giovedì 6 marzo 2014

Siracusa: "La certezza, documentata in tutte le salse: Matteo Renzi al Raiti.."

La certezza, documentata in tutte le salse: Matteo Renzi, ultimo uomo della provvidenza in carica, giunge a Siracusa per "visitare" la scuola Raiti.



Lo attendono, oltre autorità, media e codazzi vari, circa 800 pargoli e pargoletti (tra asilo, elementari e medie) con i loro grembiulini e magliette multislogan perfettamente in ordine; con assistenti ed insegnanti pronti a disciplinare le coorti nei movimenti sia fisici sia canori (non mancava un folcloristico gruppo musicale in costume siculo con tanto di zufoli); tra domande dei più piccoli al limite della incoscienza ("perché hai fatto questo lavoro?"), striscioni obamiani globalizzanti  (i have a dream) e palloncini volanti, il premier (rigorosamente in inglese, prego) ha pure goduto di un omaggio non concesso neppure a Napolitano: "Clap and jump" per Renzi (volgarmente tradotto in "arriva il direttore") è il canto di gioia che è risuonato per tutta Siracusa al momento dell'arrivo.


Discorsi e risposte del putto fiorentino rigorosamente in linea con la sua storia e con le promesse di cambiamento.

All'uscita una cinquantina (cifra riportata dai media ed in verità molto deprimente vista la coalizione di protestanti) di appartenenti al Movimento 5 Stelle, ai disoccupati, ai precari e con la presenza di Forza Nuova ha contestato sonoramente Renzi... senza creargli alcun problema.


I miei ricordi infantili (non so quanto possano fregare a chi legge ma forse sono utili per creare un paragone): dato che non c'ero (sono nato nel 1949) mia nonna materna, insegnante nel "ventennio", mi illustrava ove, a Messina (splendida piazza della Fiera di Massassina, a mare),sbarcò Mussolini tra una marea di gente entusiasta con, in prima fila, legioni di "figli della lupa, balilla e giovani italiani".
Tra i quali, altrettanto in visibilio, partecipavano mia madre e mia zia con movimenti di gruppo degni del più geometrico disegno di massa, canzoni ed inni patriottici collegati a slogan sull'ineluttabilità del trionfo del Fascismo e del suo Duce.




Poi, rendendomi conto della sproporzione storica esistente tra i due personaggi, mi sono risaliti a galla ricordi più pertinenti, del mio asilo e della elementare.


Già, è vero... quando entrava il direttore ci trovava tutti in piedi e, con il sostegno degli insegnanti, rispondevamo alle sue domande dopo averlo accolto cantando la nota filastrocca. Con tanto timore e reverenza, ma i tempi cambiano.


Forse alla visita di Renzi potrei associare quella di un "Provveditore agli studi" dell'epoca. Tutti in cortile, con i grembiuli in ordine, allineati e coperti....a cantare "il Piave mormorò...". Ricordo l'entusiasmo che pervase noi ancora imberbi, saremmo stati pronti a partire per difendere la Patria. Ovviamente oggi dubito che il Provveditore lo avremmo ritrovato al fronte.


Oddio, siccome mi reputo persona (parzialmente) corretta una considerazione la evidenzio subito. Sotto la "bieca dittatura" nessuno si era o sarebbe permesso di contestare il Duce. 
Non ho mai capito, trattandosi peraltro di Messina e Sicilia ed avendo analizzato lo sbarco del 1943, se ogni dissenso fosse impossibile causa Ovra (il Kgb alla matriciana) oppure perché tutti si dichiaravano entusiasticamente fascisti.

Fatto sta che Renzi ha realmente goduto di una accoglienza trionfale, almeno a scuola. Costruita o meno, non lo so.
Può davvero essere che la Raiti sia un istituto modello, con insegnanti ed alunni di lingua statunitense. Con ugole canterine di primo livello e con acume politico che viaggia al contrario.... dai bimbi agli insegnanti.


Pertanto Renzi può legittimamente prendere le distanze dalle vecchie cerimonie di regime..: le "camicie nere" erano fuori, addirittura in simbiosi con i populisti dall'antipolitica grillina.


Signori, questa è democrazia...!

Vincenzo Mannello, sempre!






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