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venerdì 3 giugno 2011

Obesità ed eccessivo riscaldamento invernale sono collegati...

Si ingrassa di più stando troppo al caldo d'inverno... ecco le nuove scoperte scientifiche che vanno a favore del risparmio energetico... e della salute, invece di spendere in cure dimagranti meglio stare al fresco.. così si bruciano più grassi!

Durante il periodo invernale rimanere chiusi in casa al caldo, vicino al calorifero, magari davanti al una buona tazza di the fumante, mentre fuori piove si è scoperto che non fà molto bene alla linea e si tende ad ingrassare.

Secondo uno studio condotto dai ricercatori della University College London, (Gran Bretagna), al giorno d'oggi il nostro organismo tente ad bruciare molto meno i grassi , anche in vista delle temperature gelide dell'inverno, per cui tende ad accumulare peso ed ingrassare. Mentre precedetememte la ricerca si era orientata principalmemte sulle pricipali cause, quali fattori genetici ereditari, corretto regime alimentare ed attività fisica, gli studiosi inglesi hanno preso in considerazione i fattori ambientali e il sovrappeso. Hanno quindi analizzato, nel Regno Unito, la correlazione tra l'esposizione al caldo e l'incrememto dell'obesità.

Hanno così scoperto che la crescita delle temperature in casa, durante la stagione invernale, riduce la capacità dell'organismo di bruciare i grassi per produrre calore, con minor dispendio di energie e la conseguenza di aumemtare di peso. I risultati dello studio si sono quindi orientati anche verso la salute pubblica, diretta quindi a combattere l'obesità anche in virtù del clima e dell'ambiente, in quanto abbassando i gradi del climatizzatore e del termosifone, non solo si conbatte efficacemente il sovrappeso ma ne beneficia anche la nostra terra con minor emissione di calore e riscaldamemto del sistema globale.

Che dire quindi? Non solo in primavera - estate, ma anche nella stagione più fredda nulla di meglio che fare una buona passeggiata all'aria aperta magari coprendosi bene ne trarrà beneficio la nostra linea (e la nostra salute)!

Rita De Angelis

mercoledì 11 maggio 2011

17° Incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana: "Bioregionalismo e Alimentazione Naturale" 18 e 19 giugno 2011 - Ospitaletto di Marano (Modena)




17° Incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana su "Bioregionalismo ed Alimentazione Naturale" 18 e 19 giugno 2011 - Ospitaletto di Marano (Modena)

“La verità deve essere un paradosso perché deve essere entrambe le polarità, il polo negativo e quello positivo, ed al tempo stesso deve restare trascendente. Deve essere la vita e la morte e qualcosa in più, Con quell’in più indico la trascendenza di entrambi: è entrambi i poli, e nessuno dei due. Questo è il paradosso supremo.” (Osho Rajneesh)

“Una società è l’organismo; i suoi membri costituenti sono gli arti che svolgono le sue funzioni. Un membro prospera quando è leale nel servizio alla società come un organo ben coordinato funziona nell’organismo. Mentre sta fedelmente servendo la comunità, in pensieri, parole ed opere, un membro di essa dovrebbe promuoverne la causa presso gli altri membri della comunità, rendendoli coscienti ed inducendoli ad essere fedeli alla società, come forma di progresso per quest’ultima.” (Ramana Maharshi)


Premessa

E' indetto l'incontro annuale della Rete Bioregionale Italiana, che si terrà in prossimità del solstizio estivo in Emilia, ad Ospitaletto di Marano, nella bella casa accogliente di Marco e Valeria che è posta su una collina ubertosa, in un piccolo borghetto antico. Sono benvenuti gli apporti di prodotti fatti in casa, o del proprio orto, libri, oggetti artigianali da ognuno realizzati, che potranno essere esposti nel cortile della casa che ci ospita.

L'incontro si svolge nel fine settimana del 18 e 19 giugno 2011 le sistemazioni sono spartane.. perciò si consiglia di venire con la propria tenda per accamparsi nel terreno adiacente la casa. Per le persone anziane o donne con bambini sarà possibile comunque trovare sistemazioni al coperto, o nella casa stessa oppure in pensioncine vicine. Per i pranzi e le cene ci si organizza in cucina a rotazione ed ognuno è invitato a portare cibo e bevande (possibilmente cose biologiche). Il lavoro comunitario per la pulizia e per il mantenimento della struttura è un modo per sentire affiatamento umano e rispetto per il luogo che ci ospita.

Chiunque voglia partecipare con spirito sincretico può intervenire con il proprio discorso… Questo significa che nessuna visione o ideologia deve avere una prevalenza, siccome si parla a cerchio ed ognuno parlerà per il tempo che gli è necessario (durante ogni sessione di condivisione) ogni esperienza spirituale od ecologica sul tema dell'alimentazione e del bioregionalismo sarà benvenuta. Non ci sono assolutamente posizioni precostituite su una sistema alimentare o l'altro, purchè in sintonia con la natura e con l'ecologia profonda.

Questo è il primo incontro della Rete Bioregionale in cui finalmente si potrà affrontare, a viso aperto, l'argomento dell'alimentazione umana in chiave bioregionale ed è particolarmente importante che vi partecipino tutti gli esponenti e referenti della Rete.

Durante la due giorni di Ospitaletto verrà presentato il nuovo numero di Quaderni di Vita Bioregionale che -grazie all'opera di Rita De Angelis e di Caterina Regazzi- riprende dopo un anno di assenza la pubblicazione... Il tema trattato è: Bioregionalismo ed Ecologia Sociale.

Per avere tutte le delucidazioni su come raggiungere il luogo dell'incontro e sulle sistemazioni:
caterina.regazzi@alice.it ; Cell. 333.6023090
marco.lapelosa@alice.it ; Tel. 059/794369

Informazioni generali e tematiche:
Paolo D'Arpini: circolo.vegetariano@libero.it - 0733/216293


Siete pregati di divulgare la notizia a tutti i vostri contatti! Grazie

http://retebioregionale.ilcannocchiale.it

martedì 10 maggio 2011

Rita De Angelis: “Maggio mese delle rose, dei giardini, della calda primavera e della Festa dei Precursori....”

In questi giorni di maggio si sta svolgendo la 27a edizione della Festa dei Precursori del Circolo Vegetariano VV.TT. Ho scritto perciò un articolo in onore a Maggio, le rose la primavera i giardini, la natura e non solo....

Maggio è sicuramente il mese migliore per parlare di giardini e la loro antica simbologia. La natura in questo periodo dell’anno si mostra ai nostri sensi in tutto il suo completo splendore fatto di sensazioni, suoni colori e profumi. Con la primavera ritorna l’energia vitale, dopo il letargo rappresentato dal lungo inverno. I giardini in questo periodo si riempiono di suoni e canti d’uccelli, colori dei fiori, simbolo della grande armonia tra l’uomo e la natura stessa. Passeggiando nei giardini di Maggio, le rose , che cominciano a fiorire da questo periodo, sono le regine incontrastate della natura che sboccia in tutto il suo splendore. Osservando i bocciolo delle rose i petali e la loro grazia e leggerezza, si comprende come mai la religione ha attribuito a questo fiore il simbolo di purezza e bellezza.

Il Mese Maggio delle rose è dedicato a Maria Vergine, ma nell’antichità anche a Venere, la regina dell’amore che sconfigge l’inverno, con il sentimento la leggiadria e la grazia e riporta la vita in tutte le forme e colori. Le rose da sempre simbolo dell’amore sulla morte e segno di rinascita. Sin dai tempi antichi il giardino è ritenuto il luogo dove c’è energia con le leggi naturali ed il sentimento, per mezzo dell’opera dell’uomo, l’ambiente e le sue emozioni si fondono con quelle dell’uomo stesso, si uniscono alle sue emozioni, per il bisogno di comprendere e capire dove vive e ritrovarsi insieme alle cose da lui create. Oggi soprattutto in Oriente si ritiene che costruire un giardino, sia una vera e propria opera d’arte.

Nell’oriente infatti gli elementi che compongono il giardino, acqua, piante, montagnole, le pietre, sono considerate energie primarie dove l’uomo ritrova se stesso, il proprio essere, anche attraverso il suo lavoro creativo riconquistando energia bellezza ed armonia. I fiori simbolo così del mese di Maggio, sono considerati da sempre simbolo di solarità, gioia e sempre dall’antichità, benevolenza divina.. Hanno un loro proprio linguaggio che si esprime ed esterna attraverso i colori, le forme ed i profumi che essi emanano. Questo linguaggio per circa due secoli è stato espresso e manifestato nella poesia e nella letteratura. Oggi attraverso il degrado dell’ambiente il linguaggio dei fiori è passato in secondo piano e molte specie di fiori un tempo comuni sono in via d’estinzione.

La Rosa viene considerata un fiore discreto, rappresenta la grazia femminile, ma nello stesso tempo serba al suo interno una grande energia vitale, quasi un segreto. Il Giardino di maggio o delle rose esprime pura femminilità ed immagine dello spirito. Il giardino nel suo insieme emana sempre energie positive. Il suo ciclo di vita è sempre chiaro ed ordinato. Sia ha ricchezza interiore ed evoluzione psichica e sentimentale che si esprime attraverso la sua personalità.

Molto spesso il giardino ha un muro di cinta che “trattiene all’interno” le energie positive che fioriscono. La stessa immagine del nostro corpo che cresce attraverso le gioie e l’esperienza date dalla nostra anima che se ne nutre durante il ciclo di vita. Ritornando all’ambiente ed ai nostri giorni difendiamo con forza anche i nostri fiori con i loro semplici colori e profumi, solo apprezzando di nuovo la terra con i suoi fiori e frutti ci riprenderemo a pieno il nostro Pianeta.

Rita De Angelis

sabato 30 aprile 2011

Sintonizzazione collettiva per il bene del pianeta Terra


Il nostro Pianeta sta passando una crisi senza precedenti…. Stanno capitando molte catastrofi, ed altre ne verranno! Mai un’epoca ebbe tante dure prove da affrontare.

Molte iniziative sono state prese per risolvere l’attuale situazione. Nonostante ciò non tutte le persone possono fare ciò che vorrebbero, poiché ogni volta di più, la vita esige seri sacrifici da tutti. Sacrifici che, a volte occupano il tempo e che ci piacerebbe continuare ad aiutare l’umanità, che vive in quest’epoca tanto drammatica.

Per compensare la mancanza di tempo nella quale tutti siamo sommersi, alcuni gruppi religiosi, spirituali, spiritici o di filosofia orientale ed altri, hanno avuto l’eccellente iniziativa di sincronizzare le proprie meditazioni per cinque minuti , in un orario prestabilito, per permettere alla maggior parte delle persone di “interlegarsi”formando una corrente mentale… Ma qual è questo orario? Affinchè ciascuno possa la possibilità di aiutare in qualche modo pur essendo senza tempo…

Tutti i giorni, dalle 21.30 alle 21.35 migliaia di persone dovranno incanalare le proprie energie e vibrazioni. Portarle al nostro Pianeta! Non importa se cattolici,evangelisti, buddisti, atei, giudei etc. Trattare il pianeta con armonia, amore e pace avvolgerlo con energie benefiche, di colori vibranti come il bianco il dorato o il violetto (i più usati). Ma possiamo anche mentalizzare il Pianeta ed inondarlo di amore e pace come se fossimo al di fuori di esso… Se non siete credenti pensate che ciò non sia possibile inviare vibrazioni positive al Pianeta ed agli esseri umani in quei cinque minuti non dovete astenervi. Potete attendere l’orario, 21.30, 21.35 e riflettere sulle possibili soluzioni e gli attuali problemi.

Sicuramente saprete che, migliaia di persone stanno facendo la stessa cosa, ma in un’altra forma…. L’importante è l’unione dei pensieri di tutti, sapendo che compiendo uno sforzo nel sentimento d’essere attenti ed aperti ai problemi ed alle difficoltà che stanno devastando il nostro Pianeta. La Terra non appartiene all’uomo…. E’ l’uomo che le appartiene…. Questo lo sappiamo…. Tutte le cose sono intrecciate come i legami di una famiglia…. Ciò che succede alla Terra, succederà anche a noi…. L’uomo non ha tessuto la tela della vita cosmica, egli è un filo di sé stessa…

Ciò che sta facendo per la Terra lo sta facendo a se stesso…. Quelli che credono facciano girare il messaggio al maggior numero di persone possibili….anche per i nostri discendenti….

Maggior sarà il numero per il Pianeta, tanto meglio sarà per noi! Pensate a questo e siate felici!

Testo trascritto da Rita De Angelis

sabato 23 aprile 2011

Rita De Angelis: "Pasqua 2011.. ognuno a casa con i suoi!"



Pasqua sarebbe bello viaggiare ma è crisi in Italia per le vacanze

Pasqua 2011 segno di crisi per le vacanze con una contrazione del 19% sul giro di affari per gli italiani che non hanno scelto mete estere, anzi circa 50 milioni non si muoveranno dalla loro casa. A denunciarlo Federalberghi che rileva una forte frenata anche a causa della coincidenza della festività del 25 aprile con la pasquetta ed i vista della domenica del 1 maggio. Ma i consumi si fermano anche a causa della preoccupazione della crisi economica globale. Alla luce di tutto questo, sempre Federalberghi invita il Governo ed le imprese ad una riunione di confronto in vista della imminente stagione estiva.

L’istituto Acs Marketing Solutions ha condotto così un’indagine prendendo a campione 3.000 italiani maggiorenni, che sta a rappresentare circa 50 milioni di cittadini, ed ha stabilito che seppur il nostro sistema alberghiero non abbia assolutamente aumentato le tariffe per venire incontro così alle difficoltà delle famiglie italiane, si ha ugualmente un decremento del giro d’affari dei consumi turistici interni del 19% rispetto al 2010. Secondo questa ricerca, per le vacanze di pasqua, almeno il 17% degli italiani si concederà di dormire una notte fuori casa, e circa il 90% dei cittadini si accontenterà di una meta italiana e non straniera. Mentre 50 milioni di italiani non trascorrerà neppure un giorno di vacanza per così dire fuori porta, la causa principale? Mancanza di soldi.

Per fare una statistica completa sui vacanzieri, malgrado la crisi, al primo posto si conferma come meta turistica il mare, a seguire montagna, lago e località termali. Si conferma così un calo di turismo nelle città d’arte rispetto allo scorso anno. Il mare primo in classifica anche nelle destinazioni straniere, ma il successo maggiore rimane sempre per le capitali europee. Rimane stabile anche l’albergo come destinazione d’alloggio. A seguire la casa di parenti o amici, quella di proprietà e l’indiscusso agriturismo. Ogni italiano affronterà in media una spesa pro-capite di 309 Euro e la durata media dei pernottamenti si attesa intorno a 3 notti fuori casa. Che dire quindi delle brevi vacanze? La crisi c’è senza ombra di dubbio, ma l’italiano medio non rinuncia di certo ad un po’ di relax.

Rita De Angelis.

giovedì 17 marzo 2011

I 150 Anni dell’unità dell’Italia serviti in Tavola... di Rita De Angelis



I 150 Anni dell’unità dell’Italia serviti in Tavola.

La nostra cucina italiana ha un piatto tricolore per eccellenza. Pensate quale? Proveniente Il verde del basilico, il bianco della mozzarella ed il rosso del nostro pomodoro. Il tutto steso su una base di pasta di pane e si avrà così il piatto per eccellenza. L’unità d’Italia a tavola la fanno pizze e mozzarella più che Mazzini e Garibaldi. Da un’indagine condotta dal Gambero Rosso, I 150 prodotti più cliccati sono pane, mozzarella, pomodoro, basilico (la base per fare il pesto alla genovese), ed olio.

Ma nella scelta per eccellenza degli ingrdienti non manca neppure il Parmigiano, che serve per condire gli spaghetti. Prodotto di base della eccelsa Amatriciana più che votata e gettonata. Ma rispetto alla pasta, anche il riso sembra fare la sua parte con un 37,4% di gradimento. Seguono per così dire gli spaghetti nudi e crudi con un 34,1%. Quasi una vera sorpresa pensando alla considerazione del tradizionale spaghetto pomodoro e basilico nella nostra patria ed anche presso i gusti degli stranieri, probabilmente un segno dei tempi, dove anche le abitudini alimentari cambiano.

Se mettiamo insieme alcuni prodotti tipici della tradizione italiana, per esempio la pizza napoletana, le lasagne alla bolognese, il risotto alla milanese, prodotti e piatti si tipicamente locali, ma da tanti anni simbolo di unità ed identificazione nazionali universalmente riconosciuti, ma anche sinonimo di federalismo tra prodotto e territorio. L’Italia un moderno laboratorio fatto di tradizione e unità. Proprio come le grandi democrazie. Sono sempre i nostri prodotti che hanno messo del tempo per affermarsi nel mondo. Vedi per esempio l’olio che è stato introdotto con fama nazionale solo a partire dal primo decednnio del Novecento.

Lo stesso discorso vale per la pasta che aspettò a lungo prima di essere introdotta in tutte le tavole del nostro paese dal Nord al Sud. Infatti l’alimentazione base dei primi del Novecento era costituita principalmente da pane, minestre e zuppe con legumi ed ortaggi.

Per parlare poi del primato del riso sulla pasta, un vero e proprio cambio di cultura. In Italia il riso entra dalla Sicilia con la tipica arancina siciliana, proveniente dal mondo maghrebino, molto simile al nostro profumato risotto alla zafferano. E proprio in onore della ricorrenza il 17 Marzo 2011, 150 anni dell’unità d’Italia, che primeggi sempre il verde, il bianco ed il rosso dei colori tipici del nostro tricolore motivo di vanto e solidarietà nel mondo.

Rita De Angelis

domenica 13 febbraio 2011

Rita De Angelis.. ed il miglior amico del filosofo: il gatto!



"Il miglior amico del filosofo..? Il gatto!" (Saul Arpino)

La festa nazionale del gatto! 17 Febbraio.

Il 17 febbraio è il giorno che è stato dedicato ad uno dei più adorabili animali, ma autonomo per eccellenza il gatto.

L’indiscusso animale da compagnia, già dal 1990 viene festeggiato in questa ricorrenza. Si è scelto come ricorrenza in questo giorno in virtù di alcune considerazioni e motivazioni tra le quali:

1. Febbraio è il mese in cui si celebra come segno zodiacale l’Acquario, il segno dell’intuito, della libertà e dell’anticonformismo
il segno dell’intuito, della libertà e dell’anticonformismo; tutte caratteristiche riconducibili al gatto.
2. Nel nord dell’Europa il 17 Febbraio viene considerato un giorno
Beneagurante vuol dire “vivere la vita sette volte” come i gatti.
3. Se si scrive 17 in numeri romani, XVII, l’anagramma si ottiene “VIXI” che come parola latina vuol dire “ ho vissuto”, e proprio il gatto con le sue 7 vite può di certo dire di averle vissute.

In tutta Italia, da molti anni ci sono sempre più mostre e manifestazioni
dedicate a questi felini che crescono di anno in anno, per manifestare l’amore che molte persone nutrono per il gatto.

E’ giusto quindi dedicare una giornata a questi felini, pensando di proteggerli visto che spesso questo animale subisce maltrattamenti ed
ingiustizie da parte dell’uomo stesso.

Nell’antichità il gatto, al tempo degli Antichi Egizi, era considerato una divinità, Infatti adoravano Bastet, dea della vita,sessualità e fertilità, con il corpo umano, ma con la testa di gatto. Gli egizi erano così rispettosi di questo felino, che nel caso in cui si verificava la morte naturale di un gatto, gli abitanti della casa si radevano le sopraciglia in segno di lutto, e organizzavano un rito funebre.

In onore della ricorrenza ormai nota di questa giornata, Giornata Nazionale del gatto, si svolge a Milano la mostra Gatti di Carta, proponendo al pubblico una carrellata tra le più importanti rappresentazioni grafiche e non solo, del felino più amato dall’uomo. A partire dal Novecento con Gustav Dorè, sino a cartoni animati fumetti, francobolli e manifesti cinematografici. Gatti famosi come Gatto Silvestro, Felix, Tom, e Garfield che hanno fatto sognare intere generazioni di bambini ed adulti, con le loro storie, un gattile divertente e originale ma aimè riprodotto in carta.

Rita De Angelis

sabato 15 gennaio 2011

Etna antico vulcano.... Il rosso che da spettacolo....

L’Etna da alcuni giorni sta dando spettacolo con le sue eruzioni. L’antico vulcano siciliano ora ha momentaneamente sospeso la sua attività eruttiva, ma il fenomeno sino ad ieri è stato attivo e spettacolare visibile anche a parecchi chilometri di distanza anche dalla città di Taormina. Si sono avute eruzioni violente e ravvicinate, che hanno raggiunto grandi dimensioni anche da piccoli punti.

La situazione è tenuta sotto controllo e costantemente monitorata dai vulcanologi di Catania e dall’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Ha riaperto così anche l’aeroporto di Catania, chiuso in via del tutto precauzionale. Secondo gli esperti dell’istituto di vulcanologia di Catania, per il momento il braccio del cratere apertosi e riversatosi sulla desertica Valle del Bove, è fermo.

I valori dei condotti interni del vulcano si sono normalizzati. Il sistema a quindi perso buona parte della sua energia. Ma i fenomeni di lava luminosa ed incandescente, non hanno mancato di dare spettacolo ancora una volta per centinaia di metri, e come sempre visibili da Catania e Taormina. Ancora una volta una notte di fuoco, con il suo spettacolo rosso incandescente, che a tenuto i cittadini siciliani con il naso sospeso all’insù.

La magia di quel fuoco che pur generando paura affascina sempre di più come nel gioco magico e misterioso dei fuochi d’artificio, che si perde nella notte dei tempi.

Rita De Angelis

lunedì 6 dicembre 2010

Il XX secolo descritto dalla penna fantasiosa di Ken Follett – Recensione de “La caduta dei giganti” ed altri libri...


Ken Follett ci racconta il suo novecento, ricco di drammatica violenza, ma anche il secolo della libertà in cui sono nate e sorte le democrazie.

Lo scrittore inglese viaggia ormai su cento milioni di copie vendute dei suoi romanzi. Non ha mai sbagliato un colpo sin dall’inizio del primo best seller dell’anno 1978 “la cruna dell’ago”. Il suo principale segreto in anni di onorato mestiere, è di aver pensato principalmente al lettore.

Nei suoi romanzi, grandi colpi di scena, ricostruzioni storiche, come nel suo ultimo capolavoro “ La caduta dei giganti” (edito da Mondadori), una trilogia che prende tutto il Novecento, sino al 1968, l’intreccio e la storia di cinque famiglie, di cinque paesi diversi, dalla Russia all’America. Per consulenti ha avuto otto storici, politici, arredatori e quattro traduttori in italiano. Si parte dal primo capitolo con l’incoronazione in Inghilterra di Giorgio V, tra storie di poveri minatori che lavorano all’infinito, e aristocratici ricchissimi, eredi di immensi fortune, sino ad arrivare a San Pietroburgo ed alla rivoluzione Russa. Per lui il Novecento ha avuto una grandissima importanza è stato ricordato, sia come un secolo di violenza e brutalità, ma anche come il secolo della libertà dove è nata la democrazia.

Il diritto dell’uguaglianza e i diritti per le donne. Essendo inglese, l’Inghilterra nel suo romanzo ha un ruolo centrale a differenza dell’Italia.

Nella seconda parte del romanzo, in cui si parla della seconda guerra mondiale si hanno più riferimenti del bel paese. Nel descrivere la spy story, e i fatti, lo spionaggio non era ancora molto elegante. Mentre nel secondo libro che riguarda il periodo della seconda guerra mondiale, tutto si presta di più a descrivere la storia. All’inizio della sua carriera era soltanto un ragazzo magro, ma ambizioso di capire come si scriveva un libro di successo. Scriveva velocemente, senza ricerche, senza pianificazioni. Ora si prende tutto il tempo necessario per le sue ricerche, poiché il suo interesse principale è rivolto al suo pubblico il lettore. Il genere da lui più amato e scritto è quello storico, per questo da tantissima importanza alla storia, che deve essere credibile il più possibile.

Trovo interessanti anche le storie di complotti, dove un personaggio svela la storia, che magari non viene creduta dagli altri. Ma anche se si parla di romanzi storici, quello che conta è la cura e l’attenzione che l’autore ci mette nella sua storia, per questo un romanzo diventa un best seller. Le trovate non ripagano il lettore che non apprezzerà di certo questa scorciatoia, non leggendo più le sue opere.

Rita De Angelis

domenica 24 ottobre 2010

"Mangiare meno... mangiare tutti" - Buttiamo via circa il 30% del cibo acquistato

Tanti sacrifici finiscono nel secchio! Secondo uno studio della Coldiretti, finisce nella spazzatura circa il 30% del cibo che normalmente acquistiamo in Italia.

Cibo che sicuramente potrebbe essere recuperato grazie alle ricette un tempo usate “dalla nonna” che recuperava gli avanzi che vengono gettati normalmente nella spazzatura, come frutta, verdura, pane, pasta latticini ed affettati. Nel passaggio quindi dal campo alla tavola, si stima che a causa degli sprechi venga gettato cibo , che se recuperato, potrebbe nutrire 44 milioni di persone ( circa tutta la popolazione della Spagna), e rappresentare un valore rapportabile a circa il 3% del pil. A detta dell’associazione consumatori Adoc, ogni famiglia nel nostro paese spreca cibo per un valore superiore a 500 euro l’anno. Il picco maggiore dello spreco si registra a Natale: nello scorso 2009 durante le feste natalizie ogni casa a buttato nella spazzatura cibo per l’equivalente di 50 euro.

Il motivo ricorrente per il quale si getta il cibo deriva principalmente da eccesso di alimenti generici. In aumento anche gli sprechi, per troppi acquisti effettuati in concomitanza di offerte speciali e all’avvicinarsi della scadenza del prodotto.

Sulla stessa linea lo spreco per i prodotti di marca, contro quelli non marcati. Dai una ricerca effettuata solo il 37% degli italiani si dedicano alla cura del proprio orto o giardino dove fanno crescere e coltivano i prodotti per il proprio fabbisogno. Per questo si incrementa sempre di più la vendita di prodotti alimentari biologici in crescita del 9%. I principali settori dove il biologico fa il boom sono: prodotti per l’infanzia, pane e sostituti, e prodotti per la prima colazione.

Quindi un rimedio sicuro ci sarebbe per sfamare il mondo: consumare meno, mangiare meno e dedicarsi con passione a coltivare il proprio orticello, guadagnandone in salute, qualità della vita, con la certezza di aver aiutato il prossimo ed il mondo.

Rita De Angelis

mercoledì 20 ottobre 2010

Erik Assadourian: "Lavorare tutti... lavorare meno!" - Sistema infallibile per salvare il pianeta Terra e l'Uomo...

L’appello viene da Erik Assadourian, scienziato statunitense, se vogliamo continuare a vivere nel futuro, dobbiamo far diventare il consumo quasi un tabù, e bisogna lavorare di meno.

Il suo appello non conosce mezzi termini, ci dice che consumiamo come se avessimo non un pianeta ma 1,4 Pianeti Terra, tutto questo semplicemente spiegato al forum della sostenibilità di Cuneo, ma in pratica non è così. Se tutto il mondo vivesse in modo semplice tutti potremmo rispondere alle esigenze di 9 milioni di persone. Ci chiediamo cosa è meglio fare? I paesi ricchi devono cambiare stile di vita, serve per la sopravvivenza di tutti. Come attuare di punto in bianco una totale rivoluzione? Cambiando le regole della nostra cultura.

Nel mondo occidentale è d’obbligo avere case immense, guidare auto di grossa cilindrata e mangiar nei fast food. Il consumismo viene portato agli estremi, si perde così il vero rapporto con l’ambiente. La cosa normale è invece un’esistenza sostenibile, che diventi naturale. Un obiettivo quasi impossibile ma cosa si può fare perche diventi realtà?

Le stesse persone che hanno affermato il consumismo devono insegnare l’educazione, per insegnare ai bambini la sostenibilità, all’industria ridefinire la missione del business; ai governi per influenzare le scelte del cittadino, ai media per diffondere attraverso la pubblicità pratiche sostenibili, quali movimenti sociali cultura e tradizioni.

Si dice che dovremmo lavorare tutti meno, ma per quale motivo? Le 40 ore settimanali sono state introdotte dal consumismo. Si lavora di più solo per guadagnare e consumare. Invece sarebbe più utile lavorare solo 20 ore settimanali, essere di nuovo padroni del tempo, e fare certamente una vita più naturale.

Evviva il tempo libero che ci permette di riprenderci la nostra vita in libertà.

Rita De Angelis

giovedì 30 settembre 2010

Obesità.... il grasso che accorcia la vita!

Il nuovo nemico dell’uomo per l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), è il grasso il tutto le sue forme.

Viene quasi definita una epidemia l’obesità, si invitano così i governi dei vari Stati a prevenirla e combatterla. Una persona obesa, cioè con un indice di massa corporea superiore al 40accorcia in mia la sua vita di 8-10 anni, cioè quanto la vita che perde un fumatore. Ogni 15 kg. di peso in eccesso il rischio di morte prematura aumenta del 30%.

L’allarme si evince confrontando per la prima volta i dati provenienti da 11 paesi Ocse: in circa dieci paesi europei si è dimostrato che l’obesità dimezza la probabilità di vivere una normale vita attiva. Risulta soltanto l’Indonesia l’unico paese dove non vi sono obesi maschi, le donne sono solo il 3%. L’Italia purtroppo ha il triste primato di essere in cima alla classifica a causa dei bambini sovrappeso, 33 bambini su 100.

Oltre a tutti i rischi per la salute si aggiunge lo spreco: una persona gravemente sovrappeso, costa in media il 25% in più rispetto ad una persona con peso normale. I costi aumentano sempre di più, con l’ aumentare dei chili. Sino al 1980 meno di uno su 10 era obeso, oggi la media si è alzata notevolmente, nei paesi Ocse, una persona su 2 è in sovrappeso o obesa.

Quindi per mantenere alta la qualità della vita, è forse idoneo ed utile rimettersi a dieta, pensando che alzandosi da tavola ancora con un pò di fame, non solo ci aiuta a mantenere la linea, ma ci allunga di certo la vita!

Rita De Angelis

lunedì 13 settembre 2010

Storie di ruote.. al museo delle carrozze di Roma

La carrozza, nei cinque secoli della sua brillante esistenza, ha sempre avuto il primo posto in tutte le grandi manifestazioni della civiltà senza mai perdere il suo fascino e splendore. E non c’ è dubbio che la sua fama andrà ben oltre l’ alba del Terzo Millennio. Tanti sono gli appassionati che questo pezzo del passato può ancora vantare. Fra questi, l’imprenditore Romolo Apolloni, che possiede una delle collezioni fra le più complete con ben 290 esemplari di ogni epoca e provenienza. Dall’Italia ai Paesi dell’Europa Centrale, dall’America alla Cina, dal carro da lavoro alla Vittoria Pakistana, dalla biga egizia al landau, quale per esempio quello di fabbricazione tedesca usato dal Pontefice Giovanni Paolo II al tempo del suo vescovado in Polonia.

Senza dimenticare alcuni “pezzi d’ autore”, come la carrozzella di Anna Magnani, una delle bighe romane protagonista del film “Ben Hur”. Ed ancora uno dei primi sulky utilizzato per le corse al trotto, senza tralasciare gli Omnibus,(carrozze in grado di trasportare un massimo di 15 passeggeri), le diligenze, i carri postali e dei pompieri e la berlinetta da gala, veicolo per bambini, donato alla principessa Sissi. Un patrimonio culturale immenso che offre la possibilità di entrare in contatto con un mezzo di trasporto ormai in disuso, ma non certo per questo, privo di fascino, e testimone, di volta in volta, di una cultura e di un’ epoca. Tutti i “gioielli del passato”, esposti su una superficie di 3.000 mq, sono perfettamente conservati e funzionati al Museo delle Carrozze di Roma, Via Millevoi, 693.

Rita De Angelis

mercoledì 18 agosto 2010

Aperto per ferie: “Porta Portese, il mercato storico delle cianfrusaglie di Roma, non chiude nemmeno ad agosto…”

Tra i numerosi mercati di Roma chi non conosce Porta Portese?

Prendendo spunto da una celebre canzone di Claudio Baglioni che riporta lo stesso titolo, per i pochi ignari è il mercato domenicale più grande e più famoso della capitale. Si estende da via Portuense a via Ippolito Nievo, arrivando sino a Viale Trastevere, o ovviamente sino a Piazza di Porta Portese, da cui prende il nome. Uno dei quei luoghi, che a causa della grande affluenza di gente, può vantare un numero sempre in salita di parcheggiatori abusivi.

Al pari di ogni mercato che si rispetti, apre molto presto, intorno alla 6.00 della mattina, e si smonta il tutto intorno alle 14.00. Porta Portese è tappa obbligata per ogni turista straniero che viene a visitare Roma, alla pari del Mercato delle Pulci in Francia, o di quello Russo, è talmente grande e vario che vi si può trovare di tutto: vestiti usati e nuovi, panini con porchetta e salsiccia, marche taroccate, vecchie biciclette, caschi per le moto, borse, valigie, accessori per la casa, piante, dischi usati, antiquariato di mobili, ombrelli, cd, portachiavi, orologi, giocattoli cosmetici ed ogni altra cosa ci venga in mente che può essere venduta o comprata.

Pellegrino quindi che per metà turistica di aggiri in Agosto a Roma, nelle domeniche romane , non dimenticare di visitare il quartiere storico di Trastevere e non sentirti solo, oltrepassando gli archi di Porta Portese, dove i banchi vengono montati alle prime luci dell'alba, ed i veri appassionati, quelli che cercano l'affare ci vanno prestissimo. In questo mercato così variopinto si incontrano veri e propri rigattieri, che espongono chincaglieria, modernariato, o semplice roba vecchia. Quadri e stampe su legno, porcellane, mobili, lampade tiffany, di tutto un po'.. Sembra quasi di essere al centro di una foresta incantata, dove però e d’ obbligo riemergere dalla realtà poiché non bisogna dimenticare di tenere saldo il portafoglio, ma basta saperlo e stare accorti!
Rita De Angelis.

venerdì 6 agosto 2010

“Tanti auguri... e figlie femmine...” Finalmente alle donne viene riconosciuto il merito di continuare la specie... (ed il cognome)

E’ crollato il muro! Altro che Berlino!
Il cemento patriarcale si è frantumato ma viene celato anche da un incognito maschilismo subdolo al femminile arcaico che, come in un vallo, quel “piccolo” crivello usato dagli agricoltori, brucia il cervello anche della quotidianità.
Ma il muro è crollato finalmente! Sono crollati falsi entusiasmi e finte paure. Un augurio, l’augurio per una coppia “auguri e figli maschi” è retrò.

L’introduzione della riforma, già in vigore in Italia dal 2008, quella con la quale si può scegliere il cognome per i figli, è una legge “moderna” per l’Italia. Questo è un cambiamento fondamentale soprattutto per le donne e le famiglie italiane e quelle che risiedono all’estero. E’ stato di fatto introdotto il principio della libertà di scelta, da parte dei genitori, del cognome per i figli. Oggi, finalmente, si può scegliere, se attribuire ai neonati il cognome della madre, del padre, o quelli di entrambi.

L’Italia con l’ introduzione della legge, (Cassazione 24 settembre 2008/23/934) ha superato così una concezione arcaica, e discriminante per le donne, basata su un antico culto della famiglia. Questa legge “moderna” ed “innovativa”, relativa allo status familiare ed ai cognomi, si adegua a pennello a tutte le norme introdotte da parecchi anni in tutti gli altri stati membri dell’Europa Con l’introduzione di questo decreto in Italia si ha così un ordinamento nuovo, al passo con i tempi moderni. In questo modo, il nostro paese non viene visto più come “l’ultima ruota del carro” per la modernizzazione rispetto agli altri paesi europei, ma sale in vetta al podio.

I genitori possono ora in tutta libertà scegliere ed i figli altrettanto..

Non è più, lo Stato che, in maniera coercitiva, impone il cognome del padre, ma al contrario, sono i genitori a prendere liberamente una propria decisione al momento della nascita dei figli e loro, i figli, potranno scegliere a posteriori e decidere. Sono principalmente molte donne e molte famiglie italiane residenti all’estero, che hanno contribuito positivamente all’introduzione e approvazione della normativa per realizzare questa riforma. Finora erano in una situazione imbarazzante o a dir poco assurda. Vivendo all’estero, usufruivano di normative, moderne introdotte all’interno del paese, sui cognomi, ma proprio per questo si vedevano all'improvviso cambiare il cognome dei figli dalle autorità in Italia. Veniva tolto, senza ragione, il cognome della madre ed imposto il cognome del padre.

Con questa legge la situazione descritta, appartiene ormai definitivamente al passato. E quindi nel corso di un matrimonio, il cui coronamento finale, sono proprio i figli, vale la pena dire, come in una favola, e vissero tutti felici e contenti, con il loro cognome, come Cenerentola con il suo principe azzurro.

Rita De Angelis

martedì 6 luglio 2010

Roberta Valeriani: “Ancora sul tema del voto dei non vedenti… In quel muro nero..”

Caro Paolo ti invio un pezzo che ha scritto mia cugina Roberta Valeriani e pubblicato su il Tempo e su voxnews.info… Sarebbe utile farlo leggere per i ciechi e per la giornata della vista. Un Caro saluto.
Rita De Angelis

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Chi non vede non crede. Si dovrebbe negare questa realtà che tra l'assurdo si mescola paradossalmente a contraffazioni nell'identità dell'io. Un utile suggerimento semplice, in aiuto dei non vedenti. Le schede elettorali dovrebbero essere concepibili in Braille come per i farmaci ed altre poche situazioni che vengono proposte a chi vive contro il muro nero del buio interiore ed esteriore.. Vorrei leggere,dicono in molti. Quelli che vivono nel mondo irreale o forse reale degli "zombi", a detta spesso altrui, cecati privi della propria autonomia, si crede, ma saggi. Soltanto in Italia esistono 350mila ciechi ed in tutto il mondo si celebra la "giornata della vista" con l'obiettivo di sensibilizzare le istituzioni per ridurre "il Dramma" della cecità. Non credo sia giusto che le mani di un altro accompagnino al voto chi è succube di questa patologia, facendo la croce su un simbolo piuttosto che su un altro. Scelta obbligatoria per "i disabili" a detta di legge cioè ciechi. Chi ha votato per chi? Per voi, per tutti? Lanciando una scorza di sopravvivenza intorno a noi, speriamo in un prossimo meraviglioso futuro. No, no –dicono - e ascoltiamoli - con le mani di un altro non voglio votare!

Roberta Valeriani