sabato 14 gennaio 2012

2012 al cemento - Viterbo.. i regali all'ITET e la protesta di Emiliano Cesaretti




"Acque viterbesi - Dopo aver sotterrato l'Urcionio si preparano a cementare il Barco.." (Saul Arpino)

Si potrebbe dire cominciamo bene! Alla prima seduta del nuovo anno la III commissione consiliare, cioè quella che si occupa di urbanistica, si è cimentata nella discussione di un tema a dir poco singolare: la richiesta della società ITET di trasferire e modificare radicalmente un progetto di costruzione dalla zona Barrigello al Barco.

L'area è costituita da 48 ettari di terreno che fin dal 1973 dovevano essere principalmente destinati alla costruzione di strutture turistiche e per lo sfruttamento delle acqua termali. La ITET dopo più di venti anni presenta nel 1995 un progetto ad hoc che viene approvato nel 1998 ma non fa assolutamente nulla fino al 2006 e, dopo il blocco alla costruzione da parte del comune di Viterbo, richiede oggi di poter spostare la maggior parte delle cubature dalla zona Barrigello alla zona Barco, chiedendo al contempo di trasformare la destinazione d'uso in residenziale e presentando un progetto già completo e quindi molto costoso, forse nella speranza che il comune non modifichi nemmeno una virgola della sua richiesta pena la necessità di riscrivere l'intero progetto.

Il tutto senza avere alcuna autorizzazione in tal senso dall'amministrazione comunale.

Verrebbe da dire: "se la canta e se la sona!"

Non entrando nelle questione legalità delle azioni di tutte le parti in causa in questa vicenda, nascono spontaneamente varie domande:
1. Perché oggi si impedisce la costruzione di queste infrastrutture turistico-termali in zona Barrigello, in assenza ufficiale di ogni vincolo derivante dal progetto aeroporto (peraltro coloro che, all'interno del consiglio comunale, sono convinti che l'aeroporto non si farà mai sono una maggioranza “bulgara”)?;
2. Come può un amministratore pubblico prendere in seria considerazione la richiesta ITET del cambio di destinazione d'uso del progetto di costruzione, considerando che questa società in trent'anni non ha messo a terra nemmeno un mattone di quei fantomatici impianti termali per i quali aveva presentato un piano di lavoro?;
3. Per quale assurdo motivo la cubatura destinata allo sviluppo del turismo termale (motivata da un piano di tutela ed incentivo degli interessi dei cittadini) debba essere invece trasformata nella solita colata di cemento di cui non si vede assolutamente la necessità?

La minoranza ha espresso la propria opinione contraria alla richiesta della società ITET mentre la maggioranza, apprendiamo con rammarico ma senza sorpresa, sembra intenzionata ad autorizzare l'ennesima dannosa colata di cemento, con buona pace dei cittadini.

Emiliano Cesaretti - Movimento 5 Stelle
grilliviterbesi@gmail.com

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