martedì 12 giugno 2012

Venti di guerra in Siria ed Iran, per fare un favore ad Israele



I piani di guerra USA-Israele in Siria strettamente connessi con l'attacco all'Iran

Secondo James P. Rubin, il consigliere per la politica estera di John Kerry, i piani di Guerra in Siria sono strettamente legati a quelli in Iran.

Sono parte della stessa agenda militare Stati-Uniti / Israele che prevede d’indebolire l’Iran allo scopo di proteggere Israele. Quest’ultimo obiettivo dovrebbe essere raggiunto attraverso un attacco preventivo contro l’Iran: “Non ci limiteremo a un attacco israeliano all’Iran” dice James P. Rubin. Rubin espone candidamente il progetto d’intervento militare USA in Siria che verrà eseguito in stretta connessione con Israele. Una soluzione diplomatica non funzionerebbe né tantomeno semplici sanzioni economiche: “solo la minaccia dell’uso della forza potrà cambiare le posizioni di Assad” dice Rubin."L’amministrazione statunitense del Presidente Obama è stata comprensibilmente accorta nel non intraprendere operazioni aeree in Siria (come invece ha fatto in Libia) per tre principali motivi.

Diversamente dalle forze d’opposizione in Libia, i ribelli siriani non sono uniti e non hanno controllo su un determinato territorio. La Lega Araba non ha chiesto per la Siria un intervento militare esterno come invece è avvenuto per la Libia. E i Russi, protettori di vecchia data del regime di Assad, ne sono fortemente contrari. Il primo passo di Washington – secondo James P. Rubin - dovrebbe essere quello di operare insieme ai “suoi alleati”, gli emirati arabi Qatar, Arabia Saudita e Turchia, per organizzare, addestrare e armare i ribelli siriani. Questo “primo passo” è stato già compiuto. E’ avvenuto proprio ai primi scoppi insurrezionisti nel Marzo 2012. Gli USA e I suoi alleati hanno attivamente sostenuto per più di un anno i terroristi del FSA (Esercito Siriano Indipendente). L’organizzazione e l’addestramento consistevano nello spiegamento di terroristi affiliati Salafist e Al Qaeda, in parallelo con incursioni in Siria da parte di forze speciali di Francia, U.K., Qatar e Turchia. I mercenari sponsorizzati da USA-Nato vengono reclutati e addestrati in Arabia Saudita e in Qatar. Il “secondo passo” suggerito da Rubin è quello di “assicurare il sostegno internazionale per un’azione aerea coalizzata” al di fuori del mandato ONU. “La Russia non sosterrà mai un’azione simile, quindi non c’e’ alcun motivo nell’operare attraverso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Dice Rubin.

L’operazione aerea contemplata da Rubin è un vero e proprio scenario di guerra aperta, simile ai raid aerei della Nato in Libia. Rubin non sta esprimendo un’opinione personale sul ruolo delle Nazioni Unite. L’opzione di scavalcare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è già stata appoggiata da Washington. La violazione delle leggi internazionali non sembra essere un problema. L’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Susan Rice ha confermato nel Maggio scorso e senza mezzi termini che "il peggiore e purtroppo probabile scenario in Siria è l’opzione di “agire al di fuori dell’autorità del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”. “In assenza di entrambe queste due ipotesi, mi sembra che ci sia un’unica alternativa ed è lo scenario peggiore e anche quello più probabile: l’escalation di violenza, la diffusione e l’intensificazione del conflitto.”, dice Rubin.

Nessun commento:

Posta un commento