venerdì 5 settembre 2014

USA e NATO (morto) alla UE: "Armiamoci e partite... (che a me me viè da ride)


Per qualche dollaro in più...

I contenuto di questo breve filmato è condivisibile, salvo la omissione di un particolare finora troppo ignorato, e sul quale è invece necessario discutere pubblicamente. 

https://www.facebook.com/video.php?v=10202156593857050&fref=nf

La Novorussia, Repubblica popolare di Donetsk e Lugannsk, NON è Ucraina. NON lo è per pubblica autodeterminazione popolare, espressa tramite libero referendum, di costituirsi quale nazione indipendente (dopo avere proposto lo status di repubblica federale, rifiutato dai golpisti di Kiev).


Dunque la giunta neonazisionista golpista di Kiev è formalmente colpevole di aggressione a popolo straniero indipendente, tale autoproclamatosi, e le nazioni che non hanno riconosciuto tale status nazionale sono colpevoli di violare la volontà popolare degli abitanti di Novorussia.


Verso i quali, casomai, le altre nazioni hanno il dovere di assistenza, come previsto dalla IV Convenzione di Ginevra per le popolazioni civili oppresse dalla guerra.
I militari governativi della Novorussia esercitano lìovvio diritto imprescindibile alla legittima difesa contro l'aggressione di Kiev.


Solo il governo russo, finora, ha rispettato il dettato della IV Convenzione di Ginevra, mostrando di essere stato, al riguardo, l'unico governo civile europeo.


La discussione è aperta.


Vincenzo Zamboni

Viterbo - Appello per la sopravvivenza della Guardia Forestale

Lettera aperta del senatore Michele Bonatesta al
Comandante della Guardia Forestale di Viterbo



VITERBO. Illustrissimo Comandante provinciale del Corpo  della Guardia Forestale di Viterbo.
Innanzi tutto, un augurio.

Un augurio perché la mobilitazione in atto di tanti, tantissimi cittadini, anche viterbesi, riesca a scongiurare la possibilità che con la scusa della spending review la mannaia dello Stato – di ‘ questo ‘ Stato – abbia ad abbattersi ( come minacciato) ‘ anche ‘ sul Corpo della Guardia Forestale.

Un Corpo sicuramente benemerito nella tutela dell’ambiente e non solo,  il cui eventuale ridimensionamento è evidente che non potrebbe non nascondere altri motivi, ben differenti da quelli enunciati.

Motivi veri che nulla hanno a che vedere con la spending review , per l’appunto, ma che sono – ad avviso del sottoscritto – strettamente collegati… con la politica.

Eggià: la politica.

Non è un caso, infatti, che a Viterbo non si sia avuta notizia di alcun intervento dei politici locali ( nazionali, regionali, comunali) in difesa del Corpo della Guardia Forestale.

Non un solo ordine del giorno proposto ed approvato in nessuno dei 60 Comuni della provincia di Viterbo, capoluogo compreso.
Non un solo ordine del giorno proposto ed approvato dal consiglio provinciale di Viterbo.
Non una sola interrogazione al consiglio regionale del Lazio, al Senato o alla Camera dei Deputati.

Non un solo articolo sulla stampa locale, ad eccezione… ad eccezione de latuavoce.it, se non vado errato.

Nulla di nulla.

Solo l’S.O.S. lanciato da Accademia Kronos ( e ripreso dal sottoscritto ).
Per il resto… per il resto buio assoluto.
Per il resto… per il resto silenzio assoluto.

Degno di menzione e di lode ancora di più, pertanto, in un simile contesto politico e mediatico, il vostro impegno a favore della città di Viterbo.

Una città ancora tutta ‘ da costruire ‘ ha detto l’altro giorno il Vescovo di Viterbo, Mons. Lino Fumagalli.

Evvero.

Ha pienamente ragione il nostro Vescovo, Mons.  Lino Fumagalli.
Viterbo è ancora una città tutta da costruire.
Ma è una città ancora tutta da costruire soprattutto nelle coscienze di ognuno di noi.
Nei rapporti che esistono tra di noi cittadini.
Nei rapporti sempre più distanti e bisognevoli di essere ricuciti tra noi cittadini e le Istituzioni.
Locali, regionali, nazionali.

Epproprio, illustrissimo Comandante provinciale delCorpo della Guardia Forestale: Viterbo è una città ‘ancora ‘ da costruire.

Soprattutto, ripeto, in quelli che sono  i suoi doveri nei confronti dei cittadini che ovviamente meritano rispetto se si pretende rispetto.

Il rispetto per le istituzioni, infatti, ad avviso del sottoscritto, inizia dal rispetto delle Istituzioni nei confronti dei cittadini.
Inizia dal rispetto per i diritti dei cittadini dal quale consegue il rispetto dei doveri da parte dei cittadini.

Bene, dunque, illustrissimo Comandante della Guardia Forestale della Provincia di Viterbo, giusto e tempestivo l’intervento che ho letto giorni fa sulla stampa locale con il quale i cittadini vengono informati che… a vigilare sul senso civico dei viterbesi ci saranno – questa volta --- ‘due ‘ occhi di più, in aggiunta alle telecamere.

Epproprio: la Forestale ora si occuperà anche di quei ‘viterbesi incivili e zozzoni ‘ che ( a detta del Comune di Viterbo e di Viterbo Ambiente )  sarebbero gli unici responsabili della sporcizia che domina la nostra città un po’ dappertutto.
Oltre alle telecamere… oltre alle telecamere – come già detto - a vigilare che i viterbesi rispettino le regole sullo smaltimento dei rifiuti urbani, da ora in  poi ci sarà anche…l’occhio della Guardia Forestale.

Mi fa piacere.
Mi fa piacere anche e soprattutto perché sono convinto che i suoi militari, illustrissimo Comandante, sapranno svolgere il loro compito… senza guardare in faccia nessuno.
Senza… senza fare sconti a nessuno.

Epproprio, egregio Comandante provinciale del Corpo della Guardia Forestale: senza… senza fare sconti a nessuno.
Né a chi sporca perché è incivile e zozzone – egregio Comandante – né a chi ‘ non pulisce ‘ in quanto è ugualmente… incivile e zozzone.

Vale a dire… vale a dire il Comune di Viterbo.
Vale a dire… vale a dire  Viterbo ambiente.

Epproprio: l’ambiente non fa distinzione tra chi getta i rifiuti in terra e tra chi li lascia in terra pur avendo il compito  di raccoglierli.
Zozzone ed incivile é chi ‘ inquina ‘ l’ambiente, chi non ha rispetto per l’ambiente.
Zozzone e incivile  è però anche chi lascia che l’ambiente ‘ continui ‘ a restare inquinato, a non essere rispettato.

Il Comune di Viterbo, pertanto.
Viterbo Ambiente, pertanto.

 Senza ‘ sconti ‘ a nessuno – dunque – sia esercitato questo nuovo compito, questo nuovo impegno, del quale i viterbesi non potranno che ringraziarla, illustrissimo Comandante.

A lei ed a tutto il suo Corpo, ovviamente.
A lei ed a tutti i suoi uomini e le sue donne, ovviamente.

Se Viterbo, finalmente, riuscirà ad essere pulita, se finalmente Viterbo riuscirà a diventare rispettosa del proprio ambiente, vorrà dire che – anche grazie allaForestale – si è finalmente veramente iniziato a “costruire quella città che vogliamo e che ci meritiamo “… come ha detto il Vescovo di ViterboMons. Lino Fumagalli l’altro giorno.

O no ?


Senatore Michele Bonatesta

giovedì 4 settembre 2014

Somalia. Altra guerra (altro regalo a BombObama)



Realizzati dalla società statunitense General Atomics, i Predator possono volare a una velocità di crociera di 160 Km/h, con un’autonomia di 24 ore e sino a 926 km di distanza dalla base di partenza; sono dotati di sofisticati radar e sensori elettro-ottici che consentono ampi interventi di ricognizione, sorveglianza e “acquisizione obiettivi”. I due droni opererebbero dallo scalo aereo di Chabelley, località a sei miglia e mezzo di distanza a sud ovest da Gibuti. Dal settembre 2013 da Chabelley operano pure cinque droni killer Predator “MQ-1 Reaper” delle forze amate Usa, impiegati per i bombardamenti in Yemen e Somalia. “A differenza dei velivoli statunitensi quelli italiani continuano a operare disarmati dal momento che Washington non ha ancora autorizzato la cessione dei kit di armamento all’Aeronautica militare”, scrive Analisi difesa. 

Dei Predator tricolori, uno solo sarebbe stato assegnato all’Operazione “Atalanta” per raccogliere immagini e dati sulle imbarcazioni dei “pirati” diretti a intercettare e abbordare i mercantili in transito in acque somale. “Il secondo Predator viene mantenuto in riserva per rimpiazzare il drone gemello o forse per compiti diversi da quello antipirateria”, spiega la rivista militare. “Oltre a guidare la missione Atalanta in Corno d’africa, l’Italia detiene infatti anche il comando della missione di addestramento EUTM Somalia che a Mogadiscio addestra e offre consulenza alle forze dell’esercito somalo. Non si può escludere che uno dei  Predator italiani possa venire impiegato per fornire informazioni sui movimenti militari dei miliziani qaedisti Shebab”.

La durata della missione dei droni dell’Aeronautica militare a Gibuti non è nota ma di certo si estenderà per i prossimi sei mesi, periodo in cui la flotta navale dell’’Operazione “Atalanta” sarà sotto il comando italiano. 
Le operazioni antipirateria della Marina militare italiana sono state finanziate quest’anno con 50 milioni di euro. Un impegno oneroso che non è giustificato dal reale pericolo rappresentato oggi dalla pirateria in Corno d’Africa. Secondo i dati diffusi dall’International Maritime Bureau, nei primi 6 mesi del 2014 gli assalti o le rapine armate ai danni di navi mercantili sono stati 116, contro i 138 registrati nello stesso periodo del 2013. Dieci soli, però, sono stati imputati ai pirati somali.

Ai costi delle missioni anti-pirateria si aggiungono i 25 milioni di euro per la partecipazione italiana ad EUTM Somalia e alle altre iniziative dell’Unione europea per la “Regional maritime capacity building” in Corno d’Africa e nell’Oceano indiano, per il funzionamento della base militare a Gibuti e per l’impiego di personale militare in attività di addestramento delle forze di polizia somale. Nell’ambito dell’accordo sottoscritto tra le forze amate italiane e quelle di Gibuti, è stata prevista inoltre la consegna a titolo gratuito al paese africano di 6 blindati 4x4 “Puma” e di una decina di obici semoventi M-109L da 155 millimetri prodotti da Oto Melara, dismessi in Italia dopo l’acquisto dei nuovi semoventi Pzh-2000. 

I mezzi da guerra hanno fatto la loro comparsa nelle strade di Gibuti lo scorso 27 giugno, giorno in cui ricorreva l’indipendenza del piccolo Stato africano. Sempre a fine giugno a Mogadiscio, il comando del team italiano operativo in Somalia ha donato al locale Ministero della difesa tre veicoli minivan per consentire una “migliore mobilità” ai militari somali impiegati nel conflitto che impera da tempi immemorabili nell’ex colonia italiana.

Stralcio di un articolo di Antonio Mazzeo

mercoledì 3 settembre 2014

Europa sciuscià della NATO... - Ditelo a Federica Mogherini




«La mag­gio­ranza dei mem­bri della Com­mis­sione Ue non capi­sce nulla di que­stioni mon­diali. Vedi il ten­ta­tivo di far entrare nella Ue l’Ucraina. È mega­lo­ma­nia… hanno posto a Kiev la scelta o Ue o Est…ci vuole una rivolta del Par­la­mento euro­peo con­tro gli euro­crati di Bru­xel­les, così si rischia la terza guerra mon­diale»: (prima di quelle di Ber­go­glio) sono le parole allar­mate dell’ex can­cel­liere tede­sco Sch­midt in un’intervista alla Bild di tre mesi fa che non parla ancora di ingresso esplo­sivo di Kiev. Peri­colo sul quale, con ten­ta­tivo non riu­scito di influen­zare le scelte di Obama che invece rilan­cia il riarmo atlan­tico sulla base del pre­sunto sconfinamento-invasione russa dell’Ucraina, si sono pro­nun­ciati gli ex segre­tari di Stato Usa Kis­sin­ger e Brze­zin­ski e per­fino l’ex capo del Pen­ta­gono dell’amministrazione Obama, Robert Gates che nel suo libro di memo­rie ha scritto: «L’allargamento così rapido della Nato a est è un errore e serve solo ad umi­liare la Rus­sia, fino a pro­vo­care una guerra». Non è ser­vito a nulla a quanto pare.
Lamen­tano i governi euro­pei che è in gioco l’unità ter­ri­to­riale dell’Ucraina e Fede­rica Moghe­rini, Mrs Pesc in pec­tore davanti al Par­la­mento euro­peo, per farsi per­do­nare di essere con­si­de­rata filo­russa dati gli inte­ressi dell’Eni, ha la fac­cia tosta di accu­sare: «È colpa di Putin». Se gli stava vera­mente a cuore l’unità ter­ri­to­riale dell’Ucraina, per­ché i governi euro­pei insieme alla Nato e agli Usa con tanto di capo della Cia John Bren­nan, sena­tori repub­bli­cani gui­dati da McCain e segre­ta­rio di stato Kerry tutti su quella piazza, hanno ali­men­tato e soste­nuto dalla fine del 2013 fino al mag­gio 2014 la rivolta, spesso vio­lenta e di estrema destra, di Piazza Maj­dan che ha rimesso di fatto in discus­sione l’unità ter­ri­to­riale del Paese. 

Men­tre l’ambasciatrice Usa mandava affan… l’Europa. Era colpa di Putin anche la rivolta di piazza Maj­dan? Magari per­ché aveva soc­corso, pronta cassa, le richie­ste di Kiev quando l’Ue se ne lavava le mani in preda alla sua crisi?
E come dimen­ti­care che quella rivolta è stata nazio­na­li­sta ucraina e anti­russa, non solo anti-Putin, ma con­tra­ria ai diritti delle popo­la­zioni dell’est che ave­vano soste­nuto ed eletto Yanu­ko­vitch — certo cor­rotto, ma non meno dell’attuale Poro­shenko e del pre­mier dimis­sio­na­rio Yatse­nyuk. La rivolta di Maj­dan è stata nazio­na­li­sta anti­russa, con­tro gli inte­ressi poli­tici e sociali delle popo­la­zioni dell’est, di lin­gua russa all’80%, quando non pro­prio russe e comun­que filo­russe, legate alla Rus­sia per appar­te­nenze sto­ri­che, reli­giose e cul­tu­rali e per legame eco­no­mico impre­scin­di­bile e com­ple­men­tare alla pro­pria soprav­vi­venza, tutt’altro che garan­tita dall’associazione delle regioni dell’ovest all’Ue.

È lì, in quel soste­gno stru­men­tale e ideo­lo­gico, come se fosse un nuovo ’89, dato dall’Occidente euro­peo ed ame­ri­cano che si è con­su­mata l’unità dell’Ucraina che a quel punto si è asso­ciata all’Ue solo a metà.

Ora accade che il governo di Kiev dimis­sio­nato pochi giorni fa dal pre­si­dente Poro­shenko annunci, di fronte alla pre­sunta inva­sione — è il quarto allarme in due mesi — la richie­sta di ade­sione all’Alleanza atlan­tica. «Il governo ha sot­to­po­sto al par­la­mento un pro­getto di legge per annul­lare lo sta­tus fuori dei bloc­chi dell’Ucraina e tor­nare sulla via dell’adesione alla Nato» ha dichia­rato quasi in fuga il pre­mier uscente, già lea­der di Maj­dan, Yatse­niuk. E subito il segre­ta­rio della Nato Ander Fogh Rasmus­sen, ha ammic­cato: «Ogni paese ha diritto di sce­gliere da sé le pro­prie alleanze». Tanto più che la deci­sione sem­bra andare incon­tro alle ultime parole di Obama che, ormai inca­pace di uscire dal «mili­ta­ri­smo uma­ni­ta­rio» degli Stati uniti, scio­rina per fer­mare l’orso russo (quel Putin che gli ha impe­dito di impe­la­garsi ancora di più nella guerra in Siria) la «nuova» agenda del riarmo ame­ri­cano e Nato nell’Europa dell’est, dalla Polo­nia, ai Paesi bal­tici — andrà in Esto­nia per que­sto domani — e alle finora neu­trali Fin­lan­dia e Svezia.

Altro che nuova agenda: è la scel­le­rata stra­te­gia della Nato in atto da più di venti anni a par­tire dalle guerre nei Bal­cani, con rela­tiva redi­stri­bu­zione di costi per la difesa sullo scac­chiere euro­peo, tra gli stessi paesi ora alle prese con la lace­rante crisi eco­no­mica. Una stra­te­gia che in que­sti venti anni ha visto l’ingresso di tutti i paesi dell’ex Patto di Var­sa­via nella Nato, con mis­sioni in guerre alleate, a par­tire dall’ex Jugo­sla­via (dove, a spec­chio capo­volto della sto­ria, i raid Nato hanno aiu­tato i ribelli dell’Uck — cri­mi­nali, dice ora l’indagine della stessa com­mis­sione Ue Eulex — ad otte­nere l’indipendenza) e ancora tante basi, strut­ture d’intelligence, siti mis­si­li­stici, ogive nucleari, scudi spa­ziali tutti quanti ai con­fini russi.

Senza l’allargamento a est della Nato non ci tro­ve­remmo sull’orlo di un con­flitto spa­ven­toso in Ucraina, né ci sarebbe stata la sce­neg­giata arro­gante di una lea­der­ship di oli­gar­chi vol­ta­gab­bana che ha desta­bi­liz­zato l’Ucraina con la vio­lenza della piazza «buona» per­ché sedi­cente filoeu­ro­pea, e che ora cavalca la repres­sione san­gui­nosa della piazza «cat­tiva» per­ché filo­russa. Senza la Nato esi­ste­reb­bero una poli­tica estera e di difesa dell’Ue. Intanto in que­ste ore nell’est ucraino si com­batte, Kiev è all’offensiva. Secondo l’Onu i morti, tanti i civili, in quat­tro mesi sono più di 2.600.

Se dal ver­tice Nato che si apre il 4 settembre 2014 a Car­diff, in Gal­les, arri­vasse un sì alla richie­sta incen­dia­ria di Kiev e se si avvia, come accade, lo schie­ra­mento di forze mili­tari Nato in dichia­rate eser­ci­ta­zioni anti-Russia o ai con­fini russi, come ha chie­sto l’irresponsabile Came­ron, è l’inizio della fine. Cioè la sepa­ra­zione delle regioni dell’est con l’intervento, sta­volta vero, della Rus­sia nella guerra, a quel punto moti­vata a difen­dere dalle truppe occi­den­tali le popo­la­zioni russo-ucraine, lo sta­tus pro­cla­mato dagli insorti filo-russi ma anche lo stesso ter­ri­to­rio russo. 

Quando invece è chiaro che l’Ucraina resterà unita fin­ché non appar­terrà ad alcun blocco mili­tare e se ci sarà un tavolo nego­ziale per una fede­ra­liz­za­zione del paese capace di garan­tire l’autonomia sostan­ziale dell’est. È quello che chiede anche Putin quando dichiara: «Devono essere imme­dia­ta­mente avviati nego­ziati sostan­ziali non su que­stioni tec­ni­che, ma sull’organizzazione poli­tica della società e sul sistema sta­tale nel sud-est dell’Ucraina allo scopo di garan­tire incon­di­zio­na­ta­mente gli inte­ressi delle per­sone che vivono lì», ma le sue parole sono tra­dotte in modo pro­pa­gan­di­stico dai media veli­nari: «Voglio uno Stato nell’est».

È la stessa richie­sta che for­mula, ina­scol­tato, sul Cor­riere della Sera, Ser­gio Romano, tra i pochi ad inten­dersi di Rus­sia. Fede­rale e neu­trale sono le due parole chiave garan­zia di pace anche per l’Ue, e certo non aiuta l’elezione a pre­si­dente dell’Unione del polacco Tusk, lea­der della Polo­nia che vanta un con­ten­zioso sto­rico su una parte della terra ucraina con­si­de­rata ancora «polacca».

Altri­menti sarà, e non a pez­zetti, la terza guerra mon­diale in piena Europa. E siamo a cento anni fa. È il nuovo che avanza, la «nuova gene­ra­zione» alla guida euro­pea tanto cara a Renzi. Ora la Mrs Pesc Moghe­rini, anche se è stata com­mis­sa­riata da un vice-Pesc tede­sco, ha l’occasione di dimo­strarsi per una volta euro­pea e non schiac­ciata sull’Alleanza atlan­tica e sugli Stati uniti. Qual­cosa ci dice che non saremo ascoltati.

Tommaso Di Francesco - Lista Disarmo Peacelink


Assunta a  tutto servizio


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Notizie collegate: http://www.c3sc.org.uk/news/1841-the-nato-summit-is-coming-4th-5th-september-2014

martedì 2 settembre 2014

Ucraina. NATO a caccia di gas e petrolio (e non solo)



Secondo Daniele Ganser, specialista sulla NATO, assistiamo in Ucraina al prossimo passo dell’espansione di tale organizzazione. La Germania dovrebbe seguire perché gli statunitensi hanno il comando e vogliono impedire la nascita di un nuovo asse Mosca-Berlino. Gli Stati Uniti perciò mettono gli Stati europei uno contro l’altro, per continuare a controllarli. La NATO è la più grande e potente alleanza militare da anni. “Deutsche Wirtschafts Nachrichten” ha parlato con lo storico ed esperto della NATO Daniele Ganser sulla sua struttura, il ruolo della Germania nell’organizzazione, la sua influenza nell’UE e il coinvolgimento nel conflitto in Ucraina.
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Deutsche Wirtschafts Nachrichten: Il danese Rasmussen s’é appena dimesso da Segretario Generale. Il suo successore sarà probabilmente il norvegese Stoltenberg. Cosa ne pensa dell’influenza degli europei nella NATO?

DG: Penso che l’influenza degli europei nella NATO sia minima, perché è guidata dagli Stati Uniti. Dato che gli europei possono ancora nominare il Segretario Generale, ciò appare spesso nei media europei. Pertanto, sembra che il Segretario Generale sia la persona più importante nella NATO. Tuttavia, non è vero! La persona più influente nella NATO è il SACEUR (Comandante supremo delle forze alleate in Europa) ed è sempre un generale statunitense. La leadership militare è più potente del Segretario Generale ufficiale. L’ex presidente Nixon, una volta disse: “L’unica organizzazione internazionale che non ha mai funzionato è la NATO, semplicemente perché è un’alleanza militare che controlliamo”.


In che modo la NATO impone i suoi interessi all’UE?


Gli ambasciatori della NATO presso tutti i Paesi membri, sono ambasciatori inviati da ciascun Paese al fine di essere informati dei progetti della NATO sui conseguenti passi. I canali sono operativi in modo che la NATO, e in primo luogo gli Stati Uniti, dica: E’ così e ora va fatto. Fu così in particolare con l’11 settembre e la guerra all’Afghanistan. Sostanzialmente gli europei obbediscono. Non hanno mai detto: dobbiamo agire in maniera indipendente. Una politica estera e di sicurezza comune europea non esiste. Siamo ancora indecisi: dovremmo andare in Iraq con gli statunitensi? Gli inglesi si, ma non i francesi. O dovremmo bombardare con gli USA la Libia, Paese dell’OPEC? I francesi l’hanno fatto, non i tedeschi. Gli Stati Uniti hanno molto successo nel mettere contro tra essi i Paesi europei. In questo momento, usano la Germania contro la Russia, naturalmente per gli interessi statunitensi. Questo è il vecchio sistema del “divide et impera”. Non è obiettivo di Washington che UE e Russia cooperino e costruiscano una grande area economica, oltre ad avere i maggiori giacimenti di petrolio e gas. Non sarebbe nell’interesse degli Stati Uniti.
 A causa della mancanza di trasparenza, è difficile avere i dettagli del finanziamento della NATO, come i deputati olandesi hanno scoperto di recente. Sa qualcosa di concreto a riguardo?
No, perché la NATO non è in realtà un’organizzazione trasparente. Condivido la frustrazione del Parlamento olandese, perché ho cercato di avere informazioni sugli eserciti segreti della NATO. Hanno ignorato le mie domande e non sono stato informato di nulla. Alcuni pensano che la NATO sia un’organizzazione democratica e trasparente. Tuttavia non è così. È un’organizzazione militare che si sforza continuamente di mantenere i suoi segreti. Il budget del Pentagono è in ultima analisi assai rilevante e arriva a circa 700 miliardi di dollari l’anno o due miliardi al giorno. Quindi la domanda è, naturalmente, se un giorno del Pentagono equivale a un giorno della NATO, come viene calcolato. Ma queste sono operazioni contabili e possono essere calcolate in modi diversi.

Qual è il ruolo della NATO nel conflitto in Ucraina?
La mia opinione è che la guerra in Ucraina sia centrata su NATO e gas. La NATO dal 1990 ha avviato la corsa verso est. Il primo passo fu la rimozione della DDR dal Patto di Varsavia e l’annessione alla NATO. Perciò dovevano in quel momento accordarsi con Gorbaciov. Cioè che la fusione tra RFT e RDT, molto importante e che saluto molto, fu possibile solo con l’accettazione della Russia, con l’adesione della Germania unificata alla NATO. Ma i russi espressero anche il rifiuto dell’allargamento della NATO. E Gorbaciov disse che la NATO l’aveva garantito. Tuttavia, la NATO non mantenne la parola. Estonia, Lettonia e Lituania furono accolte nella NATO, come Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Slovenia, Repubblica Ceca e Slovacchia. Successivamente anche Albania e Croazia. Se si considera il punto di vista russo, la NATO tradì la sua parola e ora ancora cerca di prendersi gli elementi mancanti, Ucraina e Georgia, per circondare la Russia. I media occidentali dicono sempre che i russi sono irrazionali e si comportano in modo strano. In realtà si comportano come un giocatore di scacchi che, mossa dopo mossa, perde un giro qui, un cavallo lì e ancora una pedina. I russi sono infastiditi. L’espansione della NATO non viene in alcun modo menzionata dai media occidentali, nemmeno presa in considerazione. È possibile vederla semplicemente prendendo una mappa della NATO nel 1990 e nel 2014.

La NATO vuole solo accerchiare la Russia o vuole anche le risorse del Paese?
E’ la stessa cosa. Arabia Saudita e Russia condividono il primo posto internazionale per lo sfruttamento del petrolio. I russi producono circa 10 milioni di barili al giorno. Anche i sauditi producono circa 10 milioni di barili al giorno. La Russia è il Paese più grande del mondo e ha molti grandi giacimenti di gas. La guerra globale per le riserve di petrolio e gas è anche una lotta contro la Russia. Putin impedirà che l’Ucraina si unisca alla NATO. Dal punto di vista russo, la caduta di Janukovich è stata orchestrata dai servizi segreti occidentali. Come la veda o meno Putin, non importa. Per lui è legittimo dire che “quando arriva l’inverno, potrei chiudere il gas. Oppure posso dire, mi devi altri soldi per il gas”. Ciò significa che nel conflitto ucraino si può osservare il rapporto tra petrolio, gas e NATO in tutta la sua gloria.

Quali sono le indicazioni secondo cui il colpo di Stato in Ucraina fu orchestrato dai servizi segreti occidentali?
Ciò che sappiamo finora è che il 2014 è l’anno del licenziamento di Janukovych e dell’insediamento di Poroshenko. È un dato di fatto. E se guardiamo attentamente, ne vedremo le sottigliezze. Quando fu rimosso? Fu rovesciato nel febbraio 2014 e ora veniamo al nodo cruciale, cioè il peggioramento delle proteste con tiratori scelti a Maidan. E’ interessante notare, i cecchini, secondo le mie informazioni, spararono su manifestanti e agenti di polizia. Molto insolito. Si può pensare che si trattasse di un’azione d’intelligence per precipitare l’Ucraina nel caos. Ciò che l’indica è la conversazione telefonica tra Urmas Paet, ministro degli Esteri dell’Estonia e Catherine Ashton, Alto rappresentante agli Esteri dell’Unione europea. In questa conversazione si dice che dietro i tiratori scelti di Majdan non ci fosse Janukovich, ma qualcuno nella nuova coalizione. Il gruppo intorno Klishko, Jatsenjuk e Poroshenko andato al potere con il colpo di Stato. Se si scopre che Poroshenko è al potere grazie ai cecchini, si comprenderà che si tratta di un golpe furtivo. Fu così veloce che realmente si deve ammettere: siamo troppo stupidi per capirlo. Può essere che Putin sia meno stupido e l’abbia visto correttamente. Non voglio dire che dovremmo credere ciecamente a Putin, perché anche lui ha la sua agenda. La domanda cui dobbiamo rispondere in storia economica e contemporanea è: si tratta di un evento come nel 1953, quando CIA, il servizio segreto statunitense, e MI6, servizio segreto inglese, rovesciarono il governo di Mossadegh in Iran, perché voleva nazionalizzare il petrolio?All’epoca agenti travestiti da terroristi commisero attentati e scatenarono il caos nel Paese. Si chiamava “strategia della tensione”, così si creava deliberatamente il caos e la tensione per rovesciare un governo, e ciò funzionava, com’è dimostrato storicamente. Negli ultimi mesi la NATO ha intensificato le manovre. Dopo le operazioni della NATO in diversi Paesi europei, la sicurezza aerea è scaduta. Si tratta solo della presenza militare, o vi sono altre ragioni per i movimenti di truppe? Russia e NATO possono solo dire che c’è una maggiore presenza militare. Ma contrariamente all’opinione di molti commentatori, penso che non siamo sull’orlo della Terza Guerra Mondiale, come nella crisi dei missili di Cuba nel 1962, però siamo in un clima di sfiducia. Mosca e Washington sono diffidenti e Berlino è incastrata tra esse.

In Germania ci sono diverse basi della NATO, tra cui la base statunitense di Ramstein e il Comando Africom di Stoccarda. Qual è il ruolo attuale e futuro della Germania nella strategia della NATO?
La Germania è nella NATO un alleato minoritario perché gli USA la controllano. Dal punto di vista degli Stati Uniti, la Germania è un Paese occupato. Certo, fa male leggerlo per un tedesco, ma questa è la situazione. Gli Stati Uniti hanno basi militari in Germania e il telefono cellulare della cancelliera Merkel è sempre sotto il controllo dai servizi segreti militari statunitensi, la NSA. E quando gli statunitensi dicono che si va sull’Hindu Kush, i soldati tedeschi devono andarci e uccidere afghani, anche se non hanno mai avuto problemi con loro. Ciò significa che, purtroppo, la Germania è un vassallo, ed ha difficoltà a liberarsi da tale posizione. Il motivo è semplice: gli Stati Uniti sono l’impero. Un impero che si distingue per la maggiore economia nazionale del mondo in PIL. Gli Stati Uniti che hanno il maggior numero di portaerei e la più potente, numerosa e moderna forza aerea. Sono gli Stati Uniti che hanno la valuta di riserva mondiale, il dollaro; sempre gli Stati Uniti. E infine gli Stati Uniti hanno il maggior numero di basi militari nel mondo, non solo Guantanamo, Diego Garcia e in Afghanistan, ma anche a Ramstein, ecc. La cosa importante: l’impero domina i media e si assicura che informino in modo benevolente. Quindi questa è la posizione della Germania: è sottoposta all’impero statunitense, e la maggior parte dei media tedeschi ha paura di parlarne apertamente. La Svizzera è, inoltre, in condizioni non migliori, sottoposta all’influenza dell’impero statunitense, ma almeno non è un membro della NATO e non ha basi militari statunitensi; gli svizzeri non le vogliono.

Tuttavia, la Svizzera è, come la Finlandia, un membro osservatore della NATO…
…Il “Partenariato per la Pace” vero, fortemente criticato in Svizzera, ed è giusto così, perché non vogliamo in alcun modo diventare un membro della NATO. Alcuni politici sono disposti, ma non la popolazione svizzera. In un referendum non prevarrebbero, perché la maggioranza degli elettori svizzeri rifiuta le guerre di aggressione della NATO. L’opinione pubblica è assai contrariata dagli Stati Uniti negli ultimi anni. Gli Stati Uniti appaiono bugiardi perché conducono guerre economiche in tutto il mondo. Hanno raccolto i dati da tutto il mondo, in particolare i dati SWIFT, con il servizio segreto statunitense NSA e abusato di tali dati a scapito delle banche svizzere UBS e Credit Suisse. Condannano la Svizzera perché le sue banche hanno aiutato cittadini statunitensi ad evadere le tasse, che non è giusto. Ma allo stesso tempo, gli svizzeri vedono con stupore come la frode fiscale negli Stati Uniti, nel Delaware o in Inghilterra, sia ancora possibile. Perciò gli svizzeri non capiscono perché gli USA giochino al buonismo contro la frode fiscale, ignorando i difetti del proprio Paese. Ecco perché l’opinione pubblica è qui sempre più anti-americana. 

L’11 settembre 2001 svolge un ruolo fondamentale nell’ambito della NATO, perché al momento la clausola della difesa reciproca dell’articolo 5 entrò in vigore. La clausola di difesa reciproca è ancora in vigore?
E’ una domanda interessante. Dovremmo chiederlo alla NATO. Dopo l’11 settembre, c’è stato un ampio dibattito. In ogni caso, la clausola di difesa reciproca fu dichiarata dopo l’11 settembre, è chiaro. Gli statunitensi vennero in Europa e dissero che era così, andiamo nell’Hindu Kush. Poi l’11 settembre fu una storia di cui avvalersi o meno. Inoltre, fu il primo caso di difesa reciproca nella storia della NATO. Ancora una volta, il ruolo dell’impero si pone. La sovranità più importante di cui l’impero dispone è interpretare se stesso in ogni evento storico. Gli attacchi dell’11 settembre sono contestati dagli storici, esistono diverse opinioni a riguardo. Ma appena uno storico va oltre, viene denigrato come cospirazionista. E ciò significa che non abbiamo il diritto di dire: fate attenzione quando mettono in vigore l’articolo 5, alcune domande sorgono. La NATO non vuole parlarne. Non vuole dibattiti critici su 11 settembre e Operazione Gladio. Cerca semplicemente di rimuovere questi argomenti. Ma penso che non ci riuscirà, infine, perché viviamo nell’era dell’informazione. Le persone sono sempre più capaci di avere diverse prospettive su un tema, ed è un bene.

Daniele Ganser
-   Storico e ricercatore sulla pace. Analizza i temi di energia, guerra e pace da un punto di vista geopolitico. Studia la storia contemporanea internazionale dal 1945, servizi segreti, squadre speciali, strategia della guerra segreta, geostrategia e guerre, come il picco del petrolio e le risorse. Il suo libro “Gli eserciti segreti della NATO – Rete Stay Behiand, Gladio e terrorismo in Europa occidentale” è stato tradotto in dieci lingue.

 Fonte Global Research, Traduzione di Alessandro Lattanzio


lunedì 1 settembre 2014

Altre verità sugli USA e sulle primavere democratiche



Ucraina, poco fa..., Siria oggi ed ieri, Irak oggi, ieri e da Bush padre.

Libia: da Sarkozy a BombObama, via Berlusconi, un video mostra gli integralisti islamici nuotare nella piscina dell'ambasciata (abbandonata di corsa) Usa a Tripoli.
Afghanistan dal primo giorno dopo l'11 settembre... Somalia ancor prima... Algeria,Tunisia, Egitto e "primavere arabe".
Gaza e Palestina in coda.


L'elenco degli eventi accaduti, trattati ed ipotizzati è lunghissimo e potrebbe andare a ritroso senza fine.


Tutto guardato ed esaminato con un'ottica "diversa", non conformista e decisamente "scomoda" in questo 70ennio che va dal 1945 ad oggi.

Non solo da me (che però mi riconosco il vanto di averlo detto e scritto mettendoci sempre faccia e nome) quanto da quel poco di stampa e tanto di libera informazione su internet che, nel tempo, hanno avuto il coraggio di riprendere e pubblicare (senza censura) gli interventi delle "Cassandre" scomode.


Quelle, tante ma non "di grido", che ammonivamo sui rischi di "tutte" le operazioni di guerra sopracitate (sempre per restare a quelle di attualità) nella consapevolezza che,vivendo in Occidente e sotto un regime mediaticamente manipolatore,quanto dicevamo,scrivevamo e (a volte) facevamo  sarebbe stato o censurato oppure ferocemente condannato perché in contrasto con l'operato delle "democrazie  occidentali".


Personalmente mi sono visto affibbiare di tutto: "nazista, fascista, razzista, antisemita, terrorista, islamico, difensore di dittature e dittatori sanguinari..." e tante altre cose per finire con " testa di ca...". 
Tutte offese (ed a volte minacce) che non mi hanno mai toccato più di tanto ma che si sono pure riversate sulle testate di informazione libera, ree di ospitare "opinioni" alternative (condivise o meno che fossero dalla direzione).

Stessa cosa, sicuramente in maggior misura, per altre "Cassandre" colpite da vere e proprie persecuzioni.
Tornando alla sostanza di quanto spero di comunicare : come Troia cadde (a tradimento) malgrado gli avvisi e profezie della Profetessa così oggi abbiamo la realizzazione di quanto segnalato per tempo.


Le "primavere arabe" hanno portato, con il pieno appoggio degli occidentali : la dittatura militare (toh..e Mubarak?) in Egitto con migliaia di morti per le strade ed una situazione che esploderà nuovamente; 


la frammentazione della Libia in Califfati e territori tribali incontrollati ed incontrollabili,con in più centinaia di migliaia di profughi esterni che si riverseranno in Italia;


la creazione del Califfato dell'Irak e del Levante,sogno di Bin Laden e dei suoi eredi più o meno legittimi;


la mai cessata guerra in Afghanistan ove i talebani riprenderanno subito il potere non appena andranno via i soldati Usa (ma non ci credo che andranno via);

la aggressione ad Assad in Siria (fermata solo da Putin) che, oggi, viene "riabilitato" di fatto quale argine essenziale per fermare l'Isis.


Gaza e Palestina...., dopo migliaia di civili morti (tutti palestinesi, meno cinque) nessuno crede che le ostilità siano cessate davvero.


Ucraina, notizia recente: Putin continua ad ammonire BombObama,l'UEismo e la Nato che mai permetterà il massacro dei russofoni ucraini e che... ha le bombe atomiche.


Chiaramente ho usato Cassandra per rendere l'idea e non perché mi senta tale o per darmi soverchia importanza.
Sono certo che le analisi del tempo (e quelle di oggi) le avrebbe potuto fare qualunque persona minimamente informata e con un poco di buonsenso. 
Come i direttori delle libere testate telematiche che hanno dato loro spazio e quanti abbiano potuto o voluto esaminarle.

Ad altri, quelli che le hanno respinte "per partito preso" e perché "allineati e coperti" suggerisco solo una cosa:
un bell'esame di coscienza.....


Vincenzo Mannello 

sabato 30 agosto 2014

ONU - Il cambiamento climatico è una realtà irreversibile



l cambiamento climatico è una realtà, è stato provocato dall’uomo (effetto serra,scie chimiche), già adesso è probabilmente pericoloso e potrebbe essere irreversibile. Sono queste le conclusioni del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc) contenute nella bozza finale di un rapporto che sintetizza le tre precedenti relazioni fatte dal foro scientifico delle Nazioni unite. La bozza di 127 pagine è stata fatta circolare ieri ai governi (ovviamente quello italiano non ci ha ancora avvisato,e forse non ci avviserà mai) e Associated Press ne ha ottenuta una copia.

“Le continue emissioni di gas serra (contenuti sia nei “fumi” industriali sia nelle scie chimiche)provocheranno un ulteriore riscaldamento in alcune zone e raffreddamento in altre con consecutivi cambiamenti a lungo termine in tutte le componenti del sistema climatico, aumentando la probabilità di un impatto grave, diffuso e irreversibile per le persone e per gli ecosistemi”, si legge nel rapporto. “L’impatto osservato attualmente – affermano gli scienziati dell’Ipcc – potrebbe essere già considerato pericoloso”.Clicca su MI PIACE per seguirci su Facebook

Gli autori della relazione citano come esempi le condizioni meteorologiche estreme, l’aumento del livello dei mari (che provoca ondate di pioggia e freddo a causa dell’evaporazione “eccessiva”), ondate di caldo, allagamenti e siccità, e rilanciano la tesi secondo cui il cambiamento climatico aggraverà conflitti e farà salire il numero di profughi e sfollati, complicando gli sforzi per produrre più cibo. Se le emissioni di gas serra non saranno limitate, si legge nel rapporto, “i rischi legati al cambiamento climatico saranno probabilmente alti o molto alti entro la fine del XXI secolo”. Inoltre, avvertono gli esperti, è probabile che entro la metà del secolo le temperature saliranno di altri 2 gradi centigradi rispetto alla media registrata tra il 1986 e il 2005, mentre entro la fine del secolo potrebbero salire di 3,7 gradi,ovviamente più le temperature salgono globalmente,più in certi periodi scendono a causa delle piogge torrenziali causate dall’innalzamento. Il rapporto finale dell’Ipcc sarà pubblicato dopo che rappresentanti dei governi e scienziati avranno analizzato la bozza durante una conferenza in programma a ottobre a Copenaghen.

Fonte: meteoweb