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giovedì 12 aprile 2012

28 e 29 aprile 2012 - Blera e Villa San Giovanni in Tuscia fanno festa per la primavera...




Ante scriptum

Ho sempre avuto una simpatia per l'aspro ambiente dell'alta Tuscia maremmana, in particolare per Blera e Barbarano, dove abitano gli amici bioregionalisti Marina e Marco.. e da quelle parti ci abita anche Dario, il cestaro, che aveva iniziato la sua attività a Calcata e curava un orticello vicino al mio.
Fino a pochi anni fa, abitando ancora a Calcata, avevamo organizzato assieme varie feste e manifestazioni all'aperto, sia nel Parco Valle del Treja che nel Parco Marturanum, e la sinergia è stata sempre forte e fruttifera... Comunque vedo che la mia assenza non ha fermato le attività bioregionali infatti ho ricevuto la lettera che segue in cui si annuncia un bel programma per la Festa di Primavera. Se qualche visitatore a Calcata, in quei giorni del 28 e 29 aprile, volesse allungare il passo sino a Blera e San Giovanni in Tuscia mi saluti gli amici e si informi da loro sul percorso bioregionale in corso... (Paolo D'Arpini)

Caro Paolo, la Festa di Primavera è la festa del luogo che amiamo, in cui si intrecciano storie e relazioni, partendo dalla ricchezza della natura e dalla cura collettiva del territorio che abitiamo.

Prepareremo insieme il sapone, i cesti, il pane e il formaggio nel modo antico, le erbe tintorie della Tuscia, si dipingerà con la terra, si giocherà con la carta riciclata, ci muoveremo tra libri e poesia, si racconteranno tradizioni sulla 'carosa', sulla zampogna, faremo il bucato insieme e prepareremo la pasta in casa. Degusteremo vini e oli biologici. Visiteremo le aree archeologiche etrusche. Celebreremo la natura selvatica, andando per erbe, con appassionati e sensibili accompagnatori, che ci racconteranno tradizioni, miti ed usi delle erbe spontanee, visitando infine l'Erbario permanente della nostra attiva e laboriosa amica ottantatreenne Lucia.

Gli artigiani ci faranno vedere come si crea un prodotto artigianale, quanta passione c'è nel creare un qualcosa di bello. Ci saranno artisti di strada, giocolieri, pagliacci....

Si parlerà degli orti sociali di Blera, 'Il Giardino della Biodiversità', come testimonianza contro la crisi, un percorso di condivisione e solidarietà. Verranno da Roma architetti, biologi, semplici cittadini, per parlare di orti urbani e di un diverso modo di vivere la città.

Vogliamo tutti riappropriarci delle relazioni e di spazi vivi, nei quali costruire progetti di vita alternativa e possibile.

Voglio dirti dell'entusiasmo con cui amici e conoscenti hanno scelto di partecipare ai laboratori e agli incontri, con il vero piacere di raccontarsi e di ascoltare storie diverse, con la premura di testimoniare l'esistenza di stili di vita più sani e felici.

Sarà una bella festa, condivideremo cibo buono, locale e biologico senza fare uso di plastica. Vi aspettiamo in Tuscia

Un abbraccio, Marina


Marina Pellico Per l' Associazione Tempocreativo
Per programma e aggiornamenti
www.tempocreativo.it
info@tempocreativo.it

P.S. Contiamo di esporre materiale informativo su bioregionalismo e agricoltura contadina.

giovedì 29 marzo 2012

L'agricoltura contadina, fonte alimentare primaria, viene annientata dalle norme strozzapopolo del governo dei banchieri

Agricoltura Contadina… e nuove tasse per ammazzare l’agricoltura contadina

Comunicazioni di servizio

Cari colleghi della campagna per l’agricoltura contadina.

Dopo aver valutato che i dati dell’ultimo censimento dell’agricoltura vedono una riduzione drammatica e preoccupante delle aziende agricole di piccole e medie dimensioni, a favore della concentrazione della proprietà terriera nelle mani di poche aziende di grandi estensioni e un’età media degli imprenditori agricoli pericolosamente elevata, e che che la manovra del governo con introduzione e aumento di imposte porterà alla chiusura di altre aziende abbiamo screitto alle direzioni di alcuni sondacati agricoli per avere chiarimenti sulle loro posizioni.

Vi riporto una lettera che come associazione abbiamo scritto a Cia e
confagricoltura che hanno manifestato a Roma lo scorso 13 marzo e con una piccola variante alla coldiretti poichè quest’ultima non ha manifestato a Roma.

“La spremitura fiscale si abbatte anche sull’agricoltura, in particolare su
quella di montagna sulle piccole aziende. Un settore che potrebbe generare nuova occupazione se sgravato da burocrazia e fisco viene sottoposto a nuove forme di tassazione.

Abbiamo letto con interesse che vi siete accorti che la manovra impostata dal governo arrecherà ingenti danni all’agricoltura, tra Imu, aumenti, inps, accatastamento, aumento accise carburanti che sia aggiunge al già notevole aumento del costo del petrolio.

E’ evidente che una unità nel settore agricolo sarebbe fondamentale La manovra operata sull’agricoltura, così impostata, avrà conseguenze devastanti e farà morire una gran parte del settore oltre a contribuire al dissesto idrogeologico delle zone di collina e montagna facendo scomparire del tutto le aziende che custodivano il territorio facendo fossi e scoline raccogliendo la legna secca nei boschi e vicino ai torrenti. Abbiamo letto gli articoli sulla vostra manifestazione a Roma e non abbiamo visto che abbiate dato risalto ai problemi delle aziende colpite da danni da calamità naturali, a quelle colpite dalla crisi di alcuni settori. ad esempio il Parmigiano Reggiano per noi emiliani , a quelle aziende che han dovuto lasciare la frutta in campo poiché i prezzi di mercato erano inferiori al costo per la raccolta, e a tutte quelle aziende piccole e che occupano aree marginali. Aziende che fanno sacrifici da molti anni e che svolgono funzioni socialmente utili, non retribuite, di salvaguardia del territorio e della biodiversità e per le quali la pressione fiscale attuale è già elevatissima e arriva anche a superare il 100%..

Come faranno queste aziende a pagare altre imposte? dovranno chiudere con conseguente aumento di disoccupazione e di degrado del territorio e di costi per la collettività? e anche i CAA dovranno ridurre il personale?

Noi operiamo già come associazione di volontariato e abbiamo quasi tutti soci con piccole e micro aziende, molte di queste in esonero di contabilità e ubicate in montagna collina e altre zone svantaggiate o marginali che perciò hanno già un magro reddito, e sono molti anni che fanno sacrifici ci sono anche di quelle colpite da un susseguirsi di calamità naturali, tra siccità, alternata a piogge intense che han causato frane, i problemi di danni da fauna selvatica, cinghiali, caprioli, cavallette, la crisi del parmigiano reggiano, iniziata già nei primi anni del 2000 che ha portato alla chiusura di molte stalle e caseifici. le copiose nevicate di febbraio che han causato danni agli immobili e alle piante.

Ci sono aziende che l’anno scorso non hanno guadagnato neanche abbastanza per pagare i contributi INPS, senza contare poi i danni da cinghiali e caprioli, le viti e alberi che si son seccati, le forti nevicate di fine gennaio con danni ai fabbricati.

Per l’agricoltura che deve disporre di ampie volumetrie per svolgere le
proprie attività è una bella stangata. Lo di più per la collina e la
montagna dove la ridotta delle dimensione delle aziende fa si che
l’incidenza dei fabbricati sia ancora maggiore. In più in montagna il numero di immobili di una azienda è molto spesso moltiplicato dalla frammentazione dei fondi dislocati a differenti quote altimetriche e a differenti esposizioni in modo da garantire uno sfruttamento integrale delle risorse (un vigneto nelle località meglio esposste, campi in diversa posizione per minimizzare le avversità, prati a diversa altitudine per assicurare la catena di foraggiamento durante l’anno). Ogni minifondo aveva i propri fabbricati. Una famiglia poteva avere sino a una decina di piccole stalle-fienile. Oggi tutti questi fabbricati sono in parte dismessi ma sono ancora molte le aziende che posseggono tre stalle: una in basso (fondovalle o in area pedemontana), una alle quote intermedie (per lo sfruttamento primaverile-autunnale), una in quota per sfruttare i pascoli. Anche l’azienda di montagna di oggi, che pure ha “semplificato” la dislocazione di terreni, boschi prati, seminativi, colture legnose, pascoli e relativi fabbricati, ha una pesante “dote” di fabbricati che spesso rappresentano un forte onere per le manutenzioni, che già molte aziende non riescono a sostenere. Si tratta in molti casi di fabbricati con valore paesaggistico ed anche storico-architettonico per il quali la collettività bene farebbe a
riconoscere dei contributi per la manutenzione. Altro che IMU!

Il problema dell’Imu non è l’unico, l’aumento accise sui carburanti aumenta il costo di produzione e come faranno queste aziende, che già stanno dando fondo ai risparmi degli anni precedenti per pagare le tasse e le pratiche alle associazioni di CAA, a pagare l’aumento dei contributi INPS e l’imu? e prima ancora come faranno a trovare le centinaia se non le migliaia di euro per provvedere all’accatastamento dei fabbricati rurali? chi ha la stalla non più usata perché ha dovuto smettere con le vacche da parmigiano che non rende niente dovrà forse demolirla? idem per ricoveri attrezzi, tettoie, ecc.? Per fare l’agricoltore bisognerà prima essere milionari?

A nostro avviso e di altre associazioni ci sono aziende che fanno sacrifici enormi da moltissimi anni e dovrebbero essere sostenute e vedersi riconoscere il loro lavoro di valorizzazione e tutela paesaggistica oltre che socialmente utile, altro che imu, accatastamento e nuove tasse! cosa pensate a riguardo?

Una cosa che ci ha lasciati esterrefatti è stato sentire dei soci che hanno fatto notare che grosse associazioni sindacali presso le quali svolgono le pratiche agricole, a fine anno scorso, si sono sbrigate a sollecitare il rinnovo della quota associativa e il pagamento di eventuali pratiche non ancora saldate per l’anno scorso e il pagamento immediato per le nuove pratiche, sembra che chiedono soldi loro prima che le tasse li portino via agli agricoltori.

Addirittura a un nostro socio, che ha subito danni da infortunio e riesce a lavorare ben poco inoltre ha avuto danni ingenti da calamità naturali, gli son arrivati già due solleciti per non aver pagato una somma di circa 20 euro con invito a saldare la quota entro pochi giorni pena l’eventuale ricorso a altre azioni per recuperare la somma.

Quanto segnalato è emblematico di una contraddizione di fondo che ci sono associazioni di categoria che pensano a loro stesse e non tanto ai soci e con queste situazione avere unità non è certo facile.
Cordiali Saluti

Ass. Agri.Bio Emlia Romagna
Via dei Gelsi 150/5
41058 Vignola Mo
www.agribio.emr.it
email: info@agribio.emr.it

martedì 12 luglio 2011

Novità sul fronte dell'Agricoltura Contadina.. Scrive il coordinatore delle associazioni aderenti, Roberto Schellino



Scrive Roberto Schellino: “Ciao a tutti, invio dopo lungo tempo un aggiornamento sulle iniziative alle quali si è lavorato come Coordinamento nazionale della Campagna per l'agricoltura contadina. Ormai i lavori dell'agricoltura prendono tutto il tempo e anche le cose più semplici prendono tempi lunghi. Sarà importante e necessario a fine estate sentirci per organizzare un incontro tra le Associazioni co-promotrici, da farsi nell'autunno, definendo anche il modo (assemblea generale, gruppo di lavoro tra referenti delle singole Associazioni...) per verificare il lavoro svolto e definire i nuovi passaggi... “

..........

Aggiornamento

CAMPAGNA PER L’AGRICOLTURA CONTADINA
Aggiornamento iniziative svolte periodo Marzo – Giugno 2011

MARZO
19/3 Roma - Convegno nazionale piccoli produttori
Organizzato da Alpa e Aiab nell’ambito delle iniziative della Campagna
ha visto la presenza di parte delle Associazioni promotrici e di due parlamentari – Cenni (PD) e De Petris ( SEL) – assenti le organizzazioni agricole , e in
generale una bassa partecipazione di pubblico.
Le parlamentari si sono date disponibili alla possibilità di lavorare alla presentazione di normative in sede di Comunità Europea.

In questa occasione è stato distribuito il giornale contadino IL COMPASCUO dell’Associazione Antica Terra Gentile in versione nazionale come prototipo sperimentale di un prossimo periodico Contadino italiano. Il progetto nasce nell’ambito della Campagna contadina ma è rivolto a tutti i temi sociali dell’agricoltura
contadina.

23/3 Torino – incontro con Assessore Regione Piemonte
Richiesto come Coordinamento nazionale sul tema delle semplificazioni amministrative in agricoltura che questo assessorato ha nel suo programma.
L’iniziativa è stata la prima azione della Campagna a livello regionale – ricordo che nella nostra Assemblea nazionale di Genova si è deciso di organizzarci anche a livello regionale per agire sulle istituzioni locali.
Abbiamo richiesto di poter partecipare al tavolo di lavoro avviato sui temi suddetti dall’Assessorato.
All’incontro abbiamo partecipato in sette, nell’ambito delle associazioni che in Piemonte sostengono la Campagna .

APRILE

15/4 Torino – Nasce il Coordinamento contadino piemontese Le Associazioni che in Piemonte sostengono la Campagna contadina (Aiab, Ari, Civiltà contadina, Wwoof) insieme all’ONG Mais - avviano il C.C.P. e individuano i primi temi di fondo su cui lavorare. In giugno aderisce anche il Consorzio della Quarantina, avendo parte dei propri soci in Piemonte.

16-17/4 Napoli – Manifestazione nazionale GENUINO CLANDESTINO la Campagna contadina è stata presente come uno dei temi nell’ambito di Genuino Clandestino-movimento di resistenza contadina, nato per difendere la libera lavorazione dei prodotti e i saperi della terra (www.ragnatela.noblogs.org). Le Associazioni coinvolte sono anche
co-promotrici della Campagna contadina.

MAGGIO

5/5 Milano – Convegno “la PAC ci riguarda” Organizzato da Aiab – Legambiente – European Green Party – Slow Food Presenti tra i relatori Josè Bovè e Carlo Petrini.
Il tema riguardava la necessità di alleanze a livello europeo tra tutte le realtà impegnate sul fronte dell’agricoltura contadina e del consumo responsabile.
Come Campagna contadina abbiamo presentato il nostro percorso collettivo , insieme a molti altri interventi di realtà che lavorano su questi temi. Legambiente ha proposto di costruire un’azione nazionale congiunta.

GIUGNO

24-26/6 L’Aquila – Convegno nazionale GAS e DES Nell’ambito del Convegno il Coordinamento della Campagna (presente Giovanni Di Genua di Ragnatela) ha partecipato al gruppo di lavoro sui “Criteri e strumenti per valutare proposte e iniziative di nuova agricoltura”. Le indicazioni operative indicate riguardano lo sviluppo di un lavoro territoriale con le Associazioni contadine sui temi della garanzia partecipata, della Campagna per l’agricoltura contadina e la Rete
semi rurali. E’ questo un ulteriore passo avanti di un lavoro di rete verso la
condivisione concreta e operativa di questi temi comuni.

Alcuni primi prossimi appuntamenti:
Agosto – Krems Austria - Forum Nyeleni Europa sulla sovranità alimentare
(www.nyelenieurope.net). Il coordinamento della Campagna contadina (con Di Genua) farà parte della delegazione italiana che partecipa al Forum, per portare nell’incontro la nostra esperienza.
Settembre – Milano – partecipazione a Kuminda festival sui temi della biodiverità e agricoltura sostenibile , nell’ambito del quale ci si incontrerà anche con i GAS sui temi del Convegno dell’Aquila.
Dicembre – Milano – Congresso nazionale Aiab - nel suo ambito la Campagna contadina sarà uno dei temi di lavoro.


AUTOFINANZIAMENTO
Così come era stato proposto dal Coordinamento nazionale:
Ecco l’attuale prospetto dei contributi giunti dalle Associazioni
co-promotrici :
- Consorzio della Quarantina € 100
-ALPA € 1000
-Coop. Le Galline Felici € 200
-Crocevia € 100
-Antica Terra Gentile € 100
-Collettivo Ragnatela € 100
-WWOOF € 1000
-ARI € 100
-AIAB €
250 (prima parte)

In più un contributo dal gruppo contadini del mercato di Pisa (M.Chiletti) € 100

hanno comunicato di versare ma non l’hanno ancora fatto:
ASCI e Agribio
Non hanno ancora risposto:
Civiltà contadina, Rete Bioregionale, CIR, Terra Terra, Contadini critici, Campi Aperti

Per il coordinamento nazionale
Roberto Schellino

sabato 16 ottobre 2010

Discorsetti sull'ecologia profonda per l'incontro bioregionale di San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - Come raggiungere il luogo

Discorsetti sull'ecologia profonda per l'incontro bioregionale di San Severino Marche del 30 e 31 ottobre 2010 - E istruzioni su come raggiungere il luogo...


Care amiche, cari amici,

é in fase di preparazione avanzata l'organizzazione dell'incontro annuale della Rete Bioregionale. Il Cerchio si svolge a San Severino il 30 ed il 31 ottobre 2010. La cosa ha già attirato l'attenzione di numerose persone e di enti che lavorano per l'attuazione dell'ecologia profonda e del bioregionalismo. Hanno già dato la loro adesione diverse associazioni locali (Ad es. Rees Marche, etc.) e sono attesi ecologisti da vari luoghi delle Marche oltre che dalle altre Regioni d'Italia. Siete attesi pure voi!

Ed ora ecco alcune frasi in sintonia con il discorso che andremo ad affrontare, che ci sono giunte da varie fonti:

Scriveva Arne Naess, il padre dell'ecosofia (o ecologia profonda) alla quale i bioregionalisti dovrebbero far riferimento: “Gli esseri viventi hanno un valore in se stessi. In quanto viventi. E come gli uccelli delle sempre più silenziose campagne americane, hanno bisogno di essere protetti dall'invadenza di miliardi di uomini. Bisogna cercare una nuova armonia ecologica tra gli esseri viventi che abitano il pianeta Terra. Questo rinnovato equilibrio passa a livello teorico attraverso la rinuncia non solo a ogni forma antropocentrismo: il diritto alla vita di ogni essere vivente é assoluto e non dipende dalla maggiore o minore vicinanza alla specie umana. A livello pratico il nuovo equilibrio ecologico passa attraverso la riduzione della popolazione umana, l'uso di tecnologie a basso impatto ambientale e la mancanza assoluta di interferenza umana in una quantità sempre più vasta di ecosistemi...”

Scriveva Hermann Hesse: “Si ha paura di mille cose, paura del dolore, paura del proprio cuore, paura del sonno, paura di svegliarsi, paura della solitudine, paura della morte, sopratutto paura della morte. Però tutto queste paure sono solo maschere e travestimenti. In verità si ha paura di una cosa sola: lasciarsi andare, lasciarsi cadere nell'ignoto, questo piccolo passo al di là delle nostre sicurezze. Però chi solo per una volta, ha assaporato questa totale resa, questo fidarsi totalmente nel proprio destino, quello è libero. Non appartiene più alle leggi terrene, ma è completamente immerso nel flusso dell'universo e vibra assieme alle stelle e ai pianeti."

Scrive Caterina: “Mi piace l'idea dell'armonia ecologica tra gli esseri viventi (e anche con i non viventi, fanno sempre parte dell'ecosistema, pensiamo all'aria e all'acqua, sono necessari ai viventi più dei viventi stessi). C'é l'opinione diffusa che non si possa tornare indietro rispetto a dove siamo arrivati e che gli anziani di oggi se sentono fare di certi discorsi inorridiscono (oggi il cibo abbonda, il lavoro meno faticoso, ci sono cure per tutte le malattie, anche quelle immaginarie), ma si potrebbe pure trovare un equilibrio fra risorse e bisogni, fra produzione e consumi, cominciando dal confronto e dal mutuo scambio di aiuto, di vicinanza affettiva, di collaborazione amorevole tra simili e diversi, cercando di colmare i divari..... L'uomo solo un essere vivente che ha sviluppato una coscienza legata allo spazio e al tempo, al qui e all'oggi e al domani, gli uccelli si cibano per soddisfare l'appetito di oggi, fanno il nido per allevare i piccoli di questa nidiata; dobbiamo imparare ad "usare" il nostro essere a beneficio della nostra Terra e non per distruggerla...... é così bella!”

Scrive Benito: "Caro Paolo, come promesso parteciperò all'incontro bioregionale. Penso possa interessare ascoltare la mia fiaba sugli OGM per informare i grandi attraverso i piccini. Inoltre mi piace molto il pensiero sull'appartenenza di Saul Arpino che é in sintonia con quello dell'amico Beaver, che noi conosciamo personalmente e che ho il piacere di riportarti di seguito: I tre principi di appartenenza: Io appartengo alla razza umana; Io appartengo alla Terra perché la Terra mi precede ed il luogo che mi ospita sopra o sotto ciclicamente; La Terra mi appartiene solo se sono convinto che l'altro é me stesso e anche la Terra e tutto ciò che ospita sopra e sotto me stesso.."

Scrive Manuel: "Sarò presente dal 30 ottobre mattina, vengo con un amico, portiamo con noi la tenda..."

Scrive Sara: “...ognuno di noi ha avuto il diritto alla vita e quindi il diritto di viversi in ciò che viviamo. Estremamente invadente e poco intelligente pretendere che le cose siano come a noi piacerebbe...ogni essere umano, avendo ricevuto il dono della vita ha la libertà di viversi. Se una cosa non é di nostro gradimento bisognerebbe essere abbastanza intelligenti da non prenderla in considerazione! La vita una scuola di vita....”

Scrive Sonia: “...come sempre solo pratica sul campo... staremo insieme per raccogliere e riconoscere le erbe, ormai è il tempo della pratica! Di informazioni ne siamo coperti fino a sopra due metri dei capelli”

Scrive Carlo: "Occorre conoscere per amare e per difendere. Per questo dobbiamo conoscere gli animali selvatici che vivono nel nostro Paese, e cercare di farli conoscere. Gli animali selvatici sono un patrimonio di tutta la Terra, sono esseri sensibili, non devono essere uccisi, catturati o disturbati, e deve essere conservato il loro habitat naturale, senza il quale essi non possono vivere..."

Scrive Michele: “La Natura, con i suoi millenni di Storia, rappresenta per l’Intera Umanità l’università da cui attingere le conoscenze che hanno portato, e portano ancora, alla Saggezza; per cui, se ci chiediamo da dove proviene la Saggezza Contadina, la nostra risposta non può che essere questa. I grandi “libri” della Vita sono racchiusi nei semi e nelle sementi che, con la loro memoria contenuta nel patrimonio genetico, contengono in potenza il progetto specifico di ogni singola pianta o animale o essere vivente e, allo stesso tempo, rappresentano la storia evolutiva del mondo biologico e dell’Umanità”

Scrive Fulvio: “... non ci sentiamo ma .. ti penso sempre. Mi sento cambiato, più centrato, più lucido e "sveglio", ormai, come sai, viviamo ad Amelia e anche da questo punto di vista la vita è cambiata in meglio (abbiamo persino organizzato un piccolo orto sul balcone). Purtroppo il 30 e 31 ottobre sono impegnato a scuola, quindi mi sa che non potrò essere all'incontro bioregionale di San Severino... ma aspettati una visita non annunciata..."

Scrive Katia: “...sento davvero l'arrivo dell'autunno inteso come stagione in cui si accumulano i frutti giunti a maturazione adesso dopo il lavorio della natura del tempo precedente. Ho in casa i marroni presi a Rocca Malatina domenica scorsa, le melagrane del mio albero, le mele raccolte da terra sotto un albero a Montecorone con la Pia, le ultime prugne e le zucche della verduraia, l'uva rubata al mio vicino (usciva fuori dal suo giardino!), le bacche di rosa canina raccolte da me a Guiglia assieme ad altre castagne, le giuggiole raccolte oggi da me e Piero dall'albero di un allevatore che altrimenti le lascerebbe cadere a terra, l'ultimo pomodoro rosso della mia pianta in terrazza. Mancano solo noci e nocciole. Ho la casa piena di colore!”

Scrive Norbert: "Ciao Amici! Mi interressa il vostro approccio... Sto lavorando non legato a nessuna organisazione in varie progetti, qui in Italia, in Bolivia, Peru e ultimamente per alcune iniziative in Sudan, sempre provando di rinforzare già esistente movimento di agricoltura ecologica e et(n)ica! Ho qui in Puglia un progetto di permacultura e riproductione di piante medicinali e piante di orthocoltura, lavorando contemporaneamente con medicina olistica e comminity-devellopement! Sono di origine tedesco, Bioingeniere e curatore dello spirito! ho guardato un po dentro cio che vi circonda..e mi piacce! Ma non ho capito bene, in che modo ci sarà possibile di intraprendere una fertile collaborazione! Se mi informate come possiamo iniziare di collaborare, mi farebbe piacere! Aspetto indicazioni!"

Scrive Deafal: “..ci occupiamo di agricoltura organica...la nostra sede è in Lombardia anche se realizzeremo un seminario anche nelle Marche. Verremo all'incontro bioregionale, ci date una mano anche a promuovere il nostro seminario attraverso la vostra rete?"

Scrive Stefano: "...probabilmente non sarò all'incontro del 30 e 31 ottobre per il motivo che la settimana prima vado per lavoro a Torino per cinque giorni (Terra Madre) e probabilmente non me la sentirò di ripartire appena tornato. Comunque vada sarò del gruppo e scriverò un intervento...."

Scrive Lucilla: "Con l'agricoltura contadina... dal passato per andare verso il futuro... Vi aspetto a San Severino!"


Programma del 16° incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana: San Severino Marche – Podere di Lucilla Pavoni


30 ottobre 2010:

h. 10.00 – Accoglienza e familiarizzazione con il posto, presentazione dei vari partecipanti.

h. 12.00 – Preparazione collettiva del pasto con il cibo bioregionale da ognuno portato e condivisione.

h. 14.00 – Vesseille (lavaggio piatti e pentole e riordino della sala)

h. 14.30 – Percorso di riconoscimento delle erbe spontanee per onorare il luogo

h. 16.30 – Prima sessione di condivisione delle esperienze e proposte per la continuazione del percorso bioregionale, seduti in cerchio davanti al camino acceso, ognuno parla a rotazione. Sono benvenuti interventi poetici e canti.

h. 19.30 – Preparazione collettiva del pasto serale e vesseille. Ci si ritira per la notte, chi in tenda, chi nella pensioncina di San Severino, chi nella casa di Sonia a Jesi e chi a Treia (vedi indicazioni sottostanti).

31 ottobre 2010:

h. 10.30 – Seconda sessione di condivisione delle esperienze e proposte bioregionali.

h. 12.00 – Preparazione collettiva e consumo del pasto e vesseille.

h. 14.30 – Breve passeggiata nei paraggi della casa di Lucilla

h. 16.00 – Terza sessione di condivisione esperienze e proposte e conclusioni finali

h. 18.00 – Attorno al fuoco, per chi intende ancora fermarsi, racconti sul significato del Samahin/Ognissanti e canti in sintonia


Descrizione del posto:
La casa di Lucilla Pavoni, che ospita l’incontro, si trova su una bellissima collina isolata alle pendici dell’appennino marchigiano.

Ecco come raggiungerla:
Da San Severino Marche seguire la strada per Apiro/Cingoli.

Superare Cesolo e Marciano, arrivati al bivio per Apiro/Cingoli prendere la direzione per Apiro.

Superare le frazioni Palazzata e Corsciano sino all’indicazione per Ugliano, dopo circa 700 metri sulla destra imboccare stradina in terra battuta seguendo la freccia che indica la casa di Lucilla.

In caso di difficoltà potete anche chiedere al baretto di Corsciano, oppure in extremis telefonare a Lucilla al 338.7073857.

Attenzione, tutti sono invitati a contribuire all’evento portando dalla propria bioregione di provenienza cibo e bevanda. Venire armati di buona volontà e pazienza. Per il pernottamento: è possibile campeggiare nel terreno di Lucilla con la propria tenda o con il camper. Chi volesse stare più comodo può prenotare -in tempo utile- alla pensioncina 7 Rose di San Severino (Tel. 0733/635202).

Oltre al campeggio in tenda, altre sistemazioni gratuite (salvo un’offerta volontaria) possono essere reperite presso l’abitazione di Sonia a Jesi, oppure a Treia (entrambi i luoghi sono a pochi chilometri di distanza da San Severino) in entrambi i casi é opportuno portare con sé sacco a pelo e stuoia e -nel caso- anche brandina pieghevole.


Informazioni ulteriori sul programma e sulle sistemazioni telefonando allo 0733/216293 – oppure cell. 333.6023090 o scrivendo a saul.arpino@gmail.com

L'incontro é aperto a tutti coloro che si riconoscomo nel messaggio dell'ecologia profonda.


Grazie per l'aiuto che vorrete dare a divulgare questa notizia! Paolo D'Arpini

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Poesia di buon auspicio


Com’è potuto accadere…?

Com’è potuto accadere Anima mia,
che sempre sei Consapevolezza e Gioia,
com’è che ora ti comporti
come se lo avessi dimenticato?

Meraviglia delle meraviglie,
oltre comprensione è la tua strana paura,
dolce Cigno, mio caro,
il timore che hai di me!

Mente che apprendi, conosci e dimentichi,
corpo ottenuto, che generi e poi muori.
Da dove queste impurità nella purezza?
Grandezza, piccolezza, classe, rango, vista e veggente..
Perché queste onde oscuranti nel profondo oceano della Gioia?

Non servono parole o voti di silenzio,
non andirivieni, non inizio, metà e fine,
non riverbero, né suono, non qualità,
non separazione e quindi non paura…
Oh meraviglia delle meraviglie,
le cose che sembrano, in un sogno?

Dentro e fuori, in alto e in basso, tutte le direzioni.
Persa nella luce, illimitatamente vasta,
intera, senza supporto, piena e calma,
pura Consapevolezza, Gioia immutabile,
allora remota, cercata lungamente come fine,
ora sei qui… Gioia… Gioia..!

Avadai Ammal

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Articoli connessi:
http://www.google.com/search?q=incontro+bioregionale+san+severino+30+31++ottobre+2010&btnG=Cerca&hl=it&client=gmail&rls=gm&sa=2

venerdì 8 ottobre 2010

Michele Trimarchi: "OGM, saggezza contadina e diritti umani.."

LE CONTRADDIZIONI DELLA SCIENZA

La Scienza dovrebbe essere ricerca di verità e dovrebbe confermare una realtà che è percepibile da tutti coloro che rimangono liberi con i loro cervelli sinistri da condizionamenti che, in quanto tali, negano a priori la realtà e la verità, che è fisiologica all’espressione genetica della biodiversità.

Biodiversità: armonia senza fine di un dinamismo che sublima ogni forma di intelligenza libera dai condizionamenti stessi, che porta ad un’evoluzione dell’energia che anima l’esistente, dall’atomo al cosmo.

Purtroppo, l’essere umano subisce condizionamenti fin dalla nascita e ciò ha portato a dare vita a due forme di ricerca scientifica: una produce Conoscenza e l’altra nozioni e teorie astratte, non sempre legate al dinamismo della vita che vogliono descrivere; e questa, purtroppo, è la Scienza ufficiale, con la quale si producono nell’agricoltura veleni come erbicidi, pesticidi, fungicidi, dissecanti, organismi geneticamente modificati (OGM), con motivazioni che in astratto sono logiche e perfette ma che in concreto minacciano la sopravvivenza e l’armonia della biodiversità e di conseguenza la salute e il benessere dell’intero genere umano.

L’arte contadina nasce da un empirismo basato sull’osservazione che consente di rilevare dati oggettivi ed obiettivi.
Tale sistema produce Conoscenza e Saggezza, mentre l’interpretazione di ciò che si rileva dall’osservazione produce modelli astratti, non sempre conformi alla realtà.
Ci ritroviamo così in un sistema sociale e culturale dove si prediligono l’astrazione e l’interpretazione della realtà, dominate da studiosi ricchi di nozioni e teorie, ma poveri di conoscenza.
Vediamo, per converso, che chi veramente sa e conosce viene considerato ignorante, perché incapace di formalizzare culturalmente o “scientificamente” la propria Conoscenza Oggettiva ed Obiettiva e, di conseguenza, emarginato a livello socio- economico e culturale.

Ciò significa che si può essere grandi saggi senza avere mai frequentato nessuna scuola o università, se non quella della osservazione della Natura e, nello stesso tempo, vediamo che chi viene definito colto, preparato e intellettuale, il più delle volte sa molto poco di ciò che la Natura insegna.
E’ forse questo che Gesù di Nazareth intendeva, quando affermava che “gli ultimi saranno i primi”.

Tutto ciò, per essere compreso, richiede la conoscenza dei meccanismi che regolano l’apprendimento, da noi scoperti fin dagli anni settanta con l’Integrazione
delle Scienze e con la Neuropsicofisiologia (www.neuropsychophysiology.org), Scienza da me creata integrando Neurologia, Psicologia e Fisiologia, che chiarisce senza ombra di dubbio i processi che danno vita alla percezione nella gestione della potenzialità del cervello umano.

Il CERVELLO DESTRO: NO OGM

Il cervello è dotato di due emisferi cerebrali, destro e sinistro, i quali processano l’informazione in maniera diversa, per cui il segreto dello sviluppo della Conoscenza richiede proprio la comprensione dei meccanismi che regolano tali processi.

L’insegnamento umano impone le sue informazioni, dando premi e punizioni, costringendo il cervello, soprattutto l’emisfero sinistro, ad apprendere e ripetere tali informazioni e, se gli viene offerto un premio, è pronto a dire, tra l’altro, anche “si OGM”; mentre l’emisfero destro percepisce ed identifica i contenuti dell’informazione cosi detta naturale, che raggiunge spontaneamente i circuiti neuronali che vanno ad identificare e ad integrare il dinamismo di tutte le informazioni che li raggiungono. Per tale ragione, è comprensibile perché dica “no alle violazioni della biodiversità”, “no OGM”, “no veleni”, eccetera.
Non è difficile comprendere che il processo corretto di apprendimento dovrebbe essere: osservazione, identificazione dei contenuti dell’informazione, ricostruzione del dinamismo della realtà percepita e successivamente tradotta a livello razionale in simboli, parole, matematica, eccetera; quindi, nell’osservazione, l’identificazione non richiede interventi umani, ma c’è una comunicazione che si attiva tra l’osservatore e l’osservato, senza interferenza o astrazione ed interpretazione.
Ciò crea un sinergismo tra emisfero destro e sinistro che permette una conoscenza profonda di tutto ciò che è stato osservato.
In tale circostanza, il “docente” è l’oggetto o l’ambiente che trasmette i suoi messaggi o le sue informazioni, senza interferenze all’osservatore e ciò realizza Conoscenza e, quindi, Coscienza.
L’evoluzione scientifica e culturale ha seminato molte vittime e ha prodotto gravi danni alla Natura, danni che compromettono gravemente gli equilibri del dinamismo biologico e socio-culturale del genere umano.


IL CONFLITTO TRA UOMO E NATURA

Il tentativo di nascondere o giustificare il conflitto tra Uomo e Natura ha raggiunto ormai livelli molto elevati e ciò non può essere ignorato.
Quanti discorsi ascoltiamo ogni giorno, apparentemente perfetti, che condizionano a credere in una scienza che risolve i problemi del mondo… E, in astratto, sembra vero! Se osserviamo però la realtà, scopriamo il contrario.
I problemi aumentano ogni giorno di più, la salute umana e dell’ambiente diventano sempre più precarie e, se si cerca un responsabile, non si trova poiché tutti riescono, in astratto, a motivare le proprie azioni, citando metodi, teorie e tecniche non verificate, che non si conformano al dinamismo della realtà.
E’ un po’ come dire che “l’intervento è riuscito ma il paziente è morto”.
Quanto sopra espresso svela l’enigma: progrediamo velocemente in campo tecnologico e, al contrario, ci allontaniamo sempre più da noi stessi e dalla Natura di cui siamo figli e parte integrante.


CONSAPEVOLEZZA: OGGETTIVITA’ ED OBIETTIVITA’

Il profitto è diventato ormai il padrone del mondo, per cui vediamo i cervelli sinistri degli uomini inventare di tutto, pur di soddisfare i propri interessi egoistici legati, appunto, al profitto.
Alcune multinazionali riescono ormai abilmente a gestire le sorti del mondo: creano prima in astratto i problemi, pronte poi ad offrire le soluzioni a costi indicibili, anche di vite umane.
Ciò è possibile per la mancanza di consapevolezza, della maggior parte dell’Umanità, del metodo per cui le informazioni dovrebbero, sempre e comunque, essere verificate con obiettività ed oggettività; metodo, questo, che deve essere insegnato nelle scuole e nelle università e poi diffuso attraverso i media.
L’obiettività è lo scopo, o il fine, di ciò che si osserva o si identifica ed è sempre l’emisfero destro che processa in tal modo le informazioni, in quanto le decodifica dinamicamente sulla base della memoria genetica contenuta nei vari neuroni; così come anche l’oggettività è la ricostruzione fedele della realtà con tutti i suoi aspetti, colori, forma e sostanza.
Ciò si verifica, come abbiamo detto, nell’emisfero destro che, come è risaputo, funziona in base ad una “razionalità” genetica, prodotta da una sperimentazione di milioni di anni, e dà come risposta emozioni fisiologiche, legate alle caratteristiche fisiche della realtà percepita.
Razionalizzare in termini verbali, matematici e tecnici è compito dell’emisfero sinistro, poiché apprende attraverso l’istruzione, i codici linguistici, matematici, simbolici.

Problemi e soluzioni vengono descritti da esperti al servizio delle multinazionali che, ben remunerati, sanno convincere chi ancora non sa utilizzare le capacità del proprio cervello di verificare le informazioni: abbiamo detto che le parole, le teorie a nulla servono se non descrivono la realtà obiettiva ed oggettiva a cui si riferiscono.

Molti tentano di contestare tali esperti, come ha fatto, ad esempio, Arpad Pusztai, scienziato che ha prodotto organismi geneticamente modificati e poi convinto sostenitore dei pericoli che tali organismi potevano produrre alla salute umana e dell’ambiente e che è stato per anni perseguitato; così come Vandana Shiva che, dopo essersi laureata in Fisica nel 1978 e che, nel momento in cui è entrata in contatto con l’ambiente, ha cercato in tutti i modi di difendere e tutelare la biodiversità, mettendo in luce i gravi danni che potevano derivare dagli organismi geneticamente modificati, ha ricevuto nel 1993 il Right Livelihood Award e che, allo stesso tempo, viene criticata e combattuta: sono tanti coloro che, perseguendo la via della Saggezza, contestano tali esperti, poiché nessuno può affermare che la biotecnologia prodotta dalla Scienza è qualitativamente superiore alla “Biotecnologia” della Natura, la quale non commette errori, se non viene costretta dall’ignoranza dell’uomo.

La Biotecnologia della Natura è regolata da leggi fisiche perfette che da milioni di anni consentono l’esistenza dell’intero Universo e per tale ragione va sempre e comunque rispettata, sia dalla Scienza che dalla Politica.
C’è da chiedersi come può l’uomo arrogarsi il diritto di manipolare la Natura senza conoscerla!

La Saggezza Contadina non violenta la Natura, ma cerca in tutti i modi di favorirne l’espressione genetica, affinché ogni seme si esprima al meglio e al massimo, poiché dai risultati di tale espressione emergono odori, sapori e le giuste quantità di vitamine, proteine, zuccheri, eccetera.

Ciò che è importante è valorizzare la qualità dei semi e la loro conservazione; e su tale argomento occorre aprire un capitolo a parte, poiché si dà poca importanza all’origine e alla qualità del seme e si pubblicizzano, per converso, semi OGM e tutte quelle sostanze brevettate dalle multinazionali, il cui unico interesse non è certo il bene e la salute dell’Umanità, ma il dominio economico di chi detiene i brevetti.

La Natura è un dono a tutta l’Umanità, non può essere brevettata, né avvelenata, ma va aiutata a fornirci tutto ciò che ci occorre per la nostra esistenza. E questo è il compito della Saggezza Contadina.

Non si può violentare la Natura per farla produrre di più, distruggendo la biodiversità che è conditio sine qua non dei giusti equilibri del Dinamismo della Natura stessa.

INTELLIGENZA GENETICA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Noi siamo la nostra intelligenza, non quella fornitaci dalla scuola, ma quella genetica, quella che usa la Natura che ci ha prodotti come esseri umani.
La nostra intelligenza, se usata dall’Io Cosciente, verifica sempre le informazioni, senza violare la perfezione già contenuta in tutto ciò che non è stato prodotto dall’Uomo.

A questo punto, si può tracciare un parallelo tra l’evoluzione scientifica e culturale dell’Umanità e l’evoluzione biologica; da ciò si può comprendere che il conflitto tra Uomo e Natura è lo strumento di misura di quanto il prodotto scientifico e culturale si discosta dall’evoluzione biologica dell’ambiente.
E, per quanto la Natura cerchi di risanare i danni prodotti dall’azione umana, ha raggiunto limiti oltre i quali non è possibile andare, senza che l’Umanità possa sopravvivere.

L’inquinamento fisico-chimico, ed oggi anche genetico (vedi OGM, pesticidi, eccetera), deve assolutamente essere fermato. Molti uomini presagiscono un futuro drammatico per le nuove generazioni (vedi Arpad Pusztai, Susan Bardocz, Vandana
Shiva e tanti altri); non ascoltarli significa subire le conseguenze dell’ignoranza che domina ancora i poteri forti della politica planetaria.


LA POLITICA DEI DIRITTI UMANI

L’evoluzione politica, con la sua conflittualità, ha generato continue guerre, ma nessuno ha mai dimostrato l’utilità per il genere umano della guerra per arrivare alla pace.
La guerra distrugge, uccide, impoverisce e non arricchisce come molti pensano, poiché le ricchezze che derivano dalle guerre non danno gioia e benessere.
Quindi, nessuna ideologia che ha portato alle guerre merita attenzione.
La seconda guerra mondiale, dopo aver seminato morte e distruzione tra tutti i Popoli della Terra, ha spinto l’Umanità verso la ricerca di un’evoluzione pacifica, di un dialogo costruttivo tra gli Uomini e tra i Popoli e molte Organizzazioni Internazionali sono nate dalla volontà di realizzare un mondo di pace e di serenità attraverso il dialogo, nella distribuzione delle ricchezze della Terra, nel rispetto della biodiversità, in considerazione del fatto che l’Uomo non vive di solo pane ma necessita, dopo aver soddisfatto i bisogni primari, di valori spirituali e ciò ha spinto alla creazione delle Nazioni Unite, non solo per la salvaguardia della pace nel mondo, ma per la tutela dei Diritti Fondamentali dell’Uomo di qualsiasi razza o colore, ovunque egli nasca e viva.


DALLA SOVRANITA’ DEGLI STATI
ALLA SOVRANITA’ DELLA DIGNITA’ UMANA

Siamo arrivati così alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, riconosciuta da tutte le Costituzioni del mondo; e dal 1948 in poi, è stata proclamata la Sovranità della Dignità Umana a fondamento di tutta la politica mondiale.
Articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti; essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”
Il rispetto della Dignità è un imperativo che nessuno al mondo può violare, soprattutto coloro che svolgono funzioni pubbliche: capi di Stato, di Governo e tutti coloro che hanno la responsabilità della politica di ogni Nazione, Regione, Provincia, Comune, nonché coloro che svolgono funzioni a tutela e a garanzia di ogni essere umano nei suoi valori psicofisici, sociali e spirituali.
La Dignità contiene in sé l’essere umano dal concepimento alla morte, ha valore infinito e, come tale, non è discutibile e va sempre e comunque rispettata.

Portare alla consapevolezza attraverso l’Educazione ogni essere umano è un imperativo primario di tutti gli Stati del mondo: ogni essere umano, fin dalla nascita, deve sviluppare tutte le proprie potenzialità biologiche e psicologiche consapevolmente; ciò consente la realizzazione del grande progetto genetico di ogni essere umano della Terra.

E’ questo che afferma l’art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, poiché tutti gli uomini nascono liberi ed uguali IN POTENZA, ed è compito degli Stati e delle loro Istituzioni, principalmente quella educativa, far si che ciò che è in potenza divenga Consapevolezza e Coscienza di ogni essere umano della Terra.


CONCLUSIONI

Per concludere, mi rivolgo soprattutto ai diffidenti, agli scettici, ai pessimisti, agli arroganti, ai prepotenti, ai presuntuosi, a chi pensa di essere superiore agli altri, affermando che la Sovranità della Dignità Umana pone tutti gli esseri su un piano di confronto creativo e genera un dialogo cooperativo per la realizzazione di un mondo in cui nessuno deve vincere sugli altri, poiché la Pari Dignità produce dialogo, cooperazione, scambi creativi, dove tutti possono nascere, crescere e vivere senza i drammi e le tragedie a cui noi tutti siamo stati sottoposti.
E se vi chiedete da dove nascono tutte le violenze, le distorsioni, i conflitti familiari, sociali, intrapersonali, interpersonali, sappiate che nascono proprio dal caos dei sistemi socio-culturale, scolare e universitario, che non hanno ancora acquisito Una Vera Scienza dell’Educazione, che deve chiarirsi una volta per tutte la differenza che esiste tra educazione ed istruzione.
Educare (da educere) significa dare consapevolezza all’Io, educere il contenuto genetico, l’immenso patrimonio di Conoscenza che deve essere portato alla Coscienza dell’Io; e la Neuropsicofisiologia dimostra come tutto ciò è possibile.

Istruire significa offrire tutti gli strumenti culturali, scientifici e tecnologici all’Io, affinché egli possa tradurre la propria Consapevolezza in opere artistiche e
tecnologiche che, con la propria creatività, rendono protagonista e responsabile l’Io della persona, gratificandolo e portandolo ad un potenziamento continuo della fiducia in sé stesso, e quindi dell’autostima, e della partecipazione ad una società cooperativa, capace di amare e rispettare la Natura con la sua biodiversità e tutto ciò che offre armonia e benessere per tutti.


Prof. Michele Trimarchi - ISN