sabato 18 aprile 2015

Ronciglione - Il lago di Vico ribolle di radiazioni e veleni



Da quando andai a vivere a Calcata, a metà degli anni '70 del secolo scorso, mi dilettavo a compiere gite verso tutti gli specchi lacustri del circondario. A cominciare dal laghetto di Monterosi a quello di Martignano, di Bracciano, di Vico e fino al grande lago di Bolsena. 

Il mio preferito, non solo perché più vicino, era il lago di Vico, sulle cui spiaggette trascorsi parecchie giornate estive. Il lago di Vico era il mio preferito anche perché a Ronciglione ci abita la mia consuocera Paola Igliori, in una grande tenuta denominata Villa Lina, ed anche la cara amica Ilaria Gaddini, che mi portò per la prima volta a Spilamberto allorché conobbi Caterina. Una volta portai anche Caterina sulle rive di quel bel lago romantico, circondato da boschi e da colline. Infatti il bacino lacustre ha un'origine vulcanica e quindi è situato in una conca naturale. 

Ma, sin quei  primi anni '70, ogni volta che mi trovavo a fare il giro del lago notavo un perimetro militare chiuso da reticolati costellato di scritte minacciose: “Attenzione pericolo di morte”.  Infatti quel luogo era stato usato come deposito dell'esercito per veleni chimici e simili schifezze. E sin d'allora si parlava di una necessaria bonifica che però non avveniva. Ricordo che di quella situazione inquinante me ne occupai spesso anche a livello giornalistico, scrivendo diversi articoli su Il Messaggero ed altri giornali di Roma, il buon amico Ennio La Malfa potrà testimoniarlo. Ma in particolare delle problematiche del lago di Vico, essendo egli stesso residente nel luogo,  se ne occupò l'altro amico e collega Raimondo Chiricozzi, dell'AICS, il quale mi ha inviato l'articolo che segue..
(Paolo D'Arpini) 


Continuano le operazioni di bonifica del CNBC (Centro nucleare batteriologico e chimico del lago di Vico), richieste da anni con forza da molte associazioni ambientaliste in particolare da:  AICS, COMITATO ACQUA POTABILE, ACCADEMIA KRONOS e dal PSI di Ronciglione.  La bonifica ripresa dopo l’ultima visita del parlamentare on. Bernini del M5S e dopo l’interrogazione al Ministro svolta in Parlamento dall’on Oreste Pastorelli del PSI, si svolge ininterrottamente da febbraio 2015 con grandi e profondi scavi, ben visibili dalla strada che costeggia e sovrasta il centro chimico,   che si presume porterà alla luce le masse ferrose (bombe chimiche, cisterne che contenevano gas letali e i tunnel utilizzati per la fabbricazione delle armi, di cui la popolazione parla con insistenza.
Purtroppo tutto si è svolto, finora, senza informazione alla popolazione e tanto meno deviazione del traffico e ci auguriamo sia stato fatto in piena sicurezza. Stranamente però nella precedente fase della bonifica, con scavi superficiali, la strada venne chiusa al traffico  e le forze di polizia, ambulanze, protezione civile, esercito, vigili urbani, ecc, presidiavano tutta la zona. Riteniamo ora, con l’arrivo dell’estate, stagione nella quale la spiaggia limitrofa al Centro Chimico si riempie di cittadini, sia necessario che le istituzioni locali chiedano e ottengano la sospensione delle operazioni.
Mentre uno dei gravi problemi che interessano la conca del lago di Vico, viene affrontato e si spera venga risolto con la vera bonifica del sito militare, gli altri problemi del lago di Vico persistono nella sua interezza. Nessuna bonifica delle sue acque è stata avviata; nessuna iniziativa siano opere di drenaggio o altre scelte tecniche o legge o ordinanza ha bloccato e bloccherà l’apporto di sostanze inquinanti nelle acque del lago, derivanti dalla monocoltura delle nocciole.
Quanto tempo ancora dovrà passare per assicurare alle generazioni future la vivibilità e salubrità dello stupendo e bellissimo ambiente dei Monti Cimini e del lago di Vico?
La tigre dormiente come l’ha definita il perito nominato dal Giudice per le indagini preliminari nella causa contro gli ex Sindaci di Ronciglione e Caprarola, non è affatto dormiente ed è ben sveglia.
Siamo noi cittadini che dormiamo sonni profondi e non siamo capaci di pretendere il diritto all’ambiente sano e pulito, di pretendere il diritto alla vita. Le istituzioni insabbiano e lasciano passare gli anni disinteressandosi del problema perché incapaci di affrontare il toro per le corna, ovvero gli interessi economici di pochi, a danno della collettività. Ciò che occorre per salvare il lago, le sue acque e la salute dei cittadini, oltre che una effettiva bonifica dagli inquinanti, che sono nel ventre della tigre, il definitivo abbandono dell’agricoltura chimica che sappiamo bene provoca dolore e  morti in primis fra gli stessi agricoltori succubi della noncuranza dell’industria chimica e delle scelte dannose alla salute dettate dal mercato.
Sezione PSI di Ronciglione

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