sabato 20 settembre 2014

Milano – Titano, expo e veline…. (copiando il MOSE)


Expo e veline
Minuscolo il pensiero dell’autore.
MAIUSCOLO IL TESTO DELLE VELINE.
E’ PUNTO DI RIFERIMENTO “UNICO” DI TUTTA LA SQUADRA
E DI TUTTO IL PROGETTO. E’ OPINIONE CONDIVISA (da
tutte le veline?) CHE SENZA DI LUI L’OPERAZIONE SAREBBE
A RISCHIO. Sans lui le deluge!
L’INGEGNERE DELLE IMPRESE IMPOSSIBILI SI DIMETTE A
META’. Cosa che chi riceve le dimissioni dovrebbe
considerare inaccettabile. Ma non è così.
SALA: “RICORDO CHE IL FATTO DI AVERE UN AVVISO DI
GARANZIA NON E’ SUFFICIENTE PER OBBLIGARMI A CHIEDERE
UN PASSO INDIETRO A UN MIO COLLABORATORE. Mezzo
passo indietro va bene?
Ue’ Peppin! I Suoi collaboratori in queste condizioni sono
ormai 40!!
LA CINESE ALIBABA’ STRAVALUTATA A WALL STREET.
Quasi come i nostri quaranta ladroni!
E se si levasse di mezzo l’”innocente” Sala?
Se non si è accorto di niente, cos’ha fatto per tre anni
oltre a raccontare favole entusiasticamente riferite
dalle veline? Tipo? “I LAVORI SONO ADDIRITTURA IN
ANTICIPO”. Scommettiamo che –da sole, ma con fotografo –
non sono mai state a vedere i lavori di EXPO?
Nonostante il ritardo sia “pazzesco”, sabato pomeriggio e
domenica lavorano solo i sorveglianti (pagati 3,5 euro all’ora)!
Di notte avranno lavorato solo quattro o cinque volte
per passare sopra ferrovia e autostrada.
Di gare regolari probabilmente Sala non ne ha fatta nessuna.
Di gare ne ha fatte poche e questo l’ha raccontato.
Tutto era stato deciso in altre sedi e da anni. I rapporti
delle ditte concorrenti col TITANO datano da più di un
decennio.
EXPO è solo un’appendice del MOSE.
I rapporti milanesi del TITANO con le ditte venete sono
consolidati (questa nota è dell’autore che può testimoniare
su un rapporto che all’epoca – 2007 – un paio di giornalisti
non vollero riferire e allora i giornalisti non erano ancora
stati scavalcati dalle veline.
UN MODO TECNICO PER DIRE CHE TUTTO DIPENDE E PASSA
DA LUI. Ma la stessa cosa non vale forse per tutti i RUP
(responsabile unico del procedimento)? Vale anche per quelli
che –vi assicuro, ci sono – a malapena sanno dove sono
localizzate le opere di cui sono RUP!
Ne è un esempio il DELFINO del MEGARUP.
IL FIORE ALL’OCCHIELLO RESTA LA DEMOLIZIONE E LA
RICOSTRUZIONE DEL TEATRO ALLA SCALA. C’ERA UNA
VORAGINE NEL CUORE DELLA CITTA’ E IL “NOSTRO” PRESE
SULLE SPALLE (un vero titano!) LA RESPONSABILITA’ DI
CONCLUDERE I LAVORI NEI DUE ANNI PREVISTI.
Ma poi si scoprì che non erano state rispettate alcune importanti
norme di sicurezza e molti lavori furono rifatti.
DETTO, FATTO. 7 DICEMBRE 2005 E’ L’APICE DELLA CARRIERA.
Segue il dettagliato elenco dei numerosi premi ricevuti per questo
capolavoro wagneriano con una botta di salsa svizzera. La velina
non accenna allo spropositato aumento dei costi. Anche il
MAUSOLEO FORMIGONIANO E’ STATO FATTO IN FRETTA.
Triplicando il preventivo in un velinistico tripudio.
UN RUP FANTASMAGORICO COME L’ALBERO DELLA VITA.
GIA’, PERCHE’ SONO POCHI I RESPONSABILI DEL PROCEDIMENTO
QUANTO LUI!(non come lui, ma quanto lui). E – sull’onda di una
irrefrenabile ammirazione – UNO CHE TANTO SA FARE SQUADRA
(anche con i faccendieri?), TANTO NE E’ PUNTO DI RIFERIMENTO
INSOSTITUIBILE. LUI LAVORA COSI’: SEMPRE IN CANTIERE,
SEMPRE ATTENTO ALLE CARTE (che talvolta la polvere dei cantieri
sporca) CHE DEVE FIRMARE, SEMPRE IN CONTATTO CON LE
IMPRESE CHE LAVORANO PER LUI (niente ci dice di quelle per cui
LUI lavora).
E pindaricamente:”RESPONSABILE-UNICO-APPUNTO”.
Ma nel mausoleo una crepa s’intravede.
“UN RUOLO DIVENTATO ANCOR PIU’ DELICATO E DECISIVO NEL
MOMENTO IN CUI AL PADIGLIONE ITALIA SONO COMINCIATI
I PROBLEMI”.
Caspitina! LUI si era forse assopito un attimino sotto il peso
di tante medaglie?
Segue la sfilza dei problemi venuti a galla solo perché qualcuno
venuto da Napoli ci ha messo dentro, appena appena, il naso.
Riprende, estatica, l’elegia:
“NEL FRATTEMPO, AL PADIGLIONE ITALIA E’ CORSA CONTRO
IL TEMPO (ma non erano in anticipo?) E TUTTO PARE
GRAVARE SULLE SUE SPALLE (che sono titaniche!)
SOPRATTUTTO DOPO CHE A LUI SONO STATE AFFIDATE (ANCHE),
nota l’enfasi, LE DELEGHE PIU’ IMPORTANTI DEL DIRETTORE
DEL PADIGLIONE CESARE VACIAGO (pussa via, nanerottolo,
che faso tuto mi!).
L’estasi velinistica tocca vette irrangiungibili:
PER TUTTO QUESTO MOTIVO (ma un motivo si può dimezzare?)
IN MOLTI HANNO TREMATO ALL’IDEA DI UNA SUA USCITA DI SCENA.
E se, a ricordo del provvedimento, Milano istituisse la SEPTEMBERFEST?
Luigi Caroli

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