lunedì 24 marzo 2014

Viterbo e Rosa, la santa fuori calendario - Lettera aperta del senatore Michele Bonatesta a S.E. il Vescovo di Viterbo, Mons. Lino Fumagalli



Vescovo Lino Fumagalli  che ostende reliquia di Santa Rosa


VITERBO. Eccellenza illustrissima, Mons. Lino Fumagalli Vescovo di Viterbo,
bene.
Bene, anzi… benissimo.

Ora che la malsana ( non in senso dispregiativo e, comunque, ad avviso del sottoscritto, ovviamente), ora che la malsana idea di un trasporto straordinario dellaMacchina di Santa Rosa per festeggiare il riconoscimento  da parte dell’UNESCO della tradizione viterbese del 3 settembre quale patrimonio intangibile dell’umanità, ora che - dicevo - la malsana idea è stata ( mi auguro) definitivamente accantonata per il cortese diniego di Sua Santità Papa Francesco a venire a Viterbo per assistervi, ora - Le dicevo - occorre però che qualcuno metta mano a questa nostra tradizione per completare l’opera dell’UNESCO stessa ma soprattutto per dare aSanta Rosa da Viterbo quella immagine che Le spetta e che sinora Le è stata negata, per dare a Viterbo quella immagine che l’essere la città natale di Santa Rosa le spetterebbe di diritto e che - al contrario - in tutti questi anni, in tutti questi secoli è stata costantemente e volutamente trascurata se non addirittura ignorata.

Epproprio, Eccellenza: Santa Rosa.

Santa Rosa da Viterbo che a tutt’oggi è considerata una Santa di ‘ serie B ‘ tant’è che non figura nemmeno nei calendari.
Eccerto, Eccellenza: Viterbo, città natale di Santa Rosa,venerata anche in altre città del mondo ma pressoché sconosciuta, sotto questo aspetto, nel resto d’Italia.

Santa Rosa da Viterbo, Eccellenza Illustrissima, Mons. Lino Fumagalli:  una Santa di ‘ serie B ‘, abbiamo detto, solo in quanto - è stato chiarito anche di recente - nessuno l’avrebbe mai ‘ iscritta ‘ nel Martirologio Romano, vale a dire il libro ufficiale della Chiesa dove sono registrati tutti i Santi.

Eggià, Eccellenza Illustrissima, Mons. Lino Fumagalli Vescovo di Viterbo.

Lungi da me il voler essere ( e tantomeno apparire ) dissacrante nei confronti della nostra amata Santa Bambina ma questa storia del ‘ contributo non versato ‘ per l’iscrizione nel Martirologio Romano mi sa tanto di… ‘ marchette ‘, Eccellenza illustrissima.
Questa storia del pagamento non effettuato della ‘ quota di iscrizione ‘ di Santa Rosa da Viterbo nel Martirologio Romano . Eccellentissimo Vescovo di Viterbo Mons. Lino Fumagalli ‘, mi dà tanto l’idea di…contributi Inps non versati anche per i Santi.

Epproprio, eccellentissimo Vescovo di Viterbo.

Il fatto che Santa Rosa da Viterbo sia tutt’oggi una ‘Santa di Serie B ‘ nonostante ‘ di fatto ‘ eletta patrimonio intangibile dell’umanità, non è una cosa bella, non mi sembra assolutamente un fatto accettabile.
Se quello che manca, infatti, è l’iscrizione nelMartirologio Romano, se ne chieda finalmente l’iscrizione.
Se per ottenere l’iscrizione occorre pagare ( come i contributi Inps, Le dicevo), ebbene…  che si paghi.

Che… ‘ qualcuno ‘ paghi !

Se è vero che il Comune di Viterbo era disposto a pagare un cifra non indifferente per organizzare un trasporto straordinario della Macchina di Santa Rosa, ebbene… ora che il trasporto non si fa più, con quei soldi si paghi l’iscrizione di Santa Rosa da Viterbo nel Martirologio Romano, vale a dire nel libro ufficiale della Chiesa dove sono registrati tutti i Santi e si faccia finalmente diventare ‘ anche ‘ Santa Rosa da Viterbo una… Santa di Serie A.

E, ciò fatto, si chieda sin da ora che il Suo nome venga inserito nei calendari a partire dal prossimo anno, il 2015.

Diciamo ufficialmente, Eccellentissimo Mons. Lino Fumagalli Vescovo di Viterbo, diciamo apertamente quanto costerebbe questa benedetta ‘ iscrizione all’albo dei Santi ‘ ( nemmeno si trattasse di un…ordine professionale) e se il Comune di Viterbo dovesse decidere di non erogare il contributo necessario, facciamola diventare una iniziativa del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

Eccerto.
Loro, sicuramente, non si tirerebbero indietro !
Eccerto.
In tal caso le istituzioni locali non ci farebbero una gran bella figura ma se sino ad oggi le istituzioni locali, i politici locali, gli amministratori locali se ne sono fregati, tutti , lasciando Santa Rosa da Viterbo relegata nella ‘ serie cadetta dei Santi ‘, è immaginabile che della figura barbina che farebbero delegando un loro compito alSodalizio dei Facchini di Santa Rosa non potrebbero fregarsene di meno.

Resta il fatto, Eccellenza illustrissima che… questa iscrizione di Santa Rosa da Viterbo nel Martirologio Romano … s’ha da fare.

E non perché lo dica il sottoscritto.

Perché ce lo dice l’Unesco.
Ce lo dice l’Umanità intera.
Ce lo dice la città di Viterbo.
Ce lo dice la fede dei viterbesi tutti.
Ce lo chiede la Santa Bambina che oramai è cresciuta ed è diventata la … Santa adulta, patrimonio intangibile dell’Umanità.

Essì, eccellentissimo Mons. Lino Fumagalli Vescovo di Viterbo.
Prenda Lei l’iniziativa.

Faccia promuovere Santa Rosa da Viterbo dalla serie B (dei Santi) alla… serie A.
La faccia inserire nel calendario il 4 settembre del prossimo 2015.

E… prenda l’iniziativa ‘ anche ‘ perché finalmente si faccia la ‘ Fondazione Santa Rosa da Viterbo ‘ di modo che Viterbo diventi meta di pellegrinaggio come tante altre città italiane ( e non solo) che hanno saputo valorizzare i loro Santi ‘ esportandone ‘ la fede in ogni luogo.

Epproprio, Eccellentissimo Vescovo di Viterbo, Mons.Lino Fumagalli.

A quel punto torneremo a chiedere che il Santo Padre ci onori della Sua presenza, magari il 3 settembre, in occasione del trasporto della Macchina di Santa Rosa.


Santa Rosa, quella Santa che - il giorno dopo - sarà a tutti gli effetti - finalmente - una… Santa di Serie A.
Una Santa che a qual punto potrà finalmente sancire il suoPatto d’ Amore anche con Papa Francesco, circondata dall’amore della sua città che… La vide bambina.

Eggià, Eccellentissimo Mons. Lino Fumagalli.

Santa Rosa da Viterbo, la nostra Santa bambina che oramai vuole cambiare carta di identità essendo…diventata GRANDE !!!

O no ?


Sen. Michele Bonatesta

     Irriverente, ma informato!

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Integrazione in sintonia: 

Rosa santa ma…con santa pazienza
L’articolo del senatore Michele Bonatesta sulla mancata iscrizione della nostra patrona e protettrice Rosa, in qualità di santa nel Martirologio Romano, ci da l’occasione di ritornare sull’argomento, scottante e da tutti ignorato, che Rosa per la Chiesa non è “ufficialmente” Santa, ma solo Beata.
Infatti, come da noi denunciato in più occasioni, la nostra protettrice S. Rosa è annotata nel Martirologio Romano come la Beata Vergine Rosa da Viterbo. Al termine del processo voluto da Callisto III c’erano tutti documenti a posto per procedere all’iscrizione di Rosa, nel Martirologio Romano, come Santa. In quel tempo però né il Comune di Viterbo, e neanche il Cenobio erano nella disponibilità economica di pagare la cifra richiesta (di cui non si conosce l’entità).
Ricordiamo che il Martirologio Romano è il libro ufficiale della Chiesa dove sono registrati tutti i santi, i beati e le rispettive ricorrenze liturgiche. Nei volumi stampati prima del 2007, la nostra protettrice era annotata (sempre con il titolo di beata) al 4 di settembre (traslazione) e al 6 di marzo (giorno della morte o transito). Adesso nell’ultima edizione, stampata nel 2007 a cura della Cei, la Beata vergine Rosa da Viterbo è menzionata solo alla data del 6 marzo, ed è stata misteriosamente cancellata dal 4 settembre. Nessuno ci ha dato mai chiarimenti sui motivi della cancellazione.
E’ pur vero, come sosteneva il vescovo Lorenzo Chiarinelli, che se il papa la appella come Santa, essa è a tutti gli effetti tale, ma per noi che amiamo la precisione, questa omissione nel libro ufficiale della chiesa, dove sono elencati tutti i santi, ha un sapore di “Santa di serie B”, e non ci piace. Il vescovo Chiarinelli, da noi interpellato in proposito, ci fece sapere che per lui il problema non esisteva, e che tutto andava bene così.
Poi nel 2009, venne a Viterbo in visita pastorale, papa Benedetto XVI. Quando il pontefice si recò a pregare davanti all’urna della nostra protettrice, la badessa del Monastero di S. Rosa gli consegnò una supplica scritta, affinché nel Martirologio Romano, si annotasse finalmente la nostra “Rosina”, non più come Beata ma come Santa. Quella richiesta non rimase lettera morta, perché dopo poco tempo il Francescano Padre Bove, che faceva parte della Congregazione dei Santi, fu incaricato di verificare se esistevano le condizioni di questa iscrizione. Da indiscrezioni in nostro possesso sembra che padre Bove, dopo aver consultato i documenti esistenti negli archivi vaticani, stesse per dare il suo placet a questa operazione. Tutto ci diceva che finalmente eravamo giunti in porto. Invece non era così. Proprio quando tutto l’iter era quasi completato, il frate fu ricoverato in ospedale e dopo tre mesi morì. Da quel lontano giorno non è stato fatto più niente.
Adesso, come giustamente scrive Michele Bonatesta, sarebbe ora che il Comune si interessasse per ottenere la trascrizione di Rosa, come Santa, anche nel Martirologio Romano. Il primo passo da compiere è quello di chiedere se l’operazione ha un costo, e a quanto ammonti. Poi si possono seguire tante strade, anche quella della sottoscrizione popolare.


Non dobbiamo però dimenticare che c’è un altro riconoscimento da conseguire. E’ quello di riportare la festività di S. Rosa al 4 di settembre, giornata che è stata sempre dedicata a S. Rosa fin dalla notte dei tempi. Infatti, in quel giorno del 1258, papa Alessandro IV che aveva ricevuto in sogno per ben tre volte la visita della santa, guidò lui stesso la gloriosa traslazione del sacro corpo dalla Chiesa di Santa Maria in Poggio al Cenobio di San Damiano (oggi monastero di S. Rosa). Le suore del Cenobio sostengono che fu il papa stesso con una sua Bolla a stabilire la festività di S. Rosa al 4 di settembre. Per chi sostiene che la regola adottata dalla Chiesa per calendarizzare le feste, sia sempre quella di scegliere il giorno della morte (dies natalis), rispondiamo che nel Martirologio ci sono fior di eccezioni. Non ultima quella di S. Francesco che è iscritto nella data della sua traslazione. Giovanni Faperdue

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