mercoledì 11 luglio 2018

Il vero costo dell'immigrazione forzata e le sue furbizie connesse


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Vorrei riprendere l’argomento immigrazione per consentire un riassunto il più esauriente possibile sulla situazione in cui versa il nostro paese.  Inizio col riprendere un dato tecnico che nessun politico ed economista e media mainstream fornisce al pubblico, perché se lo facesse renderebbe troppo evidente quanto la situazione sia grave e sperequativa e rischierebbe di provocare proteste popolari in strada.

La Corte dei Conti ha recentemente accertato che ogni singolo individuo che sbarca nel nostro paese costa come minimo allo stato oltre 200 euro al giorno, e non solo i tanto sbandierati e ripetuti 35 euro. Questo perché occorre sommare tutti i costi inerenti l'istruttoria della pratica per ognuno di loro, per valutare se ha diritto allo status di "rifugiato", che di solito alla fine del processo di accertamento e valutazione viene attribuito a meno del10% di coloro che lo pretenderebbero. Quindi significa che oltre il 90% degli immigrati sono venuti nel nostro paese per motivi ben diversi da quelli propagandistici riportati dai media mainstream e dai "sinistri" politicamente corretti: non fuggono affatto dalle guerre, non sono perseguitati politici, non erano in pericolo di vita nei loro luoghi di provenienza, spesso è esattamente il contrario, appartenevano alla classe media nei loro paesi d'origine, e questo spiegherebbe come abbiano potuto permettersi di pagare le onerose spese di viaggio imposte dalle organizzazioni criminali che li gestiscono, oppure si sono indebitati e i debiti peseranno su di loro e le loro famiglie per decenni inducendoli ad uno status simile alla schiavitù (spesso le loro famiglie versano in condizioni di ricatto e ostaggio).


Sono tutte condizioni talmente negative e penalizzanti per tutte le persone coinvolte, compreso lo stato che li accoglie, che sarebbe meglio per tutti che non partissero affatto, perché la loro scelta è estremamente deleteria e non può che provocare danni a tutti i soggetti coinvolti, tranne chi ne approfitta. E spesso a concorrere ad aggravare questi danni sono ONG e Fondazioni che apparentemente avrebbero scopi umanitari, ma che nella realtà contribuiscono ad arricchire e consolidare questo circolo vizioso perverso e malavitoso.


Inoltre per comprendere quanto possano essere affidabili i paesi africani di provenienza o di transito di moltissimi immigrati (ai quali il nostro paese fornisce finanziamenti), basti pensare che si è scoperto (accertato) che alcuni di questi paesi hanno deliberatamente svuotato le carceri dei loro detenuti per indurli a migliaia ad emigrare in Italia, ottenendo così un notevole risparmio sui costi di mantenimento detentivo, liberandosi da individui che costituivano un rischio e un peso per la loro comunità, scaricandoli su di noi.


I miliardi che costa ogni anno al nostro paese accogliere queste ondate d’immigrati, non sono solo i pochi miliardi (5 o 6) che vengono spesso citati mediaticamente e politicamente, ma molti di più per i motivi che ho sopra esposto, anche perché occorrerebbe aggiungere i costi provocati dalle attività criminali che una parte consistente di loro esercitano una volta stabilitisi sul suolo italico e i costi per l’applicazione della giustizia nei loro confronti, della loro detenzione o della loro espulsione dal paese. Senza contare che molti di loro forniscono false generalità e poi ritornano clandestinamente continuando a commettere crimini. Inoltre occorrerebbe aggiungere i costi per l’assistenza sanitaria, che tutti sfruttano piuttosto bene, essendo uno dei motivi per cui vengono nel nostro paese, sapendo che da noi l’assistenza sanitaria è prestata gratuitamente, e in proposito credo che chiunque sia stato negli ultimi anni in un qualsiasi pronto soccorso abbia potuto riscontrare che circa la metà di coloro che usufruiscono di questo servizio sono extracomunitari. Diventa alquanto difficile calcolare l’ammontare, anche solo approssimativo, di questi costi complessivi.

A questa prima considerazione di base occorre aggiungere le varie furberie messe in atto da coloro che sono già stati accolti ed accettati e quindi risiedono da anni nel nostro paese e sono talmente ben integrati che ormai hanno individuato i punti deboli del nostro sistema di welfare, sfruttandone opportunisticamente la vulnerabilità. Mi riferisco nello specifico alla recente scoperta di una diffusa truffa, ma chissà quante ancora ne dovremo scoprire, che consiste nel richiedere la ricongiunzione famigliare per far venire in Italia i parenti anziani facendogli prendere la residenza, dopo di ché richiedere la pensione sociale per poi tornarsene al loro paese d’origine.  
In tal modo prendono due piccioni con una fava. Infatti l’erogazione della pensione avviene su un conto corrente cointestato con un famigliare residente in Italia, il quale poi la fa pervenire al parente nel frattempo ritornato in patria, il quale con quella somma, che da noi è modesta ma da loro è elevata, vive molto più agiatamente di un docente universitario o di un ingegnere o alto funzionario di stato.


Sarebbe come se noi italiani potessimo ricevere la pensione minima sociale della Svizzera (che è pari a cinque/sei volte la nostra) e poi tornassimo in Italia per spenderla. Il trucco è ormai praticato da decine di migliaia di furbetti extracomunitari ed è stato solo recentemente scoperto e si spera il governo intervengo al più presto ponendo il semplice vincolo della cittadinanza italiana o quantomeno della residenza da almeno 10 anni nel nostro paese, per impedire che queste furberie proseguano in maniera esponenziale. 

Sul recuperare i soldi truffati non ci conterei troppo, ma bisognerebbe almeno provarci pignorando gli stipendi di coloro che si sono resi complici di queste truffe, Sul fatto che gli immigrati sappiano benissimo sfruttare le debolezze del nostro paese avevamo già avuto modo di percepirlo a livello giudiziario: quanti criminali sono venuti da noi dai paesi balcanici per commettere crimini contando sull’impunibilità (denuncia a piede libero) o nella peggiore delle ipotesi potendo contare su un regime detentivo molto migliore rispetto a quello dei loro paesi di provenienza?

Occorrerebbe essere molto severi anche nei confronti delle ONG e FONDAZIONI e COOPERATIVE SOCIALI che si siano rese complici di questo perverso sistema di falsi interventi umanitari nel corso dell’intera filiera del business dell’immigrazione, dal “reclutamento” fino all’accoglienza. Se possibile sequestrando e confiscando i loro beni, tra cui le navi, che vorrei sapere come possono permettersi di mantenere in esercizio, considerando che costano svariate migliaia di euro ogni giorno. 

Lo sapevate, tanto per citare un esempio della complessità e dei paradossi della situazione, che numerosi immigrati vengono in Italia sfruttando i microcrediti che vengono loro erogati da organizzazioni umanitarie? Si pagano cioè il viaggio con i microcrediti ricevuti, che così finiscono nelle mani delle organizzazioni criminali che trafficano in esseri umani.

Sebbene il flusso d’immigrati sia notevolmente calato negli ultimi anni, a differenza di quanto facciano credere i media mainstream, il problema sussiste ancora, soprattutto per coloro che ormai sono presenti nel nostro paese. Si stima che non meno della metà degli immigrati presenti in Italia siano clandestini, cioè illegali, i quali per sopravvivere sono per forza costretti o a lavorare in nero, i più volenterosi, oppure devono delinquere in qualche modo, e spesso finiscono per fornire bassa manovalanza alle organizzazioni criminali stanziatesi nel nostro paese.


Quindi allo stato attuale dell’arte, non si tratta né di razzismo né di discriminazioni ma constatazioni oggettive e comprovate, cui occorrerebbe porre rimedio non solo arginando il fenomeno immigratorio in fase di transito in mare (perlopiù nello Stretto di Sicilia), ma intervenendo su tutta la "filiera" del business politico-economico, sia all'origine per impedire le partenze non giustificate (il “reclutamento” e la partenza dalle coste africane), e sia a monte per rendere più efficienti le procedure di accoglienza e selezione e/o espulsione, risparmiando tempo e denaro.


Nel fare queste considerazioni dobbiamo essere consapevoli che mediamente ogni immigrato legale che accogliamo (che sono appunto meno del 10% della massa che arriva) ora della fine, dopo la selezione e il rilascio del permesso di soggiorno, ci viene a costare per tutto il tempo della loro permanenza fino a che non troveranno lavoro (se lo troveranno), quanto mantenere "al minimo" oltre un centinaio di pensionati italiani. 


E sono stime per difetto, proprio per i motivi sopra esposti, essendo impossibile calcolare tutte le spese che concorrono alla gravità del fenomeno. Ma nessun politico, economista o media mainstream fa questi calcoli e meno che mai li renderà pubblici, perché la matematica in Italia è solo un'opinione e pertanto è continuamente abusata e manipolata, a piacimento secondo i propri scopi propagandistici. 

Continueranno pertanto a fornirci l'alibi pretestuoso che non ci sono le risorse per il reddito di cittadinanza o per aumentare le pensioni minime o per abbassare l'età pensionabile, continueranno a raccontarci che gli immigrati sono indispensabili per compensare a livello demografico la scarsa natalità del nostro paese e per pagarci le pensioni con i contributi da loro versati (ma se lavorano prevalentemente in nero, di quali contributi parlano?). Ma noi ormai dovremmo aver capito che l’immigrazione deve essere programmata, com’è sempre avvenuto in tutti i paesi civilmente evoluti, come quelli anglosassoni (Canada, Australia, Nuova Zelanda, ecc.) che hanno potuto prosperare proprio grazie alla capacità di pianificazione socioeconomica, evitando guerre tra poveri e mistificazioni controproducenti. 

La solidarietà ha poco a che fare con questo fenomeno, almeno per il momento, semmai dovremmo prepararci per quando la dovremo manifestare veramente in seguito ad immigrazioni ambientali, cioè dovute ai cambiamenti climatici e ai disastri “naturali”, che temo col tempo si accentueranno. Ma per farvi fronte non si dovrà più agire a livello nazionalistico, ci si dovrà organizzare a livello internazionale, all’unisono, altrimenti sarà uno sfacelo per tutti.

Claudio Martinotti Doria


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www.cavalieredimonferrato.it


Articolo collegato: http://www.circolovegetarianocalcata.it/2018/07/11/italia-allo-sfascio-siamo-pronti-ad-affrontarne-le-estreme-conseguenze/

martedì 10 luglio 2018

L'omeopatia, con obiettività....

"In primo luogo, è necessario che quello che crediamo di sapere lo sappiamo davvero, perché se invece di saperlo avessimo solo un'opinione e anche se questa risultasse vera, trasmetteremmo non un conoscenza ma qualcosa di meno."  (Marco Santambrogio)

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Omeopatia. Premesso che questa cultura terapeutica persiste e resiste fin dalla fine del settecento, proponendo quasi sempre le stesse terapie e gli stessi ingredienti terapeutici, al contrario dell'Industria del farmaco sintetico che cambia continuamente farmaco (e prezzo) ad esclssione, non a caso, della sola Aspirina (di cui si conosce l'origine quasi naturale), adducendo la scusa di un possibile miglioramento, ma anche dell'inefficacia dei farmaci precedentemente immessi sul mercato con grandi promesse, che è l'industria stessa a dichiarare di non aver mantenuto. 

L'Omeopatia nasce dalla intuizione di una sola persona, Christian Friedrich Samuel Hahnemann, ma è evidente che tutte le grandi trasformazioni della società sono frutto di un incontro fra elaborazioni concettuali apparentemente distanti tra loro, ma nella sostanza convergenti su alcuni punti essenziali.

Ciò detto non intendo inoltrarmi sul terreno minato dei "risultati", perché mi interessa qui sottolineare la SOSTANZA di ogni conoscenza, senza la percezione della quale nessun concetto, e men che meno una sperimentazione, è comprensibile. Il Paradigma. C'est à dire: Visione egemone del mondo, Credenza diffusa, Punto di vista comune in una specifica società, Coscienza collettiva.

Pertanto, se alla base di un Pardigma delimitato nel tempo, se la "comprensione" di un qualsiasi fenomeno è al tempo presente, mediata dallo "scientismo", intendendo l'accettazione passiva di una verità presunta attraverso esibizione di "presunte" PROVE sperimentali di natura razionale-deduttiva, allora ci troviamo nella stessa situazione di coloro che studiano e soprattutto giudicano le altre religioni utilizzando il metro della propria, considerata l'unica vera. In questo equivoco è caduto anche il programma televisivo quando ha cercato di avvalorare certi risultati della terapia omeopatica con il metro della medicina industriale farmaceutica. L'equivoco fondamentale della presente kultur, per dirla alla tedesca, è la presunzione. 

Presunzione di saperne più degli altri sulla base SEMPRE di informazioni imprecise e pertanto fuorvianti.  Fortunatamente anche da noi, sia pure con le difficoltà frapposte dal paradigna essenziale che è alla base dell'insegnamento religioso cattolico-razionalista, diretto e indiretto,  si sta facendo strada una nuova e più vitale concezione del mondo e della vita, come frutto indiretto, questa volta positivo, della mondializzazione e dell'allargamento delle conoscenze dovuto alle nuove possibilità di viaggi in paesi remoti, soprattutto asiatici.  Quelli ritenuti, fino a pochi decenni fa, meno "civili" di quelli occidentali.

In una  trasmissione su Rai 3, "Presa diretta",  del 7 luglio scorso  si vede come la caduta di "stile" si trova sempre, si è detto che le sperimentazioni sull'efficacia delle terapie omeopatiche sia stata finanziata dalle Aziende che producono prodotti omeopatici. cercando di indurre il dubbio sulla "regolarità" di queste sperimentazioni. Ma non si tratta di una una stranezza, è la realtà di tutte le sperimentazioni, che vengono eseguite in proprio per una serie infinita di ragioni, meno qualcuna che viene addebitata allo "Stato", ma quando è sicuro che lo Stato è destinato a "sbagliare". E' ciò che fa abitualmente l'industria farmaceutica, con tutti gli addentellati che conosciamo bene, come quello di falsificare i dati, di coinvolgere lo/gli sperimentatori donando graziosamente azioni della Ditta, e soprattutto pubblicando nelle Riviste specializzate i soli lavori che danno risultati positivi o apparentemente tali, per il prodotto esaminato. per non parlare di altri trucchi ampiamente documentati dalla letteratura o da NOI stessi. 

La cosa più interessante del momento che stiamo vivendo è  l'allargamento inconsueto delle conoscenze in relazione al comportamento umano, con la nascita di un gran numero di concetti nuovi, espressi con nuove parole come...  Qualità della Vita, principio di Precauzione, Timopsiche, Noopsiche, Tipologia/Bioontologia, Syziologia e soprattutto Costituzioni Umane. Concetto che unisce inscindibilmente l'Omeopatia e la cosiddetta medicina scientifica.  Ma che non compare in opere di divulgazione, anche quelle più recenti. 

Giorgio Vitali

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lunedì 9 luglio 2018

Giornalismo farlocco: Renzi il nuovo Piero Angela di Mediaset

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Renzi il nuovo Piero Angela di Mediaset - “Un format alto, in cui Renzi non "presenta", ma diciamo così, "divulga", alla Piero Angela appunto, sia pur con uno stile meno paludato, come è nel carattere dell'uomo: un programma di taglio storico e culturale sulle bellezze di Firenze, o meglio un viaggio nelle bellezze di Firenze dall'antichità ad oggi... 

Qualche giorno fa, in una e-news Renzi ne ha in parte chiarito i contorni: "Questo progetto televisivo su Firenze ha l'ambizione di parlare ai cuori delle persone, cercando di raggiungerle anche oltre i confini nazionali. Sono emozionato al pensiero di lavorare su una sfida così affascinante ma è tutta un'altra cosa rispetto alle fake news sul trasformarmi in uno showman di provincia". 

È importante questa precisazione di un taglio alto e culturale, che ben si presta un "restyling" di immagine, in attesa di capire e definire il ruolo "politico" che Renzi vorrà interpretare”. Lucia Annunziata, Huffingtonpost

…. medita (quanto giornalismo farlocco ti viene propinato dal servizio pubblico e dalla televisione privata, ogni giorno, per occultare l’informazione che conta?) ….






……  e passaparola!

Adriano Colafrancesco
adrianocolafrancesco@gmail.com

domenica 8 luglio 2018

Tivvù sinistra e sempre più stupefacente



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Sempre più prodiga di testimonianze della propria vocazione progressista, proiettata verso futuribili orizzonti di un rinnovato umanesimo fondato sull’emancipazione ermafroditica della natura stessa dell’essere umano, riscattato dagli arcaici tabù della obsoleta pietà religiosa, quel che resta della gloriosa sinistra italiana non finisce più di stupire.


Come non rendersi conto che il peggiore nemico della sinistra, oggi, sia la sinistra stessa, non è dato di capire. Veder comparsare ogni giorno in tivvù (specie quella pubblica, ancora di stretta, sia pur malcelata, osservanza renziana), personaggi impegnati in un copione tanto scadente quanto comico, nella contestazione del nuovo quadro di governo, fa tenerezza (oltre che pena, ovviamente).

Ma quello che più stupisce non sono tanto i fumettistici interventi dei vari Martina e Marcucci, assurti alla gloria della politica per l’adesione al magico giglio fiorentino, quanto i silenzi di uno storico mondo della sinistra che nella tragica parabola che l’ha catapultata dai Walter Veltroni ai Walter Verini ha oggi la sua cifra distintiva.

Ve li immaginate, non dico Togliatti o la sua compagna Nilde, ma qualcuno meno distante nel tempo - un Pajetta o un Ingrao, per non dire un Berlinguer o un Pertini, - in piazza a far festa non nel nome della classe operaia ma in quello dei culattoni! Ma ce li vedete?

Ve l’immaginate il padre della “questione morale” di fronte all’ennesimo caso PiDdella?

Eppure non c’è niente da fare: queste elementari considerazioni, del tutto ovvie e ineludibili, sono oggi scandalo, sul fronte della sinistra, protagonista di una grottesca metamorfosi - figlia evidente di quei poteri oscuri che hanno regalato al mondo leadership concepite a tavolino, come Obama negli USA e Macron in Francia - coincidente, in Italia, con l’avvento del vincitore della Ruota della fortuna, infiltrato, nel PD, come devastante cavallo di Troia.

Ma a quando un serio esame di coscienza? A quando il coraggio di guardare in faccia la realtà?

Zingaruperlo, se ci sei batti un colpo!

Adriano Colafrancesco 

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Gli elettori stanno distruggendo scheda dopo scheda quel costrutto neo-globalista e transnazionale che anni di incessante propaganda hanno tentato di trasformare in un Destino ineludibile” e l’unica cosa di cui è capace è farneticare di improbabili rinascenti nazi-populismi e fascio-sovranismi, senza rendersi conto che “essere sovranisti vuol dire credere semplicemente nei principi fondanti delle democrazie, il che non implica, contrariamente a quanto sostengono arbitrariamente i pensatori globalisti, favorire un ritorno del nazionalismo, ….. Significa, invece, credere che ogni Stato abbia la necessità di rappresentare un Popolo, un’Identità e una Cultura comuni e che solo difendendo quelli che sono bisogni insopprimibili e caratteristici di ogni vera comunità, sappia porsi in maniera cooperativa e costruttiva nei confronti degli altri Paesi” (Marcello Foa: leggi tutto)


venerdì 6 luglio 2018

Lazio, la regione delle bambine e dei bambini



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In attesa della formazione della giunta, della prima convocazione del consiglio e dell'inizio ufficiale dei lavori vorremmo invitare fin da subito il neo eletto Sindaco a predisporsi per partecipare ad una iniziativa della regione dedicata alle esigenze delle categorie più deboli.

In questa ottica invitiamo il Sindaco Arena ad aderire al progetto “il Lazio, la regione delle bambine e dei bambini” che ha come obiettivo quello di trasformare le città con l’aiuto dei bambini rendendole migliori per tutti, più accoglienti, salutari, sostenibili e sicure.

La Regione Lazio con D.G.R. n. 408 del 26/11/2013 ha aderito al Progetto Internazionale “La Città delle bambine e dei bambini”, nato a Fano nel 1991 con la sperimentazione di progetti di mobilità sostenibile e progettazione partecipata. Il progetto pone l’attenzione sullo stato delle città finora pensate unicamente per i cittadini adulti e lavoratori, non tenendo conto delle esigenze delle categorie più deboli, quali bambini, anziani e disabili.

La Regione Lazio con Deliberazione (DGR n.83 del 20/02/2018) ha fatto proprie le premesse ideologiche del Progetto internazionale e ha istituito lo specifico Progetto regionale sperimentale “Il Lazio, la Regione delle bambine e dei bambini”, affidato per la sua realizzazione e coordinamento alla Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette della Regione Lazio con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (ISTC-CNR).
Il Progetto regionale vede ad oggi la partecipazione di 14 Comuni del Lazio costituenti una Rete regionale in continuo incremento che, coordinata dalla Direzione Regionale Capitale Naturale, Parchi e Aree Protette, svolge con continuità le attività progettuali: Capena, Casperia, Formia, Genazzano, Latina, Lenola, Oriolo Romano, Rieti, Roma (II e V Municipio), Serrone, Subiaco, Tolfa, Vasanello, Vignanello. Numerosi altri Comuni, inoltre, stanno valutando l’adesione.

In città progettate esclusivamente per le esigenze degli adulti e dei lavoratori, invivibili a chi è più fragile a causa della loro complessità e degrado, prive di spazi di convivenza e di svago per i più piccoli, segnalo questa iniziativa realizzata dalla Direzione Natura della Regione Lazio diretta ai comuni della nostra Regione e finalizzata a proporre un modello alternativo di città, più vicino ai bambini. 

Massimo Erbetti M5S Viterbo


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Articolo collegato: http://www.parchilazio.it/pp-96-il_lazio_la_regione_delle_bambine_e_dei_bambini

martedì 3 luglio 2018

Ipnosi mediatica


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Calcio, politica e gossip-attualità ( e non menziono la religione perché ognuno di questi tre elementi di volta in volta la sostituisce) qui da noi rivestono un ruolo molto importante: sostenendo il mondo dell'illusione convogliano un'enorme quantità di energie emotive e mentali nel buco nero che un autore medievale definiva "la nube della non conoscenza", ai fini di sostenere e perpetuare lo status quo che mantiene il mondo nella condizione di un campo di concentramento globale, in cui si è prigionieri della contingenza, dell'effimero. 

Ci si sente così costretti ad inscenare di volta in volta euforia, disappunto, rabbia, amarezza, tutti stati d'animo che non ci appartengono in realtà nello specifico, per cose di nessun conto e di nessuna conseguenza ai fini della nostra vera natura e sviluppo interiore; ma che ci svuotano di preziosa energia psichica, che sarebbe meglio impegnata in altre direzioni. Si è, come si suol dire, "agiti", poiché l'azione non parte da noi, non è una spontanea e naturale esigenza, e vi ci si adegua: si dà la disponibilità della nostra anima a partecipare a un gioco (di altri, o meglio di altre forze) che è un vicolo cieco,una messinscena.

Ma come diceva saggiamente il re Salomone nei Proverbi, "non si può prendere fuoco in seno senza esserne bruciati".

Simon Smeraldo

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lunedì 2 luglio 2018

Roma. Viaggiatori uni e trini


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Ogni persona che vive a Roma può scegliere di essere uno e trino  ma, secondo me, nessuno può esentarsi dall'essere corresponsabile delle tante male azioni (ed opere) pubbliche realizzate in spregio alle norme in vigore.
Naturalmente, la responsabilità individuale resta proporzionale al potere decisionale della persona.
Esempio: Le fermate dei bus Tpl.
Mentre si svolgono numerose riunioni che “distraggono” dalla realtà,(1) fermiamo l'attenzione su quanto è stato fatto, nei giorni scorsi, nel III Municipio, zona via U. Ojetti: nuovo manto stradale da p.zza Talenti a p.zza Primoli e nuova segnaletica orizzontale; compresa quella per le n. 4 fermate bus Tpl (n. 2 per ogni carreggiata).  
La norma  arricchita da una Figura − dettata dal CdS per le fermate di un bus Tpl lungo 18 mt. (linea “69”) è di mt. 44 di lunghezza:
l   24 mt. di zig-zag (12 di entrata e 12 di uscita); più
l   20 mt. di pedana (18 di bus più 2 di sicurezza).  
Nessuna di quelle n. 4 fermate risponde alla citata norma: sono disuguali fra loro e inferiori alle misure stabilite.
A chi giova?  
Pertanto, è il gestore che  in accordo con altri soggetti pubblici e privati (1) costringe:
l   a trasgredire TUTTI i suoi dipendenti-conducenti (es. fermarsi al centro della strada e lì far scendere e salire TUTTI i viaggiatori;
l   TUTTI i viaggiatori a subire questi maltrattamenti sui diritti, sulla dignità, nel fisico, nel  morale, nella sicurezza stradale.
Si tratta di una strumentale violazione della normativa. Tale violazione opera la sua nefasta azione ininterrottamente x 24 ore giornaliere; x 365 giorni l'anno; x anni e anni consecutivi. (2)
A chi giova?  
Ovvero, il gestore  in accordo con altri soggetti istituzionali, pubblici e privati  fa opera culturale trasgressiva a livello accademico nel popolo sovrano  quello più attivo, quello che produce limitando la loro libertà su una strada, bene comune e su un servizio di pubblica utilità (mantenuto in vita dai cittadini residenti a Roma).  
Ovvero, possiamo scegliere di essere uno e trino (rivedi All.) ma non possiamo noi  fino a quando resteremo popolo sovrano   non ritenerci corresponsabili delle tante male azioni (ed opere) pubbliche compiute dai ben noti citati soggetti in spregio alle norme in vigore. 
(1)          Gli Osservatori, le Consulte, i Tavoli (e tanti altri) sulla Sicurezza Stradale
(2)          Gran rumore sul viaggiatore “senza biglietto” vs profondo SILENZIO sulla struttura fuori norma delle fermate Tpl e sulla ininterrotta abusiva e tollerata sosta dei veicoli privati nelle aree delle fermate Tpl.

Vito de Russis - 
v.derussis@teletu.it

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