giovedì 2 febbraio 2012

Come il "turismo di massa" può distruggere una comunità... succede nel "terzo mondo" e forse è successo (in parte) anche a Calcata..



Globalizzazione del putridume ad opera dell'omuncolo più miserabile: il "turista"

Negli ultimi anni, con le tariffe aeree "low cost" e la nascita di Resort e villaggi turistici nelle più belle località del Terzo Mondo, è stata creata una situazione paradossale quanto inquietante.

Attraverso il turismo di massa, le persone già svantaggiate e depauperate da secoli di colonialismo, vengono ulteriormente danneggiate, e in molti casi ridotte a schiavi o a merce.

Secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo, nel 2010 sono state un miliardo le
persone che hanno fatto viaggi turistici all'estero. Dunque il turismo è un mercato
in crescita. E' emerso che i turisti appartengono a 20 Paesi, tutti nel Nord
del mondo. Chi vive in un Paese povero non può viaggiare, se non
clandestinamente, rischiando la vita. E in quel caso non si tratta di turismo.
Gli abitanti dei paesi poveri non soltanto non fanno turismo, ma a causa del
turismo sono costretti a subire regimi dittatoriali e miseria. Infatti, nei
paesi del Terzo Mondo, la ricchezza portata dal turismo finisce quasi
completamente nelle tasche degli imprenditori stranieri e dei dittatori dei
regimi-fantoccio.

La quantità di europei che si recano nei cosiddetti paradisi turistici è in
aumento. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di persone che ignorano
completamente le condizioni politiche, sociali ed economiche dei paesi in cui
vanno.

Dalle statistiche risulta che l'Italia è uno dei paesi che più pratica il
turismo sessuale. Sembrerebbe che ogni anno centinaia di migliaia di
pensionati, padri di famiglia, impiegati, imprenditori, e altre persone del
tutto insospettabili, si rechino nei paradisi del turismo sessuale per avere
rapporti sessuali con ragazze giovanissime, talvolta bambine di 12 o 13 anni.

I governi di questi paesi sanno benissimo cosa accade, e perché c'è un flusso
così alto di turisti, ma, anche quando approvano leggi che proibiscono la
pedofilia e la prostituzione, chiudono entrambi gli occhi di fronte al turismo
sessuale. Si tratta di governi-fantoccio, che permettono lo sfruttamento delle
risorse da parte dalle grandi imprese straniere, costringendo la maggior parte
della popolazione a vivere in condizioni di miseria tali da essere costretta
allo sfruttamento lavorativo o sessuale.

La propaganda occidentale nasconde o mistifica la vera situazione del turismo
di massa, e parla di "globalizzazione" e di "sviluppo delle aree povere".
Gli europei sono indotti a credere che il turismo nei paradisi turistici sia
tutto sommato conveniente per le popolazioni indigene, che non possono non
trarre vantaggio, dato che i turisti portano denaro. La parola "colonialismo"
non viene affatto associata al turismo, eppure se si analizza bene la
situazione di questi paesi si comprende come tale termine spieghi esattamente
la situazione in cui queste popolazioni vivono.

A partire dalla fine degli anni Settanta dello scorso secolo, il Fondo
Monetario Internazionale ha imposto le "ristrutturazioni", che miravano a
sfruttare le bellezze naturali di questi luoghi, sviluppando il turismo.
L'obiettivo principale era quello di indebitare i paesi e costringere le
autorità locali ad approvare leggi che dessero alle imprese straniere il potere
di costruire alberghi e Resort, sapendo di poter avviare un lucroso turismo,
senza pagare tasse, e potendo sfruttare le risorse naturali. Si tratta, in
altre parole, di saccheggio coloniale, che mira a privare le popolazioni dei
loro diritti e, impoverendole, costringerle a lavorare per salari da fame o a
prostituirsi. La globalizzazione ha seminato miseria e ha rafforzato regimi
dittatoriali senza scrupoli. Il processo di globalizzazione non è altro che un
modo "legale", utilizzando il perverso meccanismo del debito e imponendo
condizioni favorevoli soltanto alle imprese. Per molti anni in Occidente i mass
media hanno fatto credere nella menzogna che l'Fmi e la Bm agissero per
incrementare lo sviluppo economico dei paesi poveri, mentre invece facevano
tutto il contrario.

Spiega l'economista Joseph Stiglitz:
"Oggi, pochi difendono l’ipocrisia nel pretendere di aiutare i paesi in via di
sviluppo nel forzarli ad aprire i loro mercati ai buoni e avanzati paesi
industriali i quali d’altro canto mantengono protetti i loro prodotti,
politiche che rendono i ricchi più ricchi e i poveri più poveri e incrementando
la rabbia.... (i funzionari dell'Fmi) cambiano il mandato e gli obiettivi,
mentre dovrebbero starsene tranquilli, in modo sottile, dal servire gli
interessi economici globali, sono passati a servire gli interessi della finanza
globale... La mentalità coloniale – la certezza di conoscere cosa sia meglio
per i paesi in via di sviluppo - persiste... La globalizzazione oggi non sta
lavorando per i poveri del mondo. Non si sta occupando molto dell’ambiente. Non
sta lavorando per la stabilità dell’economia globale."(1)

I paradisi turistici sono tali soltanto per i turisti occidentali, mentre per
la maggior parte della popolazione locale sono luoghi in cui si vive come
all'inferno.

Le mete più ambite sono proprio quelle in cui ci sono feroci regimi mascherati
da democrazia, e in cui molti bambini e ragazzine sono costretti a prostituirsi
per poter mangiare. Fra queste mete troviamo l'arcipelago delle Maldive, la
Thailandia e le isole dell'arcipelago di Capo Verde. Il turismo sessuale, che è
in crescita, viene praticato anche nell'Est europeo e in America Latina.

In questi paesi, la globalizzazione ha distrutto le economie locali, e
costretto alla miseria e alla fame milioni di persone, facendo aumentare ancora
di più il divario fra Primo e Terzo Mondo, e inducendo gli abitanti del Primo
Mondo a sfruttare ulteriormente le persone più povere, considerandole alla
stessa stregua di oggetti. Il più povero diventa un oggetto privo di diritti, e
le aree del turismo sessuale diventano luoghi in cui c'è la possibilità di
superare i normali tabù, in cui anche la depravazione più criminale, come la
pedofilia, diventa lecita. Tutto ciò avviene nella rivendicazione di una
presunta superiorità dell'uomo bianco occidentale, atavico conquistatore e
sfruttatore di schiavi.

In molte di queste località il popolo è stato ulteriormente impoverito
dall'arrivo delle grandi imprese straniere, che si sono appropriate dei loro
beni e sfruttano le risorse locali con enormi agevolazioni legali e fiscali.
In molti di questi paradisi turistici i bambini non hanno scuole e non ci sono
ospedali per la popolazione.

Le persone che vivono in questi luoghi vengono considerate prive di valore, e
i governi-fantoccio, per avvantaggiare gli investitori, sono disposti a
qualsiasi cosa.

Alle Maldive, molte persone percepiscono che il nuovo assetto li vede privi di
valore: "non valiamo niente, siamo solo un fastidio... Dio quando ha creato le
Maldive è stato generoso, ma ora sono un paradiso solo per voi, per noi invece
c'è solo fame, disoccupazione, disperazione, e se qualcuno protesta se la passa
davvero male"(2) , dicono. In Occidente viene diffusa una falsa percezione di
ciò che realmente è la globalizzazione e di cosa è accaduto nei luoghi in cui
sono sorti i paradisi turistici. In realtà le "democrazie" che gli occidentali
portano nei paesi del Terzo Mondo non sono altro che sistemi di dominio
economico-finanziario, mascherati dal pluralismo partitico. Le popolazioni
diventano "sovrane" soltanto nella scelta di un partito piuttosto che un altro,
e siccome tutti i partiti sono controllati dal gruppo egemone, la situazione di
governo vedrà comunque il prevalere degli interessi di pochi, mentre la
popolazione sarà tenuta sottomessa attraverso le forze militari o il
terrorismo. Nelle Maldive, da ben ventinove anni, c'è lo stesso presidente-
fantoccio, Maumoon Abdul Gayoom.

Nel 2003 Amnesty International, in un rapporto, ha denunciato gravi violazioni dei diritti umani da parte del regime di Gayoom. In particolare, si tratta di torture, maltrattamenti nelle carceri, arresti arbitrari di intellettuali, militanti politici dell'opposizione e di persone che difendono i diritti umani. Nello stesso anno tre persone arrestate morirono misteriosamente in carcere, e la popolazione si sollevò. Gayoom, dopo questi fatti promise generiche "riforme", che non sono mai state attuate. Ad oggi la popolazione si ribella contro la dittatura mascherata da democrazia, e si sono avuti arresti in massa.

Così il capo della vera opposizione politica delle Maldive racconta la
situazione del paese:
"Mi hanno torturato più volte negli ultimi venti anni. Sono stato nelle loro
prigioni speciali sei o sette volte e ho trascorso cinque anni in carcere
semplicemente perché avevo espresso le mie opinioni a favore della
democrazia... In questo paese ci sono pochissime persone, non più di 50, che si
prendono tutti i soldi e beneficiano di tutte le ricchezze delle Maldive,
mentre la nostra gente vive nella miseria. Allora alcuni di noi, tempo fa,
avevano preparato una lista di Resort da boicottare, dove voi occidentali non
dovreste più andare perché sono di proprietà dei dittatori, e andandoci li
arricchite e consentite loro di restare al potere. Se continuerete ad andarci
sarete contro la nostra gente perché è una vergogna che voi veniate qua e
facciate il bagno nel nostro mare, vi sdraiate al sole sulle nostre spiagge
mentre nelle isole vicine noi siamo arrestati, torturati e massacrati. E' una
vergogna".(3)

L'arcipelago di Capo Verde, che comprende dieci isole e otto isolotti, si
trova nell'Oceano Atlantico, 450 km al largo del Senegal e 1200 km a sud delle
Canarie. Dal 1995, il Governo iniziò a fare riforme per avvantaggiare le
imprese straniere, su pressione degli organismi internazionali. Fra il 1995 e
il 2000 fu attuata una politica di liberalizzazione e privatizzazione della
maggior parte delle imprese pubbliche. Le imprese che si contendono gli affari
sono oggi principalmente spagnole, italiane, portoghesi, inglesi e
statunitensi.

L'isola di Sal è la più frequentata dai turisti occidentali, e a causa del
turismo di massa l'assetto economico è stato distrutto quasi completamente.
Racconta un cittadino capoverdiano:

"Il turismo porta ricchezza solo a pochi... alla gente di Capo Verde la
ricchezza non arriva perché c'è una politica che favorisce le imprese
straniere. Tutti gli alberghi... non comprano niente qua, anzi entrano in
concorrenza con le piccole imprese locali. Noi capoverdiani cominciamo ad avere
difficoltà a sopravvivere nel nostro paese... un umile lavoratore capoverdiano
non riesce a competere con le multinazionali del turismo, e così una parte
della popolazione sta pagando... per l'arrivo del turismo di massa".(4)

I turisti rimangono spesso chiusi nei villaggi, dando profitto soltanto alle
imprese straniere. I Resort, pur sfruttando le risorse locali, non pagano tasse
e sfruttano i lavoratori dando stipendi medi di 150/200 euro mensili.
Nel nostro paese esiste la Legge 269/98, che negli articoli 5 e 7 condanna e
punisce come reato il turismo con scopo sessuale, anche se praticato
all'estero. Eppure sono diverse le imprese italiane che si prodigano a
costruire villaggi e Resort nelle località del turismo sessuale, e sono
centinaia di migliaia gli italiani che ogni anno viaggiano per praticare lo
sfruttamento sessuale di ragazzine e bambini. Coloro che promuovono il turismo
sessuale o che praticano la pedofilia nei paesi poveri, hanno un senso di
impunibilità, dato che è assai raro che qualcuno venga perseguito dalla legge.
Le aree povere del pianeta sono considerate come zone in cui tutto è lecito, e
sono assai scarsi i controlli e le indagini da parte delle autorità
occidentali.

Alcune località della Thailandia sono diventate centri del turismo sessuale.
Ad esempio, il villaggio di Pattaya, fino ad alcuni anni fa un semplice
villaggio di pescatori, è stato trasformato in un centro di prostituzione in
seguito all'arrivo di soldati statunitensi in cerca di "svago".
Secondo le stime delle organizzazioni umanitarie, soltanto in Thailandia ci
sarebbero circa 350.000 prostitute tailandesi e birmane, la maggior parte poco
più che ragazzine, che si esibiscono nei locali notturni, e per pochi euro
offrono i loro corpi ai turisti. Secondo alcune ricerche, almeno il 50% di
queste ragazzine sarebbe sieropositivo HIV. Quelle che si ammalano di solito
vengono fatte sparire nel nulla.

"Sono soltanto puttane" dice un turista europeo al giornalista Silvestro
Montanaro. "Ma lei ha mai parlato veramente con loro?" chiede il giornalista.
Risponde il turista europeo: "Non ne vale la pena... raccontano tutte le stesse
storie. Dicono che lo fanno per soldi... che qualcuno è malato, morto o in
ospedale".(5)

Le ragazzine raccontano storie di miseria, di ingiustizie, o di agghiaccianti
violenze.

Ad esempio, una ragazzina birmana raccontò:
"Sono venuta in Thailandia con mia madre, da noi non potevamo più vivere,
eravamo ridotte alla fame. Mamma si è trovata un lavoro ma la pagavano
pochissimo, e allora ho provato a cercare lavoro anch'io. Un uomo mi ha detto
che conosceva un bar in cui avevano bisogno di una ragazza. Ho chiesto se non
era un problema che fossi appena una ragazzina, lui mi ha sorriso e ha detto
'no anzi è ancora meglio'. (Disse) che cercavano una bambolina come me. Quando
sono arrivata lì ho visto tante ragazze seminude che intrattenevano i turisti.
Ho detto a quell'uomo che quel posto non mi piaceva, che mi faceva paura e
volevo andare via. Lui mi ha trascinata in una stanzetta e mi ha violentata.
Poi è andato via e ha chiuso la porta. Qualche ora dopo è entrato un uomo, era
un turista. Mi sono buttata fra le sue braccia (dicendo) 'mi aiuti la prego',
ma quello ha cominciato a toccarmi. Ho provato a scappare ma lui mi ha buttata
sul letto. Piangevo, urlavo 'sono solo una bambina'. 'Lo so' ha detto lui, ho
pagato tanti soldi per averti... Mi ha usata tutta la notte e credo sia andato
via soltanto quando sono svenuta... mi sono svegliata in uno strano ospedale,
tenuto da dottori amici dei miei padroni. Si perché ora ero una cosa, avevo dei
padroni. Dopo due mesi mi hanno riportata a quel bar, ho detto che non avrei
fatto più certe cose e i padroni hanno detto che potevo andare via. Anzi, uno
di loro ha detto che mi accompagnava, e invece mi ha portato in una casa dove
c'erano tanti uomini, dieci o forse di più. Ci sono rimasta tre giorni, tre
giorni da incubo. Ho passato un altro mese in ospedale e quando mi hanno
riportata in quel bar ero un'altra persona. Da allora faccio tutto quello che
vogliono loro. Vado con clienti, rido, li soddisfo. I turisti dicono che sono
brava, che sono sexy, la loro bambolina sexy. Giocano con il mio corpo ma a me
non importa più niente, tanto sono morta. Sono morta un venerdì di tre anni fa,
sotto nessun cielo, invocando mia madre, fra braccia violente e sconosciute che
pretendevano amore. Che schifo di amore, mentre il mio cuore si velava per
sempre di orrore".(6)

Sono queste le storie orrende che i turisti non vogliono sentire, per usare i
corpi delle ragazzine e continuare ad essere i paladini della "democrazia" e di
una presunta alta civiltà.

"Goditi la vita" è il motto di questi turisti. E alla domanda sgomenta di
Montanaro: "ma come è possibile godersi la vita sfruttando delle ragazzine?",
un anziano turista europeo rispose: "Perché no?... basta avere soldi... le
compro tutte, compro tutto ciò che voglio".(7)

Alcuni studiosi hanno ravvisato nelle persone che praticano il turismo
sessuale delle affezioni patologiche individuali e un notevole atteggiamento di
disprezzo verso le persone dei paesi poveri. C'è anche il pregiudizio dovuto
all'ideologia diffusa dalla cultura di massa, secondo la quale il valore delle
persone dipende dai soldi che hanno, e chi ha soldi può tutto.
Nessuno dei turisti del sesso si interroga su come la prostituzione distrugga
la vita di quelle ragazzine, e sul degrado morale e sociale che la
mercificazione del corpo produce in chi si vende e in chi compra. Quello che di
sicuro caratterizza queste persone è la doppia morale gravemente impregnata di
razzismo. Molte di queste persone hanno avuto figli, forse hanno anche nipoti,
e non vorrebbero di certo che qualcuno dei loro familiari vendesse il proprio
corpo per denaro, eppure senza alcuno scrupolo usano i corpi di ragazzine
straniere come fossero oggetti. Considerano quelle ragazze, per il semplice
fatto che non sono nate in Europa, in modo nettamente diverso rispetto alle
donne dei loro paesi. Le percepiscono "puttane", senza alcuna considerazione
per quello che esse raccontano: storie di miseria, sofferenza e violenza.
Vogliono che esse stiano zitte, per poter credere di essere quasi dei
benefattori, dando loro pochi euro, con cui compreranno da mangiare. Quelle
ragazzine con gli occhi a mandorla, sono per loro oggetti, private della loro
umanità e dignità, per offrire piacere sessuale senza rimorsi.
Fa parte del razzismo, più o meno inconscio, credere che in paesi non europei
siano così arretrati nei costumi da praticare comunemente la prostituzione o lo
sfruttamento sessuale dei bambini, e che dunque, dato che fa parte della
"cultura" del posto, diventi lecito per chiunque praticare questi crimini.

Alcuni turisti occidentali, cresciuti con l'idea che gli europei sono
moralmente superiori perché "portano democrazia e benessere", credono davvero
che ragazzine o bambine provino piacere a fare sesso con uomini europei, spesso
anziani, e credono che offrire loro denaro in quelle circostanze possa essere
un atto di generosità. Non si chiedono perché quelle ragazze sono costrette a
prostituirsi, né quale sia la reale situazione del loro paese, né chi ha la
responsabilità del degrado morale e materiale che, specie negli ultimi decenni,
ha colpito il loro paese. Non sono interessati a capire chi ha distrutto la
loro semplice economia, chi ha sottratto le loro ricchezze e ottiene lauti
profitti dalla miseria e dal degrado. Trovare risposte a tutto questo equivale
a scoprire gli altarini criminali di chi oggi impone il proprio dominio.
Significa scoprire che gli europei sono tenuti nell'ignoranza rispetto a ciò
che il gruppo dominante fa nei paesi del Terzo Mondo. Significa capire che i
mass media hanno l'obiettivo principale di stimolare le aree meno evolute del
nostro cervello, per indurci a credere che l'esistenza umana possa essere
ridotta al piacere sessuale mercificato o all'avidità. O che si debba credere
che il denaro possa essere l'arbitro dei destini umani, e costringere alcuni
alla sofferenza e altri alla sopraffazione.

Quelle ragazzine, come angeli feriti, hanno perduto il contatto con se stesse,
strette nel dolore della loro quotidiana, degradante esistenza. Hanno attivato
le difese che le estraniano da ciò che è lontano da quello che davvero
vorrebbero. Ma il degrado non riguarda soltanto quei popoli impoveriti e
assoggettati con la forza. Riguarda anche quegli occidentali che sfruttano
situazioni di degrado per soddisfare i loro istinti più bassi. Quegli
occidentali che credono che nascere in una determinata zona geografica possa
essere determinante nel decretare il rispetto dei diritti umani o il degrado a
merce senza valore. Queste stesse persone, a parole, ritengono importante la
loro cultura cristiana e i valori democratici, ma nei fatti non sono disposti a
rispettare la persona umana sempre e in ogni luogo, e si fanno complici di
gravissimi crimini contro l'umanità. La cultura di massa ha fatto credere loro
che si possa mercificare tutto. Questa cultura è distruttiva e degradante, e
contrastarla è dovere di ogni persona che crede nel rispetto dei diritti e
della dignità umana.

Antonella Randazzo - http://antonellarandazzo.blogspot.com/



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PER APPROFONDIRE

Beyala Calixthe, "Gli alberi ne parlano ancora", Epoché edizioni, 2007
. Canestrini Duccio, "Andare a quel paese. Vademecum del turista responsabile", Feltrinelli, 2003.
Dell'Agnese Elena, Ruspini Elisabetta, "Turismo al maschile, turismo al femminile. L'esperienza del viaggio, il mercato del lavoro, il turismo sessuale", Edizioni Cedam, 2005.
Miller Alice, "Il Bambino Inascoltato", Bollati Boringhieri, 1992. Monni Piero, "L'arcipelago della vergogna. Turismo sessuale e pedofilia", Edizioni Universitarie Romane, 2001.
Monzini Paola, “Il mercato delle donne. Prostituzione, tratta e sfruttamento.”, Donzelli, 2002.
O' Grady Ron, "Schiavi o Bambini? Storie di Prostituzione Minorile e Turismo Sessuale in Asia", Edizioni Gruppo Abele, 1995.

NOTE

1) Stiglitz Joseph , "Globalization and Its Discontents", W.W. Norton, New York 2002.
2) Montanaro Silvestro, "C'era una volta", RaiTre, novembre 2007.
3) Montanaro Silvestro, "C'era una volta", RaiTre, novembre 2007.
4) Montanaro Silvestro, "C'era una volta", RaiTre, novembre 2007.
5) Montanaro Silvestro, "C'era una volta", RaiTre, novembre 2007.
6) Montanaro Silvestro, "C'era una volta", RaiTre, novembre 2007.

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