giovedì 26 novembre 2015

Val di Non - Gli orsi italiani hanno diritto a risiedere sui monti del Trentino



Nei giorni scorsi, all’assemblea dell’APT val di Non, che si è tenuta a Sanzeno, a Casa de Gentili, è intervenuto l’assessore alla caccia della PAT Michele Dallapiccola.

L’assessore Dallapiccola, apprendiamo dai quotidiani locali, ha presentato il piano strategico di marketing territoriale, senza trattenersi dall’attaccare i comitati di cittadini che si battono per il diritto alla salute. Ha criticato la pubblicità negativa che viene al Trentino da questi gruppi che chiedono regole per gli agricoltori che utilizzano antiparassitari e pesticidi, sorvolando sul fatto che si tratta di prodotti chimici che causano il cancro.

Ovviamente quando si tratta di marketing, in Trentino, non si tralascia di parlare dell’orso. E’ noto, infatti, che la presenza degli orsi, rappresenta un ritorno economico di milioni di euro per il Trentino.

Ciò che, però, avrebbe affermato l’assessore, anche se non ci stupisce, è agghiacciante.

L’assessore alla caccia trentino, Michele Dallapiccola, sembra abbia affermato che per la migliore convivenza con gli orsi è sufficiente ucciderne uno o due l’anno.
Per completezza, riportiamo il virgolettato pubblicato, il 25/11, dal quotidiano L’Adige: «La convivenza con l'orso è una grande opportunità - ha affermato Dallapiccola - Basta eliminare, e sottolineo eliminare, gli esemplari problematici, che non sono più di uno o due all'anno, nel peggiore dei casi. Vediamo a quanto successo sul Bondone: lì è avvenuta una aggressione drammatica, ma molti turisti hanno poi chiesto agli operatori se non vi siano dei sentieri dell'orso?».
In assenza di smentite, dobbiamo considerare verosimile la dichiarazione dell’assessore alla caccia. Sarà sufficiente rammentare che si tratta dello stesso assessore che, alla presentazione del Rapporto Orso 2014, affermò che gli orsi devono rispettare le regole (ovviamente quelle degli uomini). Si tratta dello stesso assessore che trova disdicevole che gli orsi si comportino da orsi.

Ancora una volta, rammentiamo all’assessore Dallapiccola, ai suoi colleghi di giunta, ai consiglieri che si sono schierati per la persecuzione di animali incolpevoli, che l’orso è un animale particolarmente protetto da convenzioni internazionali e non può essere ucciso.

Gli orsi non nascono problematici, ma lo diventano a causa delle politiche di gestione approssimative e dilettantesche dell’ente che ha il compito di gestire e il dovere della tutela dei plantigradi.
Se si fosse fatto tutto il necessario per favorire la convivenza, non ci sarebbe alcun conflitto. Fare il necessario, informiamo l’assessore Dallapiccola, significa anche intervenire, per smentire, ogni volta che qualcuno racconta bugie sugli orsi e sulla loro pericolosità che com’è noto anche ai sassi, è pressoché inesistente.

Sono i comportamenti umani che creano problemi agli orsi, non viceversa e bisognerebbe avere l’onestà politica e intellettuale di riconoscerlo.
Dallapiccola non ha le idee chiare sul da farsi per favorire la convivenza fra uomini e orsi, perciò la cosa migliore che potrebbe fare, sarebbe didimettersi, dopo aver revocato tutte le delibere che legalizzano la persecuzione di animali che hanno più volte dimostrato scarsa pericolosità.

Poiché il chiodo fisso dei politici locali è l’uccisione degli orsi, rammentiamo che sono tuttora attive tre petizioni online: una, già a quota 111.453 firme, per ritirare la delibera ammazza orsi del luglio 2014, l’altra per lo scioglimento del Consiglio Provinciale trentino, un’altra per l’istituzione della giornata nazionale dell’orso; è necessario firmarle ancora in tanti.

Grazie per l'attenzione.
I referenti per il Trentino di
ENPA - Antonio Russi
Flama d'Anaunia - Ivana Sandri

Guardie per l'Ambiente Trentino AltoAdige - Antonella Ebli
LAC Trentino Alto Adige/Südtirol - Caterina Rosa Marino
OIPA Trento - Ornella Dorigatti
PAN-EPPAA - Mauro Nones
Comitato per l'orso Trentino AltoAdige/Südtirol - Francesco Mongioì

Trento, 26 novembre 2015

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