martedì 4 dicembre 2012

Calcata - Come fu che imparai a convivere con l'arsenico nell'acqua

Acqua santa con erbe


Dopo alcuni anni che andai ad abitare a Calcata, verso la metà degli anni '70 del secolo scorso, dovetti affrontare il problema dell'acqua all'arsenico. Tutta colpa dei pozzi artesiani e dell'inquinamento -scoprii più tardi- poiché finché le acque venivano attinte direttamente alle sorgenti non c'era quel problema. 

L'arsenico infatti essendo mescolato ad altri metalli tende a restare in basso. All'inizio l'acqua di Calcata veniva da una sorgente situata in località Vignale  ed era pura e dolce. Poi essendosi trasferita la popolazione in un  nuovo centro più a monte per l'approvvigionamento idrico fu scavato un primo pozzo artesiano sul pianoro e  non essendo questo sufficiente (in considerazione dell'aumentato bisogno idrico) verso gli anni '80 si  scavò un nuovo pozzo verso la strada di Magliano Romano e da quel momento cominciò il problema dell'arsenico. 

E non solo a Calcata nuova  ma anche a Calcata vecchia, in quanto (per una inveterata abitudine al mal comune mezzo gaudio) l'amministrazione comunale pensò bene di convogliare anche l'acqua pulita del Vignale nei serbatoi  in cui veniva pompata  quella inquinata all'arsenico.  Per cui arsenico per tutti a gogò. Ma non mancò molto che il problema arsenico divenne un fatto comune a tutta la Tuscia, sempre colpa dei pozzi artesiani ovviamente. 

E spesso per colpa delle captazioni per l'acqua minerale (vedi ad esempio i pozzi di Nepi e di Capranica). Anche qui c'è da dire che la Tuscia sarebbe stata ricchissima di acque superficiali da bere ma con l'uso sempre più massiccia di  pesticidi, diserbanti  e concimi chimici tutte le sorgenti sono pian piano diventate avvelenate.  Per questa ragione le acque debbono essere tutte de-arsenificate e ripulite dai vari composti estranei. 

Ho visto così sorgere, negli ultimi anni, un po' ovunque nella Tuscia (e non solo a Calcata), le cosiddette Case dell'Acqua ovvero degli stalli con depurazione annessa ai quali si può attingere acqua abbastanza depurata da sostanze chimiche e veleni.. ma questo non so se sia veramente un bene poiché l'acqua avrebbe bisogno di essere viva, cioè arricchita di varie componenti minerali ed organiche che la rendono non solo dissetante ma  anche nutriente, e l'acqua degli stalli è acqua perlopiù morta....

Ma finché si continuerà  a  spargere  schifezze sui campi e ad inquinare le fogne ed i fiumi ed i laghi con tutte le peggio sostanze chimiche che fuoriescono dai nostri cessi e dai nostri lavandini la speranza di poter attingere di nuovo alle sorgenti... è flebile! E purtroppo la civiltà avanza!

Ma qualcuno potrebbe chiedermi, a questo punto, "come facevi  tu a procurarti  l'acqua potabile?". Ovvio che non ricorrevo molto alle bottiglie, solo  quando avevo voglia di acqua frizzante, e andavo a prendere quella del Vignale oppure a qualche altra sorgente ancora buona nelle vicinanze. Infatti pensate a quanto mondezza si crea solo per comprarsi una bottiglia d'acqua minerale, che in fondo non è nemmeno più pulita di quella del rubinetto. A quel punto meglio installare un depuratore casalingo.. ma io non l'ho mai messo perché di acqua ne ho sempre consumata pochissima... veramente pochissima,  e comunque per usi igienici quella del rubinetto va ancora bene. 

Ah, dimenticavo, per rendere l'acqua potabile (esclusi i metalli pesanti) ho sempre usato dei germi vivi, quelli del Kefir o della Kombucha, che vengono dal Caucaso, e servono appunto a distruggere tutti i microbi nocivi, cercate e troverete....

Paolo D'Arpini



Pozzi artesiani

Il discorso prosegue con un articolo più tecnico di Doriana Goracci 

“La terza deroga concessa dall’Unione europea sui limiti di presenza della sostanza è in scadenza a fine anno. Ma i fondi concessi dalla Regione Lazio per i depuratori sono stati stanziati solo da poche settimane. Così il sindaco della città sarà costretto a emanare un’ordinanza che vieta l’utilizzo dell’acqua pubblica alla cittadinanza. Ma già oggi le risorse idriche comunali sono vietate, “in via precauzionale”, ai bambini fino a tre anni e alle donne in stato di gravidanza” Sono due righe che accompagnano un breve video del Fatto quotidiano.

In altro blog, gennaio 2011“…E’ infatti dal 2003 che in Italia esistono comuni che erogano acqua con un contenuto cancerogeno 5 volte superiore al limite previsto dall’Unione Europea. In tutti questi anni i cittadini di questi comuni sono rimasti all’oscuro di tutto o quasi e a nessuno è stato spiegato in modo chiaro in quali pericoli si poteva incorrere, non solo bevendo ma anche usando quest’acqua per cucinare gli alimenti. Così è dovuta intervenire la commissione Europea respingendo l’ennesima deroga chiesta dal governo italiano. Ma ciò sembra non bastare, infatti tutto questo viene tenuto nascosto e minimizzato e si continua a rimandare quegli interventi che invece sarebbero necessari. Interventi come la dearsenificazione grazie ad apparecchi appositi installati negli acquedotti dei comuni interessati. I cittadini dovrebbero essere tenuti informati sulle limitazioni all’uso di quest’acqua in modo da esercitare una costante pressione utile a risolvere quello che è a tutti gli effetti un grave problema sanitario del nostro Paese.”

Dalla Asl di Viterbo : In base al Decreto L.gsl 31/2001 il valore limite per l’arsenico è pari a µg 10 per litro, ma, fino al 31/12/2012 è stata concessa una deroga che ammette un valore massimo pari a µg 20 per litro. Tale deroga interessa tutti i comuni della provincia di Viterbo, ad esclusione di Bomarzo, Faleria, Graffignano, Oriolo Romano, Montalto di Castro e Vejano…

NOTA BENE
E’ importante comprendere che i valori in deroga sono estremamente cautelativi e possono comportare un rischio per effetti cronici (un consumo di 2 litri di acqua al giorno per tutta la vita), mentre non ci sono effetti acuti: non comporta pericoli bere un bicchiere d’acqua contenente una quantità di tali elementi superiore al valore limite, anche per un periodo di tempo limitato.Per ulteriori informazioni clicca qui
VALORI dell’ARSENICO, dei FLUORURI e di altri elementi nell’ACQUA dei COMUNI della Provincia di Viterbo.

Aggiornamento a novembre 2012
AcquapendenteArlena di CastroBagnoregioBarbarano RomanoBassano In TeverinaBassano RomanoBlera,BolsenaBomarzoCalcataCanepinaCaninoCapodimonteCapranicaCaprarolaCarbognanoCastel S. Elia,Castiglione In TeverinaCellenoCellereCivita CastellanaCivitella D’AglianoCorchianoFabrica Di RomaFaleria,FarneseGalleseGradoliGraffignanoGrotte Di CastroIschia Di CastroLateraLubrianoMartaMontalto Di Castro,Monte RomanoMontefiasconeMonterosiNepiOnanoOriolo RomanoOrtePiansanoProcenoRonciglioneSan Lorenzo NuovoSoriano Del CiminoSutriTarquiniaTessennanoTuscaniaValentanoValleranoVasanelloVejano,VetrallaVignanelloVilla S. Giovanni In TusciaViterboVitorchiano

E’ un fattaccio quello dell’ acqua, sopratutto per chi come me se la va a prendere…alla casetta dell’ acqua come stamattina, che c’ era un gelo. Ho da giorni trasmesso tramite i Carabinieri una denuncia querela alla Procura della Repubblica nel merito e per conoscenza a chi di dovere: tutto tace.
Che male ho fatto nella vita, per pagare pure profumatamente questo veleno che hanno la  faccia di chiamare e descriverlo come “acqua potabile” nella bolletta? A Capranica è da almeno due anni , avvelenata all’ arsenico, rispetto ai limiti consentiti: scritto sulla Bacheca del comune di Capranica… “La concentrazione dell’acqua di Capranica (42 µg per litro) rientra nella seguente categoria: Tra 21 e 50 µg per litro”.

Ci vediamo per gli auguri alla Casa dell’ Acqua altro che quella del Popolo…

Capranica (Vt)

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