domenica 11 agosto 2019

Signoraggio bancario e suo funzionamento e conseguenze

Surpise! 
Divinazione - Dipinto di Franco Farina


La Banca d’Italia (banca centrale della Repubblica Italiana), che avrebbe dovuto essere del popolo italiano, in realtà è una società a capitale privato diviso tra varie banche.

Quindi non è un istituto del popolo o del governo italiano per servire gli interessi dei cittadini, ma è una società costituita da banche private con lo scopo di conseguire gli interessi di una grande società per azioni, il cui nome per intero è: Bankitalia S.p.A.

La Bankitalia S.p.A, tra le sue funzioni, esercita anche l’attività di vigilanza sulle banche, quindi il controllore (la Banca d’Italia) è “controllato” dai controllati, cioè per meglio chiarire:  la Bankitalia S.p.A ha, tra i suoi compiti, quella di controllare i propri padroni con  i quali costituisce una stessa entità!

In pratica l’intera istituzione monetaria si configura in una assurda contraddizione.

Ora, la domanda nasce spontanea: ma allora chi controlla la Bankitalia S.p.A se la medesima è controllore di se stessa?

Nel 1926 la Banca d’Italia ha ottenuto l’esclusiva sull’emissione della moneta e che in seguito con il D.P.R. del 12 dicembre 2006, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 291 del 15 dicembre, è stato cambiato l’articolo 3 dello Statuto dell’Istituto che prevedeva la presenza dello Stato in Bankitalia!

Il nuovo articolo ha abrogato il vincolo del controllo pubblico di Banca d’Italia!

Con tale D.P.R, (per la cronaca firmato dal presidente del Consiglio Romano Prodi, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dal ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa) non sono inoltre più in vigore norme che disciplinano i soggetti ammessi alla partecipazione del capitale!

In poche parole, volete sapere a chi appartiene la “nostra” moneta al momento dell’emissione?

Risposta: a Bankitalia S.p.A, ovvero a privati!

Avete capito con chi ci siamo indebitati? O meglio, a chi vanno i nostri sacrifici per pagare il DEBITO PUBBLICO?

Risposta: a Bankitalia S.p.A., cioè a privati!

Forse ancora non tutti sanno che ogni banconota costa, tra stampa, carta e inchiostri, circa 30 centesimi di euro e la Banca Centrale Europea (banca privata ovviamente) invece di cederle alla gente al prezzo di costo le affitta (presta) al valore di facciata aggiungendo un interesse annuo denominato “tasso di sconto”.

Questo significa che una banconota da 100 euro, che potrebbe essere ceduta a pochi centesimi di euro, in realtà ci viene a costare 102,50 euro, cioè più del valore di facciata.

In sintesi cosa è il signoraggio bancario?  E’ la più grande truffa mai inventata. E’ la rinuncia alla sovranità popolare e dello stato di emettere i propri valori di scambio delegando l’operazione ad una banca privata, come è la Banca d’Italia o la BCE, e pagando a detta banca congrui interessi.

La carta moneta emessa dalla banca, senza alcun controvalore in garanzia, viene ripagata dallo stato con l’emissione di buoni del tesoro ed altri titoli, posti in vendita presso le banche stesse, e per cui lo stato paga un ulteriore interesse (causa Spread etc.). Questo processo perverso è alla radice della formazione del cosiddetto “debito pubblico” che non è altro che l’indebitarsi da parte dello stato, ovvero del popolo, nei confronti di un privato, che è la banca.

Allora potreste chiedermi: “Perché lo stato si assoggetta a questo salasso, perché non recupera la sua sovranità monetaria?” 


Ed io vi rispondo: Perché il processo di commistione e di sudditanza è andato troppo avanti in questo sistema, dominato dal controllo finanziario di enti privati internazionali. 

Allorché la politica non sarà più soggetta alla corruzione e potrà recuperare la sua funzione primaria, che è quella di servire gli interessi del popolo e non dei potentati finanziari, che sono la causa prima della corruzione, avrà recuperato la sua indipendenza ed autonomia operativa.

Per quel che riguarda la falsità dell’informazione sul signoraggio bancario e la volontà di mantenere il popolo in ignoranza totale su questa triste verità, vale la stessa risposta, ovvero chi detiene il potere finanziario, e di conseguenza quello economico ed amministrativo, è in grado di controllare l’informazione in tutte le sue forme ed è quindi capace di far credere al popolo qualsiasi
menzogna, pur di mantenere il suo potere acquisito. 


Spiace dirlo ma in Italia e nel mondo non esiste alcuna libertà e verità d’informazione, se non quella “falsata ed ipocrita” foraggiata dal potere finanziario mondiale.

Questo  in conseguenza del  SIGNORAGGIO  bancario da dove deriva il fenomeno della svalutazione, dell’inflazione e del potere d’acquisto del denaro.

Paolo D'Arpini
image.png
Paolo D'Arpini al baretto di  Treia




                  Manifesto di Giacinto Auriti per la Sovranità Monetaria

Articolo collegato: 
https://www.terranuova.it/Blog/Riconoscersi-in-cio-che-e/Economia-ecologica-signoraggio-debito-pubblico-tasse

sabato 3 agosto 2019

Previsioni catastrofiste su religioni, economia e "salvatori"

Risultati immagini per Papi, religioni e futuro immaginato

Secondo la lettura di certi passi biblici, fatta da un monaco canadese, il futuro potrebbe presentarsi così:

0 crisi economica e civile, finalizzata a far richiedere dai popoli l'intervento di un "salvatore" (in corso)

1 procedere con l'ecumenismo

2 quando ritenuto opportuno, far finire la crisi economica, grazie alla trovata geniale di colui che in quel momento sarà a capo della Chiesa cattolica (fine del signoraggio bancario? ndr)

3 far riprendere l'economia occidentale fino a livelli superiori a quelli ante crisi 2008

4 mantenere l'Oriente fuori dalla ripresa economica, fino a farlo quasi letteralmente morire di fame

5 completare intanto il tempio di Salomone a Gerusalemme

6 finito il tempio, usarlo per proclamare (ecco a cosa serve la proclamazione di Gerusalemme come capitale di Israele) "Dio in terra" il salvatore che ci porterà fuori dalla crisi (il Diritto canonico Vaticano ha un art. specifico per questo e verrà tirato fuori al momento opportuno) e nominarlo capo supremo del governo del Nuovo ordine mondiale 

7 durante la cerimonia (cavallo di Troia insegna) i Russi, affamati, approfittando dell'euforia e della scarsa attenzione degli occidentali, assaliranno Gerusalemme di sorpresa e sgomineranno le difese, riuscendo a occupare tutto il paese e a spingersi fino nei paesi del Medio Oriente e in Africa

8 l'occidente si prepara a reagire e invia i suoi eserciti verso Israele, mentre anche i Cinesi (Gog), per dar manforte ai Russi (Magog), invieranno il loro "esercito di 200 milioni di soldati" verso Israele

9 saputo dell'arrivo imminente dell'esercito occidentale, i Russi torneranno indietro e giungeranno a Gerusalemme insieme a Cinesi e Occidentali

10 scontro fra i 3, fino ad arrivare all'uso di bombe atomiche 

11 la Terra scatenerà la sua furia e sconvolgerà tutto il pianeta con terremoti e inondazioni mai viste prima, onde evitare che tutto, ma proprio tutto, venga distrutto dalle radiazioni nucleari

12 i pochi superstiti si troveranno a vivere in condizioni talmente disastrose che "rimpiangeranno i morti".
Coloro che se lo saranno guadagnato (chi è sul tetto non scenda nella casa. Due si troveranno nei campi, uno sarà preso e l'altro lasciato. Due nel letto, uno preso e uno lasciato), sfuggiranno a tutto questo sconquasso perché, avendo affinato la loro percezione interiore grazie agli sforzi fatti per pulire la loro anima uniformandosi sempre più alla volontà divina, percepiranno il richiamo dei fratelli dell'universo, che li porteranno fuori pericolo "sulle loro navi che non hanno mai solcato le acque - le astronavi")

13 finito il periodo di rigenerazione della terra e dell'aria, ripresa della vita seguendo non più le leggi sataniche dell'egoismo ma quella divina dell'amore. Regno di Dio e della Pace che durerà 1000 anni circa. Dopodiché tutti i pianeti e la vita materiale si autodistruggeranno ed esisterà solo vita spirituale in eterna evoluzione, cioè espansione dell'universo con i suoi pianeti spirituali e esseri divini fedeli alla Legge Eterna.

Marco Bracci

Risultati immagini per Papi, religioni e futuro immaginato

Articoli collegati:


giovedì 1 agosto 2019

Gabriele Lorenzoni: "A proposito dell'impianto geotermico di Castel Giorgio..."

Risultati immagini per castel giorgio impianto geotermico

Comunicato inviato via email dal portavoce M5S, Lorenzoni: 

“In merito all’impianto pilota di sperimentazione per la ricerca di risorse geotermiche di Castel Giorgio (TR), a cui sindaci dell’area e comitati si sono opposti fin dal 2015, così come esponenti del Movimento 5 Stelle a tutti i livelli istituzionali, bisogna fare chiarezza. Leggiamo di pretestuosi e tardivi comunicati stampa di consiglieri regionali e parlamentari di altre forze politiche che scaricano sul Governo le responsabilità della decisione finale dell'approvazione del progetto, ma tale approvazione rappresenta soltanto una decisione amministrativa dovuta a seguito della condotta irresponsabile delle Regioni Lazio e Umbria, dalle quali non è mai arrivato un chiaro e inequivocabile parere negativo nella sede prescritta dalla legge dove le amministrazioni possono esprimere l'assenso o il dissenso dal rilascio di titoli abilitativi, cioè la Conferenza dei Servizi, ma sono solo giunte ritrattazioni ufficiose e irrituali che mai hanno messo realmente in discussione la possibilità di realizzare l’impianto". Lo spiegano in una nota i deputati del Movimento 5 Stelle Federica Daga e Gabriele Lorenzoni. 

“La Regione Lazio ha infatti espresso parere favorevole in Conferenza dei Servizi, contrariamente a quanto si sostiene, e poi si è limitata ad una nota dirigenziale di dissenso tardiva. La Regione Umbria, preposta a rilasciare l’intesa, nel merito ha delle delibere di giunta annullate da una sentenza del Tar in quanto dichiarate irragionevoli e contraddittorie. La giunta umbra ha sempre assunto una posizione ambigua, dichiarando inizialmente che non era contraria al progetto, per poi ripensarci e non rilasciare l’intesa” proseguono i deputati.

“In questo desolante scenario, la pronuncia del Tar scaturita dal ricorso della società proponente ha richiesto l’intervento del DICA, il Dipartimento per il Coordinamento Amministrativo, al fine di ottenere dal Consiglio dei Ministri, in veste di mediatore, la deliberazione conclusiva sulla realizzazione dell’impianto. La Presidenza del Consiglio dei Ministri si è trovata quindi davanti al fatto compiuto, in una posizione di arbitro amministrativo senza alcun potere di indirizzo politico. Così il governo ha dovuto limitarsi a rimuovere la condizione di stallo basandosi sugli atti ufficiali e non certo su ritrattazioni tardive e non sufficientemente motivate da parte delle Regioni Umbria e Lazio che, ricordiamo, non hanno impugnato nessun atto né messo in discussione nelle sedi opportune e in termini di legge la fattibilità dell’opera” riprendono Daga e Lorenzoni.

“Dopo aver rinviato per un anno la decisione in cerca di appigli tecnici per bloccare il progetto – aggiungono - il Consiglio dei Ministri non poteva far altro, pena la contestazione di omissione di atti di ufficio, che registrare il parere favorevole delle parti chiamate a pronunciarsi sull’opera in sede di conferenza dei servizi e il parere decisivo (e per noi discutibile) della Commissione per la Valutazione Ambientale (VIA). In caso contrario, la società proponente avrebbe potuto pretendere il diritto ad un cospicuo risarcimento a carico dello Stato e, in solido, dei ministri stessi."

“Il MoVimento 5 Stelle era ed è tuttora contrario alla realizzazione dell’impianto geotermico in questione e non ha mai fatto mancare il sostegno ai comitati e ai cittadini del territorio in questa battaglia, arrivando anche al Parlamento Europeo con le interrogazioni di Dario Tamburrano e le risposte insoddisfacenti della Commissione, e nel Parlamento italiano con le interrogazioni di Federica Daga. A settembre dello scorso anno abbiamo inoltre invitato e ascoltato le ragioni dei sindaci del territorio al Ministero dello Sviluppo Economico, amministrazioni alle quali offriamo ora tutto il sostegno per impugnare la decisione della Commissione per la Valutazione d'Impatto Ambientale. La via legale infatti rappresenta ora l'unica opzione percorribile e noi la percorreremo accanto alle comunità interessate, mentre i consiglieri regionali di maggioranza e la giunta di Umbria e Lazio piangono lacrime di coccodrillo e scaricano sul Governo le loro inequivocabili responsabilità” concludono i deputati del MoVimento 5 Stelle.


Gabriele LORENZONI, Federica DAGA 

Roma, 1 ago. 2019

Torre Alfina - "La geotermia che ci rovina...!"

Risultati immagini per Torre Alfina - "La geotermia
Il Consiglio dei Ministri nella riunione del  31 luglio 2019 ha dato il via libera  al rilascio di autorizzazioni per la produzione di energia geotermica a Torre Alfina e quindi in tutto il viterbese.
Ciò, nonostante le indicazioni  vedi lettera  http://www.cafevirtuel.it/2019/07/04/20450/ a noi inviata il  21 maggio 2019 dalla Commissione europea  che ci comunicava di aver svolto raccomandazioni al Governo perché venisse effettuato un esame attento delle osservazioni da noi formulate sia a Bruxelles che con moltissima documentazione, in particolare rispetto l’impatto sul territorio.
Il Governo si è assunto con questa sua decisione una grave responsabilità che graverà sul futuro del nostro territorio e sulle generazioni future.
Le prese di posizione dei Comuni del viterbese, della Regione Lazio e della Regione Umbria contrarie non sono servite a nulla. La volontà delle popolazioni che vorrebbero lo sviluppo del turismo e il rispetto dell’ambiente sono state completamente disattese dal Governo nazionale.
Nulla da fare. Le popolazioni sostenute dai Comuni e dalle associazioni ambientaliste non vengono considerate e con autoritarismo il consiglio dei Ministri ha deciso calpestandole.
L’AICS ambiente e il Comitato provinciale AICS di Viterbo non si daranno per vinti, così come crediamo continueranno a fare le altre associazioni, i Comuni e le Regioni.
Metteremo in atto le iniziative possibili per contrastare democraticamente tale decisione.
Raimondo Chiricozzi
   
ASSOCIAZIONE ITALIANA CULTURA E SPORT – COMITATO PROVINCIALE VITERBO
Email: viterbo@aics.it  tel 3683065221


....................
Documento collegato: 

mercoledì 31 luglio 2019

Ancona ridotta a hub del turismo barcaiolo di massa...

Immagine correlata

Questi mesi sono decisivi per il futuro di Ancona, pesantemente condizionato dal progetto di porto crocieristico sul quale i cittadini non sono stati preventivamente coinvolti dalla Amministrazione comunale ed a favore del quale è in atto una intensa e fuorviante campagna pubblicitaria.


Con il nuovo approdo crocieristico al molo Clementino avremo l'abbandono del progetto di recupero dell'apertura del Porto Antico con la città storica, perdendo così ogni possibile valorizzazione di un rapporto fisico e culturale che ha caratterizzato secoli di storia urbana e che potrebbe fornire nuova linfa vitale all'intera città. Infatti con il porto crocieristico avremo la privatizzazione del Molo Clementino per almeno 50 anni ed un aumento notevole dell’inquinamento dell’aria, grazie a oltre 6.000 approdi di navi, vere bombe ecologiche: a parità di distanza percorsa, una nave da crociera emette inquinanti atmosferici pari a 5 milioni di automobili. Oltre all’aumento della CO e del black carbon è la stessa proponente Autorità Portuale che prevede che per ogni approdo e per ogni nave avremo la produzione, dai soli motori delle navi, di 5,13 tonnellate di ossidi di azoto, 400 kg di anidride solforosa, 170 kg di PM 10, 160 kg di PM 2,5, kg.440 di composti organici volatili non metanici. Per la durata di 50 anni prevista della concessione il costo sociale dell’inquinamento (malattie, decessi, aumento ricoveri ospedalieri, danni ai monumenti storici) è stimato in € 774 milioni in aggiunta al costo sociale già oggi derivante dai traghetti. Questo incremento dei costi sociali saranno tutti a carico dei cittadini di Ancona e dei lavoratori in ambito portuale. La eventuale rinuncia, pubblicizzata ieri sera, al parcheggio multipiano e quindi alla mobilità con auto private vale solo 3 milioni aggiuntivi di danni ambientali in 50 anni e dimostra, piuttosto, le difficoltà di convivenza con lo sviluppo di Fincantieri.

I supposti benefici, come risulta dal progetto, a vantaggio di chi andrebbero? alla Autorità Portuale per le concessioni; ai piloti del porto, agli ormeggiatori e rimorchiatori; a chi gestirà lo smaltimento dei rifiuti, il rifornimento dell’acqua, il rifornimento di carburante peraltro operato da fornitori nazionali e non locali; alla società che gestirà il terminal; a chi gestirà i parcheggi delle auto dei crocieristi. Sull’ipotesi di una spesa supposta di circa € 70 a testa dei crocieristi ed equipaggi si basa poi il presunto guadagno per i gestori di attività commerciali. Per i cittadini? Solo inquinamento!

La scelta strategica alternativa che noi sosteniamo è invece quella di liberare dalle attuali attività tutto il porto realizzato dal Vanvitelli, dal Molo Clementino al Lazzaretto, restituendo alla città la sua vera passeggiata con l’insediamento di tutte le possibili e compatibili attività turistiche, dell’intrattenimento e del tempo libero. Questo obiettivo può essere raggiunto recuperando i ritardi della Autorità Portuale nel completamento della banchina Marche e nella realizzazione della “penisola” in programma fin dal 2010! Questo permetterebbe di spostare l’ormeggio dei traghetti e dell’ eventuale porto crocieristico – se si volesse insistere su questa scelta - sulla nuova darsena più lontana dalla città e più vicino alle vie di comunicazione. In tal modo tutte le reti di Schengen sarebbero abbattute e si potrebbe completare il progetto strategico del recupero del Porto Antico alla città.

Peraltro l’allungamento dei tempi di realizzazione della “penisola”, rispetto ai 2 anni per la nuova banchina al Molo Clementino, sarebbe compatibile con la realizzazione dell’uscita a nord, altrimenti tra due anni tutta la città sarà bloccata per almeno 260 giorni da ulteriori 140.000 veicoli da e per il porto, aggiungendosi al traffico che già oggi è presente sulla Flaminia ed a Torrette. Ed anche questo è un danno alla comunità.


Italia Nostra - SEZIONE DI ANCONA 
Vincenzo Pirani” Il Consiglio Direttivo  
Sede: via Bonda,1/b , 60121 Ancona, cell. 327/8238123, email: ancona@italianostra.org
Posta certificata italianostramarcheancona@pec.it, sito: https://www.italianostra-ancona.org/ 

martedì 30 luglio 2019

Grottammare - “Memorie di un musicologo perverso” - Recensione

Autoctophonia Festival
Grottammare – Paese Alto
“Teatro Ospitale” – Casa delle Associazioni

Iª Edizione Estate     Luglio-Agosto 2019
Il fabulatore incantevole
a cura di TeatrLaboratorium Aikot27 e Gruppo Aoidos


IL BASSISTA
“Memorie di un musicologo perverso”
di e con
Vincenzo Di Bonaventura


SECONDA FILA, TERZO LEGGIO

          “I due maestri sono venuti a trovarmi ieri sera, durante l’allestimento”, racconta Di Bonaventura. Dario Fo e Carmelo Bene, naturalmente, chi altri... E nessuno fra noi dubita della realtà di una tal visita: perché li sentiamo ancora qui, i due maestri, nell’omaggio dell’attore solista, “fabulatore d’incanto”, a quel loro teatro che fu soprattutto ricerca - sulla lingua nell’uno, sulla phonè nell’altro – e sempre “teatro del testimone” così come lo è quello di Di Bonaventura: ancor più in questa traiettoria teatrale quasi temeraria, certo visionaria, di giullare scomodo e solitario, a cavallo dei due mesi estivi più connotati - in questa città e non solo - dal confuso frastuono di riti collettivi, commerciali e finto-culturali.

          Macchina attoriale nella pienezza dell’accezione beniana – e dunque attore solista ma anche regista, sceneggiatore, musicista, tecnico del suono ecc. – Di Bonaventura annulla ogni distanza fra sé e il pubblico, porge allo spettatore una riscrittura scenica a cui aderire con tutto il coinvolgimento emotivo, sensoriale, neuronale, di cui si è capaci.
          Oggi un apparato fonico d’antan ma poderoso - ben 13 casse-armadio, più aggeggi di variegata pittoresca tecnologia - crea il tessuto acustico di una “partitura” complessa e visionaria, “Il contrabbasso” di Patrick Sϋskind (1981): alluvionale flusso di coscienza che del protagonista - terzo leggio nella seconda fila dei contrabbassi dell’Orchestra di Stato - svela il microcosmo di “manovale della musica”, coagulo di frustrazione e impotenza intorno al feroce amore/odio per l’ingombrante, monumentale, antropomorfo, cannibalizzante strumento musicale.
         Sublimato dalla grazia dell’ironia, il poderoso monologo è insieme allucinata dichiarazione d’amore per la musica, perorazione della centralità pur misconosciuta del proprio ruolo di contrabbassista, inno a quello che ”nelle sue quattro corde racchiude la potenza di un’orchestra”, il più “femminile” degli strumenti con le sue curve che invitano all’abbraccio; ed è al tempo stesso perturbante metafora dello smarrimento e dell’insignificanza dell’intellettuale in un universo di prevaricazione ed esibizionismo; della condizione dell’artista sempre in bilico tra arroganza e fragilità; della solitudine dell’uomo-massa, specie se colto e sensibile, vaso di coccio tra vasi di ferro.

         “Se c’è una cosa inconcepibile è un’orchestra senza contrabbasso (…) un’orchestra comincia a esistere solo quando c’è un contrabbasso”: alle nevrotiche considerazioni sulle gerarchie orchestrali, sul ruolo degli altri strumenti (…E il primo violino, come si sentirebbe il primo violino senza contrabbasso? Nudo, come un imperatore senza i vestiti!...), sull'inutilità del direttore (lasciamo il direttore sbacchettare, il direttore è un’invenzione del 18°secolo…) si alternano spezzoni delle melodie di Brahms, di Schubert, amate con lo stesso ardore con cui Wagner è odiato (“Se ci fosse stata la psicanalisi ci saremmo risparmiati quel mostro di Wagner…”): ah la Seconda di Brahms! ah l’Incompiuta di Schubert! ah il tuono dei cinque contrabbassi all’unisono  - che ne trema l’orchestra - per il brivido della straussiana Salomè affacciata sull’orrenda prigione di Johanaan!...

         Ma la stessa monumentalità del meraviglioso strumento incombe ossessiva sul microcosmo privato del musicista e - quel che è peggio – nell’orchestra lo rende invisibile a Sarah, affascinante soprano e amorosa ossessione:  lo sguardo di lei non è mai rivolto al contrabbasso di fila, ma lei c’è sempre, “con quella voce, quell’organo divino”, invade i sogni notturni, a volte “mi appare anche di giorno”…

      D’altra parte come ignorare che non c’è niente di più opposto di un soprano e di un contrabbasso? Il contrabbassista è il primo a saperlo, non esiste una musica scritta per loro; alla Biblioteca musicale, forse, solo “due arie per soprano e contrabbasso obbligato” poi un nonetto di Bach… poca cosa; e poi lei esce con un cantante italiano…
         Infine è chiaro a tutti, come no, che “In realtà non si è nati per il  contrabbasso (… ), ci si arriva per vie traverse, per caso e per delusioni” e lui c’è arrivato per vendetta e rivalsa: contro il padre che non lo voleva artista, e contro la madre artista, per vendicarsi della quale si dedica allo strumento più ingombrante, goffo, “il meno da solista che ci sia”: e per deludere l’uno e l’altra ed “assestare a mio padre una pedata nell’al di là”  diviene “proprio un impiegato: contrabbassista nell’Orchestra di Stato, terzo leggio”.

         Non può che tracimare, e lo farà, l’energia accumulatasi nell’intreccio di frustrazione, orgoglio, rabbia, delusione, come un fiume sotterraneo pronto ad esondare con violenza: ed ecco lo spettacolare “grido del suo cuore innamorato” - SARAH! -  esplodere nel bel mezzo dell’orchestra, mentre questa sospende il respiro in attesa dell’inizio e “le tre figlie del Reno stanno là come inchiodate dietro il sipario chiuso”… L’effetto sarà “colossale”, c’è da immaginarselo.
Ed è appunto solo immaginazione: il resto è struggente ripetitivo delirio, “ a volte immagino di vedermela davanti, molto  vicino, come il contrabbasso in questo momento…”.

         E’ soprattutto un’ode alla musica questo testo teatralissimo, struggente e ironico, che risucchia lo spettatore in un vortice di emozioni, sensazioni, deliri. Con qualcosa di felliniano - e pertanto di straordinariamente poetico - nella parabola tragicomica del protagonista. E mai fabulatore fu più “incantevole” dell’attore-solista che oggi gli presta la sua voce e la prodigiosa memoria. E che come un magnifico contrabbasso racchiude in sé la potenza di un’intera orchestra.


Sara Di Giuseppe                             faxivostri.wordpress.com     letteraturamagazine.org 


Risultati immagini per Grottammare - “Memorie di un musicologo perverso”


martedì 23 luglio 2019

Non rispondere al male con il male... per integrare le differenze e riconoscersi nella stessa Unità

Risultati immagini per non rispondere al male con il male

…non tutti la pensiamo allo stesso identico modo e magari pur avendo idee simili le mettiamo in pratica in modi diversi. Pur dichiarandoci ecologisti, vegetariani, spiritualisti, etc. talvolta -anzi spesso- troviamo motivi di disaccordo anche fra noi. 


Tempo fa parlando con una amica del più e del meno siamo andati a toccare il tema del bioregionalismo e le ho raccontato di come partendo dalla stessa idea i fautori di questa "filosofia attiva" siano poi andati disperdendosi in varie compagini, talvolta anche antagoniste fra loro e lo spezzettamento ancora è in atto. "Da parte mia -le ho detto- cerco di seguire il sistema alchemico del “solve et coagula”, cercando di mantenere rapporti decenti  e dialogo con tutti.".
Questo atteggiamento non viene però sempre apprezzato, c’è qualcuno che mi chiede una maggiore coerenza e adesione all’idea “pura” e “dura”. Che posso farci… sono nato per stare nella via di mezzo, nel possibile. Anche perché sciogliere i nodi si può solo se ci si mette attenzione e santa pazienza. D’altronde se non si riesce a convivere con persone che almeno hanno qualcosa in comune con noi come potremo sperare di accettare il resto del mondo? In varie occasioni ho subito però critiche virulente per il mio atteggiamento, critiche che -dal mio punto di vista- sono ingiustificate.
Ad esempio sul mio diario "Il Giornaletto di Saul" in cui pubblico generi diversi di notizie (a volte anche controverse),  mi limito a fare qualche commentino e a dare qualche rispostina o resto in silenzio, operando come l’acqua -che scorre dove l’ostacolo è minore. Spesso, col tempo, ho notato che i toni tendono ad ammorbidirsi ed anche la comprensione reciproca aumenta…
Paolo D’Arpini
Risultati immagini per solve et coagula