venerdì 15 settembre 2017

Le statistiche del Vispo Tereso: "L'occupazione aumenta, il PIL cresce!" - Notizie diramate “ad usum Delphini”


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Nella Francia del Seicento, al tempo dei Tre Moschettieri, l’istruzione dei figli del Re era affidata a precettori d’alto lignaggio, che per la bisogna si servivano di libri stampati ad hoc, con testi da cui era stata accuratamente tolta ogni parte che contenesse riferimenti a fatti scabrosi che avrebbero potuto turbare l’augusto allievo. Una cura particolare era dedicata al primogenito, destinato alla successione al trono, il Delfino. Lui studiava su libri pensati solo per lui, stampati in copia unica, che recavano l’indicazione “ad usum Delphini”, cioè per l’uso personale del Delfino.

Nel tempo, la locuzione è entrata nel linguaggio comune, a indicare un testo utile ad una sola persona – e poi ad una categoria o ad una parte politica – ma comunque censurato, privato accuratamente di ogni riferimento giudicato inopportuno; fino al punto (ma al tempo di D’Artagnan non era così) di stravolgerne il significato.

Prendiamo – per esempio – il recente rapporto dell’ISTAT sulla occupazione nel mese di luglio. Nella sua versione originale è una cosa seria, attendibile, ben fatta, come è nella tradizione del nostro istituto di statistica. Poi, però, c’è la versione “ad usum Delphini”: non falsificata, ma censurata, emendata, purgata da ogni elemento che possa turbare la sensibilità del pargolo. Pargolo che – nella fattispecie – è il popolo italiano, cui devono essere taciuti particolari giudicati poco edificanti.

Non so chi si sia incaricato dell’intervento censorio. So solamente che la versione ammannita attraverso i media è stata la seguente: balzo in avanti dell’occupazione, tornata ai livelli pre-2008, quando scoppiò l’ultima crisi (non “la crisi”) che diede un altro colpo all’occupazione. Nel dettaglio, questi erano i numeri: a luglio gli occupati sono stati 59.000 in più rispetto a giugno, pari a un incremento percentuale dello 0,3%; nel frattempo, però, è aumentato anche il tasso di disoccupazione, salito all’11,3%, con un incremento dello 0,2%.

Naturalmente, i commentatori del minculpop si sono arrampicati sugli specchi per spiegare come, se l’occupazione cresce, cresce anche la disoccupazione. Ma questa è poca cosa, a fronte dei proclami roboanti del governo – Gentiloni e Padoan in testa – grondanti orgoglio e autocompiacimento per gli “straordinari risultati” ottenuti. Su tutti, comunque, ha svettato il solito furbastro toscano, il quale ha rivendicato a merito del Job’s Act il grande balzo in avanti (Mao Tse-tung si starà rivoltando nella tomba), annunziando all’incredula platea dei disoccupati italiani che «abbiamo creato un milione di posti di lavoro». Quasi a voler dare uno scappellotto al povero Gentiloni; un avvertirlo che ogni fatto positivo – ammesso che ci sia – deve essere accreditato all’eredità del grande timoniere (chiedo ancora perdono alla memoria di Mao Tse-tung) e non ascritto all’attivo del suo successore.

Naturalmente, a voler prendere per buone le valutazioni entusiaste degli allegri compari, ci sarebbero da osservare tante cose. Per esempio che, in un momento di crescita di tutta l’eurozona, il nostro zero-virgola rappresenta comunque il fanalino di coda. O, per fare un altro esempio, che anche i pochi nuovi posti di lavoro considerati stabili non lo sono affatto; perché le “tutele crescenti” del Job’s Act hanno di fatto cancellato l’occupazione a tempo indeterminato. O, ancora, che per “posti di lavoro” si intendono anche le assunzioni a tre mesi in un call-center a 400 euro al mese. O, infine, che per “occupati in Italia” si intendono anche gli stranieri che sono venuti a prendere posti di lavoro qui da noi (e a sottrarli agli italiani).

Ma tutto ciò rientra nella polemica politica. Sul piano tecnico, invece, a sbugiardare i testi “ad usum Delphini” ci pensa ancora una volta l’ufficio studi della Confartigianato (quello che la stampa chiama “la CGIA di Mestre”). Ebbene, la CGIA ha reso noti i dettagli che gli addetti all’informazione del popolo italiano avevano ritenuto di censurare. Apprendiamo, così, che – a fronte di un ritorno al numero dei posti di lavoro del 2008 – è diminuito di molto il numero delle ore lavorate: meno un miliardo e cento milioni di ore, pari al 5%. La qualcosa comporta che – rispetto all’anno di riferimento – gli occupati hanno lavorato meno, che hanno guadagnato meno, e che le aziende hanno prodotto meno.

Inoltre, anche a voler prendere come riferimento il 2008 (anno in cui la nostra socialità era stata massacrata già da lungo tempo) c’è da tener presente – osserva la CGIA – che tutti gli indicatori economici sono in forte diminuzione: il PIL del 6%, i consumi del 3%, il reddito delle famiglie del 7%, e gli investimenti di ben il 24,5%.

Altro che le barzellette del Vispo Tereso!

Michele Rallo - ralmiche@gmail.com

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giovedì 14 settembre 2017

Statunitensi e servitorelli europei, russofobici ed antisportivi, sconfitti dall'evidenza medica - Gli atleti russi sono puliti!

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Una ennesima vergogna si profila sul mondo occidentale, guidati dai diktat di Washington, la federazione olimpica aveva impedito agli atleti russi di partecipare alle olimpiadi, un'altrettanto vergognosa campagna di stampa partì, lancia in resta, accusando la Russia di aver sistematicamente barato ai giochi di atletica. Ora, i primi risultati, su 96 atleti esaminati, con prove e analisi alla mano, 95 sono risultati prosciolti da ogni accusa di doping, e sono stati comunque costretti a saltare i giochi olimpici per una manipolazione politica e mediatica.
Ricordo bene le lacrime della "zarina" Elena Isinbaeva, formidabile saltatrice con l'asta, oltre che bellissima, mentre presentava i pochi atleti ammessi ai giochi olimpici, tra loro vinse un ricorso giudiziario e partecipò comunque la saltatrice in lungo Dar'ja Klišina, forse ancora più bella....
Il punto è che le manipolazioni russofobiche messe in atto dagli Stati Uniti, anche tramite i servi europei, e una stampa mondiale zerbino per i loro giochi, non hanno più alcun margine di correttezza, e travalicano l'inimmaginabile pur di arrivare a denigrare un Paese che invece le regole le rispetta davvero. 

Spero che si riesca a dare sufficiente visibilità alla notizia affinchè rimanga chiaro quanto si debba diffidare delle versioni delle notizie, quando non delle notizie stesse, diffuse dai media mainstream, che, non dubitate, si affretteranno a correggere le informazioni trapelate dai laboratori della federazione in modo da manipolare nuovamente l'opinione pubblica al riguardo.
Diamoci da fare.

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http://www.adnkronos.com/…/2017/09/13/sgonfia-caso-dopDar'ja Klišinaing-assolti-atleti-russi_3Wrrbzx5USyCoynoK39JWL.html?refresh_ce
14-9-2017
Dietro segnalazione di un amico ho verificato che la pagina con l'articolo è stata rimossa dall'agenzia ADN Kronos, mi spiace, sono stati svelti
Stefano Orsi
ricercando, la notizia è stata riportata anche dal fatto quotidiano.
http://www.ilfattoquotidiano.it/…/doping-di-stato-…/3854816/
Grazie alle vostre segnalazioni abbiamo ritrovato l'articolo su altro link di ADN Kronos, grazie.
Grazie al giornalista Fulvio Scaglione possiamo vedere l'articolo originale del NYT...
https://www.nytimes.com/…/olympics/russian-doping-wada.html…

lunedì 11 settembre 2017

Fake News USA. L'ora dello stupro: dalle Torri Gemelle di New York a Via Tornabuoni di Firenze


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Dice, la forza della verità è tale da sgretolare la roccia. Dice. Nei duemila anni trascorsi la roccia non l’ha neanche scalfita..

Intanto, si parva licet componere magnis, registriamo nel variopinto cosmo delle Fake News che punteggiano ogni attimo della nostra vita, le storiella dei carabinieri stupratori di fanciulle americane in Firenze. Nella campagna tonitruante degli stupri, che le varie essenze sorosiane nella cabina di guida sul binario morto hanno tratto dai campi di migranti in Libia e dalle spiagge di Rimini, tanto da dare un’altra siringata di integratore allo Scontro di Civiltà, quello dei carabinieri è un momento apicale. Per raggiungerlo si è addirittura abbandonata la pista privilegiata dei trucidi musulmani. A noi per l’Arma nei Secoli (In)fedele non corre gran simpatia. Ci corre piuttosto il pensiero a Carlo Giuliani, a Stefano Cucchi, a tante mazze roteanti sulle nostre teste, agli spifferi provenienti da comandi supremi che spazzino via cimici rivelatrici di garbugli tra gentiluomini, di governo e sotto, intesi ad accaparrarsi il più grosso appalto sul piatto europeo. Ma questa storia capita troppo a fagiolo, nella zuppa di legumi allestita intorno a Italia-Egitto-Regeni-Libia-Usa, per non darci un sapore di ingrediente Fake News.

Due scafate ragazzotte da discoteca, canne e cocktail duri. Una rissa fuori dal locale che consente la chiamata dei carabinieri. Due carabinieri poco ligi al regolamento, ma molto arrapati e due ragazze che si esibiscono “strafatte” (aggravante per chi ne abusi) a chiedere un passaggio, non a qualche compare maschiotto di discoteca, ma a carabinieri e, nientemeno, mentre si trovano in (apparente) stato di punibile, ma vulnerabile, alterazione. Dopodichè, giunte sotto casa nell’esclusiva via Tornabuoni (roba da dollaroni), dopo immaginabili “avances”  dei due scapestrati dell’Arma, non si fanno il minimo scrupolo di invitarli in casa. E consumano. Nell’androne, pare, e nell’ascensore, antico luogo deputato a tali effusioni. Non emettono un grido di protesta, non esibiscono vestiario lacerato nel tentativo di opporsi. E, prontezza di spirito da 007, una delle due filma l’evento, per poi dichiarare che lo smartphone aveva preso di suo l’iniziativa di passare da una chiamata d’aiuto a videoregistratore, con serie di clic e ditate che, nel trambusto della colluttazione, danno l’immagine di una ragazza-polipo. Quest’ultimo dettaglio ora verrebbe smentito. Troppo imbarazzante per la vittima. Vai a sapere.

Come a questo punto un qualunque cultore di Fake News avrebbe potuto aspettarsi, sull’evento pecoreccio si sarebbero esercitati esaltandosi quelli di gossip pruriginosi come “Chi”. Invece altro che “Chi”! L’evento merita la transnazionalità che il suo portato geopolitico implicito merita. Entrano in campo i campioni della categoria, il New York Times, la CNN, il Washington Post, tutti i megafoni del “Deep State” che sottotraccia governa a Washington. Dopo queste mosche cocchiere, parte in quarta il Dipartimento di Stato USA, nientemeno, con una formidabile tirata che esige giustizia, catarsi, hubris. E, sollecitando le inermi e per definizione intonse (come Meredith) fanciulle del West, del centro e dell’East, a evitare di uscirsene da sole a Firenze e, meglio, evitare del tutto la terra degli stupratori, raffigura il nostro paese come abitato da una landa di licantropi, alcuni addirittura in uniforme. Bella botta al turismo americano in Italia. 

Come quelle che infliggono all’Egitto, in piena sinergia, i terroristi Isis-Fratelli Musulmani e quelli politico-mediatici, anche quelli del sinistrismo neocolonialista italiota e occidentale, un po’ ricorrendo all’abbattimento di aerei, un po’ a stragi di poliziotti in Sinai, e un po’ a finti ricercatori di Cambridge.

E allora cosa si può intravvedere su uno scenario che ci vede già sul banco imperiale degli imputati per avere l’ENI che pesca nei giacimenti egiziani di gas, per aver rimandato al Cairo il nostro ambasciatore dando da intendere che sappiamo tutti che Regeni lavorava per una centrale di spie, per darci da fare in Libia, intralciando sia l’esclusiva di governo dello shopkeeper Al Serraj e brigando anche con il generale Haftar, “restauratore del gheddafismo”, sia per aver posto un freno un freno all’operazione migranti con la quale quelli del Dipartimento di Stato si sbranano l’Africa e affondano il Sud Europa?

Cosa si può intravvedere? Tenendo conto di circostanze e precedenti, direi, una bella trappola. Sono supposizioni, direte. Forse. Ma quelle del New York Times, scusate, che cosa sono? E quelle, poi, di chi alle 11 dell’11 settembre, manco due ore dopo l’accadimento, già annunciava al mondo che era stato Bin Laden (in quel momento certificato legato alla macchina della dialisi in una clinica per diabetici in Pakistan)?

La smetterà mai, l’astuto Ulisse, a piazzare cavalli di legno sotto le mura di Troia?

Fulvio Grimaldi - www.fulviogrimaldicontroblog.info

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P.S.

Ah, da non dimenticare, nel frattempo cade la Ricorrenza dell’11 settembre 2001, data in cui qualcuno tra Wall Street, Washington e uno degli Hotel Bilderberg, ha tentato di spostare il treno dell’umanità su un binario morto. E’ l’occasione in cui il mercenariato imperiale, politico e mediatico, sguatteri sinistrati in testa, si rimobilita e si riaffanna a ricostruire un qualcosa di presentabile dalle macerie, non delle Torri Gemelle cadute su se stesse o del Pentagono bucato al piano terra, ma della versione ufficiale bushiana, disintegrata dalle evidenze raccolte dalle eccellenze internazionali della scienza e tecnica competente.

Noi sappiamo, gli amici del giaguaro sanno, sanno gli autori del dirottamento, non di fantasmagorici aerei pilotati da gaudenti sauditi bocciati agli esami di deltaplani (roba disperatamente diffusa in extremis dalle agenzie di copertura e affidata da noi a Giulietto Chiesa), ma del citato treno dell’umanità verso il suo annichilimento sotto globalizzazione, Nuovo Ordine Mondiale e Governo Mondiale, chi è stato, chi è, a cosa puntava, a cosa punta, l’impresa che ha esordito l’11 settembre. Gli unici che non lo sanno e che belano “complottisti”, “dietrologia”, al comando del direttore d’orchestra e dei suoi pifferai e cimbalisti, sono gli utili idioti, opportunamente terrorizzati da botti e macelli che gli esplodono tutt’intorno, da Boston a Parigi, da Bruxelles a Barcellona, da Londra a Madrid. Utili idioti rastrellati soprattutto a “sinistra”, è più convincente,  perché siano  pronti ad arruolarsi nella “guerra al terrorismo”, o perlomeno a sottostare, auspicandole, alle misure repressive che ne castrano identità, potenzialità e libertà. Sono gli eterni ausiliari decerebrati del Leviatano di turno. Il mettersi a disposizione fa la loro estasi.

Non è da ieri che nuotiamo come pesci rossi in un globo di menzogne e raggiri. Vi ci siamo fatti immergere a forza di minacce di torture eterne (altro che quelle attribuite ad Als Sisi come ad Assad, altro che quelle vere di Abu Ghraib, Guantanamo e Netaniahu, comunque tutte a tempo) e, in alternativa, di eterni godimenti paradisiaci. Verità, consapevolezza e libero arbitrio l’abbiamo persi quando qualcuno sostituì agli dei, molteplici come gli uomini, il dio unico, onnipotente e indiscutibile. Quando sotto un unico altare fu seppellito il dì che nozze e tribunali e are / dier alle umane belve esser pietose / di se stesse e altrui.

Oggi, tuttavia, per farci tornare belve impietose di se stesse e altrui, s’è inventato il neoliberismo, il consumo, la competizione, il mors tua vita mea. E per farlo passare sui neuroni sopravvissuti ai trucchi millenari dei pochissimi per annichilire i tantissimi, dall’11/ 9 sono partiti strumenti di annientamento della ragione da fare un baffo perfino a precedenti totalizzanti come la Bibbia, il Vangelo, gli Atti degli Apostoli, i miracoli, i veggenti, Padre Pio, le bolle e balle dei papi fino a Francesco. (F.G.)

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domenica 10 settembre 2017

"Altro stupro... altro regalo" - Firenze a luci rosse


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Firenze. Da parecchio non si sentivano più storielle piccanti in città, dalla dipartita del solito compagno di merende,  finalmente il vuoto è stato colmato. Merito di due carabinieri che hanno vissuto una notte infuocata (si fa per dire), fuori ordinanza, con due ragazze americane, su di giri. Ma l'indomani mattina le ragazze, più sobrie, si sono ricordate che,  essendo ubriache, non erano proprio in sentimenti, insomma non avevano consapevolmente desiderato quell'incontro e quel che era successo  con i due militari  e  quindi hanno ritenuto opportuno denunciarli per “violenza carnale”. 

I due carabinieri, entrambi nel frattempo sospesi dal servizio, hanno ammesso di aver avuto rapporti sessuali, aggiungendo però che le “ragazze ci stavano”.  Da notizie di cronaca diramate ieri (alle 20.30 tg rai 2) inoltre si è venuto a sapere che le due americane "previdenti" avevano stipulato un'assicurazione contro lo stupro   Queste le informazioni apprese leggendo i giornali al solito baretto di Treia. Per fortuna non sta a me giudicare...

Paolo D'Arpini

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Commento di Uberto Tommasi: “L'assicurazione contro lo stupro mi preoccupa un po' se penso a tutti gli incidenti auto fatti per frodare l'assicurazione...”



Commento di Roberto Tumbarello: “Violentare gli è venuto più facile perché la divisa rassicura le vittime. Esulta la Boldrini. Ormai lo stupro è un must del millennio. Non passa giorno che non se ne commetta uno. L'Arma non vuole essere seconda a nessuno. Hanno capito che è una gara nella quale per ora primeggiano i clandestini. Degli italiani non si parla mai sui giornali. Ma loro sono migliori. Non sono protagonisti solo nelle barzellette. Così, hanno deciso di cimentarsi. Scelgono "astutamente" le americane che bevono e dimenticano. Come, purtroppo, facciamo tutti noi."



Commento di Alma Macuzzi: “Una storia demenziale che avrebbe fatto la gioia del Commissario Montalbano Premesso che prima di saperne di più è un po' difficile commentare ma tutto lascia pensare che i due carabinieri, al di la della volontarietà o meno del rapporto, non siano affidabili neppure come spazzini Infatti, anche se resta difficile capire il motivo per il quale le due ragazze (magari "spinellate" come ogni frequentatrice di discoteca che si rispetti), pur sapendoli in servizio li abbiano invitati ad entrare (e loro ad accettare) insormontabile, a lume di logica, è il comprendere perché i due abbiano iniziato le loro avances, uno in ascensore e l'altro sulle scale (con l' evidente e probabile rischio di esser scorti da terzi) invece di attendere di esser nell'appartamento delle ragazze. Se due Carabinieri violentano due ragazze in circostanze tali da denotare un'intelligenza (sicuramente) inferiore al congolese di Rimini, che tipo di servizio di sicurezza pubblica possono mai offrire ai cittadini ? Conclusivamente, se colpevoli meritano il massimo della pena + ineludibili cure psichiatriche, se invece innocenti, comunque vanno puniti secondo le regole dell'Arma, per abbandono dell'auto e del servizio....” 


Nessun testo alternativo automatico disponibile.
http://m.ilmessaggero.it/primopiano/articolo-3228490.html


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Articolo collegato: 
http://altracalcata-altromondo.blogspot.it/2017/09/fake-news-usa-lora-dello-stupro-dalle.html

venerdì 8 settembre 2017

Siria - Israele bombarda e Putin tace (chi tace acconsente?)


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La Siria inizia la riconquista di Deir Ez Zor e Israele, padrino e curatore di Isis, bombarda vicino Damasco con la grottesca motivazione delle bombe-barile e delle armi chimiche.
Tutto normale, lo hanno fatto già tante volte, sempre impuniti.

Quello che sorprende, anzi sbigottisce, è che il supersistema di difesa anti-aerea russo S400 ancora una volta non sia entrato in azione. C’è un tacito accordo tra Tel Aviv e Mosca?

Netaniahu era appena rientrato dall’incontro con Putin.

Del resto sono i russi, bravissimi,  ad essersi spesi senza remore in difesa della Siria, a non aver sollevato obiezioni alla conquista di vasti pezzi di Siria da parte dei mercenari curdi sotto comando Usa, a tollerare che i turchi abbiano fatto di Al Bab una loro roccaforte, ad accettare che il Nord Est siriano, Idlib, sia diventato un protettorato turco occupato da jihadisti sotto padrinaggio di Erdogan e ad aver sancito le famose zone di “riduzione del conflitto” che sono altrettanti pezzi di una Siria a macchie di Leopardo, occupate dai suoi nemici mortali.
 
Ci sono a Mosca contraddizioni interne allo Stato come quelle che agitano Washington? C’è uno Stato Profondo russo collegato alla diaspora russa in Israele che rema contro? Gli oligarchi di cui Putin non ha ancora saputo e voluto disfarsi lavorano per il re di Prussia? Negli stessi canali russi, semi-ufficiali, si levano voci di perplessità, se non di forte critica, a quanto sopra.
 
Certa cose sono incomprensibili.

(Fulvio)

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Commento di Jure: "Di sicuro la situazione complessiva è caotica. E tale sembra essere pure internamente in ogni protagonista di rilievo, Israele compreso. Certo che se è reale il sospetto di Fulvio il guaio è grosso, ma gli indizi ci sono. 
Pure dentro Israele c'è un bel casino, con sionisti frazionati e integalisti oramai fuori binario (si è aperta pure la caccia al cristiano, oltre che al negro, a Tel Aviv: aspetto una parola da Francesco...). Da quel che si sente in giro, Israele vorrebbe uscirne compattando il sionismo con un attacco al Libano, obiettivo Hezbollah, naturalmente, su cui ogni sionista di rispetto sacrificherebbe i propri figli.  E se la Russia non si oppone..."

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Commento - Integrazione  di Piotr:
"Non è assolutamente facile formulare una risposta precisa, e nemmeno ipotesi anche solo sostanziate decentemente.  I puntini da unire per avere una parvenza di figura riconoscibile sono veramente troppi. Ne cito alcuni:

1) I rapporti molto complessi tra Russia e Israele. Si pensi, solo a mo’ di esempio, al legame tra Avigdor Lieberman, l’attuale ministro della Difesa israeliano, e la Russia e al fatto che è sostenuto dagli immigrati russi in Israele che di solito non hanno rotto i legami con la patria di origine. Si è saputo di uno “scambio di opinioni” tra Putin e Netanyhau durante un incontro molto poco formale (anzi, fu una visita a sorpresa di Netanyhau in Russia e questo è già significativo), dove Putin infuriato sbatté fuori dalla porta  Netanyhau prendendolo per la collottola (il tema del litigio era l’Iran, tanto per cambiare, il più serio competitor regionale di Israele). Ora, questo comportamento così "corporale" è impensabile al di fuori di un rapporto di tipo molto particolare, direi “intimo”. Si pensi al fatto che Israele ha lasciato che i bombardieri russi volassero tranquillamente sul suo spazio aereo (lo dissero proprio dopo l'abbattimento dell'aero russo da parte della Turchia). 

2) La Russia ha sempre cercato la via del negoziato coi “ribelli” che riteneva più deboli/ragionevoli. La politica delle aree di de-escalation segue questa linea che ha portato i suoi frutti, persino ad Aleppo. Mentre con l’ISIS ha una politica di sterminio, Mosca deve aver pensato che coi miliziani rinchiusi nella sacca di Idlib può usare un’altra strategia. Intanto perché essi sono più che altro legati alla Turchia, che la Russia si sta lavorando ai fianchi per lo meno dai tempi del fallito golpe contro Erdogan (e questo spiegherebbe anche al-Bab), poi perché vuole concentrarsi coi Siriani su altri obiettivi che sono, in sostanza il recupero del controllo della frontiera con l’Iraq (vedi lo sforzo su deir-Ezzor), il deserto attorno a Damasco e obiettivi più facili, come la regione di Hama. Se posso fare un esperimento mentale, mi immagino che la caduta di Idlib allarmerebbe molto i Turchi, poco gli USA e pochissimo gli Israeliani, che invece sono furenti per i progressi dell’Esercito Arabo Siriano verso deir-Ezzor. Se l'esperimento mentale è giusto, è una buona cartina di tornasole.

3) Infine bisogna ricordare che la partita in Siria si è complicata in modo tremendo. Si pensi al battaglione di ex miliziani della galassia chiamata Esercito Siriano Libero che recentemente per conto dei Turchi ha assalito direttamente truppe statunitensi che operano con l’SDF. Si pensi infatti al conflitto tra Turchia e i curdi dell’SDF sostenuti dagli USA. Si pensi alla frattura Arabia Saudita-Qatar (e quindi Arabia Saudita-Turchia, che comunque nel conflitto siriano hanno sempre avuto interessi divergenti). E infine si pensi al fatto che in alcune zone di de-escalation controllate dall’Esercito Siriano Libero sembra che operino la polizia militare russa e in alcuni casi persino le truppe di Damasco. Come si vede gli accordi sulle safe zones danno origine a configurazioni sul terreno molto complesse.

4) Non dimentichiamoci poi che la Russia ha ancora aperto il fronte Crimea/Donbas.

Alcune notizie sono certe, altre da verificare e tutto, infine, è da capire. Ripeto: non sappiamo assolutamente nulla di quel che si dicono a due a due Russia, Israele, Turchia, Stati Uniti e Iran. E nemmeno si riesce a capire quale sia la linea di politica estera degli USA in Siria (l’unica cosa che appare chiara è che a parte il sostegno all’SDF curdo, per il resto è caotica). 

Mi ricordo che ai tempi della guerra all’Iraq un alto papavero del Pentagono affermò che gli USA non erano in grado di condurre contemporaneamente due guerre in due teatri differenti. Uno era il Medioriente e l’altro era, guarda un po’, ... la Corea.  Sembra che gli USA abbiano veramente troppe gatte da pelare. Se va in tilt può succedere il peggio e né la Russia né la Cina hanno voglia che ciò succeda. Quindi stanno cercando di fare in modo che non vada in tilt e che rimanga un “partner” con cui negoziare e non vogliono contribuire a indebolire ulteriormente Trump, dato che per ora l’alternativa a The Donald è peggiore di lui (da cui, detto incidentalmente, l’accusa che dietro a Charlottesville ci sia la Russia è una cretinata al di là di ogni immaginazione).

Insomma, un gioco complicatissimo e delicatissimo.


Notizia recente: degli elicotteri USA hanno evacuato dalla zona di deir-Ezzor una ventina di comandanti dell’ISIS “di origine europea”. Più probabilmente erano consiglieri e agenti americani/NATO.

Notarella finale. L’altro giorno ho visto alla TV un film interessante, di cui non ricordo il titolo, dove il comandante di un gruppo “clandestino” dello spionaggio tedesco deve incastrare un importante personaggio arabo che vive ad Amburgo ritenuto a capo di una rete terroristica. In una riunione con i suoi capi e rivolto sarcasticamente alla responsabile della CIA dice: “Certo, potrei rapire la sua famiglia, o potrei cercare di ucciderlo. Ma io preferisco un’altra strategia: portarlo dalla mia parte dandogli la cittadinanza che da tempo chiede”. “E perché fa questo?” gli chiede la funzionaria della CIA. “Per rendere più sicuro il mondo” risponde la spia tedesca, ripetendo ironicamente proprio le parole retoriche che aveva usato l’americana il giorno prima.
Bene, la nostra spia tedesca costruendo una sapiente tela di ragno riesce a convincere il figlio del “bersaglio” a collaborare con loro con la promessa che al padre non sarebbe successo niente di grave. Ma all'ultimo momento la CIA, col beneplacito dei capi dell’Intelligence tedesca, interviene in modo brutale rovinando tutto e mandando in bestia il nostro intelligente agente coperto.
Un esempio di strategie diverse. C’è quella del ragno e quella del rinoceronte.
(Piotr)"


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Commento di V.B.: "Probabilmente i Russi non si sentono tanto forti da combattere contro tutti contemporaneamente (ISIS, USA, Al Qaida, Israele, ecc.) e cercano alleanze temporanee per affrontare un nemico alla volta (anche se diffidare è sempre salutare).  Per quanto riguarda Idlib sono segnalati da mesi scontri feroci tra Tahrir Al Sham (ovvero Al Qaida in Siria) e Ahrar Al Sham (organizzazione sostenuta direttamente dalla Turchia). Evidentemente Al Qaida non gradisce molto la svolta della Turchia.
Lo stesso nella Ghouta Orientale, alle porte di Damasco, dove le organizzazioni legate ad Al Qaida si scontrano con quelle che hanno raggiunto una tregua con il Governo Siriano e i Russi. Tra le organizzazioni che hanno accettato la tregua ci sarebbe anche Jaish Al Islam, gruppo legato all'Arabia Saudita, che ultimamente sembra essere venuta a più miti consigli e non parla più della defenestrazione di Assad." (V.B.)

giovedì 7 settembre 2017

In difesa di Marco Minniti, il capro espiatorio dei pacifinti


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A me pare che Marco  Minniti, che si è limitato a chiedere alle ONG, notoriamente finanziate, almeno in parte, da un grandissimo criminale,  abbia dimostrato un minimo di correttezza, controllo e trasparenza, visto che queste Ong sono riuscite a privatizzare, insieme ai loro referenti nei paesi africani, il più grande fenomeno sociale del momento, e che abbia fatto il minimo e lo abbia fatto bene, anche tentando di intervenire su tutte le parti nel bene o nel male coinvolte nel fenomeno in Libia e in Africa. Grande è il suo merito per essersi rivolto anche ad Haftar, unica presenza istituzionale degna e anticoloniale in Libia.

Tutta la combriccola pacifinta e disonesta dei dirittoumanisti, basata sull’accoglienza senza se e senza ma (Boldrini, Saviano, Manconi, Ciotti, papa, Soros...) non vuole capire (o non vuole ammettere) che il fenomeno "immigrazionista" non è un fenomeno, ma un’operazione con una  precisa strategia, parallela al neoliberismo della cosca finanziaria che ha impoverito i ceti subalterni dell’Occidente, e che consiste nello svuotare i paesi di provenienza del loro futuro promuovendone l’emigrazione delle generazioni che dovrebbero costruirlo, con contemporanea destabilizzazione sociale, economica e culturale dei paesi d’approdo.

La cosa mostra chiari parallelismi con la mistificazione Regeni (infatti sono gli stessi a diffonderla), che da collaboratore di pendagli da forca, spioni e assassini, diventa un "ricercatore progressista". E serve anche, contro le geremiadi di chi si straccia le vesti sul palazzo di Piazza Indipendenza, vedere che cosa è venuto fuori dalle indagini su quel vero e proprio covo di malaffare, cogestito da malviventi anche del movimento per la casa, un tempo vanto delle lotte romane e italiane (vedi Lotta Continua, San Basilio, Via Tibaldi a Milano...)

(F. G.)


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Commento/integrazione:

" non ho alcuna simpatia per Minniti (già collaboratore di D'Alema all'epoca della guerra in Jugoslavia e che certamente non si oppose all'attacco alla Libia nel 2011), 
però se il governo italiano dimostra un minimo di autonomia e di iniziativa e fa finalmente tre cose giuste (riallacciare i legami con l'Egitto, chiedere conto a Cambridge della reale attività di Regeni in quel paese, riallacciare relazioni anche con il gen. Haftar, che in questo momento rappresenta l'ala nazionalista-laica-patriottica della Libia, a differenza dei tagliagole di Misurata e della Fratellanza Musulmana), allora bisogna darne atto..." (V.B.)

mercoledì 6 settembre 2017

Civitanova Marche - Vaccini pesanti e bidet leggeri alla conferenza di Gianfranco Carpeoro

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Dalla conferenza in diretta dall'Hotel Palace di Civitanova Marche del 23 luglio 2017 -  Border Nights Live *,  al  97,50 dall’inizio Gianfranco Carpeoro afferma (a proposito del dl sui vaccini): “E’ stata costruita una battaglia sull’obbligatorietà anziché sulla specificità. E tutti questi “stronzi” che mi vengono a dire che il vaccino non va bene, e ci sono,  e che la poliomielite non è passata perché è stato introdotto il vaccino e che le malattie sono scomparse perché tutti  ci facciamo il bidet una volta al giorno; tutti questi idioti, perché sono degli idioti, perché non vanno nel  cuore del problema e tutti questi medici che ti dicono che le malattie sono diminuite perché ti lavi, che non è vero, perché guarda caso sono diminuite quando sono iniziati i vaccini per il vaiolo, la poliomielite; tutti questi medici che si svegliano, un po’ mentecatti, che dicono che non è passato per il vaccino....”
 
Carpeoro ha dichiarato  più volte di stimare  Rudolf Steiner, che considera, come Franceschetti,   un Maestro Spirituale.  Questo articolo di Cammerinesi  http://coscienzeinrete.net/benessere-olistico/item/765-un-vaccino-anti-spirito-e%E2%80%99-gi%C3%A0-in-distribuzione  riporta la conferenza  del 27/10/1917  nella quale Steiner esprime il suo parere sulle vaccinazioni.   Steiner  è stato segretario  della sezione tedesca della Società Teosofica  dal 1902 al 1912  e pertanto era a conoscenza della fondazione da parte dell’Ordine di Servizio Teosofico nel 1908 della lega contro  vaccinazione e vivisezione. Penso che tali decisioni non siano state adottate da persone “idiote” che non  hanno affrontato il cuore del problema; avevano sicuramente  studiato  sia  le cause del vaiolo, il vaccino di allora,  le scoperte di Louis  Pasteur e quelle   di Antoine Béchamp  il quale affermò   che il microbo si trova in un terreno biologico alterato prima da più fattori (e non solo  igiene  e veleni vari, ma anche traumi psichici).
  
Alcune persone di mia conoscenza con diagnosi di polio o di sclerosi multipla mi hanno raccontato   che prima del  sintomo avevano vissuto un conflitto motorio,  alcune in modo fisico  altre in modo virtuale.  Trent’anni fa ( non conoscevo  allora  le scoperte di Hamer) la mia vicina di casa mi raccontò che  rischiò di precipitare  in  un burrone mentre stava sciando,  si spaventò molto e tornata a casa tremante si mise a letto con un po’ di febbre. Dopo alcuni giorni si accorse che una gamba non la sorreggeva ed ebbe la diagnosi di polio. Ovviamente non contagiò  né  i familiari  né gli amici  - allora nessuno era vaccinato – . Dopo dieci anni la diagnosi fu mutata in sclerosi multipla.  Un’altra mia conoscente, più recentemente,  mi raccontò che allorchè scoprì che il marito la tradiva si sentì “cadere nel vuoto”: dopo  qualche mese dall’evento ebbe anch’ella  la paralisi ad una gamba con diagnosi  però  di sclerosi multipla.  E’ opinione di molti ricercatori,  a mio avviso per nulla idioti, che polio, paralisi flaccide, sclerosi ecc. siano del tutto simili e che non siano contagiose. Perché dopo lo tsunami   ci sono stati in Indonesia molti casi di polio in persone tutte precedentemente vaccinate? Igiene o conflitto motorio? 

Hamer  è stato aiutato nelle sue scoperte dal racconto del vissuto di tante persone e mi dispiace che  spesso venga citato solo   per le questioni sioniste  (a 1.46 dall’inizio dell’audio). Ho frequentato i suoi corsi (non sono medico né terapeuta) e solo nel 2006 ho compreso che mio marito da bambino ha vissuto quella che viene definita da Hamer “una costellazione planante”.   Durante la guerra fu portato nel bunker di casa perchè temevano un bombardamento. 

Lo spazio stretto – affollato anche dai vicini -  e la sensazione di panico di tutti gli crearono due  traumi psichici: uno alla laringe  e l’altro alla mucosa bronchiale con tosse persistente. Ebbene allorché una persona ha questi due conflitti contemporaneamente  la psiche  escogita, per aiuto,  la sensazione di volare per uscire dallo spazio stretto.  La madre invece ebbe poco dopo la diagnosi di difterite, guarì ma non contagiò nessuno. 
 
Le  cure sono tantissime ma spesso la ricerca delle cause latita.  
 
Paola  Botta  Beltramo

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