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mercoledì 29 agosto 2012

Dime, mini bombe atomiche USA, stipate in Italia e dirette in Israele... per la prossima guerra

Il castello del mago - Dipinto di Franco Farina

Ante scriptum

PREMESSO CHE TUTTO QUESTO CHE VIENE QUI SOTTO RIPORTATO NECESSITA DI VERIFICHE, MI CHIEDO: MA I COSIDDETTI MOVIMENTI PACIFICISTI, UMANITARI, ANTINUCLEARI, QUELLA SINISTRA UN TEMPO IMPEGNATA CONTRO LE GUERRE E I GENOCIDI, CHE FINE HANNO FATTO?
POSSIBILE CHE QUANDO SI TRATTA DI ISRAELE, DELLE SUE MALEFATTE, TUTTI DIVENTANO CIECHI E SORDI? E PERCHE’? (M.B.)

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Non c’è freno all’orrore che dilania la Palestina. Dopo i cecchini addestrati a menomare i bambini sparando agli occhi, dopo le bombe al fosforo, gli ordigni a grappolo e all’uranio impoverito, Tsahal sperimenta una novità sulla pelle di un milione e mezzo di palestinesi rinchiusi nei lager di nuova generazione. Causano un’esplosione radioattiva di breve raggio. In teoria limitano i danni collaterali. L’acronimo è “Dime” (Dense Inert Metal explosive). E’ un involucro in fibra di carbonio imbottito con tungsteno, cobalto, nickel o acciaio. Queste bombe rilasciano micro-schegge che tranciano tessuti molli e tendini. I feriti sono così destinati a morte sicura, poiché le schegge impercettibili restano nel corpo, provocando il cancro.

L’ atomica in miniatura - ideata e fabbricata negli Stati Uniti d’America - viene attualmente utilizzata a Gaza dall’esercito israeliano sui civili palestinesi. La notizia del giorno è disarmante. Una gola profonda rivela: “Le Dime sono stoccate in Italia, nella base di Camp Darby in provincia di Livorno”. Una conferma indiretta all’accordo militar-commerciale stipulato a suo tempo dal governo Berlusconi con lo Stato israeliano. Ovviamente, dietro la regia dello zio Sam. Si attende urgente smentita del primo ministro Monti Mario, con prove alla mano verificabili dall’opinione pubblica.

In ogni caso l’Italia conferma la sua sovranità azzerata.

Le Monde - Come riporta il quotidiano francese del 13 gennaio 2009: «Due medici norvegesi presenti a Gaza affermano di “aver visto delle vittime provocate da un nuovo tipo di arma, le DIME”. Dei feriti di un tipo nuovo –adulti e bambini le cui gambe non sono altro che dei moncherini bruciati e sanguinolenti- sono stati mostrati in questi ultimi giorni dalle televisioni arabe che trasmettono da Gaza. Domenica 11 gennaio, sono stati due medici norvegesi, i soli occidentali presenti nell’ospedale della città, che ne hanno dato testimonianza.

I dottori, Mads Jilbert e Erik Fosse, che intervengono nella regione da una ventina d’anni con l’Organizzazione non governativa norvegese Norwac, sono potuti uscire dal territorio della città con 15 feriti gravi, attraverso la frontiera con l’Egitto.

Non senza alcuni ultimi ostacoli: “Tre giorni fa, il nostro convoglio, per di più condotto dal Comitato internazionale della Croce rossa, è dovuto tornare indietro prima di arrivare a Khan Younis, dove alcuni dei carri armati hanno sparato per stopparci”, hanno detto ai giornalisti presenti ad Al-Arish. Due giorni piu tardi, il convoglio è riuscito a passare ma i medici e l’ambasciatore norvegese venuto ad accoglierli, sono stati bloccati tutta la notte “per ragioni burocratiche” all’interno del terminal della frontiera di Rafah, semi-aperto unicamente per alcune missioni mediche (…) “All’ospedale al-Shifa, di Gaza, non abbiamo visto delle bruciature al fosforo, né dei feriti da bombe a sottomunizioni (cluster bombs).

Abbiamo visto ferite di cui abbiamo tutte le ragioni di pensare che siano state provocate da un nuovo tipo di arma, sperimentato da militari americani e conosciuta sotto l’acronimo DIME –(Dense Inert Metal Explosive)” hanno dichiarato i medici. Piccole bolle di carbone contenenti una lega di tungsteno, cobalto, nichel e ferro, queste armi hanno un enorme potere esplosivo, che si dissipa nell’arco di 10 metri. “A 2 metri il corpo è tagliato in due; a 8 le gambe sono tagliate, bruciate come da migliaia di punture d’ago. Non abbiamo visto i corpi scarnificati ma molti amputati. Ci sono stati casi simili nel Libano del sud nel 2006 e ne abbiamo visti a Gaza lo stesso anno, durante l’operazione “Pioggia d’estate”. Alcuni esperimenti su dei ratti hanno mostrato che le particelle che restano nel corpo sono cancerogene” hanno spiegato i medici (…) “i feriti non hanno nessuna traccia di metallo nel corpo, ma delle strane emorragie interne. Una materia brucia i loro vasi e provoca la morte senza che noi possiamo fare nulla”.

Effetti mortali - «Siamo in contatto con medici che operano anche nella Striscia di Gaza, abbiamo visto immagini, già fatto studi approfonditi sulle armi utilizzate dagli israeliani in Libano nel 2006 e siamo arrivati alla conclusione che le ferite che vediamo oggi a Gaza sono identiche a quelle in Libano; e allora vennero utilizzate ‘Dime’ e fosforo bianco»: dichiara Paola Manduca, docente universitaria di genetica e rappresentante del ‘New weapons committee’ di Genova, un gruppo di accademici, ricercatori e studiosi di tutto il mondo che studia gli effetti degli ultimi ritrovati dell’industria bellica sugli individui e sulle popolazioni. «I Dime - confermala Manduca - sono un prodotto dell’industria americana di cui si conosce l’esistenza dal 2004 ma che teoricamente non dovrebbero essere in commercio se ci si attiene alle dichiarazioni ufficiali; in realtà il loro impiego nel 2006 da parte degli israeliani in Libano è stato accertato».

La rappresentante del ‘New weapons committee’ spiega che i ‘Dime’ sono ordigni studiati per la guerra urbana e considerati dai loro ideatori ‘strumenti adeguati’ per ridurre i danni collaterali perché hanno una potenza controllabile e una forza distruttiva che in genere varia tra i cinque e i 10 metri. «I ‘Dime’ - continua la Manduca - contengono nano-particelle di materiale pesante che a seconda della foggia del contenitore vengono diffuse in maniera omogenea o secondo alcune particolari forme; i tanti casi di amputazione sono probabilmente dovuti a ‘Dime’ che rilasciano le particelle plasmandole come una lama che trancia di netto qualunque cosa trovi all’interno del suo raggio di azione; ecco perché tante persone, bambini e donne, vengono ritrovati con braccia e gambe amputate, ma senza nessun frammento nel resto del corpo; anche l’innesco può essere modificato in base alle necessità.

Volendo paragonare i ‘Dime’ a qualcosa che ci è più familiare, provate a immaginare delle accette giganti lanciatevi contro a folle velocità». Sembra fantascienza, continua la docente genovese, ma sono armi reali che uccidono o lasciano con gravi disabilità chi viene colpito.

Gianni Lannes - sulatestagiannilannes



martedì 12 giugno 2012

Venti di guerra in Siria ed Iran, per fare un favore ad Israele



I piani di guerra USA-Israele in Siria strettamente connessi con l'attacco all'Iran

Secondo James P. Rubin, il consigliere per la politica estera di John Kerry, i piani di Guerra in Siria sono strettamente legati a quelli in Iran.

Sono parte della stessa agenda militare Stati-Uniti / Israele che prevede d’indebolire l’Iran allo scopo di proteggere Israele. Quest’ultimo obiettivo dovrebbe essere raggiunto attraverso un attacco preventivo contro l’Iran: “Non ci limiteremo a un attacco israeliano all’Iran” dice James P. Rubin. Rubin espone candidamente il progetto d’intervento militare USA in Siria che verrà eseguito in stretta connessione con Israele. Una soluzione diplomatica non funzionerebbe né tantomeno semplici sanzioni economiche: “solo la minaccia dell’uso della forza potrà cambiare le posizioni di Assad” dice Rubin."L’amministrazione statunitense del Presidente Obama è stata comprensibilmente accorta nel non intraprendere operazioni aeree in Siria (come invece ha fatto in Libia) per tre principali motivi.

Diversamente dalle forze d’opposizione in Libia, i ribelli siriani non sono uniti e non hanno controllo su un determinato territorio. La Lega Araba non ha chiesto per la Siria un intervento militare esterno come invece è avvenuto per la Libia. E i Russi, protettori di vecchia data del regime di Assad, ne sono fortemente contrari. Il primo passo di Washington – secondo James P. Rubin - dovrebbe essere quello di operare insieme ai “suoi alleati”, gli emirati arabi Qatar, Arabia Saudita e Turchia, per organizzare, addestrare e armare i ribelli siriani. Questo “primo passo” è stato già compiuto. E’ avvenuto proprio ai primi scoppi insurrezionisti nel Marzo 2012. Gli USA e I suoi alleati hanno attivamente sostenuto per più di un anno i terroristi del FSA (Esercito Siriano Indipendente). L’organizzazione e l’addestramento consistevano nello spiegamento di terroristi affiliati Salafist e Al Qaeda, in parallelo con incursioni in Siria da parte di forze speciali di Francia, U.K., Qatar e Turchia. I mercenari sponsorizzati da USA-Nato vengono reclutati e addestrati in Arabia Saudita e in Qatar. Il “secondo passo” suggerito da Rubin è quello di “assicurare il sostegno internazionale per un’azione aerea coalizzata” al di fuori del mandato ONU. “La Russia non sosterrà mai un’azione simile, quindi non c’e’ alcun motivo nell’operare attraverso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”. Dice Rubin.

L’operazione aerea contemplata da Rubin è un vero e proprio scenario di guerra aperta, simile ai raid aerei della Nato in Libia. Rubin non sta esprimendo un’opinione personale sul ruolo delle Nazioni Unite. L’opzione di scavalcare il Consiglio di Sicurezza dell’ONU è già stata appoggiata da Washington. La violazione delle leggi internazionali non sembra essere un problema. L’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Susan Rice ha confermato nel Maggio scorso e senza mezzi termini che "il peggiore e purtroppo probabile scenario in Siria è l’opzione di “agire al di fuori dell’autorità del Consiglio di Sicurezza dell’ONU”. “In assenza di entrambe queste due ipotesi, mi sembra che ci sia un’unica alternativa ed è lo scenario peggiore e anche quello più probabile: l’escalation di violenza, la diffusione e l’intensificazione del conflitto.”, dice Rubin.

domenica 15 aprile 2012

Kabul e Tel Aviv - Due fatti, una realtà convergente... è tempo di rivolta al sistema imperialista




E' in corso a Kabul un attacco massiccio di talebani al cuore del potere imperialistico occidentale e del governo fantoccio di Karzai.

Ansa:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/04/15/visualizza_new.html_185410031.html

Contemporaneamente a Tel Aviv vengono rispediti a casa, per giunta con metodi
"sbrigativi" e pure altamente offensivi della dignità umana gli attivisti di "Flyttilla Day" che tentavano di portare a Gaza il sostegno della comunità internazionale al popolo Palestinese.

Con la (non tanto) incredibile aggiunta del "respingimento" pure dall'aeroporto di Fiumicino da parte di Alitalia ed altre compagnie PRIMA dell'imbarco!

Ansa: http://www.ansa. it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/04/15/visualizza_new.html_185408080.html

Riflessioni: da Kabul, oramai, è meglio ritirare tutti gli occidentali, militari e civili, che occupano l'Afghanistan assieme al governo fantoccio di Karzai.

LASCIAMO GLI AFGHANI LIBERI DI SCEGLIERE IL PROPRIO DESTINO! Come meglio crederanno opportuno fare, senza la scusa della esportazione della "democrazia". CHE SE LA
VEDANO LORO!

Quanto all'atteggiamento arrogante e poliziesco di israele nei confronti di quanti osino contestare la politica sionista di pulizia etnica nei confronti dei Palestinesi, nessuna novità: E' GIA' TANTO CHE NON ABBIANO MASSACRATO QUELLI DI
FLYTTILLA DAY!

E pure il comportamento illegale di Alitalia ed altre compagnie può sorprendere? Ma se il governo italiano (e tutti quelli occidentali) sono complici e servi di quello israeliano cosa ci si aspetta?

Entrambi gli avvenimenti, in fondo concatenati, dimostrano solo una cosa: QUANTO L'OCCIDENTE (e l'Italia) SIA FOLLEMENTE MIOPE NELLA PROPRIA POLITICA DI SOSTEGNO ALL'IMPERIALISMO AMERICANO!

Vincenzo Mannello
http://www.vincenzomannello.
it/oltreconfine_8.html

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Nota Aggiunta:

15 aprile 2012 - Notiza Ansa - Decine di attivisti pro-Palestina sono stati bloccati all'aeroporto di Roma, Parigi e Ginevra mentre cercavano di partire per Tel Aviv, perche' giudicate da Israele 'persone indesiderate''.

Su 'direttiva dello Stato di Israele', Alitalia questa mattina ha negato l'imbarco su un volo diretto a Tel Aviv a sette attivisti italiani del gruppo internazionale 'Welcome to Palestine', noto anche come Flytilla. I nomi della delegazione italiana - tra cui c'e' anche quello del vignettista Vauro Senesi - sono stati inseriti in una lista di persone a cui Alitalia ha negato l'imbarco.

Agli attivisti e' stato quindi vietato il check in ed e' stata consegnata una notifica in cui si legge che il divieto di volare a Tel Aviv e' dovuto ad una "direttiva dell'Autorita' per l'immigrazione e la frontiera dello Stato di Israele secondo la legge del 1952 che disciplina l'ingresso sul territorio di Israele".

Ferma la protesta degli attivisti italiani che hanno a lungo chiesto i motivi di un divieto formulato "sulla sola base del sospetto di una simpatia per i palestinesi". Secondo Fabio Marcelli, dell'associazione Giuristi Democratici la direttiva israeliana dimostra "il prevalere della paura, tra le autorita' israeliane, rispetto a manifestazioni a favore della Palestina che porta a queste misure repressive".

Tra le contestazioni sollevate dagli attivisti filo-palestinesi anche il fatto che la notifica non porta alcuna firma di funzionari dello Stato di Israele e che la stesura di una "black list a priori viola la liberta' di circolazione di comuni cittadini italiani". Gia' lo scorso anno, in occasione della medesima iniziativa internazionale organizzata da ong e associazioni filo-palestinesi di tutta Europa, la delegazione italiana fu in larga parte bloccata allo scalo di Fiumicino.

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Nota aggiunta:

15 aprile 2012 - Redazione Tiscali - Una serie di attacchi con razzi, kamikaze e raffiche di mitra hanno sconvolto il centro di Kabul. Obiettivo degli attentati, rivendicati dai talebani via Twitter, l'assalto al Parlamento afghano, colpito prima con il lancio di razzi e poi occupato da un gruppo di kamikaze. Gli attentati combinati sono iniziati con una serie di esplosioni nella zona diplomatica, la cosiddetta green section, nei pressi delle ambasciate britannica e americana, hanno poi preso di mira un'accademia della polizia e sono proseguiti con l'attacco da parte di un gruppo di kamikaze al Kabul Star Hotel, un albergo appena costruito che si trova davanti al Parlamento e ad altri palazzi vicini. Da lì i talebani hanno lanciato razzi contro l'ambasciata russa e il Parlamento dove poi sono riusciti ad entrare. Si è combattuto anche a poche decine di metri dall'ospedale di Emergency, nel centro della città.

11 le vittime - Gli attacchi sferrati dai talebani a Kabul ed in altre località afghane hanno un bilancio provvisorio di almeno 11 morti, di cui cinque kamikaze e tre soldati. Lo apprende l'ANSA da fonti nella capitale afghana. Il maggior numero di vittime, sei fra cui tre civili, è a Jalalabad dove è stata attaccata una base del Gruppo di ricostruzione provinciale civile-militare vicino all' aeroporto del capoluogo della provincia di Nangahar. Due attentatori e 3 soldati sono invece stati uccisi a Kabul.

sabato 24 marzo 2012

Preparativi per la corsa della Fine del Mondo... "Pronti? Uno, due, tre... via!" - Ai nastri di partenza: Israele, USA, NATO, Iran, Cina, Russia...



Debbo ritornare sul possibile olocausto nucleare che alcune oscure potenze senza scrupoli stanno preparando per la nostra Terra, per futili motivi di egemonia economica e politica.

La vita sul pianeta sarebbe certo migliore se venisse eliminata la spada di Damocle delle bombe nucleari, sospesa da tanti anni sulla testa dell’umanità come immane possibile tragedia ecologica. Ma le bombe atomiche non sono affatto scomparse, anzi sono lì, negli arsenali noti e in quelli segreti, e le fabbriche lavorano freneticamente per tenerle sempre pronte all’uso e per inventarne di nuove: 10.000 bombe nucleari negli Stati Uniti, circa 15.000 nella Russia e un numero imprecisato negli altri stati nucleari: Cina, Francia, Regno Unito, Israele, Pakistan, India, alcune pronte a partire entro pochi minuti, bombe sparse dovunque, alcune diecine di bombe americane collocate anche in Italia Che può divenire un target per eventuali ritorsioni.. così dall'oggi al domani...


L’energia atomica è cattiva sia in pace che in guerra… anzi forse è più cattiva in pace visto che in guerra sono state solo due le bombe utilizzate, quelle di Hiroshima e Nagasaki, nel 1945, e da allora sono trascorsi 67 anni. Mentre di incidenti nucleari ne sono avvenuti a iosa da quando l’uranio è diventato un “combustibile” energetico. Centinaia di incidenti, piccoli e grandi, che hanno lasciato una scia di morte e malattie non indicizzate… perché non conviene. Infatti i danni del nucleare è meglio tacerli, anche perché la maggior parte d’essi debbono ancora venire… Ma il nucleare civile serve a corroborare -pacificamente- gli scopi dei produttori di bombe: “Il nucleare civile si muove in simbiosi con il nucleare militare, per ripartire gli enormi costi per produrre l´uranio e soprattutto per arricchirlo al cosiddetto “weapon grade”.


Ulteriori danni verranno alla luce nel momento in cui le scorie radioattive stipate in varie parti del mondo cominceranno a rilasciare il loro contenuto venefico… è inevitabile che ciò accada perché i siti in cui dette scorie “riposano” saranno prima o poi distrutti da “incidenti” imprevisti. Poi ci sono tutti i residui radioattivi conservati in celle di contenimento, sarcofagi che non dureranno più a lungo… Polveri radioattive conservate in magazzini militari, in vasconi di contenimento o in casseforti a tenuta stagna (provvisoria), od in scrigni gettati nel mare, sepolti nei deserti, stipati in grotte, nelle paludi, e che aspettano solo di lasciar fuoriuscire i loro liquami radioattivi mortali.

L’uomo è stato bravissimo ad avvelenare il pianeta… ma sembra che ciò non sia ancora sufficiente.. e si vuole arrivare all'Armageddon finale... Con buona pace della vita sulla Terra.

Senza contare la vendita sottobanco di centinaia di testate avvenuta dopo la caduta dell'Unione Societica. Le bombe atomiche, al giorno d’oggi, sono facilmente reperibili al mercato nero delle armi… non c’è quindi bisogno di mascherarsi dietro un “programma nucleare civile” per costruirsele… Basta avere un po’ di soldi, e nemmeno tanti, per procurarsene qualcuna..

Ciò non ostante ogni giorno più insistente si fa la voce di un blitz di Israele contro l'Iran per fermare la produzione di uranio arricchito che quel paese sta portando avanti "per scopi civili". Israele si dice preoccupato per la sua sicurezza, per l'ipotsi che l'Iran possa munirsi di una bomba, in verità studi di intelligence americani affermano che "la possibilità per l'Iran di costruirsi l'atomica è remota". Ciò non ostante il Mossad con i suoi lunghi tentacoli si è mosso per far fuori i maggiori scienziati atomici iraniani, con attentati mirati.. Ma ciò non basta... Israele ha chiesto esplicitamente all'America di non opporsi ad un blitz contro l'iran (che alcune fonti danno per imminente entro il 2012) e l'America ovviamente non può opporsi alla volontà d'Israele, l'America è succube... economicamente e finanziariamente e politicamente.

E nel caso in cui ci si fosse dimenticate di loro – il che non sarebbe difficile, visto quanto raramente la loro esistenza è menzionata nei pubblici dibattiti – Israele ha un centinaio di armi nucleari, forse anche un po’ di più, e ha la capacità per lanciarle da silos sotterranei, sottomarini e cacciabombardieri F-16. Come dire che Israele autonomamente può già provocare una piccola fine del mondo... basta che scatti la sindrome del "muoia Sansone con tutti i filistei".. Un'ipotesi ben reale, visti i precedenti biblici....

Insomma la cosa succederà e le conseguenze sono conosciute solo a Dio....

Paolo D'Arpini


P.S.
A proposito di Dio, ho qui le "dichiarazioni" di una veggente, Sandra De Marco, informata sui fatti... Solitamente ho poca fiducia nelle "previsioni" a sfondo religioso.. ma le attinenze con la realtà presente sono molte.. e fanno pensare: “…preparariamoci ad una prossima guerra. Contro l’Iran, contro la Siria per arrivare fino alla Cina e quindi ad una guerra mondiale nucleare contro la Cina e la Russia che oggi possiede quindicimila bombe atomiche!” Continua:
http://www.circolovegetarianocalcata.it/2012/01/04/2012-le-previsioni-fosche-di-sandra-de-marco-preparariamoci-ad-una-prossima-guerra-contro-l%e2%80%99iran-contro-la-siria-per-arrivare-fino-alla-cina-e-quindi-ad-una-guerra-mondiale-nucleare/

lunedì 19 marzo 2012

Israele e la sindrome del muoia Sansone con tutti i Filistei...




Stralcio di un articolo del 29 agosto 2008

La guerra nucleare è una minaccia implicita del nostro tempo, ma negli ultimi tempi sta diventando sempre più reale. L’incontro di Ginevra tra l’Iran e sei grandi potenze mondiali sul programma nucleare di Teheran, del luglio 2008, si è concluso con un nulla di fatto.... Ma le potenze hanno avvertito Teheran che presto potrebbe andare incontro a sanzioni più dure, se non metterà fine al programma di arricchimento dell’uranio.

Nel frattempo Israele – un altro stato che ha sfidato, con il consenso occidentale, il trattato di non proliferazione nucleare – conduceva manovre militari su larga scala nel Mediterraneo orientale, forse in vista di un raid aereo sugli impianti nucleari iraniani.

In un articolo sul New York Times, intitolato “Usare le bombe per evitare una guerra”, lo storico israeliano Benny Morris ha scritto che i leader iraniani dovrebbero essere felici di un bombardamento israeliano con armi convenzionali, perché “l’alternativa è un Iran trasformato in deserto nucleare”. Intenzionalmente o no, Morris ripropone un vecchio tema, quello dell’eroe biblico Sansone, che si diede la morte uccidendo più nemici possibile. Le armi nucleari di Israele potrebbero nuocere alla sicurezza dello stato ebraico, come sostiene l’analista strategico israeliano Zeev Maoz. Ma spesso la sicurezza non è la priorità dei leader. E il “complesso di Sansone”, come lo chiamano i commentatori israeliani, può essere sventolato per avvertire chi comanda: se si vuole evitare una tempesta nella regione e forse nel mondo intero sarebbe una buona idea colpire l’Iran.

Il complesso di Sansone, rafforzato dalla dottrina secondo cui “il mondo intero è contro di noi”, non può essere liquidato alla leggera. Poco dopo l’invasione del Libano nel 1982, che provocò tra i 15 e 20mila morti nel tentativo immotivato di assicurare il controllo israeliano dei Territori occupati, Aryeh Eliav, una delle più note colombe di Israele, definì “una forma di demenza” l’atteggiamento di “chi ha portato qui il ‘complesso di Sansone’, in base al quale uccideremo e seppelliremo tutti i gentili intorno a noi e moriremo con loro”. Una forma di demenza diffusissima all’epoca e ancora oggi. Ma ci sono altri pericoli. Il generale Lee Butler, ex comandante in capo del Comando strategico statunitense, nel 1999 osservava: “Il fatto che, in quel calderone di ostilità chiamato Medio Oriente, una nazione si sia dotata di centinaia di armi nucleari, spingendo altri paesi a fare altrettanto, è molto pericoloso”. Tutto questo è legato alle preoccupazioni per il programma nucleare iraniano, ma nessuno ne parla. Come nessuno parla dell’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, che vieta di minacciare l’uso della forza nelle relazioni internazionali. Entrambi i partiti statunitensi, invece, dichiarano con insistenza che “tutte le opzioni sono sul tavolo” per quanto riguarda l’Iran. Il coro di denunce contro i “nuovi Hitler” di Teheran e la minaccia che rappresentano per il mondo è stato interrotto da poche voci. Per esempio dall’ex capo del Mossad, Efraim Halevy, che ha di recente avvertito che un attacco israeliano all’Iran “potrebbe avere ripercussioni su di noi per i prossimi cento anni”. Secondo Benny Morris, però, “tutti i servizi segreti del mondo sono convinti che il programma iraniano sia finalizzato alla produzione di armi”. Come è noto, nel novembre del 2007, il rapporto dei servizi di intelligence statunitensi U.S. National Intelligence Estimate è arrivato alla conclusione che “Teheran ha probabilmente interrotto il suo programma di armamenti nucleari nell’autunno del 2003”. Morris riferisce probabilmente delle informazioni ricevute da una fonte dei servizi israeliani: ecco perché generalizza a “ogni servizio di intelligence”, proprio come ci avverte che l’Iran sfida “il mondo” cercando di arricchire l’uranio.

La logica è la stessa.

A giugno del 2008 il congresso stava per approvare una risoluzione, appoggiata dalla lobby filoisraeliana, che in pratica invocava un blocco dell’Iran: un atto di guerra che avrebbe potuto innescare un conflitto nella religione e in tutto il mondo. Le pressioni del movimento contrario alla guerra sembrano aver neutralizzato questo tentativo, ma probabilmente ce ne saranno altri.

Il governo di Teheran merita di essere condannato per molte cose, ma la minaccia iraniana rimane un’invenzione di chi si arroga il diritto di dominare il mondo e considera ogni ostacolo al proprio dominio un’aggressione. È questa la prima minaccia che dovrebbe preoccuparci, e che preoccupa le menti più sane dell’occidente e del resto del mondo.

Noam Chomsky


Noam Chomsky insegna linguistica all’Mit di Boston. I suoi ultimi libri usciti in Italia sono: America: il nuovo tiranno (Rizzoli 2006) e Capire il potere (Net 2007).

(Fonte: http://www.infopal.it)

sabato 15 ottobre 2011

Varese - Digiuno a staffetta, per solidarietà verso le migliaia di prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane




Introduzione

Ormai diverse persone in Italia, a titolo individuale, hanno deciso di appoggiare in vario modo lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi.

A Varese si è scelto per ora un digiuno, a turno, come si legge nel messaggio che abbiamo costruito per comunicare la nostra adesione ai media ed a tutti i possibili interessati.

Dobbiamo un grosso grazie a Silvia, di ISM International, che da Gaza ha voluto informarci e che, insieme a chi là partecipa direttamente alla protesta, ha accolto l’idea di allargare le iniziative anche altrove, ponendo come unica condizione quella di adesioni senza sigle:
“Come dicono qui, alam filisteen u bas, bandiera palestinese e basta”.

Ciao da Anna, Filippo, Fiorella, Gisa, Valeria




.........

Anche a Varese, come in altre città italiane e del mondo,   un gruppo di persone, a titolo individuale, vuol manifestare la propria vicinanza a tutti i prigionieri palestinesi rinchiusi nelle prigioni israeliane, compresi donne e minori,   (http://www.infopal.it/leggi.php?id=17012 ).

Molti di questi prigionieri stanno praticando in questo periodo un duro sciopero della fame, con richieste minimali: non chiedono di essere liberati, semplicemente , ma solo di essere trattati umanamente, almeno (http://nena-news.globalist.it/?p=13386 ).

Non chiedono di esser liberati perché sanno che se lo facessero ne morirebbero moltissimi di fame prima che qualcuno riuscisse davvero a ritornare libero.

Ma di cosa sarebbero “colpevoli”, queste persone ?
Di resistenza, cioè di “legittima difesa”, e quanto ìmpari!
Possiamo poi immaginare che tribunali saranno, quelli della (pre-)potenza occupante che li giudicano “colpevoli” . 
Per non dire di coloro che non sono nemmeno stati incolpati di alcun reato, e non verranno mai processati, perché in “detenzione amministrativa”, alla mercè dei loro illegali occupanti ed altrettanto illegali detentori-torturatori-assassini.

Ma noi, da qui,  da liberi cittadini, possiamo e vogliamo chiedere con forza anche  la liberazione di tutti loro ! *

A Varese abbiamo scelto, come forma di solidarietà, di fare a turno un digiuno di un giorno (dal risveglio si beve solo thè sino al risveglio del giorno dopo);
sabato  15 ottobre digiuna Anna, domenica 16 Gisa, lunedì  17 Valeria, martedì  18 Fiorella, ….. etc.

*NOTA:
ora l’ occupante pare ne liberi poco più di mille (su oltre seimila), per uno scambio con un solo suo soldato (fatto prigioniero  mentre agiva in armi sulla terra palestinese).

Mille sono pur tanti, e ci uniamo alla gioia loro e dei loro familiari.
Ma mille a uno; quale maggior segno di disprezzo razzista?
E cosa ne sarà degli altri 5.000 ? ....



Per informazioni sul digiuno in corso e sul come aderire:
Filippo Bianchetti

domenica 31 luglio 2011

Norvegia: una serie di indizi che inseriscono Israele tra i sospetti



Il massacro commesso il 22 Luglio 2011 in Norvegia si è sviluppato in un contesto verso il quale merita la pena prestare attenzione.

Ci sono stati due attentati, uno contro la sede del governo e un altro nell’isola di Utoya, con una differenza di due ore tra i due. Nell’isola di Utoya si celebrava un campo-riunione della Lega Giovanile dei Lavoratori del Partito Laburista (Arbeidaranes Ungdomsfylking, AUF secondo le sue sigle norvegesi) il cui rappresentante, Eskil Pedersen, è uno dei difensori più importanti del boicottaggio di Israele in Europa, e con posizioni di grande importanza.

L’implicazione della Norvegia nel boicottaggio di Israele è fondamentale. Il boicottaggio universitario venne guidato da una delle istituzioni accademiche più importanti della Norvegia, l’Università di Bergen, che ha l’intenzione di imporre un boicottaggio accademico contro Israele per un comportamento che qualifica simile a quello dell’Apartheid (YNET, 24 gennaio 2010); la accompagnò il rettorato dell’Università di Trondheim, dove venne si discusse e votò se unirsi o meno al boicottaggio accademico contro Israele.

Il ritiro di investimenti è inoltre stato esteso al commercio di armi, e nel settembre del 2009 venne cancellato l’investimento nell’Elbit, impresa di armamenti israeliana. E non solo è stata vietata la vendita di armi a Israele, ma nel giugno del 2010 il Ministro dell’Educazione norvegese fece un invito internazionale affinché questa posizione di boicottaggio delle imprese di armamenti israeliane fosse condivisa dal resto della comunità internazionale , di fronte all’assassinio da parte di Israele di nove attivisti turchi nell’attacco alla Flottiglia.
Il boicottaggio norvegese è appoggiato massicciamente dalla popolazione e, secondo fonti israeliane, nell’anno 2010 il 40% dei norvegesi dichiarava di non acquistare prodotti israeliani.

Israele non ignora queste azioni. Di fatto, il 15 di Novembre del 2010 la stampa israeliana pubblicò che la “Norvegia incita all’odio contro di noi” (fonte: ynetnews.com), dando luogo ad un grave conflitto diplomatico. Israele accusò il governo norvegese di finanziare e fomentare l’istigazione spudorata contro Israele. In questo caso la protesta era per il finanziamento e la partecipazione della Norvegia nella diffusione di opere che informavano sulla sofferenza infantile a Gaza.

I norvegesi inoltre hanno contribuito a distribuire nei festival del cinema di tutto il mondo un documento intitolato “Tears of Gaza” («Lacrime di Gaza»).

E’ inoltre stato pubblicato recentemente un libro scritto da due medici norvegesi che furono gli unici stranieri a Gaza a concedere interviste durante l’Operazione Piombo Fuso. Il libro, che accusa i soldati dell’Esercito di Israele di uccidere deliberatamente a donne e bambini, è un successo di vendite in Norvegia. L’ambasciata israeliana in Norvegia ha protestato energicamente contro l’implicazione delle autorità nella presunta demonizzazione di Israele.
Curiosamente, il “terrorista” norvegese accusato di questo massacro, Anders Behring Breivik, è stato segnalato come titolare di un blog chiamato «Fjordman» ed i suoi messaggi appaiono da tempo con collegamenti in “Jihad Watch” e “Gates of Vienna”. Il blog di Fjordman mostra che Breivic è un estremista neocon che odia gli immigrati e specialmente i musulmani e, oltre ad essere pro-israeliano “perché la lotta di Israele è anche la nostra lotta”.).

Potrebbe essere che, alla fine, i tentacoli di Israele non siano tanto lontani da questa strage; alla fine non sarebbe stata la prima che commette né, purtroppo, sarà l’ultima.

Giorgio Vitali

lunedì 14 marzo 2011

Francesco Pinerolo: “I tanti misteri libici e il diritto all'autodeterminazione dei popoli”

È vero o non è vero che il cimitero mostrato il 26 febbraio 2011 per giorni a mezzo mondo perché doveva contenere migliaia di fosse comuni si è rivelato essere invece vecchio e inerente ai lavori di ristrutturazione del cimitero di Tripoli?

È vero o non è vero che Mike Mullen e Robert Gates, rispettivamente capo degli Stati Maggiori Riuniti e ministro della Difesa statunitensi hanno persino “negato che esistano prove sul fatto che Gheddafi abbia usato aerei ed elicotteri contro la popolazione”?

È vero o non è vero che le notizie della prima ora sui 10mila morti e 50mila feriti avanzate dall’emittente saudita Al Arabyia provenivano come fonte da un falso rappresentante del Tribunale penale internazionale e si sono rivelate campate per aria?

È vero o non è vero che quasi sempre le notizie di massacri di civili in Libia riportate dai media si basano su lanci della britannica Reuter, a loro volta fondati su racconti telefonici di libici del fronte anti Gheddafi?

È vero o non è vero che negli ultimi venti anni abbiamo avuto molte dimostrazioni di falsi fabbricati ad arte, come ad esempio le fosse comuni di Timisoara attribuite a Ceaucescu in Romania, rivelatesi a distanza di anni un falso; oppure l'esistenza delle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, inventate ad arte per giustificare con ragioni "umanitarie" l'intervento militare occidentale?

È vero o non è vero che Gheddafi cacciò dalla Libia le basi militari e le compagnie petrolifere britanniche e statunitensi, e che lo stesso Gheddafi, col sostegno a movimenti di liberazione nazionale e anticolonialisti di mezzo mondo continua ad essere una spina nel fianco degli Usa e di Israele?

È vero o non è vero che imporre una no-fly zone richiederebbe la distruzione preventiva delle difese aeree libiche, cioè la guerra?

È vero o non è vero che la Carta delle Nazioni Unite prevede una legittimazione ad interventi militari ONU unicamente se ci fosse un’aggressione ad altri Paesi, ipotesi oggi inesistente?

È vero o non è vero che proprio ieri un milione di persone in Italia si è mobilitato a favore della Costituzione, che all'art. 11 recita proprio “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali'' ?


SPETTA AL POPOLO LIBICO DECIDERE DEL PROPRIO AVVENIRE SENZA INGERENZE MILITARI ESTERNE.

L'EUROPA E GLI STATI UNITI, VISTE LE LORO RESPONSABILITÀ DEL PERIODO COLONIALE, DOVREBBERO EVITARE QUALSIASI INGERENZA MILITARE IN LIBIA, FAVORENDO INVECE UNA SOLUZIONE PACIFICA TRA LE PARTI IN LOTTA.


Francesco Pinerolo

venerdì 21 gennaio 2011

Nord Africa e la ribellione che cova.. Il mondo islamico si prepara alla riscossa, mentre Erdogan (il "nuovo Ataturk") attua la strategia dell'acqua!


"Erdogan ha capito che l'acqua vale più del petrolio..." (Saul Arpino)

.....(...)... La sensazione che si trae da una analisi anche superficiale della situazione in Nord Africa è che siamo alla vigilia di una grande rivoluzione di cui è ancora difficile intravvedere forme e calendario. Sappiamo solo che l’innesco è stato dato in Tunisia da Ben Alì e consorte, mentre l’esplosivo è stato portato a pressione, dall’avidità congiunta delle lobby dell’agroindustria americana e delle classi dirigenti corrotte , scelte e protette dall’occidente.
Questi momenti ribellistici non sarebbero diversi dalle periodiche rivolte contro l’impero britannico nell ’800 se non ci fossero due fatti nuovi: uno politico a nome Ben Laden (nell’800 c’era il Mahdi che però durò e costò poco) e uno geostrategico a nome Turchia di Erdogan.

Turchia, Tunisia e Pakistan erano considerati tra i più fedeli e laicizzati alleati dell’occidente. Il Pakistan dispone già dell’armamento nucleare e la Turchia ( snobbata da qualche intelligentone della U.E.) ha un esercito di due milioni di uomini alle porte dell’Europa.

La Turchia, che da quindici anni ha tassi di sviluppo del 6-7% ha elaborato una strategia semplice come tutte le strategie.

Ha iniziato ad agglomerare attorno a se i paesi turcofoni ( Turkmenistan, Kirghisistan, ecc)che hanno fornito un mercato alle sue merci, quasi invendibili altrove, ed ha trovato convenienti forme di solidarietà politica con un altro paria della comunità occidentale, l’Iran.

Con l’impostazione di questo mini blocco, storicamente non sprovvisto di ambizioni egemoniche, la Turchia ha elaborato la strategia dell’acqua, che è “a monte” di quella del petrolio.

Senza petrolio si crolla dopo un periodo di tempo variante dai 30 ai 60 giorni – a seconda delle scorte - mentre senza acqua il periodo di resistenza si accorcia a due/tre gioni. E’ l’arma assoluta ed ha anche il vantaggio di poter essere presentata come parte di una riforma agraria ed un serbatoio di energia elettrica per lo sviluppo.

Tutta l’area del vicino oriente basa la propria ricchezza sul petrolio, ma la vita fisica di Siria, Irak e Giordania e Israele dipende da fiumi che nascono in Turchia.

Nell’ultimo decennio la Turchia ha creato un complesso di 32 dighe che regolano il flusso delle acque che scendono in Mesopotamia. Approfittando dell’indebolimento politico militare dell’Irak, l’Eufrate è stato “razionato” in maniera particolare. Gli esperti valutano che il flusso si sia ridotto del 40% negli ultimi due anni con danni enormi per l’Irak e minaccie concrete per la Siria.

L’Iran con la forza dell’influenza religiosa sciita e la Turchia con il dominio dell’acqua sono già oggi in grado di costituire una minaccia per l’area politicamente ed economicamente più sensibile del mondo.

L’armamento nucleare Pakistano oggi e Iraniano domani integreranno la forza militare turca che è già egemone nella regione.

A questo rebus geopolitico si aggiunge l’influenza della predicazione di Ben Laden che sta dimostrando nei fatti di essere capace di colpire e di non essere colpita; il suo discorso irredentista fa sempre più proseliti, ma inizia ad essere accettato anche da elementi moderati che vedono ormai con interesse la rinascita di un ideale e di un mercato pan arabo.

Adesso la scelta è tra due scelte “buone” e una “cattiva” . Le due “buone”:correre il rischio di vedere il vicino oriente condizionato dalla Turchia – a sua volta “coperta” dall’Iran che si “copre” con la crisi Afgano-Pakistana, oppure cambiare rotta e ammettere la Turchia nella U.E. incaricandola di controllare l’area per nostro conto. Per questo obbiettivo, il prezzo è salato: comporre il dissidio Afgano, recuperare l’Iran e ridimensionare le ambizioni dell’alleato israeliano.

La scelta “cattiva” è una sola: lasciare che il degrado sia crescente e accettare che Ben Laden e i suoi seguaci si impadroniscano dei paesi arabi ad uno ad uno in un gioco di domino che durerà un ventennio.

L’unico che per ora è corso ai ripari, è lo Sceicco del Kowait che ha già avuto delle disavventure con Saddam e teme il bis dall’interno: ha stanziato un “dividendo di cittadinanza” per tutti i Koweitiani (un milione e duecentomila persone circa), pari a 1000 dinari (2700 euro) e stabilito che per un periodo di 14 mesi siano distribuiti gatuitamente alla popolazione razioni di “viveri indispensabili alla sopravvivenza”.

Troppo poco e troppo tardi?

By antoniochedice

(Il Giornale della Collera)

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Commento di Giorgio Vitali:

"CONCORDO IN PIENO CON L’ANALISI DI ANTONIO. GIA’ DA TEMPO SI SAPEVA DEL GRANDE ATTIVISMO DEL GOVERNO TURCO, IL QUALE, GIUSTAMENTE, SFRUTTA UNA REALTà GEOPOLITICA. O MEGLIO: QUANDO SE NE HANNO I MEZZI E LE POSSIBILITA’ SI SCOPRE CHE LA MADRE DI TUTTE LE MADRI DELLA POLITICA è LA GEOPOLITICA. ED ALLORA LA TURCHIA giustamente RITORNA AL SUO PASSATO, CHE NON è ROBA DA POCO. AL SUO PASSATO ANTE 1918, che sta lì a dimostrare come geopoliticamente il ruolo di quel paese è rilevantissimo. Come aveva capito anche quel genio che si chiamava Costantino. Dipoi, la pressione dell ‘unipolarismo statunitense, in un momento del tutto inopportuno (come, inascoltato, ha sempre sostenuto Luttvak), associata alla lotta mediatica impostata su un mito del tutto idiota come quello dello “scontro di civiltà” (idiozia pari se non superiore a quella contenuta nel Mito della “fine della storia”) stanno facendo il resto. GIUSTAMENTE, ma NOI non possiamo far nulla e ci crogioliamo nella nostra impotenza beninteso solo di carettere operativo, Antonio accusa l’UE di non avere il coraggio di muoversi con decisione. Secondo il sottoscritto l’UE non è silente. L’UE è zoppa perchè deve fare i conti con una GB che continua a pensare il mondo come se fosse ancora ai vertici del suo impero marino ed a vedere l’UE secondo il criterio che ha determinato la sua geopolitica per qualche secolo. (Quella di allearsi con questo e con quello per frenare sul nascere qualsiasi tentativo di egemonia nel Continente).
Quando la GB capirà che il suo destino definitivo è DENTRO l’EUROPA UNITA, forse sarà troppo tardi..."

domenica 2 gennaio 2011

Ugo Volli e l'altra faccia del razzismo.. quello palestinese


"Quanti galli a cantare nel pollaio..." (Saul Arpino)

Ah, cari amici, avete visto che brutta gente questi israeliani che non vogliono affittare o vendere case o terre ai palestinesi; e non solo non vogliono, ma lo dicono anche, anzi lo dicono i rabbini che pure dovrebbero essere almeno loro buoni cristiani aperti a tutti come san Francesco. E invece sono "razzisti", come ha scritto Moni Ovadia sull'"Unità", proprio così, se lo dice lui che ha riscoperto il popolo ebraico... E ha proprio ragione quel Yehoshua, che pure è israeliano anche lui, che in una conferenza l'altro ieri ha detto che l'appello dei rabbini era uno scandalo, che il governo doveva intervenire, che "gli ebrei si rifiutano di essere normali" (titolo sul "Tempo") e ha aggiunto nobilmente "il problema siamo noi, non i palestinesi".

Infatti i palestinesi non esortano a non vendere la terra, si limitano a condannare a morte chi lo fa; un paio di mesi fa, per esempio, la massima autorità giudiziaria dell'Autorità palestinese ha riaffermato che la vendita di terra al nemico è un reato capitale e ha condannato a morte un tale che era stato graziato da una corte inferiore (http://www.jpost.com/MiddleEast/Article.aspx?id=188604). Questo sì che non è razzismo e nemmeno un problema. Il problema sono i rabbini. E anche dove i palestinesi hanno qualche difficoltà ad ammazzare la gente, almeno legalmente, non cercano di evitare che le "loro" case siano occupate dai sionisti, con manifestazioni, come nel quartiere di Sheik Jarrah a Gerusalemme, o a Jaffa, dove hanno avuto la faccia tosta di fare (loro e le solite Ong antirazziste) un ricorso alla Corte Suprema israeliana un ricorso contro la vendita di una casa a un'organizzazione israeliana "perché ebraica" (http://www.israellawcenter.org/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=125). Ah no, questo non è proprio razzismo e certamente non è un problema, anche perché la Corte Suprema notoriamente schierata a difesa dei diritti dei poveri palestinesi, questa volta non ha potuto che respingere il ricorso.

E sono tanto poco un problema i palestinesi, tanto poco razzisti, che hanno stabilito che quando ci sarà il loro stato, (insh'Allah) gli ebrei non vi potranno vivere, neanche uno solo ((http://jewishrefugees.blogspot.com/2010/07/abbas-wants-jew-free-palestine-in-west.html), e se per caso ci saranno delle truppe internazionali a difendere la pace, neppure un soldato di queste truppe dovrà avere la terribile stella di Davide al collo. Il loro territorio sarà completamente Judenrein, come dicevano quei signori in Germania settant'anni fa. E nessuno ha nulla da obiettare, perché "il problema siamo noi, non loro", come giustamente scrive Yehoshua. Tant'è vero che se l'esercito israeliano usa dei proiettili illuminanti e dei nebbiogeni al fosforo per rendere visibile il campo di battaglia o nascondere le truppe commette dei crimini di guerra (così tutte le Ong antirazziste dei diritti umani e l'ineffabile Goldstone; ma se i palestinesi riciclano lo stesso fosforo per cercare di bruciare vivi gli abitanti dei paesi che bombardano vicino alla frontiera, nessuno ne parla e si impressiona.

E' giusto e sarebbe razzista reprimerli. Perché il razzismo consiste nel discriminare a torto o a ragione qualunque popolazione non siano gli ebrei. I quali ostinatamente non vogliono essere normali, cioè odiare gli ebrei. A parte Ovadia, Yehoshua e quelli come loro, naturalmente, che almeno a discriminare gli israeliani (diciamo "criticarli", cercare di costringerli a essere "normali") ci provano. Beati loro.

Ugo Volli

Condominio Terra

martedì 31 agosto 2010

“La Guerra Globale é in fase avanzata di preparazione...” - di Michel Chossudovsky

"Non si muove foglia che Dio non voglia.." (Saul Arpino)

L'umanità è a un bivio pericoloso.

Preparativi di guerra per attaccare l'Iran sono in "uno stato avanzato di preparazione". Sistemi di armi Hi tech tra cui testate nucleari sono completamente schierati.

Questa avventura militare è sul tavolo da disegno del Pentagono dal novanta. Prima l'Iraq, poi l'Iran stando a un documento declassificato del comando centrale USA del 1995.

L'escalation è parte dell'agenda militare. Mentre l'Iran, è il prossimo obiettivo insieme con la Siria e Libano, questo dispiegamento militare strategico minaccia anche Corea del Nord, Cina e Russia.

Dal 2005, gli Stati Uniti ed i suoi alleati, compresi i partners NATO dell'America e Israele, sono coinvolti nel vasto schieramento e accumulo di avanzati sistemi di armi. I sistemi di difesa aerea degli Stati Uniti, dei paesi membri della NATO e di Israele sono completamente integrati.

Si tratta di un sforzo coordinato Pentagono-NATO-Forza di Difesa di Israele, con la partecipazione attiva di militari di diversi paesi partner non appartenenti alla NATO compresi gli Stati del fronte arabo(membri del Dialogo Mediterraneo della NATO e dell'iniziativa di cooperazione di Istanbul), Arabia Saudita, Giappone, Corea del Sud, India, Indonesia, Singapore, Australia, tra gli altri. (La NATO è costituita da 28 Stati membri NATO . Altri 21 paesi sono membri del Consiglio di partenariato euro-atlantico (EAPC), il dialogo Mediterraneo e l'iniziativa di cooperazione di Istanbul includono dieci paesi arabi più Israele.)

I ruoli di Egitto, Arabia Saudita e Stati del Golfo (all'interno dell'estesa Alleanza militare) è di particolare importanza. L'Egitto controlla il transito delle navi da guerra e petroliere attraverso il canale di Suez. L'Arabia Saudita e gli Stati del Golfo occupano le coste sud occidentali del Golfo Persico, lo stretto di Hormuz e il Golfo di Oman. Ai primi di giugno, "l'Egitto secondo quanto riferito ha consentito ad una nave sraeliana e undici navi degli Stati Uniti di passare attraverso il canale di Suez in... .un evidente segnale all'Iran. ... Il 12 giugno, fonti della stampa regionale hanno riferito che i sauditi avevano concesso a Israele il diritto di sorvolare il loro spazio aereo..." (Muriel Mirak Weissbach, L'lnsana guerra di Israele contro l'Iran deve essere evitata., Global Research, 31 luglio 2010).

Nella dottrina militare post 9/11, questo massiccio dispiegamento di armamenti militari è stato definito come parte della cosiddetta "Guerra globale al terrorismo", per colpire le organizzazioni terroristiche "non statali" compresa al Qaeda ed i cosiddetti "stati sostenitori del terrorismo". compreso l'Iran, Siria, Libano, Sudan.

La creazione di nuove basi militari, la costituzione di scorte di avanzati sistemi di armi, comprese le armi nucleari tattiche, ecc., sono state implementate come parte della dottrina militare difensiva preventiva sotto l'ombrello della "guerra globale al terrorismo".

Guerra e crisi economica
Più ampie implicazioni di un attacco di Israele-U.S.A.-NATO all'Iran sono di vasta portata. La guerra e la crisi economica sono intimamente legate. L'economia di guerra è finanziata da Wall Street, che si attesta come creditore dell'amministrazione statunitense. I produttori di armi statunitensi sono i destinatari dei contratti multimiliardari del Dipartimento della difesa USA per l'approvvigionamento di sistemi avanzati di armi. A sua volta, "la battaglia per il petrolio" in Medio Oriente e Asia centrale serve direttamente gli interessi dei giganti del petrolio anglo-americani.

Gli Stati Uniti ed i suoi alleati stanno "battendo i tamburi di guerra" al culmine di una depressione economica in tutto il mondo, per non parlare della più grave catastrofe ambientale nella storia del mondo. In un amaro risvolto, uno dei principali attori (BP) sullo scacchiere geopolitico Medio Oriente Asia Centrale , precedentemente noto come Compagnia Petrolifera anglo-persiana, è responsabile del disastro ecologico nel Golfo del Messico.

Disinformazione dei Media
L'opinione pubblica, influenzata dalla montatura dei Media è tacitamente solidale, indifferente o ignorante dei probabili effetti di quella che viene accolta come un'operazione "punitiva" ad hoc nei confronti degli impianti nucleari dell'Iran, piuttosto che come una guerra totale. I preparativi di guerra comprendono lo schieramento di armi nucleari prodotte da Stati Uniti e Israele. In questo contesto, le conseguenze devastanti di una guerra nucleare vengono banalizzate o semplicemente non menzionate.

La "crisi reale" che minaccia l'umanità, secondo i media e i governi, non è la guerra ma il riscaldamento globale. I media montano ad arte una crisi dove non c'è alcuna crisi: "un allarme globale"--la pandemia globale H1N1--ma nessuno sembra temere una guerra nucleare sponsorizzata dall'America.

La guerra contro l'Iran è presentata all'opinione pubblica come un problema tra gli altri. Essa non viene considerata una minaccia per la "Madre terra" come nel caso del riscaldamento globale. Non è una notizia da prima pagina. Il fatto che un attacco contro l'Iran potrebbe portare ad una escalation e scatenare potenzialmente una guerra"globale" non è un motivo di preoccupazione.
Il culto dell'uccisione e distruzione.

La macchina di uccisione globale è sostenuta anche da un culto insito di morte e distruzione che pervade i films di Hollywood, per non parlare delle serie TV di guerra e criminalità in prime time sulla rete televisiva. Questo culto di uccisione è approvato dalla CIA e dal Pentagono che supportano (finanziariamente)anche le produzioni di Hollywood come strumento di propaganda di guerra:
"L'ex Agente della CIA Bob Baer ci ha detto,"C'è una simbiosi tra la CIA e Hollywood" e ha rivelato che l'ex direttore della CIA George Tenet è attualmente,"ad Hollywood,."a parlare agli studios (Matthew Alford e Robbie Graham, Luci, Camera… Azione coperta: La politica oscura di Hollywood, globale di ricerca, 31 gennaio 2009).

La macchina di uccisione è schierata a livello globale, nell'ambito della struttura del comando unificato di combattimento. Essa viene regolarmente sostenuta dalle istituzioni di governo, dalle corporazioni dei media e dai mandarini ed intellettuali del Nuovo Ordine Mondiale da think tanks ed istituti di ricerca e studi strategici di Washington, come uno strumento indiscusso di pace e di prosperità globale.
Una cultura di uccisione e violenza è diventata insita nella coscienza umana.
La guerra è ampiamente accettata come parte di un processo sociale: La Nazione deve essere "difesa" e protetta.
"Violenza legittimata" e uccisioni extragiudiziarie nei confronti di "terroristi" sono accolti dalle democrazie occidentali, come strumenti necessari per la sicurezza nazionale.

Una "guerra umanitaria" viene appoggiata dalla cosiddetta comunità internazionale. Non viene condannata come un atto criminale. I suoi principali architetti sono ricompensati per il loro contributo alla pace nel mondo.

Riguardo all'Iran, ciò che si sta svolgendo è la pura e semplice legittimazione della guerra in nome di un'illusoria idea di sicurezza globale.
Un attacco aereo "Preventivo" contro l'Iran porterebbe all'escalation
Attualmente ci sono tre teatri di guerra separati in Medio Oriente Asia Centrale: Afghanistan-Pakistan, Iraq e Palestina.

Se l'Iran dovesse essere oggetto di un attacco aereo "preventivo" da parte delle forze alleate, l'intera regione, dal Mediterraneo orientale alla frontiera occidentale della Cina con l'Afghanistan e il Pakistan, si infiammerebbero, conducendoci potenzialmente in uno scenario da III guerra mondiale.

La guerra si estenderebbe anche a Libano e Siria.

È altamente improbabile che i bombardamenti, se dovessero essere attuati, sarebbero circoscritti agli impianti nucleari dell'Iran come sostenuto dalle dichiarazioni ufficiali U.S.-Europa-NATO. Ciò che è più probabile è un attacco aereo su infrastrutture militari e civili, sistemi di trasporto, fabbriche, edifici pubblici.


Fonte: DefenseLINK-Unified Command Plan

Scenario III guerra mondiale
"Le Aree di Responsabilità dei Comandanti nel Mondo" (vedi la mappa qui sopra) definiscono il disegno militare globale del Pentagono, che è la conquista del mondo. Questo dispiegamento militare si sta verificando in parecchie regioni simultaneamente sotto il coordinamento dei comandi regionali USA, che comporta la costituzione di scorte di sistemi di armi made in USA da parte delle forze statunitensi e dei paesi partner, alcuni dei quali sono ex nemici, tra cui il Vietnam e il Giappone.

Il contesto attuale è caratterizzato da un incremento militare globale controllato da una superpotenza mondiale, che sta usando i suoi numerosi alleati per scatenare guerre regionali.

Al contrario, la seconda guerra mondiale fu un'associazione di teatri di guerra regionali separati. Date le tecnologie di comunicazione e sistemi di armi degli anni quaranta, non vi era alcun coordinamento strategico in "tempo reale" durante azioni militari tra grandi regioni geografiche.

La Guerra Globale si basa sull'impiego coordinato di una sola potenza militare dominante, che supervisiona le azioni dei suoi alleati e partners.
Ad eccezione di Hiroshima e Nagasaki, la seconda guerra mondiale è stata caratterizzata dall'uso di armi convenzionali. La pianificazione di una guerra globale si basa sulla militarizzazione dello spazio. Se fosse avviata una guerra diretta contro l'Iran, non verrebbero utilizzate solo armi nucleari, ma sarebbe utilizzata anche l'intera gamma di nuovi sistemi di armi avanzate, tra cui armi elettrometriche e tecniche di modificazione dell'ambiente (ENMOD).

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
Il Consiglio di sicurezza ha adottato all'inizio di giugno una quarta serie di sanzioni contro la Repubblica islamica dell'Iran, che comprendeva un embargo espanso come pure ampi e "più severi controlli finanziari". Per un'amara ironia, questa risoluzione è passata durante i giorni in cui il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha rifiutato apertamente di adottare una mozione di condanna di Israele per l'attacco in acque internazionali contro la Freedom Flotilla diretta verso Gaza.
Cina e Russia, per le pressioni da parte degli USA, hanno approvato il regime delle sanzioni UNSCR, a loro discapito. La loro decisione all'interno del Consiglio di sicurezza contribuisce ad indebolire la loro stessa alleanza militare, l'organizzazione di cooperazione di Shanghai (SCO), in cui l'Iran ha lo status di osservatore. La risoluzione del Consiglio di sicurezza blocca le rispettive cooperazioni militari di Cina e Russia e gli accordi bilaterali di scambi con l'Iran. Ha gravi ripercussioni sul sistema di difesa aerea dell'Iran che dipende in parte dalla tecnologia e dall'esperienza russa.
La risoluzione del Consiglio di sicurezza concede de facto "luce verde" a scatenare una guerra preventiva contro l'Iran.

L'Inquisizione americana: Costruire un consenso politico per la guerra
In coro, i media occidentali hanno bollato l'Iran come una minaccia alla sicurezza globale in vista del suo programma di presunte armi nucleari (inesistente). Riecheggiando dichiarazioni ufficiali, i media ora chiedono l'attuazione di bombardamenti punitivi nei confronti dell'Iran in modo da salvaguardare la sicurezza di Israele.

I media occidentali stanno battendo i tamburi di guerra. Lo scopo è quello di instillare tacitamente, attraverso reiterati rapporti dei media, nausea, all'interno dell'inconscio popolare, la nozione che la minaccia iraniana è reale e che la Repubblica islamica dovrebbe essere "conquistata".
Un consenso alla costruzione del processo per fare la guerra è simile all'Inquisizione spagnola. Esso richiede ed esige l'accettazione dell'idea che la guerra è un impegno umanitario.

Noto e documentato, la vera minaccia alla sicurezza globale proviene dall'Alleanza U.S.-NATO-Israele, eppure la realtà in un ambiente inquisitorio viene capovolta: i guerrafondai sono impegnati per la pace, le vittime della guerra sono presentate come i protagonisti della guerra. Considerando che nel 2006, quasi due terzi degli americani erano contrari ad un'azione militare contro l'Iran, un recente sondaggio Ernst-Reuter-Zogby del febbraio 2010 suggerisce che il 56% degli americani è favorevole ad un'azione militare USA-Europa-NATO contro l'Iran.

Un consenso politico che si basa su una totale menzogna non può, tuttavia, basarsi unicamente sulla posizione ufficiale di coloro che sono la fonte della menzogna.
Il movimento anti-guerra negli Stati Uniti, che in parte è stato infiltrato e cooptato, ha assunto una posizione debole riguardo all'Iran. Il movimento anti-guerra è diviso. Ha posto l'accento sulle guerre che si sono già verificate (Afghanistan, Iraq) piuttosto che opporsi con forza alle guerre che sono in preparazione e che sono attualmente sul tavolo da disegno del Pentagono. Dopo l'inaugurazione dell'amministrazione Obama, il movimento anti-guerra ha perso molto del suo slancio.

Inoltre, coloro che si oppongono attivamente alle guerre in Afghanistan e in Iraq, non necessariamente si oppongono ai "bombardamenti punitivi" diretti contro l'Iran, né considerano questi bombardamenti come un atto di guerra, che potenzialmente potrebbe essere il preludio alla III guerra mondiale.

Il peso della protesta anti-guerra in relazione all'Iran è stato minimo rispetto alle dimostrazioni di massa che hanno preceduto il bombardamento del 2003 e l'invasione dell'Iraq.

La vera minaccia alla sicurezza globale proviene dall'Alleanza U.S.-NATO-Israele.
L'operazione Iran non viene contrastata nell'arena diplomatica dalla Cina e dalla Russia; ha il sostegno dei governi del fronte degli Stati arabi che sono integrati nel dialogo mediterraneo sponsorizzato dalla NATO. Ha anche il tacito sostegno dell'opinione pubblica occidentale.

Ci rivolgiamo alle persone su tutta la terra, in America, Europa, Israele, Turchia e in tutto il mondo perchè si ribellino contro questo progetto militare, contro i loro governi che sono a favore di un'azione militare contro l'Iran, contro i mass media, che servono a camuffare le conseguenze devastanti di una guerra contro l'Iran.
L'agenda militare supporta un profitto guidato da un distruttivo sistema economico globale che impoverisce ampi settori della popolazione mondiale.

Questa guerra è pura follia.
La Terza Guerra Mondiale è un terminale. Albert Einstein aveva capito i pericoli della guerra nucleare e dell'estinzione della vita sulla terra, che è già iniziata con la contaminazione radioattiva derivante dall'uranio impoverito. "Non so con quali armi sarà combattuta la III guerra mondiale, ma la IV guerra mondiale sarà combattuta con clave e pietre."

I media, gli intellettuali, gli scienziati e i politici, in coro, offuscano la verità indicibile, vale a dire che la guerra fatta usando testate nucleari distrugge l'umanità, e che questo complesso processo di graduale distruzione è già cominciato.
Quando la menzogna diventa verità non c'è più modo di tornare indietro.
Quando la guerra viene accolta come un impegno umanitario, la giustizia e l'intero sistema giuridico internazionale sono stravolti : il pacifismo e il movimento anti-guerra vengono criminalizzati. Essere contro la guerra diventa un atto criminale.
La menzogna deve essere svelata per quello che è e per quello che fa.

Sanziona l'abbattimento indiscriminato di uomini, donne e bambini.

Distrugge le famiglie e le persone. Distrugge l'impegno delle persone verso gli altri esseri umani.

Impedisce alle persone di esprimere la loro solidarietà per coloro che soffrono.

Sostiene la guerra e lo stato di polizia come l'unica linea di approccio.

Essa distrugge sia il nazionalismo che l'internazionalismo.
Rompere la menzogna significa rompere un progetto criminale di distruzione globale, in cui la ricerca del profitto è la forza prevalente.
Questo profitto guidato dall'agenda militare distrugge i valori umani e trasforma le persone in zombie inconscienti.
Dobbiamo invertire la marea.
Sfidare i criminali di guerra in alte cariche e i potenti gruppi di pressione corporativi che li supportano
Rompere l'Inquisizione americana.
Minare la crociata militare U.S.-NATO-Israele.
Chiudere le fabbriche di armi e basi militari.
Portare a casa le truppe.
I membri delle forze armate dovrebbero disobbedire agli ordini e rifiutarsi di partecipare ad una guerra criminale.
Michel Chossudovsky


La Parte II di questo saggio sarà pubblicata prossimamente.
Preparazione per la terza guerra mondiale. Natura e storia dell'operazione militare programmata contro l'Iran. Include l'analisi del ruolo di Israele..

Michel Chossudovsky è un premiato autore, professore di economia (Emerito) presso l'Università di Ottawa e direttore del centro per la ricerca sulla globalizzazione (CRG), Montreal. Egli è l'autore di "La globalizzazione della povertà e il nuovo ordine mondiale" (2003) e "Guerra al terrorismo dell'America" (2005). È anche un collaboratore dell'enciclopedia Britannica. I suoi scritti sono stati pubblicati in più di venti lingue. può essere raggiunto a globalresearch.ca sito Web

Fonte: Global Research
Traduzione di: Dakota Jones

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http://www.circolovegetarianocalcata.it/?s=estinzione+specie+umana