martedì 7 febbraio 2023

Guerra in Ukraina - Aggiornamenti dal fronte al 6 febbraio 2023


Artemovsk  6 febbraio 2023: armi catturate, pezzi e munizioni firmate Italia.
 Le paghiamo noi. I russi prendono nota.


 "Una cosa salta all’occhio, delle  stime israeliane in salsa turca (vedi scheda sottostante), per quello che possono valere essendo la Turchia Stato membro e Israele Stato membro associato della NATO. I numeri sono ribassati rispetto a quelli comunicati dai russi, ho appena guardato, MA NON DI TANTISSIMO, NEPPURE LORO! Inoltre, i numeri sono di DUE SETTIMANE FA (14 gennaio) quindi LO SCOSTAMENTO SI RIDUCE ANCOR PIU'. Segno che le statistiche che presenta il Ministero della difesa russo sono ATTENDIBILI.

   Ma vi è di più.

   Emerge la SPROPORZIONE rispetto alle perdite russe e, ripeto, né turchi né israeliani hanno interesse a MINIMIZZARLE. ANZI!

   Emerge l’ammissione della partecipazione della NATO al conflitto con suoi “asker” (in turco, "soldati"… la prima volta che ho incontrato questo termine, mi son venuti in mente i racconti sugli “ascari”…). E, aggiungiamo noi, con una quota sempre maggiore di propri mezzi e armamenti.

   Ma ciò che emerge ancor più PREPOTENTEMENTE, è la MATTANZA di militari ucraini: l’uso CRIMINALE, come carne da cannone, fatto dai padroni NATO. Una mattanza che aumenta di giorno in giorno.

   Numeri inquietanti, che in Italia  passeranno nel silenzio più totale." 



“DEMILITARIZACIJA” IN CORSO: NUMERI A CONFRONTO

Confrontiamo i dati del 04/02 (https://t.me/mod_russia/23953) con quelli del 25/01 (https://t.me/mod_russia/23754 per la forza dell’abitudine stavo prendendo i dati di oggi, ma gennaio di giorni ne ha 31 quindi per mantenere la scadenza di dieci giorni ha più senso prendere i dati di ieri):
382 aerei (vs 377 – 25/01, +5 vs +5 dei 10 giorni precedenti)
206 elicotteri (vs 204 – 25/01, +2 vs +4 dei 10 giorni precedenti)
3021 droni (vs 2948 - 25/01, +73 vs +66 dei 10 giorni precedenti)
403 sistemi missilistici (vs 402 – 25/01, +1 vs +1 dei 10 giorni precedenti)
7737 carri armati e altri cingolati blindati (vs 7627 - 25/01, +110 vs +102 dei 10 giorni precedenti)
1007 lanciarazzi multipli (vs 988 – 25/01, +19 vs +6 dei 10 giorni precedenti)
3996 obici e mortai (vs 3906 – 25/01, +90 vs +70 dei 10 giorni precedenti)
8262 autoveicoli blindati (vs 8171 – 25/01, +91 vs +119 dei 10 giorni precedenti)
Gli ordini di grandezza sono sostanzialmente identici a quelli di dieci giorni fa. E non arrivano alle forze ucraine, ogni dieci giorni, 5 aerei, 2 elicotteri, 73 droni, 1 sistema missilistico, 110 carri armati, 19 lancia razzi multipli, 90 mortai e 91 autoveicoli blindati. Questa è la “demilitarizacija” in corso.

Occorre, a questo punto, considerare quanto segue. La difesa a oltranza NATO offre possibilità teoricamente infinite, seguendo il metodo di TRINCERAMENTO URBANO. Infatti, PRIMA DI ARRIVARE A KIEV ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta nello
- individuare centri urbani abbastanza vicini fra loro e collegati da vie di comunicazione dirette;
- creare sugli stessi una linea di difesa A PIÙ SCAGLIONI. Via una linea di case popolari, sotto l’altra, via questa, sotto con l’altra ancora. Cemento civile usato da questi criminali  (ucraini Nato) come vere e proprie postazioni da espugnare
- infarcire la stessa di mortai, carri, semoventi, nidi di mitragliatori, campi minati e filo spinato, postazioni di cecchini, lanciarazzi multipli, trinceramenti e blocchi di cemento supplementari.

Quello che non è infinito è, tuttavia
- il materiale di consumo che finisce puntualmente nello schiacciasassi senza ripristino
- il numero dei soldati che costantemente diminuisce
- il morale sempre più sotto i tacchi degli stessi
- la pazienza di una popolazione sempre meno intimorita dalla “filtracija” di regime e relativa repressione interna.

Questo INVERTE I TERMINI DI QUESTO LOGORAMENTO RIBALTANDOLI COMPLETAMENTE. Non è la NATO che logora la RUSSIA, ma piuttosto il viceversa. Un LOGORAMENTO TALE da rendere IRREVERSIBILI, stanti le condizioni attuali, I PROCESSI DI DECOMPOSIZIONE IN CORSO.

Un esempio, senza andare troppo lontano, fra sopra SVATOVO e sotto KREMENNAJA in una sola giornata ci sono stati più di 150 morti fra le fila ucraine:
https://t.me/mod_russia/23967

lunedì 6 febbraio 2023

Partito il Ddl per l’Autonomia Differenziata...



Sarebbe riduttivo pensare che questo strumento per sbriciolare l’Italia, messo in campo dal ministro leghista Calderoli e che il ministro leghista Giorgetti si appresterà a finanziare, sia solo il becero e antistorico, per quanto micidiale, sussulto di un apparato politico alla frutta. C’è il consenso della sovranista e patriota convertita, anzi invertita, che in cambio ottiene il puppazzo euratlantico da far imperversare sui sudditi del proprio, di lei, padrone.

E se una, anzi una accolita, che da decenni alimenta una fiammella tricolore, che però brucia perché alimentata da combustibile di antica estrazione, si acconcia a farsi spappolare il paese tra le mani, vuol dire che, come per tutto il resto, la marionetta balla a fili che di cui i trucidi trappolatori di uccelli da polenta non hanno l’unico controllo.

Sì, scaricare definitivamente in mare un Sud che da un secolo e mezzo il Nord, a partire da Cavour, ha costretto a dibattersi come un delfino spiaggiato. Raccattarne le spoglie, caso mai fossero da mettersi sui banchetti dell’usato. Ma l’operazione parte da più lontano che dalle farlocche brume celtiche dalle quali costoro traevano altrettanto farlocche nazioni venete o lombarde.

Su una nazione, la cui costruzione ai suoi abitanti è costata un millennio di lotta, voti, sangue e la cui gente ha prodotto, due millenni di civiltà e bellezza (non ultimo dei motivi per farci a pezzettini insignificanti, una baronia veneta, una repubblichetta meneghina, un feudo neosabaudo), non si avventano soltanto i grumi dell’egoismo vorace che intorbidisce il vivere onesto e integro del popolo tutto.

Qui siamo in perfetta coerenza con i lampi lividi che il cataclisma pianificato dai poteri della trasformazione fa saettare da un orizzonte sempre più vicino, sempre più articolato. La tecnodivinità delle sette piaghe ammoderna il modello originale: guerre, pandemie, tirannia climatica, migrazioni di massa, desertificazione (non solo ambientale), perfino le cavallette, sebbene fritte, e, settimo, la disunione. Separare le cellule che, insieme, avevano dato vita all’organismo. Ne devono restare solo poche, grosse. Alla fin fine solo la più grossa.

Del vaso hanno fatto cocci e schegge. L’hanno chiamata globalizzazione. Se devi rifare l’uomo, devi prima decomporlo. A partire da lui e dalla sua comunità.

Ma siamo in tempo per fermarli. Hanno fatto il primo passo e, dietro, ci sono solo grassi, ma sparuti ratti e qualche avvoltoio che osserva dall’alto delle Alpi. Tutto sta nello strappare il piffero al pifferaio...


domenica 5 febbraio 2023

Il cambio dalla lira all'euro?: "Questa è una rapina!"

 

                                            Calcata vista da Via della Lira 


Calcata. Una mattina di qualche anno fa arrivato come al solito al bivio della chiesetta, dove lateralmente inizia la stradina di Capomandro oppure si riprende la salita per via della Lira, mi sono soffermato a riprender fiato proprio davanti alla lapide che ricorda la nostra gloriosa moneta: “24 agosto 1862 – 28 febbraio 2002″, nascita e morte. Da una parte l’inizio della lira come moneta nazionale e dall’altra l’avvento dell'Euro… ben 140 anni di storia patria! Una veneranda età per davvero…

Mentre osservavo pensoso la lapide già scalfita -non dal tempo, poiché risale a pochi anni fa, ma dallo sfregio incivile del solito  sderenato di Calcata- mi sono ricordato di quel fatidico 28 febbraio 2002. Quello era il giorno in cui bisognava cambiare la valuta ed avevo raccolto tutte le lire lasciate in giro nei vari cassetti e nascondigli (per la mia inveterata abitudine di conservare qualcosa per i tempi peggiori) avevo perciò raggranellato una bella cifretta di un centinaio di mila lire: carte da 20, da 10, da 5, da due, da mille, da cinquecento, monete da 200, da 100, da 50 ed altri spiccetti… carico così del mio tesoretto ero andato all’ufficio postale, armato della macchinetta convertitrice che il Berlusconi aveva regalato a tutti gli italiani, per fare i conti giusti sul cambio.
Ricordo l’impiegata postale tutta presa dalla sua funzione di cambiavalute che contava le lire, faceva i conti mi chiedeva di controllare e poi mi metteva davanti agli occhi alcune cartine piccole piccole, sembravano i soldi del monopoli, ed una manciatina di monetine quasi invisibili… Rimasi di sasso… e capii subito che ero stato fregato! Io avevo dato un mucchio abnorme di lire, sufficienti per vari giorni di sopravvivenza e lei mi restituiva i soldini per il caffè…
Infatti di lì a poco scoprii che il cambio ufficiale non significava un fico secco, la macchinetta di Berlusconi era una specie di “giochetto” per ragazzini scemi, in realtà i cinque euro erano diventati come le cinquecento lire di qualche anno prima…
Poi nel corso degli anni continuai a scovare in varie saccocce di vestiti vecchi od in libri o in mezzo alle carte delle fatture pagate o da pagare diversi biglietti da mille dimenticati (alla fine di gennaio 2023 ne trovai uno anche qui a Treia  nascosto dentro una cornicetta portata da Calcata con la foto del mio Guru a cui si era  spaccato il vetro) ma che potevo farci ormai? Solo tenerli per ricordo!
Ma tornando a quella fatidica mattina del 28 febbraio 2002, con mille  pensieri che mi frullavano in testa sono salito al solito baretto del paese nuovo di Calcata  e mi sono fatto il conto di quanto andavo spendendo dopo il cambio lira euro… (calcolando in vecchie lire)  duemila qua, tremila là, e poi al supermercatino: duemila e ottocento per 120 grammi di orzo in polvere, duemilaquattrocento per 2 paninetti all’olio, etc. etc. debbo dire che sono rimasto un po’ scocciato e mi son detto “ma chi ce l’ha fatto fare di diventare "ricchi" con l'Euro (come aveva annunciato Prodi)  se la ricchezza  serve ad essere più poveri?”
Paolo D’Arpini

Paolo a Calcata. Pensieroso dopo il cambio Lira - Euro



sabato 4 febbraio 2023

Far west Italia. Per abituare i cittadini alla guerriglia il governo consente di sparare tutto l'anno nelle aree urbane e nei parchi...

 


Sparare agli animali nelle aree protette e fuori dal calendario venatorio: il governo italiano lo consente, le direttive europee no. A Bruxelles non piace la nuova normativa “caccia selvaggia”, in base alla quale le doppiette possono sparare per tutto l’anno anche dentro le aree protette e nelle aree urbane. 

La Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente, ha inviato all’Italia una lettera dai toni perentori per chiedere spiegazioni sull’emendamento che rende possibile ai cacciatori abbattere la fauna selvatica anche nelle zone protette e nei periodi in cui la caccia è vietata. L’Italia quindi rischia una procedura d’infrazione. 

La Commissione ha in primo luogo richiamato l’attenzione sulla necessità che le autorità italiane rispettino gli obblighi di tutela derivanti dalle direttive Habitat e Uccelli e ha formulato domande specifiche alle quali il Governo dovrà dare risposte entro le prossime quattro settimane.


“La lettera della Commissione è una conferma di quanto abbiamo denunciato – dichiarano le associazioni ENPA, LAC, LAV, LEGAMBIENTE, LIPU e WWF Italia - Questa norma si pone in aperto contrasto sia con le direttive europee, sia con la Costituzione italiana e rende concreto il rischio di attivazione di una procedura di infrazione che peserà sulle tasche di tutti gli italiani. La portata di questa lettera va oltre l’ormai famoso emendamento “caccia selvaggia” e coinvolge l’intero approccio filo venatorio del Governo e di molte Regioni che porta ogni anno all’approvazione di calendari venatori che dopo essere impugnati dalle associazioni ambientaliste vengono puntualmente dichiarati illegittimi dai giudici amministrativi per violazione dei principi di tutela ambientale. È giunto il momento che la politica cambi radicalmente rotta, si occupi della tutela costituzionale dei beni comuni e non continui a farsi dettare l’agenda dai cacciatori e degli armieri".

Carlo Consiglio

 


venerdì 3 febbraio 2023

Dove vanno a finire gli aiuti all’Ucraina...

 


Un nuovo "repulisti"  contro la corruzione della classe dirigente. A seguito degli scandali degli ultimi mesi,  è stata licenziata l’intera dirigenza dell’agenzia delle dogane ed è stata perquisita l’agenzia delle entrate, la cui responsabile ad interim è accusata di operazioni illegali per 375 milioni di euro. 

A casa della funzionaria sarebbero stati trovati circa 1,3 milioni di euro in contanti, gioielli, orologi e due auto di grossa cilindrata. I media locali parlano anche di “avvisi di garanzia ad alti funzionari del ministero della Difesa” per lo scandalo delle forniture alimentari dell’esercito.

L’Italia dall’inizio della guerra ha fornito all’Ucraina circa 1 miliardo di dollari in armamenti, e nessuno dei principali media ha ricordato a chi stiamo fornendo queste armi e questi soldi. Zelensky, quasi fuori tempo massimo, ha fatto una purga  all'ultimo sangue, dove cojo cojo, liquidando quindici alti dirigenti ucraini, viceministri, governatori, membri della magistratura, accusati a vario titolo di corruzione e di aver speculato sulla guerra ai danni di chi stava combattendo sul campo (la cosa non è nuova, almeno alle orecchie di noi italiani: durante la Prima guerra mondiale mentre i soldati contadini – vedi i Malavoglia di Verga – si battevano e morivano al fronte, la borghesia faceva affari d’oro ai loro danni). 


Ma la corruzione dell’Ucraina non è cosa di oggi, secondo i dati dell’International Transparency (istituto sulla trasparenza amministrativa) l’Ucraina è al 122esimo posto in questa poco commendevole classifica che vede al primo la virtuosa Danimarca (secondo lo stesso istituto, l’Italia è al 42esimo).


Rete Ambientalista




Mio commentino: "Per come vanno le cose in queste questioni di corruzione, il "repulisti" dichiarato dal governo del super corrotto zelensky, serve solo  per un cambio di guardia. "Fin'ora hanno magnato quelli... e adesso magnamo noi". Non muta l'amministrazione del  sistema cambiano solo gli uomini che la gestiscono..." (P.D'A.) 

L'Impero in preda al panico tenta la Russia con una offerta...

 

Quelli che stanno dietro al Trono non sono mai così pericolosi come quando sono con le spalle al muro.

Il loro potere sta scivolando via, rapidamente: Militarmente – grazie alla progressiva umiliazione della NATO in Ucraina; finanziariamente – prima o poi la maggior parte del Sud globale non vorrà più avere a che fare con la valuta di un gigante canaglia in bancarotta; politicamente – la maggioranza globale sta compiendo passi decisivi per smettere di obbedire a una minoranza di fatto rapace e screditata.

Così ora quelli stanno dietro al Trono stanno tramando per tentare almeno di frenare il disastro in arrivo sul fronte militare.

Come confermato da una fonte di alto livello dell'establishment statunitense, una nuova direttiva sulla NATO contro la Russia in Ucraina è stata trasmessa al Segretario di Stato americano Antony Blinken. Blinken, in termini di potere effettivo, non è altro che un fattorino dei neocon e dei neoliberali straussiani che sono i veri gestori della politica estera degli Stati Uniti.

Il Segretario di Stato è stato incaricato di trasmettere la nuova direttiva – una sorta di messaggio al Cremlino – attraverso la stampa mainstream, prontamente pubblicata dal Washington Post.

Pepe Escobar



Fonte: https://luogocomune.net/16-geopolitica/6167-pepe-escobar-l-impero-in-preda-al-panico-tenta-la-russia-con-la-prima-vera-offerta




giovedì 2 febbraio 2023

NYT: A new Russian offensive and anticorruption raids in Ukraine

Questo che segue è quel che pubblica il 2 febbraio 2023 il NYT, The Voice of America. La situazione reale si può soltanto immaginare.

Ukrainian soldiers digging a trench Wednesday near Bakhmut.Yasuyoshi Chiba/AFP — Getty Images

We’re covering the start of a new Russian offensive and a Ukrainian effort to tackle corruption.

With hundreds of thousands of Russian troops now in Ukraine, officials are warning that a new Russian offensive that could rival the start of the war is underway, with the Kremlin seeking to reshape the battlefield and seize the momentum.

Russia is targeting dozens of places a day in a markedly increased barrage of artillery attacks. Ukrainian forces are struggling to hold their ground on a 140-mile stretch in the east, awaiting tanks and other weapons systems from the West. Fighting is concentrated around the forlorn eastern city of Bakhmut, where Russian forces have been slowly closing in on supply lines.

Ukraine and Russia have been locked in grueling combat for nearly a year. Since the fall, the fight in the east has congealed into muddy and frozen trenches, each army facing significant losses with only negligible gains. Both sides have been readying for heavier ground combat, with Moscow aiming to capture the entire Donbas region and Kyiv looking to drive Russian troops completely out of the country.

By the numbers: Ukrainian intelligence estimates that Russia now has more than 320,000 soldiers in the country — roughly twice the size of Moscow’s initial invasion force. Western officials and military analysts have said that Moscow also has 150,000 to 250,000 soldiers in reserve, either training or being positioned inside Russia to join the fight at any time.


Anticorruption raids in Ukraine:
The Ukrainian authorities carried out dozens of searches across the country in connection with corruption allegations, two days before Volodymyr Zelensky, the country’s president, is scheduled to host leaders of the E.U. The raids were described by security officials as “the first stage” in anticorruption efforts....

N.Y.T. - February 2, 2023

In an image provided by the Economy Security Bureau of Ukraine, detectives prepared to search the house of a Ukrainian business tycoon.Economy Security Bureau of Ukraine, via/EPA, via Shutterstock