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martedì 6 dicembre 2011

...è il momento della rivolta! No ai decreti di morte di Montenberger, l'uomo delle banche....




E' il momento della rivolta. Non possiamo continuare a lasciare che le cose vadano come i ricchi e le banche vogliono. Come hanno fatto in Francia nel 1799 è il momento di ribellarsi ad un Europa delle banche, delle Holding, di coloro che vivono su posizioni di rendita inique e crudeli.

I tagli sulla Sanità non sono solo iniqui, ma crudeli e rivoltanti. Sono l'espressione del disprezzo totale per i poveri e per i malati che non possano permettersi cure private. E' un taglio alla vostra vita, alle vostre aspettative e a quelle dei vostri figli.

Vogliono vedere i ceti meno abbienti ritornare alle condizioni di vita delle classi popolari della Londra del 1850.
E mentre tutto ciò accade, voi, me, pavidi, intorpiditi dalla Tv e dai discorsi melliflui, dormiamo il sonno della ragione e generiamo mostri.
E' il momento della RIVOLTA.
Tagliate ogni spesa superflua, lasciate vuoti i centri commerciali ed i negozi, rinunciate alle vacanze, ritardate i pagamenti delle bollette il più possibile, ritardate i pagamenti alle banche, non pagate ciò che, multato, vale meno di ciò che vi spremeranno comunque dalle tasche con questa manovra iniqua e sovversiva dei valori della Costituzione Italiana, che non prevede come al solito che chi ha tanto dia tanto e chi poco dia meno.
Intasate i siti governativi di proteste, scrivete lette di protesta, non comperate i giornali che stanno favorendo queste scelte con atteggiamenti melliflui (eh, si, anche La Repubblica), stracciate le tessere del PD se ancora eravate tanto sciocchi da averne una, inondateli di fischi, riempite le piazze di giusto sdegno.
Non dormite!
Non cercate ancora una volta di badare solo al vostro immediato tornaconto, non favorite il "divide et impera", scioperate non un giorno, ma una settimana intera, incrociate le braccia.
E soprattutto, preparatevi al peggio, non siate pavidi, pensate ai vostri figli ed al loro miserabile futuro, siate forti, giustamente sdegnati e infuriati, non fatevi blandire, scendete in lotta, tutti i giorni, giorno per giorno, senza tregua, senza pausa.
Se non lo faremo, se assisteremo impotenti anche a questa tornata di iniquità e di disprezzo per le nostre vite, questa volta sarà la fine del mondo democratico inteso come insieme di cittadini che regge uno stato: sarete schiavi di tutti, legati al giogo del solo valore del denaro, poveri e sempre più poveri, soli e sempre più soli.

L'Italia ha portato la luce del Rinascimento al mondo, ha messo al centro della concezione sociale l'uomo, non gli dei, non le banche, non il denaro.

L'Italia siete VOI, non uno stato inetto e corrotto, impotente e avido.

L'Italia siete VOI, non la Chiesa, non la BCE, non gli interessi delle Holding e delle Multinazionali.

Se non vorremo lottare, se ancora una volta, per pavidità, per debolezza, per pigrizia, per "tirare a campare", lasceremo che tutto questo si compia sulla nostra pelle e sul futuro dei nostri figli, allora che sia dannata la nostra razza italica e che soccomba agli interessi dei potenti e degli iniqui tutta la nazione e noi stessi.

severo_gog
5 dicembre 2011 alle 14:44
da Repubblica.it

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Proposte alternative:

Qualcuno giudichera’ questo messaggio come “antipolitico” io sono caparbiamente
Convinto della sua valenza politica ,,,,,la corda si sta spezzando e non possiamo
Piu’ farci prendere in giro ….loro (tutti) sono parassiti e qualunquisti e gli conviene e noi dobbiamo difenderci
E lo faremo!! Lo stiamo gia’ facendo !!

L'EUROPA CHIEDE DI AUMENTARE L'ETÀ DELLE PENSIONI PERCHÉ IN EUROPA TUTTI LO FANNO.

NOI CHIEDIAMO, INVECE, CHE SIA TOLTO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI
COME SANCITO DAL REFERENDUM.

CHE LA CHIESA PAGHI L'ICI .

DI ARRESTARE TUTTI I POLITICI CORROTTI,

DI DIMEZZARE IL NUMERO DI PARLAMENTARI PERCHE’ IN EUROPA NESSUN PAESE HA COSI’ TANTI POLITICI !!

DI DIMINUIRE IN MODO DRASTICO GLI STIPENDI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI,
PERCHÉ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO.

DI POTERESERCITARE IL “MESTIERE” DI POLITICO AL MASSIMO PER 2 LEGISLATURE COME IN
EUROPA TUTTI FANNO !!

DI METTERE UN TETTO MASSIMO ALL’IMPORTO DELLE PENSIONI EROGATE DALLO STATO (ANCHE RETROATTIVE), MAX. 5.000,00 EURO AL MESE DI CHIUNQUE, POLITICI E NON, POICHE’ IN EUROPA NESSUNO PERCEPISCE 15/20 OPPURE 30.000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE COME AVVIENE IN ITALIA

DI FAR PAGARE I MEDICINALI VISITE SPECIALISTICHE E CURE MEDICHE AI FAMILIARI DEI POLITICI POICHE’ IN EUROPA NESSUN FAMILIARE DEI POLITICI NE USUFRUISCE COME AVVIENE INVECE IN ITALIA, DOVE CON LA SCUSA DELL'IMMAGINE VENGONO ADDIRITTURA MESSI A CARICO DELLO STATO ANCHE GLI INTERVENTI DI CHIRURGIA ESTETICA, CURE BALNEOTERMALI ED ELIOTERAPIOCHE DEI FAMILIARI DEI NOSTRI POLITICI !!

Cari MINISTRI, NON CI PARAGONATE ALLA GERMANIA DOVE NON SI PAGANO LE AUTOSTRADE, I LIBRI DI TESTO PER LE SCUOLE SONO A CARICO DELLO STATO SINO AL 18° ANNO D’ETA’, IL 90% DEGLI GLI ASILI E NIDO SONO AZIENDALI E GRATUITI E NON TI CHIEDONO 400/450 EURO COME GLI ASILI STATALI ITALIANI !!

IN FRANCIA LE DONNE POSSONO EVITARE DI ANDARE A LAVORARE PART TIME PER RACIMOLARE QUALCHE SOLDO INDISPENSABILE IN FAMIGLIA E PERCEPISCONO DALLO STATO UN ASSEGNO DI 500,00 EURO AL MESE COME CASALINGHE PIU’ ALTRI BONUS IN BASE AL NUMERO DI FIGLI.

IN FRANCIA NON PAGANO LE ACCISE SUI CARBURANTI PER LE CAMPAGNE DI NAPOLEONE, NOI LE PAGHIAMO ANCORA PER LA GUERRA D’ABISSINIA !!

NOI CHIEDIAMO CHE VOI POLITICI LA SMETTIATE DI OFFENDERE LA NOSTRA INTELLIGENZA , IL POPOLO ITALIANO CHIUDE 1 OCCHIO, A VOLTE 2, UN ORECCHIO E PURE L’ALTRO MA LA CORDA
CHE STATE TIRANDO DA TROPPO TEMPO SI STA’ SPEZZANDO. CHI SEMINA VENTO, RACCOGLIE …..TEMPESTA !!!

stellacometa77@gmail.com

martedì 20 settembre 2011

Si stampano soldi come fossero coriandoli... Banche a gogò

"La dama della luna" di Franco Farina


Cinque delle principali banche centrali al mondo condurranno un piano coordinato che offrira' liquidita' illimitata in dollari al sistema finanziaria entro la fine dell'anno attraverso tre diverse operazioni. Lo annuncia la Bce in una nota, da cui si evince che non c'e' limite all'azione di sostegno.ᅵ


La misura a sorpresa, a cui parteciperanno Federal Reserve, Banca d'Inghilterra, Banca del Giappone, Bce e Banca nazionale elvetica, ha l'obiettivo di contrastare la carenza di dollari delle banche e aziende europee e arriva pertanto come una boccata d'ossigeno per quegli istituti che facevano fatica a reperire biglietti verdi sui mercati.


Le borse europee e Wall Street volano in rialzo, con Piazza Affari che guadagna circa il 4%. Le altre piazze finanziarie del continente accelerano di oltre il 3%. L'euro e' arrivato sopra $1,39. I titoli bancari spiccano il volo. Alle 15,45 italiane BNP Paribas fa segnare un rialzo del 12%, Societe Generale e Credit Agricole di oltre il 6%. Anche altre banche europee sono in forte aumento: Deutsche Bank guadagna il 7%, Barclays il 5% e Credit Suisse il 5%. Unicredi fa +7%, anche Intesa e' ben comprata. I Treasuries cedono invece terreno spingendo il rendimento sul decennale dei bond Usa ai massimi di tre settimane.ᅵ


Dicendosi disponibili a garantire liquidita' in dollari, il messaggio che mandano le autorita' e' che non ci sono problemi cosi' gravi come si possa pensare a livello di sistema finanziario. Lo scopo e' alleviare le speculazioni che hanno interessto le banche europee in difficolta', in particolare BNP Paribas e i gruppi concorrenti francesi.

Allo stesso tempo le misure straordinarie sono la dimostrazione che le banche hanno bisogno di finanziamenti che non riescono piu' trovare sul mercato. Tradotto: e' un sollievo solo sul breve termine. Le iniziative intraprese vanno nella direzione giusta, dando nuovo ossigeno ai mercati, in particolare l'azionario, ma in un secondo momento sara' necessario vedere miglioramenti anche livello di fondamentali.

Alcuni analisti restano pessimisti, come Chris Scicluna, vice direttore economic research di Daiwa Capital Markets Europe, che a Bloomberg dice: "questa operazione si occupa di affrontare un piccolo problema che ha il mercato al momento. Ma fintanto che non ci sara' una risposta di piu' vasta portata alla crisi del debito sovrano, le turbolenze del settore bancario europeo continueranno".

Le banche otterranno liquidita' in dollari a un tasso di interesse vantaggioso, che sara' fisso e che sara' in linea con i valori di mercato. Le operazioni della Bce saranno condotte sulla base di aste che si terranno il 12 ottobre, il 9 novembre e il 7 dicembre.


Le notizie sono piaciute al mercato perche' le misure garantiranno di riassoribire quelle tensioni che si erano intensificate negli ultimi tempi circa i pagamenti degli istituti di credito.ᅵ


Il piano annunciato oggi e' una piacevole sorpresa - riferiscono gli analisti - e possono chiarire che sul fronte della liquidita' non ci sono problemi e che le banche non hanno problemi ad approvvigionarsi dopo che alcuni fondi, in particolare in Usa, hanno mostrato una certa riluttanza a fornire liquidita' alle banche europee. Si allenta cosi' anche la tensione tra le due sponde dell'Atlantico.

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Commento di Centrofondi

Ma come !!!!!!!!!! uno dei motivi per cui fu tolta la sovranità di emettere moneta in proprio era proprio quello di non stamparne a volontà (per evitare inflazionee) e adesso loro lo possono fare!!!!!!!!!!!!!
Ma dai Loro si e gli stati no!!!!!!!!!
no lo so ma qualcosa non torna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (orna) (orna) (orna


(Fonte Mercati e Borse)

lunedì 12 settembre 2011

Il collasso del sistema finanziario bancario, il terrore delle banche, la cacarella dei governanti e l'abbandono dell'Euro



Da piccoli ci viene insegnato che le banche sono un elemento vitale del sistema.

Nei miei studi all’universtà ho avuto il piacere di scoprire, in esami di economia politica, che le banche sono il meccanismo, la ruota fondamentale dell’economia moderna liberale e capitalista. Tuttavia a ben rifletterci la crisi del '29 fu innescata da una piccola banca la Creditanstalt. Il suo crollo colpì il sistema bancario austriaco, all’epoca molto fragile. Le conseguenze colpirono il sistema tedesco, reduce e ancora sofferente per il debito/riparazioni di guerra che doveva pagare.

Come conseguenza ultima del microdomino europeo il Regno Unito, che ancora non voleva mollare la presa sul sogno del “commonwealth”, vide la sterlina deprezzarsi violentemente del 25%. Il passo successivo furono le banche centrali che scaricarono il dollaro e andaron alla ricerca di oro fisico (A quei tempi non c’era ancora Soros a suggerire che l’oro è una bolla!). La banca di Francia, la banca Nazionale Belga, quella Olandese e quella Svizzera, tutte nel panico. Il risultato immediato fu un aumento dell’interesse dal 1.5 all’ 3.5 % negli USA.

Il resto è storia, e tra giorni di “bank Holiday” creati ad Hoc per tener buoni gli investitori/pecore (che invece fuggivan terrorizzati a prelevare soldi liquidi nello loro banche retail) l’economia Americana toccò il fondo nel 1933. Ovviamente la crisi economica che seguì, a mio avviso, in qualche modo fu la causa prima della nascita di governi fortemente nazionalisti. In Europa con Spagna, Italia e Germania, in America con Roosvelt e i suoi New deals che altro non eran che campi di lavoro per tener buone le masse di disoccupati. Tali governi, così sulla difensiva, raggiunsero l’apice della crisi nel '39 e l’inizio della guerra fu solo un rilascio di tensione fin troppo trattenuta. Ora tralasciando di ipotizzare un simile epilogo per l’attuale crisi appena iniziata ( oppure mai finita dal 2007 malgrado molti giornalisti finanziari la pensino diversamente) resta da accennare il ruolo delle banche e il loro attuale ammonimento.

Una recente analisi della UBS, scritta da Stephane Deo, Paul Donovan e Larry Hatheway getta proietta alcuni “dubbi” sull’Euro. E’ affascinante cogliere qui e là alcune affermazioni che mi permetto di tradurre direttamente in corsivo con in parentesi alcune note personali.

Il costo economico (1 parte)

Il costo di una nazione debole, nell’abbandonare l’euro (buttiamo lì dei nomi a caso: Italia, Portogallo, Grecia, Spagna, Irlanda e fermiamoci qui giusto per non complicarci la vita…) sarebbe significante. Le conseguenze sarebbero il fallimento sovrano, fallimenti corporativi, il collasso del sistema bancario (ecco la cosa che brucia e terrorizza le banche…) il collasso del commercio internazionale.

Noi stimiamo che una nazione debole, lasciando l’euro, potrebbe incorrere in costi che vanno dai 9500 euro ai 11500 euro per ogni persona vivente nella nazione per il primo anno di fallimento (i signori di UBS fingon di dimenticare che solo metà del debito pubblico nazionale delle nazioni povere è in mano alle nazioni stesse, il resto, guarda caso, è posseduto altrove dalle banche nazionali di altri paesi europei o mondiali…).

Il costo negli anni successivi probabilmente (per la serie le stime le facciamo precise…) oscillerebbe tra i 3000 euro e i 4000 euro per persona. Questo equivale a circa il 40% �C 50% del Pil per il primo anno.

Il costo economico (2 parte)

Nel caso una nazione forte come la Germania (se i paesi poveri li ho menzionati prima e di nazioni forti la UBS considera solo la Germania resto perplesso a capire dove mettiamo tutti gli altri stati europei: Francia, Polonia, Olanda etc… boh saran stati neutri, del tipo non stiam bene, non stiam male, si vivacchia…) lasciasse l’euro le conseguenze includerebbero fallimenti corporativi, ricapitalizzazione del sistema bancario ( altro terrore delle grandi banche…) il collasso del commercio internazionale. Se la Germania lasciasse, noi crediamo (fan professione di fede….?) che il costo per ogni tedesco adulto e bambino (nei paesi poveri non han considerato i bambini, ma nei paesi ricchi meglio considerare anche quelli: piccoli indebitati crescono, meglio prenderli da piccoli…) nel primo anno oscillerebbe tra i 6000 euro e i 8000 euro. Negli anni successivi lo spread sarebbe tra i 3500 euro e i 4500 euro. Questo corrisponde approsimativamente al 20% 25% del Pil nel primo anno.

Paragonando tali cifre al salvataggio della Grecia, Irlanda, Portogallo è da considerare che il costo procapite per ogni cittadino di tali salvataggi sarebbe di poco piu’ di 1000 euro ( per la serie meglio continuare con un sistema malato a botte di flebo piuttosto che tirar giu’ l’edificio pericolante e ricostruirlo su basi solide…)

Costo politico (e qui arrivano le velate, mica tanto velate, minacce delle banche…)

Il costo economico, entro certi limiti, è l’ultima preoccupazione per gli investitori (ma come prima si parlava di cittadini con sulla schiena un debito procapite e ora si parla solo degli investitori preoccupati…?). La frammentazione dell’euro potrebbe avere costi politici. Il “soft power” che l’Europa ha sullo scena internazionale potrebbe svanire (già svanito a mio avviso quando durante il periodo della crisi 2007 commissione e parlamento europeo eran praticamente fantasmi e le singole nazioni si attivavano, come in queste setitmane Merkel e Sarkozy, per protegger i propri stati…). E’ inoltre da ricordare che nessuno moderna unione monetaria si è scissa senza che intervenisse un qualche tipo di forma di governo nazionalista o guerre civili (e qui si richiede una nota estesa…).

Questo è quanto; ora alcune osservazioni su questo documento che potete trovare in forma integrale in rete. La UBS, e non solo lei, è una banca con interessi mondiali. Non è certo un segreto che la globalizzazione ha dato grande crescita alla discrezionalità delle grandi banche nell’agire in modo da generare profitti oltre il limite dell’immaginabile per i loro manager e dipendenti. Ora se le prime due note ( uscita paese debole / uscita paese forte) sono poco piu’ che minacce velate l’ultima affermazione è una minaccia forte per ogni politico che sappia leggere e soprattutto dimostra l’ultimo grande terrore che ogni banca mondiale ha, nel profondo del suo cuore.

La NAZIONALIZZAZIONE. In questo momento se uno stato sovrano volesse, avrebbe la possibilità di uscire dall’euro, pur rimanendo in Europa. Ma cosa più interessante è ancora nel potere di ogni stato membro la possibilità di nazionalizzare aziende attive sul suolo nazionale per motivi di necessità o interesse nazionale. In ultima istanza i politici sono i rappresentanti del popolo e da esso prendon il potere (dicasi anche elezioni).

Se i politici dovessero percepire che la loro posizione è in pericolo potrebbero esser spinti all’insano gesto di seguire gli umori del popolo. E in questo momento, in tutto il mondo occidentale, il popolo chiede la testa dei banchieri. Ora le banche mondiali pretendono che i debiti debban esser pagati. Che si tratti di un singolo cittadino che deve pagare il mutuo di casa ( in America molti lascian le chiavi di casa appese al pomello della porta), oppure sia un intero stato che deve pagare i debiti non cambia nulla.

Le banche alla fine non hanno interesse nel credito ma nel debito. Chiunque sia in attivo in una banca può spostare il suo denaro dove vuole. Chi è in debito deve prima risolvere la sua situazione debitoria.. Le banche quindi hanno il terrore nero che i governi europei decidan di prender azioni drastiche e in questo documento, lodevolmente scritto, una banca non europea ( quanto meno che non ha la sede legale in uno stato dell’unione Europea) parla fuori dai denti chiarendo molto bene, ai politici, la posizione ufficiale del mondo della finanza: “Noi vogliamo esser pagati, e se fate scherzi avrete crisi politiche, economiche e verrà giu’ il mondo perchè senza di noi non potete vivere”.

Enrico Verga

(Fonte: Rischio Calcolato)

giovedì 21 luglio 2011

Marco Pala: "Quel che succede in Islanda e quel che non deve trapelare fuori dall'Islanda"



"L'Islanda..? E' tutto un altro mondo!" (Saul Arpino)

Qualcuno crede ancora che non vi sia censura al giorno d'oggi? Allora perchè, se da un lato siamo stati informati su tutto quello che sta succedendo in Egitto, dall'altro i mass-media non hanno sprecato una sola parola su ciò che sta accadendo in Islanda?

Il popolo islandese è riuscito a far dimettere un governo al completo; sono state nazionalizzate le principali banche commerciali; i cittadini hanno deciso all'unanimità di dichiarare l'insolvenza del debito che le stesse banche avevano sottoscritto con la Gran Bretagna e con l'Olanda, forti dell'inadeguatezza della loro politica finanziaria; infine, è stata creata un'assemblea popolare per riscrivere l'intera Costituzione. Il tutto in maniera pacifica. Una vera e propria Rivoluzione contro il potere che aveva condotto l'Islanda verso il recente collasso economico.

Sicuramente vi starete chiedendo perchè questi eventi non siano stati resi pubblici durante gli ultimi due anni. La risposta ci conduce verso un'altra domanda, ancora più mortificante: cosa accadrebbe se il resto dei cittadini europei prendessero esempio dai "concittadini" islandesi?

Ecco brevemente la cronologia dei fatti:
2008 - A Settembre viene nazionalizzata la più importante banca dell'Islanda, la Glitnir Bank. La moneta crolla e la Borsa sospende tutte le attività: il paese viene dichiarato in bancarotta.
2009 - A Gennaio le proteste dei cittadini di fronte al Parlamento provocano le dimissioni del Primo Ministro Geir Haarde e di tutto il Governo - la Alleanza Social-Democratica (Samfylkingin) - costringendo il Paese alle elezioni anticipate. La situazione economica resta precaria. Il Parlamento propone una legge che prevede il risanamento del debito nei confronti di Gran Bretagna e Olanda, attraverso il pagamento di 3,5 MILIARDI di Euro che avrebbe gravato su ogni famiglia islandese, mensilmente, per la durata di 15 anni e con un tasso di interesse del 5,5%
2010 - I cittadini ritornano a occupare le piazze e chiedono a gran voce di sottoporre a Referendum il provvedimento sopracitato.
2011 - A Febbraio il Presidente Olafur Grimsson pone il veto alla ratifica della legge e annuncia il Referendum consultivo popolare. Le votazioni si tengono a Marzo ed i NO al pagamento del debito stravincono con il 93% dei voti. Nel frattempo, il Governo ha disposto le inchieste per determinare giuridicamente le responsabilità civili e penali della crisi. Vengono emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell'esecutivo. L'Interpol si incarica di ricercare e catturare i condannati: tutti i banchieri implicati abbandonano l'Islanda. In questo contesto di crisi, viene eletta un'Assemblea per redigere una Nuova Costituzione che possa incorporare le lezioni apprese durante la crisi e che sostituisca l'attuale Costituzione (basata sul modello di quella Danese). Per lo scopo, ci si rivolge direttamente al Popolo Sovrano: vengono eletti legalmente 25 cittadini, liberi da affiliazione politica, tra i 522 che si sono presentati alle votazioni. Gli unici due vincoli per la candidatura, a parte quello di essere liberi dalla tessera di qualsiasi partito, erano quelli di essere maggiorenni e di disporre delle firme di almeno 30 sostenitori. La nuova Assemblea Costituzionale inizia il suo lavoro in Febbraio e presenta un progetto chiamato Magna Carta nel quale confluiscono la maggiorparte delle "linee guida" prodotte in modo consensuale nel corso delle diverse assemblee popolari che hanno avuto luogo in tutto il Paese. La Magna Carta dovrà essere sottoposta all'approvazione del Parlamento immediatamente dopo le prossime elezioni legislative che si terranno.
Questa è stata, in sintesi, la breve storia della Ri-evoluzione democratica islandese.
Abbiamo forse sentito parlare di tutto ciò nei mezzi di comunicazione europei?
Abbiamo ricevuto un qualsiasi commento su questi avvenimenti nei noiosissimi salotti politici televisivi o nelle tribune elettorali radiofoniche?
Abbiamo visto nella nostra beneamata Televisione anche un solo fotogramma che raccontasse qualcuno di questi momenti?

SINCERAMENTE NO.

I cittadini islandesi sono riusciti a dare una lezione di Democrazia Diretta e di Sovranità Popolare e Monetaria a tutta l'Europa, opponendosi pacificamente al Sistema ed esaltando il potere della cittadinanza di fronte agli occhi indifferenti del mondo.

Siamo davvero sicuri che non ci sia "censura" o manipolazione nei mass-media?
Il minimo che possiamo fare è prendere coscienza di questa romantica storia di piazza e farla diventare leggenda, divulgandola tra i nostri contatti. Per farlo possiamo usare i mezzi che più ci aggradano: i "nostalgici" potranno usare il telefono, gli "appassionati" potranno parlarne davanti a una birra al Bar dello Sport o subito dopo un caffè al Corso.

I più "tecnologicamente avanzati" potranno fare un copia/incolla e spammare questo racconto via e-mail oppure, con un semplice click sui pulsanti di condivisione dei Social Network in fondo all'articolo, lanciare una salvifica catena di Sant'Antonio su Facebook, Twitter, Digg o GoogleBuzz. I "guru del web" si sentiranno il dovere di riportare, a modo loro, questa fantastica lezione di civiltà, montando un video su YouTube, postando un articolo ad effetto sui loro blog personali o iniziando un nuovo thread nei loro forum preferiti.

L'importante è che, finalmente, abbiamo la possibilità di bypassare la manipolazione mediatica dell'informazione ed abbattere così il castello di carte di questa politica bipartitica, sempre più servile agli interessi economici delle banche d'affari e delle corporazioni multinazionali e sempre più lontana dal nostro Bene Comune.

Marco Pala

Nexus Edizioni

giovedì 14 aprile 2011

Claudio Martinotti Doria: "Abusi finanziari e correlazioni fra guerre, incidenti nucleari e business...."




Ad esempio cosa hanno in comune la grande crisi economica e il disastro nucleare di Fukushima?

La sindrome Fukushima a Wall Street ha reso edotti anche gli scettici, che ci stavano vendendo illusioni tecnologiche e finanziarie. I potenti della terra, protetti dal loro anonimato ed inaccessibilità, hanno cronicamente e dolosamente sottovalutato i rischi, creando un sistema perverso e colluso che scarica sulle masse le perdite ed i danni e privatizza i guadagni (intascati da un ristretta oligarchia), con una estesa complicità istituzionale autoreferenziale (pensiamo ad es. alle agenzie di rating, che con la figura che hanno fatto avrebbero dovuto scomparire dal mercato).

La politica avrebbe dovuto fare da controllore per ridurre questi abusi ed i rischi conseguenti, ed invece è complice del sistema, non curandosi degli interessi della popolazione ma di chi fornisce loro denaro, ricchezza e potere (leggasi in particolare "banchieri"). Appare quindi giustificata una correlazione tra l'abuso finanziario in corso da molti decenni e l'incidente nucleare di Fukushima, le decine di incidenti più o meno gravi che lo hanno preceduto e l'enorme oneroso problema della gestione delle scorie radioattive, perché sono conseguenze della stessa cinica irresponsabilità di chi si cura del proprio business a scapito dell'interesse collettivo. L'articolo che riporto non fornisce soluzioni, perché non sarebbero accettabili dall'establishment ed intellighenzia o dir si voglia, perché sarebbero drastiche ed a favore della popolazione.

Tanto per citarne qualcuna: l'abolizione delle banche centrali, la liberalizzazione della moneta rendendola onesta (basata sul gold standard, e/o coniata in argento da ogni comunità, statale o regionale o locale, in concorrenza tra loro); l'abbattimento drastico delle tasse che alimentano solo la corruzione e le caste parassitarie (lo stato deve essere alleggerito ai minimi termini); eliminazione di ogni privilegio politico; responsabilizzazione totale civile e penale di ogni politico e di ogni individuo con incarichi pubblici; fidejussione preventiva per ogni attività che preveda un rischio ambientale o sociosanitario; esproprio preventivo finalizzato al risarcimento, di ogni bene posseduto (personale e famigliare) nel caso si siano commessi illeciti e danni alla collettività; diffusione dell'istituto referendario popolare con poteri decisionali e senza quorum; ecc.. Tanto per citarne alcuni, che cambierebbero il volto dell'umanità e la evolverebbero verso qualità di vita impensabili.

Ma la politica va in tutt'altra direzione, ed anche quei paesi che ancora potevano fornire da modello, salvo rari casi (vedasi recentemente l'Islanda), stanno degenerando e degradando, ed il risultato finale nessun analista, neppure un profeta, è in grado di prevederlo nella sua complessa ed articolata nefandezza e devastazione.
 
Claudio Martinotti Doria

P.S. Link all'articolo per il quale ho posto le premesse: http://temi.repubblica.it/micromega-online/la-sindrome-fukushima-a-wall-street/