venerdì 30 gennaio 2015

Contaminazioni illegittime di OGM nelle Sementi



Allarme sementi contaminate da OGM !

Contaminazioni illegittime di OGM nelle Sementi possono inquinare irreversibilmente la nostra agricoltura, a causa di interpretazioni non corrette dei risultati delle analisi per la verifica dell'assenza, da parte dell'ENSE-CRA, ente di controllo nazionale

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Ai Ministeri Competenti: Agricoltura, Sanità, Ambiente, Giustizia
Agli organi di Polizia e Giustizia          


Le sementi OGM in Italia sono vietate e il Decreto Ministeriale del 2003 in materia, del 2003, stabilisce la tolleranza zero, nel momento in cui chiede ai laboratori competenti di verificare l'assenza di ogm nelle sementi.
 
E' necessario pertanto verificare il sistema di controllo dell'ENSE - CRA di Milano, da parte degli organi di controllo competenti, dal momento che in un'intervista recente pubblicata sulla rivista "Valori" (www.valori.it), la responsabile delle analisi, Dr.ssa Zecchinelli, dichiara di lasciar passare come regolari lotti di sementi contaminati da ogm. 
Laddove i valori di bassa presenza, ad es. di 1 seme su 3.000 semi (che rappresenta il campione di semi che si preleva dai lotti per le analisi), corrispondente allo 0,033%, vengono approssimati ...a zero ! 
Ciò è ovviamente illegittimo... oltre che incredibile !!

Tale comportamento ha provocato sicuramente contaminazioni delle coltivazioni di Mais, Soia, Colza ed altre colture a rischio di inquinamenti da OGM nelle sementi, dal momento che ogni pianta transgenica produce milioni di granelli di polline che si diffondono alle coltivazioni circostanti. 
Ad esempio, nelle coltivazioni di Mais, laddove si seminano 75.000 piante per/ha, considerando la contaminazione minima di presenza rilevabile di 1 seme sul campione di 3.000 semi, avremmo circa 25 piante transgeniche presenti per ogni ha di coltivazione, con centinaia di milioni di granelli di polline diffusi nell'ambiente con conseguente raccolti contaminati. Anche nella Soia, coltivazione con investimenti di semi per ha molto maggiori del mais, seppur la pianta è prevalentemente autogama, sussistono percentuali sensibili di impollinazione incrociata e, in ogni caso, i semi OGM presenti tra quelli non OGM si moltiplicano inquinando i raccolti e l'ambiente. Lo stesso ovviamente avviene per la Colza, pianta che diffonde molto polline, come per tutte le altre specie vegetali delle quali esistano varietà transgeniche.

Il "modus facendi" dell'ENSE - CRA è semplicemente irresponsabile, dal momento che la legge chiede all'ente di controllo del Ministero Agricoltura di "verificare l'assenza di OGM nelle sementi", ovvero il risultato deve essere pari a zero, pena il sequestro.

Si chiede pertanto, alle autorità competenti, di intervenire immediatamente sul sistema di controllo delle sementi in quanto il  Decreto Ministeriale in materia prevede che ..."il valore eventualmente rilevato"..., ovvero una presenza di OGM e non certo un'assenza, "deve essere espresso in percentuale ed approssimato alla prima cifra decimale"... e non di certo fatto sparire, considerandolo zero (vd. GU n. 281 - Serie generale - pagg.38-40. Nell'ultimo capoverso si legge:"Il risultato dell'analisi viene espressoper approssimazione, alla prima cifra decimale").
Come si può arrotondare una presenza rilevata... allo zero ? !!! 
Nascondendo le contaminazioni da OGM nelle sementi che devono risultare pure ?

Secondo la normativa vigente (Decreto MIPAAF del 27 novembre 2003 - All.to: "PROCEDURA PER L'ESECUZIONE DELLE ANALISI"), le analisi vanno condotte su campioni di tremila semi (estraendone il DNA), utilizzando una metodica sensibilissima, la "PCR Real Time", che è in grado di determinare presenze di OGM a livelli bassissimi, essendo il limite di rilevabilità qualitativo (ovvero di presenza/assenza) o di "tipizzazione" (identificazione) o "determinazione" (LOD, Limit of Detection) anche dimolto inferiore al valore corrispondente a un seme OGM su tremila, che rappresenta la presenza minima rilevabile in un campione di 3.000 semi. E più precisamente, il rapporto tra il peso del Dna di un seme transgenico e il peso del Dna totale estratto dal campione di 3.000 semi, valore che, pur considerando la variabilità di quantità di Dna presente in ciascun seme, corrisponde a circa 1/3.000 = 0,00033, ovvero allo 0,033%, espresso in percentuale. 

L'ENSE, evidentemente, interpreta con fantasia la matematica, leggendo solo il primo valore dopo la virgola (es. 0,033%), nascondendo di fatto la presenza di OGM, invece di arrotondare (ovvero "approssimare") alla prima cifra decimale il valore rilevato, portandolo, ad esempio a 0,03%, come prevedono la Matematica, la Logica... ed il Diritto e le Norme che ne derivano.
Si "certificano" pertanto lotti di semi "esenti da OGM", quando all'interno del campione possono esserci uno-due semi geneticamente modificati (ogni 3.000 semi), un arbitrio ovviamente illegittimo.

L'approssimazione di un valore, nel risultato dell'analisi, si giustifica per l'incertezza sulla quantità della contaminazione da OGM rilevata (ovvero presente) nel campione di analisi, dal momento che la precisione quantitativa dell'Analisi PCR Real Time (LOQ, Limit of quantity) si ha solo con valori sopra lo 0,049%. 
Ma non certo per farla sparire ! 
Arrotondando a zero tutti i valori al di sotto di 0,049%....

Se pur si volesse interpretare il legislatore (erroneamente), spostando la virgola a destra nel dato rilevato espresso in percentuale, si otterrebbe sempre un valore di "presenza", in questo caso addirittura moltiplicato per 10 (ovvero 0,33%) e non certo un valore di assenza. Cosa che non appare nelle intenzioni del legislatore quando si parla di"approssimazione" e non di "moltiplicazione", ne tantomeno, di letture arbitrarie prima o dopo le virgole.
Fatto che non cambia la sostanza, dal momento che il risultato delle analisi va sempre interpretato in senso qualitativo, ovvero di presenza o assenza, ai migliori livelli di sensibilità consentiti dai sistemi di "rilevamento" o "tipizzazione", in quanto lo scopo prioritario del legislatore è quello di verificare l'assenza di contaminazioni da OGM, attraverso l'analisi PCR Real Time e non quello di determinarne le quantità.

Limiti di Rilevabilità o "Tipizzazione"

Le metodiche di analisi PCR Real Time, indicate dal legislatore, possono essere utilizzate sia per determinazioni qalitative che quantitative.
La metodica di analisi PCR Real Time qualitativa è oggi il metodo migliore per stabilire eventuali contaminazioni da ogm, essendo un'evoluzione della PCR qualitativa convenzionale, in cui è stata migliorata la sensibilità ed affidabilità. Logicamente, è possibile rilevare la quantità di un ogm solo se questo è presente nel campione. Di conseguenza il saggio con la Real Time ci dà un'informazione sia qualitativa che quantitativa.
L'analisi PCR qualitativa classica, secondo Jankiewicz et al. (1999) ha un limite teorico di rilevazione pari a 0,005%, corrispondente a 30 copie di genoma aploide di Soia oppure a 9 copie di genoma aploide di Mais, mentre la PCR "Real Time" è ancora più sensibile per la rilevazione di presenza/assenza. Secondo il Centro di Ricerca di ISPRA, (relazione presentata da Marco Mazzara e Guii Van den Eede: “Problematiche analitico metodologiche delle analisi degli ogm”, Atti del Convegno sugli ogm, tenutosi al centro congressi di Milano, il 10 ottobre del 2002) il LOD del metodo di rilevazione (Limit of Detection) può arrivare alla determinazione ("tipizzazione") della presenza di ogm allo 0,0026%Che, nel caso di analisi delle sementi, corrisponde a circa 1 seme su 30.000 semi, pertanto assolutamente in grado di determinare l'eventuale presenza di contaminazioni nei campioni d'analisi, anche di 1 solo seme sul campione uffciale di 3.000 semi. 
In Sostanza, al fine di valutare la presenza o assenza di semi ogm in un campione d'analisi,come richiesto dal decreto ministeriale in questione, è chiaro che qualsiasi valore di presenza rilevato, ovvero che sia superiore al LOD (Limite di rilevabilità), dev'essere espresso appunto come "presenza", seppur non precisata nella quantità, qualora i valori rilevati siano inferiori al LOQ (Limite di Quantità). 
Espressione del risultato ed incertezze.
Secondo la metodica ufficiale, il risultato dell'analisi viene espresso, per approssimazione alla prima cifra decimale, come media delle 6 repliche (3 per ogni estrazione di DNA) e vieneritenuto valido se il coefficiente di variazione non supera il 30%. Nel caso in cui il coefficiente di variazione superi il 30% o i risultati fra le repliche siano discordanti, si procede ad una riestrazione di DNA dal campione. Qualora l'esito dell'analisi sia ancora incerto, e' necessario analizzare un secondo campione di 3000 semi. 
In ogni caso, una presenza rilevata non può mai tramutarsi in assenza.
Qualcuno, e non per ignoranza, sta palesemente "manipolando il Diritto"... 
...dopo che altri irresponsabili hanno manipolato il DNA ed intendono imporre in tutto il mondo semi pericolosi per la salute e l'ambiente e devastanti per le Agriculture Tradizionali dei Popoli e per la loro Sovranità Alimentare ed Economia, in grado di contaminare irreversibilmente i territori agricoli italiani. 

I cittadini sanno che la legge impone l'assenza di semi OGM in Italia, ma se si continua a concedere queste vere e proprie "tolleranze illegittime di contaminazioni delle sementi", l'Italia potrebbe essere inquinata in breve tempo e non potersi più liberare degli OGM. 
Le prime vittime sarebbero gli agricoltori tradizionali, in primis quelli Biologici, i quali rappresentano un "diritto precedente".

Le multinazionali degli OGM cercano ovviamente di contaminare la nostra agricoltura e lo stanno facendo in maniera illegittima. Per poi cercare di imporre le loro regole, costringendoci ad accettare le contaminazioni da OGM, mentre l'Agricoltura italiana e le sue filiere agroalimentari sono ancora esenti da OGM. Dobbiamo fermarle immediatamente! 

Con sanzioni adeguate, dal momento che non vi sono problemi a produrre semi esenti da OGM e non si giustificano in nessun caso contaminazioni delle sementi, dal momento che le superfici per produrre semi sono molto contenute. 
Basta produrre sementi nei paesi che hanno vietato gli OGM, ad esempio in Italia. 

Accettare le contaminazioni delle sementi, attraverso l'ennesimo "Cavillo di Troia", significa consentire la contaminazione irreversibile del territorio italiano da OGM, reato oggi penalmente perseguibile.

Sorprende, a tal proposito, la posizione del Dr. Ferrante (anche lui intervistato dalla rivista Valori),  Presidente AIAB, associazione che dovrebbe tutelare l'Agricoltura Biologica, il quale afferma che le filiere delle sementi di Soia sarebbero praticamente tutte contaminate da OGM, il che non è assolutamente vero, dal momento che la maggior parte dei paesi al Mondo non consente la coltivazione di OGM. E per la produzione di semi sono necessarie superfici molto contenute, ed es. meno di 10.000 ha per produrre tutto il seme di mais necessario all'Italia, dove si coltivano fino a 1.500.000 di ha di Mais.

Come può pensare il Presidente AIAB di rilanciare la soia e le altre produzioni italiane ogm free, una volta che il territorio fosse contaminato in maniera diffusa e, pertanto, irreversibile?
Come si può pensare di difendere l'Agricoltura Biologica dagli OGM con tali posizioni irresponsabili?
Caro Ferrante, gli agricoltori e i consumatori Italiani non possono accettare le contaminazioni da OGM, tanto meno nei prodotti biologici, perchè ciò significa tradire l'agricoltura biologica.

CONCLUSIONI

L'Italia, paese con la più grande biodiversità e tradizione agroalimentare al Mondo, deve rappresentare il modello per il Bando degli OGM in tutta l'Unione Europea, sulla base del Principio di Preacauzione e di Sussidiarietà del Trattato UE, al quale non è stata delegata la Sovranità nazionale in materia di Salute ed Ambiente.
Adoperandosi in tal senso anche nelle sedi Istituzionali a livello Mondiale, per la pericolosità Sanitaria, Ambientale, Agroecologica e Sociale degli OGM, che mettono a rischio la Biodiversità, la Sicurezza e la Sovranità Alimentare dei Popoli di tutto il Pianeta. 
 
L'Italia deve bandire gli OGM per sempre, con una Legge Nazionale ad hoco con una modifica Costituzionale, come ha fatto l'Ungheria. 
Vietandone la vendita, la semina e l'importazione per qualsiasi scopo, impostando un sistema nazionale di controllo basato sui criteri di Presenza/assenza (tolleranza ZerOGM), in quanto rappresentano un pericolo per la salute e l'ambiente (Art. 32 e Art. 9 della Costituzione Italiana) ed una minaccia per l'Agricultura Tradizionale, un diritto precedente che risulterebbe compromesso per sempre, in caso di contaminazioni transgeniche.
E' proprio per questo motivo che la decisione in Materia di OGM spetta al Popolo (attraverso il Referendum), unico possibile responsabile della eventuale decisione di rinuncia irreversibile alla propria tradizione millenaria.

Ribadiamo con forza il diritto precedente degli Agricoltori Tradizionali italiani, ancora liberi da ogm, a non essere contaminati e il diritto attuale alla tolleranza ZerOGM contro le immissioni nell'ambiente. Contaminazioni che avvengono non solo attraverso le sementi ma anche con il trasferimento genico orizzontale del Dna modificato (transgenico) attraverso i Batteri dell'Intestino e le deiezioni Umane ed Animali, che inquinano l'ambiente e passano da un essere vivente all'altro, dal momento che oggi che importiamo OGM a scopo alimentare o per altri scopi.


Prof. Giuseppe Altieri, Agroecologo 

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