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giovedì 6 settembre 2012

Agricoltura non copy right - Il cibo è un diritto per tutti gli esseri viventi


Cibo bioregionale vegetariano - Creazione di Paolo D'Arpini

TU fai una foto. NOI la portiamo a Bruxelles. Scrivi un messaggio ai tuoi leader europei sul cibo e l’agricoltura che vorresti!

Il buon cibo è una potente esperienza ed è qualcosa cui teniamo. E indovina un po’? Quest'anno il futuro del nostro cibo e della nostra agricoltura sarà in mano al Parlamento europeo e ai governi nazionali, ai quali è demandata la decisione sulla Politica agricola comune (PAC) dei prossimi sette anni, ciascuno dei quali vale circa 60 miliardi di euro.

Negli ultimi 50 anni, le nostre tasse sono state impiegate per sostenere la produzione alimentare e l'agricoltura industrializzata. Questa forma di agricoltura sta minacciando gli agricoltori del Nord e del Sud del mondo. Crea insicurezza alimentare a livello globale, obesità e, allo stesso tempo, sprechi alimentari. Inoltre, distrugge l'ambiente perché si basa su un uso eccessivo di fertilizzanti chimici, pesticidi nocivi e combustibili fossili. Gli allevamenti intensivi dipendono dalle importazioni di soia destinata all'alimentazione animale. Questi allevamenti ignorano il benessere degli animali, aggravano il cambiamento climatico e conducono all'abbandono delle aree rurali.

E' il momento di spingere verso il cambiamento. La riforma della PAC di quest'anno è la nostra occasione per chiedere una politica che assicuri un buon cibo e una buona agricoltura.

Ovunque e chiunque tu sia, puoi contribuire a questo cambiamento. Tutto ciò che serve è un foglio di carta A4 e una penna a tratto spesso. Scrivi un tuo messaggio che affronti una questione relativa al cibo e all’agricoltura cui tieni particolarmente. Poi aggiungi, se vuoi, il tuo nome, il paese di origine e la professione. Clicca qui per vedere i messaggi che abbiamo finora ricevuto. Chiedi ad un amico di scattarti una foto in modalità panoramica che riprenda te e il tuo messaggio, preferibilmente con uno sfondo coerente con la questione affrontata – per esempio nella tua cucina o in giardino, o presso un negozio locale di alimentari o in una azienda agricola. Invia la foto con il messaggio a photo@goodfoodmarch.eu. Penseremo noi a caricarla sul sito www.goodfoodmarch.eu. Utilizza e condividi questo invito e il tuo contributo per incoraggiare amici e parenti a fare lo stesso. Porteremo con noi tutte le tue foto con messaggi a Bruxelles in occasione della Good Food March per consegnarle ai membri del Parlamento europeo, attualmente impegnati nel decidere le sorti del nostro cibo e della nostra agricoltura. E' giunto il momento che sappiano quello che veramente vuoi.



Salviamo la Banca dei Semi di Bari

Subito un piano per riprodurre le sementi italiane che rischiano di ammuffire per incurie nei frigoriferi del CNR

Il Ministero Agricoltura ha a disposizione qualche milione di € per il piano sementiero nazionale e per l'Agricoltura Biologica...

...la prima cosa da fare è riprodurre i semi della banca del germoplasma di bari... oltre 85.000 varietà dell'areale mediterraneo

...prima che sia troppo tardi

invio questa nota di due giorni fa, dal blog di Beppe Grilo



Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo

Passaparola - L'agro biodiversità italiana sta sparendo - Nicoletta Fagioloro biodiversità italiana a rischio di distruzione - Nicoletta Fagiolo
(11:20)



Il pianeta verde

"Fin dagli albori dell'agricoltura, 10.000 anni fa, circa 80.000 specie di piante delle 300.000 presenti sulla terra sono state coltivate per l'alimentazione. Oggi, solo 150 specie sono ancora prodotte, 12 delle quali forniscono circa il 75% della nostra alimentazione e 4 di esse più della metà di quello che mangiamo.

La varietà sparisce dai nostri campi ed anche dalle nostre tavole. Dal 1900 l'Europa ha perso il 70% della diversità della sua produzione alimentare, un dato che sale al 93% negli Stati Uniti. 30.000 varietà vegetali sono scomparse nel corso dell'ultimo secolo, una specie continua a morire ogni sei ore. Il dilemma, chiamato "il flagello della uniformità", suscita un dibattito di vecchia data, iniziata nel 1936 dal Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti. Da allora, i ricercatori continuano a sottolineare l'estrema vulnerabilità causata dalla standardizzazione genetica." Nicoletta Fagiolo

dott. Pietro Perrino, già direttore dell' Istituto del Germoplasma del CNR di Bari: "La banca del germoplasma di Bari è unica in Italia, la seconda in Europa e tra le prime dieci nel mondo per dimensioni e standard di conservazione, però purtroppo naviga in cattive acque."

Il Passaparola di Nicoletta Fagiolo:

Nicoletta Fagiolo: "Mi chiamo Nicoletta Fagliolo, sono una film maker e per quanto riguarda questa questione del germoplasma anche io non sapevo che cosa fosse, fino a che non ho iniziato a scrivere un film su Nikolaj Vavilov, che fu uno scienziato russo che creò la prima banca dei semi mondiale, negli anni venti.
Perché la necessità di una banca di semi e del germoplasma? Era un concetto molto difficile anche per me, ma ho realizzato che un po’ come per un pittore che ha bisogno di una paletta di colori per lavorare, anche un agricoltore ha bisogno della varietà genetica all’interno di una specie, o anche tra le specie, per creare e coltivare specie nuove. Vavilov fu proprio il primo a capire l’importanza di questa varietà in quanto questa è più presente dove ognuna delle nostre specie che mangiamo ha le sue origini. Fu lui a scoprire, per esempio, che la patata ha la sua origine in Perù. Perché lì? Perché ci sono 7 mila varietà di patate! O la mela in Kazakistan, il mais in Messico. Preservare queste varietà è molto importante perché già all’epoca, negli anni venti, si era accorto che stavano sparendo, che c’era questo fenomeno dell’erosione genetica. Erosione genetica che poi con la rivoluzione verde degli anni 60, la prima rivoluzione verde, andò sempre più peggiorando.
La rivoluzione verde era l'introduzione di specie ibride, che però erano semplificate a livello genetico e si potevano coltivare a grandi estensione producendo tantissimo. Ma oggi scientificamente si è provato che non è vero che la monocultura riesce a produrre di più, ma anzi è proprio la policoltura, cioè dunque più specie in un campo riesce a essere più produttivo.
Uno dei grandi miti da sfatare è il fatto della produzione. Noi oggi, a livello mondiale, produciamo per 11 miliardi e siamo 6. Dunque ogni volta che sentiamo dire che bisogna produrre di più perché c’è la fame nel mondo, etc., è una grande balla, in realtà bisognerebbe produrre molto di meno. Il vero problema è la ridistribuzione, il fatto che le persone non riescono a consumare. Tanto è vero che lo stesso Amartya Sen, economista premio nobel dell’economia, ha studiato e ha scritto che dal 1937 non c’è più una carestia al mondo che non sia creata dall’uomo: non sono più carestie naturali. L’esempio eclatante degli anni '80 della fame in Egitto, Etiopia: nello stesso momento in cui si hanno le carestie questi paesi stanno esportando cibo! Dunque non è una questione di produzione, anzi dovremmo forse produrre meno e distribuire meglio!
Esistono quindi due scuole scientifiche per il miglioramento dell'agricoltura: la trans genetica e gli OGM (questa ultima evoluzione della ingegneria genetica), e il metodo più tradizionale.
Dovremmo chiederci perché mangiare già gli OGM quando a livello mondiale sono stati fatti soltanto 17 studi eppure in America si mangia.
Anche in Italia già si stanno mangiando, i nostri animali mangiano gli OGM. Quando intervistai il direttore dell’IGV di Bari gli dissi se noi non vogliamo mangiare gli OGM e lui mi fermò dicendomi: 'li state già mangiando, è solo che non lo sapete'.
Mi dispiace che non ci sia un'attenzione, un dibattito su che cosa voglia dire migliorare le nostre piante, quello che mangiamo e in quali modi. C’è l'ingegneria genetica, trans genetica e c’è il metodo tradizionale, ma perdendo il germoplasma e dunque la varietà dei semi che abbiamo,perdiamo anche questa strada scientifica per migliorare quello che mangiamo.
Un esempio in Botswana: quelli che io considero gli intellettuali della terra, i contadini, conoscono 350 piante che si adattano alla siccità. Allora io sfido qualsiasi scienziato in un laboratorio a ricreare queste 350 varietà nel giro di qualche anno, credo che sia quasi impossibile.
Per cui insieme al germosplasma è anche molto importante la conoscenza che questi contadini hanno del germoplasma e dei semi disponibili.
Il VIR, il centro che Vavilov creò a San Pietroburgo, anche oggi, come tutte le banche dei semi nel mondo sono a rischio, perché non c’è più un grande interesse a finanziare queste, ma si va sempre più verso un’altra scelta scientifica, appunto gli OGM.
Un aneddoto, che io trovo molto importante rispetto appunto alla banca di Bari è che Vavilov fu arrestato da Stalin e nel 41 morì in prigione. Quando nel '43 i nazisti invasero San Pietroburgo, nove dei suoi collaboratori si lasciarono addirittura morire di fame piuttosto che mangiare le collezioni di sementi che avevano di patate, miglio, frutti vari attraverso il mondo (lui viaggiò nei 5 continenti e fece una collezione di 350 mila varietà). Sapendo l’importanza di questo suo lavoro e anche il loro lavoro, piuttosto che mangiare i semi e sopravvivere si sono lasciati morire.
Dunque qui abbiamo nove sovietici che morirono per salvare questo patrimonio mondiale e oggi abbiamo invece lo staff di Bari che è disposto a parlare a telecamera spenta, ma non con la telecamera accesa, perché se parlano perdono il posto di lavoro.
Qui c’è una collezione importantissima di semi, appunto il germoplasma, importantissima. Ho conosciuto a Roma un centro macrobiotico che mi ha detto: 'è grazie a Bari che noi oggi mangiamo il miglio italiano', perché pare che già negli anni '60 fosse sparito dalle nostre campagne, ma siccome c’erano stati dei campioni ancora conservati dall’Istituto furono ripresi e oggi gli agricoltori biologici hanno ripristinato il miglio italiano! Dunque moltissime di queste collezioni e di questi semi che hanno collezionato negli anni non sono più reperibili nelle nostre campagne.
Che cosa è successo alla Banca del Germoplasma di Bari? Si erano rotti i frigoriferi - poi bisognerebbe chiedersi chi, come, quando - per svariati mesi. Le sementi si devono conservare al freddo, altrimenti tendono a germinare, per cui si perdono. Si dovrebbero mettere subito in terra. Quando fu denunciata la rottura di questo mantenimento a freddo dei semi, la banca fu sequestrata dal 2004 fino al 2009 e furono fatti tanti studi. Un tecnico volle verificare il danno: era altissimo. Si parlava dell’80% dei semi che già stavano morendo, perché essendo già stati esposti al calore. Vennero emesse prescrizioni precise una delle quali era di metterle subito, il più possibile, in terra, subito.
Invece nel 2009 è arrivato un nuovo procuratore, che ha archiviato il tutto e senza motivi. Abbiamo costituito un gruppo di avvocati e stiamo cercando persone che vogliano aiutarci in questo, per riaprire il caso e per riavere questi documenti di archiviazione, per vedere in base a che cosa è stato archiviato. Anche le prescrizioni sono state archiviate per cui non solo il danno, che orami è stato fatto, ma anche le prescrizioni di mettere subito in terra le sementi, altrimenti questo patrimonio si perderà. Noi italiani oggi spendiamo 130 milioni di Euro l’anno per la conservazione del germoplasma e non sappiamo questi soldi come vengano spesi, perché la conservazione del germoplasma non sta avvedendo.
Per cui ecco, se vogliamo veramente rafforzare e mantenere questa banca e patrimonio mondiale che abbiamo - perché poi in Italia il cibo è molto importante: lì ci sono varietà di carciofi, di veramente tutto quello che noi mangiamo - dobbiamo toglierlo da questo Centro che mi sembra che negli ultimi 10 anni, cioè dal 2004, da quando è stato sequestrato, al 2009 e oggi ancora peggio non stia facendo il suo lavoro.
Non bisogna aumentare i finamenziamenti per fare tenere questa banca al Centro, ma bisogna toglierlo (vedi la petizione) e darlo in mano alle persone che credono nel germoplasma. Passate parola." Nicoletta Fagiolo

OGM, l'invasione transgenica di Marie-Monique Robin

Un documentario-inchiesta per conoscere la storia, le azioni e gli interessi della potente multinazionale per far luce sulle reali conseguenze sanitarie e ambientali degli OGM.






mercoledì 16 febbraio 2011

Giuseppe Altieri: "Morte biologica per api, uccelli, animali ed infine esseri umani... I colpevoli? OGM, fumi e veleni immessi dall'uomo in natura"



Morte degli Uccelli, delle Api ...e degli Esseri Umani: Crolla l'aspettativa di vita sana in Italia



Vietare OGM e Pesticidi. Immediatamente !!
Super Pesticidi (es. Neonicotinoidi), Disseccanti, Super diserbanti e Anticrittogamici di sintesi attualmente in commercio nel nostro paese superano il 35%di tutti i Pesticidi impiegati nell'UE!

L'Italia trasformata in un campo di sterminio a cielo aperto... autorizzato ed a norma di legge... oltretutto "a pagamento" !!


Intanto l'UE ha messo a disposizione oltre 20 miliardi di € per riconvertire l'Agricoltura italiana al Biologico dal 2007 al 2013 (spesi ad oggi appena il 23,40% dei fondi disponibili http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1)


Mentre qualcuno tenta di reimmettere sul mercato i Super-Pesticidi neonicotinoidi addirittura nelle sementi, laddove sono inutili e controproducenti, uccidendo solo insetti utili...

...ricordo che gli stessi prodotti sono ampiamente usati in pieno campo su molte colture in Italia e quest'anno sono stati registrati addirittura per l'uso sull'Olivo.... ovvero per milioni di Ha !!!
Pertanto se non ci attiviamo immediatamente per un divieto totale di questi come di altri Super Pesticidi e Super Disseccanti e Diserbanti inutili e mortiferi, cosi come hanno fatto altri stati europei (Divieto di Neonicotinoidi ), quest'anno in Italia non si parlerà di Agricoltura Biologica... ma di Morte Biologica !!!

A Partire dalle Api...

Ma soprattutto degli esseri Umani, che dal 2003 hanno visto in Italia crollare l'aspettativa di vita sana di oltre 10 anni (vedasi Grafico allegato).
A proposito... il 2003 ... l'anno in cui vennero introdotte le soglie di tolleranza di OGM senza etichette... OGM pericolosi di per se e pieni di disseccanti chimici, pericolosissimi (aborti e danni placentari) anche a 1 millesimo delle soglie di tolleranza stabilite dalla legge... manipolata ad arte (Marie Monique Robin "Il Mondo secondo Monsanto, Ed. Arianna). Pesticidi e disseccanti che si accumulano nelle carni del bestiame alimentato con OGM.
Ogm tossici per la salute in quanto sterilizzanti (Jurgen Zentek), mutageni e ... provate a immaginare voi quello che oggi è impossibile prevedere, nella sicurezza di un danno al patrimonio genetico umano ed animale e di tutti gli esseri viventi... dalle conseguenze imprevedibili che qualcuno appellerà come "nuove malattie genetiche" , ... beninteso non "scoperte" ,bensì "Generate" da una tecnologia mortale e velenifera, antiscientifica, che attenta alla Vita nella sua essenza, che qualcuno ha definito Padre, Figlio e Spirito Santo...


Oggi si producono Diserbanti e Pesticidi potentissimi che agiscono a dosi infinitesime e le industrie li spacciano come meno pericolosi in quanto riducono le quantità usate di prodotti chimici di sintesi... Ma la loro potenza tossica è moltiplicata... mentre il Bioaccumulo lungo le catene alimentari si fa beffe della riduzione delle dosi di impiego... visto che la chimica sintetica indistruttibile si concentra mille volte, passando dai vegetali alle carni e, ancor più, negli esseri umani...


Bisogna Denunciare il Ministero della Sanità ... Il Decreto 15 ottobre 2010, a firma del Ministro della Salute Ferruccio Fazio (modifica al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, preparerebbe il terreno alla reintroduzione degli insetticidi neonicotinoidi per la concia del mais, sospesi per tre anni perchè responsabili delle numerose morie di api. E non solo (Vedasi articolo di seguito)



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Declino degli uccelli, declino degli insetti utili e neonicotinodi

Esplorando le connessioni

Dr.Henk A. Tennekes in “the Organic View radio Show: L’Effetto Catastrofico de Neonicotinoidi sugli Insetti e gli Uccelli

Wed, 09/02/2011 - 03:45 — Henk Tennekes

Il Dr. Henk Tennekes ha praticato la ricerca sul cancro per la maggior parte della sua carriera. Il suo lavoro riguardante le api inizia dopo aver letto un rapporto ufficiale del ministero dell’agricoltura Olandese sul declino delle api. Egli rimase stupefatto della mancanza di informazione sugli insetticidi come possibile fattore del declino delle api. Il Dr. Tennekes quindi inizia a ricercare l’impatto degli insetticidi neonicotinoidi come l’imidacloprid e il clothianidin, e scoprà che la loro caratteristiche di dose:risposta sono simili a quelli degli agenti cancerogeni. Queste sostanze chimiche non solo stanno colpendo le api mielifiche, ma anche altre specie che non sono monitorate da vicino come le farfalle e altri insetti. Egli inizia a studiare le abitudini alimentari delle specie di uccelli in declino e scoprà che essi dipendono dagli invertebrati. Il Dr. Tennekes è convinto che ci sia un legame tra l’uso dei neonicotinoidi e il declino di insetti e uccelli: se queste sostanze non vengono messe al bando, ci sarà una imminente catastrofe ambientale che sarà irreversibile. In The Organic Radio Show dell’8 febbraio 2011, l'ospite, June Strower ha parlato con l’estimato Tossicologo e autore, il Dr Henk Tennekes, circa la sua ricerca e ha discusso questa devastazione di proporzioni immense che ci colpirà su scala globale.

Potete trovare questa informazioni sul suo libro: A Disaster In The Making http://www.disasterinthemaking.com

Ascoltare l’intervista:
http://www.blogtalkradio.com/theorganicview/2011/02/08/dr-henk-a-tenneke...



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Questi i consigli di un Emerito Giurista per non lasciarci suicidare da Pesticidi, Diossine ed OGM

1. Bisogna individuare i morti per cancro causati (con adeguato nesso eziologico medicalmente accertato, se del caso anche mediante autopsia) dalle sostanze tossiche.
2. Gli eredi di questi morti, muniti di adeguata docuentazione, possono sporgere denuncia-querea presso le compoetenti Procure della Repuibblica (l'azione penale è obbligatoria, e dovranno aprire un'iindagine iscrivendo nel Registro degi Indagati i presunti colpevoli)
3. I presunti colpevoli sono: (a) le imprese che producono e immettono sul mercato cibi e bevande con sostanse cangerone (spesso con etichettature "indecifrabili" per l'uomo di media diligenza, e altrettanto spesso con etichettature incomplete, reticenti, se non addirittura false; (b) le imprese che, per culpa in eligendo et in vigilando, smerciano questi cibi e queste bevande e che Producono e smerciano Pesticidi tossici, autorizzati dagli organi competenti sulla base dei dossier forniti dalle stesse industrie.. come chiedere all'oste se il vino è buono....
4. Diffiderei i Sindaci e i Governatori delle Regioni, con azione inibitoria ma anche con riserva di procedere in giudizio contro di loro, in ogni sede, civile, amministrativa e penale.
5. Diffideri altresi il Minitero della Sanità , nella persona del Ministro pro tempore, per non essersi adeguato alla Direttiva Comunitaria ed alla Tutela della salute, diritto Costituzionalmente inviolabile
6. Si può aderire la Corte di Giustizia Europea, chidendo che essa condanni l'Italia: ma anche qui ci vogliono casi specifici di morti per tumore causato da sostanze cancerogene presente in cibi e bevande smerciati in Italia.



Bisogna portare alla luce quel "nesso eziologio" che artatamente è stato e continua ad essere nascosto.

E' sul principio di precauzione che occore insistere e far leva dal momento che trattasi di aspetti di rilevanza penale

mentre invece oggi si tende a nascondere il rapporto di causa - effetto degli inquinanti cancerogeni, con lo

scaricabarile verso altre con-cause presunte... che provocano analoghe patologie (Es. tumori ai polmoni ed all'apparato digerente...).

Nel momento in cui si ha il sospetto di tossicità , ovvero la non sicurezza dell'innocuità di sostanze pertanto pericolose, queste vanno eliminate dalla produzione e commercio, soprattutto in presenza di alternative valide e spesso più efficienti (Agricoltura Biologica, sostenuta dalle enormi risorse Europee: i Pagamenti Agroambientali dei PSR: oltre 20 miliardi di € a disposizione per l'Italia, che le Regioni destinano invece verso una Falsa Agricoltura integrata, ovvero li regalano a chi utilizza pesticidi in quantità enormi secondo disciplinari che consentono molti più trattamenti di quanto normalmente si effettua in agricoltura chimica.)

In sostanza dobbiamo applicare correttamente il principio di precauzione e perseguire sotto gli aspetti penali i responsabili dell'avvelenamento da Pesticidi, che insieme ad altri agenti agenti mutageni-cancerogeni, fungono da "concause" nel provocare danni al patrimonio genetico e, di conseguenza, alla salute umana ed animale, nel medio e lungo periodo.

Ciò,infatti, non significa che i singoli agenti tossici Pesticidi (biocidi) non siano anch'essi, uno per uno, "cause". Anzi, soprattutto nel caso di Coctayls di residui chimici gli effetti tossici e cancerogeni, teratogeni e mutageni, si moltiplicano e si sinergizzano negativamente, comportando effetti a catena incontrollabili. In pratica, siamo sicuri che fanno male, sia uno per uno, che in miscela, in quest'ultimo caso le conseguenze, molto aggravate, sono più difficili da prevedere e si evidenziano nel tempo (Nuove malattie genetiche, in realtà causate dall'inquinamento). Vi sono ampie pubblicazioni tossicologiche sul settore, anche riguardo le interazioni pericolosissime con farmaci sintetici. La relazione diretta di causa - effetto è stata studiata per moltissimi pesticidi dallo IARC di Lione (Istituto per la ricerca sul Cancro). Informazioni notevoli ce le fornisce anche l'Autorevole Istituto oncologico Ramazzini di Bologna, laddove il Responsabile in un'intervista a Report affermò che "non esiste dose di tolleranza dei pesticidi da parte degli esseri umani in quanto ogni molecola può essere pericolosa cancerogena a lungo termine. La resistenza del sistema immunitario tra le persone fa la differenza, ma ciò significa che di fronte alle dosi di cosiddetta tolleranza di prodotti tossici (in realtà meglio definite come dosi di "Intolleranza") non tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge che le ammette... menendo a sacrificarsi i più deboli di natura. Sarebbe necessario interpellare la Corte Costituzionale in tal senso.

Pertanto, sussiste "aggravante", nei confronti di coloro che consci dei pericoli per la salute e l'ambiente dei residui chimici negli alimenti e nelle acque potabili, aggravati dalla presenza di "multiresidui", nulla fanno, essendo in dovere, per contrastarne l'impiego in agricoltura e negli altri settori.




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Effetto Cassandra: Quanto vivono veramente gli Italiani?
ugobardi.blogspot.com
Quanto vivono veramente gli Italiani?
Nel 2003 vennero approvate le tolleranze di OGM senza etichettature nei cibi
In Italia si usano oltre il 35% di tutti i pesticidi europei
importiamo carni alimentate con mangimi soggette a bioaccumulo di pesticidi ed altre sostanze pericolose come diossine, super diserbanti, super fungicidi, ormoni vegetali ecc... ecc..
Evidentemente non basta la dieta mediterranea...
se non è biologica...

Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo
Docente Ordinario di Fitopatologia, Entomologia, Agricoltura Biologica
ACCADEMIA MEDITERRANEA PER L'AGROECOLOGIA E LA VITA (AMA la Vita)
Loc. Viepri Centro 15, 06056 Massa Martana (PG)
tel 075-8947433, Cell 347-4259872
Email: agernova@libero.it

domenica 13 settembre 2009

India - Contadine e contadini e braccianti in lotta per la vita e contro la liberalizzazione agricola mondiale e l’inaccessibilità dell’acqua

L'India che cambia...

Molti decenni fa l'economista gandhiano Kumarappa - morto nel 1960 – dedicò il suo libro Finance and Poverty ai contadini e braccianti indiani, i kisan, "che sopportano il caldo e la fatica". E' tuttora così. Anzi adesso quei lavoratori devono sopportare anche la globalizzazione.

Per questo in 50.000 sono confluiti davanti al parlamento di New Delhi giorni fa per una protesta pacifica ma energica, con tanto di salti sulle barricate della polizia, arresti e immediati rilasci. Promotori il Coordinamento indiano dei movimenti agricoli e i rappresentanti nazionali del sindacato internazionale Via Campesina. Obiettivo: protestare - come in India hanno iniziato a fare in modo eclatante nel 1997 - contro quella rovina famiglie (rurali) dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Già: perché proprio il governo indiano, ospitando un minivertice Omc, ha deciso di "rivitalizzarla", dando il segnale che l'impasse nei negoziati del Doha Round può essere superata, completando entro il 2010 la liberalizzazione dell'agricoltura a vantaggio del grosso business. Il che metterebbe a rischio i mezzi di sussistenza di oltre due terzi degli abitanti del paese, legati al mondo dell'agricoltura, per i quali la concorrenza di quelli che essi chiamano "gli attori agricoli dei paesi sviluppati, pesantemente sussidiati dai loro governi" sarebbe imbattibile e si aggiungerebbe agli altri devastanti fattori di crisi, come la siccità.

Giorni prima i rappresentanti del mondo agricolo avevano incontrato il ministro dell'Agricoltura Anand Sharma. Ricavandone la promessa che non li avrebbe mai traditi. E però, denunciano, é successo il contrario. L'India infatti si sta movendo in completa segretezza nel quadro di vari accordi di libero scambio, oltre all'Omc; e sta perdendo terreno rispetto ai paesi sviluppati, soprattutto gli Stati Uniti, nel negoziare gli unici meccanismi che potrebbero proteggere dalla devastazione il suo vitale settore agricolo: i "prodotti speciali" (Sp) e il "meccanismo speciale di salvaguardia" (Ssm).

L'India ha accettato di esentare dai tagli alle tariffe doganali (imposti dall'Omc) solo otto o nove colture e solo il 5% dei prodotti agricoli. Molto poco, quasi nulla per un paese che ha una grande agro-biodiversità in 15 zone agro-climatiche. Quanto al meccanismo di salvaguardia che dovrebbe
prevenire la crescita delle importazioni, e' stato reso del tutto inoffensivo appesantendolo di termini e condizioni.

Gli Stati Uniti stanno forzando la penetrazione di derrate specifiche come mais, riso, cotone e soia, già riversate con il dumping nei mercati di tutto il mondo. E' anche in gioco, dice Via Campesina, il modello di agricoltura promosso dall'Omc: industriale, ad alta densità di input chimici. Ma gli agricoltori indiani promettono battaglia "finché il ministro Sharma e il Primo Ministro non onoreranno la promessa di proteggere le condizioni di vita nelle campagne".

Intanto in Bangladesh si sono incontrate diverse donne agricoltrici provenienti da Nepal, India, Corea del Sud, Filippine, Thailandia, Indonesia. Hanno voluto calare nella pesante realtà bangladeshi la campagna di Via Campesina contro le violenze sulle donne (ma violenza é anche la
mancanza di accesso all'acqua pulita e ai rifugi anticiclone, vitali per la sopravvivenza). E hanno voluto dare manforte alla lotta per la terra condotta da due sindacati rurali, il Bangladeshi Kisan Sabha e la Bangladesh Krishok Federation. Nel remoto distretto meridionale di Patuakhali, diversi
membri senza terra dei due movimenti hanno occupato le "chaur", isole emerse nei fiumi, una delle conseguenze del caos climatico.

Marinella Correggia