domenica 8 gennaio 2012

14 gennaio 2012 - Liberazione a Roma? Cominciamo dalle donne e dai bambini....




Prima le donne e i bambini. Maternità e infanzie negate dietro le sbarre. Testimonianze, immagini interventi per rifletterne insieme.

Le donne rinchiuse in carcere attualmente in Italia sono circa 2600, il 4% dei detenuti. Di queste poco più di 60 sono internate insieme ai loro figli che ad oggi risultano essere 70 , di età inferiore ai 3 anni . Le detenute in stato di gravidanza oscillano intorno alle 20-30 unità. In Italia sei sono le carceri interamente femminili e sedici gli asili nido funzionanti.

Molti studi condotti sulle donne detenute in Europa e in Italia sottolineano che la tipologia prevalente dei reati commessi dalle donne - violazioni della legge sulla droga e contro il patrimonio - rende chiara la marginalità che spesso segna le loro vite; le donne sono spesso recidive e ritornano in carcere per ripetuti e brevi periodi.

Il problema delle detenute non è tanto quantitativo ma qualitativo. Le donne hanno molti più problemi nell'affrontare la detenzione, problemi che investono sia la sfera psicologica che quella materiale; la vita detentiva, sviluppatasi su criteri espressamente maschili, mette a dura prova le donne in generale e si aggrava se le stesse sono madri.

Quasi inesistenti sono le considerazioni di quanto la vita carceraria influisca sulla maternità, sia che i figli siano dentro il carcere, sia che siano fuori, troppo poca è l’attenzione di istituzioni e società ai motivi stessi, spesso legati alla loro specificità femminile, che portano le donne in carcere, troppo poca è l’attenzione all’impatto che il carcere ha sulle donne e sulla loro vita.

Una maternità interrotta quella nelle carceri, così come interrotta è l’infanzia di quei bambini che tra 0 e i 3 anni vivono reclusi nel carcere, così come segnata per sempre è la vita dei figli fuori con le madri in. Questi figli dietro e fuori le sbarre restano invisibili come le loro madri per la società e le istituzioni.
Oggi è ancora difficile parlare di maternità in detenzione. Le donne detenute vengono considerate cattive madri e incapaci di portare avanti il proprio ruolo materno e così sulle loro maternità cala il silenzio.

Noi vogliamo rompere questo silenzio raccontando le loro storie, riflettendo sulle loro paure, sui loro bisogni, su quello che si fa e si deve ancora fare perché nessuna madre e nessun bambino siano più dietro le sbarre.

Mirella Sartori Madri per Roma città aperta - Sabato 14 gennaio 2012 ore 10.00 - Museo storico della Liberazione – Via Tasso – Roma



Proiezione video Il carcere sotto i 3 anni di vita di Luisa Betti

Interventi di: A Roma insieme, Luisa Betti del Manifesto, Grupo no estamos todos
Presiede Antonio Parisella

Nessun commento:

Posta un commento