giovedì 8 agosto 2013

Comunicazione per autistici naturali.....


La tentazione è quella di cadere sempre in mano alle "idee" alle "teorie" alle "ideologie". Qui non trattiamo la "natura" contro "la cultura" . Assolutamente: qui non siamo per fare una ideologia naturale intorno all'autismo . NO! Siamo qui SOLO per passarci informazioni pratiche su prassi rispettose dello sviluppo. Questa finalità va compresa molto molto in profondità, altrimenti questo gruppo è inutile.... (Nuni)

Questo è il nostro gruppo: "Autistici Naturali" - https://www.facebook.com/groups/109699332389124/


Autistici naturali viene da un motivo serissimo e importantissimo: appena nasce un figlio e si scopre il suo autismo... viene introdotto in una specie di macchina infernale, una giostra di terapie, stanze, strategie, gli vengono applicati protocolli, viene sottoposto a procedure comportamentali, farmacologiche, viene vivisezionato nei modi nell'anima... 

Cosa resta della parte piu' importante in assoluto, piu' sacra e naturale in assoluto: la genitorialità e i naturali stimoli di sviluppo che ogni genitore su questa terra riversa a profusione e con amorevolezza sui figli fino a renderli abili adulti ed autonomi? Questo punto è il "grande dimenticato" , l'averlo dimenticato rappresenta il fallimento di ogni terapia al di la che sia valida o meno, scientifica o meno.... 

In tanti anni io ho visto una differenza abissale tra le famiglie che per educazione, per inclinazione o per semplice fortuna non hanno abbandonato questa modalità naturale... e quelli che sono stati fagocitati, loro malgrado, in questo meccanismo infernale della artificiosità nel trattare l'autismo. Questa mia affermazione non è in nessuna maniera contro nessuna terapia, ma è assolutamente contro qualunque percorso iniziato senza la profonda consapevolezza che noi genitori siamo la chiave dei nostri figli e che tutto il resto deve essere "strumento" e non "protagonista" nel dispiegarsi della vita dei nostri figli. 

E che dobbiamo saperlo, quanto molto possiamo fare gia' noi, in modo fisiologicamente naturale, per farli crescere e sviluppare, esattamente come facciamo per qualunque figlio: alle terapie va il compito specifico... ma lo sviluppo è in mano nostra: affetto, sana alimentazione, movimento, vita all'aperto, regole di sana educazione, costruzione di un microcosmo sociale accogliente... in fondo è tutto qui. 


Nu Burg - Ricercatrice

martedì 6 agosto 2013

Hiroshima e Nagasaki... l'uomo dimentica quel che non gli piace... (o non fa comodo al potere)


"Hiroshima e Nagasaki: la lezione dimenticata" 
di Giorgio Nebbia 
 
Col passare dei decenni si fa sempre più pallido e formale il ricordo dell’esplosione, proprio il 6 agosto del 1945, sessantotto anni fa, della prima bomba atomica americana sulla città giapponese di Hiroshima, seguita, tre giorni dopo, da quella di una simile bomba atomica sull’altra città giapponese di Nagasaki: con duecentomila morti finiva la seconda guerra mondiale (1939-1945), e cominciava una nuova era, quella atomica, di terrore e di sospetti, eventi che hanno cambiato il mondo e che occorre non dimenticare.
 
L’”atomica” era il risultato dell’applicazione militare di una rivoluzionaria scoperta scientifica sperimentale: i nuclei dell’uranio e di alcuni altri atomi, urtati dai neutroni, particelle nucleari prive di carica elettrica, subiscono “fissione”, si frantumano in altri nuclei più piccoli con liberazione di altri neutroni che assicurano la continuazione, a catena, della fissione di altri nuclei. In ciascuna fissione, come aveva previsto teoricamente Albert Einstein (1879-1955) nel 1905, si liberano grandissime quantità di energia sotto forma di calore. Energia che avrebbe potuto muovere turbine elettriche, navi e fabbriche, ma che avrebbe potuto essere impiegata a fini bellici.
 
La fissione anche solo di alcuni chili dello speciale isotopo 235 dell’uranio, o dell’elemento artificiale plutonio, libera energia con un effetto distruttivo confrontabile con quello di alcuni milioni di chili di tritolo, uno dei più potenti esplosivi disponibili. I danni sono ancora più grandi perché molti frammenti della fissione dell’uranio o del plutonio sono radioattivi per decenni o secoli. Dal 1945 Stati Uniti, Unione Sovietica (l’attuale Russia), Francia, Regno Unito, Cina, India, Pakistan, Israele, hanno costruito bombe atomiche sempre più potenti a fissione, o bombe a idrogeno, termonucleari, nelle quali la liberazione del calore si ha dalla fusione, ad altissima temperatura e pressione, degli isotopi dell’idrogeno, il deuterio e il trizio.
 
Circa duemila esplosioni sperimentali di bombe nucleari nei deserti, negli oceani, nel sottosuolo, hanno mostrato che cosa una moderna bomba atomica potrebbe fare, se sganciata su una città. Ciascuna potenza nucleare si è dotata di bombe nucleari per avvertire qualsiasi potenziale nemico che, se usasse una bomba atomica, verrebbe a sua volta immediatamente distrutto: la chiamano deterrenza e questa teoria finora ha fatto vivere il mondo con un continuo stato di tensione. L’esistenza delle bombe nucleari ha sollevato proteste finora inascoltate; anzi si può dire che la contestazione ecologica sia cominciata proprio con la protesta contro tali armi.
 
Con la graduale distensione internazionale, a poco a poco le potenze nucleari hanno cominciato a smantellare una parte delle bombe esistenti. Nel 1986, l’anno della massima tensione, nel mondo esistevano 65.000 bombe atomiche e termonucleari; oggi tale numero è diminuito a circa 17.000 bombe, delle quali alcune migliaia sono montate su missili pronti a partire entro un quarto d’ora dall’ordine. La potenza distruttiva delle bombe nucleari ancora esistenti nel mondo equivale a quella di duemila milioni di tonnellate di tritolo, settecento volte la potenza distruttiva di tutte le bombe impiegate durante la seconda guerra mondiale.
 
Basterebbe l’esplosione, anche accidentale, di una nelle bombe nucleari esistenti, un atto di terrorismo con esplosivi nucleari, per devastare vasti territori, per uccidere migliaia di persone, per contaminare l’ambiente naturale, le acque, gli esseri viventi con sostanze che restano radioattive per secoli. Un famoso libro di Nevil Shute, "L'ultima spiaggia", del 1956 (da cui fu  tratto un drammatico film), descriveva la scomparsa della vita dalla Terra in seguito ad uno scambio di bombe nucleari iniziato per errore; il film finiva con il tardivo avvertimento: “Fratelli, siamo ancora in tempo”.
 
Purtroppo, fino a quando alcune potenze possiedono bombe nucleari, sarà difficile convincere altre (oggi Iran e Corea del Nord, domani chi sa ?) a rinunciare alla costruzione di un loro arsenale nucleare, nell’illusione di scoraggiare l’aggressione da parte di “qualcun altro”. L’unica soluzione consiste nel disarmo nucleare totale, peraltro imposto dall’articolo VI del Trattato di non proliferazione nucleare, firmato da quasi tutti i paesi, ma che nessuno finora si è sognato di rispettare.
 
Eppure sarebbe anche questione di soldi; le enormi somme, oltre mille miliardi di euro all’anno, che oggi le potenze nucleari spendono per tenere in efficienza, per aggiornare e perfezionare i propri arsenali, anche detratti i costi per lo smantellamento e la messa in sicurezza delle bombe nucleari esistenti e dei relativi “esplosivi”, sarebbero sufficienti per assicurare scuole e ospedali, opere di irrigazione e cibo a chi ne è privo, per estirpare cioè le radici della violenza che è la vera causa delle tensioni politiche e militari internazionali.
 
Fratelli, non crediate che siano utopie: davvero “siamo ancora in tempo” a fermare il pericolo di un olocausto nucleare molte volte più grande di quello di Hiroshima e Nagasaki, a condizione di chiedere ai governanti di ciascuno e di tutti i paesi della Terra di inserire il disarmo nucleare totale fra le loro priorità di azione politica. Nel nome dei soldi risparmiati, se non gli importa niente della sopravvivenza degli abitanti del pianeta e del suo ambiente naturale.
 
Giorgio Nebbia - nebbia@quipo.it

La Gazzetta del Mezzogiorno, martedì 6 agosto 2013

Fonte secondaria: www.peacelink.it


lunedì 5 agosto 2013

Roma - "Circa il 15% degli abitanti di Roma non scende più in strada per paura.."


La e mail sul "Pdc al parcheggio privato in deroga alla salvaguardia del Parco dell’Appia Antica" è un ennesimo grido del Laboratorio Carteinregola.

Nel gennaio del 1915 un terremoto provocò moltissimi danni nel Fucino (Avezzano).

Venne istituita una tassa: non so se, alle soglie dei 100 anni, è ancora viva.

I poteri speciali al Sindaco di Roma, tecnicamente  "Commissario delegato alla emergenza da traffico e da mobilità", vennero concessi  (e reiterati) per la presenza, a Roma, di un drammatico problema di traffico che ha un elevato costo sociale annuo: oltre 2.000 milioni di euro (morti, feriti, incidenti, inquinamenti, violenza, illegalità diffusa, ecc.).

Il 22 dicembre 2004, nella conferenza stampa di fine anno, il sindaco di Roma (dal 2001) Veltroni colse l'occasione per rilanciare, ancora una volta, la sua richiesta al governo Berlusconi dei poteri speciali che "godono i sindaci di Milano,Venezia, Catania e Palermo". Giacchè è un "godimento", 5 mesi dopo (Roma, 5 giugno 2005), nel saluto ai congressisti convenuti  a Roma da tutto il mondo per il loro 56° Congresso Mondiale dell'UITP (5 - 9 giugno), rinnova con forza tale sua richiesta sottolineando che il male di Roma si chiama "mobilità, traffico" (e, secondo lui, solo il Commissario lo può curà. (Quel Congresso si svolse all'ex Fiera di Roma, via C. Colombo; all'uscita, per la loro "mobilità", avevano da "scegliere" tra i (famelici e felici) taxinari ed il bus 714 (rinforzato un poco, perchè l'organizzazione del Congresso l'aveva l'ATAC). Che figuraccia!) Con il suo Veltroni II, il 6.8.2006, ottiene il "commissariato" dall'appena insediato governo Prodi. 

Il "Commissario" deve agire con urgenza per normalizzare il suo territorio nel minor tempo possibile. Ma, giacchè è ritenuto un "godimento", cercano di farlo durare quanto più è possibile. Di questo passo sarà superato il centenario: peggio della citata tassa terremotati 1915. Da poche ore è terminata la "Notte dei Fori", ovvero la storica liberazione dal traffico privato di metri 300 (trecento) della via dei Fori Imperiali . Non dimentichiamo che Roma ha altri 9.999.700 metri circa nelle condizioni di perenne e consolidata illegalità. 

Illegalità che diventa cultura; davanti allo sporadico "richiamo" del reo, questi si ritiene in dovere di rivendicare il "diritto alla disuguaglianza" ("Lei non sa chi sono io" / "Ho 10 milioni di voti" / "Pretendo la grazia o si vota" / i beneficiati di quel reo agiscono come i coreani del nord / ecc.). Non solo. Roma ha oltre 320.000 metri riservati alle oltre 8.000 fermate dei bus pubblici perennemente occupati illegalmente dai veicoli privati. A 300 metri all'anno liberati, quanti anni ci vorranno per vedere rispettare la legge che vieta la sosta sull'area di quelle fermate?

E' difficile mantenere accesa la speranza.

Circa il 15% degli abitanti di Roma non scende più in strada per paura.

Ma, il NYT non lo sa.

E noi siamo molto più felici (per l'ignoranza del NYT).
Vito De Russis - v.derussis@teletu.it





In merito all'oggetto:
 Scarica il Permesso di Costruire ss nome di maria 17768164-doc20130802085743 
*Vai all'articolo del Laboratorio Carteinregola sull’argomento del  29 gennaio 2013:  https://sostasostenibile.wordpress.com/2013/01/29/traffico-e-mobilita-alemanno-non-ha-piu-i-superpoteri/

domenica 4 agosto 2013

Guerra Civile - Calura infernale in parlatorio... e la fantasia galoppa


Mail Art Ausiliaria - Fulgor Silvi

Sarà il caldo, almeno spero. 
Oppure il panico che la perdita del punto di riferimento comporta nei poveri di spirito. Od anche il terrore che la temuta dissolvenza di posti ben remunerati di potere travolga quello che di più caro hanno: tasca, poltrona, benefici. Magari un mix di tutto questo. 

Fatto sta che il buon Bondi se ne è uscito con la minaccia di "guerra civile". Roba che in qualsiasi Paese normale farebbe sbellicare dalle risa. In Italia, come sempre, la frase è tragica, ma non seria.
Abbiamo visto i cartelloni che annunciavano "l'esercito di Silvio": barzellette.

Ve lo vedete voi Brunetta che comanda gli Incursori, le truppe super specializzate? Ve lo vedete voi Lupi, 
fingendo una faccia feroce (?) che travestito da corpo speciale, mascherato e col giubbotto anti proiettile attacca il Viminale? Ve la vedete la Santanchè, in tuta mimetica (ultra firmata, ovviamente), con i tacchi a spillo che comanda le "amazzoni di Silvio"

Mentre Bondi si riserverebbe il comando della Artiglieria: resta da stabilire con cosa possano essere caricate le bocche da fuoco. Meglio non indagare, per rispetto delle signore che hanno la bontà di leggermi. 

In compenso il Corpo Ausiliario (mai definizione più azzeccata) sarebbe comandato da Ruby, con le Olgettine come "assistenti": roba da farsi ferire subito...

Briatore sarebbe affidato il parco motorizzato: peccato che lo parcheggerebbe davanti a Billionare, così che poi gli autisti si metterebbero al volante un tantino brilli. Di champagne, ma brilli. 

Diciamola tutta: per sconfiggere un esercito così basterebbe una normale squadra di pompieri, quelli sì persone serie.

Guerra civile? Ma per favore! Provate a lanciare un bella gara a Monopoli, e chi vince si prende il potere: tanto peggio di così....

Fabrizio Belloni



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Pensierino aggiunto di Foma Fomic:

"Tornato dal lago vengo a sapere che il buon subcomandante Bondi evoca la guerra civile come già solitamente fa il Beppe delle 5 Balle dall'altra parte si sa che in cantina vicino al Pommerry c'é sempre il quadro del Che...insomma ci siamo posso fare cassa! Vendo: mazza chiodata similar medioevo acquistata come souvenir di San Marino, spada similar Zorro già collaudata a carnevale, fionda buona per eventuali attacchi aerei da parte di forze antidemocratiche (appartenendo tutti in questa prossima guerra alla parte democratica). se acquistate in blocco ci metto du serci dal mio fornito giardino..." 

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Intervento di Joe Fallisi: "Occhi puntati  su Roma: ci sarà l'esercito di Berlusconi che scende in piazza contro la Cassazione. Ma più che contro la stessa Cassazione, l'esercito di Silvio, scende in piàzza per guerreggiare contro il Presidente Napolitano che, seppure a malincuore, non può graziare Berluscone proprio perche è un pluricandannato. E la grazia la possono chiedere solo chi non ha più di una condanna, ma non per frode fiscale come quella ultima di Berlusconi. Ma nonostante ciò, i silviofili scendono ugualmente in piazza. Si tratta di un esercito ben agguerrito, da far seriamente paura. Apripista del corteo saranno le signore della Milano da Bere impellicciate con barboncino al guinzaglio; subito dopo sfileranno in prima fila le escort da settemila € a botta e loro papponi; in seconda fila sfileranno le olgettine con appartamentino a Milano2 e 2500€ mensili accompagnate dai loro top manager Fede, Mora e minetti; in terza fila ci saranno le sue enfant prodige della politica liberista, Belfiore, Comi, Carfagna, Prestigiacomo, Gelmini, Polverini e De Girolamo affiancate dalla Maestrina Santanché; in quarta fila si troveranno i suoi forzuti portavoce, Bondi, Feltri, Belpietro, Vespa, Bonaiuti, Capezzone, Porro e Liquori con Ferrara a dar loro manforte; in quinta fila ci troveremo tutti gli affaristi dell'alta finanza, delle assicurazioni, della borsa valori, immobilieri, usurai e compratori di oro usato; e in ultima fila si piazzeranno tutti i comparuzzi con baffi, coppole e canne mozze che potrebbero, se fosse necerrario per convincerlo, fare una delle loro proposte che non si possono rifiutare anche a Napolitono...."

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sabato 3 agosto 2013

Altro cinema... altro regalo... "L'esercito di Silvius" in anteprima assoluta!


Prossima uscita nelle sale cinematografiche


Ispirandosi al film di successo degli anni 90 "L'esercito delle 12 scimmie" ed al romanzo e conseguente film " Il vampiro Marius" nella decade successiva, la potente Merdaset produrrà il film "L'esercito di Silvius", storia di una mummia millenaria le cui origini si perdono tra Egitto e Medioriente ed Impero Romano, perennemente riesumata da una schiera di seguaci, famili, schiavi, adepti, con un servilismo ed una fedeltà patologiche. 

Il film di fantapolitica e sociopatia conclamata, è ambientato in un ipotetico futuro ma con numerosi flashback ripercorre vari contesti storici precedenti, traendo spunto dalle memorie della mummia correlate agli eventi che la sua riesumazione comporta. 

L'evento saliente del film è il culto per la mummia che favorisce un'epidemia che si propaga successivamente alla riesumazione e viene scientificamente denominata "silvdemens", che colpisce il sistema nervoso centrale rendendo le persone prive di inibizioni, pudore, senso della misura, moralità, etica, imbarazzo, ecc., conducendo inesorabilmente la società verso la rovina per l'assoluta assenza di verità e dignità, autodisciplina e rispetto per le regole della convivenza civile. 

Il riuscito affresco di una società ormai incapace di comunicare profondamente e dominata da falsità e superficialità assoluta, priva di pensiero articolato ed astrazione, un mondo cupo con ambientazioni gotiche e da mille ed una notte (a pagamento, peraltro) rendono il film inquietante ed angosciante, ottenendo un importante effetto catartico, come nelle tragedie dell'antica Grecia. 

Consigliato ai minorati decerebrati (in sostituzione possono visionare una partita di calcio). Vietato alle persone di buon senso (adulte o giovani che siano)




(recensione a cura di claudio martinotti doria)

venerdì 2 agosto 2013

Peppe Sini: Tentare l'impossibile... Dopo la condanna, elezioni...



1. Il personaggio che da venti anni domina e corrompe la politica italiana e da oltre trenta ne corrompe e plasma in larga misura l'immaginario e le opinioni e il linguaggio, e' stato condannato in via definitiva per il reato di frode fiscale. Altri reati questa persona ha commesso e fatto commettere e favoreggiato, tutti lo sanno. Ma almeno stavolta la sua attivita' criminale non e' restata impunita.
*
2. Il signor B. non e' solo un prominente della politica, dell'economia, dei media e di altro ancora. E' il capo e il demiurgo della destra eversiva e criminale che in questi vent'anni ha lungamente sciaguratamente governato l'Italia; e la sta governando tuttora nonostante abbia perso le elezioni di febbraio.
Senza il signor B. i neofascisti non sarebbero mai andati al governo. Senza il signor B. i razzisti non sarebbero mai andati al governo. Senza il signor B. il regime della corruzione e i poteri criminali non avrebbero mantenuto tanta forza. Senza il signor B. non sarebbero divenute leggi dello stato misure aberranti e scellerate, decisioni criminali ed anticostituzionali.
La condanna di Berlusconi puo' costituire la fine del regime berlusconiano: poiche' senza la guida del signor B. i neofascisti, i razzisti, la destra eversiva e criminale, non avrebbe la capacita' di vincere le elezioni, di restare al governo.
*
3. Ma perche' il regime berlusconiano crolli, occorre trarre subito le conseguenze della condanna di Berlusconi.
Occorre che si dimetta subito il governo caratterizzato dalla presenza dei manutengoli berlusconiani.
Occorre che siano sciolte le Camere in cui i manutengoli di Berlusconi hanno ancora una presenza fortemente condizionante.
Occorre andare subito a nuove elezioni.
Ed occorre che alle elezioni si presenti una coalizione dell'intero fronte antifascista democratico, e che tale coalizione affronti e sconfigga la destra eversiva e criminale.
Ed occorre che nella coalizione dell'intero fronte antifascista democratico sia presente la sinistra della nonviolenza.
Ed occorre che la sinistra della nonviolenza sia non solo parte integrante e sostanziale, ma promotrice ed ispiratrice della coalizione e del programma comune dell'intero fronte antifascista democratico.
*
4. Berlusconi cerchera' di riorganizzare rapidamente le forze. Sa di poter contare su estese complicita': quelle che ancora in questi mesi hanno portato i suoi manutengoli nuovamente al governo dopo le elezioni di febbraio. Sa di poter far valere il suo enorme potere economico e mediatico. Per sconfiggere la destra eversiva e criminale berlusconiana non c'e' tempo da perdere e non si possono fare errori.
La destra eversiva e criminale berlusconiana puo' e deve essere sconfitta alle elezioni, ma per sconfiggerla alle elezioni occorre andare alle elezioni subito.
La destra eversiva e criminale berlusconiana puo' e deve essere sconfitta alle elezioni, ma per sconfiggerla alle elezioni occorre coalizzare tutto il fronte antifascista democratico.
La destra eversiva e criminale berlusconiana puo' e deve essere sconfitta alle elezioni, ma per sconfiggerla alle elezioni occorre che la coalizione dell'intero fronte antifascista democratico abbia un programma semplice e forte, ovvero raggiunga il consenso su poche cose da fare assolutamente necessarie ed urgenti per il bene comune del popolo italiano.
La destra eversiva e criminale berlusconiana puo' e deve essere sconfitta alle elezioni, ma per sconfiggerla alle elezioni occorre che a far nascere ed a caratterizzare la coalizione dell'intero fronte antifascista democratico ci sia la presenza decisiva della sinistra della nonviolenza.
*
5. Occorre la sinistra della nonviolenza: femminista, ecologista, socialista e libertaria, della lotta di liberazione delle persone oppresse, delle classi sfruttate, dell'umanita' rapinata.

La sinistra della nonviolenza: per i diritti umani di tutti gli esseri umani. Per la pace che salva le vite. Per il diritto di tutti alla casa, al lavoro, allo studio, alla salute, all'assistenza, a un ambiente vivibile, alla solidarieta'.

Peppe Sini - La Nonviolenza è in Cammino

giovedì 1 agosto 2013

Vetralla, 3 agosto 2013 - A spasso per vecchi lavatoi


Quando nelle nostre abitazioni non erano ancora presenti le lavatrici o, ancor prima, quando, in casa, mancava l'acqua corrente, gli indumenti venivano lavati in un luogo pubblico che prendeva il nome di lavatoio. (Arnaldo Natali, I lavatoi di Vetralla, a cura di Vetralla Città d’Arte, Ghaleb Editore 2004)


Sabato 3 AGOSTO
 – ore 21.30
Appuntamento presso

casa editrice Davide Ghaleb, via Roma 41 – VETRALLA

DAVIDE GHALEB EDITORE e
BANDA DEL RACCONTO

PRESENTANO
DAI LAVATOI
ALLA LAVATRICE
Dai racconti della povertà contadina
alla solitudine del benessere consumista:
Che cosa abbiamo guadagnato?
Che cosa abbiamo perso?
A spasso per i lavatoi di Vetralla
in compagnia di Bellini, Cardarelli, Giannitrapani,
Marro, Tonnicchi, Zanzotto
passeggiata/racconto di e con Antonello Ricci
con la partecipaz
ione della Banda del Racconto
Pillole” storiche di Andrea Natali
sulla vita quotidiana ai tempi della Vetralla contadina

Biglietto di ingresso a persona:
acquisto di un libro dal
catalogo della casa editrice -
in omaggio la Planimetria Ricostruttiva
del centro storico di Vetralla
(a cura di De Minicis – Guidoni)

Evento realizzato con il patrocinio della
PRO LOCO VETRALLA


Ci fu un tempo di sasso e acqua gelida. Un tempo di sapone povero, fatto a mano. Un tempo di geloni, dolori reumatici, artriti deformanti.
Ma esso fu anche tempo di ciarle allegre, focolare di racconti, 
agorà di condivisione e scambio per cose e gossip: tanto che ancora oggi qualcuno sentenzia lavare i panni, ma veramente intende spettegolare.
L'acqua corrente arrivava in casa soltanto ai Soliti Pochi. Le popolane invece dovevano uscire e andarsela ad attingere alle pubbliche fonti. Andavano, col loro passo inconfondibile e la 
coroja in testa. Acqua per tutti gli usi. Allora lavare i panni significava darsi appuntamento al lavatoio. Incontrarsi. Raccontare.
A un certo punto però, era il secondo dopoguerra, i lavatoi spiccarono il volo: in un primo momento si limitarono a traslocare dai bassi comunitari, fin sopra le soffitte, sui tetti dei nuovi condomini.
Ma venne poi l'inesorabile Dio Progresso a sradicare per sempre, con l'usanza antichissima di battere lavare strizzare insieme i panni, quella di raccontarsi pettegolezzi e storie: la lavatrice esiliò definitivamente il tempio dell'igiene, consacrandolo alla solitudine nel privato appartamento della famiglia nucleare. Come la scatola per fare il freddo e quella parlante, il lancio sul mercato di questo elettrodomestico inusitato marcò il principio della fine di un ordine millenario. Pilotando e simboleggiando l'espandersi dei consumi e l'avanzata del benessere, è vero. Ma anche spegnendo, una volta per tutte, piazze di racconti e di baratti, di consigli reciproci e di reciproci conforti.
Da quegli imbarazzanti ruderi del nostro appena-trapassato prossimo, cadenti a pezzi nell'incuria e nella smemoratezza delle nuove generazioni, riaffiora comunque, a tratti, il melanconico epicedio a una diversa pedagogia di cose, che molto avrebbe ancora da insegnarci: se non nella direzione di un perbenismo consumista 
politically correct
, almeno in quella di una virtuosa condivisione dei racconti come moneta di buon conio per una miglior felicità sociale. Che cosa abbiamo guadagnato in quel passaggio epocale che abbrutì in un attimo al rango di inutili macerie, di fossili anacronistici, i mille lavatoi puntualmente confitti nel cuore e tutt'intorno ai nostri centri storici? Che cosa abbiamo perso?
Cercheremo di scoprirlo insieme, sulla scorta di alcuni scrittori dialettali e di letterati di vaglia di Tuscia e di Maremma (Luciana Bellini, Angela Giannitrapani, Vincenzo Marro, Elio Tonnicchi) ma anche delle pagine di alcune fra le maggiori voci del nostro Novecento (Vincenzo Cardarelli e Andrea Zanzotto). Si tratta di pagine consacrate al cicaleccio tipico di un antico e povero mestiere, che al poeta dové semb
rare spesso, più che mestiere fra gli altri, destino vero e proprio: quello della lavandaia.