venerdì 13 gennaio 2012

Luce sulla Palestina... la terra sacra delle tre religioni monoteiste

La danza degli spiriti di Franco Farina

Dal 10.000 a. C., con la cultura natufiana, inizia la storia documentabile della regione mediorientale, affacciata sul mar Mediterraneo, compresa tra il Libano a Nord, il deserto siriano a Est e il mar Morto a Sud, ovvero della Palestina.

Ci furono nei tempi antichi lotte di conquista da parte di regni esterni (gli Egizi, i Persiani, i Romani), cui, verso il 600 d. C., subentrarono i califfati islamici. Da quell'epoca, perlomeno sino al secolo X, la Palestina visse un periodo prospero e felice, nel quale gli ebrei (popolazione semitica stabilitasi colà nel sec. XVIII a. C.) e gli islamici, ma anche i cristiani - allora Gerusalemme divenne la città santa delle tre religioni -, convissero pacificamente.

Tale situazione fu sconvolta dalla calata dei turchi Selgiuchidi e, subito dopo, dei Crociati, i quali ultimi perseguitarono "equamente" tanto gli ebrei quanto i musulmani e imposero un secolo di dominio feudale. Ma né la riscossa effettuata dal Saladino, né la successiva dominazione ottomana risultarono dure ed escludenti per gli ebrei.

La maggioranza era "araba", la minoranza "giudaica" (e un'altra, ancora più consistente, cristiana), tuttavia nessun pogrom accadde in Palestina, e viceversa essa fu considerata dagli ebrei un porto sicuro dove rifugiarsi. La rottura di questo miracoloso equilibrio coincise con la prima guerra mondiale e la dissoluzione dell'impero ottomano.

I giochi politici della Francia e, soprattutto, della Gran Bretagna e l'azione deliberata del sionismo invasore ed espropriatore costituirono infine i prodromi dell'attuale situazione, ormai di genocidio aperto da parte degli occupanti sionisti, in cui versa la derelitta popolazione palestinese. Quanto ai filistei, essi appartenevano a "popoli del mare" non semiti, probabilmente di origine indoeuropea.

Penetrati in Egitto, furono sconfitti (inizio sec. XII a. C.) e costretti a ritirarsi nella regione palestinese. Si susseguirono alterne vicende di scambi, guerre e pacificazioni (rimando alle lucide parole di Voltaire con cui, nel suo Dizionario filosofico, descrive le imprese di David, grassatore, massacratore e torturatore che a lungo combatté contro di essi - cfr. http://www.trani-ius.it/radici/Voltaire_D-E.htm).

Sta di fatto che dalla comune deportazione in Babilonia (587 a. C.) si realizzò una sempre maggiore unità culturale tra ebrei e filistei, il cui stesso nome (ebr. pelishtim), avrebbe poi designato l'intera regione.

Joe Fallisi

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