sabato 21 gennaio 2012

Volos, Grecia Libera - Come affrancarsi dai banchieri e dall'Euro con il TEM (Unità Locale Alternativa)

La nuova moneta gentile... TEM


Volos, Grecia – La prima volta che ha comprato uova, latte e marmellata in un mercato all’aperto utilizzando non l’euro, ma una moneta di scambio informale, Theodoros Mavridis, un elettricista disoccupato, era entusiasta.

“Mi sentivo liberato, mi sentivo libero per la prima volta”, ha detto Mavridis in una recente intervista in un caffè di questa città portuale della Grecia centrale. “Io istintivamente ho messo la mano in tasca, ma non ce n’era bisogno.”

Mr. Mavridis è il co-fondatore di una rete sempre più ampia qui a Volos che utilizza la cosiddetta Unità Locale Alternativa, o TEM in greco (una sorta di cambiale proletaria n.d.r.), per scambiare beni e servizi – corsi di lingua, baby-sitting, supporto informatico, pasti cucinati in casa – e per avere sconti da alcune aziende locali.

In parte moneta alternativa, in parte baratto, in parte mercato a cielo aperto, il network di Volos è cresciuto in modo esponenziale nell’ultimo anno, da 50 a 400 membri. Si tratta di uno dei numerosi gruppi che saltano fuori in tutto il paese, man mano che i Greci, spremuti dai tagli salariali, aumenti delle tasse e crescenti timori sul fatto se continueranno a utilizzare l’euro, cercano modi creativi per far fronte a uno scenario economico in cambiamento radicale.

“Da quando c’è la crisi c’è stato un boom di questi networks in tutta la Grecia”, ha detto George Stathakis, professore di economia politica dell’Università di Creta. Nonostante il forte settore pubblico in Grecia che impiega uno su cinque lavoratori, ha aggiunto, i servizi sociali del Paese spesso non sono all’altezza di aiutare le persone nel bisogno. “Ci sono così così tante enormi lacune che devono essere compensate da nuovi tipi di networks”.

Anche il governo ne sta prendendo atto. La scorsa settimana, il Parlamento ha approvato una legge promossa dal Ministero del Lavoro per favorire la creazione di “forme alternative di imprenditorialità e sviluppo locale”, compresi i networks basati sullo scambio di beni e servizi. La legge per la prima volta riempie in una zona grigia normativa, dando a questi gruppi lo status di no-profit.
Qui a Volos, i fondatori del gruppo sono convinti di lavorare in parallelo con l’economia regolare, ispirati più da un bisogno di solidarietà nei momenti difficili che da una spinta politica per l’uscita della Grecia dall’eurozona e il ritorno alla dracma.

“Non siamo rivoluzionari o evasori fiscali”, ha detto Maria Houpis, un’insegnante in pensione e una dei sei co-fondatori del gruppo. “Noi accettiamo le cose come stanno.”
“Eppure – ha aggiunto – se la Grecia avrà una svolta verso il peggio e alla fine esce dall’euro, reti come questa sono pronte a entrare nella breccia. In uno scenario immaginario – e sottolineo immaginario – saremmo pronti per questo.”

Il concetto del gruppo è semplice. Le persone si iscrivono online e accedono a un database che è una specie di lista per soli membri. Una unità di TEM è uguale in valore a un euro, e può essere utilizzata per scambiare beni e servizi. I membri iniziano i loro conti da zero, e accumulano credito offrendo beni e servizi. Si possono prendere in prestito fino a 300 TEM, ma si è tenuti a rimborsare il prestito entro un determinato periodo di tempo.

I soci ricevono anche dei libretti di vouchers della moneta alternativa se stessa, che assomigliano a buoni regalo e sono stampati con un sigillo speciale che rende difficile la contraffazione. Questi buoni possono essere utilizzati come assegni. Diversi uomini d’affari a Volos, tra cui un veterinario, un ottico e una sarta, accettano la moneta alternativa in cambio di uno sconto sul prezzo in euro.
Una rapida occhiata al database mostra persone che offrono lezioni di chitarra e di inglese, servizi di contabilità, assistenza tecnica per i computer, sconti presso parrucchieri e l’uso dei giardini privati per le feste. C’è un sistema di valutazioni per cui le persone possono descrivere le loro esperienze, al fine di mantenere un trasparente controllo di qualità.
(La rete utilizza software open-source ed è ospitata su un server olandese, cyclos.org, che offre bassi costi di hosting.)

Il gruppo tiene anche un mercato mensile all’aperto che è un incrocio tra una vendita di oggetti usati e un mercato contadino, dove il Sig. Mavridis ha usato il suo credito in TEM per comprare uova, latte e marmellata. I beni in questione provenivano da allevatori locali coinvolti nel progetto.

“Siamo ancora all’inizio” ha dichiarato Mavridis, che l’anno scorso ha perso il suo lavoro da elettricista in una fabbrica. “Nei prossimi mesi, il gruppo spera di avere uno spazio in un ufficio dove le persone senza computer potranno collegarsi alla rete più facilmente.”

Per la signora Houpis, la rete ha una dimensione psicologica. “La cosa più emozionante che si prova quando si inizia è questo senso di collaborazione”, ha detto. “Hai molto di più di quanto dice il tuo conto in banca. Hai la tua mente e le tue mani. ”

Mentre si affaccendava sul suo tavolo da cucito nel suo piccolo negozio nel centro di Volos, Angeliki Ioanniti, 63 anni, ha detto che accetta sconti per lavori di sartoria ai membri della rete, e scambia anche lavori di cucito per aiuto con il computer. “Essere in una piccola città aiuta, perché c’è fiducia”, ha detto. In cambio di euro e moneta alternativa, vende anche olio d’oliva, olive e sapone al profumo di bergamotto fatto in casa da sua figlia, che vive nella campagna fuori Volos.

Nel negozio di ottica della sua famiglia, Klita Dimitriadis, 64 anni, offre sconti ai clienti che utilizzano moneta alternativa, ma ha detto che la rete non ha veramente ancora preso piede o portato molti affari. “E’ utile, ma ancora non funziona molto, perché tutti stanno facendo sconti”, ha detto.

In una e-mail, il sindaco di Volos, Panos Skotiniotis, ha detto che la città segue la rete della moneta alternativa con interesse ed è generalmente di sostegno alle iniziative di sviluppo locale. Ha aggiunto che la città sta guardando anche ad altri modi di gestire la situazione economica, per esempio mettendo a disposizione del suolo pubblico per una fattoria urbana comunale dove i cittadini possano coltivare prodotti per uso proprio o da vendere.

Dopo anni di consumismo sfrenato e di credito facile, queste iniziative nascenti parlano del nuovo clima in Grecia, dove l’austerità imposta ha portato la gente a unirsi – non solo per protestare in massa, ma anche per aiutarsi l’un l’altro.

Iniziative simili stanno spuntando dappertutto in Grecia. A Patrasso, nel Peloponneso, nel 2009 è stato fondato un network chiamato Ovolos, dal nome di un’antica moneta Greca, e comprende una moneta locale di scambio, un sistema di baratto e una cosiddetta banca del tempo, in cui i membri si scambiano servizi come cure mediche e corsi di lingua. Il gruppo ha circa 100 transazioni alla settimana, e volontari per monitorare i servizi illegali, ha detto Nikos Bogonikolos, il presidente e socio fondatore.

La Grecia ha avuto per lungo tempo altre reti di scambio, in particolare tra i contadini. Dal 1995, un gruppo chiamato Peliti ha raccolto, conservato e distribuito gratis semi delle varietà locali ai coltivatori, e dal 2002 opera come rete di scambio in tutto il paese.

Al di là degli scambi, vengono fuori anche altri segni di collaborazione. Quando gli autobus e i dipendenti della metropolitana di Atene sono scesi in sciopero due settimane fa, gli Ateniesi hanno inondato Twitter alla ricerca di carpools, utilizzando un account fondato nel 2009 per aumentare la consapevolezza sui problemi del trasporto ad Atene. La diffusione di questa pratica ha fatto notizia, come un segno di qualcosa di impensabile prima che la crisi colpisse.

Con l’aumento della disoccupazione sopra il 16 per cento e l’economia che continua a diminuire, molti Greci si preparano al peggio. “Le cose andranno molto male l’anno prossimo”, ha dichiarato Stathakis, il professore di economia politica.

Christos Papaioannou, 37 anni, che gestisce il sito Web per la rete a Volos, ha dichiarato: “Siamo in un territorio inesplorato”, e spera che il gruppo si espanda. “Ci saranno un sacco di cambiamenti. Forse è l’inizio del futuro. “

(Fonte: http://www.stampalibera.com)

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