martedì 20 gennaio 2015

Livorno, 21 gennaio 2015 - Anniversario della fondazione del primo Partito Comunista




Celebriamo il 94° anniversario della fondazione del primo Partito comunista nel nostro paese, riprendendo la sua opera!

Noi comunisti possiamo e dobbiamo portare a compimento l’opera per cui il 21 gennaio 1921 venne fondato a Livorno: fare dell’Italia un paese socialista!

Per cambiare il corso catastrofico delle cose, bisogna porre fine al sistema imperialista mondiale!

Il primo paese imperialista che romperà le catene della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti mostrerà la strada e aprirà la via anche alle masse popolari degli altri paesi!

L’Italia è un paese imperialista abbastanza grande e per di più sede del Papato, uno dei pilastri del sistema imperialista mondiale: possiamo e dobbiamo assumere questo compito!

Il corso catastrofico che la borghesia imperialista e il suo clero hanno impresso alla storia dell’umanità da quando a causa dell’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria hanno ripreso in mano la direzione del mondo, conferma che la rivoluzione socialista è necessaria.

La scienza della storia dell’umanità fondata da Marx e da Engels poco più di 150 anni fa e l’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria sviluppata nella prima parte del secolo scorso mostrano che la rivoluzione socialista è possibile, che sta a noi comunisti mobilitare e dirigere la classe operaia e le altre classi delle masse popolari a farla. La prima ondata della rivoluzione proletaria si è esaurita, non ha portato a compimento la sua opera, per i limiti nella comprensione delle condizioni, delle forme e dei risultati della lotta di classe che hanno intralciato l’opera di noi comunisti. Il bilancio dell’esperienza della prima ondata ci ha fatto comprendere quei limiti: possiamo quindi superarli. Non c’è altro modo per rompere con il disastroso corso delle cose.

Gli esponenti della sinistra borghese, i personaggi e i gruppi malcontenti del corso delle cose ma ostili alla rivoluzione socialista, i denigratori del movimento comunista, si affannano a escogitare, proporre e propagandare soluzioni a questo o a quel male del presente e a fondare partiti riformisti senza futuro. Essi cercano di convincere la borghesia imperialista e i suoi governi a cambiare politica. Si comportano che se la borghesia imperialista e i suoi governi portassero l’umanità alla miseria e alla guerra per ignoranza o per cattiva inclinazione delle singole persone, perché non capirebbero quello che occorre fare o perché sarebbero malvagi. In realtà la borghesia imperialista è condannata dalla natura del suo sistema sociale a valorizzare il capitale. I suoi esponenti non possono sfuggire a questo compito: chi viene meno ad esso perde il posto ed è sostituito da uno più capace e deciso.

Le imprese insensate dei gruppi imperialisti e in particolare della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti americani, sionisti ed europei hanno il senso preciso di sforzi disperati e criminali per valorizzare il capitale accumulato. Inutilmente gli esponenti della sinistra borghese deplorano quanto avviene nel nostro paese e nel mondo, si lamentano, piangono, inorridiscono, predicano l’unità e la fratellanza, aspirano a ripristinare le conquiste di civiltà e di benessere che la borghesia imperialista cancella. La borghesia imperialista le aveva concesse alle masse popolari dei paesi imperialisti durante la prima ondata della rivoluzione proletaria, quando il movimento comunista era forte e avanzava in tutto il mondo, per distoglierle dalla rivoluzione socialista. La rivoluzione socialista è l’unica alternativa, possibile e necessaria, al corso catastrofico delle cose. Non è facile, richiede una grande tensione delle forze, ma è possibile. La scienza accumulata dal movimento comunista nei decenni passati e il bilancio dell’esperienza della prima ondata della rivoluzione proletaria ci forniscono quanto necessario per farla. Sta a noi comunisti approfittare di questo patrimonio e metterci all’opera. 

Sta a ogni persona cosciente e responsabile assumere i compiti dell’ora e diventare comunista. La borghesia e il suo clero cercano di soffocare nella miseria, nell’ignoranza e nella superstizione la rivolta delle classi sfruttate e dei popoli oppressi: questo rende tortuosa la strada della rivoluzione socialista. ma la borghesia imperialista e il suo clero non sono in grado di impedire a chi vuole diventare comunista di imparare a mobilitare le masse e portarle ad aprire una nuova luminosa fase della storia dell’umanità!

Comitato Centrale del (n)PCI http://www.nuovopci.it

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