sabato 28 luglio 2012

Arrigo Colombo: "La concertazione è un momento necessario della democrazia"

Dipinto di Pina Doria

Quando il Premier Monti dice no alla concertazione, dice no alla sovranità popolare, che è l’essenza della democrazia.

Perché in un regime parlamentare, quale è oggi quello prevalente, il potere detenuto dai cittadini è ceduto solo in parte ai suoi rappresentanti di ogni ordine e grado, tanto quanto è necessario per l’esercizio delle loro funzioni; ma è sempre una prerogativa popolare. Come spiega Beccaria.

Perciò è dovere della rappresentanza, in particolare del parlamento e del governo, coinvolgere il più possibile il popolo e i suoi corpi organizzati – i sindacati ad esempio, gli ordini professionali – nel lavoro preparatorio delle decisioni da prendere. Sì che la decisione provenga in certo modo dal popolo stesso, che detiene il potere sovrano.

Il vizio maggiore nelle democrazie rappresentative d’oggi è proprio lo scarso esercizio della sovranità popolare, relegata al voto politico ogni quattro cinque anni, e al voto amministrativo.

Lo stesso referendum, previsto da noi dalla Costituzione, è ora trascurato, in seguito all’abuso che ne hanno fatto i radicali. Ma questo anche perché la Costituzione non prevede i casi in cui debba intervenire in modo perentorio; come avviene invece in Svizzera.

Il premier Monti è pregato di astenersi da certe affermazioni – come anche l’altra, che il lavoro stabile è noioso, mentre è un basilare diritto in quanto prerogativa della persona e necessario alla sussistenza e sicurezza del vivere – che contrastano coi diritti fondamentali della persona e del cittadino.
Prof. Arrigo Colombo
Centro interdipartimentale di ricerca sull’utopia, Università di LecceVia Monte S.Michele 49, 73100 Lecce, tel/fax 0832-314160E-mail arribo@libero.it/

Nessun commento:

Posta un commento