmente da una decisione: in quale moneta verranno convertiti
i prestiti internazionali, i depositi e i contratti. Un gruppo di
esperti dovrà allestire regole dettagliate prima dell’uscita, basate
su una premessa semplice e chiara: la nuova valuta dei contratti, dei
prestiti e dei depositi dovrà essere determinata dalla loro
giurisdizione, che è quella generalmente riportata nel contratto o
nel’accordo relativo.

Siccome questi contratti non sono pubblici, è impossibile determinare
la distribuzione dei profitti e delle perdite prima dello
scioglimento. Ma alcune tendenze sono già chiare. Molte aziende e
banche tedesche andranno a perdere soldi. Dato che spesso hanno
contratto prestiti all’interno della Germania, dovranno quindi
ripagare i debiti in una moneta più forte. Inoltre, quote delle loro
proprietà – nelle sussidiarie all’estero o in obbligazioni governative
- è stato investito nei paesi periferici e verrà svalutato.

Non verranno colpite solo le aziende tedesche. Molte società
nell’ambito dell’UE hanno contratto prestiti attraverso una
sussidiaria centrale per i finanziamenti, che spesso ha sede nei Paesi
Bassi, ed è molto probabile che la valuta olandese vada ad apprezzarsi
dopo lo scioglimento. Questi prestiti dovranno essere rimborsati in
una valuta più forte.

Ciò renderà la conversione più agevole per i creditori - quindi per la
gran parte dei cittadini dell’UE - perché i loro soldi sono investiti
di sovente nei fondi di investimento e di assicurazione. Sopporteranno
perdite relativamente minori e potranno essere fiduciosi di riavere
indietro una valuta forte. Ma molte aziende e banche dovranno subire
perdite severe, perché i loro debiti saranno denominati nella valuta
forte, ma i propri asset sono nella periferia. Per alcune si prospetta
una situazione di insolvenza.

Sarà nuovamente necessario un enorme salvataggio per salvare
l'economia dal collasso. Quanti più paesi usciranno dall'Euro, tanto
costoso sarà il salvataggio. Per l’intera eurozona, ammonterà a vari
trilioni di euro. Il costo andrà a colpire per un lungo periodo anche
i bilanci degli stati, a causa dell’aumento del peso degli interessi
da pagare.

Gli stati forti - la Germania, ad esempio – potrebbero avere le
perdite maggiori. Ciò accade, paradossalmente, perché, nei mesi
scorsi, molti soldi sono passati dai paesi periferici alle banche
tedesche. Questi soldi ora formano i depositi bancari. Nell’eurozona
(il cosiddetto sistema "Obiettivo II"), questi depositi vengono prima
pagati dalla banca centrale del paese: in Germania, la Bundesbank. Se
l'Euro dovesse sciogliersi, questi depositi non avranno valore. Al
momento ammontano solo nella Germania a circa 500 miliardi di Euro. È
probabile che la Bundesbank non abbia bisogno di un salvataggio per
digerire queste perdite, ma perderebbe i profitti ottenuti in molti
anni e potrebbe non pagare dividenti al governo.

Come la storia ha già dimostrato, la dissoluzione dell'Eurozona non
sarà una passeggiata. Negli ultimi decenni le unioni monetarie sono
state sciolte senza forti attriti solo nei paesi socialisti, ad
esempio in Unione Sovietica o in Cecoslovacchia.

In un'economia di mercato, l’uscita dall’euro provocherà una perdita
totale della fiducia, almeno inizialmente. Questa perdita della
fiducia riuscirà da sola a danneggiare l'economia. È quindi importante
che i governi utilizzino una comunicazione sofisticata e che
enfatizzino l'unità dell'Unione Europea. La Cancelliera Angela Merkel
dovrebbe dare la colpa a mercati finanziari e agli speculatori per la
fine dell'Euro. I capi di stato dovrebbero dichiarare che l'UE è
un’"Unione di Pace” che può dare agli europei una posizione più forte
nelle trattative internazionali, e che per questo può aiutare a
perseguire gli interessi degli stati europei. Una valuta unica non è
necessaria a questo scopo.

Quindi cosa potremmo dire a Lord Wolfson? Un uscita dall’euro è
veramente difficile e costosa, ma è possibile. Se la riforma alla fine
sarà vantaggiosa, dipende dalla stima dei costi per il salvataggio
dell’Euro. Una cosa è chiara: l'unione monetaria sembra condannata e
dobbiamo iniziare a cercare un’alternativa.
La competizione di Lord Wolfson

L’appello è arrivato dal Regno Unito: chi può trovare il modo migliore
per un'uscita dall'Euro? Lord Simon Wolfson, un pari britannico ed ex
direttore di un numero di grandi aziende del Regno Unito, ha promesso
250.000 sterline per l’idea migliore. Il termine massimo è il 31
gennaio del 2012, e il premio verrà consegnato da una giuria di
emeriti studiosi.

Non stiamo prendendo parte alla competizione. Comunque, abbiamo fatto
un serio tentativo per proporre un'uscita fattibile dall'euro,
omettendo di domandarci se l'uscita sia o non sia auspicabile. Molte
persone ci hanno dato un consiglio: Hans-Peter Burghof (Università di
Hohenheim), Kai Carstensen (Ifo Institute), Andreas Fischer-Appelt
(FischerAppelt), Paul de Grauwe (Università Cattolica di Leuven),
Sascha Haghani (Roland Berger) Dirk Müller-Tronnier (Ernst & Young),
Andreas Pfingsten (Università di Münster), Joachim Scheide (IfW Kiel),
Helmut Siekmann (Università di Francoforte) e Hans-Joachim Voth
(Universidad Pompeu Fabra, Barcelona). Vogliamo ringraziare loro e
tutti quelli che non sono stati nominati che hanno fornito la loro
assistenza e il loro supporto.

PATRICK BERNAU
Frankfurter Allgemeine Blogs


Ringraziamo anche Adam Cleary per averci aiutato nella traduzione.

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Fonte: Euro exit is feasible
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

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