Questo blog nasce per l’esigenza di restituire identità al luogo ed a noi stessi.

Negli anni passati avevo coniato il motto “Una, cento, mille Calcata..” per significare come l’esperimento in corso nel vetusto borgo potesse essere esemplificativo di un nuovo modo di rapportarsi con la natura e con se stessi. Non è certo Calcata, in quanto comunità o località, che va riprodotta ma un modo di percepire la presenza umana nel luogo. Una presenza inserita nel contesto della natura, nel consesso dei viventi, in condivisione olistica e simbiotica.

Infatti - come disse Nisargadatta Maharaj - noi non possiamo essere altro che una parte integrante della manifestazione totale e del totale funzionamento ed in nessuna maniera possiamo esserne separati.

Molto spesso però ho notato che l’uomo tende a dare maggiore importanza al contesto sociale in cui egli vive. E’ nella società umana, con le sue esigenze e movimenti, che si fa la storia e si sancisce la caratteristica di un posto, molto spesso dimenticando l’appartenenza al tutto, ignorando l’inscindibile co-presenza della natura e degli animali. Per tentare di riscoprire le nostre radici naturali, continuando a prendere ad esempio un cero modo di vivere il luogo e nel luogo, ho pensato di affidare le mie riflessioni a questo blog. In esso si parla di Calcata ma anche di tutto il mondo, ma potremmo dire che è un'altra Calcata ed un altro mondo.

Programmi, storie, descrizioni dell’ambiente (sia naturale che umano), poesie, riflessioni… è ciò che troverete in questo blog. Non sarà quindi un sito di servizi, per promuovere il turismo o la speculazione commerciale, ma un luogo di incontro e fusione delle anime.


venerdì 6 gennaio 2012

Ungheria, Europa e l'autodeterminazione che se va...

"Libertà democratica secondo il nuovo ordine mondiale..."


La pronuncia americana di Ungheria è "angheria"

Il caso Ungheria è sulle pagine dei maggiori quotidiani. L'Unione Europea ha infatti incaricato una speciale commissione di indagare se nel Paese centroeuropeo sia in gioco la libertà, se si viva in clima di democrazia o di dittatura. Accuse assai gravi, rincarate nelle ultime ore da un'esplicita richiesta fatta dagli esponenti dei partiti socialista e liberale al Parlamento europeo: applicare l'articolo 7 della Costituzione europea che prevede sanzioni politiche per "violazione di democrazia e libertà". L'Ungheria, dal 2010, da quando cioè è in carica come capo del governo Viktor Orbán che guida una maggioranza di coalizione cristiano democratica, è al centro delle polemiche.

In questi giorni fioccano le agenzie di stampa che sottolineano come nella prossima riunione dei Commissari europei che si terrà l’11 gennaio, potranno esserci sanzioni contro questo Stato. Ovviamente si tirano in ballo i famigerati, è il caso di dirlo, “diritti umani”, diritti che sono come la pelle dei coglioni, si stirano allo stremo quando occorre e si restringono fino a ignorarli totalmente quando si tratta di paesi “politicamente corretti”.

A questo siamo arrivati, i fautori di un Governo Mondiale, i sostenitori di questa Unione Europea, non ammettono, non accettano che un qualsiasi paese possa ritagliarsi un piccolo spazio di autonomia, specialmente se questa autonomia concerne il limitare del potere privatistico delle Banche Centrali. ORAMAI HANNO GETTATO OGNI MASCHERA, OGNI STILE, OGNI DECENZA. NON A CASO HANNO PROVVEDUTO A INSTAURARE UNA GENDARMERIA O POLIZIA EUROPEA CON POTERI ILLIMITATI.

Per chi vuol sfuggire alla morsa mondialista ci sono dapprima le minacce e i ricatti, poi le sanzioni e se non basta ci sarà la guerra, preceduta, ovviamente, da manifestazioni, provocazioni e incidenti provocati ad arte, ricerca di morti e feriti per la “rivoluzione colorata”, il tutto dietro l’opera dei Servizi occidentali e con il sostegno di quelle famigerate ONG che pullulano in ogni nazione.

Maurizio

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