lunedì 8 febbraio 2010

Incendio nella sinagoga di Chanià in Grecia... smentite dai fatti le accuse del Wall Street Journal al popolo greco ... i colpevoli sono altri!

Il potere dell´informazione pilotata qualche volta s´inceppa!?

L´importante Wall Street Journal, il 20 Gennaio u. s. diffondeva un servizio d'accusa contro la nazione greca. L´articolo intitolava a grandi lettere: "La vergogna della Grecia moderna".

Era accaduto, secondo il giornale che così s´era espresso, che in una sinagoga greca reiterati attacchi incendiari avevano fatto credere che non è la sola la Turchia la nazione mediterranea percorsa da anti-semitismo.

(Per prima cosa si deve osservare che anti-semitismo non è sinonimo di anti ebraismo e anti-sionismo, ma facciamo finta di non capirlo, e proseguiamo).

Cos´era avvenuto?

La cronaca della città cretese di Chanià (Chanià) aveva annunciato che la locale sinagoga era stata data alle fiamme per due volte durante il mese di gennaio.

Il 3 gennaio era stata per la prima volta profanata mediante incendio appiccato da ignoti, e l´azione si ripeteva il 17 Gennaio, sempre per opera di sconosciuti.

Come spesso avviene, l´opinione pubblica si divise, e il Wall Street Journal, tra gli altri giornali asserviti ai detentori dell´informazione, coglieva l´occasione per condurre un duro attacco nei confronti della società greca, in cui serpeggerebbe, a loro dire, uno strisciante anti giudaismo.

(Commento dello scrivente: "Colpire la Grecia per colpire l´euro, per colpire l´Europa").

L´articolista si compiaceva anche nel segnalare come fossero state persone di diversa nazionalità, un giovane albanese ed un marocchino, ad impegnarsi nel salvataggio del luogo di culto ebraico.

Perciò, da parte dello stesso articolista e dei suoi padroni gli attacchi al popolo greco non si risparmiavano, poiché scrivevano:

"La Grecia non possiede moralità né leadership etica, religiosa e sociale in grado di denunciare la vergogna dell´antisemitismo, sia che per i media si tratti di segnalare vandalismo, sia che si tratti di paragonare Israele con i nazisti".

Parole dure, che ponevano anche in rilievo la presunta ignoranza del popolo greco di fronte alla propria storia, e all´attuale rapporto della comunità greca con quell´ebraica. A questo punto, stucchevolmente condannata la Grecia con una gran lezione di civiltà da parte degli ameri-cani la storia sembrava fosse terminata... ma...

Ma le parole e gli scritti della farina del diavolo spesso finiscono in crusca.

Avvenne, infatti, che riesaminando i filmati creati dalle telecamere di sorveglianza d´alcuni negozi presenti nella stessa via della sinagoga, si scoprisse che gli autori degli incendi erano degli insospettabili.

Più precisamente, si appurò che gli incendiari erano due militari ameri-cani che prestavano servizio nella viciniore base Nato di Souda (Souda), limitrofa a Chanià.

Ma i due figuri, emerse, erano stati aiutati da altri due militari di nazionalità britannica anch´essi dipendenti della stessa base, e anche da un greco che lavorava, strano a dirsi, nella medesima base.

Non risulta che il Wall Street Journal abbia chiesto scusa alla popolazione greca, ma l´Autorità militare NATO ha dovuto aprire un´inchiesta a carico del suo personale... e speriamo che non la insabbi come è "possibile" avvenire quando si tratta di condannare militari americani in missione all´estero!

Kiriosomega

domenica 7 febbraio 2010

Parolacce che emarginano: "razzismo, apartheid, xenofobia, mobbing...." - Come uscire fuori dal ghetto secondo Peter Boom

Il razzismo, l'apartheid, la discriminazione, la xenofobia, l'omofobia, l'esclusione, il mobbing.... Che brutte parole!

Parole, direbbe lo psicologo, che vengono messe in pratica da chi ha paura per il "diverso", del "nuovo" e da chi vuole apparire superiore di altri. La paura o fobia interiorizzata per chi è diverso significa che in realtà abbiamo paura delle diversità nostre, quelle che portiamo dentro il nostro inconscio. Questo può creare gravi problemi di comunicabilità con gli altri, oltre a odio e incomprensioni varie fino a sfociare talvolta in azioni criminali anche di massa come l'eliminazione di interi popoli. Uno dei più recenti esempi di sterminio di milioni di persone incolpevoli è stato ordito dal nazismo contro gli ebrei e anche da regimi comunisti ed altri dittatori vari.

Un signore ultimamente ha detto: "più extracomunitari, più delinquenza".

Una generalizzazione atroce e forse avrebbe dovuto dire: più discriminazione, più sfruttamento indegno (Rosarno docet) e più criminalità. Criminalità non tanto da parte di questi poveri che lavorano per 5 euro al giorno e con i quali è fin troppo facile prendersela, ma dalla parte degli sfruttatori mafiosi ed anche da amministrazioni conniventi ivi compreso lo Stato.

Chi ha pronunciato queste parole le ha dette con grande cognizione pubblicitaria che in questo caso si potrebbe definire come populismo nazista, come uno che semina odio pensando di guadagnare in questo modo consenso popolare e voti. Abominevole!

Inoltre quel signore, che ha la mia età e che ha fatto il cantante come l'ho fatto anch'io, non si è reso conto di aver gravemente offeso tutti coloro che sono emigrati dall'Italia, quegli italiani che vivono degnamente all'estero e che occhio e croce sono duecento milioni, ossia quasi quattro volte l'attuale popolazione in Italia. A questi poi si sommano anche tutti coloro, soprattutto giovani, che tuttora scappano per trovare una più equa posizione all'estero, spesso le migliori teste che qui non riescono a costruirsi un futuro.

Il popolo italiano è un misto di razze e già l'antica Roma era uno dei migliori esempi di tollerante convivenza.

Un altro brutto sintomo discriminatorio è costituito dall'imposizione della croce nelle aule giudiziarie, nelle scuole, negli ospedali e chissà tra non molto anche nelle nostre case.

Quel povero Cristo inchiodato sadicamente ad una croce che non è quella di quel periodo ma di circa quattro secoli dopo, simbolo che sembra dirci che ci deve essere sempre qualcuno che si sacrifichi per noi e per i nostri spesso inesistenti peccati.

Ma... forse molta gente sta aprendo gli occhi e anche a Viterbo, capoluogo arretrato e governato malissimo, ho visto sale strapiene e con gente in piedi alle conferenze di coraggiosissimi giudici antimafia, quali Caselli, Imposimato ed Ingroia, tutti applauditissimi e con Beppino Englaro che ha saputo tramutare il suo immenso dolore in forza di lotta sfidando una gerarchia vaticana sadica, corrotta e contronatura impegnata ad impadronirsi sempre più della nostra vita, della nostra morte e del nostro sesso.

Per difendere l'imparzialità nelle aule giudiziarie conosciamo l'impegno ed il sacrificio del giudice Luigi Tosti recentemente sollevato dal suo incarico dal CSM, decisione che ora sarà al vaglio della Corte Europea di Strasburgo.

Un simbolo religioso o politico è senza alcun dubbio di parte e andando avanti così c'è da aspettarsi che tra poco nelle aule giudiziarie, in quelle scolastiche e negli ospedali ci dovranno mettere anche la mezza luna e perché no la falce ed il martello per darcelo in testa. NO GRAZIE!

Una ulteriore schifezza (uso proprio questa parola) è il cosiddetto processo breve a danno di moltissima gente onesta che magari ha sgobbato una vita intera per mettere da parte un gruzzolo investito in società truffaldine (Parmalat, etc.), per aver acquistato una casa costruita con falsi permessi (li chiamano anche permessi facili) o per aver subito nocumento alla propria salute per inquinamento, malasanità, etc. I loro processi verrebbero semplicemente cancellati, le richieste di risarcimento annullate e anche molti avvocati rimarrebbero così, dopo anni di lavoro, senza la loro parcella.

Molti delinquenti invece non pagheranno per le loro colpe.

L'elenco è lungo, lunghissimo e sarebbe da pensare ad una class-action per esigere dallo Stato il risarcimento dei danni che deriverebbero da una legge simile. Una ingiustizia inconcepibile per uno Stato democratico.

E' triste vedere un paese così favoloso, ricchissimo di risorse umane e materiali, bellezze naturali, storiche e artistiche, in questo stato di degrado. Il disordine è voluto politicamente per dare la possibilità ai potenti di poterci sguazzare dentro come meglio desiderano.

La politica sembra ormai in mano agli egoistici interessi di pochi potenti, nonché di una gerarchia ecclesiale decadente che giocando con ipocrite parole imbroglia, ricicla e tranquillamente delinque, di mafie sempre più potenti e sempre più impunite.

Ma dove vogliono mandarci? All'inferno?

Peter Boom

sabato 6 febbraio 2010

Autonomia amministrativa per il Tibet... e misericordia per il pianeta Terra! Un appello di Alex Raccis

Nei secoli scorsi l’altopiano Tibetano è stato mantenuto sano ed immacolato, grazie anche ai principi Buddisti di rispetto, non violenza e verità.

Oggi troviamo lì: sfruttamento pseudo-coloniale, devastazione ecologica, foreste distrutte, desertificazione avanzante, pascoli morenti, discariche chimico-industriali.. Ma c’è di peggio: esperimenti nucleari, produzione di ordigni bellici,estrazione di uranio, depositi di scorie nucleari qua e là, senza avvertimento alcuno, né precauzioni, né salvaguardia. Tutto ciò accompagna l’invasione Cinese, criticata a parole ma nei fatti consentita dalle altre Nazioni della Terra, dall’ONU, etc.

Diverse centinaia di migliaia di soldati cinesi armatissimi e le loro postazioni nucleari creano una situazione di TENSIONE BELLICA in una area estremamente delicata geo-politicamente: mentre invece per secoli il Tibet si è reso utile come stato cuscinetto equilibratore di pace.

Ma dobbiamo andare un attimo in retrospettiva:
Il primo ordigno nucleare entrò nel 1971 a Tsaidin (Amdo nord) ed attualmente le testate atomiche sono dozzine. Il luogo principale di ricerca e produzione bellica, chiamato Nona Accademia, è in Amdo nord.est in Dhashu, ma è zona segreta.
Notizia agenzia Tass de 03-07-1982: la Cina ha condotto esperimenti nucleari in diverse zone del Tibet.
Notizia del giornale JefanggjiunBao del 16-09-1988: manovre militari per collaudo di nuovi armamenti effettuate in Tibet.

Tutto ciò rende l’intera critica area instabile. Ad esempio dopo agitazioni in Tibet, nel 1962 assistiamo alla prima guerra Sino-Indiana, e le tensioni ai confini sono sempre accese. Nel solo 1990 si contavano solamente in Tibet Centrale oltre 30 divisioni cinesi: circa 400 mila soldati. Tale Modus Operandi implica per il Governo Cinese una spesa immensa per mantenere soldati, strutture organizzative militari e relativi trasporti, vettovagliamenti etc. ed un consumo smisurato ed inquinante di gasolio. Tali risorse potrebbero sanare le immense sacche di povertà rurale e non solo presenti in Cina. Apprendiamo questi dati da Der Spiegel,The Economist e The Times of India.

Sempre da queste testate giornalistiche viene confermato che: vi sono inoltre in Tibet almeno 17 stazioni radar segrete, 14 aeroporti militari, 5 basi missilistiche, una decina di ICBM (inter continental balistic missile) missili intercontinentali nucleari, 70 missili a medio raggio, 2 a lungo raggio etc. (Dati 1987).

Tutto ciò significa anche che in caso di decisione precisa o di errore od incidente varie testate nucleari possono arrivare sulla tua testa, casa, famiglia, etc. da un momento all’altro.

In Tibet i Cinesi sono più numerosi dei Tibetani e la cultura e vita locale sta morendo. Tale serie di eventi, oltre ad essere orrendamente grave a livello etico, morale e politico, oltraggia il Diritto all’Autoteterminazione dei Popoli, e rinnega, ribalta e calpesta la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani approvata e ratificata dall’ONU già più di 60 anni fa: il 10 dicembre 1948!

La Comunità Internazionale tende a trascurare ed ignorare valori come questo in favore di accrediti ed accumuli finanziari e di potere nelle mani di pochi a svantaggio di tutti e tutte, della Biosfera, Idrosfera, Atmosfera e non solo.

La situazione è ormai più che drammatica, come sa chi si informa, ed è nostro dovere agire nettamente, intensamente, in modo acceso al fine di evitare alla Terra la fine di un Gigantesco Inferno. Fra i Principi da difendere c’è il Diritto all’Autodeterminazione dei Popoli e la Salvaguardia del’Ambiente. Gli Scienziati, la meteorologia, gli esperti mondiali ci dicono: l’Ambiente Tibeto Himalayano sta morendo e va salvato se vogliamo evitare ulteriori scompensi e problemi climatici anche da noi.

L’Assemblea delle Nazioni Unite ha dichiarato, questo in corso, l’Anno Internazionale della Biodiversità, quindi si parla di ecosistemi, ambiente. Ora, trascurando gli altri problemi causati da invasori ed invasione, dobbiamo ricordare che la maggior parte dei più grandi e possenti fiumi Orientali nascono dalle nevi e dalla cime Himalayane Tibetane, apportando vita benessere ricchezza a qualche miliardo di esseri, dall’arrivo dell'Esercito Cinese la situazione della acque è andata sempre più peggiorando sia in quantità che in qualità. Il danno di riflesso è più che notevole.

In Tibet i figli non capiscono i genitori perché i Cinesi non amano si parli la lingua locale. Ora come ti sentiresti tu qui in Italia se un popolo straniero improvvisamente ti invade ti violenta ti elimina linguisticamente culturalmente socialmente economicamente anagraficamente numericamente geneticamente, etc.

E adesso come ti senti con dei missili termonucleari intercontinentali che fanno migliaia di chilometri, puntati anche sul tuo continente? Ti piacerebbe morire così? Ti rendi conto che ciò può avvenire anche tra un minuto? Non voglio però farti stare male, voglio che tu sopravviva! Ma se fino adesso il martirio ingiustificato ed inutile del popolo Tibetano e di altri popoli non è riuscito a renderci consapevoli ed attivi in loro favore si spera ora che almeno la minaccia nucleare possa farci realizzare qualcosa di utile, serio e reale.

Alex Raccis

giovedì 4 febbraio 2010

Lettera aperta al Consiglio d'Europa ed alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per l'eliminazione dei simboli religiosi dagli Uffici Pubblici

Gentilissimi/e, Vi inoltro la lettera da tutti sottoscritta così come inviata. Cordiali saluti, Mario Di Carlo

To the Council of Europe
Al Consiglio d’Europa

To the Parliamentary Assembly of the Council of Europe
All’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa

To the European Court of Human Rights
Alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

Public letter on “Lautsi v. Italy” case
Lettera aperta sul caso “Lautsi c. Italia”
........

Rome, February 2nd 2010.
Dear Sir/Madame,
Egregi Signori, Gentili Signore,

We, Italian and European citizens and associations, are writing to you in order to let other Europeans listen to our voice loud and clear.

On November 3rd last the European Court of Human Rights, second section, took an important decision on the case Lautsi v. Italy, granting protection not only to the rights of Mrs. Lautsi and her kins but also to our rights and those of millions of Italian and European citizens.

The question under discussion was the imposition for students in Italy to attend lessons in classrooms dominated by the Crucifix, a religious symbol. This imposition has been found a violation of articles 9 of the European Convention for the protection of human rights and fundamental freedoms and 2 of the First Additional Protocol.

The political debate that followed in Italy has been vicious and violent against non-believers, non-Catholics, heterodox Catholics and, last but not least, the judges of the European Court of Human Rights.

Individually and on behalf of the thousands members of our groups and millions of other Italians we would like to thank the European Court and apologize for the insulting behaviour of Italian government members. We hereby dissociate ourselves from their speeches and comments.

Our country suffers more and more the political influence of the hierarchy of the Catholic church. The fewer people follow their directives the more they demand, call for privilege and taxpayers’ money, raise their voice in order to impose their will on non-Catholics’ lives and behaviours. Moreover most political leaders are keen to accept their requests disrespectful of rights and liberties, lives and personal stories, beliefs and choices of millions of citizens. That’s by now the rule, for example, regarding religious symbols, religious teaching in schools, legal protection for same sex couples, freedom of marriage, freedom of divorce, medically assisted procreation, advanced healthcare directives, living wills, public funding of Catholic religious activities.

Some of us are believers and we all do respect believers, but we cannot accept one religion, not even the most powerful, to be imposed to everyone.

This principle of religious freedom and secularity of public institutions (laicità) is enshrined in the Italian Constitution itself, is part of our history as Italian and European citizens. With the help of our fellow Europeans we will do our best to keep our pace on the road of freedom, democracy, equal social dignity for everybody.

Yours sincerely
Vi scriviamo, come associazioni e come cittadini italiani ed europei per fare sentire chiaramente la nostra voce al resto dell’Europa.

Lo scorso 3 Novembre la Corte Europea dei Diritti Umani, sezione seconda, ha preso una importante decisione nel caso Lautsi c. Italia, tutelando non solo i diritti della Sig.ra Lautsi e dei suoi figli ma anche quelli di milioni di cittadini italiani ed europei.

La questione in discussione era l’imposizione per gli studenti di frequentare le lezioni in classi in cui domina il Crocifisso, un simbolo religioso. Una pratica che viola l’art. 9 della Convenzione europea per la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali e l’art. 2 del Primo Protocollo Addizionale.

Il dibattito che ne è seguito in Italia è stato aggressivo e violento contro non-credenti, i non cattolici, i cattolici non allineati e, ultimo ma non per importanza, contro i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani.

Individualmente ed a nome delle migliaia di membri delle nostre associazioni vogliamo ringraziare la Corte e scusarci per il comportamento insultante di alcuni membri del Governo italiano dai quali sentiamo il dovere di dissociarci.

Il nostro Stato soffre sempre più l’influenza politica delle gerarchie della Chiesa cattolica. Benché il numero di quanti seguono le direttive delle gerarchie sia in costante diminuzione, queste chiedono sempre maggiori privilegi e insistono per imporre le proprie visioni ai non cattolici ed ai non credenti. Inoltre la maggior parte dei leaders politici sono proni nell’accettare tali richieste senza riguardo per i diritti e le libertà, le vite e le storie personali, il credo e le scelte di milioni di donne e uomini. Questo accade regolarmente, ad esempio, per quanto riguarda i simboli religiosi, l’insegnamento religioso nelle scuole, la protezione giuridica per le coppie dello stesso sesso, la libertà di matrimonio, la libertà di divorzio, la procreazione medicalmente assistita, le direttive anticipate di trattamento e le volontà di fine vita, il finanziamento delle attività religiose della Chiesa cattolica.

Alcuni di noi sono credenti e tutti noi rispettiamo i credenti, ma non possiamo accettare che una religione, neppure la più influente, sia imposta a tutti e tutte.

Il principio di libertà religiosa e di laicità è racchiuso nella stessa Costituzione italiana, è parte della nostra storia come cittadini italiani e come cittadini europei. Faremo del nostro meglio per tenere i nostri passi sulla via della libertà, della democrazia dell’eguale dignità sociale per tutti e tutte, con l’aiuto di tutti i cittadini europei.

Sinceramente vostri

Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni – Tullio Monti;

UAAR - Unione degli atei agnostici e razionalisti – Raffaele Carcano;

Consulta Romana per la Laicità delle Istituzioni – Carlo Cosmelli;

Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni – Tullio Monti;

Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni – Donatella De Gaetano;

Consulta della Provincia di Pesaro ed Urbino per la Laicità delle Istituzioni - Raffaele A. Belviso;

Consulta Triestina per la Laicità delle Istituzioni – Gianni Bertossi;

Consulta Napoletana per la Laicità delle Istituzioni;

Fondazione Critica Liberale – Enzo Marzo;

Tavola Valdese – Maria Bonafede;

Associazione nazionale del libero pensiero Giordano Bruno – Maria Mantello;

Libera Uscita Associazione Nazionale – Giampiero Sestini;

Associazione “XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista (promossa dagli evangelici italiani)” – Nicola Pantaleo;

FNISM – Federazione Nazionale degli Insegnanti – Gigliola Corduas;

Comitato Insegnati Evangelici Italiani (CIEI) – Lidia Goldoni;

CIDI Nazionale – Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti – Sofia Toselli;

Italialaica – Mirella Sartori;

Democrazia Laica – Enrico Modigliani;

Società Laica e Plurale – Nico Sferragatta;

Associazione “per la Scuola della Repubblica” – Antonia Sani;

Federazione Giovanile Evangelica Italiana (FGEI) – Ilaria Valenzi;

Associazione Radicale Certi Diritti – Sergio Rovasio;

Associazione Famiglie Arcobaleno – Giuseppina La Delfa ;

WILPF Italia (Women's International League for Peace and Freedom) – Antonia Sani;

Comitato nazionale Scuola e Costituzione – Bruno Moretto;

Coordinamento Genitori Democratici – Angela Nava;

AMI Associazione Mazziniana Italiana;

Exit Italia – Emilio Coveri;


Comitato Torinese per la Laicità della Scuola – Cesare Pianciola;

CRIDES- Centro Romano d'Iniziativa per la Difesa dei Diritti nella Scuola;

Circolo Vegetariano VV.TT., Calcata – Paolo D’Arpini;

Associazione Viottoli - Comunità cristiana di base di Pinerolo – Paolo Sales;

Centro evangelico di cultura «Arturo Pascal», Torino - Jean-Jacques Peyronel;

Circolo Liberalsocialista Carlo Rosselli di Torino – Tullio Monti;

Associazione Culturale “La Meridiana”, Rivoli – Carlo Zorzi;

Associazione Radicale Adelaide Aglietta, Torino - Domenico Massano;

Associaziona Radicale Satyagraha, Torino – Stefano Mossino;

Associazione democratica Giuditta Tavani Arquati, Roma – Sandro Masini;

Associazione Iran Libero e Democratico, Torino – Yoosef Lesani;

Centro di Documentazione, Ricerca e Studi sulla Cultura Laica “Piero Calamandrei”, Torino-Onlus - Palmira Naydenova;

Arcigay, Napoli;

Associazione “Radicali Napoli - Ernesto Rossi”;

Cantiere per il bene comune, Napoli;

Cellula Coscioni di Napoli ;

Comitato Piero Gobetti, Napoli;

Exit Italia, sez. Napoli;

Libera Uscita, Napoli;

UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Circolo di Napoli;

UDI, Napoli;

Giovani Federalisti Europei, Torino - Elias Carlo Salvato;

Associazione Alternativa libertaria, Fano, Pesaro;

Associazione Omnibus, Fano;

Arcigay Agorà, comitato provinciale, Pesaro;

Centro sociale autogestito Oltrefrontiera, Pesaro;

Cgil Nuovi Diritti, Pesaro;

Circolo A. Labriola, Fano;

Circolo L. Polverari, Fano;

Circolo S. Allende, Fano;

Associazione La scala segreta, Fano;

Centro Donna, Urbino;

Movimento Radicalsocialista, Fano – Pesaro;

ANPI Provincia di Pesaro ed Urbino;

Associazione ZED, Torino;

Gruppo di Studi Ebraici, Torino – Franco Segre;

Agedo (Ass. Genitori e Amici di Omosessuali), Milano;

ANPI, sezione zona 1; C.I.G. Arcigay Milano;

Arcilesbica, circolo Zami, Milano;

Centro Culturale Protestante, Milano;

Associazione radicale Certi Diritti, Milano;

Circolo Carlo Rosselli, Milano;

Circolo La Riforma, Milano;

Circolo Giordano Bruno, Milano;

Ass. Culturale Marxista, Milano;

Associazione radicale Enzo Tortora, Milano;

Giuristi Democratici;, Milano;

Keshet, vita e cultura ebraica, Milano;

ICEI (Istituto di Cooperazione Economica Internazionale), Milano;

Ass. La Conta, Milano;

Ass. La Rosa Bianca, Milano;

Le Sarte di Corso Magenta, Milano;

Libera Università delle Donne, Milano;

Saveria Antiochia, Milano;

Omicron, Milano;

UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) circolo di Milano;

AICS – Associazione Italiana Cultura e Sport, Comitato Provinciale di Torino;

Arcigay Torino;

Altera, Torino;

ARCI Nuova Associazione Torino;

Associazione Amici della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni;

Associazione Ippocrate, Torino;

Associazione Luca Coscioni Cellula di Torino;

AssoNatura, Cortazzone (AT);

Associazione Silvio Pilocane, Torino;

Associazione Socialdemocratica Giuseppe Saragat, Torino;

CUB Scuola, Torino;

Associazione Il Muretto, Torino;

CEMEA Piemonte;

Centro Evangelico di Cultura Lodovico e Paolo Paschetto, Torino;

Coordinamento TorinoPride GLBT;

FNISM– Federazione Nazionale degli Insegnanti, sez. Roma;

Famiglie Arcobaleno, Torino;

Circolo Ettore Valli, Torino;

Associazione “XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista (promossa dagli evangelici italiani)”, sez. Torino;

UAAR-Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, Circolo di Torino;

Exit Italia, sez. Torino;

UISP Torino – Unione Italia Sport per Tutti;

COOGEN – Coordinamento Genitori Nidi, Materne, Elementari, Medie, Torino;

Casa delle donne di Torino;

Associazione Oltre il razzismo, Torino;

Unione Culturale Franco Antonicelli, Torino;

AMI Associazione Mazziniana Italiana, sez. Torino;

Il girasole, Torino;

Lambda, Torino;

Associazione nazionale del libero pensiero Giordano Bruno, sez. Torino;

FNISM– Federazione Nazionale degli Insegnanti, sez. Torino;

Liberacittadinanza, sede di Roma;

Centro Yoga Shanti Marga;

Circolo di cultura GLBT Maurice, Torino;

LIDH Italia – Ligue Interregionale de droit de l’homme, Torino;

Sotto la Mole, Torino;

Fondazione ReligionsFree Bancale Onlus, Civitavecchia (RM) – Vera Pegna;

Libera Uscita, Torino.

Vegetariani ed animalisti uniti emozionalmente... e non contrapposti!

"Non prendertela col seme se non germoglia: non tutti i terreni sono adatti
ad ogni seme. Forse hai sbagliato terreno o tempo della semina"

A differenza di alcuni pessimisti che lamentano la frammentarietà e l’incapacità del nostro movimento di unirsi in un'unica associazione al fine di essere una forza rappresentativa anche a livello politico, ritengo che il popolo vegetariano e animalista sia in ottima salute e il moltiplicarsi delle iniziative e i traguardi raggiunti in fatto di diritti animali sia una realtà inconfutabile, come la grande partecipazione alle iniziative e alle conferenze vegetariane che l’AVA tiene settimanalmente nella sua sede di Roma che dimostrano, senza ombra di dubbio, che la nostra famiglia è in crescita esponenziale. Ritengo pure che sia utopistico (almeno in questo momento storico) avere la capacità di riunire in una sola associazione il variegato mondo degli animalisti come quello dei vegetariani.

A mio avviso non è importante essere un unico organismo quanto quello di identificarsi nello stesso movimento a seconda delle prospettive in cui ognuno maggiormente si identifica: importante è dare il proprio personale contributo nella causa comune. La sommatoria delle azioni di ogni associazione vegetariana o animalista, o del singolo individuo, rappresenta il movimento vegetariano animalista che nonostante i denigratori, i pessimisti e i disfattisti prosegue il suo percorso di informazione e sensibilizzazione in modo sempre più incisivo e massiccio.

Le difficoltà ad unirsi in un unico organismo nascono dai molti aspetti cui si estrinseca la cultura del nostro movimento: la lotta contro la mattazione, la vivisezione, la caccia, l’uso delle pellicce, la pesca, i circhi equestri, gli ippodromi, le corride, gli zoo ecc. La motivazione di fondo che muove l’animalista è l’amore per gli animali e la loro protezione dalla violenza umana. In questa panoramica ogni animalista si colloca nel settore che considera preminente: anche se limitare il proprio interesse ad uno (o solo alcuni di questi aspetti tra loro inseparabili) spesso ci espone a critiche per mancanza di coerenza. Infatti siamo noi (che non siamo le vittime) a stabilire ciò che è preminente in questa lotta e non gli animali.

C’è chi sceglie di essere vegetariano per motivi etici: questo credo sia l'aspetto che consente di essere coerentemente vegetariani. C’è chi sceglie di essere vegetariano per motivi salutistici (anche se noi consideriamo tale scelta velata da un sottile egoismo: se la carne facesse bene alla salute forse non rifiuterebbero di mangiarla). C’è poi chi è vegetariano per motivi antropologici in quanto l’anatomia comparata ed altre discipline provano che è innaturale per l’uomo (strutturato anatomicamente per nutrirsi in modo fruttariano) mangiare il corpo degli animali. C’è chi è vegetariano per motivi ecologici perché non vuole rendersi complice del devastante impatto ambientale causato dagli allevamenti intensivi. C’è chi è vegetariano per motivi spirituali, dal momento che la carne induce pesanti vibrazioni di violenza e preclude l’evoluzione dello spirito umano; chi per non essere responsabile della fame nel mondo, dal momento che per produrre la carne vengono sottratte le terre ai contadini dei paesi indigenti e utilizzate nella coltivazioni delle monoculture; chi è vegetariano per motivi economici, perchè l’alimentazione carnea risulta assai più costosa; chi per motivi di inquinamento: l’industria della carne inquina il pianeta più di ogni altra attività umana; chi per motivi di risparmio energetico nella considerazione che un terzo dell’energia prodotta in Occidente viene assorbita dall’industria della carne…

In questo arcipelago culturale estremamente variegato ognuno ha una sua visione del problema e, a seconda della propria sensibilità e intelligenza, si colloca e dà il suo personale contributo: ma il vero vegetariano-animalista è chi (anche se opera in uno specifico settore) incarna simultaneamente e coerentemente tutti gli aspetti del Movimento. E se all’interno di qualunque movimento è fisiologica la componente estremista, grave errore sarebbe giustificare la chiusura e l’astio di alcuni verso chi l’imita la sua percezione e il suo operato ad uno solo degli spetti.

Io sono certo, arriverà il tempo in cui il Movimento Vegetariano Animalista avrà un suo Ministero in cui saranno riuniti tutti i settori della cultura che rappresenta. Ma in attesa di tale auspicabile evento ognuno è chiamato a dare il suo contributo per accelerarne i tempi, attraverso la propria personale e coerente opera di informazione e sensibilizzazione.

Franco Libero Manco

mercoledì 3 febbraio 2010

"Matti da legare...!" - GANDHI E CRISTO... ed il caso di Francesco Mastrogiovanni come lo chiamiamo?

Sarebbe da censurare il contenuto di quanto vi invio, vietarlo ai minori, come sono gli alunni del maestro "anarchico" Francesco Mastrogiovanni ma devono sapere, a mio avviso, in quale società vivono e come è stato ucciso il loro maestro più alto del mondo.

Cenando iersera guardavo la posta in arrivo, così ho aperto la lettera del cognato di Franco Vincenzo Serra e il boccone mi si è strozzato in gola. Non vi voglio così male, da farvi venire una cattiva digestione ma la premessa l´ho fatta. Potete comodamente leggere, ciò che è scritto su Cilento Notizie, da una donna giornalista, Angela Cappetta. La fonte? Il Corriere del Mezzogiorno.

Il 4 febbraio a Vallo della Lucania, a 6 mesi dalla morte, è stata fissata una nuova conferenza stampa sul caso Franco Mastrogiovanni, il maestro di Castelnuovo Cilento morto nel reparto di psichiatria del San Luca di Vallo della Lucania. L´incontro con la stampa si svolgerà nell´aula consiliare di Vallo della Lucania, ad organizzarlo, a sei mesi esatta dalla morte del maestro, il Comitato Verità e Giustizia per Franco Mastrogiovanni. Saranno illustrati ai mezzi di informazione il contenuto dell´esposto che sarà presen tato all´Autorità giudiziaria. In tale occasione, inoltre, saranno comunicate le ulteriori e prossime iniziative del Comitato.Per il Comitato Giuseppe Galzerano, Giuseppe Tarallo e Vincenzo Serra
Una storia del sud? No, avviene anche in altre parti di questo sfondato Stivale, misera calzatura che si allarga per le menzogne, per gli omissis, per la propaganda del voto.

Non faccio Alti Richiami, questo è il profilo più basso, più strisciante che sottopongo alla vostra attenzione, perchè continua l´omertà e miete vittime. Senza futuro? Sono tragedie nascoste, su minori, sulle persone e senza distinzione di genere. Questioni di potere, di affari,di scambi, molto sporchi, sui nostri corpi e menti, su chi ci è caro, anche se non lo conosciamo, anche se non ci è mai accaduto di essere legati su un letto di contenzione,per 80 ore, per un Trattamento Sanitario Obbligatorio e morire di sete e di fame, soli.E tutto mentre una telecamera filma, la morte naturale... Errori, orrori: senza ragione.
E noi dall´altra parte del cancello?
Doriana Goracci


Reparto Psichiatria Vallo - Il giudice: era una corsia lager

SALERNO - «Basti pensare solo al dolore che deve aver cagionato alla vittima il continuo strofinio delle fasce di contenzione sulla ferita che aveva al polso sinistro, profonda fino alla carne viva». L´ordinanza del gip di Vallo della Lucania, Nicola Morrone, è spietata quanto le accuse che la Procura muove ai 14 operatori sanitari indagati per sequestro di persona, morte o lesioni. L´immagine di Francesco Mastrogiovanni che viene fuori sia dalle riprese filmate della videocamera dell´ospedale che dal provvedimento giudiziario è quella di «un uomo sofferente e in palese difficoltà respiratoria», morto sì per edema polmonare, come risulta dalla cartella clinica sequestrata, ma «connesso allo stato di forzata immobilità al quale era costretto». L´immagine, invece, che viene fuori del reparto di psichiatria dell´ospedale San Luca assomiglia a un campo di concentramento dove «è prassi trattare così i pazienti». La figura dei medici, infine, viene quasi sconsacrata: «le condotte abusive erano poste in essere confidando nella difficoltà di disagio sociale dei pazienti e nella possibilità di invocare una loro scarsa credibilità, perché affetti da malattie psichiatriche». Invece, i filmati parlano chiaro. Mastrogiovanni, così come un altro paziente G. M, sarebbe stato legato al letto per tutto il periodo di degenza «anche se non aggressivo. Né veniva alimentato o fatto bere». Per il gip, Mastrogiovanni non rifiutava il cibo, né le cure mediche, né tantomeno le iniezioni, come invece verbalizzato nella cartella clinica dell´ospedale. La magistratura ricostruisce gli ultimi giorni di vita dell´insegnante. Alle 12.15 del primo agosto, Mastrogiovanni arriva in ospedale con l´ambulanza e adagiato sul letto del reparto. «Fino alle 12.41 è cosciente, non appare aggressivo - si legge nell´ordinanza di sospensione di medici e infermieri - e alle 12.45 si sottopone a trattamento dei sanitari facendosi iniettare una siringa intramuscolo. Alle 12.55 è così tranquillo che si prepara da solo il letto e mangia il cibo fornito dall´ospedale. E´ l´ultima volta che gli sarà consentito di alimentarsi, poiché alle 13.08 si adagia sul letto e rimane tranquillo fino al momento in cui gli saranno applicate le fasce di contenzione. Da quel momento non sarà più slegato, né gli saranno forniti acqua e cibo, e ciò fino al momento della sua morte». In una «sconcertante sequela di abusi» conclude il gip.
Angela Cappetta

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Commento aggiunto:

Su "F.M." forse cattiva sanità!?

Intervengo senza titolo in qualcosa che non mi riguarda, e chiedo scusa, ma ne sono stato informato e, per tale ragione mi permetto d'esprimere un parere.

Non so nulla della "storia" riportata di F. M. ed è solo attraverso la lettera giuntami che la apprendo.
La morte di F. M. è quantomeno strana per come narrata.
Lo si dichiara deceduto per "edema polmonare" etiopatogeneticamente già esistente, ma aggravato da posizione coatta. Può succedere, purtroppo, ma la causa di morte ultima è il collasso della pompa cardio circolatoria e non della funzione polmonare in sé.

Ciò che mi stupisce del "racconto" è che un uomo sedato, coatto a incombere in letto, trattenuto da mezzi contenutivi possa essersi prodotta lesione di continuo manifestata da lacerazione a cute e piani muscolari sottesi di un solo un polso, e causata per "strofinio" con lo stesso mezzo di contenzione.

Non sono riportate date tra l'inizio azione del TSO e l'epoca della morte, e mi giunge assai strano, che il tipo di lesione accennata si sia creata solo al poso (dx- sin?) e non anche in regione articolare pedidio tibio/peroneale. Ciò perché l'azione contenitiva del malato a letto si sviluppa mediante legatura con cinghie opportune, o, ove non presenti, con garze. Nel paziente "agitato" e contenuto, il movimento delle gambe è assai più vivace e violento di quello delle braccia che, dunque, sono legate, perciò, perché in questa regione distale non sono dichiarate lesioni? E l'autopsia che cosa accusa?

Altro "strano" avvenimento, sempre per il racconto presentato, è il fatto che, è ancora riportato, che F. M. sia stato lasciato morire di fame. Propendo nel comprendere che questo sia solo un modo del parlare popolare, perché la morte per disidratazione ha media necessità, nelle nostre latitudini e al coperto con temperatura costante, di agire per circa una 7/10 gg affinché avvenga in soggetto sano, mentre la fame può condurre a morte in un periodo di tempo più che doppio.
Inoltre, qualunque malato in decubito coatto è infuso quantomeno con elettroliti o sol. glucosata (salvo controindicazioni), e, se necessario, alimentato con sondino naso gastrico.

Cosa al sig. F. M. avvenne non so. Ma certo è che la "storia", come riportata, ripeto, non quadra per molti suoi aspetti.
Sulla necessità o meno di mezzi contenitivi non voglio e non posso esprimermi. E' possibile però affermare che oggi esistono molti presidi capaci di sedare un individuo in agitazione psicomotoria, così come già s'otteneva con l'uso del vecchio Talofen 100 (1/2 fiala) + Nisidina (1/2 fiala). Il problema è che la terapia iniettiva sedativa non può essere prolungata a lungo e, ahimé, in certi casi si deve ricorrere ad altri sistemi.

Ma è bene lasciare la Psichiatria agli psichiatri, eventualmente criticandoli e condannandoli in ambito opportuno, non, come mi pare poter interpretare, attraverso una lettera che crea ancora più dubbi sullo "Stivale fondato".

Lo "Psichiatra svolge uno strano ma eletto mestiere", difficilissimo da condurre sia da un punto di vista sanitario, sia per responsabilità mediche, deontologiche e legali. Ma spesso, riterrei, gli "errori" sono da addebitare a sciatteria mentale di molti medici, insufficiente educazione e scarso senso di responsabilità; ma ciò vale per i medici come per i magistrati, per gli ingegneri come per i bottegai, infatti, ognuno può creare nel prossimo lesioni che giungono alla morte per "menefreghismo".
Dunque, permettetemi di lanciare un mio modesto parere, non sono laurea e specializzazioni a qualificare la capacità professionale, ma l'EDUCAZIONE e il SENSO DI DIGNITÀ? ricevuti in famiglia, quella famiglia che è alla base della società civile, della nazione e dello Stato, ma che certa politica ha voluto sempre più svuotare d'ogni contenuto. Consentitemi di aggiungere un piccolo, per estensione, ma grande scritto di PLATONE: "DE REPUBBLICA"

"...QUANDO UN POPOLO, DIVORATO DALLA SETE DI LIBERTA´, SI TROVI AD AVERE MESCITORI CHE GLIE NE VERSANO QUANTO NE VUOLE, FINO AD UBRIACARLO, ALLORA ACCADE, CHE SE I GOVERNANTI RESISTANO ALLE RICHIESTE DEI CITTADINI SONO DENUNCIATI COME TIRANNI. AVVIENE ANCHE CHE, CHI SI DIMOSTRA DISCIPLINATO SIA DEFINITO SENZA CARATTERE, CHE IL PADRE FINISCE COL TRATTARE IL FIGLIO COME SUO PARI E NON E´ PIU´ RISPETTATO, CHE IL MAESTRO NON SA RIMPROVERARE GLI SCOLARI E CHE COSTORO SI FANNO BEFFE DI LUI. IN QUESTO CLIMA DI LIBERTA´ ED IN NOME DELLA STESSA NON V´E´ PIU´ RIGUARDO NE´ RISPETTO PER ALCUNO. IN MEZZO A TANTA LIBERTA´ NASCE E SI SVILUPPA UNA MALA PIANTA- LA TIRANNIA."

Insomma, a monte d'ogni cosa c'è la "DIGNITA' PERSONALE", anche per i premier, poi c'è ogni altra cosa.

Kiriosomega

martedì 2 febbraio 2010

Interventi di Massimo Ages sul rapporto Uomo Natura Animali, su Gandhi e su Cristo

Caro Paolo, ho letto il messaggio dell’amica Caterina Regazzi sullo sfruttamento delle risorse naturali. In linea di massima mi trova pienamente d’accordo, ma e’ la sua conclusione che mi ha indotto ad intervenire. Caterina cosi’ afferma: TORNARE ALLE COSE SEMPLICI E RISCOPRIRE IL VALORE DI COSE CHE NON HANNO PREZZO: L’UMANITA’, LA NATURA, L’AMORE,LA BELLEZZA E LA VITA. Mi scusi Caterina, ma certe frasi mi ricordano un pensiero di Schopenhauer l’umanita’ ha due possibilità: o pensa o crede, e Caterina a me sembra che viva con una prevalenza di fede. Caterina afferma di voler TORNARE, il che fa presupporre che Ella ritenga che in altri momenti della storia umana ci siano vissuti valori di UMANITA’, di NATURA, di AMORE, di BELLEZZA e di VITA.

Spiace dover disilludere la nostra amica, ma io credo che detti valori non abbiano avuto momenti di maggiore intensita’ di questi ultimi decenni. Nei secoli che ci precedono, almeno in occidente, il concetto di UMANITA’, di cui tanto oggi si parla, non mi sembra che sia mai stato cosi’ vissuto. Il nostro mondo occidentale e quello medio orientale, da millenni, e’ stato sempre in guerra, guerre che sono state combattute senza alcuna pieta’, in cui tutto era possibile,in c ui i perdenti diventavano puro oggetto dei vincenti, e cio’ cominciando, tra l’altro, dagli episodi illustrati nella Bibbia, cioe’ in un libro che viene definito di amore e carita’. Le guerre di Roma antica non mi sembra che ci ricordino il concetto di umanita’. Lo stesso dicasi per periodo medioevo, in cui era di “ moda” l’accecamento, lo squartamento, l’impalamento, ecc.ecc. E che dire dei successivi periodi che hanno visto come normalita’ le torture, i roghi, la schiavitu’, ecc.ecc.? Pensi, la nostra amica, alle epoche in cui le guerre non duravano un lustro, come recentemente, ma decenni e decenni, come nella guerra dei cento anni e la guerra dei trenta anni, tra cattolici e protestanti, guerra conclusasi per mancanza di uomini. E che dire poi delle guerre coloniali?

Ieri i nostri popoli erano orgogliosi di avere gli imperi e le colonie nonche’ di sottomettere intere popolazioni nere o gialle. Oggi nessuno penserebbe di rendere schiavi i neri La prima meta’ del XX secolo, per quanto ci concerne, e’ stata un susseguirsi di guerre, guerra di Libia, prima guerra mondiale, guerra di Spagna, guerra d’Etiopia, la conquista dell’Albania, la seconda guerra mondiale, ecc.ecc., il tutto con milioni di morti. Ebbene, almeno in Europa, dal 1945, non ci sono state piu’ guerre. Quelle che gli Europei conducono, sono guerre, a loro dire umanitarie. Che sia vero o non sia vero, non interessa al nostro discorso, cio’ che voglio dire che oggi per fare una guerra bisogna parlare di UMANITA. E che dire dei diritti umani affermati dalla nostra Costituzione, dall’Europa, dall’ONU, ecc.ecc. Se prima se ne e’ parlato, lo si e’ fatto, e poi rarissimamente, soltanto a livello teorico, senza mai scendere nel concreto.

Passiamo alla NATURA. Anche su questo punto non credo che ci sia stato un etico peggioramento. Oggi, per esempio, diciamo di salvare le foreste amazzoniche perche’ stanno per essere distrutte. Pensate alla Spagna. Ai tempi delle conquiste delle Americhe, per quanto ho letto, detta Nazione era piena di boschi. Per fare le navi hanno reso il relativo territorio un deserto. Non credo che nessuno abbia mai pensato, se non i lavoratori della terra, alla difesa della NATURA.

Ora esaminiamo l’AMORE, Innanzitutto che vuol dire amore ? Non mi sembra che ci sia un significato unico per AMORE. Per esempio il mio concetto di amore e’ totalmente difforme da quello cristiano. Esaminiamo la STORIA. Nella Bibbia, vecchio testamento, l’amore e’ rappresentato dall’uccisione dei figli e dei parenti che erano passati ad un’altra religione: ESODO 32/27 ( MOSE) SI FERMO' SULLA PORTA DEL CAMPO E GRIDO: CHI E' PER IL SIGNORE ? ..... A ME. ED EGLI ORDINO' LORO: HA DETTO IL SIGNORE, IDDIO D' ISRAELE: CIASCUNO DI VOI SI METTA UNA SPADA AL FIANCO: ANDATE IN GIRO PER IL CAMPO, DA UNA PORTA ALL'ALTRA, E OGNUNO UCCIDA IL FRATELLO, L'AMICO, IL PARENTE. ALLORA I FIGLI DI LEVI FECERO SECONDO LE PAROLE DI MOSE': E IN QUEL GIORNO MORIRONO FRA IL POPOLO CIRCA TREMILA UOMINI. POI MOSE' DISSE: OGGI VOI SIETE STATI CONSACRATI AL SERVIZIO DEL SIGNORE, CHI AL PREZZO DEL PROPRO FIGLIO, E CHI DEL PROPRIO FRATELLO; PERCIO' EGLI OGGI VI DONA LA BENEDIZIONE.

Se oggi si commettesse una simile azione, non credo proprio che nessuno parlerebbe di amore. Lo stesso dicasi per le varie crociate che i cristiani per secoli e secoli hanno condotto contro le popolazioni che volevano evangelizzare. Trattasi di azioni che in nulla o quasi in nulla possiamo dire diverse da quelle condotte da Hitler per la germanizzazione dell’Europa. Oggi piu’ nessuno penserebbe, almeno ufficialmente, di andare a fare le crociate per evangelizzare o germanizzare, distruggendo popoli di altre religioni o di altre razze.

Poiche’ il presente messaggio e’ gia’ troppo lungo, non affronto il tema della BELLEZZA e della VITA. Qualora anche questi temi dovessero interessare, me lo si faccia sapere e io li approfondiro’.

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Ho letto il pensiero di Antonella Litta sulla non violenza di Gandhi, e mi si permetta di non consentire. Naturalmente condivido il resto del suo messaggio. I Romani dicevano SI VIS PACEM PARA BELLUM e in un certo modo condivido questo principio. Se vogliamo riempire il nostro cervello, che in generale chiamano cuore, di speranza, cioe’ quel sentimento che poi alla fine ci fa morire disperati, facciamolo pure, ma noi ben sappiamo a cosa ha portato la lezione di Gandhi in India. Forse se si fosse operato dopo la seconda guerra mondiale con maggiore razionalita’ ed oculatezza, forse oggi detto paese non starebbe nelle condizioni in cui si trova. Io non dico che bisogna usare sempre la violenza, ma ci sono momenti in cui e’ possibile operare con la nonviolenza, e altri in cui bisogna usare la violenza. La nonviolenza non deve essere una fede, un credo, ma bisogna, caso per caso, seguire l’azione che e’ piu’ valida ai fini della giustizia, o di quello che crediamo giustizia. Un esempio di non violenza e’ stata la divisione di quella che era la Cecoslovacchia. I relativi popoli si sono divisi in due stati, cioe’ slovacchia e repubblica ceca, senza alcun dramma. In altri posti, anzi nella maggioranza, questo non e’ avvenuto. Complimenti per le giuste “ battaglie”, perche’ battaglie sono, che si stanno conducendo a Viterbo.

Per quanto riguarda la tradizionale famosa frase di Gesu’, DAI A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE E A DIO QUEL CHE DI DIO, mi si consenta dire che ogni richiamo a questo “FIGLIO DI DIO” mi lascia sempre molto perplesso, in quanto in un modo o nell’altro e’ un avallo di una dottrina che io ritengo fuori di ogni moralita’ civica. Detta frase, poi, e’ una delle tante ipocrisie che si trovano nelle Bibbia, nel caso nel Vangelo. Consentitemi un completo richiamo del passo in questione: Ecco quanto si legge in MATTEO 22/15: ALLORA I FARISEI, RITIRATISI, TENNERO UN CONSIGLIO SUL MODO DI COGLIERE IN FALLO GESU’ NELLO SUE STESSE PAROLE. E GLI MANDARONO I PROPRI DISCEPOLI CON GLI ERODIANI A DIRGLI: MAESTRO SAPPIAMO CHE SEI VERITIERO E INSEGNI LA VIA DI DIO SECONDO LQ VERITA’, SENZA PREOCCUPARTI DI NESSUNO, PERCHE’ TU NON GUARDI ALL’APPARENZA DEGLI UOMINI. DI’ DUNQUE A NOI, CHE TE NE PARE ? E’ LECITO O NO PAGARE IL TRIBUTO A CESARE ? MA GESU’, CONOSCIUTA LA LORO MALIZIA,DISSE: PERCHE’ MI TENTATE IPOCRITI ? MOSTRATEMI LA MONETA DEL TRIBUTO.ESSI GLI PRESENTARONO UN DENARO. ED EGLI DOMANDO’ LORO: DI CHI E’ QUESTA IMMAGINE E QUESTA ISCRIZIONE ? GLI DICONO DI CESARE. ALLORA RISPOSE LORO: RENDETE DUNQUE A CESARE QUELLO CHE E’ DI CESARE, E DIO QUELLO CHE E’ DI DIO. Quindi con detta risposta, Gesu’ non intese dare una disposizione al riguardo, cioe’ non intese affermare il principio laico della distinzione tra chiesa e stato, ma soltanto evitare di cadere nel trabocchetto tesogli dai farisei. D’altra parte come potrebbe mai ipotizzarsi un Cristo laico, quando, secondo il Vangelo, il medesimo sarebbe nato per regnare sul trono di David, il fondatore dello Stato teocratico di Israele ? Quindi la attuale lettura laica, appare, almeno a me, chiaramente infondata.

Saluti, Massimo Ages

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