venerdì 15 gennaio 2010

Pensieri birichini di Gianfranco Paris: “Cerchiamo di capire perché le carceri italiane sono una vergogna nazionale…” Ed una proposta alternativa…

Il nuovo carcere di Rieti impone a tutti noi una presa di coscienza dei suoi problemi, pena la possibilità di sgradevoli sorprese.

Anche Rieti ha il suo bravo supercarcere. Nell’Italia centrale ce ne sono parecchi. Per costruirlo ci sono voluti cinque anni. Per poterlo aprire un altro anno.ma non funziona ancora a pieno regime perché ha già bisogno di riparazioni, almeno così dicono i sindacati delle guardie penitenziarie.

Tutti sanno che le carceri italiane sono superaffollate. A fronte di una capienza di 45 mila carcerati, ve ne dimorano 67 mila in condizioni vergognose. Gli arrestati crescono di giorno in giorno in quantità spropositata a causa di due leggi scellerate.

Infatti un terzo dei carcerati lo sono per violazione della legge Bossi-Fini sugli immigrati, un terzo per violazioni della legge Fini-Giovanardi sulla droga.
Si tratta nell’uno e nell’altro caso di poveracci che, anziché spingere la classe politica a provvedimenti seri che tendano a risolvere i due problemi, vengono utilizzati per spaventare l’opinione pubblica per mantenersi il consenso e quindi il potere.

Tra gli arrestati ce ne sono almeno 5 al giorno innocenti che poi vengono assolti, almeno cosi’ si ricava dal numero delle domande accolte dai magistrati per risarcimento da ingiusta detenzione, che sono oltre diecimila l’anno.
Gli stessi promotori delle due leggi scellerate continuano a dire che invece per risolvere il problema bisogna costruire nuove carceri.
La condizione di superaffollamento è tale da rendere infernale la vita dei detenuti e quella dei secondini, i quali ultimi soffrono una carenza cronica di organico perché non ci sono i soldi per nuove assunzioni.
Il problema nuove carceri si, nuove carceri no è ininfluente, primo perché non ci sono soldi, secondo perché quando anche entrassero in funzione tra cinque-dieci anni non risolverebbero l’emergenza.

Forse quelli che le propongono vagheggiano per l’Italia un futuro solo penitenziario ? O addirittura vogliono favorire quegli speculatori che si sono offerti di costruirli fuori delle mura urbane in cambio della cessione degli immobili delle carceri che sono ubicate nei centri urbani delle città ?
Il problema delle carceri è completamente ignorato dai mass media, che invece sono molto impegnati nel divulgare notizie che determinano negli ascoltatori il consenso per una politica repressiva.

Le morti per suicidio di carcerati hanno una frequenza quasi giornaliera. Negli ultimi dieci anni sono stati registrati circa 10.000 morti in carcere, i suicidi hanno una frequenza settimanale impressionante.
Di tutto questo i mass media non si occupano, per loro chi va in carcere diventa un oggetto insignificante a prescindere dalla giustizia o meno del suo arresto, fa notizia solo quando emergono indizi di scandalo che possono aumentare l’audience.
Le attività di sussidio tese alla riabilitazione, in mancanza di personale che non si puo’ assumere perché non ci sono i soldi, sono lasciate ai volontari delle associazioni no profit che certamente non possono supplire a quelle previste dal regolamento carcerario.
La cosa che raccapriccia è che vige in Italia un Regolamento carcerario che prefigura una istituzione carceraria che ha il fine di rieducare chi sbaglia e non come strumento di tortura.
Il Parlamento italiano ignora la realtà e tutte le negatività sono scaricate sui carcerati e sui secondini.

Solo i radicali di Pannella e Bonino si occupano delle carceri italiane, l’on. Rita Bernardini è la coordinatrice di questa politica.
A ferragosto, anziché andare sulla spiagge della Sardegna come la gran parte de parlamentari italiani, sono andati a visitare le carceri. A Rieti c’è andato anche il senatore Cicolani, e di questo gli e ne va dato merito. La visita reatina è stata fatta al vecchio carcere di S.Scolastica dove c’erano pochissimi detenuti, ma quello era un carcere circondariale, non un supercarcere come quello nuovo.
Tutti quelli che sono andati nelle carceri italiane hanno detto che la situazione è insostenibile, ma da Ferragosto a Natale non è accaduto niente.
Per ora il carcere reatino nuovo è ancora semivuoto, serve solo a dimostrare che per costruire nuove carceri ci vogliono tempi lunghi e che quindi nuove carceri non risolvono il problema dell’attuale emergenza.
Ma presto il carcere reatino diventerà come gli altri, sarà sovraffollato e carente degli strumenti previsti dalla legge per la rieducazione.
Questa è la triste realtà che ora ci riguarda da vicino e che potrebbe portare la nostra città a fare i conti con delle negatività sconosciute molto più gravi di quelle generate dalla presunta paura dell’extracomunitario e del drogato che a Rieti non esiste.

Io penso che intanto bisognerebbe prendere coscienza di questo e mi permetto di suggerire ai nostri amministratori, sia quelli di destra che governano il Comune capoluogo, che quelli di sinistra che governano la Provincia di prendere esempio dai Radicali, che ora sono presenti anche in Sabina, e coinvolgerli in una sana sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso questa nuova istituzione che tutti loro, destra e sinistra, hanno fortemente voluto a Rieti città.
Gianfranco Paris


Sul tema carcerario vedere la proposta del Circolo VV.TT. al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:

http://www.circolovegetarianocalcata.it/2008/12/24/proposta-di-carcere-auto-gestito-al-presidente-del-consiglio-al-ministro-della-giustizia-alle-commissioni-parlamentari-preposte/

giovedì 14 gennaio 2010

Pensieri birichini di Gianfranco Paris su quel che accade in Italia e nel mondo: “Perché il Vertice di Copenaghen si è rivelato un fiasco?"

Si è fatto un gran rumore mediatico in questa ultima settimana sul cosiddetto Vertice di Copenaghen, la città nella quale si sono incontrati i governanti di tutto il mondo per mettersi d’accordo sul come salvare la terra dall’aggressione dell’uomo. Direte.. una bella impresa davvero!

Come noto l’equilibrio terreste rischia di saltare a causa dell’uso scriteriato che fanno i vari popoli della terra della natura e delle risorse a disposizione.
Ogni anno il pianeta soffre di un surriscaldamento costante che genera gravi effetti negativi sulla vita animale e vegetale, tali da minacciare la stessa vita del pianeta.

A Copenaghen si è cercato di discutere di questo e di studiare quali misure bisogna mettere in campo per scongiurare questo pericolo e soprattutto con quali finanziamenti farvi fronte.

I paesi capitalisti del mondo occidentale sostengono che tutti i paesi debbono parteciparvi in proporzione alla loro estensione ed importanza perché ognuno è responsabile delle emissioni che inquinano l’atmosfera terrestre, la Cina, la Russia, il Brasile e gli altri paesi in via di sviluppo sostengono invece che essi debbono essere aiutati dai paesi occidentali perché sono loro che hanno inquinato fin ad oggi e che non è giusto che ora i maggiori oneri debbano essere sostenuti con pari sforzo, sia pure nel rispetto della dovuta proporzionalità.

L’impasse è determinato ancor di più dal fatto che gli Stati Uniti sono legati a doppio filo con la Cina perché il grande paese asiatico è creditore dello stato americano in quanto possessore di una grande quantità di titoli emessi dagli USA, e perché i cinesi non vogliono sottostare a controlli nel loro territorio.
Così questi vertici sono diventati una sceneggiata che non serve a nulla. Infatti quello di Copenaghen si è chiuso con una generica promessa di riduzione dei gas inquinanti, senza vincolo alcuno e con la promessa di rivedersi tra sei mesi.
Campa cavallo che l’erba cresce e speriamo che le condizioni della atmosfera terreste consentano all’erba di crescere ancora!
Ora cerchiano di capire perché
2. Alcuni extracomunitari hanno scelto lo sciopero della fame per ottenere il rilascio dei permessi loro dovuti per legge.

La legge Bossi-Fini sugli extracomunitari prevede che gli straneri che lavorano in Italia hanno diritto al rinnovo dei permessi di lavoro che deve essere loro rilasciato entro venti giorni dalla richiesta.
A sentire i leghisti con questa legge il Governo italiano avrebbe finalmente risolto il problema dei clandestini garantendo a chi ha un lavoro di rimanere in Italia alla luce del sole in tutta legalità.

Di fatto accade che, una volta fatta a domanda, poiché le Questure non sono adeguatamente attrezzate per far fronte alle domande di rinnovo, gli interessati debbano attendere in media circa un anno e mezzo. Questo comportamento illegale dello stato italiano genera altra illegalità, infatti coloro che attendono il rinnovo, non avendo nemmeno un titolo provvisorio, ma solo la ricevuta della domanda che non ha alcun valore legale ridiventano clandestini e come tali debbono tornare ad aver paura, soprattutto perché se perdono il lavoro non possono trovarne un altro essendo sprovvisti di permesso di soggiorno. Così i clandestini aumentano continuamente, andandosi ad aggiungere a coloro che sbarcano di giorno in giorno.
A che serve la legge Bossi-Fini se poi non ci sono le strutture per poterla applicare? Serve solo a tranquillizzare l’opinione pubblica piccolo borghese spaventata dalla campagna mediatica contro i pericoli che possono derivare dagli extracomunitari orchestrata dagli stessi partititi di cui fanno parte Bossi e Fini, in danno degli extracomunitari stessi e di tutta la collettività italiana che ne ha bisogno.

Questa non è politica, ma solo demagogia. Intanto gli extracomunitari digiunano nell’indifferenza generale chiedendo il rispetto della legge con una protesta non violenta, contro la violenza dello stato italiano.
All’inizio nel secolo scorso trattamenti di questo genere venivano riservati agli emigranti italiani negli Stati Uniti. Tutto il mondo civile dice che si trattò di una grave macchia della civiltà americana.
E quello che accade oggi da noi, come dovrebbe essere classificato?
Ora cerchiamo di capire
3. come i mass media ci ingannano quotidianamente.

È fresca la notizia che la Guardia di Finanza ha “recuperato” 30 milioni di evasione fiscale. Almeno così giornali, telegiornali e radiogiornali hanno presentato la notizia.

Vediamo ora come stanno realmente le cose. La Guardia di finanza ha contestato agli interessati una presunta evasione di 30 milioni di euro. Questo significa che dagli elementi raccolti durante le ispezioni la Finanza presume che ci sia una evasione di 30 milioni di euro. I verbali di contestazione sono soggetti a controdeduzioni e successivamente a ricorsi.

Statistiche ufficiali attestano che a procedimenti chiusi, dopo molti anni di attesa, solo il 5% delle somme oggetto delle contestazioni effettuate dalla Finanza vengono recuperate effettivamente dallo stato. Il che vuol dire che dei 30 ML contestati si recupererà solo 1 milione e mezzo di euro. Questa è la vera notizia, non quella diffusa dai mass media di corte!
Quindi la notizia del “recupero” effettuato dai finanzieri è una enorme balla creata ad arte dai giornalisti per accreditare l’immagine di un Governo efficiente e vigile nei confronti della cittadinanza.
Ovviamente la Finanza non c’entra niente perché il loro comunicato non parla di recupero, bensì di contestazione.
Come dobbiamo definire un giornalismo di questo tipo? Onesto? O al servizio di un padrone spregiudicato che paga bene? Decidete voi.

Gianfranco Paris

mercoledì 13 gennaio 2010

Ettore Marini: Recensione di "Ultimi, inchiesta sul fine vita" di Rita Pennarola

"Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio." Pier Paolo Pasolini -Corriere della Sera, 19 gennaio 1975

Dopo trentacinque anni la stessa affermazione "forte" riecheggia dalla pagine di "ULTIMI- inchiesta sul fine vita" di Rita Pennarola, vicedirettore de La Voce delle Voci, e soprattutto donna di sinistra..., che non per niente l'ha messa ad epigrafe del suo nuovo libro.

Un libro che non esito a definire sconvolgente, e non tanto, o non solo, per i temi trattati - commercio di organi e di feti, e della mafia che lo gestisce - ma per la volontà dichiarata di rimettere in discussione due "dogmi" della laicità: aborto e testamento biologico.

Il titolo dell'introduzione, non a caso, è "il coraggio per dirlo": di dire che un certo lassismo nell'applicazione della 194 ha portato a casi estremi (la morte di un feto perfettamente sano di quasi sei mesi al Careggi è uno degli esempi riportati), e che il testamento biologico può aprire la porta ad espianto di organi a persone ancora vive.

Rimettendo in discussione, in tal modo, i grandi interrogativi "morali" che attanagliano la nostra storia contemporanea: quando inizia, e quando finisce, veramente, la vita?

Non dico altro per non togliere a chi mi legge il piacere di scoprire cosa dirà in proposito Rita Pennarola, e gli altri ospiti, sabato 16 gennaio 2010 alle 16,30 alla Sala della Provincia in via Gramsci 4 - Pesaro, e, soprattutto, di leggersi il libro, che sarà in distribuzione in tale occasione in anteprima nazionale (uscita prevista in libreria il 22 gennaio)

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Ettore Marini
Via Chiarini, 5
61032 Fano
tel. 0721865052 / 333.7572249
http://www.respublicafano.it

martedì 12 gennaio 2010

"Rilancio dell'agricoltura biologica " - Ecco come risolvere il problema delle rivolte dei braccianti agricoli e dei contadini - di Giuseppe Altieri

Ante Scriptum: Visto che negli USA vogliono cancellare il biologico con una legge truffa "per la sicurezza alimentare" rilanciamo il biologico in Italia, prima che sia troppo tardi... Ecco cosa diceva il nsotro saggio Seneca... "La Terra è un solo paese: siamo onde dello stesso mare, foglie dello stesso albero, fiori dello stesso giardino". Ed ora dabbasso leggete l'appelo di Giuseppe Altieri.
(Paolo D'Arpini)

Il problema delle rivolte si risolve solo collegando produttori e consumatori per pagare il giusto prezzo agli agicoltori e contadini e mangiare cibi biologici e ogm free al 100%, locali e italiani se ci adattiamo alla Mafia del Mercato, delle Multinazionali e dei supermercati oltre ad ucciderci con il cibo tutti quanti la conseguenza naturale è che scoppiano le rivolte, ora dei braccianti, domani dei contadini, che già hanno invaso Roma coi trattori semplicemente perchè il prezzo degli aranci è di 10 centesimi al kg ! (quanto li paghi tu imbecillemente acquistandoli al supermercato?) grazie alle importazioni selvagge e sotto costo, che hanno l'unico scopo di far fallire gli agricoltori italiani per poter acquistare la terra da parte dei grandi gruppi internazionali del cibo che hanno bisogno di controllare l'agricoltura per controllarci e dominarci uno per uno... attraverso i loro commessi Supermercati.

Boicottiamo il supermarket!

acquistiamo gli aranci e mandarini direttamente dagli agricoltori pagandoli il giusto prezzo di 1 € al kg così come tutti gli alimenti biologici e chiediamo loro il certificato biologico e le paghe dei lavoratori adeguate cosa aspettiamo?

Consegna a domicilio diretta senza neanche dover sprecare i soldi della benzina e riducendo il traffico e l'inquinamento riempiamo le città di furgoncini che consegnano i prodotti dei contadini locali e danno lavoro e tanti giovani e agli espulsi dalle fabbriche.

Approfittiamo della crisi per risorgere insieme all'Agricoltura Tradizionale e biologica Italiana salviamo la vita nostra e dei nostri figli.

Prof. Giuseppe Altieri


Per eventuali ordini telefonare al gruppo di acquisto diretto Mangiacomeparli
tel. 075-8947433
www.mangiacomeparli.net

lunedì 11 gennaio 2010

Massimo Andellini: "E' il nostro stile di vita che uccide la vita sul pianeta..."

Per almeno cinquant'anni siamo stati terrorizzati dalla possibilità di una guerra termonucleare globale che avrebbe portato forse alla scomparsa della specie umana e alla distruzione totale di quanto da essa realizzato.

E non ci siamo accorti, invece, che progressivamente questo pianeta lo stavamo già profondamente sconvolgendo giorno dopo giorno.

Il nostro stesso “stile” di vita era ed è l'assassino spietato seriale ripetitivo incurante di tutto che come un virus devasta quel che tocca.

Degli oltre sei miliardi di umani, almeno tre si arrabattano ogni giorno con meno di 1 euro per mettere insieme un pasto decente. Sette-ottocento milioni invece rotolano nei rifiuti prodotti dall'abbondanza e soffrono di tutte le sindromi prodotte dalla troppa opulenza alimentare e mercantile.

Non passa giorno nel mondo che 40.000 persone non muoiano di fame.

Non passa giorno che centinaia di chilometri quadrati di foreste non vengano distrutti per fare posto ai pascoli o alle piantagioni di soia, mais, grano da usare come cibo per gli allevamenti intensivi o per produrre carburanti “verdi”.

La specie umana sembra dar ragione a Matrix, il film, laddove essa viene definita come un virus che si espande incurante delle risorse limitate attorno a lei.

Essa si espande, devasta e distrugge, prende tutto e non lascia niente alle altre specie, si comporta da padrona assoluta, plasmata dalla pretesa esclusiva discendenza divina che l'avrebbe plasmata a Sua immagine e somiglianza.

Eppure essa è stata ed è capace di grandi voli ed opere sublimi. Socrate, Pitagora, Leonardo, Mozart, Ippocrate, Gandhi, Van Gogh...che parentela essi hanno con noi, paralizzati nel traffico urbano, intossicati dai nostri stessi gas di scarico, preoccupati del parcheggio, violenti con chi ci taglia la strada, desiderosi di arrivare presto a casa per vedere il grande fratello di turno, abituati a consumare un fast food incuranti di cosa o chi mangiamo, lamentosi perché la crisi ci impedisce di andare in pizzeria tutte le sere, o di comprarci un nuovo cellulare ogni tre mesi, abituati a consumare tutto e tutti in fretta, oggetti, animali, persone, sentimenti...

Abbiamo perso il senso della realtà, noi tutti, della realtà del mondo e degli altri attorno a noi. Di una realtà fatta di dolore, di umani che soffrono e di miliardi di non umani che ogni giorno vengono uccisi per divenire bistecche, il più grave abominio che l'umanità sta perpetuando da millenni e che ha devastato il pianeta nelle sue risorse e nel suo clima, portandolo ora sull'orlo dell'abisso. E di cui nessuno negli alti gradi di potere sembra tenere in conto.

Quella realtà che poi ci piomba addosso come un macigno quando la frana travolge le case, i fiumi in piena esondano e affogano, le bufere sradicano quei pochi alberi che abbiamo lasciato.

Allora, finalmente, ci balena il dubbio che tutto ciò che abbiamo lo possiamo perdere.

Quando, invece, finalmente capiremo che in effetti quello che abbiamo non possiamo che doverlo perdere, in quanto artificialmente inutile e dannoso, se vogliamo dare un futuro a noi stessi e a chi verrà dopo di noi, allora forse vorrà dire che abbiamo iniziato a guarire.

Vorrà dire che la specie umana avrà sviluppato quelle doti che pure essa dovrebbe avere (se da lei sono nati esseri come quelli sopra citati), e che avrà imparato a guardare: guardare dentro di sé e gli altri fuori di se. Tutti gli altri, uomini, animali, piante, terra, cielo, mare, aria. Avrà smesso di guardarsi sempre e solo allo specchio: apparenza di sé non sostanza, ed egoismo assoluto. Quando avrà imparato che l'egoismo in realtà non è che autolesionismo e l'altruismo, all'opposto, verso tutti gli esseri, l'unica strada da perseguire. Ed è ognuno di noi, da sé, dentro di sé che deve iniziare questo percorso, senza aspettare il passaggio del treno delle masse, senza pretendere “che lo facciano prima gli altri”.

Senza aspettare niente dall'alto, né dei cieli, né dei parlamenti.

Un uomo, dopo morto arriva davanti al suo Dio e gli chiede la differenza tra paradiso e inferno. Il Dio gli mostra una porta al di là della quale vi sono moltitudini di persone di fronte a tavole imbandite di ogni frutta, ma affamate, scheletriche, con braccia fuse a lunghissime forchette più lunghe delle stesse braccia e quindi non possibili da portare alla bocca.

E il Dio dice: questo è l'inferno.

Poi il Dio apre una seconda porta dove ci sono tavole imbandite con ogni frutta, persone allegre, sorridenti e ben nutrite, che hanno le stesse braccia con le stesse lunghe forchette.

E il Dio dice: questo è il paradiso.

Non capisco, dice l'uomo, dov'è la differenza.

E il Dio dice: la differenza è che qui tutti hanno imparato a nutrirsi l'un l'altro mentre là ognuno pensa solo a se stesso....

Che sia di auspicio per un vero nuovo anno!

Massimo Andellini – Presidente dell'U.V.A. - Unione Vegetariana Animalista (Organizzazione di Volontariato).

domenica 10 gennaio 2010

In memoria di Alfredo Ormando - 13 gennaio 2010, Giornata Mondiale per il dialogo tra Religioni e omosessualità

UN FIORE PER ALFREDO ORMANDO (il nostro Jan Palach)

Martedì 13 gennaio 2010 (nei pressi di piazza San Pietro)
Incontriamoci e portiamo un fiore per non dimenticare, mai!
Come ogni anno Arcigay ricorda Alfredo Ormando, che il 13
gennaio 1998 si tolse la vita dandosi fuoco in piazza San
Pietro, in segno di protesta contro l'omofobia vaticana. Fu
trasportato all'ospedale Sant'Eugenio dove morì dopo dieci
giorni di atroce agonia.
A dodici anni di distanza da quel tragico episodio che
scosse profondamente la comunità lesbica e gay
internazionale, è importante continuare a riflettere su
quel gesto disperato e doloroso di un uomo che ha scelto di
rinunciare alla propria vita a causa dell'ostilità
vaticana nei confronti delle persone lesbiche, gay e trans.
Posizioni che oggi, dodici anni dopo, non sono affatto
modificate, ma anzi si sono inasprite, come dimostrano le
recenti prese di posizione contro la proposta del governo
francese presso l'Onu di depenalizzare l'omosessualità,
contro le persone transgender, contro le coppie di fatto e
le famiglie gay.
'Un fiore per Ormando': incontriamoci il 13 gennaio 2010
alle in piazza Pio XII (nei pressi di piazza San Pietro).
Portiamo un fiore per commemorarlo, riflettere e non
dimenticare, mai.

Arcigay Roma

Il 13 c.m. ricorre l'undicesimo anniversario dall'immane
sacrificio di Alfredo Ormando e ci sarà (almeno lo voglio
sperare) la commemorazione presso il confine con lo stato
del vaticano. Lo Stato Italiano (venduto al vaticano) non
sta facendo niente per sollevare dall'oppressione i milioni
di gay, bi- e pan-sessuali italiani. L'anticristica
religione cattolica non ha firmato per la depenalizzazione
dell'omosessualità proposta presso le Nazioni Unite dalla
Francia (Liberté, Egalité, Fraternité) mettendosi di
fatto sulle stesse posizioni dei paesi islamici.
OMO-, BI_ e PANSESSUALI ITALIANI SVEGLIATEVI, altrimenti Vi
cammineranno sopra. Protestate e andate in massa alla
commemorazione di Alfredo Ormando (il nostro Jan Palach).

Peter Boom.

Qui di seguito alcuni articoli su Ormando:

ALFREDO ORMANDO

Alfredo Ormando, orfano di padre e ultimogenito di una
famiglia con otto figli di San Cataldo (Sicilia), due anni
di seminario e un tormentato periodo universitario, si e'
immolato con la benzina in piazza San Pietro a Roma il 13
gennaio 1998.

Sua madre lo aveva sentito la sera prima. Alfredo le aveva
telefonato dicendole che si sarebbe recato a Roma per motivi
di studio. Gaetano Mangano, l’uomo che gli aveva affittato
una stanza a Palermo, l’aveva visto due giorni prima
quando Alfredo gli aveva chiesto in prestito centomila lire.

Una donna che pulisce i gabinetti a piazza San Pietro ha
visto Ormando mentre si versava addosso la benzina e poi
correva avvolto dalle fiamme verso il centro della piazza.

Gli agenti di polizia l’hanno subito soccorso e uno di
loro ha anche tentato di spegnere le fiamme usando la
propria giacca. Prima di perdere coscienza Alfredo disse:
"Non sono neanche stato capace di morire".

Fu trasportato all’ospedale Sant’Eugenio dove morì
dopo dieci giorni di atroce agonia.

Le lettere che si era portato appresso non furono pubblicate
e la sala stampa del Vaticano rilascio' un comunicato
stampa, dichiarando che Alfredo Ormando non si era suicidato
a causa della sua omosessualita' o in protesta contro la
chiesa cattolica, ma perche' aveva problemi in famiglia.

Ma, subito dopo la sua morte l’ANSA ricevette le sue
lettere con la posta e ne pubblico' parte.

Ormando aveva inviato da Palermo una copia all’ANSA, prima
di prendere il treno per Roma. Sapeva benissimo che le
lettere, una volta nelle mani dei preti, non sarebbero mai
state pubblicate.

Un mese dopo la sua morte (febbraio 1998) ci siamo recati in
nove in piazza San Pietro per porre dei fiori sul luogo dove
lui si era bruciato come un bonzo. Arrivo' subito la polizia
e ci intimo' di andar via. Avevano l’ordine del Vaticano
di far togliere anche i fiori. Io dissi loro che se Gesu'
Cristo si fosse trovato sul sagrato della basilica, Lui
sarebbe sceso e ci avrebbe abbracciato uno per uno e che
quindi il Vaticano aveva dato ancora una volta dimostrazione
di essere anticristico.

Gli uomini delle Forze dell’Ordine erano visibilmente
commossi e dispiaciuti; avevano visto Ormando bruciare e uno
di loro mi disse che anche lui era Siciliano; un altro mi
racconto' che il poliziotto che aveva tentato di spegnerlo
con la propria giacca era ancora sotto shock e di notte non
riusciva a dormire.

La piu' bella pianta la regalai per farla dare a quel
poliziotto per ringraziarlo per la sua buona azione.

Nel 1999, sotto una pioggia battente, eravamo di nuovo a San
Pietro per commemorare Ormando. Questa volta erano presenti
anche i presidenti Arcigay (Sergio Lo Giudice) e del Mario
Mieli (Imma Battaglia). La polizia non poteva permetterci di
entrare sulla piazza e cosi' decidemmo di deporre i fiori
sul suolo italiano, al confine con lo Stato del Vaticano,
una chiara dimostrazione del comportamento anticristico di
quello Stato.

Anche gli anni passati ando' alla stessa maniera e la
Polizia permise la nostra commemorazione.

Peter Boom.

LETTERA AUTOGRAFA DI ALFREDO ORMANDO AD UN AMICO:

Palermo, Natale 1997

Caro Adriano, quest’anno non sento piu' il Natale, mi e'
indifferente come tutte le cose; non c’e' nulla che riesca
a richiamarmi alla vita.

I miei preparativi per il suicidio procedono
inesorabilmente; sento che questo e' il mio destino, l’ho
sempre saputo e mai accettato, ma questo destino tragico e'
la' ad aspettarmi con una certosina pazienza che ha
dell’incredibile.

Non sono riuscito a sottrarmi a questa idea di morte, sento
che non posso evitarlo, tantomeno fare finta di vivere e
progettare per un futuro che non avro': il mio futuro non
sara' altro che le prosecuzione del presente.

Vivo con la consapevolezza di chi sta per lasciare la vita
terrena e cio' non mi fa orrore, anzi!, non vedo l’ora di
porre fine ai miei giorni; penseranno che sia un pazzo
perche' ho deciso piazza San Pietro per darmi fuoco, mentre
potevo farlo anche a Palermo.

Spero che capiranno il messaggio che voglio dare: e' una
forma di protesta contro la Chiesa che demonizza
l’omosessualita', demonizzando nel contempo la natura,
perche' l’omosessualita' e' sua figlia.

Alfredo

sabato 9 gennaio 2010

Proposta per mettere le coltivazioni biologiche fuori legge negli USA

Gli Stati Uniti tra meno di una settimana e mezzo voteranno un provvedimento che metterà fuori legge le coltivazioni biologiche.

I sostenitori sostenitori: la MONSANTO, la grande impresa chimica e di ingegneria genetica, accompagnata dalla CARGILL, dalla ADM (Archer, Daniels e Midland) e da altre 35 grandi imprese agroalimentari.

"La Camera e il Senato degli Stati Uniti tra meno di una settimana e mezzo voteranno un provvedimento che metterà fuori legge le
coltivazioni biologiche (il disegno di legge HR 875).

Vi è una fortissima pressione per approvare la trasformazione in legge
in un tempo molto breve, prima che la popolazione si accorga di ciò
che sta accadendo.

Il principale sostenitore e chi ha svolto il lavoro di lobby è la
MONSANTO, la grande impresa chimica e di ingegneria genetica,
accompagnata dalla CARGILL, dalla ADM (Archer, Daniels e Midland) e da
altre 35 grandi imprese agroalimentari.

Questa normativa obbligherà le aziende a produzione biologica a usare
particolari fertilizzanti e sostanze velenose contro gli insetti, in
base a decisioni prese da una Agenzia di nuova costituzione "al fine
di garantire che non vi siano pericoli per l´alimentazione pubblica".
Queste norme saranno obbligatorie anche per gli orti familiari che
producono alimenti solo per autoconsumo e non per la vendita.

Se questa legge sarà approvata non esisteranno più semi originali ma
solo i semi geneticamente modificati della MONSANTO, che oggi stanno mostrando la loro capacità di generare malattie impreviste negli
esseri umani".

E´ disponibile un video su questo problema
http://www.youtube.com/watch?v=epXNJNjYBvw&feature=related

E un altro video
http://www.youtube.com/watch?v=eeWVkTU1s1E

Questo mostruoso piano alimentare ha un nome: Food Safety
Modernization Act of 2009 (legge per la modernizzazione della
sicurezza alimentare), disegno di legge HR 875.