lunedì 13 aprile 2015

Residui di pesticidi nel cibo riducono la fertilità maschile


Alti livelli di antiparassitari riducono della metà il numero di spermatozoi e a un terzo quelli normalmente formati. I residui di pesticidi, dunque, hanno un importante impatto sulla salute umana secondo l'Università di Harvard

Vi è una stretta relazione tra consumo di frutta e verdura con residui di pesticidi e quantità e qualità dello sperma maschile.

Negli uomini che mangiano molta frutta e verdura, con elevati livelli di antiparassitari, si riscontra un abbassamento sensibile della quantità di spermatozoi, -49%, e soprattutto il numero di spermatozoi attivi e ben formati è solo il 32% del totale.

Lo studio dell'Università di Harvard è il primo che mette in correlazione l'effetto dei pesticidi sulla fertilità maschile.

“Questi risultati non devono però scoraggiare dal consumo di frutta e verdura in genere – ha dichiarato Jorge Chavarro, autore della ricerca – ma solo a prestare maggiore attenzione alla qualità di frutta e verdura, preferendo quella biologica, ed evitando i prodotti sospetti di avere molti residui.”

Nel corso della ricerca, condotta tra il 2007 e il 2012, l'Università di Harvard ha analizzato 338 campioni di sperma, provenienti da 155 uomini di età compresa tra i 18 e i 55 anni.

La dieta dei partecipanti allo studio è stata analizzata sulla base di questionari che richiedevano di inserire qualità e quantità della frutta e verdura inserita.

La frutta e verdutra è quindi stata classificata dai ricercatori a alto, moderato o basso contenuto di residui sulla base dei dati del Dipartimento agricoltura del governo statunitense che annualmente redige il rapporto sulla distribuzione dei fitofarmaci per coltura.

Così, a basso contenuto di fitofarmaci, sono risultati piselli, fagioli, pompelmo e cipolle. Viceversa, ad alto contenuto, peperoni, spinaci, fragole, mele e pere.

I dati sono stati successivamente rielaborati da parte dell'Università di Harvard tenendo conto dell'abitudine di consumo di questa frutta e verdura, ovvero se consumata cotta o cruda e se sbucciata o meno prima del consumo.

Gli uomini sotto osservazioni sono quindi stati divisi in quattro gruppo, a seconda della quantità di frutta e verdura ingerite e del livello di residui calcolato.

Il gruppo di uomini con il più alto consumo di pesticidi in frutta e verdura ha avuto un numero di spermatozoi medio totale di 86 milioni di spermatozoi per eiaculato contro una media di 171 milioni di spermatozoi per eiaculato, ovvero una riduzione del 49%. La percentuale di spermatozoi normalmente formata era in media del 7,5% negli uomini del gruppo con l'assunzione più bassa di pesticidi contro il 5,1% negli uomini con l'apporto più alto, ovvero una riduzione relativa del 32%.

“Questi risultati suggeriscono che l'esposizione attraverso la dieta ai pesticidi utilizzati nella produzione agricola – ha concluso Jorge Chavarro - può essere sufficiente per influenzare la spermatogenesi nell'uomo.”

Pubblicato da T N su redazione@teatronaturale.it

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