sabato 27 dicembre 2014

Un governo di "altra classe"



.....se non fosse per il fatto che è tutto ampiamente documentato e immortalato in rete per i posteri, la rappresentazione della nostra
classe politica degenerata
sembrerebbe più appartenere ad un film del principe della risata, che alla realtà. E invece è vera e reale! Viva e vegeta più che mai, al pari della vostra fraudolenta e sistematica omissione di servizio!!

Seduti uno accanto all’altro nei banchi del Parlamento, nei banchetti elettorali da 1000 euro e persino in volgari baccanali rigorosamente a carico dei contribuenti, recitano il copione dell’ipocrisia, ben consci del reciproco scambio di soldi e favori con cui, mentre rimpinguano conti illegali nei paradisi fiscali, sottraggono risorse pubbliche, vitali per la vita civile del Paese.

A guardarli bene in faccia, a guardare la spocchia che ostentano nel difendere il loro primato, di disonestà l’uno, d’incapacità (nella migliore delle ipotesi) l’altro, non è facile distinguere il killer dalla vittima per una sola ragione: che la sola vera vittima è fuori dalla scena. E’ quella che li sta a guardare entrambi, impotente! Loro sono, tutti e due, killer! Chi per delinquenza, chi - ingiustificabile e risibile attenuante - per insipienza, troppo sospetta di convenienza, e, peggio ancora, connivenza!

Mentre affondano prima dell’approdo, al pari dei barconi dei migranti, le speranze per una vita dignitosa di chi cerca il lavoro o di chi vorrebbe godere, avendone pieno diritto, dei frutti del proprio lavoro sudato e pagato con le tasse allo stato, loro improvvisano
infingardi vaniloqui
fatti solo per occultare fraudolente misure disposte a danno dei diritti civili sanciti dalla Costituzione.

Mentre il Paese frana sotto il peso di opere inutili e per latitanza di quelle indispensabili, le vittime degli sfregi all’ambiente vengono demonizzate, caricate dalla Polizia e spacciate per terroristi. E la convinzione che il terrorismo sia sempre in agguato è subdolamente inoculata con l’uso manipolatorio dei mezzi di distrazione di massa, nel malcelato intento di legittimare la repressione di chi dissente.

Tutto fa brodo, pur di occultare verità “indicibili” della politica, il cui vero morbo è, come recita costantemente la resuscitata propaganda dei
Tg-Luce-Rai
quello delle espulsioni del Movimento 5 stelle!

Ma perché tanto scempio? Per un semplice motivo, una la priorità su tutte: i nuovi  Stati Uniti d’Europa, altare su cui sacrificare identità e sovranità nazionale, secondo il volere di quelli federati d’America. E per agevolare il processo perverso di annientamento, delocalizzare in Cina e nelle regioni del mondo in cui vige lo schiavismo, impiantare sedi legali in Lussemburgo e imporre modelli di sviluppo illegali, oltre che immorali, che vogliono prendere il sopravvento persino sulle tavole del Bel Paese che ha nella cultura e nelle tradizioni gastronomiche un primato che la cucina yankee delle carni bandite dalle normative del vecchio continente perché farcite dei cancerogeni estrogeni, non potrà mai avere!

E per far tutto questo – eccolo il punto! – possiamo permetterci, finché non avremo il coraggio di prenderne atto e tentare di liberarcene, soltanto il becero, ignobile
renzusconismo
unica vera e devastante patologia del nostro glorioso Paese sempre più in mano alla banda de
I soliti Carmi-noti.
della quale, per chiudere con gli auguri, in assenza di una autentica e doverosa conversione professionale, sarete sempre e solo omertosi complici!!!

Buon Anno


(*) eccezion fatta per i pochi autentici professionisti dell’informazione, tipo Marco Travaglio  del quale non si può fare a meno di riferire di seguito l’odierno editoriale (**), pena il farsi complici di non portare quanti più possibile a conoscenza di cronache di attualità di inaudita gravità, come appunto quella che segue)

(**) Il Patto del Lazzareno (Marco Travaglio).
Il Fatto Quotidiano del 27 Dicembre 2014.
L’altro giorno, fra le notizie in breve, i giornali hanno riferito dell’arresto a Podgorica (Montenegro) di Massimo Romagnoli, 43 anni, e di due suoi presunti complici romeni, per ordine del procuratore distrettuale di New York Preet Bhararaa, al termine di un’indagine della Dea, l’agenzia statunitense antidroga. Le accuse vanno dal terrorismo internazionale alla cospirazione al traffico d’armi per la vendita, fra l’altro, di lanciamissili e mitragliatori ai terroristi colombiani delle Farc (con tanto di certificati d’acquisto fasulli per far passare la merce alla dogana).
L’aspetto avvincente dell’operazione è che Romagnoli è stato dal 2006 al 2008 un deputato italiano, ovviamente di Forza Italia, nonché responsabile del gruppo degli europarlamentari forzisti e sei anni fa, scaduto il mandato, l’allora ministro degli Esteri Franco Frattini lo inserì nel direttivo della Conferenza dei giovani italiani nel mondo; nell’aprile scorso infine Romagnoli fu promosso sul campo vicepresidente del Club Italiani nel Mondo e membro del Comitato di presidenza di Forza Italia in Sicilia, presentato da Silvio B. in persona. E in Sicilia si candidò alle elezioni Europee di fine maggio, mancando di un soffio l’elezione a Bruxelles. Nello stesso mese, nei ritagli di tempo della campagna elettorale, Romagnoli avviava – secondo le intercettazioni durate fino a ottobre – un fruttuoso traffico d’armi e veniva immortalato dalle telecamere della Dea mentre riceveva agenti sotto copertura travestiti da acquirenti delle Farc e mostrava loro i cataloghi aggiornati di mitra, pistole, lanciarazzi e bazooka da spalla ultimo modello.
Ora è in mano all’Interpol e attende l’estradizione negli Usa: rischia da 15 anni all’ergastolo. Il Palmarès di Forza Italia si arricchisce così di nuovi reati finora inesplorati dai pur versatili leader e rappresentanti del partito.
Come dice Daniele Luttazzi, “per Berlusconi & C. il codice penale è un catalogo di opzioni”. Infatti la collezione, già ricca di concorsi esterni in mafia, camorra e ‘ndrangheta, favoreggiamenti mafiosi e non, corruzioni giudiziarie e non, concussioni, finanziamenti illeciti, frodi fiscali, appropriazioni indebite, peculati, truffe, bancarotte fraudolente, falsi in bilancio (alla memoria), persino lenocini minorili, era finora sprovvista di traffici d’armi e reati eversivi. Romagnoli ha finalmente colmato la lacuna. Ora, che si sappia, per completare l’album azzurro mancano solo la rapina a mano armata, lo scippo, il taccheggio e l’abigeato.
La notizia, opportunamente ridotta in dimensioni lillipuziane e tenuta a debita distanza dalle cronache politiche, è apparsa sui giornali il 19 dicembre: insieme a quella del vertice fra il sottosegretario renziano Luca Lotti e l’ambasciatore berlusconiano Denis Verdini (titolare di quattro rinvii a giudizio, dunque molto titolato) per scegliere un presidente della Repubblica “condiviso”, dunque Nazareno. Anzi, Lazzarone. Renzi ha poi spiegato che B. “è stato decisivo nel votare convintamente nel 1999 Ciampi e nel 2013 Napolitano: non vedo alcun motivo per cui dovrebbe star fuori stavolta”. Gliene suggeriamo qualcuno noi, di motivo. Nel 1999 e nel 2013 B. era un parlamentare incensurato, ora invece è decaduto in quanto pregiudicato. Nel 1999 B. era il leader del primo partito di opposizione in un sistema bipolare e votò Ciampi “gratis”: il centrosinistra non aveva bisogno dei suoi voti. Oggi, in un sistema almeno tripolare, è il leader di mezza FI che nei sondaggi non supera il 15%, alla pari con la Lega e molto sotto i 5Stelle. Ma soprattutto oggi FI ha il suo capo ai servizi sociali, il suo ideatore Dell’Utri in galera per mafia, il suo boss campano Cosentino in carcere per camorra, una trentina fra condannati, imputati e inquisiti in Parlamento (per non parlare degli ex, tipo Previti e Romagnoli).
Siccome Renzi invoca “il Daspo per i politici che rubano”, cosa gli manca per escludere quest’associazione a delinquere dalla scelta del prossimo capo dello Stato? La rapina in banca, lo scippo, il taccheggio e l’abigeato tutti insieme, o gli basta uno dei quattro?


Adriano Colafrancesco 

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