sabato 12 maggio 2012

Cosa è cambiato dalla fine dell'impero Maya ad oggi?




Quando gli stati cadono in mano degli usurai può succedere di tutto, poiché l'usuraio non senso dello stato ma solo senso dell'interesse. In Europa siamo in una situazione in cui c'è una "moneta debito" e quindi "moneta truffa" per definizione senza stati in quanto senza unità politica e allo steso tempo siamo in alcuni stati senza moneta sovrana che adottano (affittano) la moneta euro. La moneta euro non è nata per volontà europea, ma per volontà della finanza. Non c'è stato un atto sovrano a stabilire l'euro ma solo una serie di passaggi molto subdoli ed ambigui, in cui alcune nazioni si sono trovati adottata questa moneta senza nemmeno essere stati informati adeguatamente sul rischio possibile di adottare questo tipo di sistema monetario.

Non può esistere democrazia all'interno di un popolo se questo non può governare la propria moneta, qualsiasi democrazia possibile che non contempli la proprietà popolare della moneta è una democrazia fasulla, finta. La complicazione di questa semplice definizione significa solamente fregare il popolo. Togliere la sovranità monetaria ad un popolo equivale a togliergli quasi tutte le altre sovranità (territoriale, politica, giuridica, energetica, sanitaria, culturale, alimentare, idrica, popolare, ecc).

La sovranità significa gestire il valore di una nazione. Il valore che esprime come: conoscenza, storia, cultura, risorse, ricerca, tecnologia, arte, territorio, ecc che sono tutte attività in relazione con lo spirito e che hanno a che fare con la dimensione del tempo. Il tempo è l'unico valore che una vita ha. Il tempo da vivere è la massima espressione che una vita umana può possedere. Il vivere in libertà ed auto realizzarsi ma sopratutto essere padroni del proprio tempo significa essere sovrani di se stessi, chiunque ci rubbi del tempo ci sta sottraendo sovranità. La sovranità della vita dipende da quanto riusciamo ad essere padroni del nostro tempo che rappresento il nostro massimo valore. Se il "sistema" ci toglie tempo per produrre valore per altri vuol dire che toglie sovranità umana. Uno stato dovrebbe esistere solo in funzione della sovranità dei suoi cittadini senza la quale decade naturalmente la funzione di stato, se uno stato non indirizza le sue funzioni alla realizzazione e la determinazione della sovranità del suo popolo significa che non ha senso di esistere e che è giunta l'ora della rivoluzione culturale per rifondare lo stato. Uno stato senza sovranità non è uno stato.

La prima sovranità è propri quella di gestire il proprio tempo ed il proprio valore, il valore ed il tempo dei propri cittadini; uno stato che obbliga i suoi cittadini a lavorare per terzi, non solo non è più uno stato, ma commette alto tradimento verso i suoi cittadini. Uno stato prostrato al neoliberismo e alla moneta usuraia non può che perire, bruciandosi futuro e speranza. I cittadini sovrani e entità prima affinché possa esistere uno stato, diventano in questa condizione "vittime sacrificali" da immola re sull'altare delle borse per placare le ire del dio mercato, che attraverso i suoi sacerdoti predica nuove disgrazie se non si fanno nuovi sacrifici (umani). Cosa è cambiato dall'impero Maya ad oggi? Come mai l'uomo stesso e la sua vita ancora non sono stati dichiarati patrimonio della umanità? Quando ad una vita si chiede più del suo tempo di vivere si commette reato contro l'umanità. La vita umana non ha prezzo per cui nessuno deve mai sprecare la vita per nessuno ragione tanto meno per degli usurai. Per liberarsi da un sistema qualunque ma soprattutto quello della "moneta debito" è necessario non continuare ad alimentare i modelli che lo sostengono.


Il suicidio è l'estremo esercizio della propria sovranità e della propria libertà, con il suicidio infatti si autodetermina la propria volontà sul proprio tempo che non si vuole più cedere agli altri (poiché c'è lo estorcono con la forza, vedi Equitalia). Allora si esercita l'ultimo atto di volontà sovrana, se il mio tempo (valore) non può essere mio allora non sarà neanche vostro e si decide l'atto sovrano finale. La questione è delicata e seria ma purtroppo spesso le classi politiche e men che mai dei tecnici senza scrupoli e senso di stato possono tirare fuori la nazione da questa depressione e da questa eutanasia continua di sovranità. Ogni suicido è un pezzo di stato che muore, non si deve sprecare la vita mai per nessuna situazione al mondo; la sovranità della dignità deve superare qualsiasi vincolo materiale. La solitudine ed il capitalismo purtroppo ci rende egoisti pure nell'atto estremo del suicidio.

Parlando con un amico del centro Asia, mi ha fatto riflettere su questa frase, "voi siete egoisti pure quando vi suicidate" e ho chiesto spiegazione, ed è stata la seguente, per noi il suicidio e raro ma se dovessimo usare per questi casi poiché crediamo nella comunità e abbiamo amore per la continuità della comunità e proprio vogliamo suicidarci almeno lo facciamo cercando di fare un beneficio alla comunità e ci portiamo dietro un potenziale nemico della comunità, cosi almeno il nostro sacrificio non risulta vano. Mi sono tornati in mente i kamikaze giapponesi.

Certo nel mondo occidentale questo non solo non è concepibile, ma addirittura il solo parlarne potrebbe diventare reato per istigazione al suicidio o al terrorismo. Tutto ciò fa parte della nostra cultura che per certi versi è gretta e rozza per non dire bigotta.

In ogni caso la vita è sempre sacra in ogni condizione e forma e non va mai sprecata per nessuna ragione al mondo.

Giuseppe Turrisi


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Commento di Marco Carlino:

Correggendo qua e la gli errori di battitura direi che questo breve testo (insieme ad altri) dovrebbe essere insegnato alle elementari in modo da formare delle generazioni in grado di difendersi dai meccanismi che le imprigionano. L'accostamento proposto con lo stoicismo è azzeccato, per quanto qualunque -ismo vada bandito in linea di principio per la sua pretesa di regolamentare quell'unicità che ognuno di noi rappresenta così come l'essere umano è l'eccezzione che conferma la regola della vita su questo pianeta.
Infatti, se ricordo bene, riguardo all'egoismo che contraddistinguerebbe gli occindentali, già mi espressi convenendo che il suicidio alla kamikaze fosse ben più sano rispetto a quello cui siamo usi contemplare. Nondimeno, nella speranza di non essere il solo a pensarla in questo modo, ne consegue che non sia una prerogativa prettamente orientale bensì che lo sia invece il "bigottismo" di facciata cui si allude che sbagliando ne fa divieto etico. Tuttavia ho giurato da tempo ormai che quando arriverà il mio momento non sarà fine a me stesso perché non è peccato uccidere se per farlo si rinuncia alla propria stessa vita. Proprio poco fa, infatti, chiaccherando in privato con un amico ho detto che il modus "morendi" (si dirà così?) del kamikaze è quello del "se non per me, allora neanche per gli altri"... lo si potrebbe deprecare? Gesù porgeva l'altra guancia e sulla croce chiese il perdono dei suoi assassini, ma egli (a patto che sia realmente esistito e che quanto si dica sul suo conto sia vero) potè ben permetterselo, considerando quanto, per mano dei molti discepoli, impresse il suo amore in profondità nella sacra sindone del genere umano che ancora oggi lo ammira: e dunque morì soddisfatto. Ma cosa succede quando il condannato alla crocifissione è un illustre signor nessuno cui nessuno da retta che pertanto non è riuscito a diffondere il suo verbo dal momento che con ogni probabilità gli sono mancate persino le certezze per credervi egli stesso? Succede che il desiderio di lasciare un segno o, se preferite, restituire un senso alla propria vita prevale ugualmente perchè ognuno di noi è vivo tanto quanto lo fu Gesù se davvero lo fu. E allora, come giustamente Giuseppe osserva, "quando gli stati cadono in mano degli usurai può succedere di tutto"... perciò, ma lo ripeto da anni ormai, mettiamoci l'anima in pace che come l'elegio Ovidio scrisse mentre Gesù ancora succhiava il latte da una vergine mammella "tutto cambia", perciò se le cose non migliorano possono andare solo peggio e siccome al peggio non c'è mai fine sempre peggio.


A chi vive il presente soltanto, è dato di "essere il cambiamento che vuole vedere avvenire nel mondo" (inutile citare quest altro messaggero d'amore) perché solo a lui è dato di essere.
Il problema però è che questo "chi" è scisso in circa sette miliardi di cui la stragrande maggioranza è soggiogata da una sparuta minoranza: perciò re-stat in medio virtus (cioè noi e quelli come noi) di liberare dal giogo gli schiavi e con il loro aiuto gli schiavisti. In mezzo la virtù così come la vita, che poichè viva oscilla come un pendolo che quando si arresta muore com'è perduto chi si ferma. Cogito ergo sum, disse saggiamente qualcuno, eppure in tanti oggi si limitano al Coito... ergo sono bestie.
Quali saranno mai, difatti, quei pensieri che aleggiano nella mente dello schiavo che baratta l'ennesimo cellulare con l'ennesima cellula cerebrale, oppure quelli che stagnano nella brama di chi stipa l'ennesima richezza che non potrà mai godersi in vita per negarla a chi per contro ne avrebbe necessità vitale, a prescindere dal cogito? Pensieri macchinali, schematici o, se vogliamo, -ismi cui a un certo punto si ottempera senza l'avallo della gnosi.
Succederà quello che succederà, e chi lo sa, però noi "virtuosi" ci auto-obblighiamo a liberare con la forza della Verità tutti gli altri (al bar, per strada - a prop. proprio stasera davanti al pub ho sentito finalmente dei ragazzi parlare della nuova costituzione islandese scritta in rete da tutti i cittadini... peccato che poi qui a lecce abbia STRAvinto il Partito De Linquenti); non fosse altro perchè altrimenti avremmo vissuto senza nemmeno ricercare la sovranità, e quindi senza senso e senza segno.


Ora mi resta solo da concludere scusandomi per la prolissità e augurando ai pochi che stanno ancora leggendo tanto ottimismo, oltre che la buonanotte. Marco Carlino

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